A tax cut concept.

Onorevole Ministro, 

lo slittamento dei termini per la presentazione della domanda di adesione alla Rottamazione Quater riapre la possibilità, per i contribuenti, di sanare le proprie posizioni debitorie, utilizzando le agevolazioni previste dall’art. 1, commi 231-252, della Legge 197/2022: un’opportunità di regolarizzare i carichi pendenti, accolta con favore dagli insolventi, ma sulla quale intendo sottoporre alla Sua pregiata attenzione alcune riflessioni di carattere generale. 

E’ infatti indubbio che questa rottamazione, a differenza delle altre, presenti vantaggi importanti, permettendo ai cittadini di appianare te posizioni aperte, seppur con qualche limite. Mi preme innanzitutto sottolineare che i contribuenti interessati alla definizione agevolata siano gli stessi spesso e impropriamente definiti evasori. Un termine sul quale mi sono sempre battuto, esponendomi in prima persona e che rifiuto ancor più oggi, osservando quanti associati alla nostra federazione si siano premurati di richiedere il prospetto informativo, al fine di verificare in quale modo e seppur con sacrifici, potessero rientrare dei debiti contratti e riprendere a lavorare e soprattutto vivere con serenità. 

Tale premessa risulta indispensabile, per evidenziare il forte limite di una legge che, per l’appunto, nasce con l’intento di sostenere i privati e le imprese. ma trascura un elemento essenziale: l’esiguo numero di rate previste e gli importi considerevoli delle prime due, pari al 10% ognuna delle somme complessivamente dovute. 

Nel determinare le modalità di dilazione, non si è infatti tenuta in considerazione alcuna la capacità reddituale dei contribuenti quali dovrebbero nella maggior parte dei casi sostenere pagamenti maggiori, rispetto a un salario medio.

Se è vero infatti che la legge 192022 sia una buona opportunità per rientrare dei piccoli importi o per cittadini appartenenti alla cosiddetta fascia alta, capaci di estinguere anche somme importanti con disponibilità immediate, penalizzato risulta ancora una volta il ceto medio. 

Come potrebbe un operaio, un pensionato o il titolare di una piccola ditta, a titolo esemplificativo moroso per sessantamila euro, versare nell’immediato due ratei da seimila euro e nei restati quattro anni, effettuare pagamenti da tremila euro cadauno, per un totale di dodicimila euro l’anno? 

Una pretesa assurda, che si sarebbe potuta facilmente evitare mediante la presentazione di un ISEE e la dilazione in base all’effettiva capacità economica del contribuente, che allo stato attuale si trova invece costretto a rinunciare a una valida opportunità, conscio del’ impossibilità di rispettare l’impegno assunto.

Disparità di trattamento, che si evince anche sul piano orizzontale, per il condono dei crediti fiscali contratti sino al 2015 e sotto la soglia dei mille euro. Demandando agli enti creditori la facoltà di aderire allo stralcio, Si creeranno differenze sostanziali, per esempio, tra gli abitanti li comuni che hanno deciso di cancellare i propri crediti e altri che invece hanno scelto la via contraria. 

L’ articolo 3 della nostra Costituzione è chiaro: tutti i cittadini sono uguali davanti alla Legge, o almeno cosi dovrebbe essere. 

Un decreto emanato su territorio nazionale dovrebbe quindi assicurare a tutti contribuenti lo stesso trattamento, senza distinzione alcuna. 

Per tutti i motivi esposti, confidando nella Sua disponibilità e bontà di operato, sono cortesemente a richiederle l’ audizione presso il Ministero al fine di poterle personalmente esporre mie considerazioni  e verificare la possibilità di una revisione in itinere della legge.

Il Direttore Generale Federcontribuenti Vincenzo Tagliareni

https://www.federcontribuenti.it/il-direttore-generale-federcontribuenti-scrive-al-ministro-di-leo/