I figli dei Millennials

  • Generazione Y (nati dal 1981 al 1996 i Millennials) travolta dalle nuove tecnologie, vissute come un adattamento al cambiamento
  • Generazione Z (nati dal 1997 al 2012) cresce in un mondo dove le tecnologie e le relazioni digitali sono consolidate.
  • Generazione Alpha (nati dal 2010 ) vive in un mondo dove la tecnologia è parte integrante della vita.

Dopo qualche cenno alle etichette utilizzate dai sociologi per differenziare le generazioni, parliamo proprio della Generazione alpha i ragazzi nati dal 2010 in poi. Per loro non è mai esistito un mondo senza la tecnologia. Le loro interazioni, giochi e conoscenze passano attraverso dei dispositivi digitali. La Generazione alpha è abituata a ricevere una molteplicità di informazioni e di messaggi fin dalla nascita.

Hanno un dito sempre sullo schermo di qualche dispositivo elettronico.

Secondo psicologi e studiosi questo influirà sicuramente sul loro modo di apprendere, di pensare e di agire. E il risultato sarà “efficienza altissima” a discapito della memoria e della concentrazione. Passando velocemente da un compito e da un’informazione a un’altra, i bambini diminuiscono la capacità di concentrazione. L’attenzione dura poco. Un film potrebbe essere troppo lungo per la loro capacità di concentrazione.

La possibilità di accedere a qualsiasi tipo di informazione e dato, toglie e rallenta la capacità di memorizzazione. Saranno bambini veloci, intuitivi ma potrebbero aumentare i disturbi da deficit di attenzione (ADHD)

Proviamo a pensare come, nella realtà odierna, la conoscenza è a portata di click in ogni momento, senza sforzo, senza apprendimento del dato. Tante volte noi stessi cerchiamo su internet informazioni che, con un piccolo sforzo di memoria, potrebbero riaffiorare nella nostra mente. Perché memorizzare se qualsiasi informazione è sempre presente sui dispositivi digitali?

Questo però potrebbe rendere le generazioni completamente “perse” senza la tecnologia. Un piccolo esempio: se perdiamo il cellulare chi si ricorda a memoria il numero di telefono dei propri familiari? Degli amici?

Forse è meglio ritornare a fare qualche lezione nozionistica per esercitare la memoria? La canzoncina, la filastrocca imparata a scuola e recitata ai genitori può essere utile?

La formazione scolastica dovrebbe creare un legame tra sapere, fare e saper fare. Il sapere è sempre disponibile con la tecnologia. Il fare più cose, abbiamo detto prima, è la caratteristica di efficienza della Generazione alpha. Il saper fare è quell’aspetto che richiede maggiore attenzione perché spesso facciamo fare alla tecnologia tutto, senza impegnarci più di tanto.

I genitori della Generazione alpha sono i Millennials. Per loro l’approccio e l’utilizzo delle nuove tecnologie è stato un percorso di crescita, dimestichezza e confidenza; loro hanno vissuto un mondo senza internet. La Generazione alpha, immersa nella tecnologia, ha precocissime e sofisticate competenze, non solo tecniche ma anche di relazione e cognitive, nell’utilizzo dei dispositivi digitali.

Questo non vuol dire però che ne abbia la maturità cognitiva ed emotiva per utilizzarle senza rischi.

Alcuni esperti consigliano di dare ai ragazzi uno smartphone, ad utilizzo esclusivo, almeno ai 14 anni. Questo proprio per la loro immaturità che non consente la decodificazione dei messaggi ricevuti dal mondo virtuale. Messaggi spesso violenti ed emotivamente impattanti che possono risultare “traumatici” e che può portarli a riproporli in giochi o atteggiamenti sociali.

E il mondo degli adulti dov’è? Troppo spesso impegnato o inesistente; altre volte incompetente o indifferente, altre volte delegante o troppo limitante. Il mondo degli adulti dovrebbe, secondo gli esperti, condividere, porre limiti e discutere con loro, i contenuti multimediali.

Non bisogna lasciarli soli come non si lascia solo un bambino nel bosco perché può perdersi.

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