Borsalino, una storia alessandrina, di Cristina Saracano

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di Cristina Saracano. Alessandria

Un tempo la mia città si identificava con la Borsalino.

Molte persone avevano lasciato la campagna per lavorare tra i cappelli più famosi al mondo, indossati anche dai divi del cinema americano.

Ricordo la ciminiera, i due condomini costruiti per accogliere le famiglie di alcuni dipendenti.

Inoltre ricordo che i fondatori furono benefattori per la nostra città costruendo un educatorio e un sanatorio. Continua a leggere “Borsalino, una storia alessandrina, di Cristina Saracano”

Sofferenza? No, grazie, di Cristina Saracano

di Cristina Saracano


Alessandria: Presso la struttura Hospice Il Gelso, si è parlato di dolore, sofferenza, cure palliative ed eutanasia.

La cura palliativa terminale, ad esempio, è un processo che controlla i sintomi, si riduce il livello di coscienza del paziente per accompagnarlo alla morte nel miglior modo possibile. Così ci spiega la dottoressa Mirella Palella.

La differenza tra la cura palliativa terminale e l’eutanasia, invece, illustrata dal Dottor Giovanni De Pascalis, consiste negli obiettivi: con la prima si riesce a controllare la sofferenza, con la seconda si ottiene la morte con diversi farmaci che arrestano l’attività cardiaca. Continua a leggere “Sofferenza? No, grazie, di Cristina Saracano”

La responsabilità della scrittura. Tessere di pensiero di Anna Lombardo

La poesia è un lungo viaggio all’interno della nostra interiorità…

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Riportiamo un brano della lunga intervista di Anna Lombardo sul sito Diritti Globali .it nella parte in cui si mette a fuoco la coscienza della scrittura poetica come “percorso attivo, di ascolto e lettura di sé stessi e del mondo” e dell’importanza di rimettere “al mondo” un percorso di rivalutazione del femminile all’interno della produzione artistica poetica.

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Anna Lombardo Geymonat

Nella fattispecie, per Anna Lombardo: ” la scrittura poetica ci spinge a cercare la nostra voce, ci interroga sulle nostre posizioni, sui nostri stessi limiti. E in questo ci vedo la sua forza rivoluzionaria e non solo di denuncia. Io credo molto nella responsabilità della scrittura: non posso scrivere e restare alla finestra a guardare.

Non mi interessa quel tipo di poesia. Quella è una poesia che fa male, sollecita solo la tua passività, fa male a tutti non solo a chi la produce, a chi l’ascolta o legge e a chi la vende. C’è chi dice, e sono in molti ancora, che la poesia non deve prendere posizione, che è al di sopra di tutto. Ma al di sopra di cosa? Spesso incontro dei poeti che si negano ad un evento poetico contro la guerra per esempio, perché non vogliono schierarsi. Continua a leggere “La responsabilità della scrittura. Tessere di pensiero di Anna Lombardo”

“Erotomaculae” di Sonia Caporossi

Il linguaggio grafico, poetico, del corpo…

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di Lucianna Argentino

Molteplici sono gli aspetti che colpiscono aprendo il libro di Sonia Caporossi “Erotomaculae” (Algra Editore, 2015), il primo è sicuramente l’impianto grafico che mi ha fatto immediatamente pensare alle opere di Emilio Isgrò.

Artista che pure trasforma il linguaggio verbale in linguaggio visivo con le famose cancellature che anche Sonia Caporossi opera sui suoi testi, ma a differenza di Isgrò, per il quale si può parlare di “sottrazione della parola”, la cancellatura della Caporossi a mio avviso è più un mettere in evidenza, un dare forza alle parole eppure lasciando a queste la libertà di esprimersi, di dire e/o non dire.Dunque non una banale negazione, piuttosto l’affermazione di nuovi significati con la conseguente trasformazione di un segno negativo in segno positivo.

Le lettere, i grafemi, oltre ad avere un suono legato alle convenzioni linguistiche sono anche segni tracciati sul foglio, segni di cui Sonia Caporossi sfrutta tutto il potenziale visivo facendone espressione delle sue emozioni, dei suoi desideri. Sono il respiro stesso della poetessa che ora si gonfia, ora si trattiene; sono il suo battito cardiaco che ora corre all’impazzata, ora si quieta; sono lo scorrere del sangue nelle vene. Continua a leggere ““Erotomaculae” di Sonia Caporossi”

Auguri Alessandrini

di Cristina Saracano

Alessandria: Oggi pomeriggio presso la pasticceria Mezzaro di via Cavour 45, ci siamo fatti gli auguri in dialetto alessandrino.


Gianni Pasino ha letto le poesie di Luciano Olivieri, accompagnato dalla chitarra di Roberto Barbato. A sorpresa, Franco Rangone ha intonato una canzone natalizia alessandrina. È bello ricordare le origini, le tradizioni del territorio, le rime dialettali sono allegre e musicali. Sono parte della nostra storia.

“D’amore e d’acqua” di Maria Gisella Catuogno, Edizione Il Foglio Letterario

Una storia d’altri tempi, d’amore e di lussuria. Cristina Saracano

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di Gisy

Nel  1926 Georges e Tigy Simenon, ancora  poco conosciuti e con magre risorse economiche, lasciano per qualche settimana Parigi, dove erano approdati qualche anno prima dal Belgio senza un soldo in tasca, ma con sogni letterari e artistici in testa, per un periodo di riposo a Porquerolles, isola a forma di falce di luna sulla Costa Azzurra. Cominceranno così a scoprire la magia dell’acqua – capace di curare fatiche fisiche e stress psicologici – che negli anni successivi li porterà a percorrere la Francia in lungo e in largo attraverso i suoi fiumi e canali, a bordo della mitica Ginette e, successivamente, a tentare imprese più ardue con  l’Ostrogoth, in grado di farli giungere fino in Olanda e nel Mare del Nord, dove poi, a bordo di un cargo, continueranno la navigazione verso Capo Nord e il Circolo Polare Artico. Continua a leggere ““D’amore e d’acqua” di Maria Gisella Catuogno, Edizione Il Foglio Letterario”

Serenità in pillole, di Cristina Saracano

di Cristina Saracano

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Alessandria: L’Hospice il Gelso. Solo a sentire il suo nome, molti miei concittadini, rabbrividiscono, la loro espressione del viso diventa triste o spaventata, o, peggio, richiamano gesti scaramantici con le mani.

L’Hospice il Gelso è un luogo quotidiano, un posto dove il connubio cura e rispetto non finisce mai, è l’accompagnare verso l’ultimo viaggio con tutta la dignità possibile.

Io non vi ero mai entrata prima di oggi, 14 dicembre. Ero passata davanti, avevo guardato il portoncino in legno marrone, rimanendo un poco impaurita e distaccata, come i miei concittadini resistenti alla parola “morte”. Continua a leggere “Serenità in pillole, di Cristina Saracano”

Non si fa, questa è anarchia!, di Cristina Saracano

di Cristina Saracano. Alessandria

Come vedete da queste foto, il parcheggio selvaggio è all’ordine del giorno e non riguarda solo il Centro ma tutta la città compresi i quartieri periferici.

E’ un problema che va affrontato perchè la maleducazione e l’inciviltà non possono primeggiare, ci sono automobilisti che lasciano la macchina dove è più comodo per loro, senza curarsi minimamente degli altri cittadini e in particolare delle persone disabili, quelle con problemi di mobilità, ma anche delle mamme con i passeggini. 

Purtroppo viviamo in una società dove essere furbi significa essere migliori, danneggiando deboli e onesti.

Ma non si fa. Non deve più succedere. Continua a leggere “Non si fa, questa è anarchia!, di Cristina Saracano”

Ma la notte di più 

di Cristina Saracano

Da molto tempo, acquistare farmaci nella fascia notturna costa un sovrapprezzo di 3 euro e qualche centesimo, che adesso diventeranno 7 euro o più.

Credo che sia una cosa vergognosa.

Speculare sulla salute.


Mi sono sempre immagjnata che chi lavora al servizio dei deboli, in questo caso gli ammalati, deve farlo un po’come se fosse una missione.

Cercare di guarire o alleviare un dolore non può avere un sovrapprezzo.

Se tutti hanno smarrito l’umiltà, ecco, allora sì, ci meritiamo un mondo come questo, e anche peggio.

Mi piacerebbe ancora credere che la salute non abbia le quotazioni oscillanti come la Borsa.

Considerazioni sulle intimidazioni naziste a Como

Non se ne è parlato molto, purtroppo è un problema da non sottovalutare, dovrebbero capirlo soprattutto i politici.

di Marco

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Foto “Nazis no” by Daniel Lobo – Flickr

Sicuramente avete visto in tutti i TG il Video del Blitz dei nazisti veneti nella sede di “Como senza frontiere“. Non è la prima volta: qui c’è un altro video di un’altra incursione degli stessi fascisti a Mantova. E queste sono le riflessioni delle persone che hanno subito il blitz a Como (altro video qui).

Ho rivisto i video e, aldilà delle condanne di rito apparse su tutti  i media, vorrei fare alcune brevi  considerazioni.

  • La reazione dei presenti alla riunione è stata encomiabile. Non so se erano impietriti dal terrore e dallo sconcerto oppure, se come ha detto qualche giornalista, era compostezza. Di fatto, che tutto ciò sia stato voluto o meno, è stato un bell’esempio di nonviolenza gandhiana. Sarebbe bastata una minima scintilla per scapparci una rissa (che forse i fascisti cercavano pure) e invece no. La volontaria che li ha salutati con la frase «Noi vi abbiamo rispettati» ha messo il timbro sulla differenza fra le persone civili e quelle no…  infatti i fascisti hanno risposto «Nessun rispetto per voi».

Continua a leggere “Considerazioni sulle intimidazioni naziste a Como”

Pollyanna e il gioco della felicità

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da Vixen: Sono sempre stata convinta di essere una persona “semplice”, do pane al pane e vino al vino, dico quello che penso, faccio quello che dico, sempre, nel bene e nel male.

Eh ma in realtà la gente non ci è abituata e quindi senza neanche accorgersene spesso pensa di dover andare oltre un qualcosa che in realtà neanche c’è… quando dici qualcosa di inusuale, come per esempio se ammetti un errore e ti prendi la tua parte di colpa, quando fai una domanda per essere sicura di aver capito passando quindi a volte per stupida o ignorante, se riconosci un limite e cerchi di superarlo, da sola o chiedendo aiuto, quando chiedi aiuto, la gente non ci è abituata, anche chi pensi ti sia più vicino ed “Amico” in realtà non c’è nessuno. Continua a leggere “Pollyanna e il gioco della felicità”

Io, Fabio e Manuela

Una lettura per farci capire che i ragazzini delle medie hanno voglia di autonomia e il tragitto casa-scuola è anche un modo per diventare amici.

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di Marco

Io, Fabio e Manuela abitavamo nella stessa via, a pochi metri di distanza. Avevamo la stessa età, frequentavamo la stessa Scuola Media e, con Manuela, perfino la stessa classe. Ma la cosa che più ci univa era che ci stavamo tutti e tre sul cazzo, a vicenda… e non poco!  E questo starsi sul cazzo si alimentava quotidianamente, un giorno dopo l’altro, nel tragitto casa-scuola-casa! …Perchè SI! Noi andavamo e tornavamo da scuola insieme, senza che ci venissero a prendere genitori, nonni o baby sitters, come vorrebbero ora certi Ministri o certi giudici che fanno delle sentenze assurde… Continua a leggere “Io, Fabio e Manuela”

Sebastiano

Una lettera a uno dei miei scrittori preferiti, Sebastiano Vassalli, già postata qualche tempo fa, ma che mi piace sempre molto

Caro Sebastiano,

Mi viene spontaneo darti del tu, come se ci conoscessimo da sempre.

La malattia più temuta dei nostri giorni ti ha portato via un anno e mezzo fa e io mi rammarico di non poterti dire tutto ciò personalmente.

Era il 2012 quando ho letto il tuo libro più noto La Chimera. L’ho fatto in breve tempo interessandomi a un’epoca storica di cui io conosco poco o niente. Una volta terminato, ho riletto qualche pagina qua e là, come mi succede quando mi affeziono a una storia e me la voglio sentire sempre addosso.

Anch’io vivo in Piemonte, in una città tra due fiumi, in mezzo alla nebbia, forse anche per questo ho apprezzato molto La Chimera. La nebbia nasconde i volti delle persone, sta a quelli bravi come te riportarli alla luce. Continua a leggere “Sebastiano”

Cosa succede in consiglio comunale: i cittadini e le problematiche di disabilità 

di Cristina Saracano. Alessandria

Il 6 dicembre scorso, presso l’Associazione Idea, Paolo Berta, presidente e Nadia Savoldi, vice presidente ci hanno illustrato le novità in materia di disabilità emerse dopo l’ultimo consiglio comunale.

A seguito di una mozione del Consigliere comunale Bianchini si è discusso in merito alla possibilità di dare maggiore autonomia e uno scatto di categoria contrattuale al Disabilty Manager, ma la segreteria generale ha dato parere negativo, bisognerebbe, invece, lavorare in rete, ora però Paola Testa è praticamente da sola, ma, secondo l’assessore Formaiano, il servizio sarà più operativo a breve, affiancando del personale che si potrà dedicare esclusivamente a tali problemi.

Sarebbe inoltre necessario attuare il PEBA, piano eliminazione barriere architettoniche, che ostacolano fortemente la vita delle persone con disabilità. Continua a leggere “Cosa succede in consiglio comunale: i cittadini e le problematiche di disabilità “

Utero in affitto: due visioni di un tema cruciale

di Irene Starace

Scrivo quest’articolo sull’onda della rabbia, dopo aver ascoltato un’intervista a Michela Andreozzi, attrice e ora anche regista del film Nove lune e mezza, sul tema dell’utero in affitto. A farmi arrabbiare è stata la superficialità nel parlare di una pratica che sta devastando la vita di molte donne nel mondo e, se fosse legalizzata anche qui, come la regista auspica, avrebbe le stesse conseguenze catastrofiche.

Il film è la storia di due sorelle, una che non ha mai voluto figli e l’altra che non può averne, ma è ossessionata dal desiderio di maternità (si sente già puzza di stereotipi…). Alla fine, la sorella che non vuole figli “presterà” il proprio utero all’altra per permetterle di realizzare il suo desiderio. Si parla già di questo film come di un film “femminista”, sulla “sorellanza”, sulle “donne di oggi” e così via, e la regista ha detto esplicitamente che vuole rivendicare il diritto ad affittare (o “prestare”, come ha detto) il proprio utero come “gesto d’amore”. Continua a leggere “Utero in affitto: due visioni di un tema cruciale”