Sessantacinquemilalire

Non ne ho a basta di te,
vago zigzagando
sotto i portici
come insegna il Blues.
Non ne ho a basta di te,
disassemblo il felino
per non farmi trovare
dove sai già, t’aspetterò.
Supponevo mi chiamassi
fin quaggiù
e che non mi tirassi sassi,
sangue non ne ho piú.
Sei il mio bernoccolo
Sei dolente bitorzolo
Non si mangia il torsolo
che sorveglia il nocciolo.
Non ne ho a basta di te
ti bacio nello specchio
ti sogno sempre giovane
Io irrimediabilmente invecchio.
Non ne ho a basta di te
dei tuoi piedini da obitorio
trangugio sorsi tossici
di tisana al quadrifoglio.
Supponevo mi salvassi
dalla malvagità
mi scindessi
da ciò che già si sa
Sei il mio bernoccolo
Ponfante, antiestetico
Non so se ti merito,
Ma il tuo titolo non è valido.

Sono sessantacinquemilalire, concilia?

© 2zero19 – lemiecosepuntonet

Offrimi un Crodino su lemiecosepuntonet

Heavy Then The Man Tech (evi – den – te – men – te)

Mi gustano oltremodo
i cantautomi
dallo stile descrittivo
che sa di cartone bagnato.

Mi piacciono i pompieri
che se ne sciacquano
del gattino in cima all’olmo
e parchi mangiano un kebab

Mi piacciono quelli che
“polvere ero e ritornerò”,
ma nel frattempo
stanno in gran spolvero.

Mi gratificano
i cantautomi
con la voce a banana
e la lingua in latex.

Tu non mi piaci,
evidentemente,
ti amo.

© 2zero19 – lemiecosepuntonet

Spiami su lemiecosepuntonet

Vado Al Massimo

Vado al massimo

ai 50 all’ora,

uso le cinture

e sono andato a scuola.

Vado via agile

like a turtle in the glue

baldanzoso apericena

nel blu dipinto di brut.

Ebbro di disillusione,

a passeggio per il Navile

rigetti di cemento

succedensi senza fine.

E’ confortante sentirsi alle spalle

una scia d’infinite deiezioni,

che il momento cruciale

è cosparso sull’adesso.

© 2zero19 – lemiecosepuntonet

Ritroviamoci su lemiecosepuntonet

Improvvisazione Cellulare

Non farà male sai?
Non te ne accorgerai nemmeno,
Conosco l’equipe, mi sono raccomandato io…
Con quegli occhi puliti non puoi avere nulla, fidati!
Oh, quando esci ti porto al mare.
Il referto parla di una piccola massa, stai tranquilla un po’!
Amore, tocca a te, ti aspetto qui, vicino al letto.

Scritto libero, non per usi commerciali, con attribuzione a @lemiecosepuntonet

Inebriati su lemiecosepuntonet

Utrecht

Beige che sfila dai finestrini,
nel medio dell’affronto di due orizzonti,
che foglie riposano ai piedi della Madre
in un cielo grigio come le sue iridi.

Il suo biondo ampolloso m'agonizza.

Stazioni equivalenti nel calvario del ritorno,
pensieri inficiati dal subliminale ricordo di noi
in un tetris di complicità.


Dove, cosa, ora?


Mi spaventa l’ansimante respiro della solitudine
che impregna i muri di rimpianti,
i visi di rughe saettanti
gli occhi di neve d’estate
e Utrecht del suo profumo.
Tegole obbedienti allineate
su tetti acuti e austeri.


Azimuth dei miei pensieri.


Silenziosi canali sui quali ci specchiammo
trascinano i nostri volti
attraverso gli orizzonti divisi
dei feroci litorali del nord.

© 2zero19 - lemiecosepuntonet

Grazie a migliaia al Borto per la location della foto di copertina.

Importunami su lemiecosepuntonet

Nord, di Filippo Fenara

Zampettano sulle punte

gatti obesi intirizziti,

schivando passi sordi

d’un bastardo gravato dal “ma”.

Nord è utopia compiuta

solo sulle tue labbra d’angora,

puttana d’eburnea livrea,

acciambellato sul tuo domestico addome

in cui agognai tu fossi mia.

Nord è luce riflessa dal vapore del caffè,

la ricorrenza del sentirti,

la parvenza di puntare al tuo ventre

come lancetta di bussola.

Orientami nei tuoi dedali,

ornami dei tuoi petali,

stringi forte le redini,

del sospiro che migra

verso nord.

© 2zero19 – lemiecosepuntonet

Il Molo

Lo sguardo fende schiume arroganti,
iridescenti ittici manti,
cicli di volta di timoni intrepidi,
scorgo solo ricordi residui
sedimentati sull’orizzonte del tempo,
navigare è un fermo immagine
di tempeste da sfidare con sprezzo.

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Ovvi cumulinembi dai lembi sartoriali
scandiscono un sogno di
prue puntate verso un destino
cosparso di salsedine
su labbra oramai friabili,
sotto zigomi solcati da un vento superbo.

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© 2zero18 – lemiecosepuntonet eccetto le immagini di libero utilizzo scaricate da Pexels.

La Mia Biccia Fotonica

La mia biccia fotonica
Pre ciclo isterica
A letto pratica
A prezzo simpatica
Lingua diabolica
Cacao come a Modica
Carezza solforica
Fedele alla master card
Un giorno da lacrima
Quello dopo una favola
Io e lei sulla tavola
Far l’amore con Satana
Poi mi dimentica
Va a vivere ad Amsterdam
E scompare laconica
La mia biccia fotonica
La mia biccia fotonica.
Uno, due, tre…libera!

© 2zero19 – lemiecosepuntonet

ImBicciatevi dei fatti miei su lemiecosepuntonet

Sul Reale, di Filippo Fenara

Ho la testa che mi gira.

Mi gira intorno

e m’osserva con i miei stessi occhi.

Immagine sbiadita

d’un qualunque sbadato,

sbandato sullo sbadiglio sbagliato.

Il gatto mimetizzato

come lancetta d’orologio

ruota attorno

al sonnacchioso pomeriggio.

Un po’ è l’età,

un po’ è un poeta a metà

che confessa d’aver inventato un alibi

con allibita abilità.

 

© 2zero19 – lemiecosepuntonet

 

Abilitami su lemiecosepuntonet

 

Zero Virgola Zero

Sono zero virgola zero periodico,
lacuna in costante ampliarsi…
…sono decrescita, vuoto d’aria,
silenzio digitale, sprofondo;
sono ardire a ritroso,
abbraccio involuto,
soffio aspirato
e sole astutato in cenere.
Sono imploso
in tempo antiorario,
resa incondizionata
di un martire immaginario.
Sono sempre meno,
per fare posto
alla luce che colma
sfiorando i miei pensieri.

© 2zero19 – lemiecosepuntonet

Una sorniona riconoscenza a Pier Carlo Lava, Alessandria Today e tutti coloro che avranno voglia di rimescolare le mie formicolanti espressioni sul blog Le Mie Cose.

Filippo