Momenti di poesia -“Fili di seta”- di Cipriano Gentilino

FILI DI SETA

Perdonami qui, ai confini della vergogna
ora che solo il pudore trattiene il fiato
della estraneità e la testimonianza
non ci lascerà crisantemi tra i giusti.

Ci eravamo illusi di avere il tempo
di lasciare il rammarico, tra le vesti
non troppo stracciate, alla malinconia
e rifare voti ai cieli di nuovo illibati

ma è stato solo chiarore il tramonto
dopo che lo abbiamo lasciato andare
di là dove il ricordo ci sembrava oblio
e radici le mani dei fili riannodati.

Neppure i sogni tornano a tramare
le notti coi fili di seta rubati ai bachi
e le strade si rincorrono per chiese
sempre aperte all’obolo dell’incanto.

Sui vetri chiusi muoiono affrante le api
alla luce spenta della passione furtiva
per il contrabbando cinico di umanità.

Ma ora dormi le tue trame. Io annoderò
per te fili di seta anche questa notte.

Ⓒ 2917-2019 Cipriano Gentilino

Copyright / Legge 22 Aprile 1941 n.633, Capo IV, Sezione II, e s.m.l.

CHISSÀ, di Cipriano Gentilino

Chissà dove andranno i sentieri persi

alle rotonde inverse delle terre incolte

ora che è chiuso per lavori in corso

il nostro frammento di cielo ambiguo,

 

chissà se le api tenteranno messe

votive alle corolle rammaricate e il

ragno rosso nostalgico bucherà la

tela per le ultime lucciole sfuggite

al rancore degli ossimori rancorosi,

 

chissà se i papaveri tremuli di pudore

ameranno campi di lavanda diffidente

e se i gatti ci riconosceranno ancora

quando un briciolo di cielo curioso

ci rivedrà.

 

Ⓒ Cipriano Gentilino copyright 2017-19 Legge 22 Aprile 1941 n.633, Capo IV, Sezione II, e s.m.l.

Foto dall’web : L’attesa di Sandra Migliorini