Franco Bonvini, sintesi di emozioni. Intervista a cura di Marcello Comitini

Dopo la biografia del  poeta Franco Bonvini, che trovate pubblicata a questo link
https://alessandria.today/2018/11/26/il-poeta-franco-bonvini-si-presenta-ai-lettori-di-alessandria-today/
Alessandria today ha il piacere di pubblicarne l’intervista.

Franco Bonvini
Franco Bonvini

Benvenuto, Franco!
Sono felice d’avere l’occasione di intervistarti e in particolare di presentarti ai lettori di Alessandria today. Devo subito sottolineare con piacere che, leggendo la tua biografia, si ha la gradevole sensazione di conoscerti bene perché hai la capacità di presentarti a cuore aperto. Questa intervista dunque non può avere altro scopo che consentire ai lettori di Alessandria today di approfondire la conoscenza delle tue attività letterarie e musicali.
Ho notato che la tua prima pubblicazione è avvenuta all’inizio di quest’anno 2018 . Hai iniziato a scrivere da giovane o da adulto? E com’è nata l’esigenza di scrivere poesie?

Questa è una gran domanda, e difficile. Ho iniziato da adulto, per non usare “anziano”, Già nonno ma non ancora in pensione come sono ora.
Non so se sia un’ esigenza, è nata leggendo poesie di grandi poeti ma anche di amici che mi hanno fatto conoscere questo mondo. Vedendo come riuscivano a descrivere emozioni che poi erano anche le mie.

Nella tua biografia affermi che non hai alcuna pretesa d’essere chiamato poeta. Tuttavia hai composto ben 529 poesie, come risulta dal sito La Recherche, che evidenzia anche 23 aforismi, 19 brani di narrativa, 27 riflessioni sui temi più diversi della vita. Non ti sembra di mostrarti eccessivamente modesto?

E’ vero, ho scritto parecchio ma all’inizio erano solo lì, alla Recherche, come fosse un mondo a parte, diverso dal mio, nel quale non sapevo se sarebbero state apprezzate.
Poi un giorno il mio batterista m’ ha “beccato” e gli sono pure piaciute, così ho cominciato a uscire un po’ su altri social, ancora non pubblico nella mia pagina fb però, solo su qualche gruppo di poesia o WordPress che ho aperto da quest’ anno. Continua a leggere “Franco Bonvini, sintesi di emozioni. Intervista a cura di Marcello Comitini”

Fabio Squeo, conoscenza e libertà. Intervista a cura di Marcello Comitini

Dopo la biografia del  poeta Fabio Squeo che trovate pubblicata a questo link
https://alessandria.today/2018/11/26/il-poeta-fabio-squeo-si-presenta-ai-lettori-di-alessandria-today/
Alessandria today ha il piacere di pubblicarne l’intervista.

Benvenuto, Fabio!
Sono felice d’avere l’occasione di intervistarti e in particolare di presentarti ai lettori di Alessandria today. Loro e io avremo così la possibilità di conoscerti meglio e di conoscere meglio il pensiero di un autore giovanissimo, che dimostra di essere già pienamente inserito nel tessuto culturale italiano.
Ho notato che a ventisei anni hai pubblicato la prima raccolta di poesie. Hai iniziato a scrivere da giovanissimo? E com’è nata l’esigenza di scrivere in versi?

Si, ho pubblicato la mia prima raccolta a ventisei anni;anche se, va precisato, che ho cominciato a scrivere i primi versi all’età di tredici anni. E’ stata la rivelazione improvvisa di un mondo fatto di sensazioni meravigliose, sogni e dolori resi più sopportabili da un dialogo interiore con me stesso. I primi versi scritti erano piuttosto timidi, discreti fino a quando entrai nella convinzione dell’importanza di scrivere poesie. Eppure non mi sono mai definito “poeta”, poiché – secondo il mio modesto punto di vista – ho sempre pensato che la poesia, intesa nel significato più alto e genuino del termine come “creazione, invenzione e composizione”(dal greco poiêsis che attiene a poièô) avesse sicuramente a che fare con Dio e le sue proprietà. C’è tuttavia un dato da non tralasciare: All’età di sedici anni nella mia classe di liceo leggevo le poesie ai compagni, e le declamavo nelle ore di ricreazione: ricordo che il professore di latino fece di tutto per dedicarmi un angolo poetico all’interno del giornalino della scuola. Fui felicissimo.

Esiste un nesso culturale tra te e la città dove vivi? Un nesso che si è forse concretizzato nella fusione di due mentalità (quella della cittadina dove vivi e quella che hai respirato frequentando le Università di Bari e di Lublino) ?

Certo. Trani, la mia città, è stata un rifermento per me. Passeggiavo spesso lungo le vie del porto, della cattedrale romanica e del castello e mi ritrovavo subito con me stesso. Formulavo domande sul senso della vita e sul reale bisogno di rispondere alle domande che accadevano in me e fuori di me. La mia vita mi ha permesso di viaggiare pur restando fermo. I luoghi che visitavo erano cornici di un quadro che in me si costituiva di volta in volta. E ho riscoperto la voglia di viaggiare, di studiare in Polonia, di apprendere una nuova lingua, proprio grazie alla lettura. Perché ho sempre pensato che il miglior viaggio è proprio la lettura, o comunque la letteratura e la filosofia. La Polonia è una terra straordinari. L’ho vissuta e la sto vivendo per motivi di studio: il verde è ovunque e le viole dei campi rigenerano continuamente il mio estro, la mia meraviglia. Continua a leggere “Fabio Squeo, conoscenza e libertà. Intervista a cura di Marcello Comitini”

Elisabetta Bagli, il futuro ha una speranza. Intervista a cura di Marcello Comitini.

Dopo la biografia della scrittrice e poetessa Elisabetta Bagli che trovate pubblicata a questo link
https://alessandria.today/2018/10/13/elisabetta-bagli-scrittrice-e-poetessa-si-presenta-ai-lettori-di-alessandria-today/
Alessandria today ha il piacere di pubblicarne l’intervista.

Benvenuta, Elisabetta!
Sono felice d’avere l’occasione di intervistarti e in particolare di presentarti ai lettori di Alessandria today. Loro e io avremo così la possibilità di conoscerti meglio e di conoscere meglio le tue attività, non soltanto quella letteraria.
Ho notato che indichi il 2010 come data del tuo esordio letterario. Hai iniziato a scrivere da giovane o da adulta? E com’è nata l’esigenza di scrivere?

Grazie a voi di Alessandria today per l’opportunità che mi avete dato con questa intervista per poter parlare un po’ del mio mondo e della mia attività di scrittrice.
L’esigenza di scrivere l’ho avuta da sempre. Sin da quando ero ragazza scrivevo pensieri, storie, la mia vita sul diario della scuola o su fogli sparsi e continuo a farlo. Ho sempre scritto solo per me e per una stretta cerchia di amici coi quali mi sono confrontata e consigliata su tanti aspetti. Otto anni fa, spinta da un mio amico che leggeva i miei scritti, decisi di partecipare a un concorso indetto da ilmiolibro.it. Arrivai in finale e presi coscienza che, forse, mi dovevo lanciare in questo mondo, tirar fuori me stessa, far sapere agli altri quel che ho da dire, cosa penso, cosa voglio, e passare anche dall’altra parte: da accanita lettrice quale ero, e quale sono tuttora, a scrittrice.

Esiste un nesso sentimentale e culturale tra te e le due città, quella italiana, dove sei nata e dove hai vissuto sino al 2002, e quella spagnola, dove vivi adesso? Un nesso che si è forse concretizzato nella fusione culturale di due mentalità diverse, e che è latente nel tuo poetare?

Un nesso soggettivo esiste senz’altro, sebbene Roma e Madrid siano città profondamente diverse, per storia, cultura, arte… e le persone che le vivono, anche se non si direbbe di primo acchitto, abbiano una mentalità molto divergente l’una dall’altra.
Roma, per me, è la mia casa, la città che mi ha visto nascere e fiorire, la città nella quale ho tutti i miei affetti e che conserva i miei primi passi in questo mondo poetico. Madrid è la mia città d’adozione, la mia seconda casa, la città nella quale sono maturata sia come donna che come scrittrice, la città che ha da subito accolto le mie espressioni poetiche e che ogni giorno mi regala emozioni e vita. Mi trovo a mio agio in entrambe le città, sia dal punto di vista personale che artistico, perché mi offrono panorami diversi nei quali si possono compenetrare gli elementi che costituiscono la mia poetica e la mia poesia. Infatti, ci sono poesie dedicate a Roma e ai miei ricordi nella città eterna, così come ce ne sono altre che costituiscono lo specchio della mia realtà madrilena e del mio vissuto in terra iberica. Entrambe le realtà sono in me e io in loro, indissolubilmente fuse, perché costituiscono la mia identità in continuo sviluppo. Continua a leggere “Elisabetta Bagli, il futuro ha una speranza. Intervista a cura di Marcello Comitini.”

Quarto Giorno, di Marcello Comitini

Quarto Giorno, di Marcello Comitini

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Marco Gallo scrittore. Competenza e cultura, intervista a cura di Marcello Comitini

Marco Gallo scrittore. Competenza e cultura, intervista a cura di Marcello Comitini

Marco Gallo

Marco ciao! E benvenuto su Alessandria today. È veramente un piacere ospitarti.

Ci vuoi raccontare chi sei, cosa fai nella vita oltre a scrivere e qualcosa della città dove vivi?

Sono nato e vivo a Roma, anche se la mia famiglia paterna è piemontese da molte generazioni di Monastero Bormida, posto dove ho passato bei momenti durante la mia infanzia e prima adolescenza e che visito ancora con piacere. Sono laureato in ingegneria informatica, altra passione, e lavoro in una azienda specializzata in tecnologie innovative. Sono sposato da oltre vent’anni con Paola e abbiamo un figlio di sedici anni, Federico. Chi sono? Bella domanda! Sicuramente c’è un pezzo di me in ognuna delle cose che scrivo. Il resto lo sto scoprendo strada facendo.

Quando hai iniziato a scrivere e cosa ti ha spinto a farlo?

Qualche anno fa rovistando tra le mie vecchie cose ho ritrovato un quaderno della quinta elementare. L’ho sfogliato e ho trovato un racconto, forse il primo che ho scritto nella mia vita. La cosa che ancora mi colpisce è che mia moglie e mio figlio ricordano ancora la frase finale con cui si concludeva. È stato però solamente un anno e mezzo fa che ho deciso di seguire un corso di scrittura creativa presso la scuola Omero di Roma e iniziare a scrivere con ordine frasi, pensieri dialoghi e poi racconti che da sempre componevo ma rimanevano nella mia testa.

Ci sono ore che prediligi nella giornata per scrivere?  Cosa provi quando scrivi?

Ho scoperto che la scrittura per me è quasi una necessità esistenziale. Tuttavia il mio compito quotidiano è di armonizzarla con le altre cose della mia vita quali famiglia, lavoro, amicizie, sport. Nella scrittura ci sono due momenti importanti nella giornata. La mattina, in quella fase in cui non dormo più ma non sono nemmeno completamente sveglio e la sera. La mattina è il momento delle idee, la sera è il momento per scriverle. Ci sono delle sere in cui le parole fluiscono con molta facilità, altre invece molto meno. Mi è capitato di svegliarmi in piena notte con un’idea e passare un paio d’ore a scriverla oppure tirare fino a notte fonda per concludere una storia, oppure riscriverla. I fine settimana sono anche un buon momento per scrivere. Per me scrivere è come avere in mano il timone di una barca a vela in cui sono il solo passeggero e il mare è uno spazio che continua dentro di me. Continua a leggere “Marco Gallo scrittore. Competenza e cultura, intervista a cura di Marcello Comitini”

Gita alla Tuscia, di Marcello Comitini

Tuscia

Dopo una giornata a camminare nei boschi
tra gli alberi rossi del colore dell’autunno,
tra ruderi etruschi e degli antichi romani
al tramonto mi siedo sfinito
al tavolo al centro di uno spiazzo
davanti a una taverna con gli ulivi intorno
e accanto un campo infestato dai gialli fiorellini d’artemisia
e campanule viola d’atropa bella donna.
Una vecchia con il volto crettato di pietà e dagli anni
con un grembiule bianco legato ai fianchi
versa lentamente un vino
che sobbolle nei tozzi bicchieri da osteria.
Piego il capo sulle mani socchiudo gli occhi attendo che s’acquieti
il suo profumo corposo.

La giovinezza è ancora mio appannaggio?
E lo struggente patimento d’amare la vita
sotto questo carico di anni e d’impalpabili macerie?

Il profumo del vino mi penetra nel sangue
allontana ogni opacità e timore.

Guardo le mani della vecchia ne seguo ogni suo gesto
le chiedo quale sorte
l’abbia condotta nei boschi della Tuscia.
Nessuna nostalgia per la terra abbandonata.
La mia casa – risponde – è ovunque ci sia
uva da vendemmiare, erba selvaggia da cogliere
e un uomo da amare. E mentre parla sorride
d’un sorriso triste pieno di ricordi, alcuni neri
come rondoni senza nido.

Porto alle labbra il bicchiere, gusto il caldo
e aspro sapore del vino che mi solleva
da ogni rimpianto. E penso che in basso mi attende
la mia auto lucida e rossa e l’abitacolo che profuma
delle donne che ho amato del calore dei loro corpi
come tana d’amore .
Per un attimo penso che persino la morte
non riuscirà mai a intaccare il calore del loro profumo.
La vecchia mi guarda dritto negli occhi e senza esitazione
toglie via il bicchiere vuoto

Bruno Pennasso, attore. Emozioni dietro le quinte. Intervista a cura di Marcello Comitini

Emozioni dietro le quinte. Intervista all’attore Bruno Pennasso a cura di Marcello Comitini

Alessandria today, dopo aver pubblicato la biografia dell’attore Bruno Pennasso che trovate a questo link:
https://alessandria.today/2018/08/25/bruno-pennasso-attore-si-presenta-ai-lettori-di-alessandria-today/

da Nel nome del padre 1 rit
Bruno Pennasso in “Nel nome del padre” di Luigi Lunari

è lieta di pubblicare l’intervista  gentilmente rilasciataci dall’amico Bruno.
Ma prima vorrei sottolineare quanto siano interessanti le sue risposte:
hanno il potere condurci oltre insospettate quinte.
Non quelle fisiche che vediamo nei palcoscenici del teatro, ma quelle che
celano l’uomo a
gli spettatori. 

Ciao Bruno! Innanzitutto, grazie di essere qui con noi!  Potresti presentarti brevemente? Raccontaci chi sei, cosa fai nella tua vita, quali sono le tue passioni.

Buongiorno! Grazie a te per avermi proposto questa intervista. Sono un po’ emozionato perché è una delle rarissime interviste che mi viene richiesta!
Chi sono… a volte mi sembra di essere don Chisciotte che combatte contro i mulini a vento!!! Nel senso che ho sempre creduto nell’Arte, quella vera, quella che costa fatica, quella che ha bisogno di studio e dedizione per essere espressa ma anche passione, amore e voglia di darsi al 100 %! E invece vedo intorno a me tanti cloni, tanti burattini che scimmiottano!

In che misura il tuo rapporto con la tua città ha influito o meno sulla tua formazione?

Quando ho iniziato a pensare di voler fare l’attore di professione (che brutta parola!) mi sono guardato intorno e ho scovato una piccola scuola di recitazione (era il 1969… una vita fa!), volevo iniziare dall’abc quindi dizione e primi rudimenti. Dopo i primi due anni fortunatamente uno dei docenti prese sotto la sua ala alcuni tra noi allievi –e la cosa mi inorgoglì non poco- per continuare il lavoro più seriamente. Da lì iniziai a pensare che era la mia strada e infatti frequentai la Scuola dello Stabile, poi sostenni i primi provini e, in seguito con l’incontro con Beppe Navello arrivò la prima Compagnia (Cooperativa Teatro Proposta). Quindi devo molto alla mia città che mi ha offerto quasi su un piatto d’argento quanto cercavo. Continua a leggere “Bruno Pennasso, attore. Emozioni dietro le quinte. Intervista a cura di Marcello Comitini”

Metamorfosi impossibile, di Marcello Comitini

Francesco Astiaso Garcia PENSIERI
Francesco Astiago Garcia, Pensieri

Pubblico questo racconto in esclusiva per i lettori di Alessandria today

di Marcello Comitini

Spesso mi capita di oziare per ore in attesa della parola esatta, dell’espressione più azzeccata, della frase più accattivante, quella che illuminerà con un lampo l’immagine che mi ronza nel cervello come un’ape che vaga in cerca del profumo di un fiore.

L’attesa non mi dispiace, ma ho un senso di fastidio per l’azzurro freddo delle pareti che mi chiudono fra le quattro mura del mio ufficio.

Una parete in verità è una grande vetrata che mi permette di guardare fuori. Mi dona addirittura la sensazione di trovarmi giù nella piazza deserta, sotto i suoi portici lungo uno dei suoi lati. È una piazza fredda e squallida. I palazzi che la circondano hanno finestre cieche i cui vetri bruniti nascondono le vite che si muovono dietro. Solo nei pomeriggi le luci fredde e oscure delle finestre animano le facciate, ma la piazza resta deserta nella penombra di fiochi lampioni.

All’ora di pranzo sono obbligato per contratto a lasciare tutto e uscire. Nessuno ha il permesso di curiosare negli uffici dei colleghi. Per motivi di sicurezza, l’accesso ai computer non può essere protetto da password, né le stanze di ogni copywriter possono essere chiuse a chiave. Quindi all’ora di pranzo tutti dobbiamo abbandonare il palazzo.

Quando esco dalla stanza non incontro nessuno, né sull’ascensore né all’ingresso principale. Vedo solo il custode, chiuso nella sua scatola di vetro, che sorveglia con occhi immobili e lo sguardo inaccessibile. Continua a leggere “Metamorfosi impossibile, di Marcello Comitini”

Giusi Contrafatto, poetessa siciliana si presenta ai lettori.

Giusi Contrafatto, poetessa siciliana si presenta ai lettori di Alessandria today.

di Marcello Comitini

Alessandria today è lieta di presentare ai propri lettori la biografia di Giusi Contrafatto,  poetessa e promotrice di attività letterarie e artistiche.

A questa breve presentazione farà seguito  una più articolata chiacchierata sotto forma di intervista.

Giusi nasce a Caltagirone il 25 giugno 1960, di madre Triestina e padre Milanese ( che  a sua volta è di origini calatine per padre e palermitane per madre). Vive a Milano fino al 1976. Successivamente si trasferisce in Sicilia nella città natale dove consegue il diploma di ragioneria.

Giusi contrafatto foto
Giusi Contrafatto

Già imprenditrice siciliana, attiva nell’azienda fondata a Milano dal nonno Giacomo, ha proseguito su quelle orme che recano la data dell’anno di grazia 1930 e che si perdono poi inesorabilmente inghiottite dalla più clamorosa crisi economica iniziata nel 2008.

Nella mescolanza delle diversità territoriali di origine si forma in lei un animo artistico, fantasioso e adattabile ad ogni nuova creazione di esistenza.

Ha realizzato in Sicilia come Sommelier AIS enogastronomico, eventi enoculturali di i rilievo.

Collabora con riviste e testate giornalistiche on-line curando pubblicazioni di editoriali.

In campo poetico, la sua prima poesia la annovera a nove anni, per un concorso bandito dal comune di Milano e indirizzato alle scuole elementari, con tema “la natura” e vi partecipa con la scuola elementare “Giovanni Pascoli”. Segue la scrittura di liriche e di piccoli racconti, che riportano frammenti di vita vissuta.

Ha pubblicato le raccolte di poesia “Forza d’Ali”, “Passi-Pedagogia del cuore”, “La brezza del soffio” ed è presente in diverse antologie nazionali e internazionali ma è poco avvezza alla partecipazione a premi letterari . Continua a leggere “Giusi Contrafatto, poetessa siciliana si presenta ai lettori.”

Marco Cazzella, scrittore di emozioni. Intervista a cura di Marcello Comitini

Intervista a Marco Cazzella, scrittore di emozioni.

Alessandria today, dopo aver pubblicato la biografia dello scrittore Marco Cazzella che trovate a questo link:
https://alessandria.today/2018/10/29/marco-cazzella-scrittore-si-presenta-ai-lettori-di-alessandria-today/

Marco cazzella bis
Marco Cazzella

ha il piacere di offrire ai suoi lettori la possibilità di approfondirne la conoscenza pubblicandone l’intervista.

Marco, ti porgo il mio benvenuto !
Sono felice d’avere l’occasione di intervistarti e in particolare di presentarti ai lettori di Alessandria today. Loro e io avremo così la possibilità di conoscerti meglio e di conoscere meglio la tua attività letteraria.
Aiutaci a conoscere il tuo mondo iniziando a parlarci della tua “amata Lecce” (come la definisci tu) e del rapporto culturale e sentimentale che intercorre tra te e lei.

Il rapporto che c’è tra me e la mia amata terra è molto sentimentale e nasce dall’infanzia dato che per una decina di anni ci sono cresciuto ed ho potuta ammirarla in tutto il suo splendore con i suoi archi, le sue chiese, le piazze ecc. Un luogo principalmente storico e culturale, ma anche di intrattenimento con la sua villa, pineta e svariati giardini. E dulcis in fundo le tantissime spiagge mete per i turisti dato che la mia città è nota per il Sole, il mare e il vento!

Scrivi poesie o racconti?

Io scrivo per lo più racconti di svariati generi che spaziano dall’epic fantasy, dalla fantascienza robotica e dall’young adult erotico.

Ho notato che nella tua biografia non parli di tuoi lavori pubblicati. È una tua volontaria omissione o tieni tutto gelosamente custodito nei tuoi cassetti?

Ho omesso nella biografia i miei lavori pubblicati che sono due perché volevo che in essa si parlasse di me in quanto persona, ma non sono assolutamente geloso delle mie opere anzi è mia intenzione mostrarle al mondo.

Hai iniziato a scrivere da giovanissimo? Com’è nata l’esigenza di scrivere?

Ho iniziato a scrivere fin dal primo momento in cui me l’hanno insegnato perché la mia mente istintivamente ha sempre creato storie dato che ho da sempre dovuto immaginare come fossero fatte le cose che non potevo vedere. Per questo, non potendole tenere tutte in testa per non implodere le ho riversate da prima su carta quando vedevo meglio e poi nel computer quando non riuscii più a vedere quello che mettevo per iscritto e naturalmente dopo aver imparato ad usare pc e sintetizzatore di voce. Continua a leggere “Marco Cazzella, scrittore di emozioni. Intervista a cura di Marcello Comitini”

Intervista a Elisabetta Mattioli, scrittrice. Eros e fantasia, a cura di Marcello Comitini

Intervista alla scrittrice Elisabetta Mattioli a cura di Marcello Comitini

Alessandria today, dopo aver pubblicato la biografia della scrittrice Elisabetta Mattioli che trovate a questo link
https://alessandria.today/2018/09/29/la-scrittrice-elisabetta-matttioli-si-presenta-ai-lettori-di-alessandria-today/ 

Elisabetta
Elisabetta Mattioli

ha il piacere di offrire ai suoi lettori la possibilità di approfondirne la conoscenza pubblicandone l’intervista.

Benvenuta,Elisabetta!
Sono felice d’avere l’occasione di intervistarti e in particolare di presentarti ai lettori di Alessandria today. Loro e io avremo così la possibilità di conoscerti meglio e di conoscere meglio la tua variegata attività letteraria.
Ci vuoi raccontare chi sei, dove sei nata, cosa fai nella vita oltre a scrivere?

Buongiorno a tutti, il nome della mia città natale, non è importante, non sono legata alle mie origini, ho viaggiato in lungo e in largo, per tutta la vita, ormai ho raggiunto la conclusione che il termine “casa” è relativo, sono una cittadina del mondo. Posso farti una piccola confessione : Dove vedo il mare sono felice e mi sento a casa.
Cosa faccio nella mia vita? Della serie… Vissi, d’arte, d’amore, di passione e viaggi!
E mare : amico, compagno ed amante.

Qual è il tuo rapporto con la città dove vivi?

Nessuno in particolare, è una città importante dal punto di vista storico, culturale e la sua università è la più antica del mondo. (così mi hanno raccontato).

Ho notato che la tua prima pubblicazione è avvenuta nel 2013 . Hai iniziato a scrivere da giovanissima? E com’è nata l’esigenza di scrivere e in particolare di scrivere poesie? C’è forse stato un episodio che ti ha spinto a scrivere?

Ho iniziato a scrivere quando ero piccola, avevo sette anni, partecipai ad un concorso promosso dalla scuola elementare che frequentavo, era un racconto abbinato ad un disegno e vinsi il primo premio. Andai a ritirare la medaglia in un Hotel della mia città (un albergo ancora esistente). A quel tempo ero assieme a mia nonna materna, è uno dei pochi ricordi luminosi che ho di lei.
Per me scrivere, è passione, delizia e tormento, l’arte vive in me e io vivo in lei, fino a quando sentirò le parole e l’emozione, incidermi ogni meandro della pelle, so che non smetterò. Sono nata così, non ho memoria di un motivo particolare, però la sorella di mia nonna, una volta mi confessò che conservava ancora la mia prima poesia, si intitolava “Una rosa”, all’epoca avevo sette anni, mentre l’anno successivo scrissi un racconto, parlava di una bambina che perdeva suo padre, (moriva a causa di una malattia). L’insegnante mi “spedì” dallo psicologo, ed io ero abbastanza indispettita, non capendone la ragione. Quando mi chiese per quale motivo, avevo trattato un tema così spinoso, risposi semplicemente, che la morte faceva parte della vita e dovevamo accettarla. Continua a leggere “Intervista a Elisabetta Mattioli, scrittrice. Eros e fantasia, a cura di Marcello Comitini”

Fratello implacabile, di Marcello Comitini

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Fratello implacabile

Questo mare aperto questi antichi approdi
questo lucentissimo rotolare delle onde
che s’avventano giorno e notte ai piedi delle terre.
Io per caso o per destino seduto ai limiti
della sua immensità vedo l’uomo e la sua assenza.
Non dorme ma adesso calmo ed imprendibile
specchia la solitudine del cielo e delle sue profondità.
Sembra chiedermi di me
della mia creaturale oscurità.
Chiariscimi sembra dirmi perché mi ami
perché in me culli la tua anima.
Spogliato d’ogni tua immaginifica significazione
ti tuffi senza malizia tra le mie braccia
libero d’ogni grumo di tormento, d’ogni traccia
di lubricità e di carne.
Scendi nel mio misericordioso grembo
in cerca di una pace, di un futuro
che potrebbe all’improvviso disserrarsi.
Felicità? Non sembra. Pure nel silenzio non si arresta
il ronzio del tuo pensiero
che insegue sé medesimo e ti lambisce il cuore.
Questa tua lunga sofferenza è crudeltà?
O misericordia?
La tua vita che scorre sommessamente
non sarà mai simile al canto
delle mie acque celesti, né al grido feroce delle mie onde.
Vorrei rispondergli non so non ho mai compreso
l’ansito che ti tiene sveglio,
quel tuo eterno ricominciamento che non ha meta
se non te stesso,
tuo fratello implacabile!

Donne sole, di Marcello Comitini

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Edvar Munch, Separazione, 1896

Tutti questi uomini che cadono lungo le sponde del fiume
come gocce di neve gonfie di dolore da un cielo
polveroso di anni.
Stretti al muro con gli occhi sbarrati
dietro una benda cadono ciechi come eroi fucilati
in tempo di guerra. Sono
piccoli uomini che hanno vissuto la loro storia
leggendo il giornale, urlando allo stadio, osservando
Amleto e i suoi dubbi
curvi sui loro giardini invasi dai merli.
Rimangono donne che camminano lungo le sponde
solitarie del fiume. Portavano un tempo
il profumo dei sogni. Ora una sottile linea di fumo
sale dalle acque e brucia nei cuori un minuscolo
granello d’incenso. Lungo le sponde la luce
ha il chiarore dei tramonti invernali.

 

 

Ritratto di Signora, di Marcello Comitini

ritratto-di-signora

Hai indossato i tacchi alti ravviati
i capelli lisciate le pieghe
della tua gonna lungo i fianchi.
Sei pronta.
Tieni in mano le chiavi dell’auto.
Pronta
per andare incontro al nuovo giorno
lasciare
in silenzio queste stanze.
Apri la porta.
Di sfuggita guardi nello specchio
la tua immagine.
Ti arresti sorpresa
nel vedere sul tuo volto
svaniti gli anni dell’adolescenza.
Sei sempre tu
o un’altra ha preso posto nel tuo corpo?
Il tuo respiro si fa lento e debole.
Dove sono
gli anni quando i tuoi seni si offrivano
alle carezze del tuo primo amore
come seta sulla seta?
Torni a chiudere la porta.
Non riesci più ad uscire. Sogni
un uomo che ancora ti dichiari
che sei bella guardandoti
che ti dica
che la vita da domani
sarà diversa più vera
di certi romanzi
dove la realtà
è travolgente e sa donare
ai gesti di ogni giorno
il profumo malinconico dei ricordi.

Adesso senti dentro il petto come un dolore.
Nella tua memoria
il pezzo mancante tra l’adolescenza e questo dolore

Essere albero – Être arbre – Being tree, di Marcello Comitini

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Roberto De Mirti, Languore della vita

Ogni mattina balzo ugualmente fuori dal letto
e percorro la strada casa lavoro. Ogni mattina vedo
negli stessi luoghi le stesse persone gli stessi alberi
con rami possenti e foglie
che il vento spesso strapazza come piume di uccelli.
Mi attendo che almeno gli alberi si stacchino da terra e si rifugino
dentro le nuvole profumate come i giardini di Kolymbetra.
Ma alzano solo il capo restano avvinti al suolo
rinunciano al movimento per resistere
alla furia del vento. Così grandi e puri
fanno fremere la natura quando fioriscono.
La loro sorte non è simile alla nostra? Viviamo
negli stessi luoghi dove una legge ci ha collocati, incapaci
di strapparci dalle nostre radici. C’è chi spalanca le braccia
e affida al vento il proprio futuro e chi sta chino e si chiude
entro il recinto dei propri ricordi.

Però ciascuno sa bene quanto atroce e acre sia
dentro di sé l’essere albero e farlo fiorire.

Être arbre

Chaque matin, je saute également hors du lit
et je marche sur le chemin travail maison. Chaque matin je vois
à la même place les mêmes personnes les mêmes arbres
avec des branches puissantes et des feuilles
que le vent souvent maltraite comme des plumes d’oiseaux.
Je pense qu’au moins les arbres vont quitter le sol et se réfugier
à l’intérieur des nuages parfumés comme les jardins de Kolymbetra.
Mais ils ne lèvent que la tête restent ancrés au sol
en abandonnant le mouvement pour résister
à la fureur du vent. Si grands et purs
ils font trembler la nature quand ils fleurissent.
Leur destin n’est pas similaire au nôtre? Nous vivons
aux mêmes endroits où une loi nous a placés, incapables
nous arracher de nos racines. Il y a ceux qui ouvrent les bras
et confient son avenir au vent et qui se penchent et se ferment
dans l’enceinte de leurs souvenirs.

Mais chacun sait à quel point il est atroce et aigre
être l’arbre qui est en lui-même et le faire fleurir.

Being tree

Every morning equally I jump out of bed
and I walk the road home work. Every morning I see
in the same places the same people the same trees
with mighty branches and leaves
that the wind often mistreat like bird feathers.
I expect that at least the trees will come off the ground and take refuge
inside the perfumed clouds like the gardens of Kolymbetra.
But they raise only the head remain ancored to the ground
they give up the movement to resist
to the fury of the wind. So big and pure
they make nature tremble when they bloom.
Their fate is not similar to ours? We live
in the same places where a law has placed us, incapable
to tear ourselves from our roots. There are those who open their arms
and entrusts its future to the wind and who is bent and closes
within the enclosure of their memories.

But everyone knows how atrocious and strong it is
to be the tree that is inside of itself and make it flourish.