Clown disperato

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Ecco cosa sono: un clown.

Nascondo sotto falsi sorrisi la tristezza

gli occhi sono lucidi

sembrano due stelle cadenti

che versano lacrime

di un colore mai esistito.

La bocca socchiusa

segna l’inizio di un discorso senza senso.

La gente mi guarda e ride

ed io con gli occhi spalancati

mi accorgo di quanto sia finta questa vita.

Sono un clown disperato

che si affaccia alla finestra del mondo con occhi diversi

simili alla paura.

Salto

gioco

faccio ridere la gente

ma nessuno conosce

le ferite che segnano il mio cuore

le ferite che segnano la mia vita.

Notte di San Lorenzo, di Ines Favorita

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Il sentimento che provo non ha logica

non ha un filo conduttore di razionalità

è tutto racchiuso nel cuore

nel segreto del mio cuore.

E per quanto io voglia dar retta alla ragione

c’è sempre lui

incalzante

prepotente

che mi porta a te!

Anche questa sera voglio sognare:

io e te a guardare le stelle

abbracciati teneramente in silenzio.

Sogni da adolescente immatura…

Ma non riesco a far tacere il mio cuore.

Amore?

Che sia amore acerbo?

La devo smettere se non voglio farmi del male

la devo smettere di pensare a te!

Sempre puntuale è il tuo pensiero

il tuo nome è da sempre marchiato sul mio cuore…

e il tuo viso…

il tuo viso lo rivedo ogni sera nel cielo stellato.

Chimera!

Illusione!

Ti vado cercando in mezzo la gente

sperando di incontrare il tuo sguardo

di leggere nei tuoi occhi

una scintilla d’amore!

Vorrei che i miei pensieri arrivassero a te

sfiorando le tue labbra con il mio amore.

Che in questa notte magica e misteriosa

tu

finalmente

t’innamorassi di me!

Che la stella più bella che non ho visto cadere

venisse a cercarti

per dirti

che questa sera sto pensando a te!

 

 

Il fiore, di Ines Favorita

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Nel giardino della speranza

è sbocciato un nuovo fiore

è il più bello fra tutti

il più luminoso

il più profumato.

Ha dei petali rossi e vellutati,

come il sole al tramonto.

E’ il più bel fiore della mia vita: l’amore!

Un fiore

che prima o poi appassirà

e che prima o poi rinascerà.

 

 

Non lasciarmi, ti prego

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Non abbandonarmi proprio adesso

ho paura di quello che mi aspetta.

Restami accanto

consolami

stringimi forte

non lasciare che il vento mi porti via.

Non lasciarmi

non lasciarmi proprio adesso

ho bisogno del tuo affetto

del tuo amore.

Restami accanto

dimmi che mi vuoi bene

non lasciarmi naufragare in una bufera di illusioni.

Non lasciarmi sola

in questa notte buia e fredda.

Non lasciarmi

resta qui con me

ancora un poco

ti prego.

 

 

Granelli di sabbia

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Camminando a piedi nudi

sulla sabbia bagnata

cerco appena di socchiudere gli occhi

e penso a tantissimi

granelli di sabbia.

Li conto piano: uno… due… tre…

Sono i giorni

gli attimi

che ho trascorso con te.

Rappresentano le lunghe ore felici

del nostro amore.

Riapro con leggerezza gli occhi

guardo il cielo

e vedo dei gabbiani in volo:

“Beati loro”, sussurro

e poi guardo il mare

il sole

la spiaggia

e ricomincio ancora una volta

a contare quei piccoli

granelli di sabbia: uno… due… tre…

e ancora penso

ma capisco che è finita.

Resto lo stesso

a contare i miei bellissimi

granelli di sabbia: uno… due… tre…

restando sospesa a contemplare il mare

restando sospesa in una giornata

che via via finisce

con un velo di malinconia.

 

 

Ho cercato

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Ho cercato di capire

cosa mi stesse accadendo

ho trovato da sola la risposta:

mi stavo innamorando di te.

Ho urlato al vento

la mia disperazione

per soffocare questo sentimento

ma lui si è infuriato

e mi ha detto di aspettare.

Ho parlato di te al mio cuore

e lui da povero essere mi ha detto:

“abbandonati, sarai felice”.

Ho cercato di capire

cosa mi stesse accadendo

ho trovato da sola la risposta:

“mi sono inamorata di te”.

 

 

A fijjia du conti e u marinaru

calabrisando

a fijjia du conti e u marinaru

Supra a costa da Scalìa edi arrivatu nu marinaru, stancu i sindi stani dintru u mari. Edi riccu, a stiva chjina i ricchizzi, ma edi sulu e bbellu cumu u suli. Sindi vadi passijiandu ppi i strati du pajisi, ppi truvani a paci dintru u cori sua; edi riccu ma tantu poviru, senza na fimmina ca sindi pijjiadi cura!

“Finalmenti signu turnatu ‘ntra terra mijia, anni e anni a navigari supra ssu bbarcuni, e muni puzzu sbarcani. Hajiu accumulatu tanti ricchizzi, ma cchi mindi fazzu si nun tignu u tesoru cchjiu grandi: na famijjia, na mujjiri e tanti figghji. Scalìa mijia, cumu sini cangiata, nun t’arricurdavu accussini bbella! L’ucchji mijia sunu chjini i chiantu, e u cori mijiu zumbadi forti da cuntentizza”

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Profumi di Calabria, alla scoperta della lavanda di Campotenese

Un’idea del tutto originale nata nel 2007, Selene, imprenditrice calabrese realizza il Parco della lavanda.

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Un’idea del tutto originale nata nel 2007, Selene, imprenditrice calabrese realizza a Morano Calabro in provincia di Cosenza, nella contrada di Campotenese a circa mille metri di altezza, immerso nel Parco Nazionale del Pollino, il Parco della lavanda.

La particolarità del progetto risiede nella varietà di questa pianta antica: l’autoctona (lavanda loricata) battezzata “Loricanda“, la quale nasce spontanea nel Parco del Pollino.

Amore e dedizione verso la propria terra, hanno fatto sì che Selene assieme alla sua famiglia, portasse avanti vecchie tradizioni giunte dal passato, quando la popolazione calabrese raccoglieva la lavanda, la bolliva e ottenuto un ottimo distillato, lo vendeva alle varie case farmaceutiche.

Insomma, far rivivere il passato per far conoscere alle nuove generazioni le proprie radici.

Attualmente, nel Parco della lavanda, Selene estrae dai fiori di lavanda l’olio essenziale destinato per curare il mal di testa, l’insonnia e  le punture d’insetti; crea candele e produce marmellata e miele di lavanda per soddisfare i palati più raffinati.

Ogni anno, l’imprenditrice e la sua famiglia, accolgono centinaia di turisti giunti da ogni parte d’Italia, per visitare il Parco  e il giardino botanico, dotato di laboratori didattici per far conoscere le varie tipologie di lavanda, all’incirca sessanta specie che crescono spontaneamente nel Parco del Pollino.

La fioritura della lavanda avviene dal trenta giugno al dieci agosto, periodo dove si può accedere, passeggiando nei filari per inebriarsi del profumo particolare di questa pianta e ammirare l’intera collina che si tinge di un bel colore viola.

fonte: calabrianews

Il giorno più bello

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E’ il giorno più bello della mia vita:

“Oggi mi sposo”

ma tu, caro papà, non sei con me.

Son diventata grande

di colpo son cresciuta

ma tu, oggi, non sei con me.

Son diventata grande

di colpo son cresciuta

ma tu non sei al mio fianco

a tendermi il braccio.

Tentenno

barcollo

sorrido

poi piango

pensando a te

sognando che ci sei tu

a tendermi il braccio.

Mi aggrappo a te

nell’illusione che anche da lassù

mi puoi vedere.

Sorrido

poi rido

ti ho visto

sei lì.

Mi guardi.

Accompagnandomi

mi tieni per mano.

Avanti

son pronta

possiamo andare

adesso ci sei tu a tendermi il braccio.

 

 

Cuore sincero

Parlerò dei miei segreti e delle mie paure

solo a chi saprà ascoltare

con cuore sincero.

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Raccoglierò i miei sogni a uno a uno

in una notte senza luna e senza stelle

li consegnerò nelle mani

di chi sa capire.

Regalerò la mia anima e il mio cuore

a chi sarà in grado

di non farmi del male.

Parlerò dei miei segreti e delle mie paure

solo a chi saprà ascoltare

con cuore sincero.

Tra storia e leggenda il frutto degli dei

calabrisando

Museo del Cedro Palazzo Gabriele Marino Santa Maria del Cedro CS

Il frutto più bello

Le origini del cedro sono avvolte nel mistero di molte leggende, ma si ipotizza sia arrivato in Calabria dopo il 70 d.C. a seguito della distruzione di Gerusalemme da parte di Tito. Gli ebrei ellenizzati nel corso del loro esodo avrebbero portato in Italia la pianta del cedro, soprattutto, nelle città di Sibari e di Laos.

Questo frutto viene citato nell’Antico Testamento per ben settanta volte e denominato come “il frutto più bello” e come “il pomo proibito del Giardino dell’Eden”, infatti, per la cultura ebraica questo agrume ha un significato molto importante.

Per questo motivo, gli ebrei, i quali furono allontanati dalla Calabria agli inizi del 1500, oggi, provenienti da ogni parte del mondo, si recano a Santa Maria del Cedro tra luglio e agosto per selezionare i frutti migliori da destinare al Sukkot

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Diamante: il paese dei nasi all’insù

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Diamante: il paese dei nasi all'insù

Conosciuta come città dei murales o come la battezzò Nani Razetti: il paese dei nasi all’insù, dove passeggiando tra i vicoli della cittadina, si possono ammirare favolosi dipinti nati per far rivivere i muri delle case di Diamante. All’incirca centocinquanta opere dipinte sui muri del centro storico e della frazione di Cirella, realizzati a partire dal 1981 da pittori e artisti di fama internazionale.

Poeti, scrittori, giornalisti, storici e rivoluzionari hanno lasciato il loro autografo o un verso sui muri della città. I murales fanno di Diamante il museo all’aperto più grande d’Italia, dove si tengono seminari di filosofia organizzati dall’Istituto per gli studi in collaborazione con lo scrittore diamantese Nuccio Ordine, docente di letteratura italiana presso l’Università della Calabria.

L’idea dei murales nasce dal pittore milanese Nani Razetti, adottato dai diamantesi, il quale propose al sindaco di allora il progetto di far rivivere attraverso l’arte il centro storico. Infatti…

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