Ciglio Introverso, di Alessandra Solina

 

Dante Gabriel Rossetti

E’ ruvido

il tuo ciglio

sbattuto

nella mia mente.

Vorrebbe flettere

i pensieri ma è

avvinghiato

tra le curve grigie.

Neppure l’abile mano di

un neurochirurgo

saprebbe estrapolare

quella virgola

che prima ti apparteneva.

E’ strana la vita!

Quando ti ho conosciuto

era solo un gioco,

sguardi al finestrino

di treni

in direzioni opposte.

Eppure mi sei

entrato in testa

per non uscirne più.

Alessandra Solina

Art: Dante Gabriel Rossetti

Idiomi (s)conosciuti

baraccopoli

Se le lingue nascessero

oggi

sarebbero alti

palazzi d’una

periferia sozza

e defraudata,

ciminiere che

starnutiscono insulti

come code di auto.

Se le lingue nascessero

oggi,

sarebbero scacchiere

di scaffali Ikea

con statuette color zafferano,

icone con il pollice alzato

verso un totem

chiamato Consumismo,

spirito ladro di anime.

Se le lingue nascessero

oggi,

non avrebbero né flessioni

né sfumature ma

sarebbero un

unico idioma

con l’alito di baraccopoli,

dove non si respira

ed è meglio tacere.

Per sempre.

Alessandra Solina

La vida es sueño

 

stoffa 1

Rotolo tra le stoffe d’Oriente

per un filo d’oro che sa di lontananza.

Il mercante fiuta le donne

e vende loro damascati e sogni.

Mi stufo facilmente delle sue ciarle,

voglio conoscere le sete col mero tatto.

La mano mi svelerà il loro viaggio:

onde delicate e marosi turbolenti,

spose lasciate sull’altare

e uomini che guardano l’orizzonte

per spirare insieme al sole che muore.

Mi sussurreranno di enigmi insoluti

nella stanza dei bottoni,

di decisioni prese in fretta

con strascichi di rimorsi.

E ancora di bambole meste color ciclamino

celate in antichi bauli

che vorrebbero fare la loro comparsa

affianco a marionette con la faccia

dipinta di gioia

e nel confronto vincere la sfida.

E mille altre stoffe che mi assillano

e stordiscono con i loro rammarichi.

Nel mare di colori ho smarrito

il filo dorato

che avrebbe dovuto portarmi in salvo…

Il filo che lega tutte le vite

in un ordito infinito di

un’unica illusione.

Alessandra Solina

La mia Siria

Bansky

Fumi si levano
al nascere del sole,
anime che esalano
dal sangue della notte.
Taglienti geometrie
di un luogo ora senza nome.
Schegge d’insegna,
scarpa infangata,
letto lacerato.
Alito di gelida carezza,
vento di memorie.
Una corda vibra.
Vibra l’intensità dell’aria
satura di morti.
Si diffonde la melodia
tra polvere e macerie.
Implora di non dimenticare
l’aberrante follia.
L’umanità, la grande vittima.

Alessandra Solina

Edita in Atomi Sparsi, 2018

Art: Bansky

Assonanze rivelatrici, di Alessandra Solina

fior di loto 1

Stai in stallo.

Non riesco

a pensare

di stare in uno

stagno

tutta la vita.

Ho bisogno

delle turbolenze oceaniche,

di solcare confini lontani.

Lo stagno

è sicuro.

Ti sei adagiato

sulla superficie

come un loto

puro e prezioso.

Siamo energie opposte:

tu perfetto

nella tua stasi,

io ribelle

gioco

a far le creste

alle onde.

Dove ci siamo incontrati,

allora?

Forse nei petali di pioggia.

Alessandra Solina

Il gioco di Tree Nation

tree nation

Sei un seme perso,

mi dice il monitor.

Una strana confessione:

non sarai mai

un albero!

Sono dispiaciuta,

ho tentato di donarti

stille

della mia acqua,

preziosa più di una gemma

rinvenuta

nelle viscere della Terra.

Ma tu non hai voluto

essere (da me) raccolto,

rinfrancato

e cullato

tra tenere zolle.

Sei un seme

perduto,

in chissà quale epoca,

quale vita…

Già, deve essere stata

un’altra vita,

un’altra terra,

uno spazio remoto.

Un abisso dove i semi sono

affogati

in ciuffi di nuvole.

Alessandra Solina

Per sapere di più sul gioco che permette di piantare semi gratuitamente (che poi potranno realmente essere seminati se il gioco andrà a buon fine) seguire il link: Tree Nation

I-rrisolto

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E’ rassicurante

percorrere sempre le stesse vie,

le stesse increspature

della mente.

Ti ha salvato?

Un tempo il suo

abbraccio generoso

ha chiuso fuori

ogni timore.

Bastava lei.

Sopra ogni cosa.

Anche la tua Poesia.

Ma adesso le mani

tremano.

Il rimpianto è

curaro

lento nelle vene.

Certi giorni

mera percezione,

altri ti toglie il fiato:

tra caldi seni e bionde spighe

solo un’illusione.

Affondi

le dita nella melma

della notte

e ti ripeti

lo stesso inutile ritornello.

Ma la campana

suona per tutti.

Cerchi altrove

per non guardarti dentro.

E così non vivi.

Alessandra Solina

Art: Egon Schiele

D’autunno

dentro-una-foglia.jpg

Timide foglie

in attesa

si domandano

se il prolungamento delle loro

brevi esistenze

è segno di una

nuova primavera

o una morra col destino.

Qualche lacrima

dal cielo

e i ciclamini sono in subbuglio.

Passeggio

alla ricerca del mio autunno

– caldarroste e mani in tasca-

ma il sole è

una lama d’agosto

sui ricordi.

Alessandra Solina

Foto: web, le fotografie che sono passate alla storia

Momenti di poesia. Cuore allo zenith

 

Federico Zandomeneghi

Con un gesto delicato,

impercettibile,

i suoi capelli ora

sono altrove.

Teme si ribellino

e turbino

il tuo sonno.

Ma tu non dormi.

Hai gli occhi chiusi,

ma non dormi.

Pensi all’onda lieve

che ti solleticava

la pelle

e che adesso è scomparsa.

Vorresti protestare,

urlare che è reato

far fuggire i suoi capelli

lontano da te.

Vorresti prometterle

che sarai sempre

accanto a lei

e non avrà

più alcuna paura.

Vorresti stringerla

e sussurrarle che

strapperai

le nuvole dal cielo

pur di donarle il sole

e che la notte

non esisterà tormento

perché sarà una leggera

carezza di stelle.

Ma quando il sole è

allo zenith

e le ombre si nascondono

furtivamente,

l’oscurità ti assale.

E vacilli.

Non esiste compito

più arduo

dell’amore.

Alessandra Solina

Art: Federico Zandomeneghi

Connessione Fluida

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Tu mi cerchi nell’aria umida,

mi dici che sono pioggia,

fluido di incanti.

Ma io sono altrove.

Non riesci a scorgermi

tra la spuma delle onde?

Le mie labbra emergono dai flutti

e natiche di scoglio

cozzano senza sosta.

Le mani disegnano vortici e intrighi,

le gambe code di isole

e al centro

un atollo tellurico in fremito di perturbazione.

Forse non sono la tua sirena.

Sono una piovra

che ti avvolge con tentacoli lucenti.

Guizzo e afferro la preda

in una danza al ritmo di salsedine.

I nostri spasimi,

persi nel cielo ossidiana.

Poi,

lentamente,

fino alla riva,

noi.

Un grumo di alghe

(indis)solubile.

Connessione Fluida

Edita nell’Antolgia “Elogio alla Follia”, Divinafollia, 2019