Quello che sei, e non più

Sei estate

caldo e vento

ruvidezze di sabbia

tracce d’acqua e tempeste,

onda di scogli

impronta di uragano

sulla rena e sale

a riaprire ferite.

Autunno

sei ebbrezza

nel tuo viso

unisono di tedio e di abbandoni

riponi gli abiti

del senso e della carne

ed estendi in catene

ogni verso d’amore .

Sei inverno

ghiaccio nei miei pensieri

come filo spinato

avvolgi quei sogni di avventura

e rinserri la mente

nel buio dei ricordi.

Ma non sei primavera

sei fine di una storia.

Marco e Anna cuori in libera uscita

Marco da giro armonico

deserto di precarietà

si muove in sìncrono

fra squatter e accattoni.

Anna occhi d’inganno,

scommessa di sorriso,

smarrisce dubbi

come figli nel mondo.

Incontro

nel mezzo di stornelli avvinazzati,

panni d’usato lui,

jeans oversize lei,

capelli espiazione.

Puoi vederli insieme

guadagnare la mensa,

ai giardinetti

squarciagolando rabbia

in do minore e fumo.

Monetina please.