Alessandria, post pubblicato a cura di Pier Carlo Lava 

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La fede a volte può essere una misura protettiva nei confronti della paura della vita. Un modo per respingere o fuggire dalla vita. In questi casi la psicoanalisi fa cadere la maschera della fede. In altri casi invece vi sono soggetti atei che scoprono la potenza della fede proprio attraverso l’analisi.

Innanzitutto la fede nei confronti del proprio desiderio. Scoprono che la realtà visibile non esaurisce l’essere. Ma in generale la psicoanalisi favorisce lo stabilirsi di rapporti di amicizia con l’Altro.

Con il nostro Altro interno e con l’alterità dell’Altro fuori di noi. Rispetto all’esperienza del lutto favorisce la gratitudine al rimpianto, il ringraziamento al rammarico nei confronti di chi ci ha lasciati…

Massimo Recalcati in “La luce delle stelle morte. Saggio su lutto e nostalgia” edito da Feltrinelli (novembre 2022) apre una finestra che in modo inedito e poetico ci porta a riconsiderare due concetti cardine nell’ambito della teoria psicoanalitica, quello del lutto e quello della nostalgia.

La tesi di fondo di questo saggio è che non esiste lavoro del lutto che si possa dire compiuto, ma che piuttosto «ogni lavoro del lutto porta con sé qualcosa di incompiuto, un resto che non si lascia del tutto dimenticare». La questione a cui questa tesi apre riguarda la possibilità nella vita e nella cura di rendere quel resto generativo di un nuovo desiderio e – per dirla con Freud – essa concerne la possibilità di sottrarre la libido dalla presa melanconica che l’oggetto perduto ha lasciato.

http://lesocietadipsicoanalisi.it/la-luce-delle-stelle…/

Silvia Cavalli scrive de “La luce delle stelle morte. Saggio su lutto e nostalgia” di Massimo Recalcati.

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Al link, l’intervista che Massimo Recalcati ha rilasciato a Roberto Cetera de L’Osservatore Romano.

Buona lettura!

SC