Progetto editoriale “LacartatornaArte ” di Lia Tommi

Questa progetto è stato pensato per convogliare artisti e fotografi che cercano un modo alternativo di promuovere la propria produzione. L’idea nasce dal concetto che oggi, come per il vinile, la carta tornerà a essere protagonista. Vorremmo superare il concetto di catalogo, sappiamo bene che certe operazioni di promozione non sempre giocano a favore dell’autore. Noi proponiamo una strada più creativa e personale nella composizione di un volume personalizzato, in quanto il focus finale prende in considerazione anche una reale commercializzazione della stampa d’arte.Non si parla quindi di un prodotto didascalico ma di un risultato artistico completo.Le opere degli interessati, siano esse foto o grafica, pittura o illustrazione, saranno lavori narrativi legati all’arte visiva.Lasceremo libere le griglie di impaginazione, i formati potranno essere differenti a seconda del gusto dell’artista.Anche la tiratura non avrà un limite.Inoltre saranno opere pubblicate a tutti gli effetti con una distribuzione e una calendarizzazione di serate di presentazione in luoghi di interesse.Abbiamo pensato di formare una squadra da portare in giro una volta completato la parte di stampa.Milano Genova Torino. Come il famoso triangolo industriale sarà la via di promozione.Prendere un appuntamento non comporta impegno. Vi mostreremo esempi e vi spiegheremo più nel dettaglio i vari passaggi.Grazie per l’attenzione da impressionigrafiche di Acqui Terme; presto nuove comunicazioni su date per riunioni e conferenze stampa.

Progetto editoriale a cura di impressionigrafiche, la casa editrice propone una collaborazione diretta con gli artisti che intendono cambiare il concetto di catalogo; la narrazione o storytelling oggi è fondamentale per la comunicazione liquida della rete, ma ci siamo accorti che la carta sta tornando necessaria per compensare la virtualità che ormai è praticamente assoluta. Il progetto vorrebbe portare l’artista pittore o fotografo a narrare la sua collezione attraverso la stampa d’arte, libri che non assolvono solo la funzione di catalogo , ma raccontano una storia e l’opera stampata interagisce con le parole. Pensare ad un oggetto d’arte vero e proprio dove l’autore promuove la sua produzione anche con l’uso della letteratura. Il costo è a carico dell’artista ma l’organizzazione è mirata a fare delle presentazioni pubbliche ( 500 / 800 euro l’investimento con circa 500 copie e pubblicazione anche su Amazon a catalogo).

Ricordo di Coppi uomo con un libro e una mostra ad Alessandria, di Lia Tommi

Oggi pomeriggio evento eccezionale ad Alessandria, alla Casa di Riposo ” Basile” di via Tortona, organizzato dall’Associazione Libera MenteLaboratorio di Idee.

Il primo della serie di eventi che , nel 2019, caratterizzeranno le celebrazioni per il centenario della nascita di Coppi, in una Alessandria che si definisce Città delle Biciclette e quindi vicina e appassionata al ciclismo e a questo ciclista mitico, che nel nostro territorio ha le sue radici.

Un grande campione, noto per i suoi successi a livello internazionale, anzi, un CAMPIONISSIMO, di cui andiamo a ragione molto orgogliosi, come ha sottolineato il Presidente Fabrizio Priano, moderatore dell’incontro.

Ma oggi pomeriggio abbiamo, oltre che potuto vedere le sue biciclette storiche e una pregevole mostra fotografica, sviscerato la figura di Coppi come uomo, marito, padre, attraverso i diari di Bruna Coppi, sua moglie per tutta la vita e quindi conoscere le sue fragilità, le sue debolezze, oltre che la sua smisurata forza e abilità di sportivo di successo. Questi diari, raccolti dall’ amico Franco Rota e pubblicati con grande sensibilità dalla figlia Luciana Rota, ci mostrano il suo mondo affettivo, la paura per la sua incolumità, la sua figura di padre e tante altre sfumature , compresa la fase della malattia.

In modo semplice e senza fronzoli, l’autrice e i relatori Roberto Livraghi e Mimma Calligaris ci hanno fatto entrare in una sfera che è sempre delicata, con tono sotto certi aspetti amichevole.

Sono soddisfatta per aver dato il mio contributo a questo evento con la lettura di due brani molto accorati, tratti da questo libro: ” La mia vita con Fausto “, in cui mi sono immedesimata in Bruna, con il suo grande amore, le sue paure,la sua discrezione, la sua tenerezza di moglie di un uomo non comune .

Vent’anni senza Fabrizio De Andrè, di Lia Tommi

Sono trascorsi vent’anni dalla morte di Fabrizio De André. Il cantautore genovese ci lasciò l’11 gennaio 1999, morì in un letto dell’Istituto dei Tumori di Milano, dov’era stato ricoverato a causa dell’aggravarsi delle sue condizioni fisiche in seguito a una diagnosi di carcinoma polmonare avvenuta circa un anno e mezzo prima. Aveva 58 anni e non si era mai lasciato sconfiggere dalla malattia, anzi, aveva già in mente alcuni progetti cui dedicarsi, tra cui un libro con Oliviero Malaspina che si sarebbe dovuto intitolare “Dizionario dell’ingiuria. Il tumore si portò via un artista che oggi viene ricordato non solo come un cantautore, ma anche come un poeta e un intellettuale. Così molti amano descrivere Faber, cantore degli emarginati, degli indignati, delle vittime d’ingiustizia, dei più sfortunati, delle minoranze, ma anche dell’amore, della morte (anche mentale), del valore della solitudine.

Bocca di rosa, Il pescatore, La guerra di Piero, Via del Campo, Don Raffaé, Amore che vieni amore che vai, Il testamento di Tito, Amico fragile, Il suonatore Jones, Smisurata preghiera, Anime salve… Sono solo alcuni dei brani più famosi e apprezzati di De André, ma fu una magistrale interpretazione dell’ormai celeberrima La canzone di Marinella da parte di Mina – per l’album “Dedicato a mio padre”, pubblicato dalla cantante nel 1967 – a farlo conoscere al grande pubblico (i due avrebbero poi inciso lo stesso pezzo insieme, come duetto, nel 1997). Il resto è storia, ed è un pezzetto di storia bellissima e irripetibile della musica italiana che, per fortuna, a 20 anni dalla dipartita di Faber, non sembra sfuggire alla memoria collettiva.

Dalle scorribande con l’amico Paolo Villaggio tra i caruggi di Genova al rapporto con Luigi Tenco, dall’interesse per la politica che lo portò a definirsi un anarchico all’alcolismo superato grazie a una promessa strappatagli dal padre sul letto di morte, dalla paura di esibirsi dal vivo superata con un concerto alla Bussola nel 1974 cui, per la gioia dei fan, ne sarebbero seguiti molti altri, fino alla ricerca di un contatto con la natura e il lavoro agricolo in Sardegna, la vita e la carriera del cantautore ligure sono state sviscerate in ogni dove e in ogni modo.

In tutto questo c’è stato un rapimento: il 27 agosto 1979 De André e Dori Ghezzi – allora sua compagna, diventata sua moglie dieci anni più tardi – finirono nelle mani dell’anonima sequestri sarda, che li liberò quattro mesi dopo, tra il 21 e il 22 dicembre, dopo che fu versato il riscatto (550 milioni di lire circa). Sono trascorsi 40 anni da quell’episodio drammatico, che segnò profondamente l’animo di De André, uomo talmente guidato dal sentimento della pietas da arrivare a perdonare non i mandanti del sequestro, ma i suoi carcerieri («Noi ne siamo venuti fuori, mentre loro non potranno farlo mai», dichiarò). Un anniversario nell’anniversario, dunque. Il quarantennale del momento in cui il nostro Paese rischiò di perdere, ben prima di quanto sarebbe effettivamente accaduto, una delle sue menti migliori. Per fortuna non avvenne e oggi quella vicenda che ispirò il brano Hotel Supramonte ci racconta molto del clima dell’epoca, quando Faber, per le sue idee politiche, era sorvegliato dai servizi segreti.

Dori Ghezzi ha più volte ribadito che non ama che di suo marito si tratteggino «santini», perché santo il suo Fabrizio non era. Di certo il cantautore genovese ha saputo ritrarre con sguardo non allineato, lontano dai dettami del diffuso conformismo, la realtà che lo circondava. Inclusa la figura femminile, basti pensare a ritratti indimenticabili e anticonvenzionali come quelli di Maria, la madre di Gesù Cristo, da lui umanizzata nel disco La buona novella seguendo le tracce dei vangeli apocrifi, della Teresa di Rimini, la ragazza rimasta incinta del figlio del bagnino che dopo aver abortito sogna di scappare da una realtà che la soffoca. Senza dimenticare la trans brasiliana Fernanda Farias de Albuquerque, meglio nota come Princesa. O ancora, Bocca di rosa, donna dall’animo libertino che De André rese eroina dell’omonima canzone per smascherare l’ipocrisia che sempre si nasconde dietro a un «morbo» cui era profondamente allergico: il bigottismo. «Questo insistere nella mania occidentale, aristotelica, di distinguere il bianco dal nero, il vero dal falso, il buono dal brutto, forse non è esattamente l’aspirazione profonda dell’animo umano», sosteneva il musicista di Crêuza De Mä, per citare il capolavoro del 1984 realizzato con Mauro Pagani. Lo diceva parlando dei premi che lui stesso aveva ricevuto, ma quell’attitudine lo accompagnò in ogni attimo del suo percorso artistico e umano. Fino a quell’11 gennaio del 1999, quando si spense, lasciandoci orfani di una voce pregna di verità.

I 40 anni di AIDO ad Alessandria: iniziano gli eventi, di Lia Tommi

IN ALESSANDRIA 40 ANNI DI A.I.D.O. CON IL CUORE

La Sezione Provinciale di Alessandria festeggia 40 anni di sensibilizzazione alla cultura della donazione. Un anno di eventi “con il Cuore”.

Si inizia il 31 gennaio con la “CENA SOTTO UNA BUONA STELLA”, raccolta fondi in partnership con il ristorante stellato “i Due Buoi”.

Si prosegue con la mostra di Fabio Gagliardi che da il titolo a tutto l’anno di iniziative: “con il Cuore”.

Nell’atrio dell’Ospedale di Alessandria tra tanti cuori, dall’8 al 20 febbraio sarà esposto il quadro che verrà omaggiato a Papa Francesco nel corso dell’Udienza Generale del 20 marzo.

Il concerto del 1° Marzo è solo uno dei momenti musicali in programma.

Per informazioni: 3394297396

AIDO PROVINCIALE ALESSANDRIA
Via R. Wagner, 38/D
15121 Alessandria

Tel: 339.4297396 – 339.8512631
E-mail: alessandria.provincia@aido.it

40

” Volare si può “, di Lia Tommi

Sabato 19 gennaio 2019 alle ore 18:00 , evento di Zonta Club Alessandria all’Hotel “Alli Due Buoi Rossi ” , in via Cavour, 32, Alessandria

Si può volare pur non vedendo e anche bene. Zonta Club Alessandria festeggia l’Amelia Earhart Day con Sabrina Papa, prima pilota italiana non vedente. Ci racconterà la sua esperienza insieme agli istruttori di volo Cristina Specia e Erich Kustatscher della pattuglia acrobatica WeFly! Con loro la straordinaria Donatella Ricci, detentrice del record mondiale di volo con autogiro.
Conferenza aperta al pubblico.

Nell’occasione ingresso di nuove socie Zonta e Le Rose Gialle di Alessandria.
Segue cena su prenotazione ( euro 40,00 al ristorante stellato i due Buoi – chiamare entro il 15 gennaio 3398512631 opp 3394297396)

“CON I PIEDI NEL FANGO” di Carofiglio ad ACSAL, di Lia Tommi

Gianrico Carofiglio presenta il libro “Con i piedi nel fango”, all’ associazione Cultura e Sviluppo di piazza De André, Alessandria , martedì 15 gennaio , dalle 20 alle 22.

Dopo la pausa natalizia, riprendono le attività culturali dell’Associazione Cultura e Sviluppo. Nella prima conferenza del 2019, che avrà luogo in un giorno e un orario inusuali (martedì 15 gennaio, alle ore 20), si avrà modo di incontrare un relatore di particolare prestigio, ossia il dottor Gianrico Carofiglio.

Magistrato, già senatore della Repubblica e autore di numerosi libri – racconti, romanzi, saggi – tradotti in tutto il mondo, nel 2018 Carofiglio ha pubblicato, con Jacopo Rosatelli, dottore di ricerca in studi politici e professore nelle scuole superiori, un piccolo ma molto denso volume intitolato “Con i piedi nel fango. Conversazioni su politica e verità” (edizioni Gruppo Abele).

Proprio a partire da questo loro appassionato e appassionante “dialogo”, si discuterà con i due autori sul rapporto complesso tra politica e verità, sulla dimensione etica dell’impegno pubblico, sul nostro presente particolarmente incerto e sulla necessità di agire in modo responsabile verso un orizzonte di valori e ragioni condivise.

 

Franco Rangone, un crooner tra Bormida e Tanaro, di Lia Tommi

Alessandria: Sabato 12 gennaio, alle ore 22 ,” Franco Rangone, un crooner tra Bormida e Tanaro “,
all”Isola Ritrovata di via Santa Maria di castello 8, Alessandria

Franco Rangone con la sua voce calda e pastosa ripropone, in modo personale e accattivante, canzoni di Frank Sinatra e non solo, non dimenticando i grandi interpreti della musica italiana e accarezzando l’animo dell’ascoltatore.

Biografia:
Nasce ad Alessandria.
Inizia a 4 anni a muovere le manine sulla fisarmonica e a canticchiare.
Giovanissimo partecipa come fisarmonicista a spettacoli di arte varia per bambini:
1952, alla festa dell’Epifania, all’asilo del Cristo;
1953, Carnevale al cine-teatro Aurora della Pista.
Alla ricerca di sempre nuove conoscenze musicali e strumentali sperimenta anche la batteria ed esordisce, ancora adolescente, a maggio 1956 con l’orchestra Caballeros al Dandini Sport di Solero
Con l’orchestra Caballeros suona nelle estati del 1957, ‘58 e ‘59, iniziando anche a interpretare le prime canzoni.
Negli anni ‘59-’60 collabora dapprima con I Novelty e poi con il complesso The Lucciola Boys.
Nel 1961 collabora con il quintetto Paolo Barosso, con cui partecipa il 24 aprile alla trasmissione radiofonica “Il Buttafuori” al Teatro Virginia Marini.
Nel settembre 1962, a Castrocaro Terme partecipa, posizionandosi tra i primi concorrenti, a “Voci nuove per Sanremo” con la canzone “Viaggio in fondo al mare.”.
Continua a collaborare con formazioni musicali locali e nel luglio 1963, sfiora la finale di Castrocaro Terme con “Bambola”.
Nell’ambito della manifestazione “Gagliaudo d’oro” riceve il “Cigno d’argento”quale migliore promessa alessandrina in campo musicale .
Torna a Castrocaro per la terza volta, raggiunge la finale e canta la canzone “Ritornerai” e ottiene un contratto con la casa discografica Meazzi di Milano.
Aprile 1965, con l’orchestra di Gianni Fallabrino e con il coro 4+4 di Nora Orlandi, incide ” l’estate che verrà”, sigla della trasmissione radiofonica “Un disco per l’estate” che risulterà una delle canzoni più “gettonate” dell’anno.
Nell’ottobre del ‘65, si esibisce a “Un pretesto per cantare” e “Un carnet di musica”.
Nello stesso mese, con “Sei così” partecipa al 9° “Festival della Canzone Italiana” a Zurigo, insieme ad un pool di famosi cantanti italiani tra cui Nunzio Gallo e Rita Pavone e il concittadino – altro astro nascente – Don Mico.
La sua interpretazione piace cosi tanto che lo richiamano a Lugano in novembre per la trasmissione TV “Il canzoniere”.
Nella prima meta degli anni ’60, il Dollar Club diventa il momento jazz alessandrino e Franco ne è un protagonista di spicco accanto a numerosi nomi di fama, soprattutto Gianni Coscia, Dino Piana e Gianni Basso (ed altri: Glauco Masetti, Jimmy Pratt, Gil Cuppini, Franco Tonani, Leonello Bionda, Oscar Valdambrini).
La sua capacità di bassista jazz lo allinea con i conterranei più famosi, ma la voglia di cantare è sempre predominante.
Non è bastato il diploma di contrabbasso al conservatorio a fargli fare la scelta del concertista jazz piuttosto che del cantante.

A primavera del ‘66 incide il secondo disco: Arrivederci a settembre e Matti per amore (testo dell’amico Ugo Boccassi). Anche queste canzoni sono tra le più ascoltate nei programmi RAI.
A giugno del ‘66 consolida il suo successo alla 2ª “Mostra Internazionale di Musica Leggera”, trasmessa in TV come “Gondola d’argento”. Guadagna l’accesso alla finale, al cui spettacolo prendono parte cantanti del calibro di Renato Rascel, Ornella Vanoni, Bruno Lauzi, Mina e Gino Paoli: interpreta per l’occasione “Mezzanotte a Venezia”.
Con la sua voce calda, ammiccante e grintosa all’evenienza, Interpreta brani ritmati e spesso si abbandona all’improvvisazione (e qui ricordiamo i suoi trascorsi jazzistici),coinvolgendo ed entusiasmando il pubblico.

Con il complesso I Musici si esibisce dal ’65 alla fine del ’73 nei migliori locali della Provincia, Piemonte, Lombardia e Liguria.

Dopo una breve permanenza nell’orchestra di Don Kino e gli Amici, nel ’75 è presente nei Cardinal, con i quali collabora intensamente; nonostante la lisciomania, una parte di canzoni che interpreta sono spiritose e ricche di improvvisazioni, gradevoli al pubblico. Con il complesso sopra citato, dal ’74 al ’77, incide 3 musicassette in vernacolo alessandrino (canzoni e poesie scritte dal grande e compianto Gianni Fozzi) con relativi spettacoli nei vari locali e teatri della Provincia, quindi, nel tempo, registra altre 4 musicassette create da Fozzi per Cantuma Lisòndria con l’intervento di Gianni Coscia. Il rapporto con i Cardinal finisce a dicembre del 1981.
A gennaio dell’82 abbandona la sala da ballo; la sua attività artistica professionale diventa amatoriale e si esibisce in club privati, concertini e piano bar. Fa coppia fissa con Roberto Vergagni e collabora con tanti altri musicisti. Importante la sua partecipazione al gruppo musicale “Stoneboys “, con cui si esibisce spesso nella zona di Alessandria.

HUMANITARIAN EXPERIENCE, di Lia Tommi

Alessandria: “Al nostro recente viaggio in Nepal abbiamo voluto dare un nome che esce dalle frontiere, che sa di internazionale: HUMANITARIAN EXPERIENCE; ma di concreto ci siamo sempre noi di PASSOdopoPASSO.” Barbara, Manuela, Roberta, Davide,Emilio, Enrico, Giorgio e Roberto compongono il team che tra ottobre/novembre 2018 si è recato in Nepal e ha realizzato questa esperienza.

” Siamo tornati dagli amici nepalesi e dai bambini della “nostra” scuola di Nuwakot, ogni volta ci aspettano per darci il loro spontaneo e caloroso benvenuto, noi abbiamo contraccambiato portando il vostro abbraccio, in particolare dei bambini e ragazzi delle nostre scuole di Alessandria, Sale, Solero e Cremona che si stanno prodigando in tutti i modi per portare sostegno concreto “, proseguono i protagonisti.

L’esperienza umanitaria è proseguita con un trekking nella valle del Langtang,dove nel 2015 il villaggio è stato seppellito da una frana causata dal terremoto: la forza di un popolo che non ha abbandonato la sua terra, ricostruendo pietra su pietra la propria casa. Un luogo poco battuto dal turismo dove si respira l’aria del vero Nepal, montagne di oltre 7000 mt. che riempiono il cielo e fanno respirare l’aria sottile delle cime himalayane.

Foto, video e testimonianze dei protagonisti saranno presentati venerdì, 11 gennaio 2019 alle ore 20:45 al Teatro Parvum in Via Mazzini, 85 (Alessandria) in una serata di condivisione e racconti.

Il recupero della Chiesa di Gardella. Appello di Città Futura, di Lia Tommi

Alessandria: L’ex Consigliere Comunale e attuale Presidente dell’Associazione Città Futura, Renzo Penna, intende sensibilizzare le autorità competenti e i candidati alle elezioni regionali sulle condizioni precarie in cui versa la piccola chiesa dell’ex Sanatorio Borsalino, che risulta essere la prima opera completa e ufficiale realizzata da Gardella, negli anni Venti.
Il Sanatorio “Teresio Borsalino”, colpito dalla disastrosa alluvione del novembre 1994, è stato completamente ristrutturato dalla società “Borsalino 2000” e trasformato, a partire dal dicembre 2006, in un Centro riabilitativo.

Purtroppo nei lavori di ristrutturazione non è stata inserita la piccola chiesa realizzata da Ignazio Gardella e oggi la struttura, oltre a risultare inagibile, presenta parti pericolanti.
Un vero peccato perché la piccola chiesa rappresenta un originale gioiello architettonico.
In particolare della struttura meritano di essere considerati la pianta che ha un’insolita forma di parabola, la torre campanaria che, partendo dal portale centrale, si innalza come semplice traliccio stilizzato e, inoltre, la bicromia che differenzia il
basamento dalla fascia alta della costruzione.

Della necessità di intervenire per riportata alla originaria solidità e bellezza l’opera prima di Ignazio Gardella si è discusso in Consiglio Comunale nella primavera del 2017, in occasione della presentazione di una interpellanza proprio di Renzo Penna. In tale occasione l’assessore alla Cultura Vittoria Oneto si impegnò a contattare la Regione Piemonte, proprietaria della struttura.

Con le elezioni comunali, afferma Renzo Penna, vi è stato il cambio dell’Amministrazione e ora tocca all’Attuale Sindaco e alla sua Giunta farsi carico del bene.

In previsione delle prossime Elezioni regionali e nel generale interesse della città di Alessandria non dovrebbe essere difficile impegnare i candidati alla presidenza della Regione Piemonte ad inserire tra i loro programmi il pieno recupero della piccola chiesa di Gardella e il suo utilizzo in favore di coloro che, a diverso titolo, frequentano il Centro che di tutti gli altri cittadini.

“Dialettando” al Museo Etnografico della Gambarina, di Lia Tommi

Alessandria: Il 18 gennaio 2019, a partire dalle ore 21, si terrà al Museo Etnografico della Gambarina , ad Alessandria, l’ evento “Dialettando” – Voci dal Nord, Voci dal Sud – una serata di lettura di poesie e racconti e canzoni popolari nei vari dialetti italiani.

La serata sarà dedicata ad alcuni aspetti della tradizione letteraria in dialetto attraverso il tempo, lo spazio, e i vari generi ( poesia, teatro, prosa narrativa, canzone popolare).

Sarà un’occasione di riflessione sulla natura e la funzione dei dialetti, alla luce della riscoperta, da qualche tempo, della produzione letteraria dialettale.
Infatti, mentre i dialetti tendono a scomparire dal linguaggio parlato di tutti i giorni, si assiste a una crescita del loro prestigio culturale, in alternativa al linguaggio standardizzato della comunicazione quotidiana, influenzata dalla pubblicità e dalla televisione.

Intento delle organizzatrici e conduttrici Cristina Saracano e Lia Tommi e della loro Associazione Culturale “ La città delle Vittorie “ è quindi quello di tutelare il patrimonio culturale contenuto nella letteratura dialettale e nella canzone popolare.

Le letture saranno eseguite da ospiti provenienti da varie zone d’Italia e, a piacere, da intervenuti nel pubblico che avranno scelto un brano da condividere, previa segnalazione al proprio arrivo, allo scopo di predisporre la scaletta .

I momenti musicali saranno curati da Dario Deamici e Alberto Carughi e prevedono l’esecuzione di note canzoni popolari.

39esimo anniversario dell’omicidio di Piersanti Mattarella, di Lia Tommi

“Trentanove anni fa, la mano assassina di Cosa Nostra colpiva a morte Piersanti Mattarella. Un uomo con la schiena dritta, che ha pagato con la vita il coraggio di sfidare la mafia semplicemente per seguire la propria coscienza di persona onesta“. Lo ha detto il presidente del Senato Elisabetta Casellati ricordando Piersanti Mattarella, presidente della Regiona Siciliana, ucciso il 6 gennaio del 1980. “Nella politica, nelle istituzioni, come nella società civile, il nostro Paese- ha aggiunto Casellati- ha più che mai bisogno di persone perbene che lottino per una società più giusta, più sicura, più libera, senza nascondersi e rifuggendo dall’indifferenza e dall’egoismo. Anche a distanza di decenni, Piersanti Mattarella, in questo senso, resta un esempio tragicamente illuminante”.

La matrice dell’agguato Mattarella riconduce ad un’asse mafiosa- terroristica neofascista, che vedrebbe coinvolti i Nuclei armati rivoluzionari. Il fratello del Capo di Stato fu ucciso perché andava fermata l’azione di rinnovamento politico.

Mattarella è stato ricordato oggi a Castellammare del Golfo, dove giacciono le sue spoglie, e a Palermo, in via Libertà, luogo in cui venne ucciso.

A febbraio inoltre, partiranno le riprese del film sulla strage Mattarella.

La storia magica e poetica della Befana, di Lia Tommi

La storia della befana inizia nella notte dei tempi e discende da tradizioni magiche precristiane. Il termine “Befana” deriva dal greco “Epifania”, ovvero “apparizione” o “manifestazione”. La Befana si festeggia, quindi, nel giorno dell’Epifania, che solitamente chiude il periodo di vacanze natalizie.

La Befana è rappresentata, nell’immaginario collettivo, da una vecchietta con il naso lungo e il mento aguzzo, che viaggiando su di una scopa in lungo e in largo, porta doni a tutti i bambini. Nella notte tra il 5 e il 6 di gennaio, infatti, sotto il peso di un sacco stracolmo di giocattoli, cioccolatini e caramelle (sul cui fondo non manca mai anche una buona dose di cenere e carbone), la Befana vola sui tetti e, calandosi dai camini, riempie le calze lasciate appese dai bambini. Questi, da parte loro, preparano per la buona vecchina, in un piatto, un mandarino o un’arancia e un bicchiere di vino. Il mattino successivo, oltre ai regali e al carbone per chi è stato un po’ più cattivello, i bambini troveranno il pasto consumato e l’impronta della mano della Befana sulla cenere sparsa nel piatto.

Come dice la famosa filastrocca “La Befana vien di notte con le scarpe tutte rotte col cappello alla romana viva viva la Befana!”, la Befana indossa un gonnellone scuro ed ampio, un grembiule con le tasche, uno scialle, un fazzoletto o un cappellaccio in testa, il tutto vivacizzato da numerose toppe colorate.

Nella tradizione cristiana, la storia della befana è strettamente legata a quella dei Re Magi. La leggenda narra che in una freddissima notte d’inverno Baldassare, Gasparre e Melchiorre, nel lungo viaggio per arrivare a Betlemme da Gesù Bambino, non riuscendo a trovare la strada, chiesero informazioni ad una vecchietta che indicò loro il cammino. I Re Magi, allora, invitarono la donna ad unirsi a loro, ma, nonostante le insistenze la vecchina rifiutò. Una volta che i Re Magi se ne furono andati, essa si pentì di non averli seguiti e allora preparò un sacco pieno di dolci e si mise a cercarli, ma senza successo. La vecchietta, quindi, iniziò a bussare ad ogni porta, regalando ad ogni bambino che incontrava dei dolcetti, nella speranza che uno di loro fosse proprio Gesù Bambino.

Una figura, quindi, magica e poetica per i bambini. Una tradizione della nostra cultura che andrebbe rispettata, quanto il presepe o i canti natalizi, e non svuotata di significato con festeggiamenti inappropriati.

Un libro dedicato a Coppi uomo: “La mia vita con Fausto”, di Lia Tommi

Alessandria: Venerdì 11 Gennaio 2019 alle ore 18, in Alessandria, via Tortona 71, presentazione del libro di LUCIANA ROTA, “LA MIA VITA CON FAUSTO”.
Interventi dell’autrice Luciana Rota, di Roberto Livraghi e Mimma Caligaris, moderatore Fabrizio Priano, Presidente dell’Associazione Culturale Libera Mente-Laboratorio di Idee.

Il primo evento in Alessandria per commemorare i 100 anni dalla nascita del Campionissimo.

Un ritratto di FAUSTO COPPI, come uomo, marito e padre prima che campione, tratto dai diari di Bruna COPPI, sua moglie per tutta la vita.
Durante la presentazione saranno esposte alcune biciclette storiche su cui ha  corso Fausto Coppi.

Sarà visibile anche la mostra fotografica “I portacolori della SIOF” curata da Mario Didier, realizzata nell’anno del #Giro100 e a 150 anni dalla storia documentata della prima bicicletta giunta in Italia ad Alessandria 1867.

Un viaggio retrospettivo negli anni Cinquanta fatto di ricordi sportivi e umani, quando Pozzolo pedalava per Fausto Coppi e i suoi Gregari. Nel 1950 nasce con la direzione tecnica del massaggiatore Biagio Cavanna il gruppo sportivo sponsorizzato dalla Società Italiana Ossidi Ferro. Uno dei primi sponsor extra settore del ciclismo agonistico.
A quell’epoca la Siof non era soltanto una fabbrica che dava lavoro ai pozzolesi. In via Garibaldi ci si andava per portare a casa la pagnotta, ma anche per partecipare con la famiglia, ad ogni livello, alle attività culturali e sportive del cosiddetto Dopolavoro. La Siof, fondata nel 1923, era il cuore pulsante del paese grazie a quel moderno “paternalismo” aziendale dei lungimiranti imprenditori Locatelli, Mazzoleni e Zanella: lì si facevano i colori (secondo una formula chimica studiata dal professor Guido Rota), lì si cantavano le canzoni, si faceva teatro, si organizzavano le gite e i viaggi fuori porta.
La mostra fotografica a cura di Mario Didier nasce al Bar Centrale di Piazza Italia, “il Bar di Ugo”, un luogo che è rimasto identico nel tempo, dalla particolare atmosfera retrò, che ha anche ispirato un romanzo di successo , edito Rizzoli: “L’ultimo gregario “, di Pier Bergonzi. Lì dove si fermava a bere un caffè un certo Gino Bartali, senza paura di incontrare quegli accaniti angeli di Coppi e i loro tifosi, tutti PortaColori della Siof.

Seguirà aperitivo.

Il compleanno di Celentano, di Lia Tommi

“C’è Celentano”: ieri sera su Rai 2 l’omaggio dedicato ad Adriano Celentano per l’81esimo compleanno.

L’artista  è  infatti nato il 6 gennaio 1938 a Milano,  nella via Gluck,  vicino alla Stazione Centrale.

Alla vigilia del suo compleanno, è andato in onda su Rai 2 e in simulcast su Radio 2 “C’è Celentano”, l’omaggio ad uno dei più grandi protagonisti italiani della musica e non solo. Un biglietto di auguri speciale per ripercorrere gli ormai oltre 60 anni di attività, e raccontare il Celentano interprete e autore musicale di brani memorabili, ma anche il rivoluzionario e l’innovatore, in momenti diversi della storia musicale italiana.

Non è mancato il Celentano impegnato e attento alle tematiche legate alla salvaguardia dell’ambiente; e poi l’Adriano idolo e interprete anche cinematografico, spesso attore/autore di se stesso, l’Adriano cantore dell’amore e dell’universo femminile… E, infine, una particolare sottolineatura , con la sua “celentanità”, ovvero quell’insieme di comportamenti, modi di porsi, ribaltamenti di senso, spiazzamenti dell’interlocutore, fino ad un vero e proprio linguaggio del corpo completamente originale che fanno, dai suoi esordi ad oggi, di Adriano Celentano un fenomeno culturale e di costume in continua trasformazione.

Entro la fine di gennaio 2019, data di debutto ancora da definire, Adriano Celentano sarà protagonista della serie animata di Canale 5, Adrian. Il progetto ideato, scritto e diretto dal “molleggiato”, racconta di un futuro lontano in cui dispotismo, corruzione e omologazione la fanno da padrone. La realizzazione della graphic novel ha richiesto ben sette anni e la collaborazione di grandi nomi: i disegni sono del fumettista Milo Manara, mentre la colonna sonora è stata affidata al premio Oscar Nicola Piovani (La vita è bella). I testi, infine, sono supervisionati dallo scrittore Vincenzo Cerami.

Buon compleanno, grande Adriano!

Precisazioni su accertamenti TARES 2013, di Lia Tommi

TARES 2013
Precisazioni sui provvedimenti di accertamento inviati nei giorni scorsi

L’Ufficio Tributi del Comune di Alessandria sta offrendo ai cittadini contribuenti la massima disponibilità, anche telefonica, per dare riscontro e chiarimenti in merito ai provvedimenti inerenti la TARES 2013 inviati nei giorni scorsi.

«Si tratta di un’importante azione — dichiara Cinzia Lumiera, Assessore comunale al Bilancio ed Entrate Tributarie di Alessandria — che abbiamo intrapreso nella consapevolezza di quanto sia necessario pervenire al più presto ad un allineamento di tutti i dati informativi nelle banche-dati comunali di pertinenza dell’Ufficio Tributi affinché gli utenti paghino esclusivamente solo quanto di propria competenza, evitando il perdurare di incongruenze pregresse.
Dall’analisi delle pratiche lavorate, a seguito ricevimento dei contribuenti, previo appuntamento telefonico, sono infatti emersi alcuni errori, sia derivanti dagli aggiornamenti non completi della banca-dati tributaria, sia dall’aggiornamento delle operazioni catastali effettuato dall’Agenzia delle Entrate–Ufficio del Territorio.
Per questo, ritengo necessario appellarmi alla cittadinanza per vivere le attuali procedure di accertamento, pur nel disagio che possono provocare, come un momento di “alleanza civica” che veda sia l’Amministrazione Comunale, sia i contribuenti stessi condividere il medesimo obiettivo: quello della predisposizione di una fotografia realistica, equa e corretta della realtà su cui debbano insistere i tributi locali».

A tal proposito, l’Ufficio Tributi del Comune di Alessandria precisa quanto segue:

Accertamenti per omesso pagamento:

 si invitano i contribuenti, i quali hanno ricevuto l’avviso di accertamento relativo alla TARES 2013 e che ritengano di aver pagato, di trasmettere all’Ufficio Tributi le relative ricevute anche per gli anni successivi, sino all’anno d’imposta 2017, al seguente indirizzo Pec comunedialessandria@legalmail.it oppure alla mail tributi@comune.alessandria.it, al fine di correggere gli eventuali errori di accertamento. In questo caso, l’Ufficio Tributi provvederà all’annullamento o rettifica degli accertamenti in sede di autotutela.

 nel caso abbiano effettuato il versamento in capo a soggetto diverso dal denunciante, si invitano i contribuenti i quali hanno ricevuto l’avviso di accertamento relativo alla TARES 2013 e che ritengano di aver pagato, di trasmettere all’Ufficio Tributi le relative ricevute anche per gli anni successivi, sino all’anno d’imposta 2017, al seguente indirizzo Pec comunedialessandria@legalmail.it oppure alla mail tributi@comune.alessandria.it, al fine di correggere gli eventuali errori di accertamento. In questo caso, l’Ufficio Tributi provvederà all’annullamento o rettifica degli accertamenti in sede di autotutela.

Accertamenti per infedele denuncia per metratura su planimetria:

 si invitano i contribuenti, i quali hanno ricevuto l’avviso di accertamento relativo alla TARES 2013 per infedele denuncia e che non hanno modificato la configurazione immobiliare rispetto a quella denunciata, ad esibire la planimetria corrispondente all’attuale situazione dell’unità immobiliare.
In questo caso l’Ufficio Tributi provvederà all’eventuale rettifica dell’avviso di accertamento.

Per la creazione degli atti sopracitati, si è proceduto ad un incrocio tra la banca-dati del Catasto e la quella della tassa rifiuti, nel rispetto della Legge che dispone che non si deve iscrivere meno dell’80% della superficie catastale, al fine di controllare e adeguare le superfici iscritte a ruolo per la tassa rifiuti (art. 1, comma 183, legge 27 dicembre 2006 n. 296 “Finanziaria 2006”)

Da questo incrocio si possono verificare le seguenti situazioni:

1) l’80% della superficie catastale comprende anche la superficie della cantina regolarmente iscritta ai fini della tassa rifiuti. In questo caso dopo verifica su planimetria, si procede all’annullamento dell’avviso di accertamento;
2) l’80% della superficie catastale, dopo verifica su planimetria, corrisponde esattamente alla sola abitazione, per cui l’accertamento è corretto e si invita l’utente a effettuare il pagamento di quanto notificato;
3) l’80% della superficie catastale, dopo verifica su planimetria, corrisponde esattamente alla sola abitazione, ma l’utente dimostra di aver portato, agli uffici competenti, tutta la documentazione (planimetria e visura catastale) al momento dell’iscrizione ai fini della tassa rifiuti. In questo caso si procede all’eliminazione delle sanzioni mantenendo in essere solo il recupero del maggior tributo, con interessi e spese di notifica.

Per appuntamento, si invita a contattare i seguenti numeri telefonici:

0131/515788 – 515785 – 515751 – 515525 – 515545 – 515541

Si rammenta infine di rivolgersi alla Agenzia delle Entrate Riscossione, sita in Spalto Gamondio n. 1 di Alessandria qualora, per l’anno d’imposta 2018, non sia stato effettuato il versamento parziale o totale della TARI.

IL BLOG DI FRANSISCA

poesie e racconti

Amabili Letture

I "Se" e i "Ma" fermano la vita, i "Forse" donano una promessa e gli "Ora" e "Subito" conquistano il mondo. -A. M. D'Alò-

NINAESPOSITION

PRIMA DI CHIUNQUE ALTRO CI CREDO IO!!!

Dancard writer and much more..

#Books, #Histories, #Fantasy, #Social

alle sette

nientedimportante

Etiliyle © -poetry and photography ™

Etiliyle © - la poesia in una fotografia ™

prima della pioggia

Patrizia Caffiero

La vie d'une Maison®©di Assunta Mazzacane

wedding planner e piattaforma interattiva internazionale commerciale

gialloecucina

Non c'è nulla di più personale che leggere un libro!

la gilda dei lettori

"Uno scrittore non sceglie i suoi argomenti, sono questi ultimi a sceglierlo." Mario Vargas Llosa

wwayne

Just another WordPress.com site

giuseppecartablog

Tutto inizia da adesso

Il cielo tra le nuvole

"un viaggio tra i colori della vita"

Cap's Blog

La musica ha inizio dove finiscono le parole

El bosque silencioso

Es el blog literario de Antonio Pavón Leal

territori del '900

identità luoghi scritture del '900 toscano

ioinviaggio

Ti disegno un cuore per riempirlo di emozioni, ti disegno un sorriso perché tu sia felice, e due ali libere per volare via, ti coloro di blu trapuntato di stelle per amarti ogni notte guardando il cielo.

Laura Parise

Come le onde del mare... un moto perpetuo... perché la vita è un libro pieno di pagine bianche...

unbolt me

the literary asylum

Luca Cozzi

leggere, scrivere, emergere

Il mio cuore nudo

Poesia artigianale