AI CONFINI DEL CIELO, di Miriam Maria Santucci

AI CONFINI DEL CIELO
di Miriam Maria Santucci

Umilmente ti appresti a ritornare
nel grembo eterno del tuo Creatore.
Nuvole di ricordi e di preghiere
volteggiano attorno al capezzale.
Solo a chi parte è dato contemplare
il Mistero che avvolge questo mondo
e una luce di pace e di stupore
appare all’improvviso sul tuo volto.
Lasci le tue angosce e il tuo patire
e sigilli i tuoi affetti dentro il cuore.
Un ultimo respiro e ti trasporti
nell’altra dimensione dell’Amore.
Un angelo ti rimane accanto
e ti avvolge nel suo candido velo.
Poi dolcemente prende la tua mano 
e ti accompagna ai confini del cielo.

Poesia tratta dalla raccolta “Le Impronte della Vita”.
© Copyright 2015 – Miriam Maria Santucci.

DIETRO I VETRI, di Miriam Maria Santucci

DIETRO I VETRI
di Miriam Maria Santucci

Mi soffermo a riflettere sulla vita che scorre, 
accanto al davanzale della finestra.
Ero giovane quando ti vidi per l’ultima volta.
In questo interminabile tempo, passato in un soffio, 
ho costantemente pensato a te 
che non giungesti alla mia età.
Guardo dietro i vetri il riflesso della mia immagine, 
così straordinariamente simile alla tua.
Per un attimo m’illudo che sia tu accanto a me.
Sfioro lievemente il vetro con le mani anziane
e vorrei abbracciarti, madre mia!

(16 aprile 1968)

Poesia tratta dalla raccolta “Oltre l’Orizzonte”
© Copyright 2018 – Miriam Maria Santucci

A MIA MADRE, di Miriam Maria Santucci

A MIA MADRE
di Miriam Maria Santucci

Vengo a trovarti.
Ora sei fatta di lettere
impresse sulla pietra.
Ti guardo
e non so che dire.
Le parole
mi muoiono dentro
ad una ad una
e vengono a tenerti compagnia.
Ti guardo
e gli occhi s’annebbiano
di lacrime.
Tu, che non hai più angosce,
anche tu mi guardi
e mi rimproveri il pianto
con i tuoi occhi di pietra… 

(16-4-1968) 

Poesia tratta dalla raccolta “Le Impronte della Vita”.
© Copyright 2015 – Miriam Maria Santucci

RINTOCCHI DI CAMPANE, di Miriam Maria Santucci

RINTOCCHI DI CAMPANE
di Miriam Maria Santucci

Dalla finestra vedo le montagne
da dove scorgo il sole tramontare,
un nugolo di case e un campanile
che puntuale segna le sue ore.
Sussulto ad ogni tocco di campana
e rimango attonita e smarrita.
Da tempo non frequento più una chiesa
e nessuno chiederà chi mai io sia,
ma i rintocchi per me suoneranno 
nell’ora mesta dell’Ave Maria.

Poesia tratta dalla raccolta “Oltre l’Orizzonte”
© Copyright 2018 – Miriam Maria Santucci
foto di Patrizia Minervini

NOSTALGIA, di Miriam Maria Santucci

NOSTALGIA
di Miriam Maria Santucci

Sono tornata a sedermi sulla siepe
dietro il muro della vecchia fonte.
L’acqua non sgorga più da lungo tempo
e i rovi s’intrecciano e fanno capanna.
Io ci sto sotto rannicchiata a pensare…
L’acqua sgorgava,
quando venivo qui,
e i rovi erano più radi,
e tu c’eri ancora.
Ora non esisti più
ed io sono tornata a sedermi sulla siepe.
Qui, dove annullavo ogni immagine,
sono venuta a cercarti…
Ma i rovi s’intrecciano intorno a me
e graffiano le mie carni,
e l’acqua non sgorga più,
da lungo tempo… 

(1969) 
Poesia tratta dalla raccolta “Le Impronte della Vita”.
© Copyright 2015 – Miriam Maria Santucci

GORA, romanzo autobiografico, di Miriam Maria Santucci

#GORA– #stralci_qua_e_là

[…] “In una di quelle due stanze c’erano tutti gli attrezzi da calzolaio ed era usata dal babbo e dai fratelli maggiori. Essi non sapevano fare le scarpe nuove, ma erano bravissimi a ricucire quelle vecchie, a risuolarle, a mettere le lunette di metallo e i chiodi sotto le suole, per farle durare più a lungo, e a tagliare la punta delle scarpine dei più piccoli, quando i loro piedini non ci stavano più dentro. Sapevano fare, inoltre, anche zoccoli di legno e ne facevano per tutta la famiglia ed anche per qualche vicino di casa.” […]

SOLI, di Miriam Maria Santucci

SOLI
di Miriam Maria Santucci

Soli.
Col proprio fardello 
di angosciose paure,
d’incertezze profonde,
di speranze perdute.
Soli. 
Come fuscelli di paglia
sull’acqua di un fiume; 
lancette di un tempo
arrivato alla fine…

Poesia tratta dalla raccolta “Oltre l’Orizzonte”
© Copyright 2018 – Miriam Maria Santucci

GORA, romanzo autobiografico, di Miriam Maria Santucci

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#GORA#stralci_qua_e_là

[…] “Una sera la fecero andare a dormire a casa di una vicina, che aveva due figlie poco più grandi di lei e con le quali Gora giocava spesso. Dovette però dormire nel loro stesso letto a due piazze, perché non ne avevano nessun altro a disposizione.
Gora notò subito che il loro materasso era come quelli usati a casa sua: un grosso sacco a due piazze, ripieno di foglie di granturco, con due aperture a forma di tasca da entrambi i lati, in cui venivano infilate le braccia per sistemare le foglie quando al mattino rifacevano il letto.” […]

SENZA NOME, di Miriam Maria Santucci

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SENZA NOME
di Miriam Maria Santucci

E’ morto…
Così…
Come un uccello patito
che attende la morte benigna.
Passato è ormai,
come un soffio.
Come un fiore
cresciuto in un bosco
troppo tenebroso
per il suo stelo gentile… 

 

(1961)

Poesia tratta dalla raccolta “Il Sentiero del Destino”.
Copyright © 2016 – Miriam Maria Santucci

ODE AL PAPÀ, di Miriam Maria Santucci

ODE AL PAPÀ
di Miriam Maria Santucci

La Vita è un canto eterno di bellezza
e il più bel canto sei tu, “papino mio”,
come solevo chiamarti da bambina
al tocco lieve di una tua carezza.
Il tuo amore leniva le mie pene
ed addolciva ogni triste pensiero
e come torcia di luce sempre accesa
illuminavi l’impervio mio sentiero.
– Ama la vita – mi dicevi spesso
perché la vita è una, una soltanto! 
Solo il sorriso scaccia l’amarezza 
e dà la forza di asciugare il pianto! 
Ora non ci sei più…
ma in me tu vivi…
ed io per te, stasera,
prego e canto… 

Poesia tratta dalla raccolta “Le Impronte della Vita”.
© Copyright 2015 – Miriam Maria Santucci.

FESTA DEL PAPÀ, di Miriam Maria Santucci

FESTA DEL PAPÀ
di Miriam Maria Santucci 

Su una panchina del piccolo piazzale
siede un anziano con la testa china.
Rughe profonde ricoprono il suo volto,
come solchi di terra, arata di recente.
Stringe una foto tra le mani giunte.
La guarda e l’accarezza dolcemente.
Rintoccano a festa le campane.
Son tutti a Messa.
È Festa del Papà! Messa Solenne!
Canta per i fedeli la Corale…
Mi siedo silenziosa accanto al vecchio,
sulla fredda panchina di cemento.
Vorrei parlare, ma non ci riesco.
Qualcosa mi si sta spezzando dentro…
– Era mia moglie – dice – Mamma esemplare!
I figli sono in giro per il mondo… Poi tace.
Lentamente, si alza e ripone nel taschino
quella foto sgualcita e sorridente.
Una lacrima gli scorre dentro un solco.
Solco di terra arata di recente.

Poesia tratta dalla raccolta “Le Impronte della Vita”.
© Copyright 2015 – Miriam Maria Santucci

GORA, romanzo autobiografico, di Miriam Maria Santucci

#GORA – #stralci_qua_e_là

[…] “La maestra veniva dalla città e sebbene capisse perfettamente il dialetto, parlava solo in italiano, per insegnarlo agli alunni, che invece parlavano sempre e soltanto in dialetto, tra loro e in famiglia. A scuola erano obbligati a parlare in italiano, ma si esprimevano con molta difficoltà. A Gora piaceva immensamente ascoltarla: anche lei avrebbe imparato a parlare bene l’italiano, perché il dialetto non le piaceva per niente!” […]

AI CONFINI DEL CIELO, di Miriam Maria Santucci

12 Ai confini del cielo
AI CONFINI DEL CIELO
di Miriam Maria Santucci
Umilmente ti appresti a ritornare

nel grembo eterno del tuo Creatore.
Nuvole di ricordi e di preghiere
volteggiano attorno al capezzale.
Solo a chi parte è dato contemplare
il Mistero che avvolge questo mondo
e una luce di pace e di stupore
appare all’improvviso sul tuo volto.
Lasci le tue angosce e il tuo patire
e sigilli i tuoi affetti dentro il cuore.
Un ultimo respiro e ti trasporti
nell’altra dimensione dell’Amore.
Un angelo ti rimane accanto
e ti avvolge nel suo candido velo.
Poi dolcemente prende la tua mano
e ti accompagna ai confini del cielo.

Poesia tratta dalla raccolta “Le Impronte della Vita”.
© Copyright 2015 – Miriam Maria Santucci.

FIORE RECISO, di Miriam Maria Santucci

03 Fiore reciso
FIORE RECISO
di Miriam Maria Santucci
Ti ho visto lì,
seduto tra le foglie,
tra gli aceri d’un viale senza fine,
come un petalo rimasto chissà come.
In mano reggevi le tue scarpe
e un orsettino che chiamavi “Amore”.
Petalo vivo tra le foglie morte…
Occhi perduti in un punto lontano
e nel tuo sguardo ho letto il tuo dolore,
nel tuo silenzio ho udito il tuo richiamo.
Ho poggiato la mano sul tuo viso
e il tuo calore mi ha marchiato il cuore.
Tu mi hai fissato pieno di stupore
e hai lasciato un attimo le scarpe.
Fiore reciso, senza più parole…
Fiore reciso, senza più un affetto…
Petalo vivo tra le foglie morte…

Poesia tratta dalla raccolta “Le Impronte della Vita”.
© Copyright 2015 – Miriam Maria Santucci.

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