Arte&Pittura. Chimica Naturale, al quartiere Orti di Alessandria. Commento di Maurizio Coscia (Sargon)

Chimica Naturale

 

Questo slideshow richiede JavaScript.

Un bellissimo lavoro grafico e pittorico è stato realizzato al quartiere Orti di Alessandria per opera di artisti sconosciuti, ma veramente bravi che, con le loro immagini colorate, sono riusciti a dare un nuovo aspetto ad un vecchio muro che, diversamente, sarebbe rimasto grigio e disadorno. Oltre a ciò, l’opera realizzata ha un chiaro riferimento a tematiche di stretta attualità e sembra inserirsi in un movimento “autonomo” di sensibilizzazione.

Vero è che, attraverso l’arte, in ogni epoca della storia umana si è da sempre cercato di richiamare l’attenzione della generalità delle persone che, facilmente, a causa della frenesia dell’esistenza quotidiana, perdono il senso degli aspetti naturali più importanti per l’imperituro conservarsi e prosperare della vita stessa.

Oggi giorno, l’imponente sviluppo economico che, storicamente, è stato conseguito in determinate aree del mondo sulla scorta di grandi innovazioni tecnologiche e scoperte scientifiche, mettendo a disposizione ogni tipo di bene o sevizio, ha portato con sé, come effetto collaterale e devastante, un eccessivo e sbilanciato impoverimento di altre aree e, in aggiunta, un catastrofico scenario per le future sorti della Terra, il nostro pianeta verde. Continua a leggere “Arte&Pittura. Chimica Naturale, al quartiere Orti di Alessandria. Commento di Maurizio Coscia (Sargon)”

Cultura&Musica. I Nuova Sintonia, gruppo musicale. Commento di Maurizio Coscia (Sargon)

NUOVA SINTONIA

 Zahida Stenghel: voce

Angelo Panelli: basso elettrico

Upali Gunasekera: percussioni

 

Dicono di loro:

Il gruppo proviene dalla zona di Alessandria e ha molta esperienza (anche professionistica) in numerosi ambiti musicali. Di diretta emanazione dagli ambienti cosiddetti “antagonisti”, il gruppo esegue musica cosiddetta “minimale”, di ricerca, elegante e ritmicamente trascinante, con influenze che vanno dal jazz al funk, alla musica etnica e indiana. Le sonorità affrontate sono armonicamente e visivamente di particolare atmosfera, le tematiche ardite e sempre liberatorie.

Commento personale:

I Nuova Sintonia si esibiscono con un repertorio musicale composto da cover e brani propri e si pongono nel panorama artistico alessandrino come un gruppo particolare che riesce a coniugare l’esigenza della riscoperta di una musicalità e di un livello melodico, caratterizzato soprattutto dall’integrazione del ritmo delle percussioni con il suono di chitarra e basso, di tipo primitivo e originario, teso alla riscoperta dell’istintività delle percezioni, con aspetti più moderni ed innovativi che hanno una valenza trasgressiva e di cauta, lenta e mai drammatica rottura con la musica tipica del nostro tempo, ricca di contenuti commerciali e di elevata diffusione attraverso i media. In questo senso, se così si può dire, i Nuova Sintonia, a mio avviso, rappresentano una nicchia musicale, di suoni ed emozioni in cui è bello rifugiarsi, ascoltandoli ed apprezzandoli durante un loro spettacolo che può essere non solo un’esibizione sonora, ma anche una performance con elementi teatrali, messi anche in risalto dalla ricerca del costume di scena più appropriato, in particolare, da parte della cantante Zahida Stenghel. A tale proposito, sono state interessanti per me le loro esibizioni durante gli appuntamenti di Open Mic – microfono a disposizione del poeta, dello scrittore o, semplicemente, del lettore per esprimere e condividere con i partecipanti un contenuto letterario – organizzato ad Alessandria da Franco Galliani e Fabio Gagliardi, in cui si sono esibiti, con la lettura di un brano, generalmente scelto dalla tradizione culturale classica, greca e romana, accompagnata dalla musica. Le sensazioni che mi hanno dato durante l’ascolto di alcuni dei loro pezzi musicali più interessanti – che invito ad andare a cercare sulla loro pagina Facebook, qualora non sia possibile ascoltarli dal vivo nei loro prossimi e numerosi appuntamenti – sono spaziate dal risveglio di sensazioni che definisco archetipe perché insite nella mente umana come principio psichico innato del suo funzionamento cognitivo, precedente al modo di ragionare acquisito tramite l’esperienza e governato dall’istinto, al senso di appartenenza ad una tribù, sia essa antica o moderna, che si esprime nel sentirsi immersi in un caldo abbraccio che tutto accoglie e nulla esclude.

 

Momenti di Poesia. Pianeti dispersi di Maurizio Coscia (Sargon)

Pianeti dispersi

 

Pianeti dispersi

fucine di mille elementi

brillate cadenti

in mezzo a galassie ruggenti.

Con suoni assopiti

le stelle si accendono

in cielo splendenti

vibranti si levano.

Vorrei sapere solo se

cuori liberi danzano

tra i fiori che avanzano

trovando culla nella terra brulla

di pianeti dispersi

fucine di mille elementi

brillanti cadenti

in mezzo a galassie ruggenti.

 

 

Omaggio al Grande Torino di Maurizio Coscia (Sargon)

Solo il cielo li vinse…

…Bacigalupo, Bacigalupo… sìiiii… violenta sberla di sinistro dell’attaccante avversario ai limiti dell’aria di rigoreeee. ma il portiere granata non si fa sorprendere e paraaa una botta inverosimile… trattiene la palla per un attimo tra le mani e rilancia l’azione… è Ballarin, ora, che custodisce la sfera… passaggio laterale a Maroso che intercetta il raso terra, Marosooo… cross verso Rigamonti… scambio rapido con palla corta: Rigamonti – Grezar… triangolo… Rigamonti… il Toro ancora in avanti… tre avversari saltati in quest’ultimo torno di pochi minuti… siamo a centrocampooo… ancora, ancora in avanti il Toro… la folla esulta a bordo campo e dagli spalti si alza il coro “FORZA TOROOO… FORZA TOROOO, son tornati i tempi d’orooo…”, è un vociare continuo che sostiene la squadra… tutta la formazione granata in avanti…. Mazzola a centrocampo gesticola, il capitano fa segno di proseguire l’azione… Castigliano riceve palla, duella con il centrocampista avversario… sì, ecco, dribling perfetto, ancora viaggia il Toro verso l’area avversaria… Gabetto, palla al piede, ricevuta da Castigliano, passaggio alto verso Loik che al volo, di collo pieno gira la sfera verso Menti… Ossolaaaa si proietta in area di rigore, segue l’azione Mazzolaaa… da centrocampo sprinta verso la porta avversaria… si smarca, è in fuga, ma rimane nei limiti della linea di difesa avversaria, Menti riceve e raddrizza la traiettoria della palla verso Ossolaaa… palla al piede, crosss… Mazzolaaaa… siamo a due metri dalla porta, muro di due difensori che saltano a tempo, tentando di chiudere il Capitano granata ed intercettare il pallone… ma Mazzolaaaa, da destra… spalle larghe al sole, salta più in alto di tutti… il portiere avversario vede la sua ombra lunga proiettata sul volto… COLPO DI TESTAAA, incornata all’incrocio dei pali del CAPITANO GRANATAAA che, come un falco, piomba sul pallone… mani impotenti del portiere avversario… la palla è in RETEEE… GOAAAALLL GOAAALLL… IL BOATO DELLA FOLLA…. GOAAAALLLL…

Momenti di Cultura. L’estate non perdona di Flavio Santi. Recensione di Maurizio Coscia (Sargon)

L’estate non perdona è il nuovo libro dell’autore Flavio Santi, di cui ho assistito alla presentazione, organizzata dall’Associazione culturale Libera Mente, con letture di Cristina Saracano, presso la Biblioteca civica di Alessandria, il 17 aprile 2019, e che segue ad un precedente romanzo noir, intitolato La primavera tarda ad arrivare, in cui compare, per la prima volta, il personaggio dell’ispettore Drago Furlan, in servizio a Cividale del Friuli, a pochi chilometri da Udine. In questa nuova avventura, il poliziotto è alle prese con alcuni omicidi che si svolgono in una località marittima friulana, dove vuole trascorrere un periodo di meritato riposo. Inizialmente, l’ispettore è, infatti, convinto di potersi godere una bella vacanza in compagnia della sua fidanzata Perla. Tuttavia, quello che avrebbe dovuto essere un periodo di relax si trasforma ben presto in un’estate da thriller con il giallo di un primo omicidio compiuto misteriosamente e con grande accanimento, a colpi di fucile d’assalto, sulle rive del fiume Natisone e a cui seguono altri fatti drammatici. Drago Furlan, colto nel vivo del suo senso del dovere e, ad un certo punto, conscio di essere preso di mira dall’omicida, inizia ad indagare con grande determinazione e, al tempo stesso, per non deludere Perla, si alterna tra la spiaggia dove si svolge la loro villeggiatura e il commissariato, adducendo alla fidanzata che deve, di tanto in tanto, allontanarsi per occuparsi della madre Vendramina, in pessime condizioni di salute. Le indagini dell’ispettore Drago sono accompagnate dal suo solito modo bonario di fare, tanto da renderlo agli occhi del lettore, apprezzabile, quotidiano e mai sopra le righe. Si tratta, infatti, di un personaggio che rispecchia una mentalità intrisa dei sani e vecchi valori di un tempo, a cui piace il calcio, tifando per l’Udinese, che trascorre tempo all’osteria dell’amico Tarcisio in compagnia di un buon bicchiere di vino e che è confidente con tutto e tutti, non scevro di saggezza contadina. Un personaggio “che ci sa fare”, dunque, con semplicità nella trama del romanzo e che è per questo che si fa ben volere dai suoi lettori. Nel corso della vicenda, ancora una volta, è affiancato dal suo vice Orfeo Moroder ed è ritagliato spazio per il PM partenopeo Santoliquido che rappresenta, per certi versi, insieme ad altri elementi che si ritrovano nell’ambito della narrazione, lo spunto comico che l’autore Flavio Santi ha voluto inserire nel suo racconto. Il pubblico ministero, napoletano verace. è, infatti, talvolta, un po’ impacciato e costernato dal ritrovarsi in un contesto sociale, quello tipicamente friulano con i suoi modi di fare, dissimile da ciò a cui è abituato e che, comunque, lui stesso, taccia di essere di tipo teutonico. La vicenda del libro è, in generale, ricca di spunti narrativi tesi a suscitare nel lettore interesse e desiderio di arrivare in fondo a tutto quello che è raccontato per sapere come andrà a finire. Impossibile non sentirsi attratti, per gli amanti di questo tipo di genere letterario, da un personaggio come Drago Furlan che, con i suoi espedienti da professionista e le situazioni in cui è coinvolto, mantiene viva l’attenzione fino all’ultima pagina. Al termine del libro, sorge, quindi, spontanea una domanda se l’autore vorrà o meno raccontare una nuova e rocambolesca avventura del brillante e schietto ispettore Drago. Situazioni e personaggi sono stati abilmente descritti dall’autore, in modo da non essere mai banali e in 300 pagine risultano ben caratterizzati con l’utilizzo di parole ed espressioni che denunciano anche il notevole background culturale di Flavio Santi. Il nome Santoliquido scelto, ad esempio, per il pubblico ministero partenopeo, dimostra l’attento studio dell’autore nel trovare una parola di immediata significatività per richiamare alla mente sia la spiritosità solitamente attribuita ai napoletani, sia lo stereotipo culturale, legato a tipiche tradizioni ben rappresentate dall’annuale atteso miracolo di San Gennaro, patrono di Napoli, consistente nella liquefazione del suo preziosissimo sangue, da secoli custodito, come sacra reliquia, presso le autorità ecclesiastiche. Ricordiamo che Flavio Santi, nel corso della sua carriera professionale, dopo aver vinto il concorso per l’ammissione presso la prestigiosa Scuola superiore normale di Pisa, ha, poi, optato per conseguire la laurea in materie umanistiche e filologiche medievali a Pavia presso l’Almo Collegio Borromeo e il dottorato in Filologia moderna, divenendo, successivamente, docente e studioso presso l’Università degli Studi dell’Insubria. L’autore arriva, infine, a realizzare i suoi due romanzi noir e a introdurre la figura dell’ispettore Drago Furlan, dopo una consolidata esperienza di scrittura creativa (e non) con precedenti opere letterarie.

 

 

Momenti di Cultura. Destino di Raffaella Romagnolo. Breve recensione di Maurizio Coscia (Sargon)

Destino di Raffaella Romagnolo è un romanzo storico alla cui presentazione ho assistito il 18-04-2019, presso ACSAL (Alessandria). Ritengo che sia bello ed originale, in quanto, pur essendo una storia con personaggi immaginari, Giulia Masca e Anita Leone, risulta essere verosimile e narrante una vicenda in parte ambientata nel nostro territorio provinciale, all’inizio del ‘900 e oltre, sulla base di una seria e documentata raccolta di testimonianze dell’epoca. Narra, infatti, la vicenda di una donna di nome Giulia che, lavorando come operaia tra sofferenze continue, insieme con l’amica Anita, inflitte a giovani ragazze quali erano, presso una filanda di Ovada, decide di aderire al primo sciopero mai organizzato in quella località per ottenere un aumento salariale. Lo sciopero non porta ad un reale risultato se non quello d’essere un esempio di lotta rivendicativa per i diritti, soprattutto, delle donne che, a quel tempo, non avevano neppure la facoltà di voto politico. Giulia, comunque, non ci sta a continuare a subire una vita fatta di privazioni e sofferenza e, quindi, decide di emigrare all’estero, in America. Qui, ottiene un successo insperato e fa ritorno nel 1946, dopo la guerra, in Italia da persona ricca e diversa, riallacciando i suoi legami d’affetto con l’amica Anita che, nel frattempo, ha continuato a vivere nell’ovadese e ad affrontare con grande coraggio anche gli avvenimenti bellici della seconda guerra mondiale che hanno interessato la nostra provincia, compreso il celebre “Eccidio della Benedicta”.

 

Mostre&Arte. Preziosa Opera, mostra artistica a Valenza (AL) dal 14 dicembre 2014 al 25 gennaio 2015. Recensione di Maurizio Coscia (Sargon)

Preziosa Opera

PREZIOSA OPERA. CAPOLAVORI DELL’ARTE E TRADIZIONE ORAFA A VALENZA

a cura di Domenico Maria Papa

con la promozione del Comune di Valenza

con il patrocinio di Regione Piemonte e di Direzione regionale per i Beni Culturali e Paesaggisti del Piemonte

con il supporto di Fondazione CRA e Fondazione CRT

Il 13 dicembre 2014 è stata inaugurata a Valenza, presso le sale espositive di Villa Scalcabarozzi, in precedenza sede dell’Associazione Orafa Valenzana ed Export Orafi MPO, la mostra Preziosa Opera. Capolavori dell’arte e della tradizione orafa a Valenza che si protrarrà fino al 25 gennaio 2015.

Si tratta di un evento di grande interesse e pregio in generale per il territorio alessandrino ed in particolare per quello valenzano e rappresenta, in successione temporale, la tappa conseguente ad un iter di idee ed iniziative, in primo luogo, concepito per la valorizzazione culturale della città di Valenza, nella prospettiva di renderla sempre più un polo di attrazione di visitatori, turisti ed esperti del settore.

La mostra, in un’ottica di progressivo aumento di valore e di pregio, rappresenta attualmente, nel 2014-2015, una cospicua esposizione di inestimabile valore artistico di opere provenienti da musei e collezioni private, alternando realizzazioni pittoriche, sculture ed oggetti preziosi. Continua a leggere “Mostre&Arte. Preziosa Opera, mostra artistica a Valenza (AL) dal 14 dicembre 2014 al 25 gennaio 2015. Recensione di Maurizio Coscia (Sargon)”

Cinema&Spettacolo. Maria Regina di Scozia, un film di Josie Rourke. Recensione di Maurizio Coscia (Sargon)

Maria Regina di Scozia, bel film che tratta del confronto storico di tipo politico, militare e religioso di due donne, accomunate dallo stesso sangue e da eguali possibilità di aspirazione ad un trono che unifichi le corone di Scozia ed Inghilterra (in particolare). Due donne in lotta, l’una contro l’altra, ma consapevoli, comunque, di potersi voler bene ed amare come “sorelle”, nonostante la ragion di stato e le divisioni religiose, perché Maria di Scozia è assurta ad essere simbolo regale femminile del Cattolicesimo, mentre Elisabetta, del Protestantesimo. Dietro di loro, vi sono intrighi di corte che, inevitabilmente, le rendono nemiche e “schiave” di interessi di parte che le cristallizzano in posizioni di potere da cui sono costrette, loro malgrado, a prendere determinate decisioni…. e, alla fine del film, con il sottofondo delle lacrime sincere e spontanee di una Elisabetta, regina dignitosa ed austera, ma, in primo luogo, donna tradita da un amaro destino in quella che era la sua aspirazione, di fondo, ad essere fertile e ad avere un degno consorte, cade la testa di Maria Stuart, la regina rivale, sotto il colpo d’ascia del boia, per scelta “obbligata” di Elisabetta stessa… (Anno 1587)

Maria regina di Scozia

Cinema&Spettacolo. Il gioco delle coppie di Olivier Assayas. Recensione di Maurizio Coscia (Sargon)

Scritto e diretto da Olivier Assayas, Il gioco delle coppie, è un film particolare, ma di una certa attualità che porta a fare alcune riflessioni sulla cosiddetta editoria digitale: vale la pena leggere e trarre esclusivamente informazioni sul e dal web, rinunciando al piacere della lettura sulla carta stampata? L’editoria digitale stravolgerà in futuro completamente i rapporti tra editore e scrittore e lettore? E si può considerare un fenomeno destinato a prendere sempre più piede con la completa sostituzione di ciò che è stampato su carta con la pubblicazione digitale? L’ebook di un romanzo, avente un costo decisamente inferiore alla sua versione cartacea, può essere considerato, solo sulla base di tale criterio economico, una sua valida alternativa? …
Potrei andare avanti, citando anche varie “preziosità” che ho notato nel lungometraggio legate al modo di vestire, atteggiarsi ed interagire dei vari personaggi che, a mio parere, sono da attribuirsi alla maestria dell’autore-regista nel caratterizzarli, ma preferisco non approfondire perché mi rendo conto che, comunque, rimangono qualcosa dipendente, nella loro significatività, dal mio punto di vista interpretativo. Ne cito solo la presenza, al fine di stimolare la visione del film.

Il gioco delle coppie

 

Cinema&Spettacolo. Oro Verde-C’era una volta in Colombia, un film di Cristina Gallego e Ciro Guerra. Recensione di Maurizio Coscia (Sargon)

Oro Verde - C'era una volta in Colombia

Oro Verde-C’era una volta in Colombia: un film (e un documento importante) ispirato allo stile trasognato dello scrittore colombiano Gabriel Garcia Marquez che narra, in modo suggestivo, le vicende di una famiglia indigena Wayúu all’epoca del nascente narcotraffico in Colombia. Siamo negli anni ’70 – ’80 e nel paese sudamericano, nelle sue zone più settentrionali, comincia a diffondersi la coltivazione della marijuana su vasta scala, destinata ai giovani del Nord America. Si impone così un commercio fiorente di questo “oro verde” che finisce, inevitabilmente, con l’intrecciarsi alla cultura matriarcale e agli usi e costumi ancestrali della popolazione che vi si dedica. Gli interessi economici prevalgono sulla pacifica convivenza all’interno del clan (o gruppo indigeno) dei Wayúu, fondata sulle loro tradizioni secolari e la violenza si scatena per ottenere ricchezza e supremazia.

 

 

Momenti di Cultura. Annibale di David Anthony Durham. Recensione di Maurizio Coscia (Sargon)

Annibale

Il romanzo è dedicato al racconto delle gesta di Annibale Barca nel corso della seconda guerra punica, sostenuta da Cartagine contro Roma, tra il 218 e il 202 a.C. e racconta dell’inizio della guerra con l’assedio di Sagunto, città alleata dei Romani, della successiva invasione del territorio romano, attuato dal condottiero cartaginese e dal suo esercito munito della micidiale arma degli elefanti, nonché della vittoria finale di Roma. David Anthony Durham, autore del libro, tratteggia una figura inedita di Annibale, non solo grande stratega che vince nelle battaglie del Ticino, della Trebbia e del Trasimeno e, soprattutto, in occasione della drammatica battaglia di Canne, ma anche abile diplomatico che porta le popolazioni galliche dell’Italia settentrionale, nonché numerose città di origine greca ed etrusca del resto della penisola a sollevarsi contro Roma. L’autore affronta anche il tema dei complessi rapporti umani di Annibale con le due sorelle, Sapanibal e Sofonisba, con i tre fratelli, Annone, Asdrubale e Magone e con la fedele moglie Hilmice. Sono numerosi anche i personaggi romani presi in considerazione e protagonisti delle vicende belliche. In particolare, tra questi abbiamo i membri della famiglia degli Scipioni, tra i quali ha un ruolo preminente Publio Cornelio Scipione Africano che sconfiggerà definitivamente Annibale a Zama, il dittatore perpetuo Quinto Fabio Massimo, detto il temporeggiatore e i consoli Terenzio Varrone e Paolo Emilio, sconfitti da Annibale a Canne. Sono anche diversi i personaggi cartaginesi che l’autore racconta, di volta in volta, come detrattori del condottiero e tra questi vi è il pater famiglias degli Annone oppure come suoi collaboratori sul campo di battaglia e tra i quali vi sono lo spregevole Monomaco, l’intrepido Aderbale ed il valente Maarbale oppure come personaggi di fantasia e tra i quali, ad esempio, troviamo, Imco Vaca, coraggioso soldato cartaginese e Aradna, la sua donna.

Biografia dell’autore (dal Web)

David Anthony Durham, nato nel 1969 a New York da genitori originari dei Caraibi, vive e lavora a Shutesbury, nel Massachusetts. Cresciuto nel Maryland dove si è laureato nel 1996 in scrittura creativa all’Università del Maryland, College Park, ha vissuto in diversi stati americani e per molti anni in Scozia e ha insegnato presso svariati istituti quali l’Università del Massachusetts Amherst e il Colorado College. È autore di 7 opere che spaziano dal romanzo storico al fantasy e alcuni suoi racconti sono apparsi in varie antologie tra le quali la serie Wild Cards curata da George R. R. Martini. Tra i riconoscimenti letterari ottenuti si ricorda il Premio John Wood Campbell per il miglior nuovo scrittore del 2009.

Mostre&Pittura. My Way, di Sergio Franzini. Breve recensione di Maurizio Coscia (Sargon)

 

Sabato 18 maggio 2019, presso AL51LAB, in via Trotti, 39/56, è stata inaugurata la mostra del pittore Sergio Franzini alias FRANZ, intitolata My Way. Le opere dell’artista saranno esposte fino al 9 giugno C.A.

My Way, il suggestivo titolo della mostra è legato, a detta dell’autore, alla presenza di opere varie e di diverso contenuto che rappresentano tutto il suo caratteristico percorso d’arte, dal fumetto al dipinto, svoltosi sempre e solo all’insegna del suo modo originale ed esclusivo di percepire e valorizzare la realtà.

Nell’ambito della mostra, Sergio Franzini presenta una serie di realizzazioni pittoriche, spaziando da un contenuto in cui emerge, in primo piano, la sua personale visione della donna – in genere evocativa e “fiabesca”, ma anche “storica” ed ispirata al personaggio femminile che appare nei dipinti di Gustav Klimt – a una tematica di richiamo di artisti e momenti musicali riferiti alle melodie del Blues. Le sue opere sono, comunque, tutte accomunate dalla grande ricercatezza nella raffigurazione sia del disegno, sia della pittura. Infatti, l’artista riesce a colmare gli occhi dell’osservatore più attento che, desiderando scorgere nei suoi quadri particolari sempre nuovi e diversi, non rimane certamente deluso. L’invito di Sergio Franzini sotteso alle sue realizzazioni artistiche è, quindi, quello di sentirsi proiettati in una fantasmagoria di forme perfette e colori più intensi o più tenui, più chiari o più scuri, che rimbalzano dalla tela, suggestionando e che, ad esempio, in Note di sax, richiamano alla mente il famoso movie americano, The Blues Brothers.

Riguardo alla tecnica pittorica, Sergio Franzini dipinge in modo sobrio, evidenziando esperienza e spaziando dall’utilizzo dell’acquerello a quello dell’olio, dall’uso del disegno grafico a quello della china.

 

Momenti di musica. Sakafuma in concerto, di Maurizio Coscia (Sargon)

 

 

Venerdì 17 maggio 2019, presso la Casa di Quartiere, in via Verona, 116 ad Alessandria, sono tornati ad esibirsi i Sakafuma.

La serata di venerdì, durante la quale si è svolta anche una cena presso la suddetta struttura, è stata molto piacevole anche grazie all’esibizione musicale di questo complesso che, ormai da anni, non manca di essere presente in Alessandria e provincia in occasione di importanti appuntamenti. Direttamente dalla “sakantina”, così come  i membri di questa band amano definire il loro ritrovo per le prove musicali, sono tornati ad esibirsi i Sakafuma, Danilo alla batteria, Tony alla chitarra, Silvia voce al microfono, Alex al basso e Gianni al sassofono. Il complesso non ha deluso le aspettative, proponendo al pubblico, come di consueto in tutte le sue performance artistiche, un repertorio musicale vario e per tutti i gusti.

Presentazione libro. La musica del male di Daniela Piazza. Breve commento di Maurizio Coscia (Sargon)

 

Giovedì 16 maggio 2019, presso la Residenza “Nicola Basile” in via Tortona, 71 ad Alessandria, si è tenuta la presentazione del romanzo, La musica del male della scrittrice Daniela Piazza, organizzata dall’Associazione culturale Libera-mente. La lettura di alcune pagine  illustrative dell’opera è stata svolta da Cristina Saracano.

Commento 

Il libro è senz’altro molto interessante perché frutto di un’accurata ricostruzione di avvenimenti in base a un’attività di ricerca storica approfondita e del recupero di una leggenda. Gli intesi studi condotti dall’autrice, Daniela Piazza, per la realizzazione del suo romanzo, sono durati un anno e mezzo. Siamo nel 1482 e Leonardo da Vinci si reca a Milano, con al seguito due apprendisti, alla corte di Ludovico il Moro. Porta in dono al signore della città una preziosa lira d’argento a forma di teschio di cavallo, di cui sono attualmente disponibili alcune ricostruzioni in base a disegni dello stesso eclettico inventore fiorentino. Lo strumento risulta avere una dote particolare e cioè quella di mettere in connessione l’anima di chi la suona con quella di chi l’ascolta. Dopo essere stato estasiato da questa sua proprietà, suonandola prima di giungere a Milano, Leonardo, si rende conto che, presso la corte del mecenate milanese, la musica della lira non ha lo stesso effetto positivo. Utilizzando lo strumento, si avvertono sensazioni negative e angosciose provenienti dalle persone che ne ascoltano la musica, tra i cortigiani di Ludovico Sforza. In particolare, sono le sensazioni provenienti da Cecilia Gallerani, amante del duca di Milano a destare il disappunto di Leonardo.

Momenti di cultura. La violinista di Piero Milanese. Recensione di Maurizio Coscia (Sargon)

“Ciò che può compiere un partigiano, indipendentemente da valutazioni di valore personale, è differente da ciò che può compiere un soldato di un reparto regolare. Chi crea è diverso da chi esegue, chi fa volontariamente una cosa è differente da chi vi è costretto, chi persegue un ideale costruttivo non è eguale a chi soddisfa un precetto legale. Nel secondo potrà esistere volontà e determinazione, ma difficilmente entusiasmo.”
(Giorgio Bocca, scrittore e giornalista italiano)

La violinista

Recensione libro

La violinista: un libro, un romanzo d’amore e sulla Resistenza italiana, da leggere e su cui riflettere. Perché no? Ci sono pagine di questo movimento di liberazione del territorio italiano, dall’occupazione nazifascista, che sono ancora poco conosciute.

Piero Milanese, già autore di interessanti opere letterarie quali “Parola Sospesa”, “Amami Alfredo” e “La scappatella”, ha voluto indagare, anche ispirato da un precedente lavoro del giornalista Giorgio Bocca, incentrato sulle repubbliche partigiane, la realtà e lo sviluppo di un’importante esperienza politica e militare: la Repubblica ossolana del 1944.

Lo scrittore non si è fermato a questo: sulla base di tale retroterra storico ha raccontato una bellissima, quanto travagliata, storia d’amore tra due giovani, Nevio Ottonelli e Orsola De Luca. Questo romanzo è, quindi, la vicenda di un partigiano torinese, Nevio, ostacolato nel suo proposito di ricongiungersi con Orsola, una musicista che adora suonare il suo violino e che il giovane ama con trasporto. 

Tra i due sboccia l’amore grazie a quello strumento musicale che la ragazza suona in casa sua, durante l’estate in cui si frequentano prima di essere divisi dalla guerra, mentre Nevio l’ascolta con grande interesse, voltando le pagine del suo spartito musicale.

La storia d’amore ha come sfondo il periodo difficile e ricco di eventi drammatici delle azioni di guerriglia partigiana per la costituzione nel Nord d’Italia della libera Repubblica dell’Ossola.

Quest’ultima vide, nei suoi 44 giorni di durata, dal 9 settembre al 23 ottobre 1944, la nomina di una Giunta Provvisoria di Governo che assunse un indirizzo civile ed istituzionale che ispirò alcuni principi contenuti nella successiva Costituzione italiana del 1948. All’inizio del racconto, Nevio, gravemente ferito in uno scontro a fuoco, è portato a spalle presso le suore di Falmenta, comune montano della valle cannobina. Continua a leggere “Momenti di cultura. La violinista di Piero Milanese. Recensione di Maurizio Coscia (Sargon)”