Isacco in questo secolo, di Marcello Comitini

Caravaggio- Il sacrificio di Isacco (particolare)

Ogni momento vive inerme come un Isacco
carico di legna per dare un nome al sacrificio.
Tu porti il fuoco in grembo e il coltello nella mano.
Gli angeli che gli stanno intorno
nei loro camici bianchi lo tengono
stretto tra le braccia. Nessuno
ferma la tua mano, nessuno
tiene prigioniero un ariete nel cespuglio.
Gli angeli brandiscono il coltello sul suo corpo piagato
lo alzano, lo abbassano, gli infliggono ferite
innumerevoli che gli permettano di vivere
una vita che pascola nella tua illusione.

Sei cieca? No, che nel tuo sangue la sua voce invoca.
Il padre celeste non mi vuole tra le sue braccia?

È così brutto morire?
Madre, non vedi che brucio? Dove vado ormai ?
Il mio volto sorride a un riva
cui non so dare un nome. Lascia
il mio cuore che vada sereno verso la sua ora.
Sonde pescano nel mio corpo
simili ai chiodi del Cristo
che ami, il dio
che redime il mondo con la sua
immortale mortalità.
Rinuncia al tuo sogno. Nessuna donna
troverà sulla mia tomba
scoperchiata un angelo col dito verso il cielo.
Ci diremo addio? No, quel fuoco
rimarrà nel tuo grembo
a dare un nome ai nostri giorni.

Clitemnestra (video lettura)

Presentazione

Da secoli Clitemnestra autrice dell’uccisione del marito, maledetta sin dalla nascita per essere stata concepita con l’inganno, viene giudicata dalla storia ora come una donna infedele, ora come una schiava d’amore, ora come una sanguinaria vendicatrice.
A una donna che ha vissuto esperienze dolorose e strazianti, non è concessa l’attenuante dell’umiliazione, a cui non le è stato possibile sottrarsi.
Non le è concesso uccidere l’uomo che si è conquistata la fama sui campi di battaglia ma che l’ha usurpata sul terreno delle relazioni umane e familiari. Un uomo che si è permesso di sopprimere brutalmente il figlio della donna, di sacrificare agli dei la figlia Ifigenia, di considerare colei che sarebbe dovuta essere la sua compagna, meno che l’ombra di una schiava.
Non è concesso alcun perdono a Clitemnestra in quanto donna.
Nessun perdono per Clitemnestra colpevole soltanto di rivendicare, ora che non è più giovane, la sua dignità di essere umano, di riscattare anni e anni di umiliazioni subite, di dolori inflittile, per rivendicare e porre fine alla sua condizione di donna trattata come “colei che non esiste”.

 

 

Il gelsomino, di Marcello Comitini

Dipinto di Edward Hopper (da me manipolato)

I fine settimana estivi sono giorni
colmi di silenzio. Sono partiti
e i loro passi riempiono ancora la strada
di quell’andare avanti e indietro
per stipare la roba, e le brevi risate,
qualche sillaba gridata, gli schianti soffocati
delle portiere, le scie colorate
che si allontanano
come un film muto di altri tempi.
Ad ogni angolo il vuoto che il sole scandaglia
e nel contrasto duro tra luce e ombra
tutto muta in bianco e nero.
Rade figure camminano solitarie.
Un vecchio in canottiera
siede all’ombra di un albero, un gatto
disteso al centro della strada lecca
con dolcezza le zampe davanti. Nessun bambino
gioca, nessun latrato di cane
in lontananza. La polvere e le foglie
riarse giacciono tra muro e asfalto.
Il gelsomino acuisce il suo profumo, infuria
nei ricordi di chi è solo.

Valentina Carinato, scrittrice e poetessa. Intervista a cura di Marcello Comitini

Dopo la biografia della scrittrice e poetessa Valentina Carinato che trovate pubblicata a questo link: https://alessandria.today/2018/12/29/valentina-carinato-scrittrice-e-poetessa-si-presenta-ai-lettori-di-alessandria-today/
Alessandria today ha il piacere di pubblicarne l’intervista.

Valentina Carinato

Valentina benvenuta su Alessandria today. È veramente un piacere ospitarti. Ci vuoi raccontare chi sei, cosa fai nella vita oltre a scrivere e qualcosa della città dove vivi?

Buonasera e grazie per l’accoglienza.  Mi chiamo Valentina, abito a Loria in provincia di Treviso faccio la commessa in un supermercato.  Nel tempo libero oltre alla scrittura vado alle mostre, al cinema e studio musica.

Scrivere racconti e scrivere poesie sono esperienze nate contemporaneamente? E cosa ti ha spinto a iniziarle?

La poesia è nata all’età di 11anni per il bisogno di provare a tirare fuori quello che ho dentro. Il racconto è nato negli ultimi anni per sviscerare, per spiegare ogni particolare. Personalmente penso che i racconti sono poesie dilatate.

Esiste una relazione tra l’esigenza che ti spinge a scrivere racconti e quella che ti spinge a scrivere poesie?

La base è sempre una: le emozioni.

Quali sono le letture che preferisci? E quali quelle che hanno contribuito alla tua formazione di scrittrice?

Amo la narrativa specialmente se è ambientata in un altra epoca e in un altro stato perché mi incuriosisce conoscere altri punti di vista. Leggo classici, contemporanei, storie d’amore, di paura, libri di psicologia.
Gli autori fondamentali per la mia formazione sono Alexandre Dumas padre, Gabriele D’Annunzio, Curzio Malaparte, Jojo Moyes, Carlos Ruiz Zafon e Alessandro Baricco. Continua a leggere “Valentina Carinato, scrittrice e poetessa. Intervista a cura di Marcello Comitini”

La donna di Giacomo, di Marcello Comitini

Fanny Targioni Tozzetti


Un amico comune mi ha detto che sorridi pensando al primo verso della mia poesia in cui chiamo ”donzelletta” quella campagnola “che vien dalla montagna” . No, non mi offendo né voglio accusarti. Ti capisco. So bene che non è una critica alle mie poesie né al mio modo di pensare il mondo e la natura umana.

Immaginare di dire a una ragazza che è simile a una donzelletta oggi fa ridere, ne convengo. Sarebbe come paragonarla a una farfalletta un po’ sciocca, un po’ dimessa e dai colori un po’ sul grigio.

Ma per renderla ai tuoi occhi più credibile, prova per un attimo a caricare quell’espressione della carnalità con cui un giovane guarda una ragazza.

Oggi le vesti mostrano tutte le forme del corpo femminile e il ragazzo, guardando può carezzare ciò che gli riesce facile immaginare. Ma quando io ero giovane, incontrare una donna in strada era come vedere la luna scendere in terra e venirgli incontro. Al più incontravi delle popolane o campagnole o contadine o delle prostitute.

E non a tutti gli uomini era concesso guardarle come esseri umani se non addirittura come persone. Le donne erano quelle che indossavano gonne lunghe sino ai piedi. Ed erano madri o figlie o sorelle. Ed erano caste. Così sembrava di loro. Perché poi c’erano le amanti, dei più colti, dei più fantasiosi, dei più raffinati ma anche dei più rozzi, dei ricchi e dei potenti, nascoste o di dominio pubblico. E c’erano gli stupri di madri, sorelle, figlie che nessuno doveva sapere. Continua a leggere “La donna di Giacomo, di Marcello Comitini”

Il seme, di Marcello Comitini

da Poesia in rete di Titti De luca
Poesia in rete

Da quali nascosti solchi della mente saliranno
le parole se non ho avventure da narrare
se ho vissuto solo nel silenzio
se l’amore mi ha lasciato tanto ancora da sperare.
Parlerò alla luna
quando nella notte bagna il tempo dei ricordi.
E nel tramonto al sole quando brucia le speranze.
Conservo dentro il cuore il profumo di tanti fiori
e tra le labbra stringo il gelo di tante nevi.

La mia anima è un seme nella terra del mio corpo.

Marcello Comitini

da “Quarto Giorno: poesie”, Edizioni Caffè Tergeste, 2018

AMAZON – Marcello Comitini, Quarto Giorno: poesie, Edizioni Caffè Tergeste, 2018
FELTRINELLI – Marcello Comitini, Quarto Giorno: poesie, Edizioni Caffè Tergeste, 2018

Separazione, di Marcello Comitini

Foto di Richard Tuschman in onore di Hopper

Con la sigaretta tra le labbra guardo da dietro i vetri della finestra.
Il fumo irrita i miei occhi con una coltre che annebbia
la vista e il profumo del mare all’orizzonte. Sul davanzale una testa
simile a un Davide col sangue gocciolante dall’arcata
sopraccigliare destra, la scarpa lucida e nera
della mia donna accanto alla sua gonna verde smeraldo.
Li guardo con l’ansia che accada qualcosa.
Ma è la malinconia di quel che è già accaduto tra me e lei.
Le valige sono già pronte vicino la porta. Una è del colore
del sangue dell’arcata sopraccigliare, l’altra è muta
come un addio definitivo .
Lei si aggira nella stanza spoglia zoppicando sul piede scalzo.
Si tocca con le dita le labbra rosse e cerca un modo
per raccontarmi della sua vita passata. Ecco mi dice.
Mi giro a guardarla. Ferma davanti all’immagine sulla parete
di fronte alla finestra mi volta le spalle . La mia vita
sta tutta nel ritratto di questa donna che il pittore ha dipinto
subito dopo aver fatto l’amore. Un senso di sazietà fuggevole
che sale dal ventre sino alle labbra gonfie di baci e di morsi.
Mi chiedo se sia stata amata dal pittore o esce dalle braccia di un altro.
E Il pittore ha guardato. Comunque è felice come una donna
che si sente amata. Questa è stata la mia vita. In questa stanza
è felice solo il ritratto di questa donna.

O forse neppure lei.

Broccato prezioso, recensione di Giuliana Sanvitale

 

La Poetessa Giuliana Sanvitale

Una lettura in anteprima della Poetessa Giuliana Sanvitale della silloge
ancora inedita di Marcello Comitini «Ritorno: un romanzo senza trama».

Immergersi nella lettura dei versi di Marcello Comitini è come scivolare lentamente tra i fondali di un mare che ti abbraccia e ti seduce con la varietà cromatica dei suoi doni.
Nostalgia per un Paese abbandonato sua sponte e da cui al contempo si sente abbandonato, o meglio non riconosciuto. Una Catania e una sicilianità che danzano tra i versi, si fanno prepotenti in alcune liriche, declinano malinconicamente in altre.
Nostalgia per l’amore di donne la cui presenza-assenza ancora affascina, pur nella consapevolezza che non le amerebbe più come in passato ché il Tempo ha deposto la sua patina su tutto e infine si rincorre solo il ricordo spesso idealizzato dei nostri giorni giovani.
Tra madrepore, coralli, relitti di antichi velieri appaiono scrigni ricolmi di versi di autentica poesia, offerta attraverso metafore originali di alta ispirazione poetica. Versi che trasudano spesso una sensualità quasi tangibile, mai tuttavia banale o volgare.
Poesia, quella di Marcello Comitini, non sempre di facile lettura ( nel senso che non ama uno sguardo superficiale e/o distratto), profondissima nei sentimenti, densa di emozioni. Poesia che si avvale di perfezione stilistica, che assembla le parole in un’opera che avvince anche quando il sentimento sanguina e si crogiola nel suo dolore, conscio dei limiti umani tra cui si imbozzola ripetutamente, persuaso che la perfezione è a volta lontana e l’ascesa crea troppa sofferenza.
Poesia che stilla verità da ogni sillaba, una verità cui il Poeta ha confezionato un abito di broccato finissimo e prezioso.

12/04/2019

Giuliana Sanvitale

Acqua di Colonia (ITA – FR – ENG)

Acqua di Colonia

Nella penombra della stanza un profumo stranamente dolce
lieve come un sospiro un lamento di piacere soffocato,
un ansimare di due bocche che si cercano
e un pensiero d’amore sale alle mie labbra.
Non credere mi fa lei sorridendomi
carezzandomi il viso chinandosi a ripianare
le pieghe delle lenzuola
è l’odore di un passeggero
un clandestino che sta per scendere mentre la nave
trova rifugio tra le braccia dell’orizzonte.

Eau de Cologne

Dans la pénombre de la pièce un parfum étrangement doux
léger comme un soupir un gémissement de plaisir étouffé,
un halètement de deux bouches qui se cherchent
et une pensée d’amour monte à mes lèvres.
Ne crois pas, elle me dit en souriant
caressant mon visage, se penchant pour lisser
les plis des draps
c’est l’odeur d’un passager
un sans-papiers sur le point de descendre alors que le navire
trouve refuge dans les bras de l’horizon.

Eau de Cologne

In the dim light of the room a strangely sweet perfume
light as a sigh a groan of muffled pleasure,
a panting of two mouths looking for each other
and a thought of love rises to my lips.
Do not believe, she says to me smiling
stroking my face, leaning over to smooth
the folds of the sheets
it’s the smell of a passenger
a stowaway about to get down while the ship
find refuge in the arms of the horizon.

Giardino dei sogni, di Marcello Comitini

Era il 1976. Pubblicavo la raccolta “Un ubriaco è morto”
e già la speranza nutriva immagini bugiarde.

Questa pace che urla
in fondo al cuore svilito
è presagio d’abbandono.
Un abbandono che mi lega
ad immagini care nel giorno
e nel silenzio dei sogni e nel dolce
ritorno dell’alba
muta ogni cosa in tristezza che nasce.
Questa vita stanca, trascinata
per giorni, in notti costruita
su sorrisi fugaci di speranze
ed immagini false
mi ha legato a un ricordo.
Ora che tutto è svanito, svuotati
i miei gesti, dissolto il suo viso
e la sua cara voce dei giorni lontani
ho atteso la pace.

Come somiglia
ad una morte questa pace
ottenuta con dolore,
una lunga morte silenziosa
che dilania nel sangue ogni speranza
senza dar vita a un gesto a un pensiero
nel mio cuore svilito,
al suo sorriso sereno, alla sua voce
soave come vento lieve
ora che tutto giace in abbandono
nel giardino dei sogni.

da “Un Ubriaco è morto”, Misuraca Editore, Palermo. 1976

Ritorno: un romanzo senza trama, di Marcello Comitini

Giacinto Platania, Eruzione su Catania del 1669, affresco del 1675

Questo romanzo che sto leggendo è un mistero. Lo penso
sfogliando le pagine mentre passeggio
lungo la riva scoscesa e aspra
del lago del Salto senza alzare gli occhi. Non ha personaggi
e neppure una trama.
Alle mie spalle
un bosco denso di querce di faggi e castagni. Ai miei piedi
il lago ricorda che un uomo ha fermato il corso dell’acqua
con una barra di fuoco e cemento.
Nel silenzio degli alberi l’acqua ha creato
uno scenario ancora più bello. Un vento
leggero accompagna la mia lettura
come fossi sotto la lampada che oscilla sulla porta di casa.
Un romanzo
di albe e tramonti
di panorami da respirare fin dove si spinge lo sguardo
oltre le cime azzurre delle montagne lungo le rive
di mari lucidi e turchesi.
Inizia così il mio ritorno in Sicilia
al giardino di casa dove mio padre con in testa il berretto
che portavano i contadini sulla soglia dei loro tuguri
sedeva all’ombra secolare di un tiglio argentato
circondato da vecchi Cavalieri Erranti.
Seduto
sulla tredicesima sedia della tavola rotonda
narrava storie d’amore tra rumorose risate
e bagliori di spade e alabarde. Nei suoi occhi
erano ombre
con la parvenza di uomini vivi con i volti segnati
dagli elmi e le tuniche bianche
macchiate all’altezza del petto con croci di sangue.
Anche mio padre era un’ombra che si aggirava
per casa e in giardino
strappava qualche erba selvatica, seguiva le gesta dei grandi
persecutori, poneva domande
a cui nessuno sapeva rispondere.
Mio padre chiedeva alle ombre quanti anni mancassero
perché cessasse la guerra prima che il genere umano
finisse per essere estinto. Ma forse
non erano neppure domande.

Passeggiando mi chiedo
se nel romanzo troverò il ritorno di mia madre che mi abbraccia
e mi addita gli orizzonti che ho mancato nella mia vita
e sulla spiaggia dei miei pensieri solitari la ballerina bianca
che si è fermata ad amarmi. Non ha paura
dell’uomo. L’uomo non esiste
tra le pagine di questo romanzo. C’è solo il ritorno alla mia finestra spalancata a guardare da casa
il vulcano e i giganti
con un solo occhio di fuoco in mezzo alla fronte.
Dalle soglie delle loro caverne
ogni giorno scrutano fra le onde i neri e pesanti
brandelli di cuore scagliati nel mare. Nessuno risponde.
Il vulcano ammantato di neve innalza grigi sospiri di fumo
e allarga le braccia forti e rosse sulla tenera carne
delle campagne intorno per coglierne i frutti
come soli al tramonto tra le cortine verdi degli alberi. Continua a leggere “Ritorno: un romanzo senza trama, di Marcello Comitini”

Ulisse, Itaca, Penelope nella lettura di Luigi Maria Corsanico

Ecco una poesia con forte spessore, un senso dell’umano davvero commovente. Siamo tutti e sempre rimasti nella nostra isola, incapaci di separarci da noi e dalle nostre piccole esperienze. Eppure ci ritroviamo così lontani da quell’isola che non abbiamo mai lasciato, da scoprire che intorno a noi c’è il deserto. Qualcuno poi si è chiesto se davvero gli dei possano invidiare gli uomini perché muoiono. Il tempo è certamente un’invenzione dell’uomo nella speranza di tenerlo sotto controllo, nella speranza di confondere la morte che è una emissaria degli dei. Se gli dei invidiassero davvero l’uomo, significherebbe che essi sono buoni e hanno pietà degli uomini. Ma davvero sono buoni?
Nessuno mai risponderà a questa domanda, anche se Emilio Piccoli con la voce del Grande Lettore Luigi Maria Corsanico cerca un risposta in questi versi conclusivi della sua poesia

che il tempo è un’invenzione degli dei
che hanno invidia per gli uomini che muoiono.

https://youtu.be/FHx87dIsD3s

Il profumo di un dono per i versi di Francesco Casuscelli

Francesco Casuscelli

Roma,16/03/2019

Carissimo Giampaolo,
So bene che per ringraziarti del dono, bastava che ti scrivessi una mail o ti inviassi un whatsapp, oppure ci vedessimo in video-chiamata per accompagnare il mio grazie con l’espressione grata del viso e dello sguardo. Ma in questo modo il mio ringraziamento non sarebbe stato arricchito del profumo intensamente evocatore della carta da lettere su cui ti scrivo.

Quante cose ci stiamo perdendo ormai di quell’universo di sensazioni che sentivamo sfiorarci la pelle quasi a premiarci, spesso dopo una lunga e trepidante attesa, con una carezza dell’altro, amata o amico, anche se lontani.

Una necessità concreta di sensazioni che ho avvertito con particolare intensità, quasi come una riscoperta improvvisa di quella parte di genuina umanità inconsciamente presente nel nostro animo, leggendo la raccolta di poesie, che mi hai donato, “Sospensioni Molecolari” di Francesco Casuscelli. Un dono che ho gradito immensamente.


Ho iniziato a leggerlo con particolare attenzione sin dalla prefazione con cui Alberto Figliola illustra con chiarezza i sentimenti ispiratori delle poesie della raccolta, che danno carne e sangue all’opera, ne coglie l’iter temporale e mentale nella loro evoluzione sotto il profilo “di crescita e di ricerca”, mettendo in risalto la “profonda capacità di meravigliarsi” dell’autore.

Figliola pone subito in evidenza la ricchezza di questi versi che si snodano in una copiosa varietà dei temi trattati, dai più crudeli della storia (presente e passata, ma purtroppo sempre attuale), alla dolcezza dei ricordi e del sentimento d’amore.

Inizialmente mi sono lasciato guidare dai versi, citati dal Figliola nel corso della prefazione, che colgono pienamente il cuore del poetare di Casuscelli, ne evidenziano le sfumature, chiariscono la genesi dei suoi sentimenti, invitano il lettore ad approfondire la conoscenza del suo mondo spirituale. Continua a leggere “Il profumo di un dono per i versi di Francesco Casuscelli”

Liliana Marchesi. Distopie letterarie. Intervista a cura di Marcello Comitini

Dopo la biografia della scrittrice Liliana Marchesi, che abbiamo pubblicata in questa pagina
https://alessandria.today/2019/02/25/la-scrittrice-liliana-marchesi-si-presenta-ai-lettori-di-alessandria-today/
Siamo felici d’avere anche l’occasione di intervistarla e così conoscere meglio i diversi aspetti del suo pensiero e della sua attività letteraria.

Benvenuta Liliana!
Sono felice di presentarti ai lettori di Alessandria today, che avranno così la possibilità di conoscere meglio te come scrittrice che si cimenta in opere letterarie il cui genere, definito come distopico, è comunemente ritenuto di nicchia nel panorama culturale italiano.

Liliana Marchesi

E quindi la prima domanda non può che riguardare questo particolare genere di opere e chiederti con tono scherzoso: distopia, chi era costei?

Buongiorno Marcello e grazie per avermi accolta su Alessandria today. Distopia è una parola che non tutti conoscono, anche se sono certa che molti lettori hanno tenuto fra le mani libri di questo genere senza saperlo. 1984 di Orwell, Divergent della Roth e il famosissimo Hunger Games, tutti romanzi distopici. Ma cos’è la distopia? Per rispondere con parole semplici, prendiamo un aspetto del nostro presente che non ci piace, come ad esempio l’inquinamento, estremizziamolo fino a farlo diventare una piaga di dimensioni stratosferiche in modo da creare un mondo in cui i rifiuti sono alla base di tutto e la causa principale di qualsiasi cambiamento politico, sociale, ambientale, e avremo la nostra Distopia. Quindi, per Distopia si intende un futuro caratterizzato da aspetti molto negativi, che possono essere legati all’assetto politico o sociale perlopiù, in cui tutti noi speriamo di non ritrovarci mai.
E proprio perché la parola Distopia non era sufficientemente conosciuta, un paio di anni fa ho fondato il primo sito italiano dedicato interamente a questo genere: Leggere Distopico.
Un genere spesso inglobato nella fantascienza, ma che, vi assicuro, a molti più legami con la realtà di quanto si possa pensare
.

Pensi che l’esperienza lavorativa e/o la tua vita privata condizionino in un qualche modo, positivamente o negativamente, la tua vocazione allo scrivere?

La condizionano per il bagaglio di esperienze emozionali che mi permettono di portare con me quando mi chiudo nel mio studio. Uno scrittore non solo deve attingere alla propria fantasia e alle ricerche, ma anche ai propri ricordi e alle esperienze che lo hanno reso la persona che è.

Quali sono le letture o più in generale le opere che preferisci? E quali quelle che hanno contribuito alla tua formazione di scrittrice?

Amo i libri che sanno catturare il mio interesse dalla prima pagina.

In un romanzo cerco amore, ma anche adrenalina, sorpresa, emozioni indimenticabili.

Quando un libro arriva a farmi piangere per gioia o per dolore, significa che l’autore attraverso questa storia ha saputo toccare le corde giuste.

Per quanto riguarda le letture che hanno contribuito alla mia formazione, beh, direi tutte. Ogni libro ha qualcosa da insegnarci e un bravo scrittore è prima di tutto un bravo lettore. Continua a leggere “Liliana Marchesi. Distopie letterarie. Intervista a cura di Marcello Comitini”

Il commensale sconosciuto, poesia di Marcello Comitini, letta da Luigi Maria Corsanico

Il mio carissimo amico Luigi Maria Corsanico, di cui conoscete già la sua profonda capacità di leggere scendendo sino nel cuore degli autori presenta in questo video una mia poesia.
Ascoltando e guardando il video avete anche l’opportunità di conoscere il suo viso.

Certo che le sue letture vi piaceranno, vi invito a iscrivervi al suo canale su Youtube

Luigi Maria Corsanico legge “Il commensale sconosciuto.”

 

Monia Pin, l’armonia della propria essenza. Intervista a cura di Marcello Comitini

Dopo la biografia della  poetessa Monia Pin, che trovate pubblicata a questo link
https://alessandria.today/2019/01/17/la-poetessa-monia-pin-si-presenta-ai-lettori-di-alessandria-today-2/
Alessandria today ha il piacere di pubblicarne l’intervista.

La poetessa Monia Pin

Benvenuta, Monia!
Sono felice d’avere l’occasione di intervistarti e in particolare di presentarti ai lettori di Alessandria today. Al di là della conoscenza che abbiamo già di te attraverso le poesie che hai sin qui pubblicate sul sito, i lettori e io avremo così la possibilità di conoscerti meglio e di conoscere meglio le tue attività, non soltanto quella letteraria.
A questo proposito riporto i primi versi della poesia “Per Sembra, con vigore marziale”, dello scrittore e poeta Raymod Carver, che accennano alle condizioni economiche degli scrittori:

(Raymond Carver, “Orientarsi con le stelle: Tutte le poesie”. ediz. minimum fax)
«Quanti soldi fanno gli scrittori? ha detto
per prima cosa
non aveva mai incontrato uno scrittore
prima
Non molto ho detto
gli tocca fare anche un altro lavoro
Tipo? ha detto
Tipo lavorare in fabbrica ho detto
spazzare pavimenti insegnare a scuola
raccogliere frutta
e roba del genere
qualunque cosa ho detto. »

Fuori di metafora potresti dirci se ancora “ti tocca fare” un lavoro? E se svolgi un lavoro ( o le tue attività di ogni giorno), credi che limiti il tempo che vorresti dedicare allo scrivere?

Buongiorno a tutti e grazie per avermi inviata a presentarmi al pubblico.
Al contrario di Carver fortunatamente faccio sì un lavoro, ma volentieri. Dopo vent’anni come impiegata presso aziende private, la crisi mi aveva costretta a fermarmi e a passare un periodo di disoccupazione. Non trovando sbocchi nel mio settore ho cercato lavoro in un altro settore, trovando un nuovo percorso di vita nell’assistenza delle persone anziane. Contemporaneamente posso dedicarmi allo studio di un’altra lingua straniera (il russo, amo la cultura e le tradizioni russa) ed alla scrittura.
In effetti ho ricominciato a scrivere nel momento in cui la mia carriera lavorativa si era fermata, e quindi ho compreso che nulla succede per caso. Posso dire con orgoglio e con gratitudine di fare un lavoro che amo
e che non limita la mia propensione alla scrittura, anzi aumenta la mia ispirazione in maniera esponenziale.
Questa è una grande fo
rtuna, lo ammetto.

Esiste un nesso sentimentale e culturale tra te e la tua città? Un nesso che forse è latente nel tuo poetare?

Indubbiamente esiste un legame affettivo e culturale con la terra dove sono nata e tutt’ora vivo, sono gli stessi nei quali ho trascorso una bellissima infanzia e dove la mia famiglia ha le sue radici. Io risiedo in un piccolo paese , in provincia di Treviso, giusto a metà strada tra il mare e la montagna. Un’area che comprende un’ampia fascia collinare e non è difficile trovare una moltitudine di spunti per la poesia, L’appartenenza al paese natale non è un vincolo che preclude la conoscenza ed i punti d’incontro con gli altri, anzi è una base di partenza necessaria per il confronto con altre culture e tradizioni. Poi con la mia passione per le camminate si salda ancora di più il rapporto con l’ambiente circostante, si ha modo di osservare meglio, riflettere, e le occasioni per ricavarne dei versi non mancano. Continua a leggere “Monia Pin, l’armonia della propria essenza. Intervista a cura di Marcello Comitini”

Rainer Maria Rilke – Lettere a un giovane poeta

 

LETTURA DI LUIGI MARIA CORSANICO

Carissimo Luigi, ho ammirato molto la tua lettura, attenta e partecipe come sempre, di queste lettere con cui Rilke risponde al bisogno espressogli da un suo giovane ammiratore.
Ascoltare dalla tua voce che scandisce con estrema chiarezza il pensiero di Rilke a proposito del “far poesia” e del “farsi poeta” è stato come sentirmi penetrare dalla lama fredda con cui gli editori rispondono agli sconosciuti (i poveri della letteratura , come li chiamo io e fra i quali mi annovero).

Il ventottenne Rilke risponde infatti all’altrettanto giovane suo interlocutore con un manierismo che è talmente esemplare, che oggi è un modo ovvio di togliersi di torno i “questuanti”.

Eppure il giovanissimo Rilke, malinconico e ambizioso, aveva sino ad allora composto pura poesia d’occasione. E queste liriche erano comparse in giornali e riviste a partire dal settembre 1891.

Andreina Lavagetto, curatrice e commentatrice del volume “Poesie 1907-1926” (Einaudi editore), sottolinea a pag. 571, che il giovane Rilke (giovane – lo sottolineo ancora – come quel suo corrispondete che gli chiede un giudizio) , nella ricerca di una sua poetica, non era guidato da un imperativo interiore, sia pure oscuro, ma dalla volontà di affermarsi nel mondo letterario, che lo spinge a imitare i modelli dettati dalla cultura dell’epoca.
Come suonano male tutte quelle raccomandazioni, campane incrinate da un falso tentativo di esprimere comprensione!
Con quanta amarezza si ascolta un poeta che mente!

Quarto giorno. Il disincanto prima dell’illusione. Nota critica di Luca Novati

La raccolta è strutturata in versi liberi che si alternano a poche e brevi riflessioni in prosa ritmate come fossero poesie.

La volontà dell’autore è stata di comporre questo libro come strumento per offrire al lettore, lungo il suo cammino, un riparo dalle ombre che si accumulano nell’intimo dell’animo umano.

Due epigrafi poste all’inizio della raccolta indicano la direzione del cammino e la natura del terreno su cui tutti noi poggiamo i nostri passi.



La prima epigrafe è una frase tratta dal romanzo Gehen (Camminare) dello scrittore Thomas Bernahard, che ha esercitato «l’arte di esistere contro ciò che è insopportabile e contro ciò che è orribile»:

Nulla è più istruttivo del vedere
camminare uno che pensa
e nulla è più istruttivo del vedere
pensare uno che cammina.



La seconda sono versi tratti dal Purgatorio quando Dante, al quarto giorno della sua avventura, varca la soglia di quel mondo del provvisorio e del transitorio:

Noi salivam per una pietra fessa
Che si moveva d’una e d’altra parte
Sì come l’onda che fugge e s’appressa


Lungo il cammino la raccolta offre un riparo che proteggerà il lettore quando la primavera sarà finita, al tramonto dell’estate, col sopraggiungere dell’autunno, quando l’inverno morderà il cuore.

Un riparo ai passi che noi tutti compiamo lungo strade sconosciute all’interno del nostro intimo, della nostra vita per sfuggire allo stupore doloroso e al senso di vuoto che proviamo di fronte agli ostacoli che la vita ci pone e alla costatazione che si perde tutto e all’improvviso.

Guidato dalla convinzione che il disinganno debba precedere l’illusione, l’autore osserva e annota con la nostalgia del vagabondo, con l’amarezza di chi si sente escluso mentre scandaglia i ricordi, i sentimenti d’amore e d’amicizia, con un rimpianto simile a un partire prima dell’addio. È come un rinascere senza muoversi, un osare il niente, trasportato dal soffio vivo di un linguaggio di carne e sangue.

I suoi pensieri non cadono dall’alto ma passano da orizzonte in orizzonte, senza giungere a un bilancio della vita, interrogando ciò che la realtà presenta, ciò che il futuro propone: un’altra meta, una altra soglia, un altro vuoto.

Le poesie della raccolta recano le tracce del vagabondare dell’autore, alla cui libertà fa da presupposto il disinganno.

I vagabondi (pagg 44-45)

Il disinganno infatti gli consente di affrontare l’attualità dei nostri tempi, di trarne segnali per il futuro, d’includere nel proprio sguardo l’amore spogliato da tutte quelle illusorie speranze che non consentono di godere con ebbra autenticità, del suo equilibrio precario.

Assunto come antidoto allo strapotere dell’illusione, permette all’uomo di vagabondare guidato dalla volontà di costruirsi un riparo attraverso la parola che diviene azione, soffio, energia, fuoco incarnato.

Un riparo che permette al lettore di comprendere che stare a questo mondo – qualunque sia il modo – non giova solo a sé stesso.

Scuola di poesia, di Marcello Comitini

La scuola Holden

Qualcuno (in particolare su internet) mi chiede consigli su come scrivere poesie.
A me non piace usare violenza su ciò che l’altro ha scritto: o si è poeti, e allora si cercano le correzioni da qualche parte molto più qualificata rispetto alla piattaforma dei social (per esempio: letture serie e studio) , o si scrivono poesie per hobby. E allora vanno bene i social e tutto il loro entourage.
Io pubblico. Se qualcuno vuole apprendere, che mi legga con attenzione e cerchi di capire che cosa di ciò che scrivo gli piace e cosa non gli aggrada.
I consigli che potrebbe ricevere sarebbero solo formali, ma se la materia di cui si scrive è inconsistente, nessuno gli potrà insegnare a cambiare soggetto.
Per alimentare l’illusione che si possa apprendere a diventare scrittori ci sono le scuole dei furbi che insegnano ai gonzi.
C’è la scuola Holden di Baricco. Se ti iscrivi e gli fai una buona pubblicità ti fa pure vincere il concorso indetto da loro e quelli indetti dai loro amici.
Che c’è di meglio per essere eletti Poeti, Scrittori, Saggisti, letterati insomma?

Francesca Paola Noschese. Il lato creativo. Intervista a cura di Marcello Comitini

Francesca Paola Noschese

Benvenuta, Francesca!

Sono felice d’avere l’occasione di intervistarti e in particolare di presentarti ai lettori di Alessandria today. Al di là della conoscenza che abbiamo già di te, sia in qualità di componente della redazione, sia attraverso le poesie che hai sin qui pubblicate sul sito, i lettori e io avremo così la possibilità di conoscerti meglio e di conoscere meglio le tue attività, non soltanto quella letteraria.

Esiste un nesso sentimentale e culturale tra te e la tua città? Un nesso che forse è latente nel tuo poetare?

Ho vissuto nello stesso posto praticamente tutta la vita. Sono cresciuta sul lago di Iseo tra paesaggi naturali invidiabili e vigneti famosi anche fuori dall’Italia. Certamente amo questo territorio. Offre molte occasioni per staccarsi dal traffico e dallo stress e questo aiuta la creatività.

Potresti dirci se ritieni che il lavoro che svolgi limiti il tempo che vorresti dedicare allo scrivere?

Non eccessivamente.

Nella tua biografia dici che vorresti conseguire un master in REIKI. Ci puoi dire di cosa si tratta e se pensi che questo si possa conciliare con la tua attività di poeta?

Certamente. Reiki è una disciplina olistica di riequilibrio energetico e soprattutto un percorso di meditazione e studio di tipo filosofico/ spirituale che prende spunto dalle antiche filosofie orientali quali Buddhismo, Induismo, Taoismo e Shintoismo. Parte di questo percorso consiste in un gran lavoro di autoconoscenza.
Il percorso Reiki mi ha aiutato fra le altre cose a riconoscere quel lato creativo di me che prima ritenevo poco utile.

Nella biografia dici che hai iniziato a scrivere da poco tempo e sotto lo pseudonimo di PF JoyLotus. Potresti dirci quali sono state le ragioni che ti hanno spinto a pubblicare con uno pseudonimo?

Diciamo che è stata una scelta dettata dall’insicurezza e dalla paura del giudizio. Continua a leggere “Francesca Paola Noschese. Il lato creativo. Intervista a cura di Marcello Comitini”

Donatella Camatta. Emozioni allo stato puro. Intervista a cura di Marcello Comitini

Donatella, ti abbiamo già conosciuta attraverso la tua biografia che abbiamo letto qui
https://alessandria.today/2019/01/04/la-poetessa-donatella-camatta-si-presenta-ai-lettori-di-alessandria-today/
Adesso siamo felici d’avere l’occasione di intervistarti e così conoscere meglio, al di là delle poesie che hai sin qui pubblicate sul sito, i diversi aspetti del tuo pensiero e delle tue attività letterarie e non.

Donatella Camatta

A questo proposito mi piace ricordare i primi versi della poesia “Per Sembra, con vigore marziale”, dello scrittore e poeta Raymod Carver, che accennano alle condizioni degli scrittori:
Quanti soldi fanno gli scrittori? ha detto
per prima cosa
non aveva mai incontrato uno scrittore
prima
Non molto ho detto
gli tocca fare anche un altro lavoro
Tipo? ha detto
Tipo lavorare in fabbrica ho detto
spazzare pavimenti insegnare a scuola
raccogliere frutta
e roba del genere
qualunque cosa ho detto.

Fuori di metafora potresti dirci quale “lavoro ti tocca (o ti è toccato) fare”? E se svolgi un lavoro (o le tue attività di ogni giorno), credi che limiti il tempo che vorresti dedicare allo scrivere?

Ho sempre lavorato, non si può vivere di solo poesia, non c’e’ limite nello scrivere e nella famiglia, l’attimo lo trovo sempre.

Esiste un nesso sentimentale e culturale tra te e la tua città? Un nesso che forse è latente nel tuo poetare?

Sono molto legata a Milano ci sono nata, in ogni luogo posso trovare spunto ed emozione per scrivere le mie emozioni.

In che rapporto sono presenti nel tuo animo e convivono nella tua formazione la pittura, la fotografia e la poesia?

Amo l’arte in ogni sua sfumatura, una congiunzione magica mi coinvolge nell’attimo di poetare osservando una pittura o una fotografia e nell’ascolto della musica.. esse si congiungono e mi donano emozioni forti. Continua a leggere “Donatella Camatta. Emozioni allo stato puro. Intervista a cura di Marcello Comitini”

Nadia Pascucci, poetessa del vespertismo. Intervista a cura di Marcello Comitini

Dopo la biografia della  poetessa Nadia Pascucci, che trovate pubblicata a questo link

https://alessandria.today/2018/09/21/nadia-pascucci-poetessa-si-presenta-ai-lettori-di-alessandria-today/

Alessandria today ha il piacere di pubblicarne l’intervista.

Benvenuta, Nadia!
Sono felice d’avere l’occasione di intervistarti e in particolare di presentarti ai lettori di Alessandria today.

Loro e io avremo così la possibilità di conoscerti meglio e di conoscere meglio la tua attività letteraria.

Ho notato che la tua prima pubblicazione è avvenuta nel 2015 . Hai iniziato a scrivere da giovane o da adulta? E com’è nata l’esigenza di scrivere poesie?

Innanzi tutto ringrazio voi di Alessandria To day per questa opportunità di cui mi fate dono. Scrivo dai tempi della scuola, per mio piacere. Quando poi sono andata in pensione , l’iscrizione su fb mi ha dato il coraggio di vincere la timidezza, aprirmi e mettermi a nudo anche spinta e sostenuta da chi già mi conosceva..

Esiste un nesso sentimentale o culturale tra il tuo essere poetessa e la città dove vivi?

Non mi reputo una poetessa , sicuramente la mia città mi ispira perchè è dove vivo, dove sono nata , dove ho miei affetti, una città ancora a misura d’uomo che permette di avere quel rapporto umano tra persone e coltivare le amicizie.

Pensi che la tua attività lavorativa abbia in un qualche modo limitato la tua libertà rispetto allo scrivere? Ti abbia cioè sottratto il tempo che avresti voluto dedicare alla poesia?

Sicuramente si. Il lavoro, la famiglia con tre figli, non mi hanno permesso di mettermi in gioco prima. Troppo presa da impegni che mettevo al primo posto. Ora ho rimesso me stessa al centro. Continua a leggere “Nadia Pascucci, poetessa del vespertismo. Intervista a cura di Marcello Comitini”

A dopo (IT FR EN) di Marcello Comitini

 

A dopo

È il compleanno di un amico.
Sulla pagina dei social si presenta come
un ex lavoratore del legno
che si accontenta di quello che ha.
Non ci sono post suoi
da alcuni mesi. Gli amici
hanno lasciato i loro auguri. Anche i miei
sono caduti nel silenzio. Allora ho pensato
che questa notte ho dormito bene
per sette ore consecutive. La vita così
sembra meno brutta. Ma cosa è cambiato?
Il futuro è sempre incerto
e il cammino è chiaro. I nostri passi
pesano come sassi. Le nostre parole svaniscono
nell’aria. Un giorno diremo
ecco sono tutti intorno a me per salutarmi.
Oppure diremo non c’è nessuno che possa
sapere quel che penso in questo momento.
Intanto adesso
posso ancora dire auguri amico mio e
a dopo.

À tout à l’heure

C’est l’anniversaire d’un des mes amis.
Sur sa page du réseau il se présente comme
un retraité qui a travaillé le bois
et maintenant il est content de ce qu’il a.
Il n’y a pas de message
depuis quelques mois. Les amis
ont laissé leurs meilleurs vœux. Les miens aussi
sont tombés dans le silence. Alors j’ai pensé
que cette nuit j’ai bien dormi pendant
sept heures consécutives. La vie comme ça
semble moins laid. Mais qu’est-ce qui a changé?
L’avenir est toujours incertain
et le chemin est clair. Nos pas
pèsent comme des pierres. Nos mots disparaissent
dans l’air. Un jour nous dirons
les voici ils sont tous autour de moi pour me saluer.
Ou nous dirons qu’il n’y a personne qui peut
savoir ce que je pense en ce moment.
En attendant maintenant
Je peux encore dire meilleurs vœux mon ami et
à tout à l’heure.

See you later

It’s a friend’s birthday.
On his network page it looks like
a former wood worker
that is satisfied with what it has.
There are no posts of his
since some months. Friends
they left their best wishes. Also mine
they fell into silence. Then I thought
that this night I slept well
for seven consecutive hours. The life like that
seems less ugly. But what has changed?
The future is always uncertain
and the path is clear. Our steps
they weigh like stones. Our words vanish
in the air. One day we will say
here they are all around me to greet me.
Or we will say that there is no one who can
know what I’m thinking right now.
Meanwhile now
I can still say best wishes my friend and
see you later.

I lunghi giorni della memoria (IT,FR,EN)

Edgar Caracristi, Senza titolo, 2017 (tecnica mista su tavola)


Rispetto al “Giorno della memoria“, la pubblicazione di questa poesia è tardiva. Ma ricordare ha forse un tempo, scaduto il quale non è più necessario ricordare?

In relation to the “Day of Memory“, the publication of this poem is late. But does memory have a time after which it is no longer necessary to remember?

Par rapport au “Jour de la mémoire“, la publication de ce poème est tardive. Mais la mémoire a-t-elle un temps après lequel il n’est plus nécessaire d’évoquer?

I lunghi giorni della memoria

Orrore degli occhi orrore dei corpi.
Che nessuno c’infetti.

Una pioggia arida brucia la carne
un fumo denso è ciò che rimane dell’anima.

La memoria è un pozzo nero

Galleggiano lenzuola lacere
ricoprono corpi
risorti dal fuoco dell’Africa.

The long days of memory

Horror of the eyes horror of the bodies.
That nobody infected us.

A dry rain burns the flesh
a thick smoke is what remains of the soul.

Memory is a black pit

Ragged sheets float
cover bodies
resurrected from the fire of Africa.

Les longues jours de la mémoire

Horreur des yeux horreur des corps.
Que personne ne nous infecte.

Une pluie sèche brûle la chair
une épaisse fumée est ce qui reste de l’âme.

La mémoire est un puits noir

Linceuls déchirés
couvrent les corps
ressuscités par le feu de l’Afrique.

I fratelli ipocriti di Baudelaire, di Marcello Comitini

 


Charles Baudelaire

Il mio primo incontro con Baudelaire risale a tantissimi anni addietro quando le pulsioni vitali dell’adolescenza mi spinsero a cercare gli strumenti che mi consentissero di mettere a fuoco, e in un certo qual modo a concretizzare, le immagini che popolavano il mio cervello, farfalle di cui vedevo i colori ma non i contorni.
L’assenza di quegli strumenti mi faceva sentire privo di tutto, talmente povero che l’incontro inatteso con Baudelaire mi costrinse ad amarlo come solo un povero può amare il ricco principe che ha girato verso di lui lo sguardo chiedendosi il perché di quella povertà. E quando il povero racconta d’aver incontrato il Principe non possono che brillargli gli occhi nel ricordare quel momento felice. E felice soprattutto perché quel primo incontro si è protratto negli anni con lo stesso entusiasmo e lo stesso stupore.
Negli anni in cui portavo sulle spalle lo zainetto che conteneva, come quello di tutti gli adolescenti, il bagaglio culturale, scolasticamente e francescanamente povero, vagavo in cerca di una figura paterna priva di quei limiti in cui ritenevo fosse rinchiuso mio padre. Non una figura ideale ma un qualcuno che io potessi toccare, che potessi abbracciare come desideravo invano che lo facesse mio padre.
Non mi bastava dunque cercare (come accade alla maggior parte degli adolescenti, certamente meno bisognosi di me) la figura carismatica di un cantante o un attore. Mi apparivano lontani, intoccabili ma anche disattenti e incapaci di rispondere alle mie pulsazioni di adolescente.
I libri, ecco. Loro sì erano i soli che potessi toccare e carezzare. E tramite loro anche gli autori. Nel mio intimo sentivo le loro carezze e credevo di essere accolto e di vivergli accanto confidandomi i loro segreti. Uno in particolare, che è ancora nella mia libreria e conserva il suo profumo come quello del primo amore. È un romanzo di Marino Moretti, dal titolo “I puri di cuore”,edito da A. Mondadori nel 1923.

Marino Moretti, I puri di cuore

Ma nella biblioteca di mio padre, unico rifugio delle mie fantasie, esistevano alcuni volumi nascosti in alto a sinistra nell’ultimo scaffale – come si usava allora per tutto ciò che era ritenuto appartenesse al mondo dell’eros (e come ancora si usa virtualmente quando lo si nasconde dietro la funzione di parental control) – . Molto probabilmente è stata proprio la loro collocazione disagevole ad invitarmi a scoprirli.
In particolare un libro, vasto e pesante, Le Memorie di Giacomo Casanova, troneggiava su gli altri. Quando lo aprii fui attratto dalle sue illustrazioni a tutta pagina, in bianco e nero come tratteggiate finemente da una penna a inchiostro di china. Ricordo in particolare quella di un braccio maschile proteso verso il basso che fuoriusciva, fin quasi all’ascella, dallo spazio tra alcune tavole sconnesse che fungevano da pavimento a un balcone veneziano. La scena era vista dal livello strada. Continua a leggere “I fratelli ipocriti di Baudelaire, di Marcello Comitini”

I castelli di Mario Luzi, una poesia e un commento, di Marcello Comitini

Mario Luzi (1914-2005)

Qualcuno ha detto che Luzi costruisce poesie con parole vuote di significato. E anch’io mi sorprendo spesso a pensare che le sue poesie si reggono come i castelli di un bambino che gioca con la sabbia. E lo crederei davvero se non conoscessi l’iter poetico e umano di Luzi.
Certo egli conosce la parola meglio di tanti professionisti del verbo. Ma è anche vero che ha sempre dimostrato di conoscere la natura, e direi anche l’anima, di qualunque cosa, umana, animale, vegetale, minerale come ben pochi riescono a penetrarla.
Le sue poesie si animano di tutto ciò che lo circonda perché riesce a trovarne il principio vitale, quello che trasforma ogni cosa in motivo di aderenza al mondo e di scoperta del loro significato più intimo.

Così in questa poesia, la cui assenza iniziale di un soggetto ben identificato, ci conduce alla cieca tra i versi, Luzi ci spinge in realtà a riflettere su noi stessi come fossimo viandanti che scoprino all’improvviso, e quando ormai è proprio incombente (perché in età matura o in vecchiaia), il nocciolo della vita umana che qui è paragonata a un santuario.
Giunti alla sua ombra, che immaginiamo su un pianoro in cima a una qualche vetta, ci rigiriamo indietro per scoprire per quale via siamo giunti. E nella felicità e forse anche nella fatica, tranquillizzante della posizione raggiunta, vediamo lontane da noi tutte le difficoltà, che ora definiremmo spicciole, svanire, divenire piatte, essere quasi cadute nell’oblio. Tanta è la luce che l’uomo riceve nello scoprire il nocciolo della propria esistenza.
Una luce che non è esclusivamente spirituale, dimentica della realtà e quindi da questa avulsa. Luzi lo scopre rispondendo alla domanda che in lui, e in noi, sorge spontanea: a chi mai obbedisse l’uomo per mettere in campo tanta voglia di inerpicarsi attraverso le asperità dell’ esistenza.
“Dal mondo al mondo tutto era richiamo,
reciprocità, preghiera.
E lui era, era.”

Lo sorprese, imminente, il santuario.
Peccato, era venuto
su alla cieca
forse
troppo divagando.
Dov’erano? non le ritrovava
giù lo sguardo
nel paese sottostante
le rocce, i dirupi, gli strapiombi
del suo arduo itinerario –
ne aveva accesi però i segni
graffiti nella carne.
Per là, n’era sicuro, s’era in letizia e affanno
inerpicato a quel pianoro,
ma non li distingueva
più tra loro quegli scoscendimenti,
le forche caudine dove aveva
lui, bruco, strisciato
verso la luce, l’altezza, la farfalla.
Crollavano nel luminoso caos,
ecco, s’era parificato
quel mare di montagne
sotto lo scintillare delle cime.
A chi aveva obbedito la sua lena?
Dal mondo al mondo tutto era richiamo,
reciprocità, preghiera.
E lui era, era.

Fabio Squeo, conoscenza e libertà. Intervista a cura di Marcello Comitini

Dopo la biografia del  poeta Fabio Squeo che trovate pubblicata a questo link
https://alessandria.today/2018/11/26/il-poeta-fabio-squeo-si-presenta-ai-lettori-di-alessandria-today/
Alessandria today ha il piacere di pubblicarne l’intervista.

Benvenuto, Fabio!
Sono felice d’avere l’occasione di intervistarti e in particolare di presentarti ai lettori di Alessandria today. Loro e io avremo così la possibilità di conoscerti meglio e di conoscere meglio il pensiero di un autore giovanissimo, che dimostra di essere già pienamente inserito nel tessuto culturale italiano.
Ho notato che a ventisei anni hai pubblicato la prima raccolta di poesie. Hai iniziato a scrivere da giovanissimo? E com’è nata l’esigenza di scrivere in versi?

Si, ho pubblicato la mia prima raccolta a ventisei anni;anche se, va precisato, che ho cominciato a scrivere i primi versi all’età di tredici anni. E’ stata la rivelazione improvvisa di un mondo fatto di sensazioni meravigliose, sogni e dolori resi più sopportabili da un dialogo interiore con me stesso. I primi versi scritti erano piuttosto timidi, discreti fino a quando entrai nella convinzione dell’importanza di scrivere poesie. Eppure non mi sono mai definito “poeta”, poiché – secondo il mio modesto punto di vista – ho sempre pensato che la poesia, intesa nel significato più alto e genuino del termine come “creazione, invenzione e composizione”(dal greco poiêsis che attiene a poièô) avesse sicuramente a che fare con Dio e le sue proprietà. C’è tuttavia un dato da non tralasciare: All’età di sedici anni nella mia classe di liceo leggevo le poesie ai compagni, e le declamavo nelle ore di ricreazione: ricordo che il professore di latino fece di tutto per dedicarmi un angolo poetico all’interno del giornalino della scuola. Fui felicissimo.

Esiste un nesso culturale tra te e la città dove vivi? Un nesso che si è forse concretizzato nella fusione di due mentalità (quella della cittadina dove vivi e quella che hai respirato frequentando le Università di Bari e di Lublino) ?

Certo. Trani, la mia città, è stata un rifermento per me. Passeggiavo spesso lungo le vie del porto, della cattedrale romanica e del castello e mi ritrovavo subito con me stesso. Formulavo domande sul senso della vita e sul reale bisogno di rispondere alle domande che accadevano in me e fuori di me. La mia vita mi ha permesso di viaggiare pur restando fermo. I luoghi che visitavo erano cornici di un quadro che in me si costituiva di volta in volta. E ho riscoperto la voglia di viaggiare, di studiare in Polonia, di apprendere una nuova lingua, proprio grazie alla lettura. Perché ho sempre pensato che il miglior viaggio è proprio la lettura, o comunque la letteratura e la filosofia. La Polonia è una terra straordinari. L’ho vissuta e la sto vivendo per motivi di studio: il verde è ovunque e le viole dei campi rigenerano continuamente il mio estro, la mia meraviglia. Continua a leggere “Fabio Squeo, conoscenza e libertà. Intervista a cura di Marcello Comitini”

David Cintolesi, serendipità e fantasia. Intervista a cura di Marcello Comitini

Dopo la biografia dello scrittore David Cintolesi, che trovate pubblicata a questo link
https://alessandria.today/2018/12/22/david-cintolesi-scrittore-fiorentino-si-presenta-ai-lettori-di-alessandria-today/

Alessandria today ha il piacere di pubblicarne l’intervista.

Benvenuto, David!

Sono felice d’avere l’occasione di intervistarti e in particolare di presentarti ai lettori di Alessandria today. Loro e io avremo così la possibilità di conoscerti meglio e di conoscere meglio la tua attività letteraria.


David Cintolesi

Ho notato che pubblichi racconti su diverse piattaforme online. Il tuo primo libro però è del novembre del 2018. Hai iniziato a scrivere da giovanissimo? E com’è nata l’esigenza di narrare?

In realtà non nasco scrittore. O meglio… scrittore di narrativa. Mi sono reso conto di nutrire una passione smodata per la scrittura dai classici temi a scuola. Fosse stato per me non avrei fatto altro.
Era l’unica via per far uscire i mostri che avevo dentro ma, la mia prima passione è stata la musica che, ha influenzato profondamente il mio modo di pensare, di approcciarmi alla vita e di vedere le cose. Sin da piccolo ne ho ascoltata tantissima, di tutti i generi, il mio idolo era Elvis. Mi mettevo le cuffie e imitavo le sue movenze. Volevo essere come lui.
Poi a quattordici anni ho scoperto il rap, in particolare Eminem con uno sguardo però proiettato anche verso il panorama italiano, gli Articolo 31 in primis che, parlavano la mia lingua, mi dicevano le stesse cose che pensavo anch’io. Era un po’ come parlare con un amico.
Per un po’ di anni ho provato a fare questo: ho scritto tante canzoni, ho inciso delle demo, ho collaborato con qualche artista e avuto dei gruppi anche non di matrice rap.
Credevo che la mia strada sarebbe stata quella. Non vedevo altre vie. Continua a leggere “David Cintolesi, serendipità e fantasia. Intervista a cura di Marcello Comitini”

Marco Cazzella, scrittore di emozioni. Intervista a cura di Marcello Comitini

Intervista a Marco Cazzella, scrittore di emozioni.

Alessandria today, dopo aver pubblicato la biografia dello scrittore Marco Cazzella che trovate a questo link:
https://alessandria.today/2018/10/29/marco-cazzella-scrittore-si-presenta-ai-lettori-di-alessandria-today/

Marco cazzella bis
Marco Cazzella

ha il piacere di offrire ai suoi lettori la possibilità di approfondirne la conoscenza pubblicandone l’intervista.

Marco, ti porgo il mio benvenuto !
Sono felice d’avere l’occasione di intervistarti e in particolare di presentarti ai lettori di Alessandria today. Loro e io avremo così la possibilità di conoscerti meglio e di conoscere meglio la tua attività letteraria.
Aiutaci a conoscere il tuo mondo iniziando a parlarci della tua “amata Lecce” (come la definisci tu) e del rapporto culturale e sentimentale che intercorre tra te e lei.

Il rapporto che c’è tra me e la mia amata terra è molto sentimentale e nasce dall’infanzia dato che per una decina di anni ci sono cresciuto ed ho potuta ammirarla in tutto il suo splendore con i suoi archi, le sue chiese, le piazze ecc. Un luogo principalmente storico e culturale, ma anche di intrattenimento con la sua villa, pineta e svariati giardini. E dulcis in fundo le tantissime spiagge mete per i turisti dato che la mia città è nota per il Sole, il mare e il vento!

Scrivi poesie o racconti?

Io scrivo per lo più racconti di svariati generi che spaziano dall’epic fantasy, dalla fantascienza robotica e dall’young adult erotico.

Ho notato che nella tua biografia non parli di tuoi lavori pubblicati. È una tua volontaria omissione o tieni tutto gelosamente custodito nei tuoi cassetti?

Ho omesso nella biografia i miei lavori pubblicati che sono due perché volevo che in essa si parlasse di me in quanto persona, ma non sono assolutamente geloso delle mie opere anzi è mia intenzione mostrarle al mondo.

Hai iniziato a scrivere da giovanissimo? Com’è nata l’esigenza di scrivere?

Ho iniziato a scrivere fin dal primo momento in cui me l’hanno insegnato perché la mia mente istintivamente ha sempre creato storie dato che ho da sempre dovuto immaginare come fossero fatte le cose che non potevo vedere. Per questo, non potendole tenere tutte in testa per non implodere le ho riversate da prima su carta quando vedevo meglio e poi nel computer quando non riuscii più a vedere quello che mettevo per iscritto e naturalmente dopo aver imparato ad usare pc e sintetizzatore di voce. Continua a leggere “Marco Cazzella, scrittore di emozioni. Intervista a cura di Marcello Comitini”

Izabella Teresa Kostka. Intervista a cura di Marcello Comitini

Dopo la biografia della scrittrice, poetessa e giornalista Izabella Teresa Kostka che trovate pubblicata a questo link https://alessandria.today/2018/09/08/izabella-teresa-kostka-giornalista-freelance-per-wordpress-e-poetessa-si-presenta-ai-lettori-di-alessandria-today/
l’intervista https://alessandria.today/2019/01/01/intervista-a-izabella-teresa-kostka-poetessa-scrittrice-musicista-e-organizzatrice-di-eventi-culturali/
e questa presentazione
https://alessandria.today/2018/09/23/izabella-teresa-kostka-nata-a-poznan-polonia/
Alessandria today ha il piacere di pubblicarne un’ulteriore intervista.

Izabella Teresa Kostka

Benvenuta, Izabella!

Sono felice d’avere l’occasione di intervistarti e in particolare di presentarti ancora ai lettori di Alessandria today. sperando che nel corso dell’intervista ci sveli ulteriori aspetti della tua personalità che sono sin qui sfuggiti ma che costituiscono l’humus in cui si sviluppano i germi dei nostri pensieri.

Ho notato che la tua prima pubblicazione, dal titolo “Granelli di sabbia” è del 2014 . Hai iniziato a scrivere da tempo o da recente? E com’è nata l’esigenza di scrivere poesie?

Innanzitutto ringrazio per l’invito, ne sono molto felice.
Ho iniziato a scrivere fin da piccola esprimendomi nella mia lingua madre, quella polacca. Poi, col passare degli anni, mi sono dedicata soprattutto alla musica, agli studi universitari e al lavoro come docente di pianoforte. Dopo il mio trasferimento in Italia sono tornata alla scrittura, stavolta nella mia lingua adottiva, quella italiana ma, come spesso accade, custodivo ogni verso in un cassetto segreto lontano dagli sguardi. Circa 6 anni fa ho avuto un incidente in palestra che mi ha impedito di lavorare ancora come pianista: un infortunio alla mano sinistra e 7 punti di invalidità permanente. È stato uno schock perché ogni sicurezza è crollata frantumandosi come il mio sfortunato dito. Per combattere contro la depressione ho deciso di dedicarmi completamente alla scrittura, ho partecipato al primo concorso poetico e i miei pensieri lirici sono usciti allo scoperto.

Esiste un nesso sentimentale e culturale tra te e le due città, Poznań in Polonia, dove sei nata, e Milano, dove ti sei trasferita nel 2001? Un nesso che si è forse concretizzato nella fusione culturale di due nazionalità diverse e quindi di tradizione e mentalità differenti. Quanto questa duplice esperienza ha condizionato, nel bene e nel male, il tuo modo di poetare?

Mi sono sempre sentita una cittadina del Mondo e fin dall’infanzia sono cresciuta in un ambiente artistico impregnato di amore e passione verso la cultura in ogni sua forma, origine e sfumatura.
Sicuramente il fatto di unire nello stesso cuore ben due Patrie così lontane come la Polonia e l’Italia, ha influenzato parecchio il mio modo di creare e poetare. In una delle mie liriche dichiaro apertamente che “…non appartengo ad alcuna Patria” sono “… unione del Nord col Solleone”.
Amo profondamente entrambi i Paesi e mi sento sempre incompleta: in Italia mi mancano le onde del Baltico in burrasca, in Polonia rimpiango il canto delle cicale e la calura del Bel Paese.
Questo “sdoppiamento” della mia personalità si percepisce anche nella mia scrittura, nel linguaggio e nella stilistica molto poliedrica e, spesso, estremamente mutevole. Continua a leggere “Izabella Teresa Kostka. Intervista a cura di Marcello Comitini”

Angela Maria Intruglio. Volare con i sogni. Intervista di Marcello Comitini

Dopo la biografia della scrittrice e poetessa Angela Maria Intruglio che trovate pubblicata a questo link
http:// https://alessandria.today/2019/01/04/la-poetessa-e-scrittrice-angela-maria-intruglio-si-presenta-ai-lettori-di-alessandria-today//
Alessandria today ha il piacere di pubblicarne l’intervista.

Anna Maria Intruglio

Benvenuta, Angela Maria!
Sono felice d’avere l’occasione di intervistarti e in particolare di presentarti ai lettori di Alessandria today. Loro e io avremo così la possibilità di conoscerti meglio e di conoscere meglio la tua attività letteraria.

Sono molto felice per questa intervista, che mi dà l’opportunità di presentarmi ad un pubblico, attento alle tematiche letterarie di Poeti e Scrittori contemporanei.
Ringrazio la gentile redazione e saluto tutti i lettori di Alessandria today.

Mi sembra ovvio iniziare chiedendoti in che misura pensi che lo spirito siculo interagisca con il tuo modo di pensare e di vivere.

La Sicilia è una terra molto bella, culla di civiltà di antichi popoli: Greci, Romani, Arabi, Normanni.
Illustri Poeti e Scrittori, di un periodo letterario più recente, David Herbert Lawrence, J.M. Goethe, per citarne alcuni, hanno trovato in Sicilia, terreno fertile per la loro ispirazione letteraria.
I siciliani, siamo un popolo abituato alla superba bellezza di un mare che ci circonda, un Vulcano che ci domina e una rigogliosa natura che profuma di Eden.
Mi sento privilegiata di appartenere a questa terra e trarre dalla sua bellezza ispirazione.

Dalla tua biografia ho notato che il tuo primo libro è una raccolta di poesie dal titolo “Poesie. Sassi di mare siciliano”, pubblicata nel 2012. Com’è nata l’esigenza di pubblicare?

”Sassi di Mare Siciliano” è una raccolta di poesie senza una connotazione precisa, che tuttavia, gronda amore da ogni verso.
L’esigenza di pubblicare la raccolta, alla quale ne sono seguite altre tre, più sette sillogi, è nata dalla continua richiesta dei miei lettori, che ritrovandosi nei miei versi, mi hanno incoraggiata a pubblicare e a condividere attraverso un testo e non solo sulla mia pagina facebook. Continua a leggere “Angela Maria Intruglio. Volare con i sogni. Intervista di Marcello Comitini”

Neve- Neige – Snow, di Marcello Comitini

Neve, di Marcello Comitini

Neve
So che giunge assieme al vento.
I capelli neri legati sulla nuca nuotano nell’aria
e gli occhi luminosi brillano come quell’anellino d’oro
che porta al dito.
Le sue mani bianche spezzano i rami mentre passa
di corsa e carezzano le nuvole.
Le spinge lontane verso giorni da dimenticare.
Forse tutto ruota intorno all’illusione.
Se chiedo l’avete vista mi rispondono insieme
qui tutto è calmo tutto dimenticato.
In fondo
sulle cime delle montagne il manto di neve
al sole brilla come il suo anellino d’oro.

Neige
Je sais qu’elle vient avec le vent
les cheveux noirs liés à la nuque nagent dans l’air
et ses yeux lumineux brillent comme cette petite bague en or
qu’elle porte au doigt.
Ses mains blanches cassent les branches pendant qu’elle passe
en courant et caressent les nuages.
Elle les repousse vers des jours à oublier.
Peut-être que tout tourne autour de l’illusion.
Si je demande l’avez-vous vue, on me répond ensemble
ici tout est calme, tout est oublié.
Enfin
sur les sommets des montagnes le manteau de neige
au soleil brille comme sa bague en or.

Snow
I know it comes along with the wind
the black hair tied at the nape is swimming in the air
and the luminous eyes shine like that little golden ring
which leads to the finger.
His white hands break the branches as he go away
quickly and she caress the clouds.
Her them away toward days to forget.
Perhaps everything revolves around illusion.
If I ask have seen it, they will answer me together
here everything is calm, all forgotten.
At bottom
on the tops of the mountains the blanket of snow
in the sun shines like his little golden ring.

5oo Like a Marcello Comitini

Ringrazio voi tutti, lettori di Alessandria today, e Pier Carlo Lava in particolare, per avermi donato 500 dei vostri “mi piace” in pochissimo tempo, nonostante la mia rara presenza sul blog.
Questa mia presenza manchevole è dovuta soprattutto a una lentezza bradipea che mi consente di sfornare soltanto quelle parole che sono maturate prima nel mio cuore, poi nella mia mente e che vengono trasmesse poi alle mani che le traccino in maniera leggibile e spero anche condivisibile.
Grazie a tutti.

Tra le stelle – Parmi les étoiles – Among the stars, Marcello Comitini

Tra le stelle, di Marcello Comitini

a Claude Esteban

Tra le stelle

Sono in piedi e avanzo lentamente
i piedi sepolti dalla sabbia.

Guardo in alto. Vedo nello spazio immenso
tra una stella e l’altra
l’oscuro nulla della notte immobile.

Temo che il buio ostacoli i miei passi
che un po’ di vento freddo mi rovisti il cuore,
che un soffio più deciso lo disperda
come polline sul mare.

Temo.

Ma nell’oscuro nulla il vento mi spingerà
più in alto.
Io ancora esisterò.

Parmi les étoiles

Je suis debout et j’avance lentement
les pieds enterrés dans le sable.

Je regarde vers le haut. Je vois dans l’immense espace
entre une étoile et une autre
le néant sombre de la nuit immobile.

Je crains que les ténèbres entravent mes pas
Que le vent , le plus petit et froid, fouille mon cœur,
qu’un souffle plus déterminé le disperse
comme le pollen sur la mer.

Je crains.

Mais dans le néant sombre, le vent va me pousser
plus haut.
J’existerai encore.

Among the stars

I am standing and I move slowly
the feet buried in the sand.

I look upwards. I see in the immense space
between one star and another
the dark nothingness of the motionless night.

I fear the darkness hinders my steps
the wind, smallest and cold, ransack my heart,
that a more determined breath scatters it
like pollen on the sea.

In the dark nothingness, the wind will push me
higher.
I will still exist.

Pasquale De Falco, scrittore e poeta. Intervista a cura di Marcello Comitini

Dopo la biografia dello scrittore e poeta Pasquale De falco che trovate pubblicata a questo link

https://alessandria.today/2019/01/03/pasquale-de-falco-scrittore-e-poeta-e-un-nuovo-autore-della-redazione-di-alessandria-today/

Alessandria today ha il piacere di pubblicarne l’intervista.

Pasquale De Falco

Benvenuto, Pasquale!

Sono felice d’avere l’occasione di intervistarti e in particolare di presentarti ai lettori di Alessandria today. Loro e io avremo così la possibilità di conoscerti meglio e di conoscere meglio la tua attività letteraria.

Mi sembra ovvio iniziare chiedendoti in che misura pensi che lo spirito campano e quello lombardo si siano fusi insieme e interagiscano con il tuo attuale modo di pensare e di vivere.

Sono nato a Napoli e trasferito in pianta stabile in Lombardia dal 2009, quindi dopo 10 anni ho avuto modo di conoscere abbastanza bene lo spirito lombardo. Partiamo dal presupposto che la differenza che a volte viene espressa tra Nord e Sud non rientra nel mio mio modo di pensare. I pro e i contro si trovano in entrambe le regioni. Ho vissuto 6 anni a Milano e non ho notato grandi differenze con Napoli, due città molto aperte culturalmente e mentalmente. Caotiche entrambe e molto globalizzate. Qualche differenza l’ho notata nei piccoli paesi della provincia varesotta e pavese dove ho abitato, i piccoli centri lombardi sono più freddi dal punti di vista dei rapporti sociali rispetto allo spirito campano molto rivolto alla socialità anche tra non conoscenti. Sono sincero, il mio modo di vivere e pensare non è mutato lasciando Napoli, sono una persona fortemente legata alla tradizione e modus vivendi napoletano.

Dalla tua biografia ho notato che il tuo primo libro è un romanzo pubblicato nel 2016, nonostante tu abbia iniziato a scrivere da giovanissimo. Com’è nata l’esigenza di pubblicare?

Quando ho iniziato a scrivere, la scrittura era qualcosa di molto intimo di cui andavo molto geloso. Raramente prima del 2006 ho pubblicato qualche poesia su qualche rivista cartacea o online. Qualche anno prima del 2006 è nata in me l’idea di far leggere i miei scritti, non tanto per “diventare uno scrittore” ma maturando come persona e maturando nello scrivere è nata in me  l’esigenza di far conoscere agli altri le mie idee, giuste o sbagliate che siano. Continua a leggere “Pasquale De Falco, scrittore e poeta. Intervista a cura di Marcello Comitini”

La magnolia, di Marcello Comitini

Gionata Alfieri, Magnolia

Tra le mani tieni l’ultimo ramo giovane
che svettava in cima a una magnolia immensa
colma di fiori come volti profumati aperti all’ultimo
sole della primavera.
Di fianco al maestoso tronco
ruvido d’ anni rivedevi il volto di tua madre
che attendeva col sorriso gli ospiti graditi
come i voli delle rondini che tornano.
Sono saliti in alto come scoiattoli feroci
e scale e corde e un giorno intero
hanno ruggito i motori della sega
coprendo i gridi dell’allerta
il brivido di foglie che credevano
d’essere strappate dalle mille carezze del vento,
i tonfi sordi dei rami come corpi
staccati dalla vita.
Nella poca luce della sera
hanno reciso a filo dell’asfalto
il tronco infine cieco.

Ora è silenzio
e il ceppo e gli spezzoni a terra
stillano nel rosso del tramonto.
L’ombra s’addensa sino all’orizzonte
nello specchio impassibile del cielo.
Nei tuoi occhi lo spazio si fa oscuro
e il silenzio si distende come nuvola
discesa a soffocare l’incanto della sera.

Ancora in mano tieni il primo ramo
e le sue foglie che tremano di vita.

Non lasciarlo cadere. Dalla buia ferita
non odano
le tue radici almeno
il tonfo trionfante della morte.

Stefania Melani, arte e bellezza. Intervista a cura di Marcello Comitini


Dopo la biografia della  pittrice e poetessa Stefania Melani, che trovate pubblicata a questo link

https://alessandria.today/2018/11/15/stefania-melani-pittrice-e-poetessa-si-presenta-ai-lettori-di-alessandria-today/

Alessandria today ha il piacere di pubblicarne l’intervista.

Stefania Melani

Stefania, benvenuta su Alessandria today!

È veramente un piacere ospitarti. Ci vuoi raccontare chi sei, cosa fai nella vita, oltre a scrivere e dipingere, e qualcosa della città dove vivi?

Buongiorno luminoso e sereno a tutti, sono Stefania Melani, dipingo, disegno e scrivo poesie. Ho lavorato molto nel campo della moda, ho dipinto tessuti pregiati , abiti e scialli, foulard e camicette particolari per boutique, negozi di antiquariato, vetrine e privati in tutta Italia.

I papaveri, Foulard dipinto a mano su seta

Ora ho cessato questa attività perché non mi rimaneva tempo per scrivere e dipingere.

Vivo a Pietrasanta per scelta. Pietrasanta è chiamata la piccola Atene, per l’arte che ovunque si respira. Di qui sono passati e passano, molte volte fermandosi a vivere, i migliori scultori mondiali, iniziando da Michelangelo….fino ad oggi, con Botero, Mitoraj e molti altri

 

Scrivere e dipingere sono esperienze nate contemporaneamente? E cosa ti ha spinto a iniziarle?

Amo sia scrivere che dipingere, sono cresciute con Me queste mie passioni, fin da adolescente, amo la natura, i colori, i libri….così ho iniziato.

Colori, luci, sensazioni, emozioni per scrivere e dipingere: ci sono ore in cui una maggiore sensibilità invade il tuo animo per scrivere o dipingere?

No. C’è l’ispirazione che può giungere in ogni momento, uno stato di grazia ispirato da mille emozioni, dalla bellezza della natura ai sentimenti.

Ci vuoi parlare dei libri che hai pubblicato?

Sono state pubblicate mie poesie su Antologie, libri e giornali cartacei ed online.

Ora stiamo lavorando con l’editore ad un libro di poesie soltanto mie. Continua a leggere “Stefania Melani, arte e bellezza. Intervista a cura di Marcello Comitini”

Il piacere di respirare, di Marcello Comitini

Rosso Pompeiano

Una poesia sulla libertà di un uomo solo che
dedica questi versi all’infinita e squisita 
gentilezza di Pier Carlo Lava

Seduto al balcone lui
volta le spalle al sole.
Io ne vedo solo la testa
oltre il parapetto in cemento
come fosse decapitato
contro il rosso pompeiano del muro.
I suoi capelli
evocano vecchie nuvole
illuminate in un immobile cielo invernale.
I suoi occhi guardano in basso
forse le sue ginocchia.
Forse pensa a quand’era bambino
alle ginocchia di sua madre.
O quando teneva tra le braccia
quella donna
che gli ha piantato un coltello nel cuore
o quell’altra
che gli ha rinfacciato
di non essere nessuno
d’essere meno di una foglia
caduta sui piedi di un viandante.
Gli rimane il piacere di respirare d’esistere,
di brancolare affannato nella nebbia
dei suoi ricordi
come in un lungo viale
che porta verso l’eternità. È tutta la sua tristezza,
la sua fatidica libertà.

Quarto Giorno, di Marcello Comitini

Quarto Giorno, di Marcello Comitini

Copertina Quarto giorno 01.jpg

Per chi volesse acquistarlo può cliccare su questo link:

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Ringrazierò personalmente tutti coloro che lo acquisteranno.

Per chi volesse ricevere in omaggio un saggio  del libro può cliccare su questo link:

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Il download è gratuito senza impegno e anonimo.

Elisabetta Bagli, il futuro ha una speranza. Intervista a cura di Marcello Comitini.

Dopo la biografia della scrittrice e poetessa Elisabetta Bagli che trovate pubblicata a questo link
https://alessandria.today/2018/10/13/elisabetta-bagli-scrittrice-e-poetessa-si-presenta-ai-lettori-di-alessandria-today/
Alessandria today ha il piacere di pubblicarne l’intervista.

Benvenuta, Elisabetta!
Sono felice d’avere l’occasione di intervistarti e in particolare di presentarti ai lettori di Alessandria today. Loro e io avremo così la possibilità di conoscerti meglio e di conoscere meglio le tue attività, non soltanto quella letteraria.
Ho notato che indichi il 2010 come data del tuo esordio letterario. Hai iniziato a scrivere da giovane o da adulta? E com’è nata l’esigenza di scrivere?

Grazie a voi di Alessandria today per l’opportunità che mi avete dato con questa intervista per poter parlare un po’ del mio mondo e della mia attività di scrittrice.
L’esigenza di scrivere l’ho avuta da sempre. Sin da quando ero ragazza scrivevo pensieri, storie, la mia vita sul diario della scuola o su fogli sparsi e continuo a farlo. Ho sempre scritto solo per me e per una stretta cerchia di amici coi quali mi sono confrontata e consigliata su tanti aspetti. Otto anni fa, spinta da un mio amico che leggeva i miei scritti, decisi di partecipare a un concorso indetto da ilmiolibro.it. Arrivai in finale e presi coscienza che, forse, mi dovevo lanciare in questo mondo, tirar fuori me stessa, far sapere agli altri quel che ho da dire, cosa penso, cosa voglio, e passare anche dall’altra parte: da accanita lettrice quale ero, e quale sono tuttora, a scrittrice.

Esiste un nesso sentimentale e culturale tra te e le due città, quella italiana, dove sei nata e dove hai vissuto sino al 2002, e quella spagnola, dove vivi adesso? Un nesso che si è forse concretizzato nella fusione culturale di due mentalità diverse, e che è latente nel tuo poetare?

Un nesso soggettivo esiste senz’altro, sebbene Roma e Madrid siano città profondamente diverse, per storia, cultura, arte… e le persone che le vivono, anche se non si direbbe di primo acchitto, abbiano una mentalità molto divergente l’una dall’altra.
Roma, per me, è la mia casa, la città che mi ha visto nascere e fiorire, la città nella quale ho tutti i miei affetti e che conserva i miei primi passi in questo mondo poetico. Madrid è la mia città d’adozione, la mia seconda casa, la città nella quale sono maturata sia come donna che come scrittrice, la città che ha da subito accolto le mie espressioni poetiche e che ogni giorno mi regala emozioni e vita. Mi trovo a mio agio in entrambe le città, sia dal punto di vista personale che artistico, perché mi offrono panorami diversi nei quali si possono compenetrare gli elementi che costituiscono la mia poetica e la mia poesia. Infatti, ci sono poesie dedicate a Roma e ai miei ricordi nella città eterna, così come ce ne sono altre che costituiscono lo specchio della mia realtà madrilena e del mio vissuto in terra iberica. Entrambe le realtà sono in me e io in loro, indissolubilmente fuse, perché costituiscono la mia identità in continuo sviluppo. Continua a leggere “Elisabetta Bagli, il futuro ha una speranza. Intervista a cura di Marcello Comitini.”

Franco Bonvini, sintesi di emozioni. Intervista a cura di Marcello Comitini

Dopo la biografia del  poeta Franco Bonvini, che trovate pubblicata a questo link
https://alessandria.today/2018/11/26/il-poeta-franco-bonvini-si-presenta-ai-lettori-di-alessandria-today/
Alessandria today ha il piacere di pubblicarne l’intervista.

Franco Bonvini
Franco Bonvini

Benvenuto, Franco!
Sono felice d’avere l’occasione di intervistarti e in particolare di presentarti ai lettori di Alessandria today. Devo subito sottolineare con piacere che, leggendo la tua biografia, si ha la gradevole sensazione di conoscerti bene perché hai la capacità di presentarti a cuore aperto. Questa intervista dunque non può avere altro scopo che consentire ai lettori di Alessandria today di approfondire la conoscenza delle tue attività letterarie e musicali.
Ho notato che la tua prima pubblicazione è avvenuta all’inizio di quest’anno 2018 . Hai iniziato a scrivere da giovane o da adulto? E com’è nata l’esigenza di scrivere poesie?

Questa è una gran domanda, e difficile. Ho iniziato da adulto, per non usare “anziano”, Già nonno ma non ancora in pensione come sono ora.
Non so se sia un’ esigenza, è nata leggendo poesie di grandi poeti ma anche di amici che mi hanno fatto conoscere questo mondo. Vedendo come riuscivano a descrivere emozioni che poi erano anche le mie.

Nella tua biografia affermi che non hai alcuna pretesa d’essere chiamato poeta. Tuttavia hai composto ben 529 poesie, come risulta dal sito La Recherche, che evidenzia anche 23 aforismi, 19 brani di narrativa, 27 riflessioni sui temi più diversi della vita. Non ti sembra di mostrarti eccessivamente modesto?

E’ vero, ho scritto parecchio ma all’inizio erano solo lì, alla Recherche, come fosse un mondo a parte, diverso dal mio, nel quale non sapevo se sarebbero state apprezzate.
Poi un giorno il mio batterista m’ ha “beccato” e gli sono pure piaciute, così ho cominciato a uscire un po’ su altri social, ancora non pubblico nella mia pagina fb però, solo su qualche gruppo di poesia o WordPress che ho aperto da quest’ anno. Continua a leggere “Franco Bonvini, sintesi di emozioni. Intervista a cura di Marcello Comitini”

Marco Gallo scrittore. Competenza e cultura, intervista a cura di Marcello Comitini

Marco Gallo scrittore. Competenza e cultura, intervista a cura di Marcello Comitini

Marco Gallo

Marco ciao! E benvenuto su Alessandria today. È veramente un piacere ospitarti.

Ci vuoi raccontare chi sei, cosa fai nella vita oltre a scrivere e qualcosa della città dove vivi?

Sono nato e vivo a Roma, anche se la mia famiglia paterna è piemontese da molte generazioni di Monastero Bormida, posto dove ho passato bei momenti durante la mia infanzia e prima adolescenza e che visito ancora con piacere. Sono laureato in ingegneria informatica, altra passione, e lavoro in una azienda specializzata in tecnologie innovative. Sono sposato da oltre vent’anni con Paola e abbiamo un figlio di sedici anni, Federico. Chi sono? Bella domanda! Sicuramente c’è un pezzo di me in ognuna delle cose che scrivo. Il resto lo sto scoprendo strada facendo.

Quando hai iniziato a scrivere e cosa ti ha spinto a farlo?

Qualche anno fa rovistando tra le mie vecchie cose ho ritrovato un quaderno della quinta elementare. L’ho sfogliato e ho trovato un racconto, forse il primo che ho scritto nella mia vita. La cosa che ancora mi colpisce è che mia moglie e mio figlio ricordano ancora la frase finale con cui si concludeva. È stato però solamente un anno e mezzo fa che ho deciso di seguire un corso di scrittura creativa presso la scuola Omero di Roma e iniziare a scrivere con ordine frasi, pensieri dialoghi e poi racconti che da sempre componevo ma rimanevano nella mia testa.

Ci sono ore che prediligi nella giornata per scrivere?  Cosa provi quando scrivi?

Ho scoperto che la scrittura per me è quasi una necessità esistenziale. Tuttavia il mio compito quotidiano è di armonizzarla con le altre cose della mia vita quali famiglia, lavoro, amicizie, sport. Nella scrittura ci sono due momenti importanti nella giornata. La mattina, in quella fase in cui non dormo più ma non sono nemmeno completamente sveglio e la sera. La mattina è il momento delle idee, la sera è il momento per scriverle. Ci sono delle sere in cui le parole fluiscono con molta facilità, altre invece molto meno. Mi è capitato di svegliarmi in piena notte con un’idea e passare un paio d’ore a scriverla oppure tirare fino a notte fonda per concludere una storia, oppure riscriverla. I fine settimana sono anche un buon momento per scrivere. Per me scrivere è come avere in mano il timone di una barca a vela in cui sono il solo passeggero e il mare è uno spazio che continua dentro di me. Continua a leggere “Marco Gallo scrittore. Competenza e cultura, intervista a cura di Marcello Comitini”

Gita alla Tuscia, di Marcello Comitini

Tuscia

Dopo una giornata a camminare nei boschi
tra gli alberi rossi del colore dell’autunno,
tra ruderi etruschi e degli antichi romani
al tramonto mi siedo sfinito
al tavolo al centro di uno spiazzo
davanti a una taverna con gli ulivi intorno
e accanto un campo infestato dai gialli fiorellini d’artemisia
e campanule viola d’atropa bella donna.
Una vecchia con il volto crettato di pietà e dagli anni
con un grembiule bianco legato ai fianchi
versa lentamente un vino
che sobbolle nei tozzi bicchieri da osteria.
Piego il capo sulle mani socchiudo gli occhi attendo che s’acquieti
il suo profumo corposo.

La giovinezza è ancora mio appannaggio?
E lo struggente patimento d’amare la vita
sotto questo carico di anni e d’impalpabili macerie?

Il profumo del vino mi penetra nel sangue
allontana ogni opacità e timore.

Guardo le mani della vecchia ne seguo ogni suo gesto
le chiedo quale sorte
l’abbia condotta nei boschi della Tuscia.
Nessuna nostalgia per la terra abbandonata.
La mia casa – risponde – è ovunque ci sia
uva da vendemmiare, erba selvaggia da cogliere
e un uomo da amare. E mentre parla sorride
d’un sorriso triste pieno di ricordi, alcuni neri
come rondoni senza nido.

Porto alle labbra il bicchiere, gusto il caldo
e aspro sapore del vino che mi solleva
da ogni rimpianto. E penso che in basso mi attende
la mia auto lucida e rossa e l’abitacolo che profuma
delle donne che ho amato del calore dei loro corpi
come tana d’amore .
Per un attimo penso che persino la morte
non riuscirà mai a intaccare il calore del loro profumo.
La vecchia mi guarda dritto negli occhi e senza esitazione
toglie via il bicchiere vuoto

Bruno Pennasso, attore. Emozioni dietro le quinte. Intervista a cura di Marcello Comitini

Emozioni dietro le quinte. Intervista all’attore Bruno Pennasso a cura di Marcello Comitini

Alessandria today, dopo aver pubblicato la biografia dell’attore Bruno Pennasso che trovate a questo link:
https://alessandria.today/2018/08/25/bruno-pennasso-attore-si-presenta-ai-lettori-di-alessandria-today/

da Nel nome del padre 1 rit
Bruno Pennasso in “Nel nome del padre” di Luigi Lunari

è lieta di pubblicare l’intervista  gentilmente rilasciataci dall’amico Bruno.
Ma prima vorrei sottolineare quanto siano interessanti le sue risposte:
hanno il potere condurci oltre insospettate quinte.
Non quelle fisiche che vediamo nei palcoscenici del teatro, ma quelle che
celano l’uomo a
gli spettatori. 

Ciao Bruno! Innanzitutto, grazie di essere qui con noi!  Potresti presentarti brevemente? Raccontaci chi sei, cosa fai nella tua vita, quali sono le tue passioni.

Buongiorno! Grazie a te per avermi proposto questa intervista. Sono un po’ emozionato perché è una delle rarissime interviste che mi viene richiesta!
Chi sono… a volte mi sembra di essere don Chisciotte che combatte contro i mulini a vento!!! Nel senso che ho sempre creduto nell’Arte, quella vera, quella che costa fatica, quella che ha bisogno di studio e dedizione per essere espressa ma anche passione, amore e voglia di darsi al 100 %! E invece vedo intorno a me tanti cloni, tanti burattini che scimmiottano!

In che misura il tuo rapporto con la tua città ha influito o meno sulla tua formazione?

Quando ho iniziato a pensare di voler fare l’attore di professione (che brutta parola!) mi sono guardato intorno e ho scovato una piccola scuola di recitazione (era il 1969… una vita fa!), volevo iniziare dall’abc quindi dizione e primi rudimenti. Dopo i primi due anni fortunatamente uno dei docenti prese sotto la sua ala alcuni tra noi allievi –e la cosa mi inorgoglì non poco- per continuare il lavoro più seriamente. Da lì iniziai a pensare che era la mia strada e infatti frequentai la Scuola dello Stabile, poi sostenni i primi provini e, in seguito con l’incontro con Beppe Navello arrivò la prima Compagnia (Cooperativa Teatro Proposta). Quindi devo molto alla mia città che mi ha offerto quasi su un piatto d’argento quanto cercavo. Continua a leggere “Bruno Pennasso, attore. Emozioni dietro le quinte. Intervista a cura di Marcello Comitini”

Metamorfosi impossibile, di Marcello Comitini

Francesco Astiaso Garcia PENSIERI
Francesco Astiago Garcia, Pensieri

Pubblico questo racconto in esclusiva per i lettori di Alessandria today

di Marcello Comitini

Spesso mi capita di oziare per ore in attesa della parola esatta, dell’espressione più azzeccata, della frase più accattivante, quella che illuminerà con un lampo l’immagine che mi ronza nel cervello come un’ape che vaga in cerca del profumo di un fiore.

L’attesa non mi dispiace, ma ho un senso di fastidio per l’azzurro freddo delle pareti che mi chiudono fra le quattro mura del mio ufficio.

Una parete in verità è una grande vetrata che mi permette di guardare fuori. Mi dona addirittura la sensazione di trovarmi giù nella piazza deserta, sotto i suoi portici lungo uno dei suoi lati. È una piazza fredda e squallida. I palazzi che la circondano hanno finestre cieche i cui vetri bruniti nascondono le vite che si muovono dietro. Solo nei pomeriggi le luci fredde e oscure delle finestre animano le facciate, ma la piazza resta deserta nella penombra di fiochi lampioni.

All’ora di pranzo sono obbligato per contratto a lasciare tutto e uscire. Nessuno ha il permesso di curiosare negli uffici dei colleghi. Per motivi di sicurezza, l’accesso ai computer non può essere protetto da password, né le stanze di ogni copywriter possono essere chiuse a chiave. Quindi all’ora di pranzo tutti dobbiamo abbandonare il palazzo.

Quando esco dalla stanza non incontro nessuno, né sull’ascensore né all’ingresso principale. Vedo solo il custode, chiuso nella sua scatola di vetro, che sorveglia con occhi immobili e lo sguardo inaccessibile. Continua a leggere “Metamorfosi impossibile, di Marcello Comitini”

Giusi Contrafatto, poetessa siciliana si presenta ai lettori.

Giusi Contrafatto, poetessa siciliana si presenta ai lettori di Alessandria today.

di Marcello Comitini

Alessandria today è lieta di presentare ai propri lettori la biografia di Giusi Contrafatto,  poetessa e promotrice di attività letterarie e artistiche.

A questa breve presentazione farà seguito  una più articolata chiacchierata sotto forma di intervista.

Giusi nasce a Caltagirone il 25 giugno 1960, di madre Triestina e padre Milanese ( che  a sua volta è di origini calatine per padre e palermitane per madre). Vive a Milano fino al 1976. Successivamente si trasferisce in Sicilia nella città natale dove consegue il diploma di ragioneria.

Giusi contrafatto foto
Giusi Contrafatto

Già imprenditrice siciliana, attiva nell’azienda fondata a Milano dal nonno Giacomo, ha proseguito su quelle orme che recano la data dell’anno di grazia 1930 e che si perdono poi inesorabilmente inghiottite dalla più clamorosa crisi economica iniziata nel 2008.

Nella mescolanza delle diversità territoriali di origine si forma in lei un animo artistico, fantasioso e adattabile ad ogni nuova creazione di esistenza.

Ha realizzato in Sicilia come Sommelier AIS enogastronomico, eventi enoculturali di i rilievo.

Collabora con riviste e testate giornalistiche on-line curando pubblicazioni di editoriali.

In campo poetico, la sua prima poesia la annovera a nove anni, per un concorso bandito dal comune di Milano e indirizzato alle scuole elementari, con tema “la natura” e vi partecipa con la scuola elementare “Giovanni Pascoli”. Segue la scrittura di liriche e di piccoli racconti, che riportano frammenti di vita vissuta.

Ha pubblicato le raccolte di poesia “Forza d’Ali”, “Passi-Pedagogia del cuore”, “La brezza del soffio” ed è presente in diverse antologie nazionali e internazionali ma è poco avvezza alla partecipazione a premi letterari . Continua a leggere “Giusi Contrafatto, poetessa siciliana si presenta ai lettori.”