Arte&Mostre. “Leonardo da Vinci – I volti del genio”, tappa ad Alessandria del “road-show” di presentazione della mostra di Torino. Articolo di Maurizio Coscia.

Qual era il volto di Leonardo da Vinci?

Nel corso dei secoli, se n’è discusso molto e sono state realizzate alcune rappresentazioni pittoriche contemporanee, ma anche postume alla morte del genio fiorentino dell’arte, della tecnica e della scienza, sulla base di sue descrizioni fisiche, riportate da differenti autori e, comunque, concordanti nel mettere in risalto che, Leonardo, fosse uomo di fascino e di bell’aspetto.

Venerdì sera 18 ottobre 2019, il prof. Barbatelli, illustre esperto italiano di Storia dell’Arte, ha trattato questo argomento presso la Biblioteca civica di Alessandria, durante la tappa alessandrina del “road-show” preparativo della mostra dedicata a “Leonardo da Vinci – I volti del genio”, suddivisa in differenti aree tematiche e che si terrà a Torino, a partire dal 7 dicembre 2019 e fino al 31 maggio 2020, presso il Mastio della Cittadella – Museo Storico Nazionale d’Artiglieria.

Il professor Barbatelli, è “scopritore” a Salerno della cosiddetta “Tavola Lucana”. In essa, vi è la raffigurazione di un volto maschile, ruotato di una certa angolazione, sul piano orizzontale, intorno all’asse verticale, che mette in evidenza uno sguardo captante che sembra seguire l’osservatore in tutti i punti dello spazio dove possa spostarsi. Quest’opera era stata considerata, dal suo proprietario, un ritratto di Galileo Galilei. Continua a leggere “Arte&Mostre. “Leonardo da Vinci – I volti del genio”, tappa ad Alessandria del “road-show” di presentazione della mostra di Torino. Articolo di Maurizio Coscia.”

Arte&Fotografia. Mostra fotografica “Benzina, Ruggine e Gloria” di Fabio Pieri presso Caffè alessandrino.

Giovedì 17 ottobre 2019 alle ore 18, presso CAFFÈ ALESSANDRINO in piazza Garibaldi, 39 – Alessandria, si terrà l’inaugurazione della mostra fotografica “BENZINA, RUGGINE E GLORIA” di Fabio PIERI nell’ambito del progetto ARTE DIFFUSA.

Fabrizio PRIANO,  Presidente dell’Associazione Culturale Libera Mente-Laboratorio di idee commenta: “Con la mostra dedicata al Fotografo Fabio PIERI proseguono gli appuntamenti del Progetto ARTE DIFFUSA, eventi dedicati all’Arte presso alcuni locali della nostra Città. In questa singolare mostra fotografica Fabio PIERI, con eleganza e fantasia, ci riporta ad un glorioso tempo passato automobilistico”.

FABIO PIERI

Fabio PIERI, fotografo per passione da una vita, si è riavvicinato alla fotografia negli ultimi anni, dopo una lunga pausa. Inoltre, è membro dell’associazione Passo dopo Passo – sezione fotografica di Alessandria – nell’ambito della quale ha partecipato a diversi progetti rivolti alla valorizzazione del territorio alessandrino e alle mostre fotografiche “Icone del Commercio” e “Tattoo, Linee per la Vita”. Il fotografo, appassionato anche di ritratto fotografico e fotografia di scena, ha frequentato diversi workshop inerenti a tali temi. Nel 2013, con l’opera “Così vicini, così lontani”, è stato vincitore del 1° premio in occasione di un concorso fotografico a San Sebastiano Curone (AL). Nel 2015, ha partecipato alla Biennale d’Arte di Alessandria “OMNIA”. Infine, Fabio PIERI segue costantemente il gruppo artistico alessandrino “Ostinata Passione” durante la rappresentazione dei loro spettacoli, Giulietta e Romeo, Notre Dame de Paris, Dracula , Evita e Tosca, sia come fotografo, sia come realizzatore dei video di scena.

 

 

 

Choco Days 2019 a Novi Ligure (AL). Articolo di Maurizio Coscia.

A Novi Ligure (AL), i Choco Days ovvero i tre giorni dedicati al cioccolato sono terminati. Da venerdì 11 a domenica 13 ottobre 2019, il centro storico cittadino è stato invaso da bancarelle dei migliori artigiani cioccolatieri e da molta gente intervenuta in occasione della rinnovata manifestazione, quanto mai appropriata per una località della provincia alessandrina che si pone come sede privilegiata, anche a livello nazionale, nella produzione alimentare di cioccolato, in primo luogo, per la presenza di varie aziende di questo settore.

La manifestazione è stata organizzata dalla Choco Ducale in collaborazione con il consorzio dei commercianti Cuore di Novi. Si è trattato di un goloso fine settimana interamente dedicato al cioccolato, sano e buono, ricco di eventi collaterali. Vi sono state  degustazioni, cooking show, lezioni per adulti e laboratori per bambini. Inoltre, c’è stata una degustazione di focaccia novese con crema spalmabile alle nocciole e animazione per i più piccoli. Gli stand della mostra mercato, dedicata al cioccolato, sono rimasti aperti dalle 10.00 alle 20.00: è stato possibile scoprire il ricco assortimento di gustose praline, tavolette al latte, fondenti e aromatizzate, creme spalmabili, liquori al cioccolato, le deliziose sacher e le intramontabili crepes con panna e cioccolato caldo. Gli stand, presenti all’evento, hanno proposto anche sculture di cioccolato, cuori e tante piccole raffinate creazioni da gustare. C’è stata anche la possibilità di assaggiare prodotti gluten free. Tra le attrazioni della festa vi è anche stata la Fabbrica del Cioccolato, che ha mostra le varie fasi di lavorazione del cioccolato secondo il protocollo Choco Word Educational. Infine, i negozi del centro sono rimasti aperti anche domenica pomeriggio ed è stata possibile una visita guidata, a gruppi, del Teatro Marenco di Novi Ligure, in via Girardengo, organizzata dai volontari del FAI.

Immagini relative ai Choco Days 2019

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Momenti di Cultura. Giuliano Saba, artista di Alessandria. Articolo di Maurizio Coscia.

Giuliano Saba

Biografia di Giuliano Saba

Giuliano Saba nasce in Sardegna, a Gonnosfanadiga, in provincia di Cagliari, nel 1949 e, dopo aver lavorato presso un’azienda tessile sarda, si sposta dal suo paese d’origine, viaggiando in Europa e in America e svolgendo anche l’attività di saldatore in Piemonte. Arriva ad Alessandria nel 1971 e nutre, fin dall’inizio, simpatia per la città, un tempo luogo d’elezione dell’industria tessile per la produzione, in particolare, dei cappelli Borsalino. Questo periodo è da lui ricordato in un’intervista di Pier Carlo Lava, presso il Caffè alessandrino durante una sua esposizione.

La professionalità lavorativa acquisita dall’artista, nel corso del tempo, svolgendo la sua attività di saldatore con acciaio e ottone, costituisce la base per la realizzazione di tutte le sue sculture. Infatti, a Giuliano Saba piace lavorare con l’acciaio inox che ritiene un materiale dotato di durezza, ma adatto alla realizzazione artistica e con l’ottone. Tra le sue opere ricordiamo “La Follia”, frutto delle immagini mentali evocate durante una sua lettura. Si tratta di una scultura in metallo saldato che è stata esposta anche a Venezia nel 2018 in occasione della Cinquantesima Biennale d’Arte.

Giuliano Saba è artista poliedrico e, oltre a essere uno scultore, si è dedicato con passione anche alla poesia e alla realizzazione di numerose opere pittoriche. Nella sua pittura si osserva l’utilizzo di colori acrilici e primari, accesi, tra i quali prevale il rosso. Infatti, l’artista è una persona vitale, dotata di una vivacità mentale e fisica che esprime nei suoi quadri.

Giuliano Saba è associato al MAC – Monferrato Arte e Cultura e ha, in precedenza, esposto presso: Continua a leggere “Momenti di Cultura. Giuliano Saba, artista di Alessandria. Articolo di Maurizio Coscia.”

Arte&Pittura. Inaugurazione della mostra pittorica “Impronte, echi e colori della mia terra”, di Giuliano Saba presso Saltallocchio Cafè al rione Cristo di Alessandria. Articolo di Maurizio Coscia.

Alessandria: L’Associazione Culturale LiberaMente – Laboratorio di idee è lieta di invitare la cittadinanza, sabato 12 ottobre 2019, alle ore 18, all’inaugurazione della mostra personale dell’artista contemporaneo Giuliano Saba, dal titolo “Impronte, echi e colori della mia terra”, presso Saltallocchio Café del quartiere Cristo di Alessandria, in corso Acqui, 123. La mostra rientra nel programma “Arte diffusa” che l’Associazione ha avviato da tempo per consentire ai residenti di accedere a eventi di interesse artistico e culturale, tra i quali mostre pittoriche e fotografiche. Presente all’inaugurazione della mostra, Fabrizio Priano, presidente dell’Associazione e Francesca Parrilla.

Giuliano Saba, “Impronte, echi e colori della mia terra”.

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Di seguito, alcune immagini delle opere esposte nella mostra visitabile fino a novembre

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Arte&Teatro. Teatro della Juta in scena con “Anfitrione” di Plauto presso Centro d’incontro Cristo ad Alessandria. Articolo di Maurizio Coscia.

Mercoledì 9 ottobre alle ore 21, il Teatro della Juta di Arquata Scrivia (AL) è andato in scena presso il Centro di Incontro Cristo, in via san Giovanni Evangelista, con la stupenda rivisitazione tratta da Plauto della tragicommedia “Anfitrione”, suddivisa in due atti.

Si sono esibiti nel dramma teatrale Luca Zilovich, Sofia Brocani e Giacomo Bisceglie. Le maschere e i costumi sono stati realizzati da Alice Rizzato, mentre le musiche originali sono di Raffaello Basiglio. Luca Zilovich è con “Anfitrione” alla sua terza regia per il Teatro della Juta. La produzione è a cura di Enzo Ventriglia, Direttore Artistico del Teatro di Arquata e del Civico di Gavi. Continua a leggere “Arte&Teatro. Teatro della Juta in scena con “Anfitrione” di Plauto presso Centro d’incontro Cristo ad Alessandria. Articolo di Maurizio Coscia.”

Momenti di Cultura. Il performer-artista polivalente Mario Andrea Morbelli presso AL51puntoLab. Articolo di Maurizio Coscia.

Venerdì, 4 ottobre 2019 dalle ore 18, si è svolta una rassegna artistica presso AL51puntoLab – salotto culturale sito ad Alessandria in via Trotti – che ha avuto come protagonista Mario Andrea Morbelli, pittore, rapper, autore di canzoni e anche scrittore. La rassegna è stata organizzata da Alessandra Rauti con la collaborazione delle artiste Chiara Bianca e Giorgia SciorattoMario Andrea Morbelli si è impegnato in una sua performance con accompagnamento musicale da parte del musicista Andrea Narratore Scagnelli. Si è trattato di un reading-concerto bello ed eclettico in cui il performer ha dato sfoggio del suo stile rapper e di una mimica incredibile nel seguire il senso delle parole pronunciate al microfono e, comunque, tratte dalla sua recente pubblicazione, “Io ci vengo, ma non mi affeziono a nessuno“. Libro presentato in precedenza con la medesima modalità presso lo stesso spazio culturale – espositivo.

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Durante l’evento, l’artista acquese ha anche inaugurato la sua prima mostra personale intitolata, “Ci sono le nuvole in casa” con opere realizzate ad olio, tecnica da lui utilizzata per la prima volta. L’esposizione sarà visitabile presso AL51PuntoLab per i successivi 15 giorni.

Ci sono le nuvole in casa

Galleria d’Arte AL51puntoLab

via Trotti 58 – Alessandria
Referenti: Alessandra Rauti, Chiara Bianca, Giorgia Scioratto

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Galleria d’Arte. AL51puntoLab, salotto artistico-culturale in via Trotti ad Alessandria. Articolo di Maurizio Coscia.

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La Galleria d’Arte AL51puntoLab è sita in via trotti, ad Alessandria e, organizzata dalle sue tre socie fondatrici, Alessandra, Chiara e Giorgia, costituisce un importante riferimento culturale per numerosi artisti alessandrini – e non – che, nel corso del tempo, hanno avuto modo – e continuano – a esporre – o presentare – le loro opere pittoriche, fotografiche e scultoree. La galleria è uno spazio dedicato a chi ama l’arte, nato dalla volontà di strutturare un salotto di idee, immagini, visioni, forme tridimensionali, musica, letteratura e colori, aperto al pubblico. L’ambiente sorto da questa sinergia intellettuale e manuale è qualcosa di veramente coinvolgente dal punto di vista emotivo e custodisce il gusto per la ricerca artistica innovativa insieme con la rivalutazione degli aspetti più tradizionali della pittura, in particolare.

AL51puntoLab è giunto all’apertura del suo terzo spazio espositivo, sempre in via Trotti e organizza una serie di corsi per dare la possibilità, a chi vi fosse interessato, di conseguire tecnica e preparazione in disegno, pittura, lingue, musica per principianti e non. Sono in attivazione anche corsi di scrittura creativa, calcografia e di incisione.

Con cadenza settimanale il salotto artistico-culturale propone conferenze su arte, filosofia e letteratura.

Ogni 3 mesi è in uscita la fanzine esclusiva Fattoriale de AL51puntoLab.

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Mostre&Fotografia. Mostra fotografica “L’occhio fotografico nella pittura”, presso Caffè alessandrino. Articolo di Maurizio Coscia.

Giovedì 3 ottobre 2019, alle ore 18, presso il Caffè Alessandrino di Alessandria, in piazza Garibaldi 39, è stata inaugurata la mostra L’OCCHIO FOTOGRAFICO NELLA PITTURA di Roby Novello e Giuseppe Cavallaro, con la presentazione del relativo libro.

Fabrizio Priano, Presidente dell’Associazione Culturale Libera Mente-Laboratorio di idee commenta: “Con la mostra fotografica dedicata ai fotografi Roby Novello e Giuseppe Cavallaro proseguono gli appuntamenti del Progetto ARTE DIFFUSA, eventi dedicati all’Arte presso alcuni locali della nostra Città. La mostra presentata, insieme al relativo libro, rappresentano un singolare progetto che si propone, attraverso immagini fotografiche, di rendere partecipi i visitatori dell’ambiente intimo, emozionante e creativo quale può essere lo studio privato di sette grandi Artisti del nostro territorio”.

La mostra e il volume raccontano attraverso le immagini sette pittori torinesi immortali nei loro studi. I sette pittori torinesi sono:

Ciro Palumbo

Anna Borgarelli

Silvio Brunetto

Renata Ferrari

Claudia Giraudo

Adelma Mapelli

Bruno Molinaro

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L’autore di questo articolo è Maurizio Coscia,  scrittore del libro “Il Viaggio di Simone

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Momenti di Cultura. Rupe Mutevole, casa editrice di Bedonia (Parma). Articolo di Maurizio Coscia.

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Fondata nel 2004, RUPE MUTEVOLE Edizioni ha sede e luogo della sua attività editoriale in località Libbia, di Bedonia in provincia di Parma. La casa editrice compie, quest’anno, 15 anni di presenza sul mercato, con una costante crescita e aumento della sua offerta, non solo rivolta al settore-libri. La sua costituzione fu innovativa e caratterizzata dal desiderio della signora Maria Cristina del Torchio di dar luogo a una realtà in grado di curare collane che spaziassero dalla narrativa, ai saggi, alla letteratura straniera, passando per la poesia e le fiabe. Si desiderava e si vuole pubblicare libri che lascino un’impronta duratura, che facciano vibrare lo spirito dei lettori e lo conducano oltre una realtà divisa e contraddittoria. Continua a leggere “Momenti di Cultura. Rupe Mutevole, casa editrice di Bedonia (Parma). Articolo di Maurizio Coscia.”

Momenti di Cultura. Mostra collettiva a Santa Croce a Bosco Marengo (AL). Articolo di Maurizio Coscia.

Il prossimo weekend, sabato e domenica, 28 e 29 settembre 2019, dalle ore 16 alle ore 19 è l’ultima occasione per visitare la prestigiosa mostra di arte: pittura, fotografia e scultura presso il meraviglioso complesso monumentale di Santa Croce a Bosco Marengo (AL).

Espongono numerosi artisti facenti capo a differenti gruppi d’arte e cultura locale. In particolare, sono presenti con le loro opere, in uno spazio dedicato, gli associati del MAC – Monferrato Arte e Cultura.

Di seguito, alcune immagini illustrative della mostra:

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Momenti di Poesia. Opera pittorica di Anna Gatto. Danza, di Maurizio Coscia.

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Opera pittorica di Anna Gatto

Studio d’Arte di Anna Gatto

Via Marconi 53

15060 Novi Ligure

Alessandria

Danza

 

Ballerina,

per desiderio,

esegue

la sua danza.

 

E’ semplice.

 

Richiama a sé le braccia,

le allontana,

rotea sulle punte,

in un vortice,

il cuore batte,

sopra la pista bianca,

pulsa l’amore.

 

E’ semplice.

 

Progredisce la velocità.

Armoniosa,

continua a roteare.

Il capo sospeso nell’incanto,

mantiene l’equilibrio leggero.

Le braccia distese

sono alte,

poi, basse,

tutt’intorno,

nel vortice,

si aprono e chiudono

le gambe.

 

E’ semplice.

 

Non perde il ritmo,

la ballerina

e

si chiede,

si chiede,

si chiede,

perché…

non danza.

Perché è ferma ai margini rabbiosi della sua danza?

Perché hai paura?

Ballerina…

 

E’ semplice:

 

Danza.

 

(Lirica di Maurizio Coscia)

Momenti di Cultura. Inaugurazione della XII edizione della rassegna ARTE IN SANTA CROCE a Bosco Marengo (AL). Articolo di Maurizio Coscia.

Nei locali dell’ex convento domenicano l’Associazione Amici di Santa Croce con il patrocinio del Comune di Bosco Marengo ha organizzato la XII edizione della rassegna ARTE IN SANTA CROCE.

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Complesso monumentale di Santa Croce a Bosco Marengo (AL)

La mostra è stata inaugurata sabato 14 settembre alle ore 15.30 e prosegue fino al 29 settembre con i seguenti orari di apertura, nel fine settimana: sabato e domenica dalle ore 16 alle ore 19, con ingresso libero.

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Momenti di poesia. La regina dei gabbiani di Maurizio Coscia.

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Stese sulla carezza del vento,

ali aperte conquistano

una direzione.

E restano in volo

corpi piumati,

brizzolati,

che virano,

fendendo l’aria,

girano come fossero su di una giostra.

E, poi, scendono,

atterrando su zampe a stelo,

balzellano,

cercando tra i grani di sabbia

e sbattono ancora le piume.

Qualcuno li osserva:

si avvicinano cauti,

si allontanano veloci,

diffidenti o fiduciosi?

Lei è là,

una ragazza dalla voce sciolta,

legata alla sua telefonata,

seduta sulla sabbia,

sulla riva della spiaggia,

mentre pezzi di pane

volano via dalle sue mani.

Ecco…

tornano indietro.

La regina dei gabbiani

li ha tutti attorno

ha creato la sua corte…

i gabbiani,

che conquistano il pezzo di pane,

improvvisano il loro gorgoglio acuto

che è come un verso di ringraziamento

nel becco aperto,

rivolto verso l’alto,

innanzi alla regina.

La telefonata continua.

 

L’autore di questo articolo è Maurizio Coscia,  scrittore del libro “Il Viaggio di Simone

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Momenti di Poesia. “Il Drago” di Maurizio Coscia.

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Il Drago

Pochi, sparuti alberi

di un’antica foresta,

immoti,

nel tramonto,

attendono.

Quietati,

per il non aver rami frondosi

che sbattono e stridono all’esasperante soffio del vento,

attendono.

La sua energia, attesa,

arriva:

il Drago spalanca, enorme, la sua bocca e respira.

Il suo calore,

da dove viene, dove va?

Non esisteva più spazio in quell’oblio

dove trovò tra le fiamme, i natali.

Il Drago cercò, allora, tempo diverso

da quello in cui si fuse il suo corpo,

in un mondo diverso

da quello dove ebbe i natali.

Vola, ora, qui,

oltre le nubi,

invisibile e lento,

così che, per lentezza, gli facciano da schermo.

Non sposta nebbia,

non alza vento,

non invoca maledizioni.

Non minaccia, tra i denti, massacri di fiamme e dolori,

non piange lacrime di pioggia per il timore di prodi cavalieri erranti,

celati, con le lance,  tra i pochi, sparuti alberi di un’antica foresta. Continua a leggere “Momenti di Poesia. “Il Drago” di Maurizio Coscia.”

Momenti di Poesia. “Lună în câmp” di Nichita Stănescu. Traduzione dal rumeno di Maurizio Coscia.

Luna in camp

Lună în câmp

Cu mâna stângă ţi-am întors spre mine chipul,
sub cortul adormiţilor gutui
şi de-aş putea să-mi rup din ochii tăi privirea,
văzduhul serii mi-ar părea căprui.

Mi s-ar părea că desluşesc, prin crenge,
zvelţi vânători, în arcuiţii lei
din goana calului, cum îşi subţie arcul.
0, tinde-ţi măna stângă catre ei

şi stinge tu conturul lor de lemn subţire
pe care ramurile i-au aprins,
suind sub luna-n seve caii repezi
ce-au rătăcit cu timpul, pe întins.

Eu te privesc în ochi şi-n jur să şterg copacii
În ochii tăi cu luna mă răsfrâng
… şi ai putea, uitând, să ne striveşti în gene
dar chipul ţi-l întorn, pe braţul stâng.

Traduzione

Luna sul campo

“Con la mano sinistra ho portato il tuo volto verso di me,

sotto la tenda dei dormienti meli cotogni,

e, se potessi riconquistarmi dai tuoi occhi lo sguardo,

il cielo della sera mi parrebbe un castagno.

 

E sarebbe come veder, tra i suoi rami,

agili cacciatori, che come arcuati leoni,

nel correre precipitoso dei loro destrieri, tendono l’arco.

Avanti, che aspetti, tendi la mano sinistra verso di loro

 

e sia proprio tu a cancellarne il contorno di legno sottile,

che i rami hanno accesso,

mentre salgono sotto la luna come rapidi cavalli,

che hanno errato nel tempo, lungamente.

 

Io ti guardo negli occhi ed intorno spariscono gli alberi,

Nei tuoi occhi con la luna mi rifletto,

e potessi mai, dimenticando il resto, imprigionarti lo sguardo tra le ciglia,

ma il viso ti riporto sul braccio sinistro”.

 

 

L’autore di questo articolo è Maurizio Coscia,  scrittore del libro “Il Viaggio di Simone

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Economia. Considerazioni sulla Qualità di Maurizio Coscia.

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La Qualità (quella con la Q maiuscola) costa, ma PREMIA… e rilevo, invece, come la tendenza, al giorno d’oggi – anche a causa della globalizzazione del mercato – sia sempre più quella di accontentarsi di soluzioni che lasciano a desiderare dal punto di vista qualitativo, pur di tendere al risparmio e guadagnare sulla vendita a basso costo di servizi e prodotti scadenti. Ciò è anche una conseguenza del voler essere concorrenziali per forza, in base al principio: “Più si riesce ad abbassare il prezzo di ciò che si offre sul mercato e più si vende”.

Tuttavia, a mio avviso, questa è una strategia che, se nel breve periodo può portare a qualche risultato, nel lungo non può far altro che rivelare tutti i suoi limiti ed effetti dannosi per il fornitore. I clienti possono anche rappresentare una massa indeterminata di acquirenti da allettare con la prospettiva di ottenere prodotti e servizi a basso costo, ma, nel momento in cui si rendono conto che qualcosa che hanno acquistato è scadente o non funziona come dovrebbe, non solo smettono di acquistarla, ma ne fanno anche una pessima pubblicità, con tutto il conseguente ritorno negativo in termini economici per il fornitore.

Meglio, allora, puntare subito a crearsi un’immagine di serietà professionale e di Qualità, concreta, in quanto testimoniata dalla rispondenza delle caratteristiche dei propri prodotti e servizi a quelle che sono le aspettative di Qualità della clientela. Si può parlare di Qualità Concreta di prodotti e servizi da differenti punti di vista e sono molteplici i mezzi tecnici (e non) che concorrono a realizzarla, tuttavia, a mio avviso, al giorno d’oggi, in un mercato del lavoro DIFFERENTE da quello di un tempo in cui è stato introdotto un ampio margine di flessibilità – con incertezza di reddito ed incentivo economico, in alcuni casi – rimane, comunque, importante la gratificazione personale che il lavoratore è in grado di attingere direttamente dalla sua attività lavorativa. In mancanza di riconoscimento del merito con stabilizzazione del contratto di lavoro, un grosso danno alla Qualità può essere determinato dal fattore umano.

Oggigiorno, in tanti contesti lavorativi odierni, entrano ed escono lavoratori “flessibili”,  senza una prospettiva di lavoro stabile per il futuro che non hanno alcun reale interesse a svolgere bene e con dedizione le loro mansioni temporanee. In queste condizioni di lavoro così flessibili, rispetto al passato, a mio avviso, è, in aggiunta ad altri fattori, difficile parlare di Qualità nella produzione di beni e servizi.

 

L’autore di questo articolo è Maurizio Coscia,  scrittore del libro “Il Viaggio di Simone

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Ritratti. “Capitan Red” di Maurizio Coscia.

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Walter Matthau nel ruolo di Capitan Red del film di Roman Polanski “Pirati”

Capitan Red

<< Capitan Red, il pirata dei Sargassi? >>

<< …Sì, per onorarla, ma non per servirla, Sir Edgard della marina militare britannica. Come ha visto, abbiamo affondato la sua nave, svuotato i suoi forzieri e ci stiamo rimpinzando il ventre coi suoi viveri. Dove sono ora tutti i suoi uomini, in fondo all’oceano? Provi ancora a dare loro qualche ordine se di essi ne resta a sufficienza per eseguirli, tra i denti degli squali… ha ha ha ha ha… me la rido con gusto e, ora, mi sia grato e riverente perché la onoro della mia presenza… >>

<< Capitan Red, la farò impiccare all’albero maestro della nave ammiraglia della mia flotta, lei e i suoi uomini non avete speranza! Almeno cinque navi inglesi stanno per incrociare la vostra rotta ed altrettante stanno per arrivare qui. Per San Giorgio e San Michele e la regina d’Inghilterra, so quel che dico! Avete attaccato e depredato la nave sbagliata, in avanscoperta, in procinto di riunirsi con il resto della flotta… >>

<< Ha ha ha ha… nave sbagliata?!?… ha ha ha… Sir Edgard di Lancaster, io cercavo proprio lei. Il trucco di nascondere bottino e comandante nella nave più esposta e senza difese. con me non ha funzionato… ha ha ha… Sir Edgard, lei è mio prigioniero e se non farà come dico io e se non farà in modo che la mia nave con la sua ciurma… >>

<< Ciurmaglia! Vuole dire! >>

<< Non sia così spavaldo, mio caro nobil uomo, ospite di una fregata d’eccezione… perché, di certo, se non farà come dico io e non farà in modo che la mia nave con tutta la sua ciurma possa arrivare incolume fino a Tortuga, dando l’ordine alle navi inglesi in arrivo di allontanarsi, Barbanera mi è testimone dal profondo del mar dei Sargassi, io finirò impiccato all’albero maestro della sua nave ammiraglia, ma in Inghilterra, ad omaggiare la sua regina, arriverà solo la sua testa… parola di Capitan Red! >>

L’autore di questo articolo è Maurizio Coscia,  scrittore del libro “Il Viaggio di Simone

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Momenti di Poesia. “Scogli” di Maurizio Coscia.

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Scogli

Resistono ostinati all’emotività ondeggiante del mare,

offrono emozioni persistenti,

regalano pensieri dispersi in un orizzonte,

sorreggono il piede di Dafne assorta,

tra le curve rocciose.

Sono gli scogli per l’attesa

e, immobile, la ragazza fissa i suoi occhi,

mentre affiorano,

tra  gli scogli,

desideri,

sempre uguali a quelli,

depositati,

laggiù. ora, lontani verso un’imbarcazione

o, qui, ora, vicini alla riva,

alla spiaggia assolata

dove Dafne si è mostrata nuda al sole,

capelli spettinati al vento,

lunghi, neri

sopra il seno,

prima di raggiungere gli scogli,

senza sabbia

dove si domanda:

sarebbe giunto, da lei, Diomede, il pescatore?

 

L’autore di questo articolo è Maurizio Coscia, scrittore del libro “Il Viaggio di Simone

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/Evan-Jung

 

Momenti di Cultura. Intervista di Alessia Mocci a Maurizio Coscia, autore de “Il Viaggio di Simone” con lo pseudonimo di Evan Jung

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Maurizio Coscia autore de Il Viaggio di Simone 

Diciotto anni, Simone, li ha compiuti, d’estate, verso la fine dell’anno scolastico e, dopo qualche mese, ha preso la patente. Apparentemente, sembra che si sia lasciato alle spalle, quello che gli è successo durante l’anno ed il suo modo di essere timido, impacciato, chiuso. È cambiato, non legge più testi religiosi, non gliene frega più niente della morale, ha abbandonato in un angolo il suo librone di storia che si portava sempre dietro.

 “Il viaggio di Simone”, edito nel settembre 2014 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana editoriale “Oltre il confine”, è la nuova pubblicazione dell’autore Evan Jung. Il protagonista del romanzo è Simone e la sua vita, infatti ogni capitolo del libro ripercorre momenti della sua vita.

“Il viaggio di Simone” è suddiviso in tre capitoli fondamenti: “Il punto di partenza: Perché si soffre?”, “Lo spostamento: Perché si sogna?” ed “Il punto di arrivo: Perché si riflette?”, suddivisi ognuno in sotto capitoli.

Evan Jung è stato molto disponibile nel rispondere ad alcune curiosità sulla sua recente pubblicazione e sulla sua vita. Buona Lettura!

A.M.: “Il viaggio di Simone” è un titolo parlante, infatti, il tuo romanzo racconta del viaggio del protagonista. Come nasce Simone?

Evan Jung: Simone nasce nel 1987. È un personaggio che mi era venuto in mente ai tempi della scuola media superiore. Già, allora, infatti, avendo una sincera passione per lo scrivere, anche se in modo non continuativo, scrivevo a penna su alcuni quaderni, ma anche, a volte, su fogli sparsi con una vecchia macchina da scrivere, riflessioni, poesie ed altro ed avevo abbozzato un racconto che, come suo protagonista principale, aveva appunto Simone e, nel Saggio che ho scritto, è rimasto tale quale, così come è descritto nelle sue caratteristiche fisiche, in particolare. Inoltre, pure il Simone di allora, in base alle mie intenzioni, doveva compiere un viaggio anche se avrebbe dovuto essere uno spostamento fisico vero e proprio, da un luogo ad un altro, e non uno ‘spostamento logico-creativo’ così come ho spiegato nell’introduzione al mio Saggio. Infine, il Simone di allora aveva in più il cognome che, col tempo, ho deciso di eliminare, anche se davvero mi piaceva, per evitare delle palesi omonimie. Riguardo alla genesi del libro è, quindi, se vogliamo, un qualche cosa di radicato, nella mia aspirazione adolescenziale a diventare uno scrittore e, almeno dal punto di vista della sua redazione formale, per il fatto che in esso sono contenute riflessioni, racconti brevi o favole, ma anche poesie è rimasto in linea con quanto mi piaceva scrivere già una volta. Già durante la scuola media superiore ero, quindi, consapevole del fatto che, un giorno, in qualche modo, avrei scritto almeno un libro nella mia vita e così è avvenuto, dopo, se vogliamo, anni e anni di rimando della sua realizzazione ad un periodo futuro e, comunque, dell’averlo ora finalmente scritto, ne sono, adesso, veramente lieto.

A.M.: L’introduzione recita: “Il punto di partenza è la condizione di sofferenza in cui colui che si sposta per vivere bene non vuole più permanere. Il punto d’arrivo è la condizione di felicità che colui che si sposta per vivere bene vuole raggiungere.” Ritieni che questo assioma sia valido per ogni individuo?

Evan Jung: Dipende. Ritengo, infatti, che non tutti gli individui siano consapevoli del fatto che, durante la loro esistenza, sia possibile aspirare a vivere bene ed essere felici. Dal mio punto di vista, non tutti la pensano così e valuto che molti, invece, pensino che la vita sia, in primo luogo o addirittura solo, un’esperienza di sofferenza e sacrificio. Ebbene, queste persone, per un motivo o per l’altro, ed, in particolare, per le esperienze che hanno fatto e/o per l’educazione che hanno ricevuto nel corso della loro esistenza possono essere come ‘assopite’ nel pessimistico modo di pensare che la vita stessa, per come appare nella sua forma e per come è nella sua sostanza, non possa essere felice, ma, piuttosto, piena di difficoltà e di sofferenza. Di conseguenza, per queste stesse persone, quello che chiamo punto di partenza e che definisco come condizione di sofferenza è al tempo stesso anche il punto di arrivo. Ora, con il mio Saggio, ho voluto mettere in evidenza come, in realtà, almeno dal mio punto di vista, sia possibile raggiungere una condizione di felicità nella propria esistenza ed averla proprio come punto di arrivo, qualsiasi sia la condizione di sofferenza, come punto di partenza. Per cui, implicitamente, l’assioma citato che è del resto ciò che spiega il significato fondamentale del Saggio che ho scritto, contiene un messaggio di fiducia, speranza ed ottimismo, sulla possibilità di una vita bella, felice e serena, rivolto, in primo luogo, a coloro che non credono in tale possibilità.  Continua a leggere “Momenti di Cultura. Intervista di Alessia Mocci a Maurizio Coscia, autore de “Il Viaggio di Simone” con lo pseudonimo di Evan Jung”

Momenti di Poesia. “Fuochi” di Maurizio Coscia.

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Fuochi

Istanti di un’estate

trascorsa insieme,

siamo insieme pure sotto i fuochi,

nel fuoco d’affetto,

abbracciati.

In cielo, le luci si spengono e si accendono,

In terra, nessuno ci vede.

Volti levati verso l’alto

rapiti dai rumori,

estasiati dalle luci,

con gli occhi attenti

di chi ha perso il senso delle cose fastidiose

e vede solo lo scintillio colorato cangiante che lo diverte:

rosso, blu, giallo…

nei fuochi.

Intanto, silenzioso

continua,

non visti da nessuno,

sotto i fuochi,

nel fuoco d’affetto,

rosso, blu, giallo…

il nostro amore

 

L’autore di questo articolo è Maurizio Coscia, scrittore del libro “Il Viaggio di Simone

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Biografia di Umberto Eco, illustre alessandrino in Italia e nel mondo.

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Critico, saggista, scrittore e semiologo di fama internazionale, Umberto Eco nasce ad Alessandria il 5 gennaio 1932. Si laurea nel 1954, all’età di 22 anni, presso l’Università di Torino, con una tesi sul pensiero estetico di Tommaso d’Aquino, poi pubblicata come volume autonomo. La carriera di Umberto Eco si avvia presso i servizi culturali della Rai. Anche grazie ad alcuni amici collaboratori della trasmissione “Lascia o Raddoppia”, questi anni diventano il terreno fertile per il suo celeberrimo saggio-stroncatura di Mike Bongiorno, intitolato provocatoriamente “Fenomenologia di Mike Bongiorno” (contenuto nell’altrettanto celebre “Diario minimo”, una raccolta di elzeviri scritti per “il Verri”, la rivista di Giovanni Anceschi, riecheggianti gli esercizi di Roland Barthes). Negli anni ’60 insegna prima presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Milano, poi presso la Facoltà di Architettura dell’Università di Firenze ed infine presso la Facoltà di architettura del Politecnico di Milano. Sono gli anni italiani dell’impegno e delle avanguardie artistiche e anche il semiologo offre il suo contributo teorico aderendo al cosiddetto Gruppo 63, una corrente che ha fatto scuola in tutti i sensi (vi aderirono, fra gli altri Antonio Porta, Nanni Ballestrini, Edoardo Sanguineti, Alfredo Giuliani, Francesco Leonetti e Angelo Guglielmi). Nel 1962 arriva l’exploit con un capolavoro della semiologia, l’ultra-adottato “Opera aperta”, un testo fondamentale per capire le evoluzioni della scienza dei segni. Nel turbinio di attività che lo vedono protagonista, Umberto Eco trova anche il tempo di lavorare presso la Casa Editrice Bompiani (dal 1959 al 1975), come senior editor, fino a quando non viene nominato professore di Semiotica all’Università di Bologna, dove impianta una vivace ed agguerrita scuola. Nel periodo 1976-77 e 1980-83 dirige l’Istituto di Discipline della Comunicazione e dello Spettacolo, presso l’Università di Bologna. La collezione di titoli onorifici di Umberto Eco è impressionante, essendo stato omaggiato da università di tutto il mondo, non limitandosi a ritirare le lauree honoris causa o i premi, ma anche tenendo frequentatissimi corsi. Dal 1989 è presidente dell’International Center for Semiotic and Cognitive Studies, e dal 1994 è presidente onorario dell’International Association for Semiotic Studies, di cui negli anni precedenti è stato segretario generale e vice-presidente. Dal 1999 è inoltre presidente della Scuola superiore di Studi Umanistici presso l’Università di Bologna. Ha collaborato con l’Unesco, con la Triennale di Milano, con l’Expo 1967-Montreal, e con la Fondation Européenne de la Culture, e con molte altre organizzazioni, accademie, e testate editoriali nazionali ed internazionali. Numerose inoltre sono le sue collaborazioni, non solo con i quotidiani («II Giorno», «La Stampa», «Il Corriere della Sera», «La Repubblica», «Il Manifesto») e a settimanali («l’Espresso»), ma anche a periodici artistici ed intellettuali («Quindici», «Il Verri», ed altri). Umberto Eco ha svolto indagini in molteplici direzioni: sulla storia dell’estetica, sulle poetiche d’avanguardia, sulle comunicazioni di massa, sulla cultura di consumo… Spaziando dall’estetica medievale alla semiotica ai vari codici di comunicazione artistica, la sua produzione saggistica appare estremamente varia e vasta. Non si può dimenticare il successo planetario ottenuto con il romanzo best seller “Il nome della rosa”, seguito poi dagli altrettanto “campioni di incassi” “Il pendolo di Foucault”, “L’isola del giorno prima” e il romanzo picaresco-medioevale “Baudolino”, opere di trascinante narrativa che nessuno probabilmente si aspettava da uno studioso di filosofia e da un teorico quale Eco. Il suo lavoro del 2004 è “La misteriosa fiamma della regina Loana”, un romanzo illustrato ispirato ad un fumetto degli anni ’30. Gli ultimi romanzi di Umberto Eco sono nel 2010 il suo sesto romanzo “Il cimitero di Praga”, seguito da “Numero Zero” nel 2015. Nel 2012 è stata pubblicata una versione “riveduta e corretta” del suo primo romanzo “Il nome della rosa”, con una nota finale dello stesso Eco che, mantenendo stile e struttura narrativa, è intervenuto a eliminare ripetizioni ed errori, a modificare l’impianto delle citazioni latine e la descrizione della faccia del bibliotecario per togliere un riferimento neogotico. Umberto Eco muore all’età di 84 anni nella sua casa di Milano la sera del 19 febbraio 2016, a causa di un tumore che lo aveva colpito due anni prima.

(tratto da biografieonline.it)

 

L’autore di questo articolo è Maurizio Coscia, scrittore del libro “Il Viaggio di Simone

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Inaugurazione del monumento dedicato a Umberto Eco. Servizio fotografico di Maurizio Coscia.

 

Mercoledì 31 luglio alle 19.30 in piazza Vittorio Veneto ad Alessandria è stato inaugurato il  monumento ad Umberto Eco. L’evento è stato organizzato nell’ambito del Festival culturale della Milanesiana, diretto da Elisabetta Sgarbi e su proposta di Vittorio Sgarbi. L’opera è stata realizzata da Marco Lodola. Erano presenti alla manifestazione Luciano Mariano, presidente Fondazione cassa di risparmio Alessandria, Gianfranco Cuttica di Revigliasco, sindaco di Alessandria, Marco Lodola, Vittorio ed Elisabetta Sgarbi.

 

 

La Galleria Guerci. Poesia in dialetto alessandrino di Sandro Locardi.

Galleria Guerci - Alessandria

La Galleria Guerci
di Sandro Locardi

A j’uma chì ‘n sità ’na galereja
che tücc i lisandren i sbatu veja;
l’è stacia cuncepija ‘cme ‘n giujèl,
at fer batì a l’à doi bèi cancèl.

U’s vig l’antichità d’i so lampion,
s’i fisu nenta nejer ‘cme ‘l carbon!
In dì a son pasà an galereja,
a stava riparà perché ‘l piuviva.

Con l’acqua ch’la bativa la tetòia,
u m’è scapà i fastidi con la noja.
A fava girè j’ógg an sa e ‘n là,
a l’impruvisa ad culp, am son fermà.

A vig tücc i negòsi bèi pulit,
ma ‘d fora, sul spurcisia dapertìt.
E ist second a me l’è scandalus,
che i lisandren i pasu pèr scarus.

A ciam ant in negòsi: – Come mai,
i teni in pòst acsé, ‘cme letamai?
– I m’òn rispòst: – Ormai a suma stònc,
‘duvei semper ciamè ch’i dagu ‘l biònc.

– Ma ‘l scuvi, con in mòinu i pori pièli,
’cmensònda a spasè tüt el ragnateli;
ai paviment uj basta ‘na lavà,
au rèst u dev pensèj al padron ‘d cà.

Se Guerci a l’è u nòm ‘dla galereja
e tücc j’eredi j’òn in at’ cugnòm,
pèr nenta vighi tüt ‘sta purchereja,
i devu esi guerci pèr dabon.

Traduzione

Abbiamo qui in città una galleria,

che tutti gli alessandrini buttano via;

è stata concepita come un gioiello, di ferro battuto

ha due bei cancelli.

Si vede l’antichità dei suoi lampioni,

se non fossero neri come il carbone!

Un giorno sono passato in galleria,

stavo riparato, perché pioveva.

Con l’acqua che batteva sulla tettoia

mi sono scappati i fastidi con la noia.

Facevo girare gli occhi di qua e di là,

all’improvviso, di colpo, mi sono fermato.

Vedo tutti i negozi belli puliti,

ma di fuori, solo sporcizia dappertutto.

Questo, secondo me, è scandaloso,

che gli alessandrini passino per sporcaccioni.

Chiedo in un negozio: – Come mai tenete

un posto così come un letamaio? –

Mi hanno risposto: – oramai siamo stanchi,

di dover sempre chiedere che diano  il bianco.

– Ma le scope, con un manico potete prenderle,

cominciando a spazzare tutte le ragnatele;

ai pavimenti basta una lavata,

al resto deve pensarci il padrone di casa.

Se Guerci è il nome della galleria

e tutti gli eredi hanno un altro cognome,

per non vedere tutta questa porcheria,

devono essere guerci per davvero.

 

L’autore di questo articolo è Maurizio Coscia, scrittore del libro “Il Viaggio di Simone

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Gruppo Astrofili Galileo. Servizio di Maurizio Coscia.

Fin dalla fondazione il Gruppo opera attivamente in città e provincia di Alessandria nel settore della didattica e della divulgazione astronomica ed è iscritto al Registro Unico Nazionale delle Organizzazioni di Volontariato e all’Albo Comunale delle Libere Forme Associative.

Il Gruppo Astrofili Galileo gestisce da molti anni l’attività didattica e divulgativa al Planetario Comunale, installato presso il Teatro delle Scienze in via 1821 n.11, il quale fornisce un validissimo strumento a supporto dei programmi didattici delle scuole di ogni ordine e grado.

L’interesse per la scienza del cielo si può manifestare in modi differenti, sia dal punto di vista teorico sia dal punto di vista pratico. Per abbracciare gli interessi di tutti, sono state organizzate mostre fotografiche, convegni e conferenze con la partecipazione di scienziati di fama internazionale.

L’osservazione del cielo è un aspetto fondamentale per gli appassionati di astronomia, per questa ragione il Gruppo Astrofili Galileo organizza serate pubbliche per l’osservazione dei corpi celesti e per riconoscere i ciclici movimenti della volta stellata. Le serate, condotte talvolta su richiesta di enti pubblici e privati anche fuori dal territorio di Alessandria, si svolgono sotto la guida dei soci che mettono a disposizione i propri telescopi. Il Gruppo conduce inoltre corsi di Astronomia a più livelli e collabora con l’Università delle Tre Età di Alessandria.

Sulla Rocca Tufacea della località “Il Vecchio Castello” a Pecetto di Valenza, oltre ad un Giardino Botanico e a una stazione meteorologica, sorge un sito di osservazione astronomica con un vero e proprio Parco Astronomico, alla cui progettazione e realizzazione il Gruppo Astrofili Galileo ha contribuito in collaborazione con il Comune di Pecetto. Questo eccezionale laboratorio astronomico a cielo aperto, inaugurato nel 2009 “Anno Internazionale dell’Astronomia”, ha una grande valenza didattica e divulgativa e costituisce il primo e, finora, unico impianto esistente in Piemonte e tra i pochi presenti in Italia.

L’attuale sede operativa del Gruppo è presso un locale messo a disposizione dal Comune di Pecetto di Valenza, dove i soci si riuniscono ogni venerdì sera con orario 21.00-23.30. Gli incontri sono aperti a tutti gli interessati.

(dal blog: https://astrogalileo.wordpress.com/)

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Prossimi appuntamenti in agosto con il Gruppo Astrofili Galileo

LA NOTTE DELLE STELLE CADENTI

Quando: Martedì 13/08/19 (dalle ore 21.30)

Dove: Parco Astronomico di Pecetto di Valenza

Cosa: Grazie alla cometa Swift-Tuttle che ha lasciato dietro di sè una scia di detriti, come ogni anno potremo osservare le “lacrime di San Lorenzo”, ovvero le Perseidi, il principale e più noto sciame meteorico di agosto. Punteremo i telescopi anche sui principali oggetti del Sistema Solare e del profondo cielo.

VISITE GUIDATE CON IL GRUPPO ASTROFILI GALILEO

Quando: Domenica 18/08/19 (dalle ore 15.30)

Dove: Parco Astronomico di Pecetto di Valenza

Cosa: Visite guidate al Parco Astronomico presso la Rocca tufacea di Pecetto di Valenza, per esplorare insieme ai soci del Gruppo Astrofili Galileo il “sentiero dei pianeti” e gli strumenti astronomici dell’antichità, e per osservare al telescopio la nostra stella, il Sole.

Contatti

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/gruppoastrofiligalileo/

Gruppo Astrofili Galileo

Piazza Italia, 1

14040 Pecetto di Valenza (AL)

 

L’autore di questo articolo è Maurizio Coscia, scrittore del libro “Il Viaggio di Simone

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Petizione online per il recupero degli spazi inutilizzati di Alessandria

Andrea Musso, illustratore di Inchiostro Festival, ha lanciato la seguente petizione e la diretta a:

Sindaco di Alessandria

Presidente Provincia Alessandria

Assessore alla Cultura del Comune di Alessandria

Comune di Alessandria 

Serve uno spazio per i giovani dove possano sperimentare l’arte, incontrarsi e creare progetti, seguire workshop con artisti ospiti, dare vita a laboratori di stampa, imparare contaminando le varie forme della cultura visiva oltre le più classiche forme di pittura. Gli spazi inutilizzati, di proprietà di Comune e Provincia di Alessandria, possono essere rigenerati da un progetto di cittadinanza attiva e arte pubblica. Le associazioni di giovani, che fanno cultura in città, devono poter diffondere l’apprendimento della manualità artistica ogni giorno spaziando dal disegno alla street art, dall’illustrazione al fumetto, dalla stampa serigrafica alle tecniche tipiche dei Print Club. Dopo l’intervista de La Stampa all’artista 108 è stata raccolta la sua proposta:

Tuco! Festival di satira Pop. Servizio a cura di Maurizio Coscia.

Sabato e domenica, 10 e 11 agosto, a Calamandrana Alta (AT), è in corso di svolgimento l’evento Tuco! Festival di satira Pop. La manifestazione è alla sua quarta edizione con ingresso gratuito e presenta Fulvio Gatti.

Al Festival artistico hanno partecipato e partecipano vari artisti, tra i quali, Gianni Brian Pasino, Pee Gee Daniel, Vanessa Giuliani e Marco Carena. Di seguito, le immagini di alcuni spettacoli che sono stati previsti dal programma di sabato.

Monologo di Gianni Brian Pasino al microfono con un testo satirico dedicato alle donne e tratto dalle storie umoristiche di Pee Gee Daniel.

Dialogo tra Gianni Brian Pasino e Pee Gee Daniel per la presentazione del suo libro umoristico, EGO E LIBIDO. Lettura di alcuni brani tratti dal medesimo.

FEMMINA AL SINGOLARE, monologo dall’altra metà del cielo e diviso in molteplici divertenti scenette di cabaret di Vanessa Giuliani.

LO VOGLIONO TUTTI, concerto spettacolo del cantautore comico Marco Carena.

Oggi, Tuco! Festival di satira Pop prosegue a Calamandrana Alta (AT) con:

ore 17:30 in Piazza, LE BULLE NON BALLANO, disegni a richiesta con Patrizia Comino

ore 18:30 in Piazza, THE WALKING DAD, monologhi su paternità e grattacapi di e con Dario Benedetto

ore 21:00 in Piazza, QUANDO DIVENTI PICCOLO, Massimiliano Loizzi de Il Terzo Segreto di Satira in scena con la sua autobiografia non autorizzata tra razzismo, rabbia social, sogni e speranze

Mostra di Fabrizio Dottor Kaplan Farina, CLASSICI RIDIMENSIONATI

 

L’autore di questo articolo è Maurizio Coscia, scrittore del libro “Il Viaggio di Simone

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Momenti di cultura. Serata di pittura, poesia e musica a Borgoratto (Alessandria). Articolo a cura di Maurizio Coscia.

In occasione del vernissage della Personale dell’Artista Giovanni Massolo, “Colline”, mostra visitabile a Borgoratto Alessandrino, presso l’ex asilo Colombo, dal 16 al 18 agosto 2019, nel seguente orario: dalle ore 19:00 alle 23:00, si è svolta una serata di poesia e musica con le letture di Anna Gatto, Fabio Gagliardi, Jerry Melucci, Giampiero Nani e la performance musicale di Paolo Frola e Paolo Tomalino. Di seguito, accludo immagini dell’evento.

Momenti di poesia. Sentieri di Maurizio Coscia.

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Non vi sono sentieri migliori,

altri peggiori

chi percorre una strada certa

sa sempre perché.

Ci si può perdere spesso,

non è questione di bussola,

ma di volontà.

Se qualcuno ti giudica

ha già sbagliato strada,

cerca di comprendere la sua,

giudicando la tua.

E sul finire da qualche parte si arriva…

…un cielo splendido, azzurro, pieno di bianche candide nubi,

riflesso di una mente serena,

raggiunto dai verdi rami dell’albero dell’innocenza,

con le radici in un cuore sincero,

è unico e solo per chi se lo merita.

 

L’autore di questo articolo è Maurizio Coscia, scrittore del libro “Il Viaggio di Simone

Pagina facebook del libro: https://www.facebook.com/Evan-Jung

Presentazione libro. “Il Viaggio di Simone” di Maurizio Coscia presso SocialWood (Alessandria)

Venerdì.05 luglio 2019, ho avuto il piacere di presentare, Il Viaggio di Simone, il libro che ho scritto con il nome di Evan Jung presso la bottega solidale SocialWood di Alessandria.

Il Viaggio di Simone 

Il Viaggio di Simone è un libro che l’autore stesso definisce saggio, senza, tuttavia, avere la pretesa di dettare con il medesimo delle regole, né tanto meno di descrivere un modello, né, infine, di dare luogo ad un complesso trattato a carattere filosofico e psicologico. L’autore che si presenta con lo pseudonimo di Evan Jung, è invece interessato a offrire con il suo libro un’esemplificazione semplice che, in particolare, utilizza il racconto o favola quale elemento fondamentale del suo sviluppo, su che cosa possa significare la ricerca della felicità. E, per trattare di questa ricerca che riguarda chiunque, rende protagonista del suo libro un giovane di nome Simone e le sue esperienze tra sogno e realtà.

Pagina FaceBook: Evan Jung

Locandina

SocialWood

SocialWood è una Bottega Solidale ed è frutto di un progetto che ha creato, all’interno della Casa circondariale Cantiello e Gaeta di Alessandria, un laboratorio artigianale di falegnameria per la produzione di mobili in pallet e di arredamento realizzati con materiali riciclati. Il laboratorio artigianale, che si trova in piazza Don Soria ad Alessandria, coinvolge e impiega i detenuti, restituendo loro dignità e autonomia, il tutto nel pieno rispetto dell’ambiente. Molta attenzione è data alla sostenibilità e al lavoro in rete con altri enti del terzo settore: crediamo infatti che i progetti sociali debbano auto-sostenersi e sviluppare profonde sinergie tra tutti gli enti che operano con spirito sociale e di solidarietà. Per tale motivazione è nata la prima bottega in carcere in Italia, un luogo dove tutte le produzioni sociali, a partire dalle produzioni di economia carceraria, possano trovare spazio, visibilità e promozione. I mobili di SocialWood diventano espositori, un modo per creare un connubio tra le migliori produzioni sociali d’Italia. Tutti i fondi raccolti attraverso le vendite saranno utilizzati per acquistare nuovi attrezzi per la falegnameria, la formazione e il lavoro dei detenuti, offrendo loro una concreta possibilità di reinserimento lavorativo a fine pena.

Pagina FaceBook: SocialWood e Fuga di Sapori

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L’autore di questo articolo è Maurizio Coscia, scrittore del libro “Il Viaggio di Simone

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Eventi in Cittadella. 7° Raduno Nazionale Mezzi Militari d’Epoca. Servizio fotografico a cura di Maurizio Coscia.

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Alessandria: Nel mese di luglio, con la partecipazione di un pubblico piacevolmente interessato, si è svolto il 7° Raduno Nazionale dei Mezzi Militari d’Epoca, organizzato dalla sezione alessandrina Bersaglieri “E FRANCHINI” in Cittadella ad Alessandria. Anche quest’anno, la manifestazione, ad ingresso ad offerta libera, non ha deluso le aspettative, coinvolgendo l’arrivo e lo stazionamento di numerosi mezzi militari all’interno dell’antica e prestigiosa fortezza alessandrina.

Nella Piazza d’Armi, vi è stata la sistemazione dei veicoli, delle tende e di altri allestimenti militari. Numerosa è stata anche la presenza di figuranti e comparse in costume d’epoca, abbigliate da soldati americani, italiani e tedeschi, da partigiani e civili.

Nel corso dell’evento, vi è stata l’esposizione dei mezzi militari storici al pubblico, la visita guidata alla Cittadella e al Museo delle Uniformi Storiche, la possibilità di acquistare oggetti d’epoca e l’escursione con veicoli militari nei fossati a visitare le strutture di difesa della fortezza. Inoltre, i figuranti in costume hanno eseguito, sulla Piazza d’Armi, azioni di combattimento con armi ad uso scenico e, alla manifestazione, hanno fatto da colonna sonora le melodie di balli e suoni swing in auge negli anni della seconda guerra mondiale. Continua a leggere “Eventi in Cittadella. 7° Raduno Nazionale Mezzi Militari d’Epoca. Servizio fotografico a cura di Maurizio Coscia.”

Spettacolo&Cinema. Pablo Escobar, il fascino del male. Recensione di Maurizio Coscia.

Pablo Escobar, il fascino del male è un movie del 2017, drammatico e biografico, girato in Spagna e Bulgaria per la regia di Fernando León de Aranoa. Chi era esattamente Pablo Emilio Escobar Gaviere? Chi era Pablo e, chi, Escobar? Il film cerca di rispondere a questo interrogativo, spiegando perché, come detto nel finale dalla giornalista, sua amante e biografa, si possa essere innamorati di Pablo e, al tempo stesso, odiare Escobar: “Loving Pablo, hating Escobar”. Pablo è un uomo di umilissime origini, cresciuto nella povertà, nell’indigenza e col pane stentato, giorno per giorno, un personaggio che, per questo motivo, impara ad amare profondamente solo ciò che gli è più vicino, la sua famiglia: “mi Familia”… tutto il resto non gli interessa granché, affettivamente, e ha un solo grande valore positivo al di fuori di quelli familiari, il desiderio di porsi quale “paladino” di giustizia e riscatto per quei poveri tra i quali ha vissuto, dai quali si è distinto grazie alla sua ambizione di fare soldi ed accumulare denaro. Pablo, infatti, lo sa bene: nella società in cui vive, solo i soldi contano e danno potere ed allora entra in azione come Escobar, un uomo risoluto e determinato che non si ferma davanti a nulla, che si circonda di fedelissimi e collaboratori capaci, che vende droga al mondo intero e non ha nessuna remora ad utilizzare una spietata violenza per raggiungere rapidamente i suoi obiettivi, instaurando il monopolio o cartello di Medellin per il traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Escobar, così, diventa ricchissimo e con il denaro compra persino la sua elezione a senatore, volendosi dedicare alla politica del suo paese, la Colombia, e dichiarando di avere un ideale di stampo populista, volto a migliorare, in primo luogo, la condizione dei più poveri. Tuttavia, il senatore Escobar non piace in Parlamento, perché è risaputo che sia un narcotrafficante ed il ministro di giustizia, prossimo ad essere assassinato brutalmente, gli dà contro fin dall’inizio. Dopo l’assassinio del ministro ad opera dei narcotrafficanti, è guerra aperta tra il governo ed Escobar e, dalle forze governative, viene persino organizzata una speciale task force militare per dargli la caccia. Alla fine, dopo tanto sangue e dopo che gli uomini migliori di Escobar non ci sono più e dopo che gli affari del suo narcotraffico entrano in crisi, “el patron” Escobar si consegna alle forze governative perché fare la guerra al governo colombiano gli costa molti soldi e perché patteggia di venire incarcerato, a sue spese, in una residenza-prigione privata con tutti i confort da cui possa continuare a gestire i suoi affari di narcotrafficante. A questo punto, è responsabile di un duplice e brutale assassinio per motivi di narcotraffico, all’interno della sua stessa prigione “dorata” ed è, allora, obbligato ad evadere perché, diversamente, sarebbe costretto a risponderne innanzi alla giustizia. E’, di nuovo, caccia aperta all’uomo in tutto il paese e siamo quasi all’epilogo della sua vicenda e alla fine della sua storia, manca, infatti, solo una cosa, il ritorno di Pablo sulla scena, dell’uomo che ama profondamente la sua famiglia (moglie e due figli, un maschio e una femmina). E’ Pablo a tradire Escobar perché Pablo, dopo che i suoi familiari vengono “presi in ostaggio” da chi gli sta dando la caccia, tenta il tutto per tutto per mettersi in contatto con sua moglie ed i suoi figli ed Escobar viene, allora, intercettato e localizzato, telefonicamente, dalle forze dell’ordine che, piombando all’improvviso nel suo nascondiglio, lo “freddano” con le armi in pugno e senza pietà mentre per l’ennesima volta cerca di fuggire…

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L’autore di questo articolo è Maurizio Coscia, scrittore del libro “Il Viaggio di Simone

Pagina facebook del libro: https://www.facebook.com/Evan-Jung

Arte&Mostre. Mostra collettiva d’Arte “AL FEMMINILE” in Cittadella (Alessandria). Servizio fotografico a cura di Maurizio Coscia.

L’Associazione Culturale Libera Mente-Laboratorio di idee di Alessandria e MAC – Monferrato Arte e Cultura di Montemagno (AT) hanno organizzato in Cittadella ad Alessandria, presso i locali del FAI, la Mostra collettiva d’Arte “AL FEMMINILE” in cui hanno esposto le loro opere pittoriche, fotografiche, scultoree e di moda vari artisti locali. Di seguito, presento in slideshow le immagini che ho scattato presso l’esposizione artistica.

La mostra è ancora visitabile:

Sabato e domenica, 20 e 21 luglio 2019, dalle ore 15:00 alle ore 18:30

 

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Gli artisti presenti con le loro opere sono:

PITTURA: Elisa Guasco, Giuseppe Valpreda, Mario Stringer, Paolo Rosso, Luisa Porporato, Laura Pelletta, Milena Paro, Silvia Grillone, Patrizia Gozzellino, Roberta Giacobbi, Lorenza Ferraro, Giovanna Catania, Giuseppina Carraro Springor, Anna Borgna, Barbara Ricaldone, Tony Frisina e Giuliano Saba.

FOTOGRAFIA: Emanuele Boffa, Marco Ferrero, Paolo Manina, Giorgio Stella, Vittorio Destro, Giorgio Lupano, Giusy Vitgilio.

SCULTURA: Livio Boscolo, Giulia Zanconato, Giuliano Saba, Giorgia Sanlorenzo.

STILISTA: Laura Bogetto.

Durante la mia visita ho anche avuto il piacere di incontrare l’artista poliedrico Giuliano Saba, il quale è poeta, pittore e scultore e ha partecipato alla mostra collettiva con due opere molto interessanti, una scultura ed un dipinto. L’artista ha, in precedenza, esposto presso:

  • la Floreale in Alessandria nel 2014
  • la Chiesa Templare Francescana in Alessandria nel 2014
  • il Complesso Monumentale di Santa Croce a Bosco Marengo (AL)
  • la “Prima Biennale d’Arte in Alessandria”, Omnia Libera Mente nel 2015
  • l’evento artistico “Dal Design all’Arte” a Milano nel 2018
  • la Prima Rassegna d’Arte Internazionale Contemporanea a Piacenza nel 2018
  • la Cinquantasettesima Biennale d’Arte a Venezia nel 2018

Di seguito, le immagini riferite alle opere di Giuliano Saba in esposizione presso la Mostra collettiva d’Arte “AL FEMMINILE”.

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Giuliano Saba, scultura,”La Follia… triangolo amoroso, circolo vizioso, menti quadrate”
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Giuliano Saba, dipinto, “Mare Nostrum”

 

 

L’autore di questo articolo è Maurizio Coscia, scrittore del libro “Il Viaggio di Simone

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Arti visive. La pittura di Anna Gatto, artista di Novi ligure (AL). Articolo a cura di Maurizio Coscia.

 

Studio d’Arte di Anna Gatto

Via Marconi 53

15060 Novi Ligure

Alessandria

Studio d'Arte di Anna Gatto

Con le mani si possono trasformare i pensieri in immagini: a due dimensioni per esprimerne i colori; a tre dimensioni per poterli vedere da ogni punto di vista e… poterli toccare con le mani. C’è un’altra dimensione che origina dalle altre due… la più importante per poter comunicare senza bisogno di parole!” (Anna Gatto Art)

Nella continua ricerca della sua identità, attraverso tutte le Tecniche sperimentate nell’espressione della sua Arte, lascia che sia la sua interiorità a produrre liberamente immagini a due o a tre dimensioni in modo che trasmettano tutta la forza dell’esistere.” (Fabio Gagliardi, Artista)

Commento all’Arte pittorica di Anna Gatto

Anna-Gatto-ascesa
Anna Gatto, Ascesa, olio su cartoncino telato, cm. 50×70, Anno 2014

“Tradotta in materia carnosa dirompente da una gestualità istantanea, mediata dalle mani, spatola, pennello, è sintomo di una ricerca spirituale, della tensione verso piani metafisici. Nella poetica dell’artista (…) la pittura, a olio o in tecnica mista su vari supporti (tela, cartone, tavola…) è vissuta come un ponte tra due universi, l’uno interiore, l’altro esteriore, che sul primo proietta luce, tonalità, figure. Estatica nei contenuti, l’autrice tocca, in opere di pienezza espressiva quali “Il mio mare”, “Dentro il cuore” o “Cascate”, una sensualità cromatica potente, pervasa di slanci vitali. Prevalgono toni opposti nella percezione visiva delle frequenze delle onde cromatiche, come il rosso e il blu, di fuoco e terra il primo, di aria e acqua il secondo.” (Elena Carrea, Critico d’Arte)

Commento personale

L’arte pittorica di Anna Gatto è focalizzata sull’utilizzo del colore, in tutte le sue sfumature e variazioni cromatiche. Si tratta di una metafora del trascorrere di stati d’animo differenti, con il passaggio da una maggiore intensità e partecipazione emotiva ad un più freddo e razionale distacco. Nell’artista, troviamo opere che sono completamente dedicate all’emotività ed i colori utilizzati sono, allora, molto vivi e lucenti ovvero opere dedicate al raziocinio ed i colori rappresentati sono, allora, più tenui e freddi, indicando un distacco emotivo, dettato dall’utilizzo della ragione ovvero opere in cui si mischiano colori del primo e secondo tipo, a rappresentare il bilanciarsi tra cuore e mente. L’ambito di rappresentazione pittorica preferenziale di Anna Gatto è quello dell’emozione. Non vi sono limiti all’emotività presente nei suoi quadri, dove ciò che rimane è un’oscillazione cromatica senza forme apparenti che si manifesta in modo più marcato, laddove il colore è più vivo, potendo coglierne visivamente la sua intensità e, emotivamente, la sua energia. Vi è, quindi, la ricerca di una dimensione sentimentale che trascende la razionalità, in cui le forme si dissolvono senza limiti, trovando il loro spazio infinito nella circostanza di poter ridiventare una qualsiasi altra forma con un aspetto proprio e solo fantasticato. Le opere di Anna Gatto offrono, quindi, ampio spazio all’immaginazione e sono da stimolo alla ricerca visiva e razionale, nel tentativo di ricostruire una relazione virtuale tra ciò che è emozione e ciò che, concretamente, può diventare: ad esempio, nell’opera (Ascesa) qui sopra proposta di Anna Gatto, il rosso che si accende gradatamente dal blu turchese, solo presente a strisce in limitate zone, divenendo sempre più intenso, può esprimere amore materno ovvero passione combattiva, a livello emotivo e, per il tramite dell’immaginazione mentale, dando forma definita all’indefinito, può rappresentare, alternativamente, un rito religioso in cui si intravede una madre che, abbracciando amorevolmente il proprio figlio, lo reca, innanzi ad un altare, al cospetto di un’autorità sacerdotale che indossa il suo paramento religioso ovvero un combattimento in cui si distingue il petto vigoroso di un pugile che mostra i suoi pugni, con la guardia aperta ed è pronto a colpire da destra verso sinistra. Inoltre, come nelle altre opere di Anna Gatto, anche qui si percepisce, mediante il processo mentale interpretativo, il passaggio da una realtà a due dimensioni, intrinseca al colore indefinito e cangiante disteso sulla tela, a quella tridimensionale grazie a cui le figure immaginate emergono in avanti dalla superficie, mostrandosi nella loro forma spazialmente definita. Sono le strisce di blu turchese che, naufragando gradatamente nel rosso, staccano visivamente dalla tela le forme immaginate.

 

L’autore di questo articolo è Maurizio Coscia, scrittore del libro “Il Viaggio di Simone

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Momenti di Cultura. Musei e Luoghi d’Arte nel Monferrato, di Valentina Bonanno. Recensione di Maurizio Coscia.

Musei e Luoghi d'Arte nel Moferrato

Valentina Bonanno, autrice di Musei e Luoghi d’Arte nel Monferrato, ci invita a fare, con questo suo ultimo testo che segue, come suo naturale e necessario sviluppo, quello precedente, Alessandria. Chiese, palazzi storici e collezioni civiche, un tour culturale per la provincia di Alessandria e per Asti, nell’ambito del territorio monferrino.

Il testo può essere, infatti, considerato come un’interessante guida storica ed artistica che esamina con scrupolosa meticolosità aspetti di una tradizione culturale che possono essere ancora non pienamente conosciuti. Si tratta, quindi, di un’opera promozionale, utile a chi voglia approfondire la conoscenza delle bellezze monumentali ed artistiche monferrine.

Si parte dal narrare la leggenda della Cavalcata di Aleramo da cui ha tratto origine il territorio del Monferrato, il cui nome deriva dell’unione di due termini dialettali mun (mattone) e frà (ferrato), per arrivare alla presentazione delle città di Casale Monferrato, Asti, Acqui Terme, Ovada, Novi Ligure, Gavi, Tortona, Valenza ed Alessandria.

Di queste, si mette in evidenza come, storicamente, siano state interessante, oltre che dall’insediamento di popolazioni celtiche, dall’espansione romana nell’Italia settentrionale. Continua a leggere “Momenti di Cultura. Musei e Luoghi d’Arte nel Monferrato, di Valentina Bonanno. Recensione di Maurizio Coscia.”

Due chiacchiere con… Intervista a Franco Galliani, di Maurizio Coscia.

M.C.: – Franco, diverse persone, incluso me, sono d’accordo nell’affermare che per il Rilancio di Alessandria, dal punto di vista culturale ed artistico, hai svolto, da diverso tempo, con le tue molteplici attività ed iniziative, un lavoro importante. A tale proposito, per cominciare, puoi parlarci dell’Open Mic? –

F.G.: – L’Open Mic è una serata in cui, in primo luogo, si radunano delle persone a cui piace scrivere poesie, in genere, ma anche brani di prosa. I partecipanti hanno a disposizione 3 minuti, ciascuno, per leggere testi che hanno scritto o che hanno realizzato altri. E’una serata di condivisione a cui può partecipare anche chi voglia, semplicemente, ascoltare senza intervenire al microfono. Sulla base delle serate che si sono svolte finora, posso affermare che c’è molto talento in giro. I partecipanti, infatti, hanno sempre proposto letture piacevoli e originali, con mia grande soddisfazione. L’Open Mic, ormai, va avanti da diverso tempo, proseguendo le attività del Vi Piace, micro-festival culturale che è durato per 3 anni, come appuntamento fisso di ogni mese e con le medesime modalità dell’evento attuale. –

M.C.: – Franco, più in dettaglio, che tipo di esperienze hanno portato all’Open Mic e da che cosa nasce la sua idea? –

F.G.: – Dunque, in primo luogo, l’Open Mic non è una mia idea, nel senso che non è stato inventato da me e/o da coloro che vi hanno collaborato e che vi collaborano. Si tratta di un evento che, da molto tempo, si organizza, ad esempio, a Melbourne, a Buenos Aires, a Londra, a New York, a Parigi… diciamo che, ad Alessandria, c’era l’esperienza del Vi Piace che era un micro-festival a cui si partecipava, leggendo e “gareggiando” in un concorso artistico che prevedeva un premio simbolico, consistente in una bottiglia di vino da condividere con tutti i presenti. Questo per ribadire il fatto che l’evento era incentrato sulla condivisione e non sulla competizione agonistica. A margine di questo, era prevista anche la presentazione di libri, si tenevano concerti e performance teatrali. Si trattava, insomma, di un appuntamento bello e divertente. Come tutte le cose ha avuto il suo tempo e l’iniziativa è terminata. Tuttavia, il gruppo di persone che, più spesso, partecipava al Vi Piace, ha sentito ancora il desiderio di condividere, in particolare, le letture al microfono e, allora, dapprima con Massimo Brioschi e, poi, con Fabio Gagliardi ho continuato ad occuparmi dell’organizzazione di un evento del genere, con le serate dedicate all’Open Mic. In questo, le letture sono inframmezzate dai brani musicali proposti dai Nuova Sintonia ed è anche bello assistere alla discussione e allo scambio di opinioni su ciò che viene letto che, generalmente, si svolge al suo termine. Di solito, i presenti sono circa una trentina ed il giro di persone coinvolte nell’iniziativa che, a turno partecipano, è circa un centinaio. – Continua a leggere “Due chiacchiere con… Intervista a Franco Galliani, di Maurizio Coscia.”

Arti visive. Fabio Gagliardi, esponente artistico alessandrino. Articolo a cura di Maurizio Coscia.

Per un’introduzione all’attività creativa di Fabio Gagliardi, possiamo prendere in considerazione una sintesi del percorso che lo ha portato ad affermarsi come esponente, insieme ad altri, degli ambienti artistici alessandrini di maggiore innovazione e rappresentanza della nostra città, contribuendo a rendere Alessandria un centro di cultura di rilievo nazionale.

Fabio Gagliardi

Fabio Gagliardi è nato nel 1962 e vive ad Alessandria. Dal 1987 ha iniziato ad interessarsi di Fotografia, Scrittura creativa, Poesia e Arte, partecipando a mostre personali e collettive, a concorsi con l’Associazione Fotografica Alessandrina e scrivendo articoli di cultura, musica e fotografia su giornali cittadini, IL PICCOLO  e  NOTES.

Fotografia

Tra il 1988 ed il 2012, ha partecipato negli anni alle edizioni ripetute dei seguenti concorsi fotografici:

ASS. FOTOGRAFICA BOSCHESE – Bosco M.go – AL

FOTOGRAFAMBIENTE Cral / AMMRRT Torino

ASS. FOTOAMATORI  REPORTER Castelletto M.to – AL

FIR TORTONA-AL, Conc. Gruppo Fot. NEGRI – Casale M.to – AL

Premio F.I.A.F. sez Foto di Scena – Firenze

Premio CITTA’ DI ALESSANDRIA , Concorso fotografico Sip – PPTT  – AL

Collaborazioni letterarie

Tra il 2009 e il 2010 ha collaborato alla realizzazione delle seguenti opere:

CON… FRATERNITÀ, SEMPRE IN CAMMINO Patrocinato dalla Confederazione Nazionale delle Confraternite delle Diocesi d’Italia – C.E.I. Editrice CDA DVD + libro

LEGGENDE A TAVOLA Raccolta di leggende, racconti e favole, sulla cucina italiana                                         

TUTTI I COLORI DEL MONDO Fiabe, favole, racconti, leggende e filastrocche per CROCE ROSSA

I PREMI NOBEL per AMBASCIATA del KOSOVO

 

Studio 102

Poesia

Tra il 2013 ed il 2015, Fabio Gagliardi si è dedicato alla poesia, realizzando raccolte antologiche:

IL SALTINO 2013

LA CASA DELLE FIABE, Vol II Filastroccando 2014

BIENNALE DI POESIA PROVINCIA DI ALESSANDRIA 2015

POETIKA 2015

VOCI CONTRO LA GUERRA ONIRICA EDIZIONI

ABBIATE IL CORAGGIO DI ESSERE FELICI

LIBERAVERSO

CLUB POETICO : signore e signori Poesia

Concorsi di Poesia

Fabio Gagliardi ha partecipato ai seguenti concorsi di poesia:

MENZIONE D’ONORE “Concorso internazionale di poesia Pablo Neruda”  Torino

Citta’ di Sarzana tema : FEMMINICIDIO ( NON ASCOLTARE IL CUORE )    

2° Concorso “POETANDO IN ROSA” SORA ( FR )              

Concorso Letterario “ DONARE E’ VITA “   AVIS   FIRENZE  

Tema fisso “ABBIATE IL CORAGGIO DI ESSERE FELICI ” Papa Francesco

30° Ed.Premio Letterario “Candia Il Gioiello” 2013 -2015 Romagnano MASSA Continua a leggere “Arti visive. Fabio Gagliardi, esponente artistico alessandrino. Articolo a cura di Maurizio Coscia.”

Momenti di Poesia. Raggi di Maurizio Coscia.

Raggi

Onestamente

…non sarebbe chiaro che il nulla

se a chiarire cose e contorno

non vi fossero raggi,

proiettati sulla forma,

per incidersi nella sostanza.

Raggi,

insomma,

che la vita non mostra,

meravigliosamente,

a chi non vede che il nulla

senza cose e contorno.

E  nella ruota della vita

la vita stessa ruota,

tra i suoi raggi,

che girano dritti e storti.

Tutto chiariscono

e di sbieco e di fronte e di fuori e all’interno.

Onestamente,

non sarebbe chiaro il nulla,

senza quei raggi,

in quest’immenso ruotare

e un solo sole non basterebbe a produrli

perché durano di più

con la vita stessa,

di cui non sarebbe chiaro che il nulla

senza forma e contorno,

ma con polvere e sporcizia

in una spoglia cantina

dove fosse mai depositata la ruota della vita stessa,

di chi non ha chiaro

forma e contorno,

diritti o storti,

fossero mai i raggi della vita stessa

che ruota,

con i raggi,

della sua ruota,

diritti e storti.

 

L’autore di questo articolo è Maurizio Coscia,  scrittore del libro “Il Viaggio di Simone

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Territorio&Monumenti. Il forte di Gavi. Servizio fotografico a cura di Maurizio Coscia.

Il forte di Gavi

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Difficile stabilire le origini del Castello di Gavi con un minimo di attendibilità, vuoi per l’assenza di documentazione probante e vuoi per l’inevitabile proliferare di leggende che sempre, in questi casi, nascono e si tramandano. Ciò che si può ragionevolmente supporre è che su questa preistorica “rocca” naturale, che ancora oggi sovrasta l’abitato di Gavi, una qualche remota fortificazione vi sia stata, forse anche di epoca pre-romana. L’esistenza del Castello di Gavi è, comunque, testimoniata da un documento dell’anno 973 e, successivamente, grazie ad un “diploma” imperiale firmato da Enrico VI, figlio di Federico I detto il Barbarossa. Con quest’atto, datato 30 maggio 1191, il sovrano donò in feudo alla Repubblica di Genova il Castello ed il Borgo di Gavi con le relative dipendenze. Seppure fra alterne vicende il Castello di Gavi rimase dominio genovese sino al 1418, quando la proprietà, a seguito di eventi bellici, passò sotto la Signoria dei Visconti di Milano. Da questi il feudo di Gavi con l’antico Castello fu investito ai Fregoso e poi agli Sforza, l’investitura fu trasferita alla nobile famiglia dei Guasco di origine alessandrina. I Guasco, che erano anche signori di Francavilla, rimasero feudatari del Borgo e del Castello di Gavi sino al 1528. Il 14 novembre del 1528 il conte Antonio Guasco vendette alla Repubblica di Genova tutti i diritti esistenti sul Castello di Gavi (unitamente al Borgo ed al territorio circostante) per “mille luoghi” del Banco di San Giorgio. La Repubblica di Genova ebbe così, nuovamente, il possesso del Castello di Gavi, questa volta senza soluzione di continuità, dal 1528 al 1815. Anno nel quale, dopo la caduta di Napoleone, anche l’antica Repubblica genovese fu soppressa e annessa al nuovo Stato Sabaudo. Nel corso dei secoli il Castello di Gavi subì molteplici interventi architettonici i quali trasformarono l’antico Castello in una possente Fortezza. I primi radicali interventi di trasformazione dell’antico Castello furono eseguiti nel 1540 da Giovanni Maria Olgiati, ingegnere militare a quel tempo al servizio della Repubblica di Genova. L’Olgiati progettò e ricostruì completamente l’intera cinta muraria che circondava il primitivo Castello, realizzando nuovi bastioni e consolidando l’originale struttura. Con il suo intervento l’Olgiati trasformò l’originale struttura del Castello in una architettura che di fatto poté già chiamarsi Forte. Nel corso del XVII secolo, il Castello, ormai diventato un Forte, fu radicalmente trasformato nella Fortezza che ancor oggi possiamo vedere. Sempre per volontà della Repubblica di Genova, il progetto di questo ulteriore ampliamento fu affidato al frate domenicano Vincenzo da Fiorenzuola, al secolo Gaspare Maculano. Costui, noto anche per essere stato, fra l’altro, l’inquisitore al processo contro Galileo Galilei, era, oltre che un religioso, un grande esperto in materia di architettura militare del suo tempo. I lavori per la trasformazione del Forte in una grande Fortezza iniziarono materialmente nella primavera del 1626 e terminarono, almeno formalmente, nell’estate del 1629. In realtà i lavori di ampliamento, interni ed esterni, proseguirono sino agli albori del XIX secolo. All’esterno, sul lato di levante, fu costruita la “ridotta” di Monte Moro, collegata al Forte attraverso una “galleria” fortificata. All’interno furono edificati alloggi per militari e ufficiali, cisterne, polveriere, corpi di guardia e piazze d’armi. Il tutto con l’ausilio e la progettazione dei più famosi ingegneri militari dell’epoca, da Stefano Scaniglia a Domenico Orsolino, da Pietro Morettini a Pierre De Cotte. Solo per citare alcuni fra i tanti artefici che si avvicendarono e contribuirono al perfezionamento di questa possente Fortezza. Nel 1859, sotto il governo di Vittorio Emanuele II, l’antica Fortezza genovese fu disarmata e privata della sua storica identità per essere trasformata in un reclusorio civile. Durante il primo conflitto mondiale diventò un carcere militare destinato a prigionieri di guerra austriaci e disertori italiani. Nell’interludio fra le due guerre in alcuni terrapieni della Fortezza furono impiantati vitigni sperimentali per conto del Consorzio Antifilosserico. Con il sopraggiungere del secondo conflitto mondiale il Forte ritornò ad essere luogo di detenzione, prima ospitando prigionieri inglesi e, dopo l’otto settembre del 1943, militari italiani. Nel 1946 il Forte fu consegnato alla Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici del Piemonte, la quale, a partire dal 1978, ha avviato una costante e progressiva opera di restauro e salvaguardia di questo raro esempio di architettura militare. Recentemente è stata costituita l’Associazione “Amici del Forte del Gavi”, sotto l’egida della Soprintendenza, la quale ha assunto il compito di promuovere e valorizzare questa pregevole struttura militare genovese.

(Testo tratto dal sito web: http://www.fortedigavi.it)

 

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Territorio&Monumenti. Casalbagliano e il suo castello (Alessandria). Servizio fotografico a cura di Maurizio Coscia.

Casalbagliano e il suo castello

 

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Lo storiografo Carlo Avalle ci fa sapere che una certa famiglia Bagliani era in Palestina, antica regione storica della Turchia asiatica, e vi aveva sede circa mezzo secolo prima che sorgesse Alessandria (Alessandria sorse una trentina di anni prima il 1200). Di quei tempi, gli Ascalonesi, cioè gli abitanti della città palestinese di Ascalon, i più turbolenti della zona, si trasferirono a Roma per certa loro propaganda di culto. A reprimere ogni cosa, quelli di Palestina, fecero sorgere un castello nella pianura romana, come vedetta a luogo di azione.

Lo diedero alla custodia a certo Bagliano il Vecchio, mandato espressamente dall’Asia in Italia. E costui svolse, con valore e autorità, il suo compito. Quando morì, il castello passò a suo figlio Bagliano il Giovane.

Dalla famiglia di questi, si originò poi la ricchissima famiglia dei Bagliani alessandrini, che diede sviluppo verso il 1280, ai casolari sparsi fuori dell’antica Porta Genova, per costituire il così detto Casale dei Bagliani. I casolari sparsi prima del 1200, quasi tutti, erano non troppo lontani gli uni dagli altri, sulla riva destra del Tanaro, lungo una via che andava alla romana Villa del Foro.

Quell’agglomerato abitato veniva chiamato Casale della Fontana, e, come Cantalupo, era in mezzo ad una fitta boscaglia. Gli Alessandrini vi si recavano per una via che costeggiava il fiume, seguendone le curve capricciose. Aveva inizio alla porta Sottella (oggi scomparsa, in fondo a via Tiziano, al sottopassaggio della strada ferrata per Asti-Torino). Ora, quella è detta strada dell’Asfalto, perché lungo essa esisteva, un tempo, una rudimentale fabbrica di asfalto. Continua a leggere “Territorio&Monumenti. Casalbagliano e il suo castello (Alessandria). Servizio fotografico a cura di Maurizio Coscia.”

Eventi&Feste. Festa della Sbirra ad Alessandria, organizzata da SocialWood. Breve commento di Maurizio Coscia.

Festa della Sbirra

 

Il 29 e 30 giugno 2019, dalle ore 19 di sabato e dalle ore 10 di domenica, è prevista presso Piazza Don Soria ad Alessandria, la Festa della Sbirra. L’evento è stato organizzato da SocialWood, Bottega Solidale, costituita all’interno della Casa Circondariale alessandrina “Cantiello e Gaeta”. L’evento nasce dalla collaborazione tra Fuga di Sapori (Carcere di Alessandria), Coop. L’Arcolaio – Dolci Evasioni (Carcere di Siracusa) e il Birrificio Artigianale Trunasse. La ristorazione è a cura di HOP – Mangiare di birra di Alessandria. In occasione della festa, è previsto un menù in cui sono inclusi prodotti provenienti da diverse realtà che operano in ambito carcerario. Saranno serviti al pubblico piatti buoni, gustosi, genuini e soprattutto solidali. Inoltre, non mancheranno DJ set, animazione per bambini e tante altre sorprese per assicurare il divertimento a tutta la famiglia. La Festa della Sbirra promuove una raccolta fondi a favore del Progetto SocialWood che ha, tra gli altri obiettivi, quello di riqualificare Piazza Don Soria.

SocialWood

Piazza Don Soria – 15121 Alessandria (AL)

Tel. 0131 – 264890 – E-mail: info@socialwood.it

https://www.facebook.com/socialwood/

 

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Rivalorizzazione&Riutilizzo. SocialWood, Bottega Solidale ad Alessandria.

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SocialWood è una Bottega Solidale ed è frutto di un progetto che ha creato, all’interno della Casa circondariale “Cantiello e Gaeta” di Alessandria, un laboratorio artigianale di falegnameria per la produzione di mobili in pallet e di arredamento realizzati con materiali riciclati. Il laboratorio artigianale coinvolge e impiega i detenuti, restituendo loro dignità e autonomia, il tutto nel pieno rispetto dell’ambiente. Molta attenzione è data alla sostenibilità e al lavoro in rete con altri enti del terzo settore: crediamo, infatti, che i progetti sociali debbano auto-sostenersi e sviluppare profonde sinergie tra tutti gli enti che operano con spirito sociale e di solidarietà. Per tale motivazione, è nata la prima bottega in carcere in Italia, un luogo dove tutte le produzioni sociali, a partire dalle produzioni di economia carceraria, possano trovare spazio, visibilità e promozione. I mobili di SocialWood diventano espositori, un modo per creare un connubio tra le migliori produzioni sociali d’Italia. Tutti i fondi raccolti attraverso le vendite saranno utilizzati per acquistare nuovi attrezzi per la falegnameria, la formazione e il lavoro dei detenuti, offrendo loro una concreta possibilità di reinserimento lavorativo a fine pena.

(Fonte: volantino informativo)

L’intervista a Andrea Ferrari, Presidente dell’Associazione Ises che si occupa della bottega solidale Social Wood aperta all’interno del carcere di Alessandria. Servizio video di Roberta Lancellotti. 

(Fonte: youtube – Futura News)

 

SocialWood

Piazza Don Soria – 15121 Alessandria (AL)

Tel. 0131 – 264890 – E-mail: info@socialwood.it

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Arte&Pittura. Chimica Naturale, al quartiere Orti di Alessandria. Commento di Maurizio Coscia.

Chimica Naturale

 

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Un bellissimo lavoro grafico e pittorico è stato realizzato al quartiere Orti di Alessandria per opera di artisti sconosciuti, ma veramente bravi che, con le loro immagini colorate, sono riusciti a dare un nuovo aspetto ad un vecchio muro che, diversamente, sarebbe rimasto grigio e disadorno. Oltre a ciò, l’opera realizzata ha un chiaro riferimento a tematiche di stretta attualità e sembra inserirsi in un movimento “autonomo” di sensibilizzazione.

Vero è che, attraverso l’arte, in ogni epoca della storia umana si è da sempre cercato di richiamare l’attenzione della generalità delle persone che, facilmente, a causa della frenesia dell’esistenza quotidiana, perdono il senso degli aspetti naturali più importanti per l’imperituro conservarsi e prosperare della vita stessa.

Oggi giorno, l’imponente sviluppo economico che, storicamente, è stato conseguito in determinate aree del mondo sulla scorta di grandi innovazioni tecnologiche e scoperte scientifiche, mettendo a disposizione ogni tipo di bene o sevizio, ha portato con sé, come effetto collaterale e devastante, un eccessivo e sbilanciato impoverimento di altre aree e, in aggiunta, un catastrofico scenario per le future sorti della Terra, il nostro pianeta verde. Continua a leggere “Arte&Pittura. Chimica Naturale, al quartiere Orti di Alessandria. Commento di Maurizio Coscia.”

Cultura&Musica. I Nuova Sintonia, gruppo musicale. Commento di Maurizio Coscia.

NUOVA SINTONIA

 Zahida Stenghel: voce

Angelo Panelli: basso elettrico

Upali Gunasekera: percussioni

 

Dicono di loro:

Il gruppo proviene dalla zona di Alessandria e ha molta esperienza (anche professionistica) in numerosi ambiti musicali. Di diretta emanazione dagli ambienti cosiddetti “antagonisti”, il gruppo esegue musica cosiddetta “minimale”, di ricerca, elegante e ritmicamente trascinante, con influenze che vanno dal jazz al funk, alla musica etnica e indiana. Le sonorità affrontate sono armonicamente e visivamente di particolare atmosfera, le tematiche ardite e sempre liberatorie.

Commento personale:

I Nuova Sintonia si esibiscono con un repertorio musicale composto da cover e brani propri e si pongono nel panorama artistico alessandrino come un gruppo particolare che riesce a coniugare l’esigenza della riscoperta di una musicalità e di un livello melodico, caratterizzato soprattutto dall’integrazione del ritmo delle percussioni con il suono di chitarra e basso, di tipo primitivo e originario, teso alla riscoperta dell’istintività delle percezioni, con aspetti più moderni ed innovativi che hanno una valenza trasgressiva e di cauta, lenta e mai drammatica rottura con la musica tipica del nostro tempo, ricca di contenuti commerciali e di elevata diffusione attraverso i media. In questo senso, se così si può dire, i Nuova Sintonia, a mio avviso, rappresentano una nicchia musicale, di suoni ed emozioni in cui è bello rifugiarsi, ascoltandoli ed apprezzandoli durante un loro spettacolo che può essere non solo un’esibizione sonora, ma anche una performance con elementi teatrali, messi anche in risalto dalla ricerca del costume di scena più appropriato, in particolare, da parte della cantante Zahida Stenghel. A tale proposito, sono state interessanti per me le loro esibizioni durante gli appuntamenti di Open Mic – microfono a disposizione del poeta, dello scrittore o, semplicemente, del lettore per esprimere e condividere con i partecipanti un contenuto letterario – organizzato ad Alessandria da Franco Galliani e Fabio Gagliardi, in cui si sono esibiti, con la lettura di un brano, generalmente scelto dalla tradizione culturale classica, greca e romana, accompagnata dalla musica. Le sensazioni che mi hanno dato durante l’ascolto di alcuni dei loro pezzi musicali più interessanti – che invito ad andare a cercare sulla loro pagina Facebook, qualora non sia possibile ascoltarli dal vivo nei loro prossimi e numerosi appuntamenti – sono spaziate dal risveglio di sensazioni che definisco archetipe perché insite nella mente umana come principio psichico innato del suo funzionamento cognitivo, precedente al modo di ragionare acquisito tramite l’esperienza e governato dall’istinto, al senso di appartenenza ad una tribù, sia essa antica o moderna, che si esprime nel sentirsi immersi in un caldo abbraccio che tutto accoglie e nulla esclude.

 

L’autore di questo articolo è Maurizio Coscia, scrittore del libro “Il Viaggio di Simone

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Momenti di Poesia. Pianeti dispersi di Maurizio Coscia.

Pianeti dispersi

 

Pianeti dispersi

fucine di mille elementi

brillate cadenti

in mezzo a galassie ruggenti.

Con suoni assopiti

le stelle si accendono

in cielo splendenti

vibranti si levano.

Vorrei sapere solo se

cuori liberi danzano

tra i fiori che avanzano

trovando culla nella terra brulla

di pianeti dispersi

fucine di mille elementi

brillanti cadenti

in mezzo a galassie ruggenti.

 

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Omaggio al Grande Torino di Maurizio Coscia.

Solo il cielo li vinse…

…Bacigalupo, Bacigalupo… sìiiii… violenta sberla di sinistro dell’attaccante avversario ai limiti dell’aria di rigoreeee. ma il portiere granata non si fa sorprendere e paraaa una botta inverosimile… trattiene la palla per un attimo tra le mani e rilancia l’azione… è Ballarin, ora, che custodisce la sfera… passaggio laterale a Maroso che intercetta il raso terra, Marosooo… cross verso Rigamonti… scambio rapido con palla corta: Rigamonti – Grezar… triangolo… Rigamonti… il Toro ancora in avanti… tre avversari saltati in quest’ultimo torno di pochi minuti… siamo a centrocampooo… ancora, ancora in avanti il Toro… la folla esulta a bordo campo e dagli spalti si alza il coro “FORZA TOROOO… FORZA TOROOO, son tornati i tempi d’orooo…”, è un vociare continuo che sostiene la squadra… tutta la formazione granata in avanti…. Mazzola a centrocampo gesticola, il capitano fa segno di proseguire l’azione… Castigliano riceve palla, duella con il centrocampista avversario… sì, ecco, dribling perfetto, ancora viaggia il Toro verso l’area avversaria… Gabetto, palla al piede, ricevuta da Castigliano, passaggio alto verso Loik che al volo, di collo pieno gira la sfera verso Menti… Ossolaaaa si proietta in area di rigore, segue l’azione Mazzolaaa… da centrocampo sprinta verso la porta avversaria… si smarca, è in fuga, ma rimane nei limiti della linea di difesa avversaria, Menti riceve e raddrizza la traiettoria della palla verso Ossolaaa… palla al piede, crosss… Mazzolaaaa… siamo a due metri dalla porta, muro di due difensori che saltano a tempo, tentando di chiudere il Capitano granata ed intercettare il pallone… ma Mazzolaaaa, da destra… spalle larghe al sole, salta più in alto di tutti… il portiere avversario vede la sua ombra lunga proiettata sul volto… COLPO DI TESTAAA, incornata all’incrocio dei pali del CAPITANO GRANATAAA che, come un falco, piomba sul pallone… mani impotenti del portiere avversario… la palla è in RETEEE… GOAAAALLL GOAAALLL… IL BOATO DELLA FOLLA…. GOAAAALLLL…

L’autore di questo articolo è Maurizio Coscia, scrittore del libro “Il Viaggio di Simone

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Momenti di Cultura. L’estate non perdona di Flavio Santi. Recensione di Maurizio Coscia.

L’estate non perdona è il nuovo libro dell’autore Flavio Santi, di cui ho assistito alla presentazione, organizzata dall’Associazione culturale Libera Mente, con letture di Cristina Saracano, presso la Biblioteca civica di Alessandria, il 17 aprile 2019, e che segue ad un precedente romanzo noir, intitolato La primavera tarda ad arrivare, in cui compare, per la prima volta, il personaggio dell’ispettore Drago Furlan, in servizio a Cividale del Friuli, a pochi chilometri da Udine. In questa nuova avventura, il poliziotto è alle prese con alcuni omicidi che si svolgono in una località marittima friulana, dove vuole trascorrere un periodo di meritato riposo. Inizialmente, l’ispettore è, infatti, convinto di potersi godere una bella vacanza in compagnia della sua fidanzata Perla. Tuttavia, quello che avrebbe dovuto essere un periodo di relax si trasforma ben presto in un’estate da thriller con il giallo di un primo omicidio compiuto misteriosamente e con grande accanimento, a colpi di fucile d’assalto, sulle rive del fiume Natisone e a cui seguono altri fatti drammatici. Drago Furlan, colto nel vivo del suo senso del dovere e, ad un certo punto, conscio di essere preso di mira dall’omicida, inizia ad indagare con grande determinazione e, al tempo stesso, per non deludere Perla, si alterna tra la spiaggia dove si svolge la loro villeggiatura e il commissariato, adducendo alla fidanzata che deve, di tanto in tanto, allontanarsi per occuparsi della madre Vendramina, in pessime condizioni di salute. Le indagini dell’ispettore Drago sono accompagnate dal suo solito modo bonario di fare, tanto da renderlo agli occhi del lettore, apprezzabile, quotidiano e mai sopra le righe. Si tratta, infatti, di un personaggio che rispecchia una mentalità intrisa dei sani e vecchi valori di un tempo, a cui piace il calcio, tifando per l’Udinese, che trascorre tempo all’osteria dell’amico Tarcisio in compagnia di un buon bicchiere di vino e che è confidente con tutto e tutti, non scevro di saggezza contadina. Un personaggio “che ci sa fare”, dunque, con semplicità nella trama del romanzo e che è per questo che si fa ben volere dai suoi lettori. Nel corso della vicenda, ancora una volta, è affiancato dal suo vice Orfeo Moroder ed è ritagliato spazio per il PM partenopeo Santoliquido che rappresenta, per certi versi, insieme ad altri elementi che si ritrovano nell’ambito della narrazione, lo spunto comico che l’autore Flavio Santi ha voluto inserire nel suo racconto. Il pubblico ministero, napoletano verace. è, infatti, talvolta, un po’ impacciato e costernato dal ritrovarsi in un contesto sociale, quello tipicamente friulano con i suoi modi di fare, dissimile da ciò a cui è abituato e che, comunque, lui stesso, taccia di essere di tipo teutonico. La vicenda del libro è, in generale, ricca di spunti narrativi tesi a suscitare nel lettore interesse e desiderio di arrivare in fondo a tutto quello che è raccontato per sapere come andrà a finire. Impossibile non sentirsi attratti, per gli amanti di questo tipo di genere letterario, da un personaggio come Drago Furlan che, con i suoi espedienti da professionista e le situazioni in cui è coinvolto, mantiene viva l’attenzione fino all’ultima pagina. Al termine del libro, sorge, quindi, spontanea una domanda se l’autore vorrà o meno raccontare una nuova e rocambolesca avventura del brillante e schietto ispettore Drago. Situazioni e personaggi sono stati abilmente descritti dall’autore, in modo da non essere mai banali e in 300 pagine risultano ben caratterizzati con l’utilizzo di parole ed espressioni che denunciano anche il notevole background culturale di Flavio Santi. Il nome Santoliquido scelto, ad esempio, per il pubblico ministero partenopeo, dimostra l’attento studio dell’autore nel trovare una parola di immediata significatività per richiamare alla mente sia la spiritosità solitamente attribuita ai napoletani, sia lo stereotipo culturale, legato a tipiche tradizioni ben rappresentate dall’annuale atteso miracolo di San Gennaro, patrono di Napoli, consistente nella liquefazione del suo preziosissimo sangue, da secoli custodito, come sacra reliquia, presso le autorità ecclesiastiche. Ricordiamo che Flavio Santi, nel corso della sua carriera professionale, dopo aver vinto il concorso per l’ammissione presso la prestigiosa Scuola superiore normale di Pisa, ha, poi, optato per conseguire la laurea in materie umanistiche e filologiche medievali a Pavia presso l’Almo Collegio Borromeo e il dottorato in Filologia moderna, divenendo, successivamente, docente e studioso presso l’Università degli Studi dell’Insubria. L’autore arriva, infine, a realizzare i suoi due romanzi noir e a introdurre la figura dell’ispettore Drago Furlan, dopo una consolidata esperienza di scrittura creativa (e non) con precedenti opere letterarie.

 

L’autore di questo articolo è Maurizio Coscia, scrittore del libro “Il Viaggio di Simone

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Momenti di Cultura. Destino di Raffaella Romagnolo. Breve recensione di Maurizio Coscia.

Destino di Raffaella Romagnolo è un romanzo storico alla cui presentazione ho assistito il 18-04-2019, presso ACSAL (Alessandria). Ritengo che sia bello ed originale, in quanto, pur essendo una storia con personaggi immaginari, Giulia Masca e Anita Leone, risulta essere verosimile e narrante una vicenda in parte ambientata nel nostro territorio provinciale, all’inizio del ‘900 e oltre, sulla base di una seria e documentata raccolta di testimonianze dell’epoca. Narra, infatti, la vicenda di una donna di nome Giulia che, lavorando come operaia tra sofferenze continue, insieme con l’amica Anita, inflitte a giovani ragazze quali erano, presso una filanda di Ovada, decide di aderire al primo sciopero mai organizzato in quella località per ottenere un aumento salariale. Lo sciopero non porta ad un reale risultato se non quello d’essere un esempio di lotta rivendicativa per i diritti, soprattutto, delle donne che, a quel tempo, non avevano neppure la facoltà di voto politico. Giulia, comunque, non ci sta a continuare a subire una vita fatta di privazioni e sofferenza e, quindi, decide di emigrare all’estero, in America. Qui, ottiene un successo insperato e fa ritorno nel 1946, dopo la guerra, in Italia da persona ricca e diversa, riallacciando i suoi legami d’affetto con l’amica Anita che, nel frattempo, ha continuato a vivere nell’ovadese e ad affrontare con grande coraggio anche gli avvenimenti bellici della seconda guerra mondiale che hanno interessato la nostra provincia, compreso il celebre “Eccidio della Benedicta”.

 

L’autore di questo articolo è Maurizio Coscia, scrittore del libro “Il Viaggio di Simone

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