LUCILLA – NO alla violenza contro le donne, di Marcella Nardi

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Alcuni anni fa ebbi l’onore di essere contattata per inserire una mia storia, che compare come racconto, nella mia prima antologia dal titolo “Grata Aura & Altri gialli medievali” (Amazon).

Insieme ad altri 32 racconti, il mio fu opportunamente accorciato da un regista. Per ogni storia un attore avrebbe avuto a disposizione 5 minuti per leggerlo.

Era una manifestazione, con raccolta fondi, per la lotta contro la violenza sulle donne.

Di seguito aggancio il testo ridotto. Chi avesse piacere a leggere il racconto originale, lo puo’ trovare nell’antologia da me pubblicata su Amazon.

Buona lettura

LUCILLA

“Lucilla, fai presto, dove sei?”, continuava imperiosa la voce di mia madre.
Non riuscivo a trovare la gatta. Mi era parso di vederla correre oltre lo steccato.
“Strano”, pensai”
A quest’ora, in genere, Batuffolo è più ligia di me. Sa che, prima di cena, mia madre le da il suo ultimo pasto della giornata”.

Poi…tutto accadde in un istante!
Sentivo i passi di mia madre, allontanarsi e il cancello posteriore era stranamente aperto. Avrei dovuto capire che c’era qualcosa d’insolito.
Sentivo la sventura lì, pronta a catturarmi e accelerai il passo. “Dov’era finita, Batuffolo?” pensai. Poi la vidi. Era impaurita.
Nell’istante in cui capii il perché: un sacco mi piombò addosso.
Due mani forti e ruvide mi presero e m’impedirono di urlare.
Il panico più profondo in un istante mi trasformò da adolescente in una giovane donna.
Così la mia vita a Ravenna era terminata.
Viaggiai, non so bene per quanto tempo viaggiai.
Terrore…ecco cosa avvertivo più di tutto.
Ricordo ancora i sobbalzi del carro su cui mi avevano caricato, ben nascosta sotto le coperte. Ogni volta che mi agitavo o cercavo di urlare, una mano mi picchiava.
Ci fermammo, credo, per tre notti.
In quelle condizioni, lo scorrere del tempo era più tiranno dei miei rapitori!
Sempre bendata, mi davano una ciotola con qualcosa di disgustoso da mangiare. Unico conforto era il calore del fuoco attorno a cui stavamo seduti. Dopo il pasto, gli uomini, con toni volgari, si raccontavano storie di scorribande e di violenze sulle donne.
Poi di nuovo sul carro, mentre il resto della banda dormiva.
L’ultima notte tentai di fuggire. Non l’avessi mai fatto! La punizione fu orribile.
Ancora oggi rimane indelebile nella mia mente.
Quell’essere volgare, che mi sorvegliava, mentre gli altri riposavano, mi prese con una brutalità inaudita. Il dolore della violenza che subii fu atroce, così come la nausea che provai per il fetore che emanava quell’uomo.
L’indomani il viaggio riprese e, quando il carro si fermò, mi fecero scendere; poi mi tolsero la benda.
Una luce intensa mi sferzò gli occhi. Era il sole!
Ed era anche una splendida chioma dorata di un giovane pulito, bello, elegante che rincuorò il mio animo ferito. La vista e il calore arrivarono a lenire i dolori del mio corpo.
Entrammo in un maniero.
Scendemmo un’infinità di scale e poi camminammo per una serie di cunicoli sotterranei. Arrivammo dinanzi alla porta di una cella e, senza tanti complimenti, fui gettata dentro. Sbattei la testa. Quell’enorme porta chiudeva un altro capitolo della mia vita.
Un donnone, dai modi rozzi, ma buona di cuore, ogni giorno mi portava una ciotola con qualcosa da mangiare, un secchio ed una pezza per lavarmi. Continua a leggere “LUCILLA – NO alla violenza contro le donne, di Marcella Nardi”

“VENDETTA”, l’ultimo caso del commissario Marcella Randi

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Di nuovo bentrovati,

alcuni di voi mi conoscono già. Sono italiana e da 10 anni vivo a Seattle, USA. Tra le mie tante passioni la più grande è quella dello scrivere romanzi e racconti. Al mio attivo, oltre a due premi nazionali, ho una serie poliziesca giunta al quinto caso, due romanzi mystery/storici e un romance/erotico.

Vendetta è l’ultimo caso affrontato dalla mia detective, Marcella Randi. Come potete notare sono io. Ho solo invertito le prime tre lettere del mio cognome.

Vendetta è un caso molto particolare…

Abbazia benedettina di Viboldone, luglio 2018. La violenta aggressione a suor Monica porta il commissario Marcella Randi indietro di circa settecento anni, attraverso la lettura di un manoscritto di quell’epoca. Tra le sue righe, forse, ci sono indizi e riferimenti per la cattura del malvivente.

Quell’antico libro sembra essere il diario privato di un ricco possidente con la passione per le investigazioni. Il manoscritto, i cui eventi risalgono al XIV secolo, parla, attraverso la “voce” di quest’uomo, delle sue indagini, non ufficiali, su un caso molto complesso: due omicidi e una morte sospetta e tre croci d’oro con rubini incastonati, proprio come quella rubata a suor Monica, durante l’aggressione.

Oltre ai fatti narrati, il libro è ricco di dettagli in merito alle interessanti, e talora moderne, considerazioni e metodi di quell’uomo di settecento anni fa. Al suo fianco c’è un altro personaggio di spicco, una donna… Gli eventi in esso narrati si svolgono nei pressi di Urbino, nel monastero di San Pietro in Cagli e nelle zone del contado circostante, sotto l’allora giurisdizione dei duchi di Montefeltro. La risoluzione del caso porta Marcella Randi a considerare come davvero, fin troppo spesso, fatti e persone non sono quello che sembrano.

Vi auguro buona lettura!

Marcella Nardi/Randi

 

Il mio amore per lo scrivere

 

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Cari lettori,

Sta per iniziare il mio viaggio annuale di ritorno in Italia, il mio Amato & Bel Paese.

Vi lascio in compagnia dei miei romanzi.

Come lettrice, fin da piccola il mio genere preferito è sempre stato quello del mistero/crimine/poliziesco e storico

Come autrice… lo stesso.

Molti dei libri che vedete qui nell’immagine sono da un bel po’ tra i bestsellers per le loro categorie.

Vi lascio… per circa tre settimane… in buone mani, anzi… in buone pagine!

Ciao

Marcella

ANTARTIDE IL PIANETA BLU, dove l’Anima tocca l’Infinito… di Marcella Nardi

 

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Marcella – La viaggiatrice

Sono un ex-Informatico che più dei bit e dei byte, ama la vita e questo pianeta. Figlia di un veneto e di una tarentina, ho vissuto un po’ dovunque in Italia. Nel 2008 mi sono trasferita da Milano a Seattle, Stati Uniti. Non è stato facile, dopo una vita trascorsa nella mia nazione, prender tutto e andare via. Ma si sa… nella vita molte cose hanno un prezzo da pagare. Ho percorso in lungo e in largo questo magnifico pianeta con la macchina fotografica, da sempre mia instancabile compagna di viaggio. Clicca QUI per vedere un video realizzato con le piu’ belle tra le mie foto scattate in Antartide.

 Marcella – Il viaggio con l’Explorer della National Geographic

Il mio è stato un viaggio dal nord del mondo verso i confini meridionali del pianeta: cinque ore da Seattle per raggiungere Atlanta (Georgia, USA); dieci ore per arrivare a Buenos Aires e per fortuna lì abbiamo incontrato i nostri accompagnatori e gli altri “colleghi” di viaggio. Riposo di una notte con bellissima escursione cittadina a Buenos Aires. Il giorno dopo, zaino in spalla e via per Ushuaia, nella Terra del Fuoco: quattro ore di aereo. Con gli altri passeggeri, il 29 dicembre ci siamo imbarcati sull’Explorer della National Geographic. Tra i nostri accompagnatori c’era James Balog (quello del film documentario “Chasing ice”) e molti naturalisti che lavorano per la National Geographic. Il viaggio è stato un po’ come vivere nel bel mezzo di un documentario.

Abbiamo provato l’ebrezza di navigare nel famigerato Canale di Drake… Non è stata una passeggiata!

Il 31 dicembre abbiamo avvistato il primo e gigantesco iceberg che, solo soletto, ha fatto gli onori di casa: eravamo oramai quasi in Antartide. Ogni giorno facevamo due escursioni a terra con i naturalisti che ci spiegavano quello che stavamo vedendo, quasi sempre in lieta compagnia di pinguini e foche.

Ci siamo spinti oltre il Circolo Polare Antartico fino a Crystal Sound: 66’ 53’’. Poi il viaggio di ritorno.

Marcella e le sue emozioni nel Blu dell’Antartide

Lì, all’estremo Sud della Terra, la mia anima ha percepito emozioni fino allora inimmaginabili.

In quel Mondo sterminato,

un prorompente Silenzio,

una Luce accecante

e una Bellezza senza pari,

mi hanno fatto udire…

la melodia dell’Infinito!

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La mia America: Seattle, tra passato, futuro e natura, di Marcella Nardi

 

 

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Prima Parte – Di Marcella Nardi

Chi di voi già mi conosce, sa che sono italiana e che da dieci anni vivo a Seattle. Con questo articolo voglio parlarvi di Seattle: città moderna, tecnologica e cosmopolita, dagli splendidi profili vittoriani, le memorie degli insediamenti indiani, il bellissimo Space Needle, una costruzione degli anni 60 che si erge come un altissimo campanile visibile da numerosi sobborghi, ma anche un inaspettato sottosuolo dove la storia pare essersi fermata: Seattle Underground.

Il turista che sta per atterrare all’aeroporto internazionale di Sea-Tac rimane impressionato da questa metropoli dello stato di Washington ancor prima d’aver messo piede a terra. Seattle, la più grande città del nord ovest degli USA, gli appare in tutta la sua bellezza, circondata com’è dalla maestosa piramide di ghiaccio del monte Rainier a est e dalle montagne Olympic a ovest. Un magnifico scenario (oramai presente in molti film) è però anche quello della grande baia su cui si affaccia: il “Puget Sound”, come la chiamano i locali. Disseminata di svariate decine d’isole, una più bella dell’altra, la baia è collegata all’oceano Pacifico dallo stretto “Juan de Furca” tanto che, in linea d’aria, Seattle dista dal mare aperto circa 230 chilometri. Fu il capitano George Vancouver a scoprirne il canale e la baia nel 1792, gettando le basi per la colonizzazione europea nell’area.

Che temperature aspettarsi in questa metropoli a non più di 150 Km dal Canada? A dispetto di quel che potrebbe far pensare la latitudine, Seattle ha inverni miti grazie a una corrente calda del Pacifico che lambisce questo tratto di costa fino alle Montagne Rocciose. Le estati a Seattle sono fantastiche. Cieli blu e temperature che si aggirano dai 25 ai 35 gradi, e senza la tipica cappa di umido che tormenta il sud Europa da decenni. Le precipitazioni, sotto forma di pioggia e solo raramente di neve, sono abbondanti in particolar modo da ottobre a marzo, con qualche pioggerella d’estate che qui viene chiamata “mist”, acqua nebulizzata. La natura si mostra di un verde rigoglioso, con splendide ed alte conifere. D’estate ci si abbronza che è una bellezza, specialmente sulle rive di due dei molti laghi di cui la zona è ricchissima e che l’Ente dei Parchi ha provveduto a trasformare in attrezzatissime stazioni balneari. Non è un caso che da qualche tempo anche gli stessi americani stiano riscoprendo questi luoghi come località turistiche.

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Hawaii, dove profumi e colori catturano l’anima, di Marcella Nardi

 

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Prima di iniziare la lettura di questo articolo, se cliccate QUI vedrete un bel video con musica e foto scattate da me nel corso dei miei vari viaggi alle Hawaii.

Siamo oramai alle porte dell’autunno e per chi ancora non avesse prenotato le vacanze di Natale, ecco un bello spunto: l’arcipelago statunitense delle stupende isole Hawaii.

Non vi appesantirò con informazioni che potete trovare ovunque sulle guide turistiche. Vorrei trasmettervi le mie sensazioni durante i 3 viaggi in quelle isole, dal 2010 ad oggi.

Le Hawaii geograficamente fanno parte dell’Oceania e la popolazione nativa appartiene al ceppo polinesiano, gente simpatica e molto cordiale. Hanno il sole nel DNA e li trovate sempre con uno smagliante sorriso. Le isole maggiori sono otto, di cui due private.  La capitale è Honolulu, situata sull’isola di Oahu.

Grazie al clima tropicale e all’abbondanza di piogge e vulcani, godono di una bellissima vegetazione. Più di tutte, Kauai è un vero paradiso terrestre, dove girarono, e stanno nuovamente girando, i vari film della serie “Jurassic Park”.

Le Hawaii sono una meta ambitissima non solo per noi turisti, ma anche e soprattutto per surfisti, biologi e vulcanologi. Lo sapevate che molti termini scientifici relativi ai vulcani sono hawaiani, tipo Lava e Magma?

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