Perdonare per vivere meglio? di Rosanna Gazzaniga

kintsugi-piatto-bluIl kintsugi (金継ぎ)  letteralmente “riparare con l’oro”, è una pratica artistica giapponese che utilizza  oro o argento  invece dei  comuni collanti, per la riparazione di oggetti in ceramica, saldandone assieme i frammenti. La tecnica  permette di ottenere originali oggetti preziosi, dal diverso intreccio di linee dorate, uniche  per via della casualità della rottura. Evoca la preziosa capacità di ripristinare rapporti logorati, rivalutandoli col perdono.

PERDONARE PER VIVERE MEGLIO?

Non è facile da attuare, ma è l’unica strada che ci permette di ritrovare l’armonia interiore. Abbiamo sperimentato tutti, nei rapporti conflittuali, quanta sofferenza sentiamo assieme alla rabbia corrosiva che davvero riesce a torcere i nostri poveri visceri. Ma prima dobbiamo riuscire ad accettare e vincere la lotta con il nostro orgoglio che vuole dettare la correttezza dei nostri comportamenti.

Il perdono così spontaneo quando si è bambini, così difficile da adulti. Percepito da chi non lo usa come una umiliazione, un dichiararsi inferiore a chi ci ha offeso. E’ l’ego che dirige i nostri atteggiamenti, infarciti sempre di vanagloria. Invece basterebbe riflettere per capire che tra l’angosciosa rabbia che ci pervade quando siamo offesi, e la pace interiore nel sentirsi più buoni con riflessi soprattutto sulla nostra salute, conviene sempre utilizzare quest’ultima soluzione. Pensiamo solo agli effetti negativi di chi cova rancore: pressione che si alza, aritmie cardiache e infarti, insonnia e spesso ossessioni. Il perdono annulla tutti questi disturbi donando di nuovo energie benefiche. Continua a leggere “Perdonare per vivere meglio? di Rosanna Gazzaniga”

Donne in ombra di Rosanna Gazzaniga

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Ti ho guardata bene ieri
io come te, donne in ombra
appannati specchi di ieri
intente a cucinare come torte
egoismi misconosciuti nei figli

deluse da ribellioni di pelle
e dall’umiltà delle nostre radici
affannate in doppi lavori
noi bruciamo identità e sogni
nel fuoco spento di fictions televisive
tra oscuri sentimentalismi
e gare podistiche contro il tempo.

Nello specchio del mattino
ritroviamo un’estranea saccente
dallo sguardo vacuo e senza sorriso
ma tu hai ancora la bocca sensuale
che annulla rughe impietose
e io nelle gambe corse compresse
in vene che vogliono esplodere

e quando ci salgono alla bocca parole
non dette per pudore
lo sguardo è dolore sottile
è malinconia
la stessa che guardammo nelle nostre madri
la stessa che ci straniava dalle loro mani.

Ci accomuna amica mia
un sentore di lievi profumi
anni in cui eravamo fragili eppure invincibili
un tempo di rimpianti ancora vivo
che non cede il passo a ricordi sereni

perché oggi
lo stesso desiderio di libertà di ieri
è ancora più ambito
e meno raggiungibile…
27/7/2016 rg.

Cambiamenti antropici e Greta Thunberg di Rosanna Gazzaniga

ghiacciaio monte bianco
Monte Bianco, ghiacciaio a rischio di slittamento a valle( Courmayeur 2019)

E’ in crescendo unitamente a critiche di insofferenza, la popolarità di Greta Thunberg, e del suo movimento ambientalista, ormai presente da alcuni anni.
Alcune critiche cercano di ridimensionare non solo la battaglia in cui crede, ma anche la sua figura.
Che sia la meraviglia nel constatare che l’imperfezione non significa carenza di intelligenza o capacità critica? (Greta ha la sindrome di Asperger).
Io credo fermamente che il movimento creato attorno a Greta, alla fine si rivelerà utile a tutti.

E’ comunque innegabile che attualmente il clima abbia subito importanti cambiamenti riconosciuti dalla comunità scientifica come antropici, dovuti quindi all’uomo.
L’uomo deforesta, usa carburanti inquinanti, inventa tecnologie inquinanti, compie esperimenti super inquinanti. Continua a leggere “Cambiamenti antropici e Greta Thunberg di Rosanna Gazzaniga”

Solo, di Rosanna Gazzaniga

Elisa Falciori

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Quanto tempo è rimasto solo?
Quanto tempo gli sarà servito per decidere di annullarsi?
Quanto tempo per scegliere la corda, per assicurarsi che il cappio fosse stabile, col nodo ben fatto?
Quanto avrà atteso che qualcuno insospettito dal silenzio o dal sottile rantolo dell’agonia, cercasse di entrare?
Solo e inascoltato. In mezzo ai compagni allegri di vita e di scherzi.
Solo. Accanto a padre, madre.
Solo, mentre la sorella giocava.
Solo. Senza nemmeno il sentore e il conforto della volontà superiore che decise l’origine e il divenire del mondo, padre o madre, chissà!
E sempre solo nel gioco infinito e ipnotico della pallina da inseguire nel cellulare venuto anch’esso a noia.
Senza accorgersi della madre che rispettava i suoi silenzi, perché se voleva smussarli lo infastidiva.
Ancora solo, oggi che uno scampanio cupo richiama adulti e ragazzi verso un abbraccio emotivo atteso invano da vivo.
Solo e al centro…

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