𝘾’𝙚𝙧𝙖 𝙪𝙣𝙖 𝙫𝙤𝙡𝙩𝙖 𝙞𝙣 𝙄𝙩𝙖𝙡𝙞𝙖 dal 9 al 15 marzo è 𝐓𝐔𝐓𝐓𝐈 𝐈 𝐆𝐈𝐎𝐑𝐍𝐈 alle 𝟏𝟗 in programmazione al Cinema Sivori#FilmclubCircuito Cinema Genova (Salita S. Caterina 48/R, #genova) 🙂🙂🙂

🎞#trailer: youtu.be/ePNtgZmMOW8

Fra le molte cose imperdibili di questo film-inchiesta, c’è Roger Waters che si avvicina al microfono e scandisce: «Aprite l’ospedale di Cariati, subito!». Da uno dei tanti presidi sanitari italiani chiusi in questi anni si passa al tema globale del diritto alla #salute e ad una #sanità pubblica. Un #diritto da difendere e su cui confrontarsi. Non a caso, ovunque venga proiettato, 𝘾’𝙚𝙧𝙖 𝙪𝙣𝙖 𝙫𝙤𝙡𝙩𝙖 𝙞𝙣 𝙄𝙩𝙖𝙡𝙞𝙖 anima sempre vivacissimi dibattiti e riempie le sale cinematografiche.

“Era il novembre 2020, eravamo tutti serrati in casa per il secondo, surreale lockdown quando un gruppo di uomini decise di occupare la struttura ospedaliera di Cariati, un tempo altamente operativa ma via via stritolata dalle privatizzazioni, mangiata dalla malapolitica, ridotta a un pugnetto di servizi risibili e ovviamente incapaci di fronteggiare i bisogni della popolazione: situazione non isolata questa, ma da inserire anzi in un trend tragico che dal 2010 ha al centro l’area calabrese. Parlando al telefono con Mimmo Formaro, uno dei protagonisti dell’insurrezione, la storia acquista un che di mitico, di miracoloso e stupefacente, ed effettivamente lo è. Per ben otto mesi, mi spiega, lui e i suoi compagni hanno portato avanti il presidio. «La notizia era ovunque», aggiunge emozionato, «ricevevamo messaggi anche dalla Turchia, dal Cile, dal Giappone. Le televisioni venivano qui a Cariati, non c’era giorno che non fossimo assaltati da questo o quel giornalista, pareva di stare a Montecitorio!».

Ma dopo il primo, esaltante periodo la battaglia perde mordente, l’interesse fisiologico cala – come spesso accade – e quella che sembrava un’azione scintillante s’impantana in una guerra d’indifferenza. Peccato che dietro l’angolo era già pronto il colpo di genio, o il colpo del caso: chiamiamolo come vogliamo. Succede infatti che due registi, Federico Greco e Mirko Melchiorre, sempre del 2020 girano un documentario sulla sanità calabrese. Seguono con le telecamere Gino Strada, all’epoca attivo con Emergency a Crotone. Gli vanno dietro filmando i suoi movimenti, i suoi sforzi che potremmo definire eroici, per usare un eufemismo, date le condizioni da terzo mondo del territorio in cui operava. Da lì a raggiungere Cariati il passo è breve, decidono di raccontarne gli eventi e scommettono sulla risonanza mondiale cha potevano tornare ad avere.”

(Rivista Studio)