Sogno pentatonico

Non di questo mondo

Stavo su uno dei soliti palchi, quelli delle feste di paese,
sotto le stelle.
Al posto delle nostre alogene ai fianchi del palco però c’ erano due potenti fotoelettriche,
tutto era illuminato a giorno, tanto da non riuscire a vedere le stelle nè gli alberi intorno.
Eravamo solo noi e il palco, anzi, a pensarci bene ero solo sotto la luce.
Tutto procedeva bene, la gente si divertiva, finchè il cavo di tensione iniziò a scintillare,
le fotoelettriche lampeggiavano veloci, l’ audio mandava strani ronzii e la gente guardava confusa.
All’ improvviso apparve un ragazzo, non ho visto da dove, spuntò dal buio e saltò sul palco, proprio come facevo io una volta. Ora ci preoccupiamo di mettere una scaletta.
Iniziò ad armeggiare col cavo, senza buoni risultati perchè le fotoelettriche si spensero e tutto sparì nel buio.
Durò qualche secondo poi in un lampo si accese lui, di un…

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Pezzi di cielo

Non di questo mondo

Ah, potessi fermare questo tempo-cuore che continua a battere in levare
stare a guardare la sua gonna roteare
per sempre e senza vergogna
ah, potessi farla saltare, gioiosa
anche quando avrà l’ età mia giocosa
e non darle mai un dolore
ma non c’è niente che si possa fare
la strada è già tracciata da questo lago al mare
lei ora non sa che sarò un dolore.
E intanto faccio fotografie
quando lei dice guarda gli aeroplani
disegnano tutte quelle strisce in cielo
e poi conservo quei pezzi di cielo
che niente val la pena di non farsi amare.
L’ultima foto sarà un cielo nero di lampi e nuvole
e io lo so che avrà paura arrivati al mare
ma non c’è niente che si possa fare.

https://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Poesia&Id=55011

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Spogliati

Non di questo mondo

Spogliati.
E guardati.
Non sei poesia?
Più che descrivere le curve dei tuoi seni e i fianchi,
le gambe affusolate e quel bel po po’ di roba che porti a spasso
come paesaggi collinari o laghi in cui affogare servirebbe accarezzarli.
Guardati.
Non sei poesia?
Con quel tuo stare ritta e altera
quasi arrogante nel sostenere lo sguardo.
Posso anche chiudere gli occhi e viaggiare a memoria su quelle curve,
per accarezzarle ancora.
Perchè la più grande poesia esistente è la tua esistenza.

immagine MecuroB-Cotto

MecuroB-Cotto2

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Silenzioso elettrico

Non di questo mondo

Non sapevo più nulla di me
solo guardavo i prati
e i fiori gialli del trifoglio crescere tra l’ erba,
senza colpe.
Ne ho presi un paio.. da lasciare lì.
Poi qualcosa nella luce bianca che scontorna i massi grigi dei monti m’ ha portato sulle cime
a guardarli dall’ alto, insieme ai ciclamini.
Presto si faranno bianchi di silenzio i prati,
come questa macchina che scivola in un silenzio elettrico tra gli alberi, il cielo e le nuvole.
Al ritorno.

pasturo.jpg

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Poesia da viaggio

Non di questo mondo

Ne conoscete qualcuna che non lo sia?
Qualcuna che non ti porti nel tempo di un lampo
-invisibile di fronte al sole-
davanti ai ciclamini?
O sopra le rocce frastagliate della Grigna
che spuntano dalle nuvole
Qualcuna che non ti porti dove non sei mai stato
e nello stesso tempo non porti tutto questo qui?
Dove sei?
Ecco, la poesia è un motore a curvatura
verso l’ infinito e oltre.
E a volte non le basta l’ infinito e ti porta nel cuore di una donna.
E il suo qui.

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Come anime leggere

Non di questo mondo

https://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Poesia&Id=54858

Potremmo guardare il lago dall’ alto, dico
attraverso le nuvole, dici
e da lì scendere leggeri verso le rive.
Potremmo scendere una scaletta in pietra, dico
e arrivare davanti all’ acqua, dici
alla fine dei sentieri.

Lì, davanti alle onde inquiete d’ infanzia
Lì, dove le rocce scuriscono
Lì, dove si alza il silenzio
Lì, dove i sogni si nascondono nel buio.

Potremmo aspettare la sera, dici
e addormentarci come bimbi, dico.

Alla fine dei sentieri.

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Tempo

Non di questo mondo

https://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Poesia&Id=54844

Io non lo so quanti anni ho
eppure li ho inventati
e contati tutti
uno a uno.
Forse tanti come l’ acqua che ho davanti
quest’ acqua che si muove lenta cantando
e se ne frega del tempo
e mi schizza impertinente
e tu credi di sapere dove va
ma lentamente va verso altri luoghi che non sai
compreso questo.
Oppure molti di meno
che forse anche io mi sono inventato
e sto dietro agli occhi
e non mi accorgo del tempo che cade come un’ anomalia nell’ acqua
e non mi conosco.
Così tu.
T’ ho inventato e non ti conosco
così vicina e così lontana.

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Il respiro dei ciclamini

Non di questo mondo

https://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Poesia&Id=54806

C’è una musica, in rosa
viene da un luogo prima della vita, mia
un luogo dove stavo anch’ io
quando lei la canticchiava mormorando
e io ascoltavo.

Non ne ho memoria di questo
e forse è solo che so che le piaceva
e mi addormentavo al suono di un carillon
e poi c’ era anche un 45 giri per i pomeriggi piovosi.

Non ne ho memoria di questo ma ne sono sicuro.

Così quando verrà una visitatrice a trovarmi
alla casa d’ inverno
mi porterà dove sentivo la musica
in quel luogo prima della vita.
Perchè non dovrei essere sicuro anche di questo?

Dovrà faticare però a trovarmi
nascosto tra foglie e aghi di pino, sui monti
all’ altezza dei ciclamini
per sentirne il respiro.

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Prima che faccia neve

Non di questo mondo

Non è più la stessa
eppure sempre uguale.

C’è un portone chiuso in via Rovelli
in legno scuro
dietro c’è un’ altra porticina
dà sul mio giardino segreto dei bruchipalla
quello delle fontane senz’ acqua
dove cresce l’ erba e un po’ di muschio
per l’ umidità della pioggia
quello del canto degli uccellini
e delle farfalle variopinte.
C’è anche scritto sul citofono
in alluminio lucido, nuovo
“Secret garden”
ma è un Bed & breakfast
ed è quasi ottobre ormai
e le farfalle son quasi tutte morte.

Non è più la stessa
eppure sempre uguale.

Alla torre d’ angolo, a ovest
una siepe ben curata nasconde la visuale sulla foresta inesplorata
io giro a est
così la foresta è ancora tutta da scoprire
come quando il portone era sempre aperto
e le farfalle giravano a migliaia.

Ma è quasi ottobre ormai
e presto farà neve
dovrò a ovest prima che…

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Nocciolo

Non di questo mondo

https://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Poesia&Id=54725

Sono quello che ho intorno,
non chiamatemi poeta
o musico o altro.

Se vado così spesso alle rive di un lago
è perchè lì sono acqua che va
sono la Breva che increspa la superficie
o l’ acqua calma e scura, e profonda.

Sono i sentieri che salgono a Brunate
col muschio tra i ciottoli,
e alla colma non so più che anno è
o quanti ne ho io
sono il bimbo in eterna fuga,
col motorino troppo grande.

Sono il bimbo con l’ arco e le frecce,
a caccia di ragni,
che, attenta!,
qui ce ne sono molti.
Sono il ragazzo che guarda le nuvole dall’ alto..
con le mani sporche di grasso di catena.
Sono il vecchio che ascolta un suono di armonica lungo il sentiero
sono i fili d’erba tra i narcisi.
E alla colma c’è sempre mamma che prepara il pic-nic,
e sorride,
perchè le…

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Venere delle mille pose

Non di questo mondo

Quella statua,

quella che dal suo piedistallo mostra seni marmorei

quella che hai fotografato mille volte

girando attorno

per mille uniche pose.

Quella che hai desiderato si muovesse

e sollevasse un po’ i seni, verso il cielo

reclinando il capo.

L’ hai filmata, 25, 30, o anche 60 pose al secondo

tutte uniche e inamovibili.

Poi un giorno, forse una notte, lo fa

scende sinuosa dal suo piedestallo e lo fa,

tutto quello che avevi già sognato.

La mattina dopo ti svegli.

E aspetti sera.

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Con gli occhi di tutti, di Franco Bonvini

Non di questo mondo

https://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Poesia&Id=54673

È proprio dove finisce il lago che inizia il sentiero per i monti

e tu lo imbocchi,

che non ti basta e il lago vuoi vederlo brillare dall’ alto.

E il sentiero si dirama, nei boschi

e segui orme e segni, una macchia di colore, un’ albero già visto,

fino a dove uno spazio tra gli alberi mostra il lago.

Brilla davvero da lì

e allora ti accorgi che non sei solo

hai gli occhi di tutti quelli passati di lì,

dell’ eremita che lo guardava da quella finestra

e dei viandanti saliti per lo stesso motivo

viandare.

E il lago è ancora più bello con gli occhi di tutti.

Poi prosegui oltre,

come fai a scegliere un posto dove restare?

Ci sono mille altri posti dove tornare.

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Resta con me

Non di questo mondo

https://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Poesia&Id=54665

Questo mondo è un colabrodo

pieno di falle da dove mi vedi.

Come anomalie di pixel in cielo

e negli spazi tra le cose che sfumano in altre.

E mi si vede dormirti al fianco nella luce chiara di un mattino

mi si vede guardarti alzare, nuda,

ancheggiare un po’ nelle cornice e alzare le braccia al sole.

Mi si vede alzare

e accostarti il corpo

porti le mani sulle spalle e accompagnarti alla gioia.

La mia.

Resta con me quando farà buio

e non si vedrà il cielo.

Resta con me, nel mondo sovrapposto al mio.

immagine Ghost, Achille Chiarello.

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Lego e coccinelle

Non di questo mondo

So che qualcuno mi guarda.
forse un’ angela.
Lo so perchè ieri ho cucito una coccinella,
si era scucita, dal fermacapelli della nipotina,
e proprio oggi ho visto una coccinella.

E poi, sempre ieri abbiamo giocato con i Lego,
io e il nipotino.
E la coccinella di oggi stava proprio tra i mattoncini di lego.

So che qualcuno mi guarda,
sa quello che mi piace e me lo mostra.
Senza bisogno di carte fedeltà.

Quando non trovo nulla o non mostra nulla
è sempre un segno,
è contrariata.

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Nulla è cambiato

Non di questo mondo

L’ ho incontrata anche oggi
è sempre lì,
appena passato il bivio che dirama scendendo verso la cascata.
Nulla è cambiato
gli stessi segni sulla corteccia
lo stesso svettare fiero,
sempre verde.
Lui è sempre lì a fianco
un ramo a sfiorarle la chioma,un altro, spezzato, ai suoi piedi
come ad abbracciarla nei suoi passi verso il cielo
intanto ascoltano il canto della cascata.
Ed è bello guardarli dallo stesso canto.

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Lampo

Non di questo mondo

https://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Poesia&Id=54588

Se s’ addormentasse un giorno l’ amore

all’ improvviso, come un lampo senza il tuono

e la smettesse di rompere i coglioni la mattina presto appena apre gli occhi

che magari ho russato un po’

o mi son rigirato troppe volte

se smettesse di non farmi fare quello che non ho neanche detto vorrei fare

che ormai m’ indovina

se smettesse di fregarmi il bagno

e lasciarmi fuori col bicchierino del caffè in mano.

Ecco, se s’ addormentasse mi trovereste lì,

in bagno, finalmente, col bicchierino in mano

a chiedermi che cazzo ci faccio lì adesso.

E ad aspettare il tuono.

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In bianco e nero.

Non di questo mondo

Parto.
Oggi parto
per questo me ne starò in casa.
Parto per umide fantasie e vecchie gioie
in un posto prima di ogni dolore,
dove i giorni sono di una splendenza infinita di stelle
e c’è sempre un gran caldo luminoso,
nient’ altro.
Nemmeno Tu.
Nemmeno Io.
Passerò la matita ai contorni sfumati
e il gesseto per i pieni e i vuoti
ci sarà erba sull’ inguine universale
che “accarezzala, l’ erba, sulle punte”
mentre cresce lenta.
Proprio come gli artisti con le muse
poi basterà un dettaglio
inconsistente
evanescente
inesistente (mai visto)
in bianco e nero (che ho perso i colori).
Mio.
E lì sei mia.

Immagine Connie Chadwell.

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https://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Poesia&Id=54571

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Viandando (per vecchi posti dove si è felici)

Non di questo mondo

Omegna, sulle rive del lago d’ Orta, paese natale di Gianni Rodari e paese di pinocchiari.

 

Il lago d’ Orta è l’ unico dei laghi prealpini che ha un emissario che va verso nord, in su, e per uno strano effetto ottico sembra che l’ acqua salga proprio verso i monti.

 

 

 

Dello stesso lago è Ernesto Regazzoni, il poeta dei buchi nella sabbia e delle poesie non scritte (invisibili), nato a Orta.

Ad Orta, in una camera quïeta
che s’apre sopra un verde pergolato,
e dove, a tratti, il vento come un fiato
porta un fruscìo sottil, come di seta,

c’è un pianoforte, cara, che ti aspetta
un pianoforte ove mi suonerai
la musica che ami, e che vorrai:
qualche pagina nostra benedetta.

La nostra grande pagina ove abbiamo
prima sognato tante cose, tante…
E ci risponderanno fuor le piante,
ed un coro d’augelli su ogni…

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T’ ho incontrata domani

Non di questo mondo

https://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Poesia&Id=54523

T’ ho incontrata domani
dice una canzone di qualche anno fa
e a pensarci bene non è poi tanto stupida questa cosa qua.
Ho visto babbo e mamma
al terrazzino del Croce bianca, davanti al lago,
che il poeta è fingitore, e trasfigura la realtà.
Guardavano il lago scurirsi di buio
e l’ acqua indorare all’ ultimo sole,
io non c’ ero ma il cielo era pieno di stelle
stelle cadenti di mille colori.
Finte nuvole di fumo tra i lampi
riempivano il cielo.
E’ stato solo il tempo di un lampo
mentre guardavo il lago scurirsi di buio
l’ acqua indorare all’ ultimo sole,
e il cielo era pieno di stelle,
stelle cadenti di mille colori.

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Pensieri post-mezzanotte con bollicine alla menta e sambuco

Non di questo mondo

https://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Poesia&Id=54509

E infilaglielo un asfodelo ogni tanto cazzo, mentre scrivi,
che fa sempre odiens, e poi piace.
Sempre a parlar di margheritine di bosco,
o al massimo due ciclamini,
roba da sfigati, poveri cristi,
a chi cazzo vuoi che interessi?.
Mettici anche un odoroso bocciolo di rosa, anzi due, proprio in cima ai seni
o una spalancata orchidea tra le cosce, a cui bere a gargamella e dissetarsi
o era a garganella?
insomma a canna, lavorando un po’ di lingua per rinfrescarsela un po’ e aumentare il dissetante piacere.
Qualche parolaccia a intercalare non guasta.

Ma forse è meglio ordinarsi una bella pizza ai peperoni e tutte quelle altre verdurine,
come si chiama? ah ecco, vegetariana, quella che.. anche con le zucchine.
Là dove c’ è quel pony pizzaiolo che te la consegna sulle mani a giumella,
che è più amorevole,
e poi il cartone caldo puzza..
sperando non si…

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La curva dell’ acqua

Non di questo mondo

Sotto questo cielo nero scelgo un posto dove stare
su questa spiaggia di sassi e sale
-è lo stesso mare
sono qui
vienimi a trovare-.
Davanti a tutta quest’ acqua azzurra lo sguardo non ha un punto dove sostare
solo una linea, là in fondo, dove si intuisce l’ acqua curvare
-ma è lo stesso mare
sono qui
vienimi a trovare-.
Dietro le spalle un altro mare, un mare di tempo dove navigare
dentro le tasche un lago che ha detto vai se proprio devi andare
sarò sempre qui quando vorrai tornare.
Intanto i bimbi giocano sotto il tendone della colonia estiva
sotto lo sguardo attento delle signorine
oltre la curva sembra di sentirla chiamare il mio nome
ma non ricordo la voce e forse è solo un altro bimbo e lo sta chiamando la sua signorina.
-ma è lo stesso mare
io sono qui
vienimi a trovare-.
Andremo su…

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Senti come non c’è

Non di questo mondo

https://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Poesia&Id=54482

 

Senti come non c’è.

In mezzo alle radure, nell’ erba.
Nei fiori dei mille pensieri.
Nei canti di campane.
Nelle pause del suono.
Alle finestre dei sorrisi dolorosi.

Nel sole che regna su questo mondo.
In tutti questi chilometri.
In un ghiacciolo alla menta.
Nell’ aria di questo aprile.
Nelle spine sui muri delle mulattiere.

Nel chiacchiericcio delle farfalle.
Nell’ importanza delle cose che non importano.
Nelle statue che non ti guardano.
Nel corpo che guardi.
E in quello che non vedi.

Nel non voler ritornare.
Nel non poter ritornare.
Nelle poesie mai scritte.
In un orologio che non c’è.
Nell’ ombra del mio albero.
In una gita al lago andando a cercare.
Al chiosco del mercato, bene in vista.
Nelle margherite al bosco.
Lungo le vie d’ acqua.
Nella tigre dai denti a sciabola a cui sei sfuggito.

Nel vociare delle massaie che non ci sono ai…

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Unicorno rosso

Non di questo mondo

https://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Poesia&Id=54445

Forse i narcisi piangono, di notte, senza carezze
solo la luna li vede
la luna che entra da queste finestre storte
la luna che disegna i narcisi sui muri.
Lei li ha visti.
Lei sa.
C’ era una piccola donna
spargeva colori sui prati
sul filo di un invisibile sogno
i bianchi, i rosa dei fiori, e l’ erba verde,
poi si sfuggì di mano
presa tra bianche lenzuola
tra quattro mura e una finestra
ma i fiori non muoiono mai, rinascono
folli di sole e magici.
La piccola donna sta nel passato
e ancora regala fantasie di seta
-e cavalca il suo unicorno rosso-
e scrivere di lei è ciò che resta.
La piccola donna sta nel futuro
un immaginato futuro di stanchezza
tra quattro mura e una finestra
e non muore mai
rinasce nella fantasia
muta di parole
che non ricordo la voce.

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Carezzami i capelli

Non di questo mondo

Da lì vedi la mia vita
e nonostante questo mi vuoi bene
sei così vicina da non farmi dormire.
Mentre io è solo quello che vorrei.
Dormire.
Sul tuo grembo dormire.

Con la testa sul grembo,
che è così che cancellavi i dolori improvvisi
alla testa, ai denti
alle orecchie per il cambio di pressione
scendendo le curve della Serravalle
sui sedili di una seicento in festa a ferragosto.
Carezzandomi i capelli.

E’ così che ancora ritorni
ad accarezzarmi i capelli
per ogni dolore improvviso.

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Non sono le cose

Non di questo mondo

https://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Poesia&Id=54409

Non sono le cose, che tornano

sì, ricordo il cavallino di legno

e i canarini sul filo,

da far roteare con il fucilino a tappi,

o ancora le marionette,

da infilare sulla mano, per il teatrino.

Trenini tanti,

ma ci devo pensare, allora ricordo.

Le persone invece te le trovi a fianco

davanti a un lago,

e silenziose guardano lo stesso panorama.

A volte hanno da fare

e mancano per giorni

allora sali ai monti e le trovi lì

assieme ai ciclamini

anime nude

nude di abiti e di pelle,

sospiri nell’ aria e voci nel vento.

Poi guardi la data

ed è la stessa dell’ anno prima.

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Non solo statua

Non di questo mondo

https://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Poesia&Id=54385

Lo devi scordare.
Forse è proprio così
lo devi scordare quel bel torso di Venere visto alla mostra
quei seni inarcati
anche se di pesante marmo
e le natiche possenti, le venature.
Sembra vero ma è freddo, al tocco,
e ne immagini tutto il calore del corpo,
tutto il calore dell’ anima,
l’ hai studiata girandole attorno
hai visto le parti mancanti di un tronco senza rami.
Forse è così
la devi scordare
quella statua
per vederla danzare nella mente
intera
e credere sia vera
calda e desiderabile.

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Nuvole

Non di questo mondo

https://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Poesia&Id=54381

E come sempre guardo alle nuvole, nell’ azzurro infinito del cielo,

bianchi disegni e invisibili contorni, col favore del vento.

La mattina il sole ingiallisce gli spazi che sai,

e mi sembra vederti evanescente, più indefinita che mai,

Solo la sera, col buio, col rosso e col blu

c’ e qualche riflesso in più.

Son tanti giorni che non piove però

che anche le nuvole a volte han paura

della pioggia e dei danni che fa.

Così il cielo è sempre più blu

ma fatico a vederti sempre più

penso forse hai paura di piovere su me

e dei danni che fai.

Son tanti giorni che non piove però

fatico a vederti sempre più

così scatto una foto, ci metto la pioggia, i colori, la luce e ta da..

Ci sei anche tu.

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Un’ altra te

Non di questo mondo

https://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Poesia&Id=54334

C’è un’ altra te che viene a trovarmi la sera
come ombra sui muri oscillante
e si prepara per la notte
o al mattino, evanescente, nella luce filtrata del sole
nuda, allo specchio del mio bagno.
ti guardo, sei tutta in quel che guardo
e è un altro me che guarda,
da un altro mondo.

Perchè in questo ci sono solo tracce del passaggio
vapori sul vetro.

Espejo vaho

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La forma del sesso

https://bonvinifranco.wordpress.com/2019/07/28/la-forma-del-sesso/

Fu in una sera qualunque
mentre stavo alla deriva
colorasti un sogno di mille colori su una mano sola.
E fu gioco di mani a seguire i contorni
le tue mani disegnanti orli frastagliati e indicibili abissi.
Fu in una sera qualunque
su un ponte in bilico tra due sere lontane
regalavi e ti davi il mistero della gioia.
Forse facevi finta
di piegare i ginocchi
ma ci sapevi fare e restavo incantato a sognare
tutti quei colori non mi hanno più lasciato
li porto sempre con me
nelle tasche pesanti
sono sempre con me nell’ aria, nei fiori e in tutte le cose.
Appari ovunque nei tagli lungo le dorsali
nei corpi con volti nascosti da ombre e tagli di stoffe
e di questo ringrazio la vita che è stata e quella che sarà
ringrazio il mistero di te e della gioia che non sai troppo trattenere
domani saranno sempre scenari di sogno dove fermarsi incantato a sognare.

..

Non di questo mondo

Da te si viene senza ritorno.

E io non posso non tornare.

Si viene per piccole grandi e continue morti.

E non posso morire.

Così sogno di venire, e sognando muoio un po’.

E in fondo è quello che vuoi, e che puoi, solo un sogno.

Devo veder crescere i nipotini,

devo vederli staccarsi un po’,

da me,

per una caccia al tesoro,

per un amico o un amore.

Poi spero di diventare il tesoro.

Allora verrò, e non ricorderò perchè.

Verrò ad affondare il viso nelle pieghe tra i seni.

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Giro vagando, di Franco Bonvini

Giro vagando, di Franco Bonvini

È solo un piccolo paesino sulle sponde
di un piccolo lago
quattro case e un solo sentiero
che va sulla riva.
E non è l’ uomo non è il ragazzo
che va girovagando
non è la ragazza carina
che si affaccia al balcone a guardare.
Forse le assomiglia solo un poco
forse non è neanche lei,
forse è solo vestita degli stessi colori.
Si affaccia una signora al balcone
dentro ha gli stessi colori
ti guarda passare vagando
ma sì forse non è neanche lui
così rientra nelle sue stanze
ha un baule che le racconta di lei.

Dietro ogni foto una data
sopra ogni data un foto,
e un vestitino leggero.

https://bonvinifranco.wordpress.com/2019/07/17/giro-vagando/

https://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Poesia&Id=54203

Ti cerco

https://bonvinifranco.wordpress.com/2019/07/09/ti-cerco/

 

Ti cerco
a ogni curva di gioia
quando il cuore impenna e vuole dirtelo
che a lui non basta.
Ed è solo uno il nome
uno e mille, così generico
è questo l’ alibi
perchè Nella non c’è più,
ha lanciato l’ ultima monetina
che è rimasta sospesa in aria.
Al posto del sole.

Mamma invece è sempre viva.

S’è solo fatta piccola
e accucciata tra le bambole
come le bimbe che credono così di non essere viste.
Così la chiamo forte,
come a dire t’ ho visto!
e le mostro l’ ultimo desiderio.
E so già la risposta.

Mondi

Non di questo mondo

E poi a volte guardi il mondo

come da uno schermo, o un quadro d’ autore

e tutto sembra una brutta copia.

E c’ è una donna dipinta

profuma di colori a olio

e pensi che l’ originale è da qualche parte, nel mondo.

Poi a volte guardi il lago, solo lui ti consola,

e passa una donna, e sorride, e il lago dietro brilla

profuma del suo odore, di sudore e stoffa calda.

Ma l’ originale è sempre da qualche parte nel mondo di prima

e non dà pace.

Che i mondi dipinti non esistono.

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Fermo all’ incrocio

Non di questo mondo

Il mio navigatore deve aver letto Carver,
a sinistra, dice, poi sempre dritto e al bivio ancora a sinistra,
omette della casa con le calendule e le forsizie
e anche della donna avvampata di sole, ma insiste
la prossima a sinistra.
Ma ha una mappa del 2009
e l’ assessore invece non l’ avrà letto Carver
o forse preferisce la destra
così a sinistra ci ha messo un bel senso vietato
e pure uno stop, all’ incrocio.
E da destra un altro stop
come pure da sinistra,
manca un tavolino, per farsi una partita a carte
chi vince passa per primo.
Intando la donna nel sole attende
e non ti chiederà come mai ci hai messo tanto
ormai ti conosce
sa com’è una partita a carte con gli amici
e magari un bicchierino
una sigaretta
quattro chiacchiere.
Ci vuole il suo tempo.
Ormai ti conosce
che gli innamorati si indovinano…

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Una poesia

Non di questo mondo

T’ ho scritto una poesia d’ amore
o almeno credo che lo sia
se così non è vuol dire che ho sbagliato tutto sull’ amore
e non sarebbe una novità, sbagliare tutto.
Ma non si può riavvolgere il tempo,
ormai l’ ho scritta,
stracciata e lanciata nel vento che agita gli alberi,
non la leggerai.

A me basta che passeggiando
tu senta come una contentezza in cuore,
per il sole che splende nell’ azzurro,
per un raggio di luce sulle piume di un pettirosso,
o per un fiore testardo cresciuto tra le crepe di uno scalcinato muro.
Ma ancora di più per uno stormire di foglie degli alberi che la sanno.

Mi basta che la sera, in camera, ascolti uno stormire di foglie
e nasca una carezza con un’ altra poesia a vento.
che arrivi là,
dove sTiAmo.

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Canzone

https://bonvinifranco.wordpress.com/2019/06/23/canzone-2/

Fuori la pianura scorre
e intanto l’ auto nella pianura va,
di te seduta al fianco
non c’è traccia nella realtà
ma quando punti il dito al cielo
verso un sole che non c’è
chi se ne frega di tutta l’ acqua
di tutta quest’ acqua che viene giù.

Corrono gli alberi corrono
l’ acqua confonde paesaggi e bugie
e in tutta questa confusione
son sicuro, non eran mie
la strada corre dritta
l’ acqua nasconde dove si va
e allora chi se ne frega
se non era proprio la verità.

Di te seduta al fianco
non c’è traccia nella realtà.

Il corpo del sogno

https://bonvinifranco.wordpress.com/2019/06/21/il-corpo-del-sogno/

C’è qualcosa di grande nel cuore degli uomini
lì è il posto dove il sogno prende corpo
perchè è proprio il corpo che desidera il sogno
un desiderio infinito di sogno
e non si può misurare, il sogno
e non so come fa a stare in una cosa così piccola e limitata, il sogno
non un’ unghia, o una mano o un piede
ci sta tutto intero, il sogno.
Qualche sogno mette radici profonde e cresce,
e fiorisce anche d’ inverno
va solo accudito, e accarezzato, il sogno,
perchè in fondo è accarezzarsi il cuore,
anche quando metterà spine per aprirsi un varco.
Verso la libertà.

Mentre oggi è già passato

Non di questo mondo

E tu distesa sull’ acqua,
nell’ acqua chiara e azzurra.
I vestiti ben piegati sull’ erba spalanchi la gioia al sole,
le piante congiunte, il sesso bene in vista
per qualcuno che non c’è e che non deve vedere.

E il cuore si trema un poco, che non sia vero
lui lo sa che non è vero ma gli dico che non importa
io la vedo, ed è questo che conta,
questi pochi momenti incantati, irrealizzati,
irrealizzabili e immaginati come veri
nell’ acqua chiara e azzurra degli occhi.

Mentre intanto l’ oggi è già passato,
come l’ acqua che guardi passare,
e ancora arrivi addormentata la sera, in un cielo stellato.

Sono soltanto piccoli cambiamenti di stato.

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Un gracidare di rane

Non di questo mondo

Sono andato a sentire le rane gracidare ieri

e neanche sapevo che ci sarei andato.

Il sole era alto, subito dopo pranzo, e le ho sentite al fosso,

mi son restato un po’, mentre tutti passavano veloci.

Mi son restato un po’, e per quel po’ non c’è stato altro

neanche tu

solo il fosso, e un affluente antico,

strani pesci che camminano sul fondo e gamberi di fiume

e ci si può entrare fino alle ginocchia nude.

Sono stato a sentire le rane

e niente,

chi si ricordava il gracidare delle rane.

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Come corolla alla luce (Katiee)

Non di questo mondo

Come fiore s’ apre, la corolla alla luce.

La ragazza sulla metro lo sa

dove nasce la gioia

ripiega un lembo della gonna per farla vedere bene.

Ha capelli neri e folti e ben pettinati

di sicuro qualcuno l’ ama o l’ ha amata.

Questo pensava Luisa, dal sedile di fronte,

e qualcuno era un altro

e forse era ieri, forse non sa,

che il tempo non cancella niente,

neanche se non guardi,

mentre si guarda seduta.

Ma non è sotto la gonna che si deve guardare,

E’ la ragazza la gioia, e te la vuole regalare,

pensa che così non la potrai più scordare

ma forse non è negli occhi e nemmeno nel cuore

o in una fila di giorni uguali da contare.

Luisa sa bene dov’è

che si è scoperta a gioire

dove un giorno ha alzato il suo lembo

proprio di fronte al sole.

La sedia di…

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Oltre

Non di questo mondo

Seduto sul punto più alto dello strapiombo, sopra le nuvole,

ecco dove sto, perchè più su non si può andare

e, vedi, il cielo è vuoto.

Nessuna scritta, o forma, o figura, a ricordare,

non arrivano i profumi delle rose qui

nè della pelle delle donne, lenzuola stese al sole.

Nemmeno si sente la musica.

Eppure è così pieno di tutto, di tutte quelle cose,

che non sono dove guardi.

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Pensieri sconclusionati

Non di questo mondo

C’è un altro me che è andato al bosco oggi
che io ho avuto da fare in questi giorni da fare
una macchina da demolire
un’ altra da ritirare
la solita spesa del sabato
il rubinetto del bagno che gocciola
documenti da rifare
altri da firmare
giocare un po’ a nascondino
non pensare a te.

Un altro è venuto lì
nei corridoi affollati
fermo nella piazzetta all’ incrocio
mentre giravano le vetrine sullo sfondo
tutt’ attorno
ma non l’ hai visto.

L’ albero dei nomi al bosco non ha più un nome
l’ altro me non poteva saperlo
che io non ci parlo molto
e non mi ha visto le unghie, sporche di muschio e corteccia
così non è ancora tornato
e si è fatto buio
starà aspettando mattina, per un po’ di luce.

Le vetrine continuano a girare sullo sfondo
non c’è niente dentro
niente di niente.

Un altro…

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