Carezzami i capelli

Non di questo mondo

Da lì vedi la mia vita
e nonostante questo mi vuoi bene
sei così vicina da non farmi dormire.
Mentre io è solo quello che vorrei.
Dormire.
Sul tuo grembo dormire.

Con la testa sul grembo,
che è così che cancellavi i dolori improvvisi
alla testa, ai denti
alle orecchie per il cambio di pressione
scendendo le curve della Serravalle
sui sedili di una seicento in festa a ferragosto.
Carezzandomi i capelli.

E’ così che ancora ritorni
ad accarezzarmi i capelli
per ogni dolore improvviso.

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Non sono le cose

Non di questo mondo

https://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Poesia&Id=54409

Non sono le cose, che tornano

sì, ricordo il cavallino di legno

e i canarini sul filo,

da far roteare con il fucilino a tappi,

o ancora le marionette,

da infilare sulla mano, per il teatrino.

Trenini tanti,

ma ci devo pensare, allora ricordo.

Le persone invece te le trovi a fianco

davanti a un lago,

e silenziose guardano lo stesso panorama.

A volte hanno da fare

e mancano per giorni

allora sali ai monti e le trovi lì

assieme ai ciclamini

anime nude

nude di abiti e di pelle,

sospiri nell’ aria e voci nel vento.

Poi guardi la data

ed è la stessa dell’ anno prima.

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Non solo statua

Non di questo mondo

https://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Poesia&Id=54385

Lo devi scordare.
Forse è proprio così
lo devi scordare quel bel torso di Venere visto alla mostra
quei seni inarcati
anche se di pesante marmo
e le natiche possenti, le venature.
Sembra vero ma è freddo, al tocco,
e ne immagini tutto il calore del corpo,
tutto il calore dell’ anima,
l’ hai studiata girandole attorno
hai visto le parti mancanti di un tronco senza rami.
Forse è così
la devi scordare
quella statua
per vederla danzare nella mente
intera
e credere sia vera
calda e desiderabile.

skopas_menade

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Nuvole

Non di questo mondo

https://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Poesia&Id=54381

E come sempre guardo alle nuvole, nell’ azzurro infinito del cielo,

bianchi disegni e invisibili contorni, col favore del vento.

La mattina il sole ingiallisce gli spazi che sai,

e mi sembra vederti evanescente, più indefinita che mai,

Solo la sera, col buio, col rosso e col blu

c’ e qualche riflesso in più.

Son tanti giorni che non piove però

che anche le nuvole a volte han paura

della pioggia e dei danni che fa.

Così il cielo è sempre più blu

ma fatico a vederti sempre più

penso forse hai paura di piovere su me

e dei danni che fai.

Son tanti giorni che non piove però

fatico a vederti sempre più

così scatto una foto, ci metto la pioggia, i colori, la luce e ta da..

Ci sei anche tu.

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Un’ altra te

Non di questo mondo

https://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Poesia&Id=54334

C’è un’ altra te che viene a trovarmi la sera
come ombra sui muri oscillante
e si prepara per la notte
o al mattino, evanescente, nella luce filtrata del sole
nuda, allo specchio del mio bagno.
ti guardo, sei tutta in quel che guardo
e è un altro me che guarda,
da un altro mondo.

Perchè in questo ci sono solo tracce del passaggio
vapori sul vetro.

Espejo vaho

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La forma del sesso

https://bonvinifranco.wordpress.com/2019/07/28/la-forma-del-sesso/

Fu in una sera qualunque
mentre stavo alla deriva
colorasti un sogno di mille colori su una mano sola.
E fu gioco di mani a seguire i contorni
le tue mani disegnanti orli frastagliati e indicibili abissi.
Fu in una sera qualunque
su un ponte in bilico tra due sere lontane
regalavi e ti davi il mistero della gioia.
Forse facevi finta
di piegare i ginocchi
ma ci sapevi fare e restavo incantato a sognare
tutti quei colori non mi hanno più lasciato
li porto sempre con me
nelle tasche pesanti
sono sempre con me nell’ aria, nei fiori e in tutte le cose.
Appari ovunque nei tagli lungo le dorsali
nei corpi con volti nascosti da ombre e tagli di stoffe
e di questo ringrazio la vita che è stata e quella che sarà
ringrazio il mistero di te e della gioia che non sai troppo trattenere
domani saranno sempre scenari di sogno dove fermarsi incantato a sognare.

..

Non di questo mondo

Da te si viene senza ritorno.

E io non posso non tornare.

Si viene per piccole grandi e continue morti.

E non posso morire.

Così sogno di venire, e sognando muoio un po’.

E in fondo è quello che vuoi, e che puoi, solo un sogno.

Devo veder crescere i nipotini,

devo vederli staccarsi un po’,

da me,

per una caccia al tesoro,

per un amico o un amore.

Poi spero di diventare il tesoro.

Allora verrò, e non ricorderò perchè.

Verrò ad affondare il viso nelle pieghe tra i seni.

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Morire, di Franco Bonvini

Morire, di Franco Bonvini

Morire a volte è una stanchezza improvvisa

un silenzio profondo del cuore

e ti sdrai, dove sei, a riposare

ad attendere un battito.

Qualcuno poi finirà di raderti

per farti presentabile

asciugherà il sapone e se ne scorderà,

qualcun altro non lo scorderà mai.

Altri ti aspettavano.

https://bonvinifranco.wordpress.com/2019/07/11/morire/

Giro vagando, di Franco Bonvini

Giro vagando, di Franco Bonvini

È solo un piccolo paesino sulle sponde
di un piccolo lago
quattro case e un solo sentiero
che va sulla riva.
E non è l’ uomo non è il ragazzo
che va girovagando
non è la ragazza carina
che si affaccia al balcone a guardare.
Forse le assomiglia solo un poco
forse non è neanche lei,
forse è solo vestita degli stessi colori.
Si affaccia una signora al balcone
dentro ha gli stessi colori
ti guarda passare vagando
ma sì forse non è neanche lui
così rientra nelle sue stanze
ha un baule che le racconta di lei.

Dietro ogni foto una data
sopra ogni data un foto,
e un vestitino leggero.

https://bonvinifranco.wordpress.com/2019/07/17/giro-vagando/

https://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Poesia&Id=54203

Ti cerco

https://bonvinifranco.wordpress.com/2019/07/09/ti-cerco/

 

Ti cerco
a ogni curva di gioia
quando il cuore impenna e vuole dirtelo
che a lui non basta.
Ed è solo uno il nome
uno e mille, così generico
è questo l’ alibi
perchè Nella non c’è più,
ha lanciato l’ ultima monetina
che è rimasta sospesa in aria.
Al posto del sole.

Mamma invece è sempre viva.

S’è solo fatta piccola
e accucciata tra le bambole
come le bimbe che credono così di non essere viste.
Così la chiamo forte,
come a dire t’ ho visto!
e le mostro l’ ultimo desiderio.
E so già la risposta.

Mondi

Non di questo mondo

E poi a volte guardi il mondo

come da uno schermo, o un quadro d’ autore

e tutto sembra una brutta copia.

E c’ è una donna dipinta

profuma di colori a olio

e pensi che l’ originale è da qualche parte, nel mondo.

Poi a volte guardi il lago, solo lui ti consola,

e passa una donna, e sorride, e il lago dietro brilla

profuma del suo odore, di sudore e stoffa calda.

Ma l’ originale è sempre da qualche parte nel mondo di prima

e non dà pace.

Che i mondi dipinti non esistono.

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Fermo all’ incrocio

Non di questo mondo

Il mio navigatore deve aver letto Carver,
a sinistra, dice, poi sempre dritto e al bivio ancora a sinistra,
omette della casa con le calendule e le forsizie
e anche della donna avvampata di sole, ma insiste
la prossima a sinistra.
Ma ha una mappa del 2009
e l’ assessore invece non l’ avrà letto Carver
o forse preferisce la destra
così a sinistra ci ha messo un bel senso vietato
e pure uno stop, all’ incrocio.
E da destra un altro stop
come pure da sinistra,
manca un tavolino, per farsi una partita a carte
chi vince passa per primo.
Intando la donna nel sole attende
e non ti chiederà come mai ci hai messo tanto
ormai ti conosce
sa com’è una partita a carte con gli amici
e magari un bicchierino
una sigaretta
quattro chiacchiere.
Ci vuole il suo tempo.
Ormai ti conosce
che gli innamorati si indovinano…

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Una poesia

Non di questo mondo

T’ ho scritto una poesia d’ amore
o almeno credo che lo sia
se così non è vuol dire che ho sbagliato tutto sull’ amore
e non sarebbe una novità, sbagliare tutto.
Ma non si può riavvolgere il tempo,
ormai l’ ho scritta,
stracciata e lanciata nel vento che agita gli alberi,
non la leggerai.

A me basta che passeggiando
tu senta come una contentezza in cuore,
per il sole che splende nell’ azzurro,
per un raggio di luce sulle piume di un pettirosso,
o per un fiore testardo cresciuto tra le crepe di uno scalcinato muro.
Ma ancora di più per uno stormire di foglie degli alberi che la sanno.

Mi basta che la sera, in camera, ascolti uno stormire di foglie
e nasca una carezza con un’ altra poesia a vento.
che arrivi là,
dove sTiAmo.

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