Lady Diana aveva grande rispetto per Elisabetta II, che chiamava Top Lady, ma apprezzava assai meno la dinastia dei Windsor. «Sono a malapena inglesi – disse una volta – mentre si possono trovare tracce degli Spencer tornando indietro di mille anni». Commento velenoso, tuttavia fondato su una granitica verità, visto che nelle vene della famiglia reale inglese scorre una buona dose di sangue tedesco. Dettaglio normale negli usi di tutti i reali d’Europa, che combinavano matrimoni coi casati degli altri Paesi per cementare alleanze o per sancire la pace dopo una guerra. Tuttavia la questione causò parecchi fastidi a Buckingham Palace, tanto che nel 1917 – nel pieno della prima guerra mondiale che vedeva la Gran Bretagna dentro l’alleanza schierata contro la Germania – per tacitare l’opinione pubblica re Giorgio V decise di cambiare nome al casato: dal troppo evocativo Sassonia-Coburgo-Gotha al molto britannico Windsor.

Un passo necessario perché in troppi guardavano con sospetto alle origini e alle parentele tedesche della famiglia reale. Al di là del nome, comunque, il monarca non poté certo cancellare gli strettissimi legami di famiglia con la Germania: era cugino in primo grado del Kaiser Guglielmo II (suo padre e la madre di questi, primogenita della regina Vittoria, erano fratelli) e aveva sposato la principessa tedesca Maria di Teck, bisnonna bisbetica eppure amatissima di Elisabetta II.

Ma perché la famiglia reale inglese si chiamava Sassonia-Coburgo-Gotha? Era questo il nome di Alberto, principe tedesco (nonché cugino: la madre di lei era sorella del padre di lui) che la regina Vittoria aveva sposato nel febbraio 1840, padre dei suoi nove figli. Il ciclico apparire dei sentimenti antigermanici nell’opinione pubblica fu un problema anche per la sovrana che è stata la quintessenza dello spirito inglese e che aveva allargato i confini del regno fino a farne un impero tra i più vasti della Storia. Già l’annuncio del matrimonio col cugino tedesco aveva diviso l’opinione pubblica (i detrattori lo chiamavano “Alberto l’usurpatore”), ma l’astio si fece ancor più sentire quando, nel dicembre 1853, arrivò la notizia dell’affondamento della flotta turca a Sinope, sul Mar Nero. Erano i primi bagliori della guerra di Crimea. La Russia che da mesi minacciava la Turchia, la più debole tra le potenze del Continente ma determinante per la sicurezza dell’Europa occidentale, adesso diventava una concreta minaccia anche per la Gran Bretagna e per le navi della sua gloriosa Marina di stanza nel Mar Nero. Le spinte interventiste crescevano ogni giorno di più, e intanto sui giornali venivano pubblicati articoli che mettevano in dubbio la fedeltà di Alberto poiché «tedesco» e perché «filoprussiano». Finì che l’Inghilterra dichiarò guerra all’orso russo e, al fianco della Francia e poi del Regno di Sardegna, corse a proteggere la Turchia e ancor più i propri interessi commerciali e di transito sul Mar Nero.

La stessa Vittoria aveva origini teutoniche. Era infatti una Hannover, la cui dinastia sul trono d’Inghilterra era iniziata nel 1714 quando, con la morte della regina Anna – senza figli e quindi ultima del casato degli Stuart – la corona passò a un suo lontano parente, il principe elettore di Hannover Georg Ludwig, la cui nonna materna era figlia di re Giacomo I e dunque aveva sangue degli Stuart nelle vene. Erano in tanti, in realtà, coloro che potevano vantare tale requisito, ma a differenza degli altri il principe di Hannover era di fede protestante dacché, dopo la legge del 1701, nessun erede cattolico della famiglia reale poteva aspirare al trono di Gran Bretagna. Il principe di Hannover fu incoronato col nome di Giorgio I, e – anche perché pare non conoscesse la lingua inglese – non fu per nulla amato né dal popolo né dall’aristocrazia, tanto che fu soprannominato “il re delle rape”. La regina Vittoria era dunque una sua discendente e con lei il casato degli Hannover regnò per ben 63 anni, fino alla morte nel 1901. Durò invece dieci anni il regno del figlio, Edoardo VII, che portava il nome del casato del padre, il tedeschissimo Sassonia-Coburgo-Gotha, quel nome che – durante la prima guerra mondiale – il suo successore re Giorgio V sarà costretto a cancellare e a tramutare in Windsor.

Il padre stesso dei figli di Elisabetta II aveva origini tedesche. Filippo di Grecia, suo cugino di terzo grado poiché entrambi discendenti della regina Vittoria, era un Battenberg (originariamente un ramo cadetto della casa reale del Granducato d’Assia in Germania). Nome che, sempre nel 1917, il padre Luigi (parente dei reali inglesi e ormai cittadino britannico) dovette cambiare perché costretto da re Giorgio V. Battenberg divenne quindi Mountbatten. L’unica a non utilizzare il nuovo nome fu la figlia Alice, sposata con il principe Andrea di Grecia. Alice di Battenberg era la madre di Filippo, che scelse il nome Mountbatten quando nel 1947 sposò l’erede al trono di Gran Bretagna, la futura Elisabetta II.