Albert Einstein scriveva di sé: non ho particolari talenti. Sono solo appassionatamente curioso.

Forse non è stato proprio così, ma sta di fatto che la curiosità è, a livello collettivo, uno dei grandi motori della scienza e della conoscenza, e a livello individuale un potente fattore di sviluppo e di salute mentale.

Anche se tutti sappiamo, o pensiamo di sapere, che cos’è la curiosità, definirla non è semplice. 

Abbiamo “curiosità” quando c’è una ricerca attiva di nuovi dati e informazioni, dicono gli scienziati. 

E poi: quando siamo portati a esplorare. 

La curiosità è sia un comportamento istintivo che ci porta a cercare ciò che è nuovo o diverso (lo sviluppiamo già da piccoli, e lo condividiamo con molte specie animali superiori) sia un’emozione positiva, che ci porta a desiderare di trovare risposte alle nostre domande.

I Big Five, uno dei più accreditati modelli di interpretazione della personalità, ci dicono che essere curiosi è una delle caratteristiche fondamentali che contraddistinguono il tratto “apertura all’esperienza”. 

Unita ad altre caratteristiche complementari (gusto per ciò che è bello, apertura alle emozioni, vivacità intellettuale e immaginazione) la curiosità è una delle caratteristiche principali delle personalità creative.

Qualsiasi studente lo sa: imparare una materia da cui si è incuriositi è più facile (conseguenza: l’obiettivo primario dei docenti dovrebbe essere guidare gli studenti a essere curiosi. Ma quanti si ricordano di farlo?).

Se volete imparare prima e meglio, coltivate la curiosità come atteggiamento mentale.