Un tempo… – Francesca Noschese

Una volta ballavo.
Cos’è successo?
Sognavo in grande
cerco di rallentare
il tempo
ma sembra impossibile.
Inesorabile.
Un bagaglio ricco o
un fardello di
ricordi andati
che mai più ritorneranno.

Ora sto qui nella nebbia.
Disegno bozze di sogni e
speranze flebili.
Pulsante brama
difficile pretesa
di vivere a modo mio
nel mondo dei modi giusti,
dei falsi miti e dei falsi bisogni.

PF JoyLotus

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Attendo ancora – Francesca Noschese

Attendere di scorgere…
Voler carpire
quell’emozione
che sfugge…
Sembra astratta, lontana
ma la sento vera.
La mia mente
bucata, difettosa.
La mia anima
ancora affamata
di quel sogno
in preda a un miraggio
nel deserto arido.
Sapevo che
avrei rischiato
di perdermi
inseguendo aquiloni.
Ora posso solo
attendere.

PF JoyLotus

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La musica è ferita – Francesca Noschese

La musica è ferita
colpa della modernità
usa e getta.
Che ne sanno i ragazzini
dell’emozione
di crescere insieme
ai propri idoli?
Delle canzoni che
scandiscono e accompagnano
ogni momento della vita.
Giorni di pioggia chiusi in casa.
Una serata romantica.
La musica che si espande
tra le pareti, un bicchiere di vino,
una birra, una bevanda calda.
Da soli a leggere il libretto o in compagnia
a parlare degli aneddoti
degli artisti.
Che ne sanno dei libretti?
Di quando gli artisti li vedevi, dell’ascoltare le canzoni
e intanto leggere i testi.
Ma che ne sanno…
Di artisti che non si sono fatti
in un solo giorno.
Pure Dio ha avuto bisogno di sei giorni
per creare la Terra
o forse di più…
Di persone vere che scrivono
col sangue sullo spartito e
piangono in studio o sul palco.
La bellezza del guardare la propria
collezione di cd e vinili.
Un pizzico di orgoglio
nel sapere di aver in parte
contribuito concretamente
alla crescita
della carriera di un artista
e alla costruzione della
storia della musica.
Album fisici sugli scaffali
come mattoncini.
Mani nostalgiche
ancora lì stringono.
La musica è ferita
ma non morta.
Pochi sentono il grido.
Piattezza.
Uniformità.
Dove sono finite le chitarre?
Quelle incendiarie.
Dov’è finito il fuoco
nei riff e nelle voci?
Dov’è l’onda d’urto
che ti colpisce e
ti fa alzare dal divano?
Gli sguardi al cielo
sono urla silenziose.
Jam sessions da sogno
nell’aldilà.

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Oh mio Sole – Francesca Noschese

Dove sei stato?
È passato tanto tempo
dall’ultima volta.
Raccontami…
Io sono stata
“altrove”…
Mi sono persa.
Tante cose sono cambiate.
Ricordo ancora
il tuo effetto
sulla mia pelle.
La pura brezza d’amore
che portavi con te
e riempiva
i miei polmoni di
fresca e pura luce.
Ci incontriamo di nuovo.
Ma ora non so
sarà lo stesso?

PF JoyLotus

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Paradiso di carta – Francesca Noschese

Il pensiero vola
libero
come al solito
da te
senza pudore
ma non può
farne a meno.

Il corpo sta fermo
insieme all’anima
che cerca di epandersi
bloccata
in una gabbia.
I sogni sono
respiri.

Persa in un
paradiso di carta
stretto ma che
non spaventa quanto
il vasto mondo libero
che somiglia
a quell’ inferno
che è casa per
i perbenisti

Morti nella loro
pace finta
io viva nel mio
tormento reale.

PF JoyLotus

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Tu – Francesca Noschese

Tu che guardando il Sole e il cielo azzurro esclami:
“Che miracolo!”
In realtà ti guardi allo specchio.
Tu che sei per me quel Sole e quel cielo.
Il cielo sono i tuoi occhi e il Sole il tuo sorriso.
Tu che sei il risveglio e la luce.
Non sai che mi fai.
Tu che sei un essere speciale.
Il mio cuore accoglie te
che sei il mio Sole oltre le nuvole.

PF JoyLotus

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Ispirazione – Francesca Noschese

Io non cerco ispirazione
lei cerca me
mi trova
sta in una nota
che tocca il cuore
o le viscere.
Essa sta nella scintilla
al momento del tocco,
in un pensiero
lasciato in volo.
In un sorso di ricordi.
Nell’istante
del passo sul cammino.
Nell’occhiata fugace,
nel desiderio sfuggente.
Negli istanti
di bellezza inaspettata.
Nel morso a una mela
rossa e succosa.
Nella notte buia
dell’anima.
In un raggio di sole
che sbuca tra le nuvole.

PF JoyLotus

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Bianco e nero – Francesca Noschese

Cos’ha mosso
la tua mano?
Cos’ha fermato
il tuo cuore?
Vorrei guardar
negli occhi tuoi.
Mostrami il vuoto,
la vista perduta.

Annegare nell’oscurità.
Andiamo insieme
all’inferno.
Ormai siamo parte
l’uno dell’altra.
Yin e Yang.
Luce e buio.
Dio e il demonio.

Non importa più
il bianco o il nero,
il giusto o sbagliato.
Ora serve
il complementare.
Integrazione.
Parte di una cosa sola
ma cosciente della propria
unicità.

PF JoyLotus

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Spettri – Francesca Noschese

Spettri di fumo.
Solite ombre
familiari.
Ombre amiche
mi fanno ciao.
Le mie sigarette
scadenti.
Spengo l’ultima del pacchetto.
Cosa mi distrarrà ora?
Cosa mi annebbierà i sensi?
Nessun velo che separa
dalla chiarezza.
Finito il ciclo
di sogni.
La vegetazione muore.
Il tempo passa in fretta.
Il controllo che ingabbia
è un’illusione.
Paura di svelare
i segreti del cuore.
Paura di tornare
a non respirare.

PF JoyLotus

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I Greta Van Fleet e i problemi del Rock moderno – Francesca Noschese

Premesso che a me piacciono molto, personalmente non capisco questo accanimento contro i Greta Van Fleet (giovane band Hard Rock formata da quattro ragazzi provenienti dal Michigan USA emersa nell’ultimo anno) per via della loro somiglianza con i leggendari Led Zeppelin.

Parliamoci chiaro il rock ormai è a un punto di stallo. NON è assolutamente morto ma è chiaramente in difficoltà. Ultimamente mi sono spesso incavolata per via del catastrofismo e della nostalgia ormai stucchevole che aleggiano tra gli appassionati del genere. Fin dagli inizi e per tutta l’epoca d’oro del rock fino a fine anni 90 a mio parere la vera forza di questo genere musicale stava nella rivoluzione culturale che portava con sé e nei suoi pionieri ( Elvis, Jimi Hendrix, The Doors, ecc). Quelle leggende che oggigiorno rimpiangiamo. Da allora TUTTE le band venute dopo nessuna esclusa ha preso qualcosa, chi più chi meno da quei pionieri. Inoltre come tutte le cose il rock n roll, nascendo dal blues, ha avuto la sua evoluzione e le varie ramificazioni (blues, rock n roll, hard rock, metal, punk…) e ognuna di queste a sua volta si è frammentata in altre ramificazioni fino ad intrecciarsi in maniera confusa fino a contaminarsi con altri generi. Qui secondo me c’è uno dei principali problemi del rock moderno.

Sempre per parlarci chiaro: di nuovi pionieri attualmente ahimè non c’è traccia. Come dice qualcuno: È già stato inventato tutto e ormai non si fa altro che rifare e copiare. Concordo in pieno.

Ricordate che tutto va a cicli.

C’è da mettersi le mani nei capelli nel vedere cosa viene considerato rock al giorno d’oggi nel mainstream e come viene trattato quello vero in certi canali o eventi. (Tralasciando le circostanze quali i cambiamenti del mercato discografico e tutti i discorsi correlati).

Fino a più o meno 8 o 10 anni fa c’erano comunque molte band che riuscivano a emozionare e far muovere i culi. Poi è cominciato il declino fino ad oggi.

La soluzione per ora secondo me sta proprio nel ristudiare il passato senza impantanarsi nella nostalgia e nel mozzare tutti questi rami inutili tornando al rock n roll puro basilare e al blues per poi semplicemente ricominciare finché non arriverà un nuovo colpo di genio.

I Greta Van Fleet hanno per lo meno avuto il coraggio di andare ad attingere (a piene mani) dove nessuno aveva mai osato prima. E a parer mio sono stra meritate le quattro nomination ai Grammy Awards. Il tempo dirà se saranno solo una meteora. Io dico intanto godiamoceli nella speranza di una rinascita.

Francesca

PF JoyLotus

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