La Donna nella Bibbia e nel Cattolicesimo ( terza e ultima parte)

Tornando a Giuditta, se la comunità religiosa l’ha innalzata a eroina, ci sarà un perché?

Giuditta la Giudea, madre salvatrice del popolo, nei vari periodi storici  è stata idealizzata dalla religione come una donna modello, creando uno stereotipo a cui forse volevano assoggettare le donne, pie devote sottomesse al volere divino che poi si sarebbe prolungato al marito, che diverrà  il nuovo signore, depositario delle sue gesta. Ma Giuditta nei secoli per mezzo dell’arte e dei suoi artisti: pittori, scultori, romanzieri, persino analisti, si è trasformata, ha incarnato tutti i ruoli che nei secoli sono stati modellati e stereotipati.

Giuditta Oloferne
Louis Finson

Nell’operetta cinquecentesca intitolata I donneschi difetti (pubblicata a Venezia nel 1598 e più volte ristampata), vero e proprio repertorio di luoghi comuni misogini, il ravennate Giuseppe Passi scriveva:

Le bugie di Giudit non sono iscusate da Dottori, né dalla scrittura, anzi Scoto non vuole iscusarla del tutto, perché quanto poté s’abellì, e s’adornò, e dice egli che il provocare altrui a peccar mortalmente, è peccato mortale. (Cosentino, Paola, “Vedova, puttana e santa. Giuditta figura del desiderio (XVI, XVII e XVIII secolo)”, Between, III.5 (2013), /

Giuditta
Sandro Botticelli

il loro capo non fu colpito da giovani,
né lo percossero figli di titani,
né alti giganti l’oppressero,
ma Giuditta, figlia di Merarì,
lo fiaccò con la bellezza del suo volto.
7Ella depose la veste di vedova
per sollievo degli afflitti in Israele,
si unse il volto con aromi,
8cinse i suoi capelli con un diadema
e indossò una veste di lino per sedurlo.
9I suoi sandali rapirono i suoi occhi,
la sua bellezza avvinse il suo cuore
e la scimitarra gli troncò il collo.

(Sacra Bibbia il Libo di Giuditta )

Giuditta e Oloferne
Musei Capitolini


Questi ruoli, hanno fatto sì che Giuditta si sia ingigantita nei secoli torre d’avorio della nostra incompleta fantasia, relegando la donna in ruoli marginali. Eppure le donne sono riuscite a confondere e irretire le menti maschili oltre ogni misura, trasformandole da pie a streghe, arse nel nome di quel Dio che aveva fatto di Giuditta la sua Guerriera. Giuditta antesignana di un’altra donna che in altre epoche guiderà con una spada in pugno un esercito in nome di un Re investito da Dio: “Giovanna D’Arco”.

Domandarsi chi è stata Giuditta è lecito, ma forse le favole hanno bisogno di domande?

Fioralba Focardi 

La Donna nella Bibbia e nel Cattolicesimo ( seconda parte)

 

Difficile darle un contesto religioso, Giuditta esce dai canoni dei tempi e della visione Femminile.

Non è sottomessa, è libera anche se riservata, a differenza delle donne descritte in altri testi, è quasi una femme fatale dell’epoca, consapevole della sua bellezza, quella bellezza che le serve per circuire Oloferne che ne rimane affascinato. Ma la bellezza  non è tutta nell’aspetto fisico, e nella storia è come se fosse Dio a parlare per Lei, lei che esegue il suo compimento con ferrea disciplina, senza mai mettere in dubbio la volontà e capacità della sua missione per volere di Dio,  a differenza degli anziani. Mi soffermo su una domanda che mi sono posta, Giuditta manipolata o consapevole della sua intelligenza, esegue il suo destino? Sarebbe bello poter entrare nel contesto mentale dell’autore, comprendere se vedeva nel ruolo dell’eroina una DONNA COMPLETA, o solo una Donna da usare per lo scopo di Dio?

Anonimo Veronese XVI Secolo

22 E Oloferne le disse: «Bene ha fatto Dio a mandarti avanti al tuo popolo, perché resti nelle vostre mani la forza e coloro che hanno disprezzato il mio signore vadano in rovina.

23  Tu sei bella d’aspetto e saggia nelle parole; se farai come hai detto, il tuo Dio sarà mio Dio e tu siederai nel palazzo del re Nabucodònosor e sarai famosa in tutto il mondo. ( Sacra Bibbia Il libro di Giuditta)  

Una donna diversa forse dalle altre protagoniste della Bibbia e anche delle vicende successive

Non è questo che le Religioni tutte hanno mostrato delle Donne, anzi secoli dopo quando un’altra Donna: Artemisia Gentileschi la dipingerà eroina sensuale e dolce, molte erano considerate Streghe torturate e uccise, quasi sempre arse vive. Guardando la figura di Giuditta il mio pensiero mi riporta alle Monache di Clausura, in effetti quel vivere sola in ricordo di un marito defunto senza figli, ha quasi un aspetto monastico, e anche nel suo ritorno a Betulia, osannata e riverita persevererà il suo stato di vedova fino alla fine dei suoi anni; forse da qui l’accettazione del Libro di Giuditta nella Bibbia Latina. Continua a leggere “La Donna nella Bibbia e nel Cattolicesimo ( seconda parte)”

Fotografando, di Fioralba Focardi

Eccoci alla terza parte che riguarda le fotografie di Lucia Palmiotto (Luz), come in precedenza abbinerò le immagini ad alcuni versi che sono venuti alla mente osservandole.

Iniziamo con la prima fotografia: uno sguardo semplice e intenso al tempo stesso.


Tra cielo e mare

E’ sottile il confine tra il cielo e il mare. 
Talmente sottile che a volte l’orizzonte scompare e la materia sembra mescolarsi in un corpo soltanto. 
E proprio dove mare e cielo si fondono, 
 proprio lì tra quel blu che non so se è acqua o se è aria, 
i miei pensieri ritrovano un senso, 
le mie domande le loro risposte, ed il silenzio ha di nuovo una voce.                                                           Liberamente 

La seconda fotografia mi ricorda un ricamo in controluce.



Mediterraneo 
esser vasto e diverso
e svuotarsi cosi d’ogni lordura
come tu fai che sbatti sulle sponde
tra sugheri alghe asterie
le inutili macerie del tuo abisso.

Eugenio Montale 


La terza Fotografia la natura si spoglia e s’immagina pittore di vite appese.


Si sta come
d’autunno
sugli alberi
le foglie.
Giuseppe Ungaretti

La quarta fotografia sa di antico, si può sentire l’odore del mare. Continua a leggere “Fotografando, di Fioralba Focardi”

Intervista ad Arsenio Siani, di Fioralba Focardi

Ho incontrato Arsenio Siani l’Autore di “Quello che le Donne non dicono” alla Libreria Mondadori di Siena per la presentazione del suo libro. Così è nata l’intervista, di lui si può dire che ha la faccia del bravo ragazzo, ma sopratutto sa che la parola violenza ha tante sfumature, tante possibili ferite, tante vittime ognuna con una sua personale mole di cicatrici. Ascoltiamo quello che ha da dirci Arsenio Siani.

 

Arsenio tu ti occupi oltre che di scrittura, anche dell’ascolto delle Donne in difficoltà. Quando una Donna ti chiede aiuto, cosa chiedi a Te stesso come Uomo che lavora su pazienti che hanno patologie che sono conseguenze di violenze subite? E quali domande ti poni? 

Quando una donna mi chiede aiuto mi domando innanzitutto perché lo ha chiesto proprio a me. Poi mi domando quale aiuto posso offrirle, infine mi domando cosa posso dire o fare affinché lei possa convincersi che può farcela.Aiutare è diverso da salvare, se ho l’impressione che una donna chieda di essere salvata, ovvero che qualcuno cerchi di risolvere il problema al posto suo, faccio in modo che si renda conto che nessuno può fare un lavoro del genere per qualcun altro. Ognuno deve assumersi la responsabilità della sua vita.

La tua risposta è per la parte professionale, ora ti chiedo per la tua parte Umana, quella di Uomo che vive nel quotidiano: che reazioni ti portano questi gridi d’aiuto?

Mi portano dapprima rabbia e dolore per la consapevolezza del male che c’è nel mondo. Un male di cui sono stato e sono tuttora testimone, che a volte mi spaventa e mi demotiva. Poi emerge il desiderio di fare qualcosa, di dare un contributo al cambiamento. Cerco di alimentare la speranza in me stesso che ci sia sempre un’alternativa.

Arsenio credi che si possa arrivare a cambiare le cose? E se sì, in che maniera?

Io credo che si possa cambiare, ma è necessario farlo partendo dall’educazione. Educare per favorire un cambio di mentalità, affinché i nostri figli e i figli dei nostri figli abbiano un’alternativa di pensiero.

 

Arsenio Siani

Ti ho posto questa domanda. sperando in questa risposta: credo anche io che l’educare possa portare solo buoni frutti. Ora ti faccio una domanda forse provocatoria, ma a mio parere realista. Dipende anche dalle Donne il cambiamento? E se sì, in cosa dovrebbero cambiare?

Sicuramente dipende anche da loro. Dal loro coraggio di denunciare se subiscono violenze. Dal desiderio di aiutare un’altra donna a cambiare. Dall’ educazione che danno alle loro figlie, dalla capacità che hanno di trasmettere loro coraggio, dignità e forza. Continua a leggere “Intervista ad Arsenio Siani, di Fioralba Focardi”

La Fattoria Degli Animali (parlando di libri) di Fioralba Focardi

Chissà quanti di voi hanno letto ” La Fattoria degli Animali” di George Orwell, un libro che a oggi potrebbe essere considerato attualissimo, per le varie vicende politiche mondiali.

La storia si svolge in una fattoria dell’Inghilterra , dove gli animali vengono sfruttati dagli uomini, fino al giorno in cui gli animali dopo una riunione notturna, decidono di fare la rivoluzione, riprendere possesso della terra e della loro natura, liberi da ogni costrizione. La rivoluzione viene portata avanti da tre maiali che a unanimità vengono eletti rappresentanti dei loro diritti. Così sconvolgono e sovvertono l’andamento della Fattoria. Sembrerebbe andare tutto bene ma gli animali fedeli alla lotta sono tenuti all’oscuro dei piani dei tre maiali. L’inizio della rivoluzione è idilliaco, ma poi si rivelerà alla fine una schiavitù peggiore di quella dell’uomo. I maiali piano piano diventeranno sempre più simili agli uomini, creando quella diseguaglianza che l’egoismo e la supremazia sugli altri sa creare. Il potere ha cambiato padrone, ma non ha partorito ciò per cui la rivoluzione era nata.

Il libro finito di scrivere da Orwell ai primi del 1944, fu stampato nel 1945, dopo la fine della seconda guerra mondiale, rifiutato da molti editori per la trama troppo simile alle vicende dell’Unione Sovietica. Ma la Fattoria degli Animali ha una sua logica attualissima: la dove non esiste cultura e libero scambio culturale, la schiavitù è a portata di mano dei fautori dell’ignoranza.

Recensionando, di Fioralba Focardi

Di Ragazzine Ribelli e Closhard senza scampo di Leonardo Pagliazzi

Un racconto, due racconti poi ti immergi di nuovo, e scegli di comprendere. Sto leggendo una storia d’amore fra due innamorati, ma è solo la mia fantasia? Ci si può innamorare fra due umanoidi creati per la lotta virtuale? Una favola che fa svegliare la mente dal torpore, forse si può ancora sperare d’innamorarsi davvero! Questo è il primo racconto DI UNA RIVOLUZIONE, ma poi ti ritrovi in tante altre situazioni così reali, che ti viene la voglia di leggerlo di un fiato, e Leonardo ti prende per mano, ovvero per gli occhi, e aggroviglia la mente, i personaggi sono li che desiderano raccontarti la loro storia, e tu consapevolmente li ascolti, e li assolvi.

In questo libro, si parla d’amore, capita che non te ne accorgi subito, ma alla fine di ogni racconto ci arrivi e ti ritrovi a sorridere. Nove racconti, nove storie in cui il mondo si potrebbe trasformare in un futuro possibile, o in un passato da rabberciare ai ricordi più dolorosi della nostra storia.

Fioralba Focardi

 

La Donna nella Bibbia e nel Cattolicesimo ( prima parte )

Sono partita dalla lettura del libro di Giuditta, eroina immortalata da molti pittori, cercando di comprendere cosa era che la rendeva immortale. Ma poi la lettura ha preso una sua strada, ed è diventata una ricerca sul perché della difficoltà nella crescita socio culturale delle donne nei secoli precedenti.  Giuditta santa, Giuditta traditrice, Giuditta prostituta, Giuditta omicida, Giuditta eroina…tante Donne in una sola, o una sola è tante Donne? Lo stereotipo femminile, ha subito il fascino, questa Donna sembra voglia redimere il peccato originale procurato da Eva, lei ci prova, o è solo l’ennesima manovra per far soggiacere le donne alla loro condizione? Un do ut des?

August Riedel 1840

Nella lettura del Libro di Giuditta, il grande insegnamento fondamentale che ci viene impartito è:  Dio salva il suo popolo in ogni avversità;  Dio protegge, salva, vendica; è un Dio che persegue uno scopo, la salvezza del suo popolo: popolo che come capita di sovente dubita. Attraverso Giuditta compie la liberazione del suo popolo, e non è il mezzo con cui Giuditta ottiene la vittoria: ovvero la seduzione che cela l’inganno, l’inganno che si trasforma in omicidio, ma è il raggiungimento finale lo scopo. Giuditta è una donna devota, osservante delle leggi, pratica la lode sacra, il digiuno, le orazioni, le penitenze. La sua vedovanza le permette di prepararsi con purezza e fervore al compito per cui è stata scelta da Dio. Il libro anche se non era  stato inserito  nel canone ebraico, veniva comunque spesso usato come lettura edificante.

Giuditta che decapita Oloferne
dettaglio a sinistra Autrice Artemisia Gentileschi
dettaglio a destra autore Caravaggio

La storia di come il libro e il personaggio di Giuditta sono stati recepiti è complessa. Gli ebrei hanno avuto difficoltà ad accettarlo come libro ispirato e non è stato facile inserirlo neppure nel canone cristiano. Alcune difficoltà sono legate al personaggio di Giuditta, considerata come moralmente discutibile, perché esercita la violenza, e pericolosa perché donna libera e autonoma. Il dubbio morale attorno alla violenza è radicato nella sua condizione di donna, visto che molti personaggi biblici maschi violenti non sono stati messi in discussione dal punto di vista morale.

( Mercedes Navarro Puerto Osservatore Romano 02 novembre 2016 )

Continua Mercoledì…

Fioralba Focardi

Il tuo nome che so a memoria

Lo sguardo è là
e sopra il tetto 
il mio cielo è sempre azzurro.
Vecchie tegole 
ricordano
pensieri vecchi e nuovi.
Odori scavano l’aria
malinconia
riceve omaggi dalle lacrime
quando è notte 
e pensarti fa troppo male.
Tornami vicino
prenditi il tempo
e fanne casa
saprò aspettarti
come adesso
seduta a questa finestra
e i rumori sono schiamazzi
quando l’eco si distrae
e ripeto sottovoce
il tuo nome che so a memoria.

Fioralba Focardi 22/02/2019 

Fotografando

Eccoci al secondo appuntamento con Lucia Palmiotto (Luz).                                                                                                                            

Ogni fotografia, ha in se la personalità del fotografo, che lascia la sua impronta nello scatto: ma chi osserva l’immagine cosa percepisce? Così ho pensato di fare una prova visiva e mentale.                                                                                                                                              

Oggi voglio mettervi di fronte a immagini accompagnate non solo da ciò che mi hanno emozionato visivamente, ma soprattutto quello che hanno stimolato mentalmente associando le frasi di alcune poesie.     

Nell’osservare la prima fotografia, così colma di toni crepuscolari la mente ha associato L’Infinito di Leopardi. La pace associata alla bellezza del contrasto:                


L’Infinito
Così tra questa immensità s’annega il pensier mio
e il naufraga m’è dolce in questo mare.
Giacomo Leopardi

Nel fiorire di un fiore c’è la forza della natura, in questa immagine vediamo il legame che da forza alla vita. La seconda fotografia mi ha rimandato a una poesia di Herman Hesse

Il Pesco
Si erge carico di fiori il pesco,
non tutti diverranno frutto.
Herman Hesse

L’universo può stare fra due dita? E se è un semplice fiore a specchiarsi fra lo sguardo e il resto del mondo? La terza fotografia mi ha ricordato una poesia di Trilussa.

Bolla de sapone
Er cielo, er mare, l’arberi, li fiori
pare che t’accompagnino ner volo.
Trilussa

Disarmonie armoniche, l’austerità del cielo osserva il borgo, mentre il mare nella sua forza lambisce il molo di schiumosa essenza. La quarta fotografia mi ha ricordato una poesia di Daniela Cesta.

 

Lo sciabordio delle onde
Tocco leggero tra l’infinito e la vivace acqua
potrei ascoltare, questa generosa e rilassante armonia
per tutta l’eternità.
Daniela Cesta

La curva del sorriso, e il suono di un flauto fra i rami dei cespugli. Ho avuto questa sensazione osservando questa fotografia. E la poesia che ho associato è una di Fernando Pessoa.

Orizzonte
Il sogno è vedere le forme invisibili
della distanza imprecisa,e, con sensibili
movimenti della speranza e della volontà.
Fernando Pessoa

appuntamento a Lunedì prossimo

Fioralba Focardi

A una Donna, di Fioralba Focardi

Ci sono giorni a cui devi dare conto di ciò che sei
continuare a guardare indietro
e piangere le piaghe incancrenite del dolore.
Eppure, le ho dimenticate.

Ci sono giorni dove il tempo perso fa il padrone
contorce le viscere e i lenzuoli stesi ad asciugare
dalle troppe lacrime versate.
Eppure, le ho dimenticate.

Ci sono giorni con le toppe al cuore
eppure, credevo di averle ricucite
di filo d’acciaio e pure tanta colla
come quella che usavo per incollare figurine
su un album quando ero piccolina.
Ci sono giorni a cui non dai troppa importanza
eppure, ti ritrovi a spogliare l’anima al sordo
che non sa di come hai consumato le tue scarpe.
Ci sono giorni a cui devi dare pegno
di nuove lacrime dimenticate
e sono amare 
troppo amare
perché non hai saputo mantenere la promessa
quella fatta a una donna nuova
che non ha ancora perso l’abitudine
di farsi ferire senza scopo.

Fioralba Focardi 18/02/2019 

Parlando di fotografia, di Fioralba Focardi

Oggi vi porto a osservare tre fotografie, vorrei anzi spero che la mia amica Lucia Palmiotto, continuasse a donarci delle sue Fotografie, Lucia in arte Luz, ha un dono sa parlare attraverso le fotografie.

Io scriverò su ogni suo scatto l’emozioni dello sguardo, l’emozione che Luz sa trasmettermi. Spero anche a voi.


In questo scatto, tutta la forza potente del mare nel suo infrangersi sugli scogli, mentre il sole infiamma l’orizzonte, come se l’onda si mettesse in posa. La magnificenza dei colori, rapiti e immortalati in un attimo.
 

In questa fotografia tutto l’oro del tramonto sul placido tremore del mare, brevi brividi di piacere al calar del sole. L’effetto del riverbero come a indicare l’approdo all’imbarcazione, quasi un’ ombra cinese.


La poetica del momento: colori tenui a sfiorare l’orizzonte, mentre gabbiani volano liberi. Il molo nel suo chiaro scuro s’agghinda a incontrare la lanterna che illuminerà la notte.

Le immagini sono di Lucia Palmiotto, LUZ, scorci di Giovinazzo in provincia di Bari.

Fioralba Focardi