ANGOLO DI POESIA: “Tre poesie inedite” di Maria Rosa Oneto

Maria Rosa Oneto “Tre poesie inedite”

TI PORTERÒ

Ti porterò sul cuore
come una piuma
smarrita.
Passi di viandante
nell’aria tersa
di un ottobre
chiuso in veranda.
Ti porterò nell’anima
che sussurra piano
come canzone
di un emigrante
in cerca di un suolo
dove far crescere radici.
Ti porterò a vedere il mare, Tu, che non lo
hai mai conosciuto
e a gustarne i tramonti
che allargano il respiro
di giorni infiniti.
Ti porterò
a rubare foglie alla vita, se la malinconia
sarà pianto invernale
dietro vetri chiusi.

UN COLPO DI MAGIA

C’è un vento maliardo
che porta via
ogni dolore.
Il suono di una balalaika russa
ondeggia
sulle case addormentate.
Mi sento viva
fra braccia
che conoscono
l’amore e sanno di fatica e sudore,
sperperati quando
la gioventù
era un regalo ricevuto
per caso.
C’è un rosso che
di sera spera
e cinge le colline
di promesse future.
S’adagia il giorno
su labbra essiccate
dal tempo.
Mi guardo attorno
e con un colpo di magia
distendo le ali
per inseguire il cielo! Continua a leggere “ANGOLO DI POESIA: “Tre poesie inedite” di Maria Rosa Oneto”

OSPITI SPECIALI del 31° VERSEGGIANDO: CORRADO COCCIA (cantautore) e VITO SILVESTRO (sassofono)

Prosegue la presentazione dei nostri magnifici Ospiti Speciali, protagonisti dell”evento “Cantando alle stelle” nell’ambito del programma culturale ciclico internazionale “Verseggiando sotto gli astri di Milano”.

In seguito conosceremo meglio il cantautore Corrado Coccia e il sassofonista Vito Silvestro.

Corrado Coccia (cantautore)

Corrado Coccia

Milanese, nato nel Maggio del 1971, ama definirsi “un cantautore surreale”; ama i bambini, i maghi e le fate! Tra la sua musica preferita: i cantautori italiani (ma non tutti…), la musica classica e Kurt Weill.

Muove i primi passi nel campo musicale prendendo lezioni private di pianoforte; prosegue poi gli studi presso il conservatorio Giuseppe Verdi di Milano. All’età di 12 anni compone il suo primo brano, senza conoscere né la musica, né il modo di scrivere un corretto italiano, ma capisce che questa è la sua strada. Dopo le prime esperienze di palco (tra cui il secondo posto al concorso “Milano Canta” al Teatro Nazionale di Milano) l’incontro decisivo con quella che diverrà la sua insegnante di canto e composizione, e “maestra di pensiero”: Susanna Parigi. Continua il suo lavoro di scrittura che, con il tempo, diventa più maturo e strutturato. Un altro incontro che cambia la sua vita artistica e personale è quello con il circo Sterza, che darà una svolta anche al suo modo di intendere la musica d’autore. Da questa esperienza nasce un disco intitolato Il circo di Mastrillo. Continua a leggere “OSPITI SPECIALI del 31° VERSEGGIANDO: CORRADO COCCIA (cantautore) e VITO SILVESTRO (sassofono)”

POESIA BILINGUE: “PALE EOLICHE / TURBINY WIATROWE” di Izabella Teresa Kostka

Rimanendo nella tematica del #RealismoTerminale oggi un testo bilingue “Pale eoliche / Turbiny wiatrowe” di Izabella Teresa Kostka, in italiano (originale) e in polacco (traduzione) / TURBINY WIATROWE w tłumaczeniu na język polski. Tekst należy do nurtu Realizmu Terminalnego.

Con un sorriso e un po’ di ironia.

#realismoterminale
#realizmterminalny
#izabellateresakostka

 

31° Verseggiando: tra gli Ospiti Speciali SOFIA MARIA RIVA (soprano) e FRANCESCO PARRAVICINI (pianoforte)

Nel ricco programma del 31° Verseggiando sotto gli astri di Milano avremo l’occasione di ammirare numerosi Ospiti Speciali di alta caratura artistica. Per la prima volta accoglieremo nella nostra Famiglia la giovane e sublime soprano SOFIA MARIA RIVA, accompagnata al pianoforte dal M° FRANCESCO PARRAVICINI (per la seconda volta tra i nostri preziosi Ospiti).

In seguito pubblico le loro brevi note biografiche.

Sofia Maria Riva (soprano)

Sofia Maria Riva

Dopo la maturità classica, prosegue gli studi presso l’Università IULM di Milano, frequentando il corso di laurea in Arti, design e spettacolo.
Il canto è sempre stata la sua passione, sin da piccola.
Nel 2011 si iscrive alla classe di canto presso la Fondazione Musicale “Vincenzo Appiani” di Monza, per poi avvicinarsi nel 2013 alla lirica sotto la guida del Mezzosoprano Tiziana Carraro, con cui sviluppa capacità e conoscenze musicali oltre alla tecnica e allo stile vocale.
Dal 2015 fa parte del coro “Laudamus Dominum” di Sovico, una piccola realtà che negli anni si è rivolta verso opere di ampio respiro, dove si esibisce anche come solista, sia durante le celebrazioni sacre sia in occasione di concerti.
Nel 2017 è stata protagonista di manifestazioni musicali interpretando arie da camera e famosi brani d’opera di autori quali: G. Rossini, G. Donizetti, C. W. Gluck, G. F. Handel, G. B. Pergolesi, W. A. Mozart, G. Bizet, G. Puccini, P. Mascagni. V. Bellini, S. Donaudy, F. Poulenc, J. E. F. Massenet, F. Cilea.
Tra il 2018 e il 2019 ha svolto una serie di concerti proponendo il repertorio della romanza da salotto italiana di F. P. Tosti, Gastaldon, Verdi, Bellini, Donizetti. Continua a leggere “31° Verseggiando: tra gli Ospiti Speciali SOFIA MARIA RIVA (soprano) e FRANCESCO PARRAVICINI (pianoforte)”

RITRATTI: CIRO BRUNO – l’inimitabile guerriero in nome della poesia

(di Izabella Teresa Kostka)

Quando la passione per le Muse impregna ogni cellula del nostro corpo non possiamo fare a meno dell’arte. Diventiamo guerrieri e dedichiamo con devozione tutte le forze per venerare il suo altare.

Ciro Bruno appartiene alla corte di Apollo da anni, il suo amore per la poesia si trasmette sia nei versi scritti che in un progetto radiofonico dedicato alla poesia “PROKSIME DE POEZIO” alla RADIO GLADYS. Dotato di un intelletto poliedrico e di un’anima sensibile e raffinata non si accontenta di poco, ma cammina a testa alta verso il compimento di ogni suo desiderio, prosegue con grazia e determinazione il proprio cammino artistico e professionale. In seguito pubblico la nota biografica e tre poesie scelte del nostro protagonista.

BIOGRAFIA

Ciro Bruno

Ciro Bruno, un poeta contemporaneo nato nel giugno del 1961 nella città di Napoli.
Iniziato a scrivere dalla spontaneità del suo essere,
descrive immagini ed espressioni con una scrittura tanto torrenziale quanto aritmica e suggestiva.
La grafica lapidaria sottolinea toni foschi, pur sempre attenuati con immagini levigate ed emozioni stupefacenti e nostalgiche. Nella pluritematicità descrittiva la concezione della vita è omogenea, perché le emozioni risultano tutte stagliate su un fondo melanconico, innervato da espressioni di forza suggestiva che sorprende e talora sgomenta.
Concetti originali, stilemi ricercati, ridondanze lessicali, sapientemente distribuite, formano un quadro emotivamente severo e pessimistico e, tuttavia, profondo e sublime.
La realtà è filtrata attraverso rimembranze psichiche che tendono a dissolversi in un mondo fatto di desideri evanescenti. Continua a leggere “RITRATTI: CIRO BRUNO – l’inimitabile guerriero in nome della poesia”

ANGOLO DI POESIA: TANIA SANTURBANO “LA PRIMA CAMERA”

(by I.T.Kostka)

Quando il talento trabocca da ogni parola scritta, scelta con attenzione dedicata a ogni sua velata sfumatura e significato. “La prima camera” – il dipinto poetico di impatto forte e graffiante, stravolgente come il famoso quadro “Guernica” di Picasso. La scrittura di Tania Santurbano non evita il dolore, anzi, lo mette in evidenza attraverso un linguaggio originale, realistico e, spesso, sorprendente. Tutte le cicatrici e grida di una guerra crudele e senza misericordia. La via crucis dell’umanità sempre più folle e spietata. Il Golgota senza risurrezione.

Izabella Teresa Kostka, 2019

La prima camera ( di Tania Santurbano)

Scoppierà la guerra
e non saremo addestrati per morire.

Con ogni probabilità il cielo lavorerà per far scendere le bombe.
Gli alberi saranno disposti dal vento per raccogliere plastica e cadaveri.

Ci saranno uffici e corsie d’ospedale con alcuni centimetri di metri cubi d’aria per respirare.
Ci sarà il mare con le sue vetrine illuminate piene di bottiglie.
E tanti Taxi senza autisti,fermi nei cimiteri.

Al centro del mondo,con i rami senza frutta e con l’anidrite carbonica e le reti metalliche.

Una notte più lunga della morte, dove non servirà aprire alla terra le gambe per fare l’amore.

Tutti fermi, sotto un cielo a cui hanno tolto le stelle.
Non sembrerà un lavoro così duro morire.

Tania Santurbano

Tutti i diritti riservati all’autrice

La poetessa Tania Santurbano

“PROKSIME DE POEZIO”: MAGNIFICA SERATA a RADIO GLADYS

Magnifica esperienza venerdì sera, 04.10.2019, all’emittente radiofonica RADIO GLADYS, durante il programma PROKSIME DE POEZIO condotto magistralmente da Ciro Bruno. Durante l’intervista ho parlato della mia scrittura, dell’attività culturale, del Realismo Terminale fondato dal poeta Guido Oldani e di tanti argomenti a sorpresa ancora. Ringrazio tutto lo staff per l’affetto e l’accoglienza, soprattutto la signora Elena e il signor Armando. L’esperienza indimenticabile da ripetere! Ringrazio tutti gli ascoltatori per i messaggi di apprezzamento in diretta.

Alcuni link per ascoltare frammenti dell’intervista in diretta:

– 1° parlo della mia scrittura e dell’attività culturale svolta:

https://youtu.be/oxBjHohQQGQ

– 2° a proposito del Realismo Terminale fondato dal poeta Guido Oldani:

https://youtu.be/taKtnRKrRic

– 3° parliamo delle competizioni poetiche e recito un mio testo dal titolo “Anima spoglia”:

https://youtu.be/2JPJkER88oY

– 4° Chi sono i poeti? La conclusione del programma:

https://youtu.be/QwLfZDCm2OY

Izabella Teresa Kostka

Col redattore radiofonico Ciro Bruno, 04.10.2019, Radio Gladys, Milano Continua a leggere ““PROKSIME DE POEZIO”: MAGNIFICA SERATA a RADIO GLADYS”

PROSA: “Rinascere” di Maria Rosa Oneto

Foto: Pixabay

“Rinascere” di Maria Rosa Oneto

Son qui ad un palpito dal cuore. La stanza, silente e odorosa di fumo, raccoglie il mio passato. Ciò che sono stata, ciò che sarò in un destino non definito.
Corrono gli anni, come biglie sull’asfalto. Seguono una loro traiettoria finché si inabissano oltre ogni limite consentito. Ti guardi vivere senza provare alcuna pena. Dentro sei “distrutta” e nessuno pare accorgersene. Parli, ridi, canti e dai respiro al tuo dolore. Più lieve lo senti, quando trovi “frammenti” per addomesticare quella bestia inferocita, che ancora mi si agita dentro. È difficile lasciarsi vivere, senza mai una reazione. Uno scatto di nervi. Un urlo tra la gente indaffarata. Sono una donna mite, che dell’infanzia ha coltivato la passione e ancora spera di ritrovarla intatta, tra nuove rughe e un coniglietto bianco, uscito di scatto da un cilindro polveroso.
Sovente, mi ritrovo a parlare con la mia anima. A disquisire di Dio, dell’Aldilà e della malvagità che in vari modi colpisce i bambini.
I più piccoli, non dovrebbero mai soffrire e conoscere soltanto la “medicina” della felicità. Ma, non sempre è possibile. Spesso, faccio in modo che sia il mio cuore ad intrecciare sentimenti inesistenti. A creare amori e passioni entro cui rifugiare la noia. Ci si ama sempre, anche quando gli altri ti dimenticano, non vogliono turbarsi o essere impegnati a sopportarti. Ci si ama comunque – dicevo – per riempire quei vuoti esistenziali che conservi da sempre; che la notte ingigantiscono come orchi malefici e senza darlo a vedere ti succhiano il sangue nel profondo. Ma per rinascere, occorre “morire” mille volte; portando sulle labbra il gusto dolce-amaro della speranza.
La mia più intima speranza, la trovo: scrivendo, usando le parole come le biglie di quand’ero bambina. Scivolano sulla carta, la imprimono, le danno colore, profumo e consistenza.
Non è piu l’attimo presente, legato al disagio e alla solitudine di ogni giorno. La giostra delle similitudini, dei confronti, del donarsi, offusca e impedisce al danno di svelarsi. Viene ricacciato indietro a forza, bruscamente, come un punto interrogativo che non c’entra.
Divento davvero me stessa, quando mi espello dal corpo e lascio che sia la dolcezza dei sentimenti a prendere il sopravvento. A farmi tornare in vita con la gaiezza dell’innocenza!

Maria Rosa Oneto

Tutti i diritti riservati all’autrice

EVENTO: Stasera su RADIO GLADYS “PROKSIME DE POESIO” ore 20.30

#realismoterminale

#izabellateresakostka

#guidooldani

Con grande gioia ringrazio il redattore Ciro Bruno per il gradito invito e segnalo a tutti: oggi, il 4 ottobre (venerdì) dalle ore 20.30 sarò ospite dell’ambizioso programma radiofonico PROKSIME DE POESIO Radio Gladys a Milano.
Parleremo della mia scrittura, dell’ attività culturale svolta e del movimento del Realismo Terminale fondato dal M° Guido Oldani. Vi invito a seguire la puntata perché le emozioni non mancheranno.
Un abbraccio e ci sentiamo alle 20.30 in streaming su:

http://www.radiogladys.com

PROSA: “Sotto le lanterne rosse” di Maria Rosa Oneto

“Sotto le lanterne rosse” di Maria Rosa Oneto

Nel giardino incantato dall’estate, brillavano: lanterne rosse, grappoli di stelle sui rami di pesco e “nuvole” di lucciole che a intermittenza bucavano la notte.
Clelia ascoltava la rapsodia del mare, come rapita da quella musicalità divina.
L’ansimare delle onde, il loro estenuato vagare, le ricordava l’amore, le ore di passione, la carnalità di due corpi, che unendosi completavano “l’urlo” del Creato.
Pensava e nel farlo avvertiva brividi di piacere sulle spalle nude. Quanto tempo era passato da quella prima volta. Attimi rubati ad una vita di noia. Monotona e banale oltre ogni dire. Le cene nella grande casa padronale, il via vai della servitù, gli invitati imbalsamati come pinguini al Polo Nord; le chiacchiere di circostanza e quella falsa bonomia nel mostrarsi composta, adeguata, altera anche quando suonava il pianoforte.
Lei, che desiderava soltanto di essere amata come qualunque altra donna al Mondo. Lei, che voleva soltanto essere spogliata, derisa, trattata da “puttana” e goderne di quella farsa, imbastita per renderla uguale alle altre. Quando ciò accadde, e fu nell’ estate di un lontano passato, dietro la casina degli attrezzi da giardino, si sentì fresca e liberata da un ruolo che le pesava e non la faceva sentire felice. Gli anni passarono tra gioie e dolori inauditi. Ancora aspettava che il “suo amore” ritornasse a baciarle il cuore, proprio lì sotto alle lanterne rosse, ai grappoli di stelle sui rami di pesco, al volo delle lucciole che cercando l’Infinito, bevevano l’Eternità nei suoi occhi smarriti.

Maria Rosa Oneto

Tutti i diritti riservati all’autrice

Foto: Pixabay

EVENTI: Programma culturale “Verseggiando sotto gli astri di Milano” ritorna al Teatro Polivalente di Sandigliano (BI)

Dopo il grande successo dell’appuntamento di febbraio, il programma culturale “Verseggiando sotto gli astri di Milano” ritorna a Sandigliano.

Con grande piacere Vi invitiamo al 31° pomeriggio di canto lirico, poesia, teatro e musica intitolato “Cantando alla vita”, organizzato nell’ambito del programma culturale ciclico internazionale “Verseggiando sotto gli astri di Milano”. La kermesse avrà luogo sabato 12 ottobre 2019 dalle ore 17.00, presso il Teatro Centro Polivalente di Sandigliano (BI), via Maroino 14.

L’evento ha ottenuto il patrocinio del Comune di Sandigliano e l’importante supporto organizzativo dell’Associazione Amici del Cinema. Nel corso della serata si esibiranno sul palco numerosi affermati artisti, tra cui il cantante lirica soprano Sofia Riva accompagnata al pianoforte dal M° Francesco Parravicini, il cantautore e pianista Corrado Coccia col M° Vito Silvestro al sassofono, gli attori Enzo Brasolin ed Elisabetta Fabbri e ben diciotto poeti contemporanei provenienti da diverse regioni del Bel Paese. Condurrà lo spettacolo Izabella Teresa Kostka, scrittrice italo – polacca, fondatrice e coordinatrice generale del programma “Verseggiando sotto gli astri di Milano”. Si ringrazia il poeta biellese Umberto Barbera per il suo prezioso contributo all’organizzazione dell’evento.

Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti.

ANGOLO DI POESIA: TANIA DI MALTA – DUE POESIE SCELTE APPARTENENTI AL REALISMO TERMINALE

Due poesie scelte di Tania Di Malta.

Testi appartenenti alla corrente del Realismo Terminale, traduzione in lingua polacca: Izabella Teresa Kostka.

MICROCHIP

Il microchip sarà obbligatorio
ci diranno che saremo più sicuri
un programmino al posto del cervello
soppianterà il satellitare.

E quando vorremo far rivoluzione
ci daranno il vestitino degli eroi
liberi
come aeroplanini in plastica
combatteremo
con i popcorn che scoppiano.

MIKROCZIP

Mikroczip stanie się obowiązkowy
powiedzą nam, że będziemy pewniejsi
oprogramowanie w miejsce mózgu
zastąpi satelitę

Kiedy zechcemy wywołać rewolucję
dadzą nam strój bohaterów
wolni
jak plastikowe samolociki
będziemy walczyć
ze strzelającym popcornem.

ISOLE

Guardiamo la luna
attraverso ingressi di silos
come gatti acciambellati
maciniamo mantra solitari.
Isole
come telefoni senza filo
percorriamo la distanza,
fra noi e l’infinito.

WYSPY

Spoglądamy na księżyc
poprzez wejścia do silosów
jak zwinięte w kłębek koty
powtarzamy samotni mantrę
Wyspy
jak bezprzewodowe telefony
pokonujemy odległość
między nami a nieskończonością.

Tutti i diritti riservati all’autrice.

Tania Di Malta

“BEZ{KRES}” (Infinito) il numero di ottobre già online

(by Izabella Teresa Kostka)

È appena uscito online il numero di ottobre del mensile artistico – letterario polacco “BEZ{KRES}” (“Infinito”).

All’interno numerosi testi degli autori polacchi e, ovviamente, la rubrica dedicata alla poesia italiana contemporanea e al Realismo Terminale coi testi tradotti da me in polacco di GUIDO OLDANI, TANIA DI MALTA e della sottoscritta IZABELLA TERESA KOSTKA.

Continua a leggere ““BEZ{KRES}” (Infinito) il numero di ottobre già online”

“Avanti con la danza!”- concluso a Palazzo Fogaccia il 4° Straordinario Anniversario del programma “Verseggiando sotto gli astri di Milano”.

“Avanti con la danza! Lasciate che la gioia sia sconfinata,
Non dormite fino al mattino, quando la Giovinezza e il Piacere si incontrano
per inseguire con i piedi danzanti le ore colme di eccitazione.
Su con la danza!”
(cit. Lord Byron)

Sabato 21 settembre 2019, nella suggestiva cornice del famoso Palazzo Fogaccia a Clusone (BG), il luogo più magico che si possa sognare, si è conclusa la serata organizzata in occasione del 4° Straordinario Anniversario del programma culturale ciclico internazionale “Verseggiando sotto gli astri di Milano”, nato nel 2015 presso Cerifos di Milano da un’idea della poetessa e scrittrice italo – polacca Izabella Teresa Kostka.

Gli interni del palazzo

Continua a leggere ““Avanti con la danza!”- concluso a Palazzo Fogaccia il 4° Straordinario Anniversario del programma “Verseggiando sotto gli astri di Milano”.”

POESIA: Una nuova iniziativa culturale per il 21 marzo 2020 a Merate (Lecco)

Foto: Pixabay

(by I.T.K.)

Partecipate numerosi a questa meritevole iniziativa promossa dalla signora Rosaria Munafò e ProLoco di Merate:

“Amici poeti, vi invito a partecipare a un progetto poetico organizzato dalla Proloco di Merate il 21 marzo 2020 sabato nel centro storico di Merate (Lecco).

Raccogliamo opere poetiche, tema libero, tre testi per ogni autore da inviare all’indirizzo di posta elettronica: rosaria2972@gmail.com

Le opere verranno distribuite alla lettura per tutta la giornata del 21, ogni lettore può portare a casa una o più poesie.
La possibilità per i poeti anche di partecipare al microfono aperto nel pomeriggio. Ogni opera dovete inviarla allegata in forma PDF o WORD con nome, cognome, indirizzo e-mail.
Entro il 30 Novembre.

Rosaria Munafò collabora con la Proloco di Merate per promuovere la poesia, quest’anno il presidente Luca Codara ha deciso di promuovere i poeti del nostro territorio. Al momento servono più meno 500 poesie.
Grazie se volete aiutarci, più avanti si avranno informazioni più dettagliate dell’iniziativa.”

Info condivisa per la Proloco di Merate e Rosaria Munafò.

I.T.Kostka

REALISMO TERMINALE: ALCUNE POESIE SCELTE di GUIDO OLDANI con la traduzione in polacco / Niektóre poezje wybrane Guido Oldani’ego w tłumaczeniu na język polski

Il Poeta Guido Oldani, fondatore del movimento del Realismo Terminale.

photo©izabellateresakostka

REALISMO TERMINALE / REALIZM TERMINALNY

Alcune poesie scelte di GUIDO OLDANI, fondatore del Realismo Terminale, tratte dalla raccolta “IL CIELO DI LARDO / NIEBO ZE SŁONINY” (Mursia, 2008). Traduzione dall’italiano: Izabella Teresa Kostka / Tłumaczenie z włoskiego na język polski: Izabella Teresa Kostka

LA BETONIERA

l’acqua ha già il sale e su, le petroliere,
versano olio, come condimento,
alla zuppa di pesce navigante.
e la gabbia del cielo ha le sue penne
che portano la cacciagione in volo
e i vermi sono filo per cucire,
che tiene insieme ogni zolla nera
e il tutto è nella pancia di dio padre,
che ci mescola, dolce betoniera.

BETONIARKA

woda jest już słona, a na niej tankowce
dolewają oleju, jak przyprawy
do pływającej zupy rybnej.
i klatka nieba ma swoje skrzydła,
które wznoszą dzikie ptaki do lotu
a robaki są nicią do szycia,
co utrzymuje razem czarne skiby ziemi
i wszystko jest w brzuchu boga ojca,
który to miesza, słodka betoniarka. Continua a leggere “REALISMO TERMINALE: ALCUNE POESIE SCELTE di GUIDO OLDANI con la traduzione in polacco / Niektóre poezje wybrane Guido Oldani’ego w tłumaczeniu na język polski”

L’emozione alle stelle per il 4° Anniversario del programma culturale internazionale “Verseggiando sotto gli astri di Milano”: GRAN GALÀ al PALAZZO FOGACCIA il 21 settembre 2019

progetto grafico ©itkedizioni

(by Izabella Teresa Kostka)

Non si fermano i preparativi e salgono le emozioni in occasione del grande evento previsto per il 21 settembre 2019 alle ore 17.00. Presso la storica e prestigiosa struttura di Palazzo Fogaccia a Clusone (BG), una delle più belle cornici che si possa desiderare, resa disponibile grazie all’accoglienza del Principe Alberto Giovanelli, si svolgerà Gran Galà del 4° Straordinario Anniversario del programma culturale ciclico internazionale “Verseggiando sotto gli astri di Milano”, nato nel 2015 presso “Cerifos” a Milano.

Info sul luogo dell’evento:

https://it.m.wikipedia.org/wiki/Palazzo_Fogaccia_(Clusone)

Il programma della serata sarà impregnato di arte di ogni genere: dall’incanto delle note poetico – musicali del duo teatrale “Poeticanti” (Paolo Provasi e Roberta Turconi), attraverso le recite degli attori Enzo Brasolin e Domitilla Colombo, con la magia della voce e musica del cantautore Corrado Coccia e Vito Silvestro (sassofono), fino allo spettacolare clou della serata – le danze ottocentesche in costume a cura di “Società di danza. Circolo di Stezzano”, coordinato dalla maestra Lorenza Guerini. Tra i poeti invitati potremo ascoltare i versi di: Margherita Bonfilio, Carla Abenante, Pasqualina Di Blasio, Umberto Barbera, Francesco Saverio Bascio, Annamaria Citino, Annamaria Gallo, Barbara Rabita, Antonio Laneve, Corrado Villa, Massimiliana Pieri, Tania Di Malta, Maria Teresa Tedde, Patrizia Varnier, Tito Truglia e Izabella Teresa Kostka (fondatrice, coordinatrice generale del “Verseggiando…” e presentatrice dell’evento).

Numerosi Ospiti invitati e l’atmosfera di grande festa arricchiranno indubbiamente il tanto atteso momento di gioia e di solenne condivisione artistica.

Per motivi organizzativi l’ingresso è consentito esclusivamente alle persone invitate.

The final countdown!!

Izabella Teresa Kostka, Milano 19.09.2019

Foto propietà “Società di danza”
Palazzo Fogaccia, foto dal web

ANGOLO DI POESIA: “DITTICO SUL CARBURANTE” di Izabella Teresa Kostka

DITTICO SUL CARBURANTE (aderente al movimento del Realismo Terminale)

Politica?

È una squallida puttana
venduta per qualche euro,
una marionetta appesa alle corde
tirate dagli Dei dell’Olimpo.

Motore in avaria
alimentato dall’alterato carburante.

Non ci appartengono questi giorni di piombo,
solubili accuse di cianuro,
velenosi dibattiti televisivi
che ignorano le aspre lagne del popolo.

Siamo rinchiusi in un supermercato
con scaffali di illusioni,
raccogliamo i punti per la pensione
contando su un premio a fine stagione.

Non ci appartengono le albe prive di luce
oscurata dallo smog pagato caro
che toglie voce ai piccoli uccelli
scartando i loro canti come rifiuti.

Ridateci la libertà
il carburante della vita!

Izabella Teresa Kostka, 2018
Scritto per l’evento dedicato alla libertà d’espressione organizzato dal Museo Spazio Alda Merini a Milano in collaborazione col Movimento del Realismo Terminale.
Edito, tutti i diritti riservati.

“CANTANDO ALLA VITA” – appuntamento teatrale del “Verseggiando sotto gli astri di Milano”

PRO MEMORIA
Siamo in attesa del patrocinio del comune ma ancora fino al 25 settembre potete candidarVi per partecipare alla serata teatrale del Verseggiando con:

• un recital lirico della cantante soprano Sofia Riva, al pianoforte il M° Francesco Parravicini
• le recite degli attori Elisabetta Fabbri ed Enzo Brasolin
• le note incantevoli del cantautore Corrado Coccia e il M° Vito Silvestro al sassofono.

Tutti i dettagli nel link allegato:

https://verseggiandosottogliastridimilano.wordpress.com/2019/07/23/31-verseggiando-a-teatro-cantando-alla-vita-selezione-partecipanti-fino-al-25-settembre/?preview=true

Izabella Teresa Kostka

#izabellateresakostka

#verseggiando

https://verseggiandosottogliastridimilano.wordpress.com

Gran Galà al Palazzo Fogaccia a Clusone il 21 settembre 2019, in occasione del 4° Anniversario del programma culturale ciclico internazionale “Verseggiando sotto gli astri di Milano”

Ci stiamo avvicinando al 21 settembre: Gran Galà in occasione del 4° Anniversario del programma culturale ciclico internazionale “Verseggiando sotto gli astri di Milano” presso lo spettacolare Palazzo Fogaccia a Clusone (BG).
La serata unirà la DANZA, il TEATRO, la MUSICA e ovviamente la POESIA e tutto questo nella storica e affascinante cornice di una delle più belle strutture della nostra zona. Il conto alla rovescia in corso!!!! Seguirà la cena. Tra gli Ospiti:
– Società di Danza ( danze ottocentesche in costume)
– “Poeticanti” con la loro magia
– Enzo Brasolin e Domitilla Colombo con un breve spettacolo preparato per questa solenne occasione
– Corrado Coccia e Vito Silvestro tra le note del pianoforte e del sassofono
– Poeti “Verseggiatori” invitati
Per ragioni organizzative e di sicurezza l’ingresso è consentito esclusivamente sull’invito.
The final countdown!!

Izabella Teresa Kostka

#verseggiandosottogliastri

#izabellateresakostka

#anniversario

verseggiando.eventi@yahoo.it

poezja@mail.com

“SCATTI QUOTIDIANI” nella PROSA POETICA di DAVIDE MORELLI

Foto Pixabay

(by I.T.K.)

Sono scatti quotidiani ripresi con una penna per diventare immortali: prosa poetica oppure acquerelli contemporanei nati da uno spiccato senso di appartenenza ai luoghi della vita di ogni giorno. Una specie di diario informale in cui Davide Morelli raccoglie gli istanti dell’umano vissuto così familiare a ciascuno di noi.

Sembra il ragazzo della porta accanto e i suoi “schizzi letterari” rispecchiano la sua / nostra realtà senza pretese, le immagini verbali vengono trasmesse con semplicità e naturalezza.

Si sfogliano con piacere le parole di Morelli, ci si ritrova facilmente coi piedi per terra senza sentirsi diversi. Tutto diventa ARTE, merita di essere raccontato, ricordato, assaporato come una focaccia in un giorno qualsiasi.

Ci piace questa scrittura diretta senza trucco, distante da ogni pathos e retorica artificiale. Davide Morelli non spiazza ma accoglie, offre “da bere” come un amico e questa purezza d’espressione diventa irresistibile.

Izabella Teresa Kostka, 2019

TRE TESTI SCELTI

Stanziale:

Non andrò mai ad Alassio. Non tornerò a Follonica. Nessuno mi invierà cartoline da là. Non idealizzo più paesi e città lontane. Mi basta questo entroterra, questa pianura. Non ho bisogno di andare lontano per sentirmi solo, nuovo o assurdo. Mi basta la mia cittadina. Mi dicono ancora qualcosa le sue strade, i suoi cortili, i suoi sottopassaggi, i suoi ponti. Mi dice ancora qualcosa la mia cittadina, anche se so a memoria i suoi posti e i suoi luoghi di ritrovo. Tutti i posti in cui sono stato non rappresentano più desideri e neanche causano nostalgia. Questa cittadina ha già visto abbattere tutti i miei sogni. Non prendo più treni. Mi limito ad osservare la gente che vi scende e vi sale. Un tempo il predellino era sinonimo di libertà. I viaggi non mi appassionano più. Sono molto più abitudinario e stanziale. Un tempo per me Pontedera era solo un dormitorio. La mia cittadina non è più paese e non è ancora città. Qui si conosce tante persone di vista e per sentito dire. È difficile fare amicizia. Ci si tiene stretti gli amici di infanzia, gli amici di una vita. Qui le persone si incontrano spesso sul corso. Io di tanto in tanto passo davanti all’ospedale o davanti al cimitero e ringrazio Dio di essere lì senza un motivo particolare, solo per sgranchirmi le gambe. Ogni tanto chiedo se ci sono novità. Raramente succede qualcosa. Qui la vita scorre a rilento rispetto alle grandi città. Pontedera è baricentrica. È vicina a Firenze, Livorno, Pisa, Lucca, il mare. Ora c’è anche la circonvallazione e tante rotonde hanno sostituito i vecchi semafori. Ad una certa ora però il centro è quasi deserto. C’è una sorta di coprifuoco. Starò qui forse fino a che la morte non verrà a prendermi. Ho sempre pensato che Dio o chi per lui accende e spegne le vite con la stessa facilità con cui noi accendiamo o spegniamo la luce nelle nostre stanze. Per il resto si invecchia o si muore. Terzo escluso. Forse qui la vita continuerà ad essere sempre uguale.

Lettera durante un microrisveglio:

– Mi sono svegliato da poco. Ho già dormito diverse ore. Mi sono svegliato di soprassalto. Ho fatto un incubo ma non mi ricordo niente al risveglio. Alle otto ero già a letto, anche se sai che ho dei microrisvegli. Ho mangiato una sfoglia comprata alla Coop. Ho bevuto un poco di acqua. Mi sono fatto la barba. È una sensazione molto piacevole farsi la barba dopo che il barbiere ti ha fatto le basette. Ho usato la matita emostatica. Niente di che. Per farmi i capelli ho speso quindici euro. Sono andato da un barbiere nuovo, abbastanza vicino a casa. Gli ho detto di farmi i capelli molto corti ma non come un naziskin. Ha riso. I miei capelli prima erano una massa informe. A volte penso di essere troppo trasandato. Il vecchio barbiere forse è morto. Aveva ottantacinque anni circa ad occhio e croce. Ora c’è questo che ha aperto bottega da poco tempo a poche decine di metri da dove aveva il negozio il vecchio. Il barbiere è un tipo sulla quarantina. Per fortuna non si è messo a chiacchierare. Era tutto concentrato sul suo lavoro o forse più semplicemente si sapeva fare gli affari suoi. Non ha ancora mobili e neanche aria condizionata. Teneva la porta aperta; mi è sembrato un tipo tranquillo e simpatico. Sai che prima di me c’era un novantenne a farsi i capelli? Ma anche dopo di me c’era un altro novantenne. L’età media si è allungata. Si conoscevano tra di loro. Erano tutti e due ancora autonomi e in buona salute. Si sono messi a parlare. Entrambi c’erano ancora con la testa e ad entrambi era stata rinnovata la patente. In sottofondo alla radio passavano Azzurro cantata da Adriano Celentano e scritta da Paolo Conte. Alle nove di mattina di un giorno feriale dal barbiere vanno soprattutto pensionati e disoccupati. Azzurro era una canzone del 1968: l’anno della contestazione giovanile, l’anno del parricidio. Quella canzone invece rammentava perfino di un prete all’oratorio. I sessantottini forse l’avranno definita piccolo-borghese. Chissà se aveva significato qualcosa quella canzone per i due vecchietti? Chissà che aveva significato per loro? Chissà come erano e cosa facevano loro nel 1968? Ogni tanto mi vengono questi pensieri metafisici quando ascolto una bella canzone o guardo un quadro. Era venuto il mio turno. Guardavo allo specchio come mi tagliava i capelli. Procedeva speditamente. Usava la macchinetta. Ho pagato il conto. Mi sono catapultato fuori. Era una nuova giornata afosa. Aria bassa. Il sole spioveva giù dai tetti. Guardavo vetri, finestre, tapparelle dei palazzi. Poco distante c’era l’ospedale. Poi più in là la ferrovia. Ieri sera mi ha telefonato il mio unico amico qui a Pontedera. Andremo a prendere un gelato insieme prossimamente. Gli ho detto che non trovavo nessun lavoro: cercano persone in età di apprendistato o persone con esperienza pluriennale. Qui è crisi. Così pensavo, mentre guardavo dal finestrino i campi di grano di cui piccioni si cibano in abbondanza. Non sopporto l’estate perché è caldo e ci sono i forasacchi pericolosi per il mio lagotto. Già una volta è stato operato. Non farò vacanze. Neanche un giorno. Non andrò da nessuna parte. Per ora è tutto. Vado a farmi un caffè.

Con mio padre:

È sabato. Dobbiamo fare rifornimento di GPL. Fermiamoci al distributore. Speriamo che sia aperto. Prendiamo quella strada che porta alle colline. Quella strada tortuosa da cui si vedono i calanchi, una serie di agriturismi e le macchine parcheggiate di chi caccia i cinghiali. Tu vai sempre avanti, anche se ci sono molti bivi. Non ti distrarre a guardare gli aerei. Per questo motivo ci sono stati diversi incidenti. Non prendere per la discarica. Questa strada fatta di saliscendi continui. Questa strada trafficata da turisti stranieri. Ogni tanto si vede passare dei pullman di altre nazionalità. Queste colline in fiore che viste da lontano si stagliano contro il cielo terso. Queste colline inondate da raggi di sole obliqui a questa ora del giorno. Alla fine troveremo un borgo con un hotel di lusso e una casa colonica in fase di ristrutturazione. Non è assolutamente detto che un volto simmetrico sia più bello degli altri. Scusatemi se salto di palo in frasca. Sono solo libere associazioni nelle ore di libera uscita. Io stesso mi sono condannato alla prigionia. Deve essere divertente annodare dei fili di aquilone. Deve essere divertente calpestare castelli di sabbia prima che ci pensino le onde del mare. Giorno dopo giorno mi sono costruito la mia cella. Stai attento quando arrivi a Montaione perché ci sono degli anziani che passeggiano al bordo della strada. Un tempo stringevo i pugni nelle tasche dalla rabbia, mentre camminavo nella nebbia. Ora è scomparsa la rabbia ed è sopraggiunta la rassegnazione. Guarda le case, le strade. Pensa a quanta gente c’è al mondo ma pensa anche a quanta solitudine c’è al mondo. Ognuno ha avuto i suoi cortili, le sue balere, i suoi istanti che voleva fermare. Tra me e te ventisei anni di differenza. Tu sei della prima generazione che non ha visto la guerra. Io figlio del benessere, poi impoverito. Forse tra pochi anni sarò povero. Tra pochi anni non ci saremo più e saranno poche le persone che ci ricorderanno. Forse dei parenti molto lontani. La mano di Dio ci schiaccerà come degli insetti. Ma ora babbo, è sabato. Andiamo in quelle colline che sanno di sangue e di morte. Poi ritorneremo a casa come se niente fosse.

NOTA BIOGRAFICA

Davide Morelli è nato a Pontedera nel 1972. Si è laureato in psicologia con una tesi sul mobbing. Alcuni suoi testi sono apparsi su “Nazione indiana”, “La mosca”, “Iris news”, “Poetarum silva”, “Il filo rosso”, “Poesia ultracontemporanea”, “Scuola di poesia”(rubrica del quotidiano “La stampa”), “Il segnale”, “Cartesensibili”, “Poesia da fare”, “La clessidra”, “L’ombra delle parole Rivista letteraria internazionale”, “Il sasso nello stagno”, “Yawp” (giornale di letterature e filosofie), “L’altrove-appunti di poesia”, “Larosainpiu”(blog letterario di Salvatore Sblando), “L’ottavo”, “Limina mundi”, “Scrittinediti”, “Osservatorio letterario”, “Poliscritture.it”, “Pi-greco trimestrale di conversazioni poetiche”, “L’archetipo”, “Erbafoglio”, “Il paradiso degli orchi”, “Segreti di Pulcinella”, “Ammirazioni” (di Roberto Corsi), “Oggifuturo”, “Inverso”, “Poiein”, “Sesto senso poesia”(a cura di Felice Serino). Un suo saggio breve intitolato “Scrivere” è stato pubblicato su Vicoacitillo. Il suo “Manifesto dell’impoesia” è stato pubblicato su “Yale Italian Poetry” per un’inchiesta internazionale sulla prosa poetica. 48 sue quartine sono state pubblicate su “Italian poetry review” x(rivista di poesia italiana della Columbia University). Ha pubblicato due ebook su LaRecherche.it: “Dalla finestra” e “Varie ed eventuali”. Ha pubblicato l’ebook “Cuore improduttivo” su Le stanze di carta. Collabora con il blog letterario Le stanze di carta(lestanzedicarta.blogspot.com). È un ex commerciante. Attualmente è disoccupato.

L’articolo pubblicato anche sul portale culturale internazionale “Verso – spazio letterario indipendente”:

https://versospazioletterarioindipendente.wordpress.com/2019/09/09/scatti-quotidiani-nella-prosa-poetica-di-davide-morelli/?preview=true

INTERVISTA AL CANTAUTORE LUIGI PAGANO: “Ho la sindrome dello zigano, ho bisogno di sentirmi straniero” a cura di Izabella Teresa Kostka.

Luigi Pagano

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INTERVISTA AL CANTAUTORE LUIGI PAGANO: “Ho la sindrome dello zigano, ho bisogno di sentirmi straniero” a cura di Izabella Teresa Kostka.

1. I.T.K.: Esiste un proverbio che dice “Vedere Napoli e morire”: per i tuoi fans internazionali sei il simbolo di un italiano D.O.C: solare, caloroso, estroverso, un affascinante e talentuoso artista, cantante. Raccontaci un po’ delle tue radici italiane e del legame indissolubile con la tua Terra d’origine.

Lp: Sono nato a Pompei in provincia di Napoli. Ho sempre vissuto sul mare dalla parte di Torre Annunziata (Oplonti). Dal balcone dove sono nato vedevo il Vesuvio, il monte Faito e un pezzettino di mare che oggi non si vede più a causa delle costruzioni ma se salgo qualche rampa di scale ne vedo ancora. Ho Vissuto per 25 anni in medioriente tra mare e deserto trovando un po’ di Napoli ovunque, nella musica e nelle culture arabe. Napoli è più vicina a Beirut che non a New York quindi Napoli è più Libano che America infatti, è la città meno americanizzata d’Italia. Le radici napoletane sono forti di una cultura secolare e noi napoletani siamo consapevoli di avere una grande storia per questo siamo orgogliosamente “TERRONI”. Ovunque vada porto sempre con me Napoli. Le canzoni che scrivo hanno il ritmo e le sonorità mediterranee, non sono ricercate ma escono spontaneamente dalla mia anima.

2. I.T.K.: Com’è iniziata la tua carriera artistica: l’hai sempre sognata oppure è iniziata in modo spontaneo, accidentale? Hai suonato coi più grandi artisti di fama internazionale, tra cui Paul McCartney, e con famose star del cinema, partecipando anche a numerosi importanti programmi televisivi. Ti va di parlarne?

Lp: In casa mia ci sono sempre stati degli strumenti, mio padre era appassionato di canto. Mio fratello di 10 anni più grande di me suonava la chitarra e per me lui è sempre stato un esempio così ho incominciato ad emularlo. Quando i miei genitori si sono accorti che avevo un po di talento mi hanno fatto studiare. Mio fratello qualche volta mi pagava le lezioni. Io non vengo da una famiglia ricca ma sicuramente da una famiglia ricca di valori. Mio padre ha fatto sì che tutti noi figli (4) studiassimo. Ho formato la prima band a 14 anni e poi qualche anno dopo ho incominciato a lavorare nei pianobar di Napoli e provincia e non solo.
Paul l’ho conosciuto alle Maldive quando con mia moglie Agnes suonavamo lì. Ci siamo restati per 7 mesi e Paul per 3. È stato più un rapporto personale che professionale. Quando finivo di suonare ci incontravamo nelle spiaggia sotto la sua villa e suonavamo le nostre chitarre fino al mattino. Paul mi ha insegnato l’umiltà. Più si è grandi e più si è umili.
Io e mia moglie Agnes abbiamo vissuto per 7 anni in Kuwait dove è nato il nostro unico figlio Riccardo. Lavoravamo per la Sheraton hotels ma spesso di mattina eravamo ospiti di un pogramma TV che c’è anche in Polonia con nome di DD TVN, in Kuwait si chiamava GOOD MORNING KUWAIT.
In Polonia dove vivo sono spesso ospite in programmi TV come JAKA TO MELODIA?, WIELKI TEST, DD TVN, MAMMA MIA, CAFÈ PIOSENKA, e spessissimo con la mia famiglia in SPRAWA DLA REPORTERA ecc, ecc. Non ho mai forzato la mano per arrivare e neanche bussato alle porte. Continua a leggere “INTERVISTA AL CANTAUTORE LUIGI PAGANO: “Ho la sindrome dello zigano, ho bisogno di sentirmi straniero” a cura di Izabella Teresa Kostka.”

31° VERSEGGIANDO a TEATRO: selezioni partecipanti fino al 25 settembre 2019

Nell’ambito del 31° “Verseggiando sotto gli astri” invitiamo a partecipare alle selezioni dei poeti per la serata teatrale del 12 ottobre 2019 presso l’accogliente Teatro Polivalente di Sandigliano (Biella).

Tra gli Ospiti Speciali dell’evento ricco di musica, canto e teatro:

– il recital della cantante lirica soprano SOFIA RIVA al pianoforte il M° FRANCESCO PARRAVICINI

Sofia Riva

Francesco Parravicini

– le recite a cura degli attori ENZO BRASOLIN ed ELISABETTA FABBRI

Enzo Brasolin

Elisabetta Fabbri

– il recital del cantautore CORRADO COCCIA (tastiera) e del M° VITO SILVESTRO (sassofono)

Corrado Coccia e Vito Silvestro

• SELEZIONE POETI / PERFORMERS

Per candidarVi all’evento siete pregati di spedire due testi poetici di max 30 versi cad oppure uno di 60 versi / eventualmente un mini racconto in prosa max una pagina A4 aderenti ai seguenti suggerimenti: Continua a leggere “31° VERSEGGIANDO a TEATRO: selezioni partecipanti fino al 25 settembre 2019”

ANGOLO DI POESIA BILINGUE: RISVEGLIO / PRZEBUDZENIE (Realismo Terminale / Realizm Terminalny) di Izabella Teresa Kostka

Foto: Pixabay

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RISVEGLIO ( realismo terminale; z tłumaczeniem na język polski)

Si accende ogni alba
come fari antinebbia,
rimette in moto i neuroni
scollegati per un riposo notturno.

Sposto le tende delle ciglia
– tapparelle che mi isolano dal Mondo –
e
carico le batterie
con un sorso di un espresso.

Pure oggi
pagherò il pedaggio
sull’autostrada della vita.

PRZEBUDZENIE (realizm terminalny)

Zapala się świt
jak światła przeciwmgielne,
wprawia w ruch neurony
odłączone na wypoczynek nocny.

Przesuwam rzęs firany
– rolety oddzielające mnie od Świata
i
ładuję baterie
łykiem espresso*.

Także dzisiaj
zapłacę za przejazd
autostradą życia.

~
* espresso – bardzo mocna, mała włoska kawa

Izabella Teresa Kostka
2019, “Pensieri raccolti /Myśli zebrane”

DA NON PERDERE: “BLASFEMIE” di ENRICO RATTI (Gilgamesh Edizioni, 2019)

(by I.T.Kostka)

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Sono sempre alla ricerca dello spessore e dell’originalità letteraria. Questo libro non può passare inosservato perché include tra i suoi versi il nucleo di un artista completo, poliedrico e ricco di variegate sfumature come un inestimabile caleidoscopio. Enrico Ratti: poeta, scrittore, pittore, personaggio teatrale e performer, un animo inquieto ancorato nelle profondità abissali delle cime tempestose chiamate “Arte”.
“Blasfemie”, il suo ultimo libro edito dalla casa editrice Gilgamesh Edizioni è imprevedibile come il carattere dell’autore stesso: riflessivo e rabbioso, diretto e surreale, personale e universale, sorprendente e familiare. È una valanga di pensieri conditi col talento, quello mai banale, a volte discutibile ma prezioso come un ruscello abbondante di acqua sorgente pura e instancabile. Sprofondo nelle pagine impregnate di saggezza, d’un fascino mistico e, spesso, ribelle.
Non leggo ma divoro con gusto ogni verso, ogni immagine dipinta sulla carta perché non è soltanto un libro ma un vero cortometraggio intrappolato con maestria in uno sconvolgente volume poetico di 119 pagine. Privo di prefazione travolge e porta via, non chiede ma pretende la nostra attenzione, non tenta ma entra con prepotenza nelle coscienze e… ci rimarrà per sempre!
Consiglio, fidatevi!

Izabella Teresa Kostka, Milano 2019

• Alcune poesie scelte:

• CENNI BIOGRAFICI

ANGOLO DI POESIA: AL MONDO (appartenente alla corrente del Realismo Terminale) di IZABELLA TERESA KOSTKA

Foto: Pixabay

~
AL MONDO (appartenente alla corrente del Realismo Terminale) di Izabella Teresa Kostka

Non bastonatemi con le vostre sentenze
appuntite come frecce d’un secolare arco,
non sputatemi addosso l’invidia
invadente come un volantino del supermercato.

Ho scelto di percorrere la strada
distante dai mercatini della vanità umana
che intrecciata tra le pagine dei social network
convoglia la vera arte verso la ripa delle banali bancarelle.

Lo so,
Vi rode l’indipendenza estranea alla sottomissione,
essa non rincorre mai nessuna bandiera
e difende testarda le proprie credenze.

Sono un faro solitario in balìa dalle maree,
resistente alle corrosive ondate di rabbia
e di acida cattiveria.

Un giorno Pegaso cavalcherò
sorvolando la necropoli dei pregiudizi.

~

Izabella Teresa Kostka

2018, “Lacerazioni”, edita

Diritti intellettuali riservati

INTERVISTA AL CANTAUTORE LUIGI PAGANO: “Ho la sindrome dello zigano, ho bisogno di sentirmi straniero” a cura di Izabella Teresa Kostka.

Luigi Pagano

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INTERVISTA AL CANTAUTORE LUIGI PAGANO: “Ho la sindrome dello zigano, ho bisogno di sentirmi straniero” a cura di Izabella Teresa Kostka.

1. I.T.K.: Esiste un proverbio che dice “Vedere Napoli e morire”: per i tuoi fans internazionali sei il simbolo di un italiano D.O.C: solare, caloroso, estroverso, un affascinante e talentuoso artista, cantante. Raccontaci un po’ delle tue radici italiane e del legame indissolubile con la tua Terra d’origine.

Lp: Sono nato a Pompei in provincia di Napoli. Ho sempre vissuto sul mare dalla parte di Torre Annunziata (Oplonti). Dal balcone dove sono nato vedevo il Vesuvio, il monte Faito e un pezzettino di mare che oggi non si vede più a causa delle costruzioni ma se salgo qualche rampa di scale ne vedo ancora. Ho Vissuto per 25 anni in medioriente tra mare e deserto trovando un po’ di Napoli ovunque, nella musica e nelle culture arabe. Napoli è più vicina a Beirut che non a New York quindi Napoli è più Libano che America infatti, è la città meno americanizzata d’Italia. Le radici napoletane sono forti di una cultura secolare e noi napoletani siamo consapevoli di avere una grande storia per questo siamo orgogliosamente “TERRONI”. Ovunque vada porto sempre con me Napoli. Le canzoni che scrivo hanno il ritmo e le sonorità mediterranee, non sono ricercate ma escono spontaneamente dalla mia anima.

2. I.T.K.: Com’è iniziata la tua carriera artistica: l’hai sempre sognata oppure è iniziata in modo spontaneo, accidentale? Hai suonato coi più grandi artisti di fama internazionale, tra cui Paul McCartney, e con famose star del cinema, partecipando anche a numerosi importanti programmi televisivi. Ti va di parlarne?

Lp: In casa mia ci sono sempre stati degli strumenti, mio padre era appassionato di canto. Mio fratello di 10 anni più grande di me suonava la chitarra e per me lui è sempre stato un esempio così ho incominciato ad emularlo. Quando i miei genitori si sono accorti che avevo un po di talento mi hanno fatto studiare. Mio fratello qualche volta mi pagava le lezioni. Io non vengo da una famiglia ricca ma sicuramente da una famiglia ricca di valori. Mio padre ha fatto sì che tutti noi figli (4) studiassimo. Ho formato la prima band a 14 anni e poi qualche anno dopo ho incominciato a lavorare nei pianobar di Napoli e provincia e non solo.
Paul l’ho conosciuto alle Maldive quando con mia moglie Agnes suonavamo lì. Ci siamo restati per 7 mesi e Paul per 3. È stato più un rapporto personale che professionale. Quando finivo di suonare ci incontravamo nelle spiaggia sotto la sua villa e suonavamo le nostre chitarre fino al mattino. Paul mi ha insegnato l’umiltà. Più si è grandi e più si è umili.
Io e mia moglie Agnes abbiamo vissuto per 7 anni in Kuwait dove è nato il nostro unico figlio Riccardo. Lavoravamo per la Sheraton hotels ma spesso di mattina eravamo ospiti di un pogramma TV che c’è anche in Polonia con nome di DD TVN, in Kuwait si chiamava GOOD MORNING KUWAIT.
In Polonia dove vivo sono spesso ospite in programmi TV come JAKA TO MELODIA?, WIELKI TEST, DD TVN, MAMMA MIA, CAFÈ PIOSENKA, e spessissimo con la mia famiglia in SPRAWA DLA REPORTERA ecc, ecc. Non ho mai forzato la mano per arrivare e neanche bussato alle porte. Continua a leggere “INTERVISTA AL CANTAUTORE LUIGI PAGANO: “Ho la sindrome dello zigano, ho bisogno di sentirmi straniero” a cura di Izabella Teresa Kostka.”

ANGOLO DI POESIA BILINGUE: AMANTI AUTUNNALI / JESIENNI KOCHANKOWIE di Izabella Teresa Kostka

Foto: Pixabay

AMANTI AUTUNNALI

Sono caduti i merletti dall’invecchiato corpo
quando si sono presi per mano
abbracciando i ricordi di rughe
e il resto del desiderio.

Sognavano il volo di Icaro
nonostante le ali cariate,
i secchi membri desideravano il compimento
anche al prezzo della caduta.

Amanti autunnali
al binario cieco.

JESIENNI KOCHANKOWIE

Opadły koronki z podstarzałego ciała
gdy wzięli się za ręce,
objęli wspomnienia wspólnych zmarszczek
i resztki pożądania.

Zamarzyli o locie jak Ikar,
choć ich skrzydła były spróchniałe,
wysuszone członki zapragnęły spełnienia
nawet za cenę upadku.

Jesienni kochankowie
na ślepym peronie.

~

Izabella Teresa Kostka

2019, “Lacerazioni / Rozdarcia”

Diritti riservati

ANGOLO DI POESIA CIVILE: INFIBULAZIONE di Izabella Teresa Kostka

INFIBULAZIONE

Perdonatemi perché ho peccato.

Il mio piacere è stigmatizzato
e Voi avete deciso di purificarmi.

Ha sapore di sangue
questa primavera
recisa,
incisa per la punizione.

Tutte le mie labbra non hanno più voce
sottomesse all’invasione
dell’arrugginita lama.

Anche il grido s’interrompe di colpo
sbattuto a terra
con femminilità perduta.

Perdonatemi
perché ho osato nascere donna.

La purificazione ha le suture
che mai guariranno,
avranno il peso di un Mondo intero
condannato a morte tra le mie cosce.

Perdonatemi
perché non ho invocato la misericordia
mentre il mio Fiore
sbranavano i cani.

~

Izabella Teresa Kostka

2019, “Lacerazioni”

Tutti i diritti riservati all’autrice

Foto: Umberto Barbera

ANGOLO DI POESIA: TRE LIRICHE di MARIA ROSA ONETO

Foto: Pixabay

~
AMARSI

Amarsi, è forse,
una passione senza vento.
Un abbaglio di cuore
che ferisce e sconvolge.
Movenze di carne,
di mani aggrappate
al silenzio.
Di frasi sfumate
al sapore di un bacio.
Amarsi, è forse,
una malattia senza tempo.
Un’oasi colma d’acqua corrente.
Un pertugio dove interrare
il veleno del tempo.
Amarsi, è forse,
un garbuglio d’incoscienza,
dove antiche vestali,
siedono ridendo,
come nature morte!

DESIO UMANO

E fummo vento,
gocce di pioggia
su davanzali istoriati.
Altalene strette
fra ginocchia di vetro.
Fronde d’alberi maestosi,
cortecce disegnate
a sangue,
radici nella pietra viva.
E fummo canto,
tormento di una stagione
arrivata in ritardo.
Brina a scolpire
la gioia del silenzio,
nel brivido tenace
del desio umano!

CUORE DI PANE

Ho scritto poesie
sulla carne
martoriata dal dolore.
Seminato fiordalisi
sulla terra di nessuno.
Scoperchiato il tetto
per raccogliere
il cielo e fiocchi
di pudore nella notte
oscura.
Come gatta randagia
ho partorito in strada
gli amori mai vissuti,
i sogni trattenuti
nella bacheca dei pensieri,
le miti illusioni al volo
di una falena.
Quanta luce ho raccolto
per farne dono
a chi non vedeva!
Umile
con il cuore di pane,
a spargere preghiere e
spruzzi d’incenso
su piaghe mai guarite!

~

Maria Rosa Oneto

Tutti i diritti riservati all’autrice

ANGOLO DI POESIA BILINGUE: CALURA / UPAŁ (appartenente al Realismo Terminale) di Izabella Teresa Kostka

Foto: Pixabay

#realismoterminale
#realizmterminalny

CALURA / UPAŁ ( con la traduzione in lingua polacca / z tłumaczeniem na język polski, appartenente al Realismo Terminale / należy do Realizmu Terminalnego)

La calura ci spoglia ai fattori primi
come un celere amante,
non dona il piacere,
in una bacinella di sudore godiamo
sognando una vasca di ghiaccio,

apriamo il corpo
per diventare una finestra
e apprezzare
il desiderato fresco.

La consolazione
è la carezza d’un ventilatore.

Upał rozbiera nas na czynniki pierwsze
jak zbyt szybki kochanek,
nie daje przyjemności,
w misce potu szczytujemy
pragnąc wanny lodu,

otwieramy ciało,
by stać się oknem
i odetchnąć
upragnionym chłodem.

Ukojenie
to pieszczota wentylatora.

~

Izabella Teresa Kostka
2019, “Pensieri raccolti

POESIA POLACCA: SEI LIRICHE SCELTE di MARIAN JEDLECKI

(di Izabella Teresa Kostka)

La poesia contemporanea polacca ha tanti volti e sfumature che come le onde del Mar Baltico lambiscono gli abissi della sensibilità umana. Proprio dalla bellissima città di Kołobrzeg, situata sulle sponde del mare, giungono i versi del poeta Marian Jedlecki conosciuto anche come “Marcin Jodłowski”.

La sua poetica è contenuta nelle poche ma essenziali parole scelte sempre con cura ed attenzione ai minimi dettagli, priva di interpunzione scorre interrottamente come le maree. Lascia tanto spazio all’immaginazione, all’interpretazione libera e “non forzata” di ogni singolo verso. Ogni strofa mette in evidenza la profonda riflessione esistenziale e la malinconia nordica. L’eterno dilemma del senso della vita e dell’umano pellegrinare, le domande senza risposta in dialogo / monologo con Dio e la spiritualità intensa di ogni parola arrivano direttamente al cuore, diventando parte integra di ciascuno di noi.

In seguito pubblico alcune sue poesie scelte nella mia traduzione.

Izabella Teresa Kostka, Milano giugno 2019

~

Polska poezja współczesna ma wiele oblicz i odcieni, które jak fale Morza Bałtyckiego obmywają głębiny ludzkiej wrażliwości. To właśnie z pięknego miasta Kołobrzeg, położonego nad brzegiem morza, docierają do nas wersy poety Mariana Jedleckiego, znanego także jako “Marcin Jodłowski”. Continua a leggere “POESIA POLACCA: SEI LIRICHE SCELTE di MARIAN JEDLECKI”

ANGOLO DI POESIA: Pensieri poetici di Maria Rosa Oneto

Foto: Pixabay

NON CI SARÀ

Non ci sarà che cielo
nei romanzi vergati
ad occhi bendati,
nel silenzio d’edera
di una giostra smontata,
all’odore di morte
al chiuso di un obitorio.
Ci sarà soltanto cielo
nella minestra riscaldata
dell’altro ieri,
in quel tugurio di casa
che il libeccio frenava
per non spaventare
i bambini.
Scarpe messe ad asciugare,
stracci sporchi di sugo
che le galline beccavano
al posto del grano.
Non ci sarà che cielo
sui davanzali anneriti
di fuliggine.
Corde stese
a richiamare il mare.
Lenzuola come vele
strappate e il senso del nulla
fissato ad un orologio
a pendolo che non batteva
più rintocchi da circa
trent’anni!

SE QUALCUNO

Se qualcuno mi portasse
a casa il mare
dentro una tinozza
color vermiglio
per immergervi le mani
e bere il sale della vita,
potrei giocare,
costruendo barchette
di carta di giornale
e vedere le parole liquefarsi
tra sangue, coltelli
e morte.
Se qualcuno raccogliesse
il vento, umido di rabbia e rugiada
dentro un fiasco di vetro
intrecciato alla paglia,
farei grandi feste
come per un addio
al nubilato.
Se qualcuno mi portasse
sulle vette dell’Himalaya
a respirare il Creato,
resterei seduta in eterno
senza più temere gli affanni.
Gli occhi attoniti d’amore,
l’Anima leggiadra di farfalla! Continua a leggere “ANGOLO DI POESIA: Pensieri poetici di Maria Rosa Oneto”

EVENTI: “Sogno di una notte di giugno” il 29.06. a Milano – teatro, musica, fiabe, racconti e poesia.

(di Izabella Teresa Kostka)

Sabato 29 giugno dalle ore 20.00 alle 23.00, nel pittoresco cortile della suggestiva Cascina Linterno in via Fratelli Zoia 194 a Milano, avrà luogo il 29° Verseggiando sotto gli astri di Milano dal titolo “Sogno di una notte di giugno”. Evento ricco di musica, teatro, fiabe, racconti e poesia, sazio di numerosi Ospiti Speciali di grande spessore artistico e di valenti poeti e scrittori contemporanei. Ingresso con il ticket di 5 euro (consumazione in loco inclusa: panino e bibite a scelta) a favore dell’Associazione Amici Cascina Linterno.

Ecco tutte le informazioni:

DETTAGLI

Nel programma:

– la performance teatrale dell’attrice DOMITILLA COLOMBO (omaggio a SHAKESPEARE)

Domitilla Colombo, foto: Umberto Barbera

– recital del cantautore milanese CORRADO COCCIA

Corrado Coccia, foto: Umberto Barbera

– OSPITE A SORPRESA: l’attore teatrale ENZO BRASOLIN (omaggio a LEOPARDI e non solo)

Enzo Brasolin, foto: Umberto Barbera

– OSPITE A SORPRESA: VITO SILVESTRO al sassofono Continua a leggere “EVENTI: “Sogno di una notte di giugno” il 29.06. a Milano – teatro, musica, fiabe, racconti e poesia.”

ANGOLO DI POESIA: TRE POESIE di MARIA ROSA ONETO

LASCIAMI ANDARE

Lasciami andare,
non ho più molto tempo
da perdere.
Vestita a fresco,
voglio respirare il mare.
Sentire il richiamo
di una conchiglia.
Guardare lontano
dove le vele
sfiorano il cielo.
Lasciami andare
a raccogliere fiori
di primo mattino.
A scambiare canti d’amore
con l’ultimo usignolo.
A immergere le mani
nella fontanella in giardino
per accarezzare
quel pesciolino rosso
vinto alla Fiera del paese.
Non ho più molto tempo
da sprecare.
Già le ombre si avvicinano
a togliere il sereno.
Lascia che vada
a sospirare altrove
la mia pena.

TI TERRÒ

Ti terrò nel palmo
della mano
per avvicinare
il cuore alla tua bocca.
Sarà d’oro puro
il respiro
che uscirà lieve
vagando su sentieri
di pietra,
su passi
mai camminati,
su frusciami d’edera
tormentati
dall’ansia di restare.
Ti terrò
accanto a questo
dolore,
come un libricino
di preghiere.
Un cerino acceso
nella notte buia.
Il pianto di una donna
che non ha
consolazione
e ancor si attarda
a chiedere amore!

SCRIVO

Scrivo
affinché la gioia
non si trasformi
in fatica.
Ore di noia
nella sabbia di una
clessidra.
Traccio parole
per far bere
il cuore.
Ho bisogno
di mani amorose
e di un’alcova
d’aprile,
gialla di fiori,
per lasciar
risorgere
l’anima
intorpidita.
Scrivo
senza spegnere
la malinconia,
che si dipana
in gomitoli
di seta intrecciati.

Maria Rosa Oneto

Tutti i diritti riservati all’autrice

SEZIONE POLACCA: Z ziemi polskiej do włoskiej – baśniowość i polskość w twórczości URSZULI JOANNY WINTROWICZ

Urszula Joanna Wintrowicz

(by I.T.Kostka)

Me powikłane włosko – polskie ścieżki literackie skrzyżowały się pewnego popołudnia z jedną z Rodaczek, którą jak i mnie los zawiódł na włoską ziemię. Urszula Joanna Wintrowicz żyje i tworzy od dwudziestu lat w Neapolu, ale jej serce, a przede wszystkim dusza, zakotwiczone są głęboko w nadbałtyckim kraju. Twórczość Urszuli to połączenie wielkiej miłości do Polski wraz z wyrafinowaną wyobraźnią i wrażliwością artystyczną. Na dużą uwagę zasługuje charakterystyczny język i stylistyka wierszy: starodawna średniowieczna polszczyzna, klasyczna forma utworów (sonety, ballady, strofa saficka, jedenastozgłoskowce, zamiłowanie do rymów, wyraźne wpływy wielkich autorów przeszłości jak Shakespeare, Dante, Mickiewicz, Saffo / Safona i inni) połączone z oryginalnymi, czasami surrealnymi metaforami i figurami retorycznymi. Mimo wyraźnego upodobania do klasycyzmu i wielokrotnego używania rymów, wiersze Wintrowicz nie należą do tak często spotykanych “banalnych produktów komercyjnych”, lecz odznaczają się dużym bogactwem lingwistycznym, głębią przekazu i znaczną dojrzałością emocjonalną. To świat ludowych baśni, mitologicznych bogów, onirycznych wizji o gotyckim, często mrocznym charakterze (wiersz “Pan cmentarnych nut”) i osobistych, intymnych kobiecych refleksji (“Pocałuj klamkę z drugiej strony”). Teksty Urszuli Joanny Wintrowicz są wielopłaszczyznowe i zasługują na wielokrotną lekturę, gdyż za każdym razem odkryć można nowe znaczenie każdej strofy i zinterpretować całość w odmienny, rewolucyjny sposób. Z pewnością twórczość ta nie należy do prostej i łatwej w odbiorze literatury, wymaga od czytelnika dużej wrażliwości i koncentracji oraz znajomości różnych kultur. Talent Urszuli Joanny Wintrowicz jest na pewno niezaprzeczalny, eklektyczny i potrafi zaskoczyć, potrzebuje z pewnością życzliwości serc i umiejętności słuchania nawet ciszy, w której to rozwija skrzydła niepohamowana inspiracja twórcza autorki. Życzę wszystkim miłej lektury!

Izabella Teresa Kostka Mediolan, czerwiec 2019.

BIOGRAM

Urszula Joanna Wintrowicz urodziła się 11 marca 1964 r. w Niemczy na Pogórzu Sudeckim i pochodzi z patriotycznej rodziny. Jej dziadkowie uczestniczyli aktywnie w powstaniach o wyzwolenie Polski, sama też brała czynny udział w Solidarności.
Urszula od dziecka przejawiała zdolności do tworzenia wierszy.
W wieku czterech lat próbowała uczyć się je pisać, ale dopiero jako pięciolatka poznała arkany alfabetu i powstały jej pierwsze wierszyki. Po śmierci ukochanej babci Urszula porzuca poezję. Continua a leggere “SEZIONE POLACCA: Z ziemi polskiej do włoskiej – baśniowość i polskość w twórczości URSZULI JOANNY WINTROWICZ”

ANGOLO DI POESIA: MARIA ROSA ONETO e la sua sfida poetica col Realismo Terminale

Foto: Pixabay

(by I.T.K.).

Continua la sperimentazione e la sfida, un gioco ribelle con un po’ di ironia con la stilistica del Realismo Terminale. Per Voi i nuovi pensieri della poetessa Maria Rosa Oneto.

LA DENTIERA

La dentiera
galleggiava nel bicchiere
come feto abortito,
reperto archeologico
per addetti agli scavi.
La bocca
sbavava colla
e catrame.
Gengive marmoree
trituravano
il ghiaccio del frigo,
l’aria condizionata.
Mosche e zanzare
facevano corteo
in quelle fauci
spalancate.
Sorrideva la dentiera
tra le sgrinfie
del gatto di casa!
E l’uomo russava
ebro di vecchiaia!

LA FUGA

Gradini
in corsa
per le scale.
Tegole sbalzate
arrostite dal fumo.
Vetri saltati
in strada
come per un brindisi
di Capodanno.
Muri simili a foglie
dell’autunno.
Lingue di fuoco
attorcigliate
alle grida della gente.

Fu una fuga d’amore
all’odore acre del gas!

UN ULTIMO SPASMO

La telecamera
illuminò la scena
con occhi di vetro.
Scorreva vita –
biglia rossa
nell’ultimo gioco
di una donna agonizzante.
Uomini di plastica –
novelli figuranti –
le giravano attorno
senza calpestare le impronte.
Utensili, ferri da chirurgo,
fiato corto
dentro maschere assettiche.
Un ultimo spasmo
al compiersi della morte,
all’ironia sguaiata
di una telecamera spenta.

Maria Rosa Oneto

Tutti i diritti intellettuali riservati

RITRATTI: GIANFRANCO ISETTA – l’orologiaio della poesia

Gianfranco Isetta

(by I.T.Kostka)

In questa rubrica presento diversi mondi poetici e contemplo variegate stilistiche contemporanee, dedico molta attenzione alla sperimentazione e alle novità letterarie ma, lo ammetto con tanta ammirazione, leggendo le opere di Gianfranco Isetta provo sempre una profonda estasi paragonabile alla lettura delle liriche di Giacomo Leopardi. Come disse il Grande Maestro “La poesia malinconica e sentimentale è un respiro dell’anima” ed è così nel caso di Isetta il quale, nei suoi intimistici e riflessivi versi, sfida l’arte poetica con grande agilità e fascino simile a quello leopardiano: mai nessun eccesso o espressione superflua, la struttura delle opere è sempre mirata ed evidenziata con trasparenza grazie all’uso raffinato ed essenziale di ogni parola scritta. La poesia di Isetta non grida ma, basandosi su una profonda riflessione e retrospettiva, scava nelle profondità della psiche umana sfiorando gli abissi e le corde più nascoste. Isetta non commette mai l’errore di cedere alla pomposa e inutile retorica né alle vuote descrizioni, è come un orologiaio della parola che sottopone un lettore ad una precisa analisi ed emozione con ogni strofa. È un caso raro perché non siamo mai sazi delle liriche di Isetta, al contrario, la loro essenza diventa sollievo e una specie di droga nella nostra rumorosa e aggressiva quotidianità.

Izabella Teresa Kostka, Milano 2019

ALCUNE POESIE SCELTE di GIANFRANCO ISETTA

(FINGERE DI CHIEDERLO ALLA LUNA)

Ho rimediato parole ogni giorno
tra i sassolini e le foglie ingiallite
come fossero voci in letargo
onde sismiche a propagarsi intorno
pronte alla luce che pure ci inganna.

E adesso che ne sarà del mio sangue? (1)
Che penseranno gli uccelli migranti
del mio stare con la ruggine ai piedi!
Non c’è un nulla a cui potersi aggrappare,
forse qualche promessa che si rinsaldi
lasciandola al sole ad asciugare.

E se arrivasse la notte, che dire…
proviamo a gustare qualcosa di vuoto.
Io fingerò di chiederlo alla luna
poi mi nasconderò tra i ciuffi d’erba
e nel mostrarmi e scomparire, il tempo
potrebbe dirci se possiamo scegliere.
O forse c’è un non-tempo che rapprende?

Continua a leggere “RITRATTI: GIANFRANCO ISETTA – l’orologiaio della poesia”

ANGOLO DI POESIA: “ROTTAMI” (ispirato al Realismo Terminale) di MARIA ROSA ONETO

Foto: Pixabay

(by I.T.Kostka)

È una grande soddisfazione vedere le valenti voci poetiche sfidare e sperimentare, con entusiasmo, la stilistica del Realismo Terminale – corrente artistica creata da Guido Oldani. Ci vuole grinta, ispirazione, fantasia e tanto coraggio. Tutte quelle doti, arricchite con una bella dose di spiccato talento, possiede sicuramente la poetessa Maria Rosa Oneto.

Compito compiuto con successo e… un po’ di brividi.

Buona lettura!

“ROTTAMI” (testo ispirato al Realismo Terminale)

Come pali
lungo i binari
restammo inchiodati
al vento.
Le gonne di cartapesta
pesanti di pioggia.
L’arrivo del treno
spezzò la notte
in un groviglio
di rottami.
Corpi sezionati
in laboratorio,
scarti per topi
senza fame.
Valigie sparse,
tracce di rossetto
sulla camicia bianca.
Urla di madri
all’abbaglio dei flash!

Maria Rosa Oneto

Tutti i diritti riservati all’autrice

“POLIEDRI”: INTERVISTA a BARBARA RABITA (a cura di Izabella Teresa Kostka)

“POLIEDRI”: INTERVISTA a BARBARA RABITA (a cura di Izabella Teresa Kostka)

(by I.T.Kostka)

Invito tutti alla lettura di questa interessante intervista rilasciata dalla poetessa Barbara Rabita in occasione della pubblicazione del suo nuovo libro dal titolo “Poliedri” (Libeccio Edizioni / CTL Editore).

INTERVISTA a BARBARA RABITA

1.I.T.K.: Qual è la genesi del tuo poetare? Quale significato ha per te la scrittura? È uno sfogo o il nirvana?

B.R.: Avevo già da diversi anni l’impellenza di scrivere e di volgere sottoforma di brevi racconti tutto ciò che provavo durante varie situazioni particolari che vivevo o osservavo. Il filone della poesia è piuttosto recente: nasce nel 2014. Il mio legame con Antonio Laneve, poeta da lungo tempo, mi ha indotta a provare e devo dire che l’immediatezza di poche frasi poetiche che danno pennellate di sogno o di realtà, la sento più vicina al mio modo di essere.

Durante questo mio percorso appena iniziato, sento la poesia più come uno sfogo o come un tentativo di dare forma a sensazioni e connessioni che non hanno nome.
È come plasmare un paesaggio o dare vita ai lineamenti di un volto, o ancora come comporre musica su uno spartito.

2. I.T.K.: Com’è nata la silloge “Poliedri”? Potresti spiegarci meglio il significato del suo particolare titolo?

B.R.: “Poliedri” nasce da una situazione simpatica vissuta in ambiente scolastico: durante un’interrogazione un alunno, parlando di un intellettuale, lo aveva definito, piuttosto che “un personaggio poliedrico” “un poliedro”; ne abbiamo riso con lui simpaticamente e l’episodio mi è rimasto nel cuore.

3. I.T.K.: Cosa pensi della letteratura contemporanea e, soprattutto, della poesia? È “morta”, come si afferma spesso, oppure esiste per questa arte una Speranza di salvezza? Cosa pensi della sperimentazione e della ricerca di nuovi linguaggi poetici? Come ti senti addentrandoti, a volte, nella stilistica del Realismo Terminale?

B.R.: Apprezzo molto gli scrittori contemporanei, per citarne solo alcuni: Stephen King, Donna Tartt, Valerio Varesi; leggo anche molta poesia e sono rimasta colpita dalla poetica di Filippo Strumia, Valerio Magrelli, C.L. Candiani, A. Anedda (e altri). Forse la poesia, come la si intendeva in passato, rispettosa di rigorose regole metriche e di una certa musicalità, è morta, ma sta nascendo dalle sue ceneri qualcosa di nuovo, di completamente innovativo a cui forse non saprei dare ancora un nome. Una forma di poesia che parte dalla base e dà vita a nuove suggestioni; dalle letture fatte fino a ora le saluto con favore.
Per quanto riguarda il Realismo Terminale la sua poetica la sento molto affine, anche se non sempre riesco a produrre in tal senso. Al giorno d’oggi è molto più calzante una similitudine rovesciata con un oggetto piuttosto che con un elemento della natura. Il R.T. è lo specchio dei tempi, mi viene più facile affermare (le letture di Harari, di poesie di Guido Oldani che è padre del movimento – nella raccolta “La guancia sull’asfalto”- di Giuseppe Langella e altri autori nella raccolta “Luci di posizione” mi hanno molto influenzata) che siamo fatti di olio motore e bulloni, piuttosto che di muscoli e sangue: è più credibile, visto la realtà a cui stiamo andando incontro e che ancora non riusciamo a immaginare. Il R.T., aggiungo, non è solo lo specchio dei tempi, ma anticipa un futuro che ancora a molti di noi non è ben chiaro. Il R.T. rappresenta un cambiamento e i cambiamenti spesso spaventano.

4. I.T.K.: Sei una donna ambiziosa e indipendente. Secondo te bisogna sacrificare il proprio Ego per la felicità della famiglia e degli altri oppure mettere al primo posto se stesso per realizzare i propri obbiettivi e sentirsi appagato? “Essere” o “avere”, cosa sceglieresti?

B.R.: Bisogna dedicarsi prima di tutto alla felicità di se stessi e alla realizzazione dei propri sogni, in quanto se la persona che formerà una famiglia non è felice e realizzata in partenza, renderà infelici anche le persone che la circondano. La famiglia dovrebbe essere un rifugio nei momenti difficili e dovrebbe gioire delle tue vittorie, altrimenti diventa una gabbia, una prigione, come lo è e lo sarà ancora per molte persone che la formano e poi, crescendo, prendono strade diverse.
Tra “avere” ed “essere” scelgo “essere”: credo si debba prima essere per poter avere.
“Essere” però non visto come un mezzo per avere ma come un fine: prima ancora di scrivere una poesia, vorrei poter “essere” poesia e vivere pienamente momenti e atmosfere sottili che a molti, presi dalla frenesia della vita quotidiana, sfuggono.

5. I.T.K.: Tornando al libro “Poliedri”: qual è il suo punto di forza maggiore? Perché dovrebbe essere letto? Cosa desideri trasmettere ai lettori?

B.R.: Per quanto riguarda il libro “Poliedri” penso di poter puntare sull’autenticità che lo caratterizza, ho cercato di affrontare più argomenti che mi stanno a cuore, proponendo punti di vista sfaccettati. Ho provato a evitare il più possibile i luoghi comuni: spero di esserci riuscita. Attraverso il libro ho voluto comunicare la mia voglia di cambiamento di fronte a varie situazioni di vita che si ripetono seguendo sempre uno stesso schema. A volte ricorro all’autoironia per sdrammatizzare i problemi di salute sui quali spesso ci si cruccia.

6. I.T.K.: E alla fine la domanda di routine: quali sono i tuoi progetti per il prossimo futuro? Un altro libro oppure l’attività artistica ad ampio spettro?

B.R.: Per ora vorrei leggere a più non posso tutto ciò che mi appassiona, scrivere quando ne sento l’urgenza e, appunto, “essere” poesia, poi per il resto se ne riparla. Intanto continua la raccolta di materiale.

ALCUNE POESIE SCELTE di BARBARA RABITA

CAOS E MISTERO

L’ircocervo di un ordine
stabilito e imposto
da chi non conosce
il mutare del caos.

Discendi nel fango
nel disordine denso:
pazzia e anomalia
sono frutto di vita.

Ascolta i tuoi morti,
le anime bianche
di chi non si è perso
ma aspetta di vivere
giocando d’azzardo
con le tue scelte.

Completa il mistero
agisci in sordina
coltiva segreti
a dispetto di chi
non ti vuole potente.

ZENZERO E LIMONE

Una torbida bevanda
per ridurre il corpo chiaro,
una ripulita al sangue
e lo stomaco che langue
in assenza di spuntino.

Sono a dieta lo so già:
non tastare sulla piaga
tanto zenzero mi serve
a far leva su quei chili
il mio viso appare esangue
senza carne e latticini.

IL GIOVANE

Sono giovane,
a me appartiene
il mondo sfatto
da plagiare e sistemare
al mio gusto, al mio capriccio.

Tamburello sul bancone
incurante dei clienti
pago poco rido e scherzo
tanto a me tutto è dovuto.

Sono bello alto e magro
sono bianco e nerboruto
quel signore mi fa un baffo
più di lui son furbo e acuto

PASSAGGIO

Sei nella luce
poi cadi nell’ombra.
Ogni tuo movimento
diventa di stucco.

Il respiro si ferma
il cuore non batte,
non vedi più niente
sei goccia nel buio.

LA CONCHIGLIA

La conchiglia è inerme
su onde di carta
sento il mare accartocciato
in un pugno di vetro.

SONORITÀ

Sonorità di lago
si sciolgono a riva,
materia liquida
tra lo struscio estivo,
inutile come chiodi di ruggine.

AMBRA

Incastonata
nell’ambra di un’emozione
vivo il momento immobile.

Semplicemente sono.

BREVE NOTA BIOGRAFICA

È stato solo in quell’anno trascorso in Germania che ha scoperto veramente se stessa e ha continuato a seguire il sentiero, nonostante le numerose battute di arresto. Scrivere le “poesie” che scrive ora è una tappa e si augura che molte altre ne seguiranno: un percorso costellato di letture, riflessioni e pensieri. Spera che nei propri scritti qualcuno veda qualcosa di sé, magari anche di spiacevole e che dica: “ecco, è proprio così”.

L’intervista rilasciata da Barbara Rabita a Izabella Teresa Kostka nel mese di giugno 2019.

L’articolo pubblicato anche su “Verso – spazio letterario indipendente”:

https://versospazioletterarioindipendente.wordpress.com/2019/06/13/poliedri-intervista-alla-poetessa-barbara-rabita-a-cura-di-izabella-teresa-kostka/?preview=true

Tutti i diritti riservati.

L’articolo presente anche sul blog giornalistico “Alessandria Today”:

Barbara Rabita al Festival Internazionale di Poesia a Milano, maggio 2019. Foto: Umberto Barbera

ANGOLO DI POESIA IRONICA: CONDOMINIO / BLOK MIESZKALNY (Realismo Terminale) di IZABELLA TERESA KOSTKA

Foto: Pixabay

(by I.T.Kostka)
Testo appartenente alla corrente del Realismo Terminale con la traduzione in lingua polacca / Tekst należący do nurtu zwanego Realizm Terminalny, z tłumaczeniem na język polski.

CONDOMINIO

Le carcasse delle navi sul fondale marino
son prese in affitto da migliaia di pesci,
esse litigano tra di loro come inquilini
che non trovano un accordo
per il silenzio notturno.

In quel grande condominio
le meduse fanno da buttafuori
usando i tentacoli come un teaser,
a volte ci arrivano anche i subacquei
visti dagli abitanti come alieni.

Si accendono di notte le anguille elettriche
– fari che segnalano la via del ritorno.

BLOK MIESZKALNY

Zwłoki statków na morskim dnie
wynajęte są przez tysiące ryb,
kłócą się między sobą jak lokatorzy,
którzy nie potrafią zawrzeć zgody o nocnej ciszy.

W tym wielkim bloku
meduzy są ochroniarzami
i używają parzydełek jak paralizatora,
czasami pojawiają się płetwonurkowie
widziani przez mieszkańców jak kosmici.

Zapalają się nocą elektryczne węgorze
– reflektory wskazujące powrotną drogę.

Izabella Teresa Kostka
06.06.2019

Tutti i diritti riservati / Prawa autorskie zastrzeżone

ANGOLO DI POESIA: TRE LIRICHE di PATRIZIA VARNIER

La poetessa Patrizia Varnier al Verseggiando sotto gli astri… presso la Sala Civica Aldo Moro a Sovico. Foto: Umberto Barbera

(by I.T.Kostka)

Quando la raffinatezza si fa strada e matura “a passo di taranta”, possiamo contare sempre sui sublimi versi della poetessa Patrizia Varnier.

A Voi, con gioia, i suoi ultimi pensieri. Buona lettura!

ARSURE

Ho sete di poesia
che la vita si appanna
in volute di affanni
pare che non esista amore
pare che sia sola, ora.

Ansie non si dipanano
ansie di brutture sociali e private
ore che scorrono in muti solitari
anni che si bruciano
e non in salvifico sacrificio.

Ho sete di poesia
di occhi che vedano
l’interno delle cose
di orecchi che ascoltino
senza sconti sussurri d’anima.

E che sia pace fra dare e avere
e che sia pace di pulizia d’intenti

che canti oppure taccia l’usignolo
non cambierà la magia del suo volo.

FU FORTE VENTO

Fu forte vento e temevamo
avrebbe squarciato tutto
tetti protettivi
e mamme in allarme
tremebondi pali segnaletici
e secchi alberi secolari

insegne accese
e cuori spenti
tutto trasportato in alto
in cielo
per poi tutto insieme
essere abbandonato

in un volo
a caduta libera
per il semplice gusto
di mescolati opposti
in estremo gesto
di creatività divina.

Fu forte vento
e credevamo
avrebbe spento il mondo
invece si spense il vento
o forse semplicemente
corse altrove.

Noi più forti
e saldi
con più profonde
radici.

PURIFICAZIONE (a passo di taranta)

Macina amore
il passo della pazza
su sentieri
di rabarbaro ed ortiche
e danze orfiche
non risolvono lo strazio
di vilipeso amore
non raccolto.

Sacre danze
in cui cerchi riposo
da sacrificio
di intelligenza ed ego
da arcigni muri
di sabbiose fondamenta
da fuga muta
in assenza di senso.

E non importa
tu sia donna o dea:
carne e anima
pelle e senno
fuse-unite
e non saresti tu
se si potesse
fare distinzione.

Chiedi purificazione
e si fa strada.
A passo di taranta.

Patrizia Varnier

Tutti i diritti riservati all’autrice

ANGOLO DI POESIA: ALLA MUSA (ispirata al Realismo Terminale) di IZABELLA TERESA KOSTKA

ALLA MUSA (poesia ispirata al Realismo Terminale)

E nell’arte mi ritrovo
mentre deprimenti diventano i giorni
sottomessi allo spread e ai telegiornali.

Un’ancora di salvezza diventa la Musa
lumeggiante tra gli affreschi del pellegrinaggio
incorniciato, alla nascita, dalle lancette
che scorrono, frettolose, su un piccolo quadrante.

E della parola che mi nutro
quando lo spirito soccombe di stenti
circondato dall’usuale, moderna sconcezza.

Mi aggancio agli ossimori e alle virgole
fuggendo di notte dall’indifferenza
divampante come un morbo su ogni strada
di questo folle e instabile Mondo.

E la musica lenisce il pianto,
le ferite portate come uno scudo
incarnato negli anni nelle spoglie ossa.

Oh, Arte,
mi sei diventata sorella
strangolata da fili di tecnologia
estesi nell’aria a macchia d’olio.

Imploro per te la Risurrezione.

Izabella Teresa Kostka
2018 per 16° Verseggiando sotto gli astri…

Edita

Diritti riservati

SEZIONE BILINGUE: Rivista polacca “Wena” e il Realismo Terminale / Magazyn literacki “Wena” i Realizm Terminalny

#realismoterminale

#realizmterminalny
#Wena

(by Izabella Teresa Kostka)

Già oggi in anteprima (aspettando la versione cartacea) presento questo interessante mensile e il mio secondo articolo dedicato al RT dal titolo “Milano – miasto poezji i Realizmu Terminalnego / Milano – la città della poesia e del Realismo Terminale” appena pubblicato sulla rivista polacca di cultura e letteratura “WENA / Ispirazione” a cura della redattrice e scrittrice Monika Knapczyk. All’interno dell’articolo la mia relazione riguardante il Festival Internazionale di Poesia a Milano e l’incontro dedicato alla presentazione del libro di Guido Oldani “La guancia sull’asfalto” (Verseggiando dal titolo “L’uguaglianza delle diversità”) e, in seguito, la relazione riferita all’incontro del Realismo Terminale dedicato a Leopardi all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano con Guido Oldani, Giuseppe Langella e numerosi poeti invitati, dall’idea di Massimo Silvotti. Ringrazio la Redazione per la disponibilità e la pubblicazione. Più dettagli nell’articolo. Invito tutti alla lettura e a prenotare l’abbonamento scrivendo alla mail della redazione:

moje.inspiracje.2017@gmail.com

Już dzisiaj anteprima: w kolejnym numerze magazynu kulturalno – literackiego “WENA” pod redakcją pisarki Moniki Knapczyk, ukazał się mój drugi artykuł dedykowany RT p.t. “Mediolan – miasto poezji i Realizmu Terminalnego”, a w nim relacja z Międzynarodowego Festiwalu Poezji FIPM w Mediolanie, ze spotkania poświęconego prezentacji ostatniej książki Guido Oldani’ego “La guancia sull’asfalto / Policzek na asfalcie” (Verseggiando “Równość różnic”) oraz relacja ze spotkania Realistów Terminalnych, dedykowanego Leopardi’emu, na Uniwersytecie Katolickim Świętego Serca w Mediolanie z Guido Oldanim, Giuseppe Langella i wieloma poetami współczesnymi. Więcej informacji w artykule. Dziękuję Redakcji za życzliwość i publikację, a Zainteresowanych zapraszam do prenumeraty pisząc na adres mailowy Redakcji:

moje.inspiracje.2017@gmail.com

ANGOLO DI POESIA: TRE LIRICHE di MARIA ROSA ONETO

Foto Pixabay

(by I.T.Kostka)

Quando le parole diventano sfogo dei nostri turbamenti e mali interiori trasformandosi in arte di rara bellezza…

Quando ogni pensiero scava negli abissi dell’anima sfiorando le corde più intime…

Accade sempre così quando addentriamoci nel mondo dei versi di Maria Rosa Oneto.

Buona lettura!

TRE POESIE SCELTE

LASCERÒ

Lascerò
il mio cuore d’amante
alla Terra
perché se ne sazi
con ingordigia.
Spargerò il sangue
di una vita intera
a dar rigoglio alle foglie,
nutrimento di radici
che scavano nel profondo
alla ricerca dell’oro.
Sarò tronco
d’alberi maestosi
che a primavera
accolgono nidi.
Humus fertile
portato dall’acqua dei fiumi
per incidere germogli
e sonni invernali
fra brividi di freddo.
Stenderò la pelle
dove i folletti
cercano casa,
nell’intrico dei boschi
dove la luna non bada!

ME NE ANDRÒ

Me ne andrò,
truccata da bambola,
la veste corta,
la bocca accigliata.
Me ne andrò
in un giorno qualunque
quando il sole
danza,
precipitando in mare.
Me ne andrò
ridendo e scherzando,
con un paio di baffi
appiccicati con la colla.
Me ne andrò
senza gridare
alcun nome.
Tra le dita,
l’ultima sigaretta.
Non piangerò
lacrime di dolore,
né sussulti di rabbia
sul cuscino a fiori.
Me ne andrò
in punta di piedi…
senza disturbare nessuno!

ACCOGLIMI

Accoglimi, Signore,
come migrante
alla deriva.
Ho trangugiato
acqua salata
e pane rancido
ad ogni lacrima
versata.
Accoglimi, Signore,
come figlia di nessuno.
Peccatrice di sogni,
di amori sbagliati.
Gemella prediletta
del Tuo Golgota.
Accoglimi
senza fare domande,
senza puntare il dito,
con braccia stese
a dar luce all’Anima.
Sarò nuda
come quando sono nata.
Gravata di mali,
di pesi non voluti.
Sarò donna di poca fede,
al cospetto del Tuo
Volto.
Sincera e vera
come ho vissuto.
Accoglimi lo stesso…
Saprò farmi
perdonare,
aggrappata
ad un lembo di Cielo!

Maria Rosa Oneto

Tutti i diritti riservati all’autrice

SEZIONE POLACCA: Ritratti / Portrety – URSZULA JOANNA WINTROWICZ czyli z ziemi polskiej do włoskiej

(by I.T.Kostka)

Z ZIEMI POLSKIEJ DO WŁOSKIEJ: baśniowość i polskość w twórczości URSZULI JOANNY WINTROWICZ

Me powikłane włosko – polskie ścieżki literackie skrzyżowały się pewnego popołudnia z jedną z Rodaczek, którą jak i mnie los zawiódł na włoską ziemię. Urszula Joanna Wintrowicz żyje i tworzy od dwudziestu lat w Neapolu, ale jej serce, a przede wszystkim dusza, zakotwiczone są głęboko w nadbałtyckim kraju. Twórczość Urszuli to połączenie wielkiej miłości do Polski wraz z wyrafinowaną wyobraźnią i wrażliwością artystyczną. Na dużą uwagę zasługuje charakterystyczny język i stylistyka wierszy: starodawna średniowieczna polszczyzna, klasyczna forma utworów (sonety, ballady, strofa saficka, jedenastozgłoskowce, zamiłowanie do rymów, wyraźne wpływy wielkich autorów przeszłości jak Shakespeare, Dante, Mickiewicz, Saffo / Safona i inni) połączone z oryginalnymi, czasami surrealnymi metaforami i figurami retorycznymi. Mimo wyraźnego upodobania do klasycyzmu i wielokrotnego używania rymów, wiersze Wintrowicz nie należą do tak często spotykanych “banalnych produktów komercyjnych”, lecz odznaczają się dużym bogactwem lingwistycznym, głębią przekazu i znaczną dojrzałością emocjonalną. To świat ludowych baśni, mitologicznych bogów, onirycznych wizji o gotyckim, często mrocznym charakterze (wiersz “Pan cmentarnych nut”) i osobistych, intymnych kobiecych refleksji (“Pocałuj klamkę z drugiej strony”). Teksty Urszuli Joanny Wintrowicz są wielopłaszczyznowe i zasługują na wielokrotną lekturę, gdyż za każdym razem odkryć można nowe znaczenie każdej strofy i zinterpretować całość w odmienny, rewolucyjny sposób. Z pewnością twórczość ta nie należy do prostej i łatwej w odbiorze literatury, wymaga od czytelnika dużej wrażliwości i koncentracji oraz znajomości różnych kultur. Talent Urszuli Joanny Wintrowicz jest na pewno niezaprzeczalny, eklektyczny i potrafi zaskoczyć, potrzebuje z pewnością życzliwości serc i umiejętności słuchania nawet ciszy, w której to rozwija skrzydła niepohamowana inspiracja twórcza autorki. Życzę wszystkim miłej lektury!

Izabella Teresa Kostka Mediolan, czerwiec 2019. Continua a leggere “SEZIONE POLACCA: Ritratti / Portrety – URSZULA JOANNA WINTROWICZ czyli z ziemi polskiej do włoskiej”

ANGOLO DI POESIA italo – polacca: ESTEMPORANEA di Izabella Teresa Kostka

ESTEMPORANEA / IMPROWIZACJA (allegata la registrazione nell’interpretazione dell’attore Enzo Brasolin)

Una realtà amorfa
guida i nostri passi,
soccombono le vite
all’ignoto,
all’intrinseca paura.

Siamo “tabula rasa”
che imbrattiamo di ricordi,
di bui pentimenti
e fluorescenti successi,

neghiamo le identità nascoste
come un deteriorato cappotto.

Le poltrone dei Grandi
non ci spettano
perché le scambiano tra loro,

ci rimane soltanto il suolo
di questa terra avversa.


Nieokreślona rzeczywistość
prowadzi nasze kroki,
poddają się życia niewiedzy,
zwyczajnej trwodze.

Jesteśmy “czystą tablicą”,
którą plamimy wspomnieniami,
ciemną skruchą
i odblaskowymi sukcesami,

wyrzekamy się ukrytych tożsamości
jak zużytego płaszcza.

Nie należą nam się
posady Wielkich tego świata,
bo wymieniają się nimi między sobą,

dla nas pozostał tylko grunt
tej nieprzyjaznej ziemi.

Su YouTube:

ESTEMPORANEA di Izabella Teresa Kostka, vice recitante: Enzo Brasolin

Izabella Teresa Kostka, 2019
Prawa autorskie zastrzeżone / diritti intellettuali riservati

Enzo Brasolin e Izabella Teresa Kostka presso Teatro Polivalente di Sandigliano, foto: Umberto Barbera

ANGOLO DI POESIA: Tre poesie di PASQUALINA DI BLASIO

(by I.T.Kostka)

Sensibilità e maturità diventate poesia, saggezza e umanità diventate donna. In poche parole la poetessa Pasqualina Di Blasio che con grande piacere presento ai nostri lettori. La personificazione dello spessore artistico rinchiuso nei pensieri di una madre guerriera. Buona lettura!

IL SOGNO SVELATO

Una fiamma di sterpi e lentiggini chiare
la visione di te
un tratturo di fuoco nel mondo a venire
sotto i lunghi ginocchi , in alto la gonna scozzese
che con spilla su fianco chiudeva .

Il dorso di me denudato fu lo stesso per te.
Non si poteva sbagliare il Sogno svelato.
Eri la figlia di Eva prima del sibilo striscio
del morso di mela.
E fosti tremore nei frusti calzoni.

A confetti in agosto posammo il destino.
Nessun rimpianto a ferire.

PIANTO PER IL MONDO CONTADINO

Oh quanto poco ho camminato in questa valle
su cui la torre è assisa, sentinella scura d’altri tempi
quando Libertà era servigio e contavano i notabili
le case padronali ,il capriccio e campi a mezzadria.

E io saltavo su ciottoli bruniti e erbe abbarbicate
che ai muri a maggio facevano ricamo e a rondini
provvisorio nido mentre lontano migravano i fratelli
che di radici soffrivano, ma non volevano morire

All’opera sudavano i braccianti e il padre mio
nel campo suo latrava un motore a scoppio incaponito
ché di partire non voleva sapere e lui santiava
con la bava al petto e occhiaie al ciel levate e forti
quando il maligno i grani castigava e non tremava.

Oh , papà mio ,anche tu sei passato nella storia della valle!

E ti i ricordano i pochi che la sorte ancor non chiama
testimoni d’una terra trucidata, inalberata e uguale
quando spaginar passato non s’alloca e non governa saggio.
Sorti progressive, diceva il poeta. Sorti mal gestite le trafiggo io.
E piange in me l’esiliato mondo contadino.

UN RESPIRO DAL MONDO

Dove andare, dove parare
a prendere distanza
e uscire ancora innocente
dal morbo grugnito del mondo?

Non sonnellino d’estate
un’ostia calata nel sale
una sospensione in opale
ma un rito, un rito… ablativo

A pelo sull’acqua e più sotto
dove guizza il colore dei pesci
audaci a fronteggiare l’abisso
fin dove l’ossigeno fora.

E risalire con pinne leggere
appena a toccare lo scoglio
sì che steccate servili utopie
sgravino ali da afasiche acromie. Continua a leggere “ANGOLO DI POESIA: Tre poesie di PASQUALINA DI BLASIO”