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La blogger Michela santini è una nuova autrice di Alessandria today

di Pier Carlo Lava

Alessandria today è lieta di presentare ai lettori la biografia della blogger Michela Santini e presto avremo il piacere di leggere anche i suoi post.

Michela ha scritto anche un libro, una bellissima favola che presto ci racconterà con apposito post.  

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Note biografiche

Ciao, mi chiamo Michela Santini, Michi per gli amici. Sono nata il 16 marzo 1970, quindi il prossimo anno farò 50 anni.

Vivo a Pesaro nelle Marche da sempre. Sono sposata e ho due figli che oggi sono studenti universitari.

Ho un’azienda termo-sanitaria a gestione familiare in cui mi occupo degli acquisti.

Adoro leggere da sempre, i miei scrittori preferiti del momento sono Antonio Manzini, Matilde Asensi, Alice Basso. 

Mi piace l’arte e seguire lo sport, soprattutto il ciclismo. Ho il cuore rossonero.

Ho aperto un blog dieci anni fa per ricopiare ricette di cucina e tutti gli articoli sulle mie passioni, poi due anni fa ho cominciato a scrivere i miei pensieri. Ho scoperto che era terapeutico e mi sono appassionata alla scrittura creativa.

Nel tempo libero faccio lavori all’uncinetto e ai ferri.

Farmi fotografare mi imbarazza e si vede!

michelasantini.70@gmail.com

Il coraggio di essere.

Marzia Schenetti Artista

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Vorrei proporre una riflessione partendo da me, da una mia opinione, (discutibile), con la quale ritengo l’espressione femminile oggi, un fallimento a più strati.

Alla donna, (più o meno da sempre), è stato attribuita la qualità della creatività, quanto (più o meno da sempre) all’uomo, quella della praticità.

Da questo si è supposto o contemplata una partecipazione (emancipazione) femminile nella società che portasse il grande valore aggiunto della creatività, quanto la capacità di fare, creare, con passione, cuore e soprattutto testa.

Da qui, ovviamente si aggiungerebbe quella plausibile migliore capacità di relazionarsi e la grande (utopia), di autodeterminarsi.

Ma, se in apparenza, oggi vediamo donne realizzate su qualsiasi posto di lavoro, donne con importanti cariche politiche e sociali, in realtà, pur presenti come genere, l’assente è proprio “la creatività”, quell’essenza che ci dovrebbe semmai distinguere per genere.

Siamo passate attraverso la rivoluzione industriale, e forse inconsapevoli di riempire semplicemente in…

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UN MESSAGGIO PER VOI da Gulala Salih Gulala Salih Rappresentante in Italia per Kurdistan Save the Children

Marzia Schenetti Artista

Giù le mani da Rojava!

Un’altra volta siamo sul giornale e sui media, un’altra volta si parla di noi curdi e ancora un’altra volta siamo vittime di un gioco insabbiato, l’accordo tra Donald Trump ed il sultano Erdogan.

Non c’è tregua, è una terra senza pace, da poco tempo è finita un’altra guerra sempre sul territorio curdo e sempre i curdi sono stati vittime e hanno pagato il prezzo più alto. Il popolo curdo, donne e uomini, ha combattuto in prima linea per sconfiggere l’Isis, difendendo anche l’Occidente e l’intera umanità, perché l’Isis non costituiva un pericolo solo per noi curdi, era un pericolo per l’intero pianeta.
Quando l’Occidente ha visto che la guerra contro l’Isis era vinta, era finita anche l’utilità dei curdi. I curdi non servono più. I curdi sono un popolo disposable, usa e getta.
Può mai essere che i curdi cambino strategia e diventino…

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Al Dacia Arena, l’importanza di far squadra contro l’Alzheimer

Una parola tira l'altra...

Venerdì scorso, all’Auditorium Stadio Friuli della Dacia Arena si è svolta la 10^ Serata sull’Alzheimer, organizzata dall’Anap-Ancos di Udine.

Facendo registrare il sold out all’auditorium, l’altra sera eravamo in oltre300 alla serata informativa sull’Alzheimer, organizzata da Anap/Ancos di Confartigianato Persone Udine, insieme all’associazione Alzheimer Udine.

Il giornalista Alberto Terasso ha condotto, brillantemente, questa serata sostenuta dal Comune di Udine e dalla Maico sordità.

Ho trascorso una serata tra attimi di musica, parole e slide informative.

Il tema focale della serata, Mr. Alzheimer, non ha monopolizzato la scena bensì l’ha divisa con il cantante Mal, con Dario Zampa e con lo scrittore Mauro Corona.

Insomma, inutile scrivere che l’età media non era la mia – la pensione per me è talmente lontana da sembrare quasi utopia – e quindi, contrariamente a quanto fatto dalle mie vicine di seduta, non…

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Domenico Ravetti PD. Sanità – Quattro domande alla maggioranza

Domenico Ravetti PD. Sanità – Quattro domande alla maggioranza

Sanità in provincia di Alessandria

QUATTRO DOMANDE ALLA MAGGIORANZA E AI SINDACI DI DESTRA SU ORTOPEDIA, RETE PEDIATRICA, PUNTO NASCITE CASALE E ANESTESISTI.

Ravetti sanità


Mettiamo al bando le polemiche politiche dell’opposizione ( le mie) e la propaganda della maggioranza (la triade Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia) e facciamo luce su alcune vicende fondamentali per la sanità pubblica in provincia di Alessandria. Il mio vincolo è che in minoranza non posso che fare domande non avendo a disposizione i numeri per compiere delle scelte. Noi la chiamavamo “razionalizzazione” mentre la destra alessandrina li chiamava “tagli”. Ebbene, riflettiamo su quello che è rimasto, cheva difeso e che è meno di quello che Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia intendono garantire.

Faccio quattro domande:

La prima domanda è: “Quali sono le condizioni delle Ortopedie ospedaliere di Novi Ligure, Tortona, Acqui Terme e Casale Monferrato e quali prospettive hanno a medio termine?

La seconda domanda è: “Il “Cesare Arrigo” è una eccellente struttura per le risposte ai bisogni di salute dei minori ma in quali condizioni versa la rete pediatrica provinciale?

La terza domanda è: “Esistono reali criticità sul Punto nascite di Casale Monferrato? A prescindere la numero dei parti, il personale è sufficiente? Quali soluzioni sono previste per dare futuro a quel Punto nascite?

La quarta domanda è: “Il numero degli anestesisti è quello necessario per la normale attività della nostra rete ospedaliera?

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Momenti di poesia. Riflessioni mattutine, di Cesare Moceo

Momenti di poesia. Riflessioni mattutine, di Cesare Moceo

Riflessioni

Riflessioni mattutine

Apro gli occhi
agli incanti dell’anima
tremolio silente
a sciogliere in me
le meraviglie dell’assoluto
manifestarsi in ciò
che mi vive attorno
il mare colorato d’azzurro
le sue onde calme
i sentieri scoscesi
che s’inerpicano tra gli alberi
lungo i declivi
delle verdeggianti colline
che raccontan la mia vita
i miei passi
che calpestano indolenti
il luccichio caldo
del sole appena sorto
Sublimità di doni
la cui giusta intuizione
incurante delle stagioni
insegue i pensieri
alimenta i sentimenti
e realizza le passioni
.
Cesare Moceo poeta di Cefalù
Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

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Dialoghi di una vagina e delle sue lenzuola, di LUCIA TRIOLO

Dialoghi di una vagina e delle sue lenzuola, di LUCIA TRIOLO

dialoghi fronte e retro

Sinossi

Può il desiderio d’amore, pensato a partire dal luogo femminile dell’amore agguantare il desiderio, tutto il desiderio che lo nutre e saturarlo senza estinguerlo? Può la reciprocità del desiderio farsi beffe della distanza tra i corpi e conquistare per chi l’ assapora una intimità pari se non maggiore di quella fisica? Può un eros che brucia la carne, cambiare il segno (anima) di due persone?

La chiave di quest’opera è “uno studio metamorfico sul desiderio considerato in senso onnicomprensivo”. (dalla Postfazione di A. Saveriano).

In questi “Dialoghi”, costruiti su un ideale prolungamento dei “Monologhi” di E. Ensler, la vagina diviene, come scrive l’autrice, lo scenario di un duplice esperimento di scrittura: il primo è un racconto che prende forma attraverso la parola dei personaggi ma include anche intermezzi e incursioni liriche; il secondo è “un esperimento diversamente e autonomamente orchestrato di effettivo allestimento teatrale. Qualcosa in più di un canovaccio e qualcosa in meno di una sceneggiatura compiuta”.

Dal libro di Paolo Sorrentino: «Tutto quello che non sopporto ha un nome… »

Una parola tira l'altra...

Paolo Sorrentino, Hanno tutti ragione, quello che non sopporto, libro
Immagine presa dal web

Prefazione di Mimmo Repetto al libro “Hanno tutti ragione”, di Paolo Sorrentino.

“Tutto quello che non sopporto ha un nome.
Non sopporto i vecchi. La loro bava. Le loro lamentele. La loro inutilità.
Peggio ancora quando cercano di rendersi utili. La loro dipendenza.
I loro rumori. Numerosi e ripetitivi. La loro aneddotica esasperata.
La centralità dei loro racconti. Il loro disprezzo verso le generazioni successive.
Ma non sopporto neanche le generazioni successive. Non sopporto i vecchi quando sbraitano e pretendono il posto a sedere in autobus.
Non sopporto i giovani. La loro arroganza. La loro ostentazione di forza e gioventù.
La prosopopea eroica dei giovani è patetica.
Non sopporto i giovani impertinenti che non cedono il posto in autobus.
Non sopporto i teppisti. Le loro risate improvvise, scosciate ed inutili. Il loro disprezzo verso il prossimo diverso. Ancora più insopportabili i giovani buoni, responsabili e generosi…

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IL FERMATEMPO, di Gregorio Asero

IL FERMATEMPO, di Gregorio Asero

Gregorio Asero

IL FERMATEMPO
Mi domando sempre perché il tempo non ha mai la stessa durata. Mi spiego: qualche giorno fa ho incontrato il figlio di un mio amico che non vedevo da molti anni.
«E tu saresti Luca, il figlio di Roberto? Ma quanti anni hai? Ma come passa il tempo! Mamma mia quanto sei alto! Ti ricordavo che andavi ancora alle elementari. Mamma mia! Che giovanotto che sei diventato!» E via di questi modi di dire, giusto per dimostrare il mio stupore.
«Buongiorno signor Gregorio, si sono Luca il figlio di mio papà» Evidentemente era imbarazzato nel rispondere e non sapeva cosa dire, altrimenti non mi avrebbe detto che era il figlio di suo papà. L’educazione dei suoi genitori chiaramente gli imponeva di essere corretto e rispondere alle domande dei grandi. Voglio dire: è pazzesco come volano gli anni, mi sembrava ieri che ero andato in ospedale a trovare la partoriente e oggi mi ritrovo un ragazzotto quasi più alto di me (oddio, non è che ci vuole poi molto a essere più alto di me, ma è un modo di dire per rimarcare, in genere, come crescono i nostri figli). Poi mi sono chiesto perché il tempo cambia velocità, nel senso che, quando ero bambino, sembrava che le scuole non finissero mai, che mai cominciassero le vacanze, e adesso quando c’è una fattura da pagare, o qualche bolletta del metano o della luce, il tempo della scadenza arriva sempre troppo presto. O forse la “famosa” prospettiva dalla quale guardiamo il mondo ci fa sembrare che il tempo abbia velocità diverse. Mi domando: perché invece di inventare i “passatempo”, non inventano i “ferma tempo”?
gregorio asero

Momenti di poesia. NON C’È TEMPO, di Tiziana Asinari

Momenti di poesia. NON C’È TEMPO, di Tiziana Asinari

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Non c’è tempo.

Non c’è tempo da perdere “sbrigati amore”

non ascoltare il vento che ti vuole portare via

non ascoltare la voce del male

che vuole rapire il nostro amore “sbrigati amore”

stringi forte la mia mano senza lasciarla mai

“sbrigati amore”

cerca il tempo della luce,non abbandonare quello del sole..

fermati sotto le nuvole,non oltrepassarle..

rimani tra i respiri dei compagni..

rimani tra il calore delle mie braccia..

e cerca ancora sulla terra il dondolio lunare della vita!

Tiz

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Momenti di poesia. Autunno, di Silvana Fulcini

Momenti di poesia. Autunno, di Silvana Fulcini

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Autunno

Velocemente è arrivato l’autunno!
Il paesaggio intorno a noi
si sta gradualmente trasformando ,
un timido sole fa capolino
fra veli di nebbia.
Nel parco, una gran varietà di colori,
rapiscono il mio sguardo.
I gialli intensi, gli arancioni, i rossi infuocati.
Un po’ più in là
le rosse bacche di rosa canina,
Impreziosiscono i cespugli.
C’è un silenzio quasi irreale.
Qualche giorno fa,
c’era ancora
un gran ciarlare di uccelli,
che, in procinto di partire
si davano appuntamento
sul grande platano,
saltellando di ramo in ramo.
I miei pensieri corrono,
come pure i ricordi.
Un velo di malinconia
mi avvolge,
come la nebbia d’autunno.

Silvana Fulcini
13/10/2015
Diritti riservati
Immagine dal web

IL NOSTRO MALESSERE E LA SUA PROIEZIONE, di Gregorio Asero

IL NOSTRO MALESSERE E LA SUA PROIEZIONE, di Gregorio Asero

Gregorio Asero

Quando apprendiamo della morte improvvisa di un parente o di un nostro conoscente, che abitava molto lontano da noi, sul momento, non si vive tanto il dolore della sua perdita, quanto la sorpresa e l’incredulità. Io dico che si comincia a soffrire per la persona che muore, quando i ricordi la rendono viva in noi. I nostri pensieri, per paura dell’ignoto si orientano verso il superamento della morte fisica, per cui, fin quando esiste nella nostra mente la sua immagine di persona viva e attiva, non sarà mai morta definitivamente. Solo dopo, alla fine dei nostri pensieri di quella persona in vita, si accetta l’idea della morte fisica.

Allora capita che anche noi ci immaginiamo come sarà la nostra morte, quando sarà, e quindi ci sconvolgiamo. Capita di vederci con i capelli bianchi e la pelle cadente, ci vediamo con un fisico non nostro. La persona che eravamo, d’improvviso sparisce, ci vediamo un’altra creatura. Purtroppo, la sostituzione del nostro corpo attuale, con quello immaginario riesce a completare quell’io mancante e ci indica il profondo cambiamento che avverrà in noi: la morte totale e definitiva, quello che fummo e quello che mai più saremo. Continua a leggere “IL NOSTRO MALESSERE E LA SUA PROIEZIONE, di Gregorio Asero”

Ottobre

Raggio di Sole

Mi vien voglia di…
vellutata di zucca, torta di carote e minestra con pasta e ceci;
Un plaid morbido che mi attenda sul divano con i suoi colori pastello e il tessuto caldo, per riempirmi di coccole e abbandonarmi nel dolce far niente;
Il camino acceso con la legna che scoppietta avvolta dalle fiamme vive e intense, colori confortevoli intorno ovunque cada lo sguardo, a ricordare che è ora di rilassarsi e coprirsi per accompagnare la natura nel suo perenne ciclo vitale.
E così rammento che ci sono le conserve pronte da gustare, le sagre di paese per trascorrere le domeniche all’aperto…
Poi esco per scoprire che fuori è più caldo che in casa…
Ogni anno la stessa storia e rimando i progetti autunnali alla prossima occasione.

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Crissy e le bolle di sapone

Raggio di Sole

Crissy oggi è all’ufficio postale per ritirare un pacco che le ha spedito la sua amica Margherita. È in fila ad attendere il suo turno tra pacchi con carta impermeabile per non bagnarli di pioggia perché contengono ombrelli e confezioni a specchio per occhiali da sole. La signorina Bollati le passa il pacco avvolto in carta da zucchero e nastro al profumo di vaniglia e le sorride gentile.

Si dirige all’uscita con il suo ingombrante e pesante fagotto e inciampa nel bastone del signor Mandorlo che sta salendo le scale. Il pacco vola, il fiocco si scioglie, la carta si allenta e cade su Crissy avvolgendola come una fata e il pacco si apre. Rotolano giù tanti bellissimi barattolini che sbattono tra loro e per tutto quel vorticare esplodono in una montagna di bolle di sapone che volano dappertutto portando molto scompiglio.

L’ufficio postale si riempie di bolle blu al…

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La bici di Crissy

Raggio di Sole

Oggi Crissy è dal meccanico perché la sua bicicletta si è rotta. Che dispiacere questa mattina quando ha visto che non ne voleva sapere di farla andare avanti in salita.

Per fortuna il signor Giuliano l’aveva vista dall’edicola faticare e sbuffare, aveva subito avvisato la signorina Nina che a quell’ora aveva già svuotato il furgone dei giornali. Le si era affiancata sorridente, caricando poi la bici sul retro per lasciarla dal sig. Denti e accompagnando Crissy a scuola.

Il sig. Denti ha già sistemato la bici, non era un gran guasto “ti ricordi mai di gonfiare le ruote?” domanda sapendo già quale sarà la risposta. Crissy gira tra i campanelli mentre il meccanico fa una bella revisione alla bicicletta e poi le fa il conto.

Crissy saluta e parte, pedalando veloce come Moser ma sente uno strano campanellio dietro di sé e poi si volta quando si accorge che il…

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Gatto Marzio – parte III

Raggio di Sole

Riprese il cammino e raggiunse la famiglia francese che con molta pazienza tentava di far camminare i due bambini semi svestiti per il caldo. Accennò con la testa un saluto all’uomo che doveva essere il nonno, tanto era vecchio e canuto e salutò in italiano la donna molto più giovane. I bambini lo guardarono in silenzio, intimoriti, mentre passava con il suo passo cadenzato e costante. Anche Alpino per un po’ di tempo aveva pensato di farsi una famiglia ma non era capitata l’occasione giusta. In quel periodo lui e Bear Jo uscivano insieme ad altri tre del paese a far bisboccia al Bar Sport dopo il lavoro e si divertivano, soprattutto, non c’era nessuna donna a rovinare il divertimento. Sì, perché quando il Vasco si era fidanzato non si era più fatto vedere e quelle rare occasioni in cui tornava, la domenica, era diverso, con la camicia e le…

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Scambi di sguardi

Racconti di Eros e Pathos

Il disegno di Laliberte poteva essere presagio su una scena futura, ma io non potevo immaginarlo…
Ora che da giorni ormai sono partito, lontano dai binari di Milano, allora ripenso su quanto accaduto.

Ripenso a quell’ultima scena veduta: il buio dell’ora solare, le lancette che segnano le nove e la pioggia battente.
Il mio indugio al riparo del porticato della stazione ed il vederla in attesa della ripartenza del treno appena fermatosi al nostro comune arrivo. Il suo allontanamento nello svincolo di un sovrappasso prudente, oltre i binari, verso il vecchio passaggio dismesso che porta in via Antonio Gramsci.
L’ombrello spiegato ed i suoi passi incerti tra una pozza d’acqua ed uno snodo di metallo.

Avrei voluto seguirla, avrei dovuto seguirla?

Il desiderio di riuscire a trovare un punto, un percorso comune, uno spunto di recapito per una lettera.
Un foglio di carta scritto, un pensiero tra un viaggio, tra…

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Fotogrammi letterari

Racconti di Eros e Pathos

Fogli su fogli si ammassavano sulla scrivania di noce, una grafia nera vacillava su ogni rigo, era la mia scrittura.

Tu incuriosita e certa a priori del mio consenso, protendevi la mano sollevando una delle pagine, la piccola quantità di polvere accumulata in superficie si volatilizzava attraverso barlumi di luce.

A cosa stavi lavorando?

L’amnesia non mi permetteva di ricordare un solo avvenimento narrato all’interno di quei fogli; da quanto quelle pagine erano li? Non sapevo dare risposta ai quesiti posti, potevo solo rifiutare nel riconoscere un vero impegno letterario in quegli appunti abbandonati.

Ma non mi avevi detto che non scrivevi più? –

Non so cosa tu stia leggendo in verità…

Poi balbettavi qualche parola nella difficoltà a comprendere quella mia grafia sbarazzina. – Oltre i mar… margini non osser… osse-rva-bili – in seguito tutto d’un fiato – Oltre i margini non osservabili…

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Muratti

Racconti di Eros e Pathos

Appena alzata ti avvicinavi alla finestra della cucina per capire che tempo faceva fuori, ti accendevi una Muratti e lasciavi che il fumo uscisse dall’imposta verso il cortile. Io nel frattempo mi versavo del caffé appena fatto, ti osservavo di spalle mentre studiavi l’esterno oltre il sottile velo delle tende; ti sentivi bene… e ti sentivi mia.

Più o meno lo stesso rito avveniva la notte, ma fuori rimaneva tutto in ombra; mentre io dormivo, tu ti alzavi nel cuore delle ore notturne, insonne di un’ansietà traboccante. Solamente dall’esterno, oltre i vetri e la patina di cotone, qualche felino poteva intravedere nel buio la punta della tua sigaretta accesa; eri tu in piedi alla finestra con lo sguardo perso nel buio, a domandarti, quando e come… avresti pagato tutta quella felicità che ti stavo regalando.

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La ragazza dei crediti

Racconti di Eros e Pathos

Dall’inizio di quel timido capolino attraverso la porta, sei entrata ed uscita dalla nostra stanza non ricordo più quante volte, una decina? Non le ho contate ad essere sincero ed ero anche un po’ perso o più opportunamente concentrato sui tanti ragionamenti all’ordine del giorno.

La riunione era iniziata alle 9:30; c’era ancora molto da discutere malgrado le prime due ore già trascorse. Lo startup della nuova banca ci impegnava su troppe criticità ancora da smarcare, quale sarebbe stato il target dei clienti campione? Quali i criteri per la generazione dei portafogli?

Sei entrata per utilizzare la fotocopiatrice, la più vicina al tuo ufficio, ed è stato in quel momento che la cravatta mi stringeva al collo più del normale e l’ambiente mi sembrava chiuso di un’aria troppo pesante.

Sono bastati venti metri al massimo di quel tuo passo deciso, quei movimenti perfetti, stretti in un tailleur blu, le gambe…

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Racconti: LA NAVE DELLE NUVOLE, di Giovanni Nikiforos

Racconti: LA NAVE DELLE NUVOLE, di  Giovanni Nikiforos

La Nave

LA NAVE DELLE NUVOLE

E così salpò sulla Nave delle Nuvole. Non poteva cancellare i dolori che lo avevano spinto a quella decisione, non poteva perdonarsi le malefatte, non riusciva a colmare il vuoto che ne era derivato, ma poteva partire e non tornare.

La Nave delle Nuvole lo accolse senza giudizio e si levò in volo. Era scontento per quell’assenza di rimprovero, perché gli pareva che mancasse qualcosa. Essere messo di fronte al proprio rimorso gli era sembrato, fino ad allora, in qualche modo salvifico. L’erosione straziante cui ciò lo sottoponeva gli aveva permesso di aggrapparsi a una speranza. Ora non più. L’illusione che ci dona l’ultimo, ingannevole appiglio era svanita.

La Nave delle Nuvole percorreva un cielo stantio e fermo. L’aria si faceva difficile, rara. Non voleva saperne di entrare nei polmoni. La carne bruciava. Spasmi, contrazioni, fuoco nello stomaco e nelle vene. Bava, muco e piscio. Occhi riversi. Paura.

La Nave delle Nuvole aveva sapore di pentobarbitale sodico, cioccolata e gocce antiemetiche. Il suo tragitto era brevissimo e infinito. Pochi minuti e l’eternità. Non prometteva nulla, non ingannava, non mostrava soluzioni.
Assicurava riposo.

(img. credits Nikita Gills)

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Racconti: E noi siamo vivi?, di Giovanni Nikiforos

Racconti: E noi siamo vivi?, di Giovanni Nikiforos

Giovanni Nikiforos

E noi siamo vivi?
***

Quella sera, come sempre, Alfredo si coricò verso le dieci.

Diversamente dal solito, però, morì nel sonno. Persona disattenta, non s’accorse di nulla e il mattino seguente si alzò di buon ora. Si sentiva un poco legnoso, ma non v’era nient’altro che gli lasciasse intuire la propria mutata condizione. Si preparò con calma, notando allo specchio un pallore insolito, e scese al bar sotto casa per fare colazione.

“Ehi, Alfredo, sei bianco come uno straccio! Stai male?” gli chiese Filippo senza salutarlo, mentre beveva il cappuccino.

“No, figurati. Sto benissimo” rispose quegli, ma poi, preoccupato, si scusò e andò a controllarsi nella toeletta. Il pallore era aumentato, donando al volto un aspetto spettrale. L’impaccio nei movimenti non lo aveva abbandonato. Decise quindi, per precauzione, di andare dal medico.

Per strada si tirò su il bavero dell’impermeabile e procedette spedito fino allo studio del dottor Monselli. Continua a leggere “Racconti: E noi siamo vivi?, di Giovanni Nikiforos”

La pozzanghera

Crazy Alice in Wonderland

***

Li aveva sorpresi la pioggia in un lento pomeriggio di fine estate.

La festa del paese si stava spegnendo tra le gocce premature di un autunno ormai imminente.

Avevano lasciato la macchina qualche centinaia di metri distante dai tendoni che adornavano il centro della piccola località di montagna e rinunciato agli ombrelli, ottimisti del fatto che le nuvole scure avrebbero trattenuto la pioggia, almeno per il tempo della loro passeggiata tra le bancherelle.

Si erano rifugiati qualche minuto sotto la tenda tesa di un negozio, poi, comprendendo che l’attesa che il cielo si rasserenasse sarebbe stata in ogni caso più breve di quanto la pioggia non avesse intenzione di bagnare in abbondanza l’intero pomeriggio, avevano deciso di far ritorno alla macchina e dirottare su altri modi per trascorrere insieme le ore che li separavano dalla fine della loro giornata insieme.

Lui si era tolto la giacca, col gesto galante…

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Ulisse e Penelope

Crazy Alice in Wonderland

***

Penelope: Cosa ti turba, Ulisse? Cosa muove i tuoi pensieri agitati?

Ulisse: Devo andare Penelope, ho bisogno di cambiare direzione.

Penelope: Non capisco, Ulisse. Cosa ti manca qui? Cosa cerchi ancora?

Ulisse: Non lo so esattamente, ma non posso più star qui. Ci sono persone che stanno, sulle posizioni raggiunte e trovano quiete all’animo. E chi invece vive nell’inquietudine di vedere cosa esiste più in là.

Penelope: Ma cosa altro può esistere più in là? Hai un buon lavoro, una bella casa, la tua vita sistemata che tanti invidierebbero. Cosa vai cercando?

Ulisse: Non cerco niente Penelope. Ma vivo di stimoli sempre nuovi, di cose da imparare, di orizzonti da esplorare. Adoro il fugace colorare di arancio il tramonto che mai in un giorno ripete l’armonia di colori del giorno precedente. Mi rende viva la sensazione che ogni attimo possa esser diverso da…

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L’autunno che fa

Crazy Alice in Wonderland

Tu riesci a sentire la distanza?
È fatta di silenzi prolungati, di cose non dette. Di fastidi celati, di dolori non condivisi.
È fatta di monosillabi e malumori non spiegati. Di sorrisi tirati e convenzioni sociali.
È fatta del mondo di fuori che distrae l’attenzione dal calore del fuoco che siamo io e te. È fatta di altro, diverso da noi.
Non scegli più l’altro ogni giorno che viene perché sai che lo trovi comunque già lì. Ma allentare la corda che tesse l’amore la rende fragile al tempo che va.
È come uno spiffero freddo che arriva alle porte del cuore. E si comincia a sentire l’autunno che fa.

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Come a scuola.

Crazy Alice in Wonderland

L’amore è una scuola.
Insegna ad amare.
Una lezione dietro l’altra.
Le materie sono tante, le più disparate. Complesse, affascinanti, elaborate.
C’è la passione che va al passo con l’istinto e l’emozione.
Poi ancora il pensiero, l’educazione, la comprensione.
A volte, come a scuola, c’è la ricreazione.
E tutto si mescola in grandi risate.
Impari a conoscere una pelle diversa da te e a sentirla sotto le dita.
Impari a comprendere una mente diversa da te e a sentirla tra i tuoi pensieri.
Sui banchi studi il rispetto, la partecipazione, la tolleranza.
La meraviglia della diversità.
I compiti in classe son quando la vita ti mostra giornate in cui mettere in pratica ogni cosa che sai, dell’altro e di te.
È crescere insieme ogni giorno di più. Diversi da ieri, presenti anche oggi.
E il domani si costruirà.
È stare da soli, anche, un pó.
È studiar la pazienza che…

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Momenti di poesia. Sei li, in piedi, di Giuliano Saba

Momenti di poesia. Sei li, in piedi, di Giuliano Saba

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Sei li, in piedi,

mezzo assonnata ,

la vestaglia semi aperta

lascia intravedere le tue grazie,

il tuo corpo ancora giovanile ,

le tue curve….

muovi lentamente la mano

e la porti all’altezza della vita,

con gesti leggeri

il tuo indice s’avvicina

a ciò che ti ha dato

sempre immenso piacere..

immergi il dito in quel giusto tepore

che ti appagherà.

Lo ritrai velocemente

e lo porti alla bocca ,

ne pulisci e assapori il liquido

che lo ha intriso…

sorridi, la mano torna veloce

a cercare altro

si sente un leggero fruscio,

frughi e ancora frughi,

lo trovi e con dita leggere

lo prendi, lo accarezzi

sentendone la sua durezza

tra i polpastrelli…

sempre con movimenti studiati,

lo metti dentro piano,

la punta si bagna piano piano

di liquido bianco, dentro e fuori,

dentro e fuori..

poi non paga lo porti alle labbra,

lo mordi…..

e così inizi a far la tua colazione

con i biscotti del mulino bianco……

Giuliano Saba

foto tumbir

Momenti di poesia. Oltre le apparenze, di Maria Cannatella

Momenti di poesia. Oltre le apparenze, di Maria Cannatella

oltre

Oltre le apparenze. ( poesia ).

Non guardate solo le apparenze,
ne le mie vecchie scarpe,
impolverate dal mio lavoro,
dal mio camminare.
Non guardate come mi vesto,
sono una persona semplice, io,
con quel nero cappello sempre in testa,
quasi a nascondermi il viso,
sono così, abituata a stare da sola,
ad osservare chi mi guarda con la propria superiorità,
con tanta ignoranza, con disprezzo,
non curante di come io,
invece mi accorga di loro, sciocchi,
insignificanti ed egoisti.
Le vostre occhiate fanno male,
non giustificano il vostro comportamento.
Non guardate. No.
Guardate ed ascoltate chi,
vi sta intorno.
Guardate in fondo alla vostra anima,
per poterla conoscere meglio.
Non fermatevi alle apparenze,
a ciò che voi non volete vedere.
Perché non è così.
L’anima dice tutto, basta solo capirla.
Ma non tutti meritano questo privilegio.
Quindi non fermatevi solo alle apparenze,
se non siete in grado di farlo,
non offendete la gente con la vostra ignoranza.
Non vi permettete. No.
Non giudicate voi che per me,
non siete nessuno.
Non fatelo.

Maria Cannatella @
Dal libro OLTRE LE APPARENZE 2017
RISERVATI TUTTI I DIRITTI@

Momenti di poesia. ANNI, di Vincenzo Pollinzi

Anni

ANNI, di Vincenzo Pollinzi

Davanti ai tronchi

della vita,

nei cerchi che

ormai tracciati

si inseguono

e via via

si restringono

su se stessi

fino a essere

inghiottiti

nella voragine

di un  punto 

indefinito e incerto,

conto i miei anni,

messi lì sulle pagine

di un libro ancora

aperto solo a metà che

aspetta di essere letto

fino alla fine,magari

sotto la luce sorniona

della mia luna

annoiata,

che copre con

indifferente silenzio

il bisbigliare fitto

e ruffiano

delle ultime stelle.

VINCENZO POLLINZI @ Ottobre 2019

Diritti Riservati sul testo

Foto di Iaquinta Tommaso SMITH

Alle guerrigliere curde, di Antonella La Frazia

Alle guerrigliere curde, di Antonella La Frazia

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Alle guerrigliere curde

Io sono qui
fra le crepe di queste montagne.
Come ferite in cui insinuarmi,
uguali a quelle di tante compagne.
Io sono qui,
coi denti a spillare bombe
e gli occhi a seguire la linea scura
della canna di un fucile.
Sono qui
su queste zolle
vendute e rinnegate.
Sono qui
con la mia idea
cucita sotto il giubbotto,
all’altezza del cuore,
Con la mia paura
sotto le scarpe
e la morte
a legarmi i capelli.
Senza un domani
per dare domani
e un passo lento
su questa terra di confine.

Antonella La Frazia

Sondaggi regionali: M5s-Pd conquistano 7 regioni, la Lega solo 2

Sondaggi regionali: M5s-Pd conquistano 7 regioni, la Lega solo 2

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Saranno nove le regioni italiane chiamate alle urne la prossima primavera del 2020. Tra due settimane, invece, si svolgeranno le elezioni regionali in Umbria, dove la candidata leghista Donatella Tesei è data in vantaggio nei sondaggi rispetto all’avversario M5s-Pd Vincenzo Bianconi. Per la Lega, però, non si profila una stagione al rialzo. Stando agli ultimi sondaggi regionali, infatti, oltre all’Umbria, il Carroccio potrebbe aggiudicarsi il Veneto e terminare la sua corsa. L’alleanza M5s-Pd, invece, riesce a guadagnarsi ben sette regioni. Vediamo nel dettaglio i sondaggi regionali e le previsioni di voto degli italiani.

Sondaggi elezioni regionali 2020

Uno degli ultimi sondaggi elettorali sulle regionali fa emergere alcune osservazioni interessanti sulle previsioni di voto degli italiani. Nelle nove regioni chiamate alle urne nei prossimi mesi, infatti, l’alleanza Pd-M5ssembra prevalere.

Sette regioni la preferiscono rispetto al centrodestra, che deve invece accontentarsi del vantaggio di due regioni (Umbria e Veneto). In Calabria, in particolare, il centrodestra non ha ancora presentato un candidato unitario, mentre Pd e M5s si presenteranno insieme. “GPF Inspiring Research – spiegaIl Fatto Quotidiano – riporta come intenzioni di voto un 28,2% al centrodestra e un 18,7 per l’asse 5Stelle-Pd, ma con una percentuale di indecisi o non votanti che arriva oltre il 53%. Guardando i risultati delle ultime Europee, favorevoli ai giallorosa, non è certamente il centrodestra il favorito”.

In Emilia Romagna, invece, la situazione è ben diversa: le due forze politiche sono quasi alla pari sul 44%. Tuttavia occorre sommare un 8,5% al candidatoStefano Bonaccini che sostiene il Movimento. Continua a leggere “Sondaggi regionali: M5s-Pd conquistano 7 regioni, la Lega solo 2”

Madre da il cellulare alla figlia, a due anni ordina un divano online

Madre da il cellulare alla figlia, a due anni ordina un divano online

notizie.it•12 ottobre 2019 https://it.notizie.yahoo.com

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Pensava non ci sarebbe stato nulla di male a dare il suo cellulare alla figlia di due anni per giocare e invece una madre californiana si è ritrovata dopo qualche giorno con un divano che non ricordava di aver acquistato. È accaduto alla signora Isabella McNeil, colpevole soltanto di aver inconsciamente lasciatoche sua figlia Rayna giocasse con il suo smartphone. La donna non poteva immaginare che la piccola avrebbe ordinato un divano a tre posti su Amazon.

Madre da cellulare alla figlia, lei acquista divano

Alla vista della consegna del divano la signora McNeil non poteva credere ai suoi occhi, come ha raccontato in un’intervista alla Nbc: “Ero così scioccata. Ho pensato: ‘Ho comprato un divano nel sonno’”. La spiegazione del mistero era tuttavia molto più semplice.

Dopo che la donna aveva infatti concesso alla figlia di usare per un attimo il proprio smartphone, la piccola Rayna aveva inconsapevolmente premuto sul tasto “Acquista con un clic” dell’app di Amazon lasciata ancora aperta, ordinando in pochi istanti un divano trapuntato a tre posti da 400 euro. Non doveva sembrare vero per la bambina, che da alcuni minuti stava implorando la madre di lasciarla giocare con il suo telefono.

Il tentativo di rimborso

Successivamente all’arrivo del pacco, la signora McNeil ha cercato di rispedirlo al mittente, ma per fare ciò avrebbe dovuto pagare 150 euro di spese di spedizione. Incapace di restituire il divano la donna ha così tentato di rivenderlo online, ma una volta saputa la storia Amazon le ha gentilmente concesso un rimborso dell’acquisto consentendole inoltre di tenersi il divano.

Gli ambulanti di Forte dei Marmi ad Alessandria domenica 13 ottobre

Gli ambulanti di Forte dei Marmi ad Alessandria domenica 13 ottobre

https://www.monferratowebtv.it 11/10/2019

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Speciale ed esclusivo appuntamento con l’evento-mercato più famoso d’Italia.Ritorna infatti a grandissima richiesta l’eccellenza dell’unico vero ed originale mercato di qualità de “Gli Ambulanti di Forte dei Marmi”. Le notissime “boutique a cielo aperto” (come vengono ormai definite anche su stampa e TG nazionali) apriranno infatti domenica 13 ottobre ad Alessandria (Corso Acqui, zona da Piazza Zanzi) nell’ambito della “Grande Festa del quartiere Cristo”, attesa kermesse organizzatadall’Associazione Attività e Commercio di Corso Acqui. Si tratta di uno speciale evento che ovunque attrae migliaia di visitatori, con tutto il meglio del Made in Italy artigianale, bandite le cineserie di scarso pregio e le imitazioni, e tanta qualità garantita dal Consorzio al prezzo migliore!  Dunque, una giornata da non perdere assolutamente per le migliaia di fans dell’originale Consorzio della zona! Sarà la festa dello shopping più glamour e conveniente, con orario continuato, anche in caso di maltempo, dalle 8 alle 19…. continua su: https://www.monferratowebtv.it/2019/10/11/gli-ambulanti-di-forte-dei-marmi-ad-alessandria-domenica-13-ottobre/

Alessandria, sfrattata dal genero dà fuoco alla casa: arrestata una pensionata

Alessandria, sfrattata dal genero dà fuoco alla casa: arrestata una pensionata

Nell’alloggio distrutto trovata una tanica di benzina. La donna deve rispettare l’obbligo di dimora ma non si sa in quale appartamento

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di CRISTINA PALAZZO  ABBONATI A 12 ottobre 2019

Le notificano lo sfratto e lei dà fuoco alla casa. La pensionata settantenne è stata salvata prima che la situazione si trasformasse in tragedia: era ancora nel suo appartamento di Alessandria, in via San Francesco e aveva inalato del fumo quando i vigili del fuoco sono entrati in casa e hanno spento le fiamme. 

Stando a una prima ipotesi degli investigatori, l’incendio sarebbe doloso e l’autrice, la stessa pensionata che vive nel’alloggio, lo avrebbe fatto per sfuggire all’ingiunzione di sfratto che le era stata notificata da parte del genero. Durante il rogo la donna ha respirato del fumo ma le sue condizioni sono buone: è stata portata in ospedale per gli accertamenti. In casa aveva un’altra tanica di benzina come hanno scoperto gli agenti della squadra mobile che sono intervenuti, insieme al 118. È stata arrestata per rogo doloso: dal gip ha scelto di non rispondere e, convalidato l’arresto, si è deciso per l’obbligo di dimora, non nell’appartamento che al momento è inagibile e sotto sequestro.

da: https://torino.repubblica.it

Momenti di poesia. Il mio pensiero più segreto… di Laura Neri poesie

Momenti di poesia. Il mio pensiero più segreto… di Laura Neri poesie

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Il mio pensiero più segreto…
L ho legato stretto stretto..
al pizzo impetuoso
di un sentimento mio.

Vorrei legarlo ad una roccia
Vorrei legarlo al vento
ma il vento lo perde.
Lo lego al tuo cuore
fagli un bel nodo
Non lasciarlo scappare.
Lassù un canto misterioso
lo senti?
Io sì e sorrido
e poi un brivido
uno solo …e tu
Sempre tu
stai danzando sull’ anima
@ Laura

“Ne parliamo a Settembre”

L'arte dei piccoli passi

Foto di Simona Gionta

Il momento del famoso “ne parliamo a Settembre” è arrivato e con lui sono tornata a scrivere sul blog anch’io…..le disgrazie non vengono mai sole!

Spero che tu abbia trascorso delle buone vacanze, la mia è stata un’estate particolare, apparentemente senza meta. L’estate per me è un periodo subdolo, spegne la giostra della quotidianità dove mi affanno nel tentativo di prendere la codina, cosa che a volte riesce e a volte no e mi ritrovo davanti allo specchio con la scusa della prova costume a chiedermi come sto, come sono andate le cose, a fare bilanci e a maledire bilance. Quest’anno ho alzato l’asticella della vita, infatti è un anno di prime volte, di cose nuove, e anche di prospettive nuove, mi sono messa alla prova con il blog e ad un certo punto ho avuto paura. Paura di non farcela, paura di quello che avevo…

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Un celeste divenire

Il suono della parola

Claudia affiorò nel mio sproloquio, come un animale morto in una palude. Raccontai a Patrizia il dolore che avevo provato nel rivederla e l’angoscia trattenuta nel centro del petto. Le dissi che mi compativo e detestavo quel non voler fare a meno di un sogno, di un volto troppo vivo per poter diventare un ricordo. E che l’amore rimpianto poteva essere così penoso, uno squarcio nel cuore che innaffiavo di ricordi per paura che potesse chiudersi e riportarmi a una dimensione di vita che in realtà non lo era, perché in quella vita mancava la presenza di Claudia. Patrizia mi ascoltò in silenzio. Lo sguardo attento, la vidi al mio fianco, minuta e arresa. Evitò ogni giudizio, non per disinteresse o debolezza. Al contrario, Patrizia era una porta aperta, una scatola in grado di contenermi e proteggermi. Cominciai a sentirmi bene e sciolsi le ultime difese. Mi prese per mano…

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Ora solare 2019, ecco quando tirare indietro le lancette dell’orologio e quando verrà abolita

Ora solare 2019, ecco quando tirare indietro le lancette dell’orologio e quando verrà abolita

Questa però potrebbe essere l’ultima volta che spostiamo le lancette perché il Parlamento Europeo si è detto favorevole a sospendere la convenzione che vuole che si spostino in avanti o indietro le lancette dell’orologio ogni anno a marzo e ottobre

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di F. Q. 

Nella notte tra sabato 26 e domenica 27 ottobre si passerà dall’ora legale all’ora solare, forse per l’ultima volta. Le lancette dell’orologio dovranno essere tirate indietro di 60 minuti, dalle 03 alle 02, e si guadagnerà così un’ora di sonno. Non solo, così facendo si avrà un’ora di luce in più la mattina a discapito però del pomeriggio, quando farà buio prima.

Morgan: “Hanno sfrattato un artista, è una barbarie. Del resto hanno ucciso Cristo, dopo può succedere di tutto” 

Questa però potrebbe essere l’ultima volta che spostiamo le lancette perché ilParlamento Europeo si è detto favorevole a sospendere la convenzione che vuole che si spostino in avanti o indietro le lancette dell’orologio ogni anno a marzo e ottobre per sfruttare al massimo le ore di luce a disposizione e ridurre i consumi energetici. La Commissione ha poi chiesto la soppressione del cambio d’ora già dal 2019, con il mantenimento per tutti dell’ora legale (l’orario estivo, per intenderci) ma la richiesta è stata bocciata e l’abolizione del cambio rimandata al 2020, lasciando ad ogni Paese la facoltà di decidere a quale dei due “fusi orari” attenersi.

da: https://www.ilfattoquotidiano.it

Valeria Yurlovich, quando la fotografia è arte ed emozione pura

Valeria Yurlovich, quando la fotografia è arte ed emozione pura

di Pier Carlo Lava

Alessandria, ho incontrato la fotografa professionista Valeria Yurlovich nel suo studio fotografico di via Marengo 70, per un intervista particolare che riguarda i servizi fotografici ai bambini neonati (o in sala parto).

Valeria ha tenuto recentemente un corso a Spoleto per fotografi professionisti provenienti da tutta Italia sulle particolari caratteristiche del servizio fotografico in questione, nel video le sue risposte alle mie domande. video: https://youtu.be/AHRprjFAwo0

Note biografiche

Valeria è una fotografa professionista.
Si è abituata a guardare il mondo attraverso l’obiettivo della macchina fotografica, per cercare “lo scatto migliore” anche quando chissà perché si ritrovava senza la sua Nikon tra le mani per creare con gli oggetti che la circondavano la composizione vincente.

Valeria è appassionata di fotografia fin da piccola. Passava ore ed ore a guardare nei vecchi album di famiglia le foto ingiallite dal tempo. Poi, all’età di 7 anni ha fatto il suo primo scatto ed in quell’istante si è innamorata di questo mondo pieno di fascino e di mistero. Continua a leggere “Valeria Yurlovich, quando la fotografia è arte ed emozione pura”

Land of Dragons and Emperors

Paesi che vai...libri che trovi

Paesi che vai….

Pechino

Nel 1271 giunse a Pechino Marco Polo, il quale vi risiedette molti anni. Egli dice: “le vie della città sono così diritte e spaziose che l’occhio le può percorrere da un capo all’altro: da ogni porta si può vedere la porta corrispondente del lato opposto. Ci sono molti bei palazzi, molti begli alberghi, molte belle case. E dapertutto, dai lati di ciascuna strada principale, ci sono stanze e botteghe di ogni genere. E tutti i terreni su cui sono fabbricate le abitazioni sono quadrati, e rettilinei; in ciascun terreno ci sono grandi e spaziosi palagi, opportunamente forniti di cortili e di giardini. Questi terreni sono distribuiti tra i capi di casa… E dintorno a ciascun terreno… ci sono belle vie… In tal modo tutto l’interno della città è disposto per quadro, come un tavoliere da scacchi. E ne risulta la città così bella, così magistralmente…

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FESTA DELLA CASTAGNA DI VALLERANO: la storia del ragazzo down che fa il Carabiniere + il programma di 12 e 13 ottobre

Leggila Pucci

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Nel secondo week-end dedicato al Frutto DOP, una giornata di solidarietà a favore dei diversamente abili: tra i vari eventi  la presentazione del libro sul ragazzo down che vuole da sempre fare il Carabiniere praticando  quotidianamente e a modo suo questa attività! 

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Storie normali di un ragazzo speciale, vivere in famiglia la disabilità quotidiana”: questo il titolo del libro autobiografico che Mauro Messina, genitore di un ragazzo di 22 anni con la sindrome di Down dedica al figlio. Un percorso, fin dalla nascita, ricco di sorprese in cui la drammaticità della vita di tutti i giorni, che in molti casi produce esclusione e isolamento, lascia il posto ad una partecipazione condivisa in cui si scoprono nuove avventure, personalità, emozioni, a confronto con chi, inizialmente restio a conoscere, si immerge nell’esperienza del vissuto “diverso”.

La singolare storia di Alessandro Messina, carabiniere per volontà e determinazione nonostante le…

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Ti leggo

NadeLa

Scrivimi, parlami, raccontami di te, me ne emozionerò ad ogni tua parola. Scrivimi come si fa con le lettere, scrivimi per posta, mandami una cartolina, un bigliettino, un pezzetto di carta colorata che ti piace in quel momento mentre mi racconti qualcosa di te. Scrivimi di amori vissuti tra le circonvoluzioni del tuo cranio, e tra le fibre del tuo cuore. Scrivimi con precisione, con metodica, con tanti dettagli da farmi figurare alla mente le immagini che vedi tu adesso. Scrivi con tutto il lato emotivo che sai gettarci su, scrivi di qualcosa che ti è difficile dire e che ti renderebbe ancora più splendente. Scrivimi di te, scrivimi di quanto possa farti del bene ciò, di come ti senti nel mentre, e scrivi di cosa ti piacerebbe fare, ora. Scrivimi di tutto, io ti leggo volentieri.

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“Lo Scopatore di Anime” di Pablo T: il libro che rompe gli equilibri, sgretola gli schemi e disturba l’anima

Giorno di prima recensione…
Giorno speciale!

Cercherò periodicamente di parlare delle letture che intraprendo, concentrandomi su quelle che maggiormente mi colpiranno (ovviamente, no? 😊 ). Inizio con il dare un layout a questa nuova rubrica del blog. Perciò, prima di sciorinare tutto ciò che di bello mi è piaciuto dei libri, di cui tratterò, aprirò sempre la sezione della recensione con questi 3 punti introduttivi:

  1. La trama
  2. Il paragrafo del cuore
  3. Da leggere se…

in modo da darvi un primo “assaggio” di quello di cui si andrà a parlare nella recensione. I 3 punti servono anche per capire se può essere un libro, che stuzzica la vostra curiosità o meno, quindi leggeteli attentamente, vi sapranno consigliare 😊

Inauguriamo questa nuova rassegna con un libro, che mi ha davvero appassionato: “Lo Scopatore di Anime” di Pablo T, il quale autore mi aveva preannunciato che sarebbe stata una…

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Il Cuore d’Oro – Fiaba

Cantoluna

N.B. Questa fiaba, insieme a tante altre di altrettanto validi autori, è disponibile nell’antologia Favole e Fiabe Vol. II, Edizione 2019, edita dalla Historica Edizioni.
La raccolta comprende i racconti inediti degli autori vincitori dell’edizione 2019 dell’omonimo concorso. Per chi avesse il piacere, lascio il link Amazon:

Amazon.it: Favole e Fiabe (2019) Vol. II

Il Cuore d’Oro

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(Immagine trovata sul web)

C’era un volta, in un tempo tanto remoto che pochi ancora se ne rammentano, il buon re di un paese straniero, padre di una principessa le cui virtù erano decantate da questa e da quell’altra parte del regno.

Ella era infatti una giovane onesta e giudiziosa, di indole mite, priva dei capricci che ci si aspetterebbe dalla sua età e dal suo rango.

Sapeva tessere e filare abilmente, la lettura era il suo maggior diletto, e solea prendersi cura con la medesima sollecitudine sia del padre…

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Pensieri notturni

Cantoluna

È notte.

La luna rischiara la stanza in penombra tingendola di sfumature grigie.

Ho appena finito di fare l’amore con lui, e mentre lui si è addormentato, io non ci riesco.

Sigaretta alla bocca, mi ritrovo a guardare i profili social delle persone che conosco, di perfetti sconosciuti, di individui con cui non avrò mai a che fare nella vita, il mio.

E mi chiedo quanti, come me, non siano felici perché non riescono o non possono essere sinceri con sé stessi e con gli altri.

Quanti soffrano perché vorrebbero chiedere “aiuto”, gridare “ti amo” con tutto il fiato che hanno in gola, “mi manchi”, “non te ne andare”, “accettami”.

Penso tutto questo, e un nodo mi stringe la gola.

Poi, lui si sveglia e mi dice “Vieni qui”.
Mi attira fra le braccia, mi fa sentire protetta.
Okay, posso pensarci in un altro momento.
Per adesso, va bene così.

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