31° VERSEGGIANDO a TEATRO: selezioni partecipanti fino al 25 settembre 2019

Nell’ambito del 31° “Verseggiando sotto gli astri” invitiamo a partecipare alle selezioni dei poeti per la serata teatrale del 12 ottobre 2019 presso l’accogliente Teatro Polivalente di Sandigliano (Biella).

Tra gli Ospiti Speciali dell’evento ricco di musica, canto e teatro:

– il recital della cantante lirica soprano SOFIA RIVA al pianoforte il M° FRANCESCO PARRAVICINI

Sofia Riva

Francesco Parravicini

– le recite a cura degli attori ENZO BRASOLIN ed ELISABETTA FABBRI

Enzo Brasolin

Elisabetta Fabbri

– il recital del cantautore CORRADO COCCIA (tastiera) e del M° VITO SILVESTRO (sassofono)

Corrado Coccia e Vito Silvestro

• SELEZIONE POETI / PERFORMERS

Per candidarVi all’evento siete pregati di spedire due testi poetici di max 30 versi cad oppure uno di 60 versi / eventualmente un mini racconto in prosa max una pagina A4 aderenti ai seguenti suggerimenti: Continua a leggere “31° VERSEGGIANDO a TEATRO: selezioni partecipanti fino al 25 settembre 2019”

ANGOLO DI POESIA BILINGUE: RISVEGLIO / PRZEBUDZENIE (Realismo Terminale / Realizm Terminalny) di Izabella Teresa Kostka

Foto: Pixabay

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RISVEGLIO ( realismo terminale; z tłumaczeniem na język polski)

Si accende ogni alba
come fari antinebbia,
rimette in moto i neuroni
scollegati per un riposo notturno.

Sposto le tende delle ciglia
– tapparelle che mi isolano dal Mondo –
e
carico le batterie
con un sorso di un espresso.

Pure oggi
pagherò il pedaggio
sull’autostrada della vita.

PRZEBUDZENIE (realizm terminalny)

Zapala się świt
jak światła przeciwmgielne,
wprawia w ruch neurony
odłączone na wypoczynek nocny.

Przesuwam rzęs firany
– rolety oddzielające mnie od Świata
i
ładuję baterie
łykiem espresso*.

Także dzisiaj
zapłacę za przejazd
autostradą życia.

~
* espresso – bardzo mocna, mała włoska kawa

Izabella Teresa Kostka
2019, “Pensieri raccolti /Myśli zebrane”

DA NON PERDERE: “BLASFEMIE” di ENRICO RATTI (Gilgamesh Edizioni, 2019)

(by I.T.Kostka)

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Sono sempre alla ricerca dello spessore e dell’originalità letteraria. Questo libro non può passare inosservato perché include tra i suoi versi il nucleo di un artista completo, poliedrico e ricco di variegate sfumature come un inestimabile caleidoscopio. Enrico Ratti: poeta, scrittore, pittore, personaggio teatrale e performer, un animo inquieto ancorato nelle profondità abissali delle cime tempestose chiamate “Arte”.
“Blasfemie”, il suo ultimo libro edito dalla casa editrice Gilgamesh Edizioni è imprevedibile come il carattere dell’autore stesso: riflessivo e rabbioso, diretto e surreale, personale e universale, sorprendente e familiare. È una valanga di pensieri conditi col talento, quello mai banale, a volte discutibile ma prezioso come un ruscello abbondante di acqua sorgente pura e instancabile. Sprofondo nelle pagine impregnate di saggezza, d’un fascino mistico e, spesso, ribelle.
Non leggo ma divoro con gusto ogni verso, ogni immagine dipinta sulla carta perché non è soltanto un libro ma un vero cortometraggio intrappolato con maestria in uno sconvolgente volume poetico di 119 pagine. Privo di prefazione travolge e porta via, non chiede ma pretende la nostra attenzione, non tenta ma entra con prepotenza nelle coscienze e… ci rimarrà per sempre!
Consiglio, fidatevi!

Izabella Teresa Kostka, Milano 2019

• Alcune poesie scelte:

• CENNI BIOGRAFICI

ANGOLO DI POESIA: AL MONDO (appartenente alla corrente del Realismo Terminale) di IZABELLA TERESA KOSTKA

Foto: Pixabay

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AL MONDO (appartenente alla corrente del Realismo Terminale) di Izabella Teresa Kostka

Non bastonatemi con le vostre sentenze
appuntite come frecce d’un secolare arco,
non sputatemi addosso l’invidia
invadente come un volantino del supermercato.

Ho scelto di percorrere la strada
distante dai mercatini della vanità umana
che intrecciata tra le pagine dei social network
convoglia la vera arte verso la ripa delle banali bancarelle.

Lo so,
Vi rode l’indipendenza estranea alla sottomissione,
essa non rincorre mai nessuna bandiera
e difende testarda le proprie credenze.

Sono un faro solitario in balìa dalle maree,
resistente alle corrosive ondate di rabbia
e di acida cattiveria.

Un giorno Pegaso cavalcherò
sorvolando la necropoli dei pregiudizi.

~

Izabella Teresa Kostka

2018, “Lacerazioni”, edita

Diritti intellettuali riservati

INTERVISTA AL CANTAUTORE LUIGI PAGANO: “Ho la sindrome dello zigano, ho bisogno di sentirmi straniero” a cura di Izabella Teresa Kostka.

Luigi Pagano

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INTERVISTA AL CANTAUTORE LUIGI PAGANO: “Ho la sindrome dello zigano, ho bisogno di sentirmi straniero” a cura di Izabella Teresa Kostka.

1. I.T.K.: Esiste un proverbio che dice “Vedere Napoli e morire”: per i tuoi fans internazionali sei il simbolo di un italiano D.O.C: solare, caloroso, estroverso, un affascinante e talentuoso artista, cantante. Raccontaci un po’ delle tue radici italiane e del legame indissolubile con la tua Terra d’origine.

Lp: Sono nato a Pompei in provincia di Napoli. Ho sempre vissuto sul mare dalla parte di Torre Annunziata (Oplonti). Dal balcone dove sono nato vedevo il Vesuvio, il monte Faito e un pezzettino di mare che oggi non si vede più a causa delle costruzioni ma se salgo qualche rampa di scale ne vedo ancora. Ho Vissuto per 25 anni in medioriente tra mare e deserto trovando un po’ di Napoli ovunque, nella musica e nelle culture arabe. Napoli è più vicina a Beirut che non a New York quindi Napoli è più Libano che America infatti, è la città meno americanizzata d’Italia. Le radici napoletane sono forti di una cultura secolare e noi napoletani siamo consapevoli di avere una grande storia per questo siamo orgogliosamente “TERRONI”. Ovunque vada porto sempre con me Napoli. Le canzoni che scrivo hanno il ritmo e le sonorità mediterranee, non sono ricercate ma escono spontaneamente dalla mia anima.

2. I.T.K.: Com’è iniziata la tua carriera artistica: l’hai sempre sognata oppure è iniziata in modo spontaneo, accidentale? Hai suonato coi più grandi artisti di fama internazionale, tra cui Paul McCartney, e con famose star del cinema, partecipando anche a numerosi importanti programmi televisivi. Ti va di parlarne?

Lp: In casa mia ci sono sempre stati degli strumenti, mio padre era appassionato di canto. Mio fratello di 10 anni più grande di me suonava la chitarra e per me lui è sempre stato un esempio così ho incominciato ad emularlo. Quando i miei genitori si sono accorti che avevo un po di talento mi hanno fatto studiare. Mio fratello qualche volta mi pagava le lezioni. Io non vengo da una famiglia ricca ma sicuramente da una famiglia ricca di valori. Mio padre ha fatto sì che tutti noi figli (4) studiassimo. Ho formato la prima band a 14 anni e poi qualche anno dopo ho incominciato a lavorare nei pianobar di Napoli e provincia e non solo.
Paul l’ho conosciuto alle Maldive quando con mia moglie Agnes suonavamo lì. Ci siamo restati per 7 mesi e Paul per 3. È stato più un rapporto personale che professionale. Quando finivo di suonare ci incontravamo nelle spiaggia sotto la sua villa e suonavamo le nostre chitarre fino al mattino. Paul mi ha insegnato l’umiltà. Più si è grandi e più si è umili.
Io e mia moglie Agnes abbiamo vissuto per 7 anni in Kuwait dove è nato il nostro unico figlio Riccardo. Lavoravamo per la Sheraton hotels ma spesso di mattina eravamo ospiti di un pogramma TV che c’è anche in Polonia con nome di DD TVN, in Kuwait si chiamava GOOD MORNING KUWAIT.
In Polonia dove vivo sono spesso ospite in programmi TV come JAKA TO MELODIA?, WIELKI TEST, DD TVN, MAMMA MIA, CAFÈ PIOSENKA, e spessissimo con la mia famiglia in SPRAWA DLA REPORTERA ecc, ecc. Non ho mai forzato la mano per arrivare e neanche bussato alle porte. Continua a leggere “INTERVISTA AL CANTAUTORE LUIGI PAGANO: “Ho la sindrome dello zigano, ho bisogno di sentirmi straniero” a cura di Izabella Teresa Kostka.”

ANGOLO DI POESIA BILINGUE: AMANTI AUTUNNALI / JESIENNI KOCHANKOWIE di Izabella Teresa Kostka

Foto: Pixabay

AMANTI AUTUNNALI

Sono caduti i merletti dall’invecchiato corpo
quando si sono presi per mano
abbracciando i ricordi di rughe
e il resto del desiderio.

Sognavano il volo di Icaro
nonostante le ali cariate,
i secchi membri desideravano il compimento
anche al prezzo della caduta.

Amanti autunnali
al binario cieco.

JESIENNI KOCHANKOWIE

Opadły koronki z podstarzałego ciała
gdy wzięli się za ręce,
objęli wspomnienia wspólnych zmarszczek
i resztki pożądania.

Zamarzyli o locie jak Ikar,
choć ich skrzydła były spróchniałe,
wysuszone członki zapragnęły spełnienia
nawet za cenę upadku.

Jesienni kochankowie
na ślepym peronie.

~

Izabella Teresa Kostka

2019, “Lacerazioni / Rozdarcia”

Diritti riservati

ANGOLO DI POESIA CIVILE: INFIBULAZIONE di Izabella Teresa Kostka

INFIBULAZIONE

Perdonatemi perché ho peccato.

Il mio piacere è stigmatizzato
e Voi avete deciso di purificarmi.

Ha sapore di sangue
questa primavera
recisa,
incisa per la punizione.

Tutte le mie labbra non hanno più voce
sottomesse all’invasione
dell’arrugginita lama.

Anche il grido s’interrompe di colpo
sbattuto a terra
con femminilità perduta.

Perdonatemi
perché ho osato nascere donna.

La purificazione ha le suture
che mai guariranno,
avranno il peso di un Mondo intero
condannato a morte tra le mie cosce.

Perdonatemi
perché non ho invocato la misericordia
mentre il mio Fiore
sbranavano i cani.

~

Izabella Teresa Kostka

2019, “Lacerazioni”

Tutti i diritti riservati all’autrice

Foto: Umberto Barbera

ANGOLO DI POESIA: TRE LIRICHE di MARIA ROSA ONETO

Foto: Pixabay

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AMARSI

Amarsi, è forse,
una passione senza vento.
Un abbaglio di cuore
che ferisce e sconvolge.
Movenze di carne,
di mani aggrappate
al silenzio.
Di frasi sfumate
al sapore di un bacio.
Amarsi, è forse,
una malattia senza tempo.
Un’oasi colma d’acqua corrente.
Un pertugio dove interrare
il veleno del tempo.
Amarsi, è forse,
un garbuglio d’incoscienza,
dove antiche vestali,
siedono ridendo,
come nature morte!

DESIO UMANO

E fummo vento,
gocce di pioggia
su davanzali istoriati.
Altalene strette
fra ginocchia di vetro.
Fronde d’alberi maestosi,
cortecce disegnate
a sangue,
radici nella pietra viva.
E fummo canto,
tormento di una stagione
arrivata in ritardo.
Brina a scolpire
la gioia del silenzio,
nel brivido tenace
del desio umano!

CUORE DI PANE

Ho scritto poesie
sulla carne
martoriata dal dolore.
Seminato fiordalisi
sulla terra di nessuno.
Scoperchiato il tetto
per raccogliere
il cielo e fiocchi
di pudore nella notte
oscura.
Come gatta randagia
ho partorito in strada
gli amori mai vissuti,
i sogni trattenuti
nella bacheca dei pensieri,
le miti illusioni al volo
di una falena.
Quanta luce ho raccolto
per farne dono
a chi non vedeva!
Umile
con il cuore di pane,
a spargere preghiere e
spruzzi d’incenso
su piaghe mai guarite!

~

Maria Rosa Oneto

Tutti i diritti riservati all’autrice

ANGOLO DI POESIA BILINGUE: CALURA / UPAŁ (appartenente al Realismo Terminale) di Izabella Teresa Kostka

Foto: Pixabay

#realismoterminale
#realizmterminalny

CALURA / UPAŁ ( con la traduzione in lingua polacca / z tłumaczeniem na język polski, appartenente al Realismo Terminale / należy do Realizmu Terminalnego)

La calura ci spoglia ai fattori primi
come un celere amante,
non dona il piacere,
in una bacinella di sudore godiamo
sognando una vasca di ghiaccio,

apriamo il corpo
per diventare una finestra
e apprezzare
il desiderato fresco.

La consolazione
è la carezza d’un ventilatore.

Upał rozbiera nas na czynniki pierwsze
jak zbyt szybki kochanek,
nie daje przyjemności,
w misce potu szczytujemy
pragnąc wanny lodu,

otwieramy ciało,
by stać się oknem
i odetchnąć
upragnionym chłodem.

Ukojenie
to pieszczota wentylatora.

~

Izabella Teresa Kostka
2019, “Pensieri raccolti

POESIA POLACCA: SEI LIRICHE SCELTE di MARIAN JEDLECKI

(di Izabella Teresa Kostka)

La poesia contemporanea polacca ha tanti volti e sfumature che come le onde del Mar Baltico lambiscono gli abissi della sensibilità umana. Proprio dalla bellissima città di Kołobrzeg, situata sulle sponde del mare, giungono i versi del poeta Marian Jedlecki conosciuto anche come “Marcin Jodłowski”.

La sua poetica è contenuta nelle poche ma essenziali parole scelte sempre con cura ed attenzione ai minimi dettagli, priva di interpunzione scorre interrottamente come le maree. Lascia tanto spazio all’immaginazione, all’interpretazione libera e “non forzata” di ogni singolo verso. Ogni strofa mette in evidenza la profonda riflessione esistenziale e la malinconia nordica. L’eterno dilemma del senso della vita e dell’umano pellegrinare, le domande senza risposta in dialogo / monologo con Dio e la spiritualità intensa di ogni parola arrivano direttamente al cuore, diventando parte integra di ciascuno di noi.

In seguito pubblico alcune sue poesie scelte nella mia traduzione.

Izabella Teresa Kostka, Milano giugno 2019

~

Polska poezja współczesna ma wiele oblicz i odcieni, które jak fale Morza Bałtyckiego obmywają głębiny ludzkiej wrażliwości. To właśnie z pięknego miasta Kołobrzeg, położonego nad brzegiem morza, docierają do nas wersy poety Mariana Jedleckiego, znanego także jako “Marcin Jodłowski”. Continua a leggere “POESIA POLACCA: SEI LIRICHE SCELTE di MARIAN JEDLECKI”

ANGOLO DI POESIA: Pensieri poetici di Maria Rosa Oneto

Foto: Pixabay

NON CI SARÀ

Non ci sarà che cielo
nei romanzi vergati
ad occhi bendati,
nel silenzio d’edera
di una giostra smontata,
all’odore di morte
al chiuso di un obitorio.
Ci sarà soltanto cielo
nella minestra riscaldata
dell’altro ieri,
in quel tugurio di casa
che il libeccio frenava
per non spaventare
i bambini.
Scarpe messe ad asciugare,
stracci sporchi di sugo
che le galline beccavano
al posto del grano.
Non ci sarà che cielo
sui davanzali anneriti
di fuliggine.
Corde stese
a richiamare il mare.
Lenzuola come vele
strappate e il senso del nulla
fissato ad un orologio
a pendolo che non batteva
più rintocchi da circa
trent’anni!

SE QUALCUNO

Se qualcuno mi portasse
a casa il mare
dentro una tinozza
color vermiglio
per immergervi le mani
e bere il sale della vita,
potrei giocare,
costruendo barchette
di carta di giornale
e vedere le parole liquefarsi
tra sangue, coltelli
e morte.
Se qualcuno raccogliesse
il vento, umido di rabbia e rugiada
dentro un fiasco di vetro
intrecciato alla paglia,
farei grandi feste
come per un addio
al nubilato.
Se qualcuno mi portasse
sulle vette dell’Himalaya
a respirare il Creato,
resterei seduta in eterno
senza più temere gli affanni.
Gli occhi attoniti d’amore,
l’Anima leggiadra di farfalla! Continua a leggere “ANGOLO DI POESIA: Pensieri poetici di Maria Rosa Oneto”

EVENTI: “Sogno di una notte di giugno” il 29.06. a Milano – teatro, musica, fiabe, racconti e poesia.

(di Izabella Teresa Kostka)

Sabato 29 giugno dalle ore 20.00 alle 23.00, nel pittoresco cortile della suggestiva Cascina Linterno in via Fratelli Zoia 194 a Milano, avrà luogo il 29° Verseggiando sotto gli astri di Milano dal titolo “Sogno di una notte di giugno”. Evento ricco di musica, teatro, fiabe, racconti e poesia, sazio di numerosi Ospiti Speciali di grande spessore artistico e di valenti poeti e scrittori contemporanei. Ingresso con il ticket di 5 euro (consumazione in loco inclusa: panino e bibite a scelta) a favore dell’Associazione Amici Cascina Linterno.

Ecco tutte le informazioni:

DETTAGLI

Nel programma:

– la performance teatrale dell’attrice DOMITILLA COLOMBO (omaggio a SHAKESPEARE)

Domitilla Colombo, foto: Umberto Barbera

– recital del cantautore milanese CORRADO COCCIA

Corrado Coccia, foto: Umberto Barbera

– OSPITE A SORPRESA: l’attore teatrale ENZO BRASOLIN (omaggio a LEOPARDI e non solo)

Enzo Brasolin, foto: Umberto Barbera

– OSPITE A SORPRESA: VITO SILVESTRO al sassofono Continua a leggere “EVENTI: “Sogno di una notte di giugno” il 29.06. a Milano – teatro, musica, fiabe, racconti e poesia.”

ANGOLO DI POESIA: TRE POESIE di MARIA ROSA ONETO

LASCIAMI ANDARE

Lasciami andare,
non ho più molto tempo
da perdere.
Vestita a fresco,
voglio respirare il mare.
Sentire il richiamo
di una conchiglia.
Guardare lontano
dove le vele
sfiorano il cielo.
Lasciami andare
a raccogliere fiori
di primo mattino.
A scambiare canti d’amore
con l’ultimo usignolo.
A immergere le mani
nella fontanella in giardino
per accarezzare
quel pesciolino rosso
vinto alla Fiera del paese.
Non ho più molto tempo
da sprecare.
Già le ombre si avvicinano
a togliere il sereno.
Lascia che vada
a sospirare altrove
la mia pena.

TI TERRÒ

Ti terrò nel palmo
della mano
per avvicinare
il cuore alla tua bocca.
Sarà d’oro puro
il respiro
che uscirà lieve
vagando su sentieri
di pietra,
su passi
mai camminati,
su frusciami d’edera
tormentati
dall’ansia di restare.
Ti terrò
accanto a questo
dolore,
come un libricino
di preghiere.
Un cerino acceso
nella notte buia.
Il pianto di una donna
che non ha
consolazione
e ancor si attarda
a chiedere amore!

SCRIVO

Scrivo
affinché la gioia
non si trasformi
in fatica.
Ore di noia
nella sabbia di una
clessidra.
Traccio parole
per far bere
il cuore.
Ho bisogno
di mani amorose
e di un’alcova
d’aprile,
gialla di fiori,
per lasciar
risorgere
l’anima
intorpidita.
Scrivo
senza spegnere
la malinconia,
che si dipana
in gomitoli
di seta intrecciati.

Maria Rosa Oneto

Tutti i diritti riservati all’autrice

SEZIONE POLACCA: Z ziemi polskiej do włoskiej – baśniowość i polskość w twórczości URSZULI JOANNY WINTROWICZ

Urszula Joanna Wintrowicz

(by I.T.Kostka)

Me powikłane włosko – polskie ścieżki literackie skrzyżowały się pewnego popołudnia z jedną z Rodaczek, którą jak i mnie los zawiódł na włoską ziemię. Urszula Joanna Wintrowicz żyje i tworzy od dwudziestu lat w Neapolu, ale jej serce, a przede wszystkim dusza, zakotwiczone są głęboko w nadbałtyckim kraju. Twórczość Urszuli to połączenie wielkiej miłości do Polski wraz z wyrafinowaną wyobraźnią i wrażliwością artystyczną. Na dużą uwagę zasługuje charakterystyczny język i stylistyka wierszy: starodawna średniowieczna polszczyzna, klasyczna forma utworów (sonety, ballady, strofa saficka, jedenastozgłoskowce, zamiłowanie do rymów, wyraźne wpływy wielkich autorów przeszłości jak Shakespeare, Dante, Mickiewicz, Saffo / Safona i inni) połączone z oryginalnymi, czasami surrealnymi metaforami i figurami retorycznymi. Mimo wyraźnego upodobania do klasycyzmu i wielokrotnego używania rymów, wiersze Wintrowicz nie należą do tak często spotykanych “banalnych produktów komercyjnych”, lecz odznaczają się dużym bogactwem lingwistycznym, głębią przekazu i znaczną dojrzałością emocjonalną. To świat ludowych baśni, mitologicznych bogów, onirycznych wizji o gotyckim, często mrocznym charakterze (wiersz “Pan cmentarnych nut”) i osobistych, intymnych kobiecych refleksji (“Pocałuj klamkę z drugiej strony”). Teksty Urszuli Joanny Wintrowicz są wielopłaszczyznowe i zasługują na wielokrotną lekturę, gdyż za każdym razem odkryć można nowe znaczenie każdej strofy i zinterpretować całość w odmienny, rewolucyjny sposób. Z pewnością twórczość ta nie należy do prostej i łatwej w odbiorze literatury, wymaga od czytelnika dużej wrażliwości i koncentracji oraz znajomości różnych kultur. Talent Urszuli Joanny Wintrowicz jest na pewno niezaprzeczalny, eklektyczny i potrafi zaskoczyć, potrzebuje z pewnością życzliwości serc i umiejętności słuchania nawet ciszy, w której to rozwija skrzydła niepohamowana inspiracja twórcza autorki. Życzę wszystkim miłej lektury!

Izabella Teresa Kostka Mediolan, czerwiec 2019.

BIOGRAM

Urszula Joanna Wintrowicz urodziła się 11 marca 1964 r. w Niemczy na Pogórzu Sudeckim i pochodzi z patriotycznej rodziny. Jej dziadkowie uczestniczyli aktywnie w powstaniach o wyzwolenie Polski, sama też brała czynny udział w Solidarności.
Urszula od dziecka przejawiała zdolności do tworzenia wierszy.
W wieku czterech lat próbowała uczyć się je pisać, ale dopiero jako pięciolatka poznała arkany alfabetu i powstały jej pierwsze wierszyki. Po śmierci ukochanej babci Urszula porzuca poezję. Continua a leggere “SEZIONE POLACCA: Z ziemi polskiej do włoskiej – baśniowość i polskość w twórczości URSZULI JOANNY WINTROWICZ”

ANGOLO DI POESIA: MARIA ROSA ONETO e la sua sfida poetica col Realismo Terminale

Foto: Pixabay

(by I.T.K.).

Continua la sperimentazione e la sfida, un gioco ribelle con un po’ di ironia con la stilistica del Realismo Terminale. Per Voi i nuovi pensieri della poetessa Maria Rosa Oneto.

LA DENTIERA

La dentiera
galleggiava nel bicchiere
come feto abortito,
reperto archeologico
per addetti agli scavi.
La bocca
sbavava colla
e catrame.
Gengive marmoree
trituravano
il ghiaccio del frigo,
l’aria condizionata.
Mosche e zanzare
facevano corteo
in quelle fauci
spalancate.
Sorrideva la dentiera
tra le sgrinfie
del gatto di casa!
E l’uomo russava
ebro di vecchiaia!

LA FUGA

Gradini
in corsa
per le scale.
Tegole sbalzate
arrostite dal fumo.
Vetri saltati
in strada
come per un brindisi
di Capodanno.
Muri simili a foglie
dell’autunno.
Lingue di fuoco
attorcigliate
alle grida della gente.

Fu una fuga d’amore
all’odore acre del gas!

UN ULTIMO SPASMO

La telecamera
illuminò la scena
con occhi di vetro.
Scorreva vita –
biglia rossa
nell’ultimo gioco
di una donna agonizzante.
Uomini di plastica –
novelli figuranti –
le giravano attorno
senza calpestare le impronte.
Utensili, ferri da chirurgo,
fiato corto
dentro maschere assettiche.
Un ultimo spasmo
al compiersi della morte,
all’ironia sguaiata
di una telecamera spenta.

Maria Rosa Oneto

Tutti i diritti intellettuali riservati