Unicorno rosso

Non di questo mondo

https://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Poesia&Id=54445

Forse i narcisi piangono, di notte, senza carezze
solo la luna li vede
la luna che entra da queste finestre storte
la luna che disegna i narcisi sui muri.
Lei li ha visti.
Lei sa.
C’ era una piccola donna
spargeva colori sui prati
sul filo di un invisibile sogno
i bianchi, i rosa dei fiori, e l’ erba verde,
poi si sfuggì di mano
presa tra bianche lenzuola
tra quattro mura e una finestra
ma i fiori non muoiono mai, rinascono
folli di sole e magici.
La piccola donna sta nel passato
e ancora regala fantasie di seta
-e cavalca il suo unicorno rosso-
e scrivere di lei è ciò che resta.
La piccola donna sta nel futuro
un immaginato futuro di stanchezza
tra quattro mura e una finestra
e non muore mai
rinasce nella fantasia
muta di parole
che non ricordo la voce.

zafferano-alpino-crocus-albiflorus-1

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Carezzami i capelli

Non di questo mondo

Da lì vedi la mia vita
e nonostante questo mi vuoi bene
sei così vicina da non farmi dormire.
Mentre io è solo quello che vorrei.
Dormire.
Sul tuo grembo dormire.

Con la testa sul grembo,
che è così che cancellavi i dolori improvvisi
alla testa, ai denti
alle orecchie per il cambio di pressione
scendendo le curve della Serravalle
sui sedili di una seicento in festa a ferragosto.
Carezzandomi i capelli.

E’ così che ancora ritorni
ad accarezzarmi i capelli
per ogni dolore improvviso.

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Non sono le cose

Non di questo mondo

https://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Poesia&Id=54409

Non sono le cose, che tornano

sì, ricordo il cavallino di legno

e i canarini sul filo,

da far roteare con il fucilino a tappi,

o ancora le marionette,

da infilare sulla mano, per il teatrino.

Trenini tanti,

ma ci devo pensare, allora ricordo.

Le persone invece te le trovi a fianco

davanti a un lago,

e silenziose guardano lo stesso panorama.

A volte hanno da fare

e mancano per giorni

allora sali ai monti e le trovi lì

assieme ai ciclamini

anime nude

nude di abiti e di pelle,

sospiri nell’ aria e voci nel vento.

Poi guardi la data

ed è la stessa dell’ anno prima.

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Non solo statua

Non di questo mondo

https://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Poesia&Id=54385

Lo devi scordare.
Forse è proprio così
lo devi scordare quel bel torso di Venere visto alla mostra
quei seni inarcati
anche se di pesante marmo
e le natiche possenti, le venature.
Sembra vero ma è freddo, al tocco,
e ne immagini tutto il calore del corpo,
tutto il calore dell’ anima,
l’ hai studiata girandole attorno
hai visto le parti mancanti di un tronco senza rami.
Forse è così
la devi scordare
quella statua
per vederla danzare nella mente
intera
e credere sia vera
calda e desiderabile.

skopas_menade

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Nuvole

Non di questo mondo

https://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Poesia&Id=54381

E come sempre guardo alle nuvole, nell’ azzurro infinito del cielo,

bianchi disegni e invisibili contorni, col favore del vento.

La mattina il sole ingiallisce gli spazi che sai,

e mi sembra vederti evanescente, più indefinita che mai,

Solo la sera, col buio, col rosso e col blu

c’ e qualche riflesso in più.

Son tanti giorni che non piove però

che anche le nuvole a volte han paura

della pioggia e dei danni che fa.

Così il cielo è sempre più blu

ma fatico a vederti sempre più

penso forse hai paura di piovere su me

e dei danni che fai.

Son tanti giorni che non piove però

fatico a vederti sempre più

così scatto una foto, ci metto la pioggia, i colori, la luce e ta da..

Ci sei anche tu.

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Un’ altra te

Non di questo mondo

https://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Poesia&Id=54334

C’è un’ altra te che viene a trovarmi la sera
come ombra sui muri oscillante
e si prepara per la notte
o al mattino, evanescente, nella luce filtrata del sole
nuda, allo specchio del mio bagno.
ti guardo, sei tutta in quel che guardo
e è un altro me che guarda,
da un altro mondo.

Perchè in questo ci sono solo tracce del passaggio
vapori sul vetro.

Espejo vaho

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La forma del sesso

https://bonvinifranco.wordpress.com/2019/07/28/la-forma-del-sesso/

Fu in una sera qualunque
mentre stavo alla deriva
colorasti un sogno di mille colori su una mano sola.
E fu gioco di mani a seguire i contorni
le tue mani disegnanti orli frastagliati e indicibili abissi.
Fu in una sera qualunque
su un ponte in bilico tra due sere lontane
regalavi e ti davi il mistero della gioia.
Forse facevi finta
di piegare i ginocchi
ma ci sapevi fare e restavo incantato a sognare
tutti quei colori non mi hanno più lasciato
li porto sempre con me
nelle tasche pesanti
sono sempre con me nell’ aria, nei fiori e in tutte le cose.
Appari ovunque nei tagli lungo le dorsali
nei corpi con volti nascosti da ombre e tagli di stoffe
e di questo ringrazio la vita che è stata e quella che sarà
ringrazio il mistero di te e della gioia che non sai troppo trattenere
domani saranno sempre scenari di sogno dove fermarsi incantato a sognare.

..

Non di questo mondo

Da te si viene senza ritorno.

E io non posso non tornare.

Si viene per piccole grandi e continue morti.

E non posso morire.

Così sogno di venire, e sognando muoio un po’.

E in fondo è quello che vuoi, e che puoi, solo un sogno.

Devo veder crescere i nipotini,

devo vederli staccarsi un po’,

da me,

per una caccia al tesoro,

per un amico o un amore.

Poi spero di diventare il tesoro.

Allora verrò, e non ricorderò perchè.

Verrò ad affondare il viso nelle pieghe tra i seni.

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Morire, di Franco Bonvini

Morire, di Franco Bonvini

Morire a volte è una stanchezza improvvisa

un silenzio profondo del cuore

e ti sdrai, dove sei, a riposare

ad attendere un battito.

Qualcuno poi finirà di raderti

per farti presentabile

asciugherà il sapone e se ne scorderà,

qualcun altro non lo scorderà mai.

Altri ti aspettavano.

https://bonvinifranco.wordpress.com/2019/07/11/morire/

Giro vagando, di Franco Bonvini

Giro vagando, di Franco Bonvini

È solo un piccolo paesino sulle sponde
di un piccolo lago
quattro case e un solo sentiero
che va sulla riva.
E non è l’ uomo non è il ragazzo
che va girovagando
non è la ragazza carina
che si affaccia al balcone a guardare.
Forse le assomiglia solo un poco
forse non è neanche lei,
forse è solo vestita degli stessi colori.
Si affaccia una signora al balcone
dentro ha gli stessi colori
ti guarda passare vagando
ma sì forse non è neanche lui
così rientra nelle sue stanze
ha un baule che le racconta di lei.

Dietro ogni foto una data
sopra ogni data un foto,
e un vestitino leggero.

https://bonvinifranco.wordpress.com/2019/07/17/giro-vagando/

https://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Poesia&Id=54203

Ti cerco

https://bonvinifranco.wordpress.com/2019/07/09/ti-cerco/

 

Ti cerco
a ogni curva di gioia
quando il cuore impenna e vuole dirtelo
che a lui non basta.
Ed è solo uno il nome
uno e mille, così generico
è questo l’ alibi
perchè Nella non c’è più,
ha lanciato l’ ultima monetina
che è rimasta sospesa in aria.
Al posto del sole.

Mamma invece è sempre viva.

S’è solo fatta piccola
e accucciata tra le bambole
come le bimbe che credono così di non essere viste.
Così la chiamo forte,
come a dire t’ ho visto!
e le mostro l’ ultimo desiderio.
E so già la risposta.

Mondi

Non di questo mondo

E poi a volte guardi il mondo

come da uno schermo, o un quadro d’ autore

e tutto sembra una brutta copia.

E c’ è una donna dipinta

profuma di colori a olio

e pensi che l’ originale è da qualche parte, nel mondo.

Poi a volte guardi il lago, solo lui ti consola,

e passa una donna, e sorride, e il lago dietro brilla

profuma del suo odore, di sudore e stoffa calda.

Ma l’ originale è sempre da qualche parte nel mondo di prima

e non dà pace.

Che i mondi dipinti non esistono.

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Fermo all’ incrocio

Non di questo mondo

Il mio navigatore deve aver letto Carver,
a sinistra, dice, poi sempre dritto e al bivio ancora a sinistra,
omette della casa con le calendule e le forsizie
e anche della donna avvampata di sole, ma insiste
la prossima a sinistra.
Ma ha una mappa del 2009
e l’ assessore invece non l’ avrà letto Carver
o forse preferisce la destra
così a sinistra ci ha messo un bel senso vietato
e pure uno stop, all’ incrocio.
E da destra un altro stop
come pure da sinistra,
manca un tavolino, per farsi una partita a carte
chi vince passa per primo.
Intando la donna nel sole attende
e non ti chiederà come mai ci hai messo tanto
ormai ti conosce
sa com’è una partita a carte con gli amici
e magari un bicchierino
una sigaretta
quattro chiacchiere.
Ci vuole il suo tempo.
Ormai ti conosce
che gli innamorati si indovinano…

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