MOSTRE D’ARTE IN ITALIA, di Silvia De Angelis

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SALVATOR DALI’ “La persistenza degli opposti” fino al 30 novembre 2019 presso il Complesso Rupestre di Madonna delle virtù e San Nicola dei Greci a Matera

La Persistenza degli Opposti è un percorso museale pensato per rappresentare i principali dualismi concettuali dell’arte di Dalí. Dalí era un uomo di opposti, e tale fu la sua filosofia. La sua operazione, quella di fondere visualmente e concettualmente idee apparentemente contrarie, è l’espressione stessa del grande dualismo fra razionale e irrazionale che pervade la sua opera. I quattro temi scelti per il percorso museale sono il Tempo, gli Involucri, la Religione e le Metamorfosi.Sono circa duecento le opere autentiche di Salvador Dalí in esposizione. Tre monumentali, l’Elefante Spaziale, il Piano Surrealista e la Danza del Tempo II. Sono state montate nelle vie del centro storico di Matera. Le altre sono state collocate nella cornice suggestiva del complesso rupestre di Madonna delle Virtù e San Nicola dei Greci nel cuore dei Sassi di Matera. Queste comprendono sculture museali grandi e piccole, illustrazioni, opere in vetro, libri illustrati e arredi. Tutto ciò contribuisce a rendere la Persistenza degli Opposti un evento unico nel suo genere. Fortemente innovativo rispetto a tutte le precedenti esposizioni dedicate a Dalí.

 

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LEONARDO  “Oltre il mito”  fino al 28 luglio 2019 alle Scuderie del Quirinale Roma

Dalla formazione toscana, al soggiorno milanese, fino al tardo periodo romano, la mostra ripercorre l’opera di Leonardo sul fronte tecnologico e scientifico e traccerà le connessioni culturali con i suoi contemporanei, per offrire una visione completa del genio dell’artista.

Le sezioni della mostra esploreranno i grandi temi affrontati da Leonardo sul versante del pensiero tecnico e umanistico, al centro del dibattito degli artisti e tecnologi rinascimentali: lo sviluppo di macchine per i grandi cantieri di costruzione, l’utilizzo del disegno e della prospettiva come strumenti di conoscenza e rappresentazione, l’arte della guerra tra tradizione e innovazione, il vagheggiamento di macchine fantastiche come quelle per il volo, la passione per la rappresentazione dell’elemento macchina in quanto tale, l’ideazione di soluzioni negli ambiti del lavoro e della produzione, la riflessione sulla città ideale e lo studio delle vie d’acqua, la riscoperta del mondo classico e una riflessione su come, nel tempo, sia nato e si sia sviluppato il mito di Leonardo.

 

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LESSICO FEMMINILE Le donne tra impegno FOTOe talento 1861-1926: fino al 29 maggio a Palazzo Pitti, Firenze

La mostra, si sviluppa scenograficamente attorno ad un nucleo centrale di opere di grandi dimensioni, così da far emergere le protagoniste femminili come sul palcoscenico di un teatro. Il percorso prosegue nelle collezioni della Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti – dove è custodita una delle più significative raccolte sul tema del lavoro delle donne nei campi fra Ottocento e Novecento – attraverso un fil rouge visuale con didascalie e focus, oltre a una proiezione multimediale dedicata alle donne nei loro ambienti di lavoro.. L’arco temporale è racchiuso tra due eventi simbolici: l’iscrizione di alcune lavoratrici alla fratellanza artigiana nel 1861 e il premio Nobel a Grazia Deledda nel 1926.

                BIENNALE VENEZIA 2019 BIS

BIENNALE ARTE 2019 dall’11 maggio al 24 novembre 2019 ai Giardini della Biennale e Arsenale a Venezia

Il titolo della mostra “ MAY YOU LIVING IN INTERESTING TIMES”  si riferisce a un’antica maledizione cinese che evoca periodi di incertezza e malessere, proprio come quelli che stiamo vivendo.

Ma può essere anche un invito a vedere e considerare sempre il corso degli eventi umani nella loro complessità, un invito pertanto che  appare veramente importante in tempi nei quali troppo spesso prevale un eccesso di appiattimento degli eventi, generato da conformismo o da paura. Quindi si può suppore che una mostra d’arte valga la pena di esistere, in primo luogo, se intende condurci davanti all’arte e agli artisti come una decisiva sfida a tutte le inclinazioni e  alla  loro eccessiva semplificazione.

 

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 FOTOGRAFIA : LUMEN, il nuovo Museo dedicato alla montagna a 2.265 metri Prossima riapertura nella stagione estiva

Non solo mostre fotografiche. L’esposizione spazia da immagini storiche alle innovazioni digitali per un programma variegato  che si muove tra alpinismo e turismo, politica e spiritualità, senza dimenticare le diverse prospettive delle Dolomiti.

Nella sala degli Specchi, il visitatore percepisce l’interazione tra le forze di natura e montagna, quindi ci si sofferma sull’influenza delle guerre sul paesaggio. Non manca poi il Wall of fame dedicato ai pionieri della fotografia di montagna come i fratelli Bisson, Joseph Tairraz, Bernhard Johannes, Jules Beck e Vittorio Sella.  Un progetto museale che vede altre importanti realtà partner quali l’Archivio tirolese per la documentazione fotografica e l’arte .Un museo che intende coinvolgere un ampio pubblico e che si prepara a lanciare la realtà virtuale, un unione tra natura e tecnologia, oltre alla possibilità di riqualificare e recuperare un edificio altrimenti destinato all’abbattimento.

 

 

 

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GATTO PERSIANO, di Silvia De Angelis

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Persiano gatto

ammantato morbido pelo

nomina sua specie

pregiate razze

Sua atavica

asiatica origine

d’angora gatto

perfeziona nel tempo

accentuando

attuale

tranquilla personalità

Portamento aristocratico

flemmatico

dona al felino

notevole eleganza

delineando

bombata

larga fronte

evidenti zigomi

arguti e coloratissimi occhi

Stupenda

setosa pelliccia al tatto

ha grande spessore sul petto

Ottima compagnia

affettività offre

come domestico animale

@Silvia De Angelis

VIAGGIO A VENEZIA, di Silvia De Angelis

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Mary è una bella adolescente e vive in una rigogliosa fattoria nel Texas, ove condivide parte del suo tempo, con dei validi esemplari di cavalli, che ospita in attrezzate stalle e che di tanto in tanto cavalca, per respirare a “ polmoni spalancati” l’ aria del verde paesaggio.

Sua madre è soddisfatta di lei, perché è una ragazza volenterosa e sempre alla ricerca di nuovi stimoli, in cui impegnarsi seriamente.

Quest’ anno deve affrontare gli esami di diploma, quindi dedica interi pomeriggi allo studio, per completare un’ idonea preparazione e presentarsi preparata nel giorno del fatidico evento scolastico.

George è il suo ragazzo, persona molto protettiva con Mary e anch’ egli amante dei cavalli e della bellezza che offre la natura.

Nel recinto di casa Mary ospita cinque cavalli….ma la sua preferita è una femmina marrone scurissimo con una bella chioma, si chiama Terry. Anche Terry ha un debole per Mary, infatti si lascia avvicinare solo da lei, dimostrandole il suo affetto. Continua a leggere “VIAGGIO A VENEZIA, di Silvia De Angelis”

OSTIA ANTICA, di Silvia De Angelis

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Ostium, ovvero “bocca di fiume” è il nome da cui trasse origine Ostia, città commerciale cresciuta intorno all’omonimo porto. Fu uno strategico punto di collegamento tra Roma e importantissime vie di comunicazione come il Tevere e il Tirreno; ebbe quindi un ruolo di primo piano nella storia romana.

Quanto rimane oggi ,di questa antica metropoli, rappresenta uno dei migliori esempi di città romane giunti fino a noi. Visitandola, abbiamo un’idea di vari aspetti della vita del passato,infatti accanto a templi, terme, case signorili e palazzi, notiamo anche botteghe, osterie e magazzini.

Ci è stato tramandato che Ostia venne fondata nel VII secolo a.C: da Anco Marzio, quarto re di Roma, ma antichi resti testimoniano che il primo nucleo, _costituito dal “castrum”(cittadella fortificata), risale invece al IV secolo a.C.

Nel II secolo a.C., la città si ampliò anche fuori dal castrum, ebbe un notevole sviluppo e l’aumento della ricchezza e della popolazione, indusse a trasformazioni sociali ed urbanistiche.

L’antico Capitolium (tempio dedicato a Giove, Giunone e Minerva) divenne il foro; in esso si edificarono la basilica, la curia e le terme; con Augusto sorse il teatro. L’uso del mattone nelle costruzioni diede inizio alle insulae (palazzi) di affitto a vari piani e sorsero così interi quartieri cittadini.

Vista la natura commerciale di Ostia, rappresentava una città cosmopolita, con abitanti di diverse razze, lingue, culture, religioni. Sono stati eretti templi dedicati, oltre che divinità locali, a Mitra (persiana), Cibele (frigia), Iside (egiziana) e di recente è stata anche scoperta una sinagoga.

L’autentico porto di Ostia fu costruito da Claudio nel 42 d.C., nei pressi dell’attuale porto di Fiumicino, in seguito ampliato da Traiano. Ostia rappresentò il centro di smistamento dei beni commerciali diretti a Roma, e crebbe in ricchezza e prestigio, fino a  toccare il massimo splendore con la ristrutturazione urbanistica di Adriano (contava 100.000 abitanti).

Con le invasioni barbariche, declinò l’impero romano e iniziò anche la decadenza di Ostia, che lentamente venne abbandonata e le sue imponenti rovine finirono interrate.

Nel IX secolo d.C. papa Gregorio IV costruì qui un centro abitato denominato Gregoriopoli; si persero così le tracce dell’antica Ostia

Gli scavi iniziarono nell’800 e proseguono ancora oggi, sebbene molto sia stato fatto, per l’ammirazione del visitatore moderno. (@Silvia De Angelis)

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Ostia Antica, sarcofago decorato

 

LE PIANTE PARLANO, di Silvia De Angelis

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Sembrerebbe incredibile, ma le piante comunicano tra loro, soprattutto in presenza d’un pericolo.

Esse rilasciano dei gas, che vengono subito intercettati dalle piante più vicine e decodificati come segno di pericolo. Inoltre i vegetali sono in grado di ascoltare ed emettere suoni per mezzo di bocche speciali : le radici. Infatti, le radici dei baccelli giovani, riescono a rilasciare suoni particolari simili a dei clic. Questa speciale forma di dire, si è riscontrata nelle piante di mais, da cui provenivano rumori specifici a cadenza precisa.

Le radici sospese in acqua, tendono a spostarsi verso l’emissione d’un suono, riuscendo addirittura a captarlo, soprattutto quelli  di frequenza simile,  a quella emessa dai clic delle radici stesse.

Sembra sia stato dimostrato che le piante, tramite il loro segnale acustico facciano in modo di stabilire se chi gli cresce accanto sia, o meno, un buon vicino. Quindi la scoperta induce a pensare che questi esseri non solo possano “sentire l’odore” di sostanze chimiche e “osservare la luce emessa dal vicino”, ma che possano anche “ascoltare precisi suoni” emessi da altri vegetali. Pertanto si può affermare che questi organismi siano più complessi, di quanto possa apparire “de visu”.

Il linguaggio delle piante è un mondo incredibile e affascinante, anche se ancora non ci è del tutto chiaro nelle sue peculiari manifestazioni.

La ricerca dell’uomo si è soffermata soprattutto sulla reazione “emotiva” più evidente delle piante : quella che riguarda gli stimoli visivi. Ma i vegetali  parlano tra di loro attraverso vari canali, trasmettendo messaggi che superano di gran lunga la risposta alla luce.

Accertato che le radici delle piante cliccano per  informarsi tra di loro, resta ancora da capire cosa abbiano da dirsi.

@Silvia De Angelis

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LA POESIA DEL ‘200 SCUOLA SICILIANA, di Silvia De Angelis

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LA POESIA DEL ‘200 SCUOLA SICILIANA

Alla classica ispirazione dei testi arcaici e alla loro accentuata varietà degli idiomi, si contrappone la produzione del tutto lirica, e in un volgare unitario, la “Scuola Siciliana” , accolta anche da Dante.

I versi mancano di connotazioni etnico-geografiche e mettono i rilievo lo stretto rapporto, tra politico e culturale, di questi rimatori, con  la Corte di Federico di Svevia (re di Sicilia dal 1198e imperatore dal 1220).

La poesia siciliana si posa su temi amorosi, tipici dei modelli provenzali, e introduce il sonetto.

Gli autori siciliani sono rappresentati da funzionari dello stato, come Jacopo da Lentini, Pier della Vigna e Guido delle Colonne.

Per questi protagonisti delle prime rime in volgare italiano, la poesia è vissuta come un’evasione dalla realtà, e l’amore come un sottile gioco, aristocratico e raffinato. Si riprendono, pertanto, i temi dell’amor cortese, come esclusivo mezzo di comunicazione poetica, all’interno di una cerchia ristretta ed omogenea, che coltiva la lirica come evasione e svago, in margine agli impegni della propria professione. Quindi i rimatori siciliani concorrono ad una produzione compatta, per contenuti e forma.

PIER DELLA VIGNA

Nasce a Capua nel 1190, vi studia retorica e diritto, trasferendosi, poi a Bologna.

La sua vita si lega a quella dell’Imperatore Federico II di Sicilia, per il quale ricoprì incarichi di elevato Prestigio (giudice, cancelliere, alto funzionario).

Caduto in disgrazia fu imprigionato nel 1249 a Cremona, muore suicida ( cfr.Dante Inferno, XIII) inToscana La sua opera più importante è “L’Epistolario”, elaborato in lingua latina, esempio di preparazione Giuridica e abilità retorica. E’ autore di alcune canzoni e sonetti.

pier delle vigne

PERO’ CH’AMORE NON SI PO’ VEDERE  Pier della Vigna

Però ch’amore non si pò vedere
e no si tratta corporalemente,
manti ne son di sì folle sapere
che credono ch’amor sïa nïente.

Ma po’ ch’amore si face sentire
dentro dal cor signoreggiar la gente,
molto maggiore presio de[ve] avere
che se ‘l vedessen visibilemente.

Per la vertute de la calamita
como lo ferro at[i]ra no si vede,
ma sì lo tira signorevolmente;1

e questa cosa a credere mi ‘nvita
ch’amore sia; e dàmi grande fede
che tuttor sia creduto fra la gente

INTERPRETAZIONE DEI VERSI :

Visto che l’amore non si può vedere e non si può toccare con mano, in molti giungono alla folle conclusione che l’amore non esista (non sia importante; non sia niente). Ma dopo che l’amore si fa sentire (innamoramento), riesce a padroneggiare la gente dal cuore; e per riuscire a fare ciò deve avere un pregio (ricchezza; forza) maggiore che se fosse una cosa visibile(concreta). La forza con cui l’amore sovrasta la gente è come la forza della calamita, che pur non essendo vista riesce irresistibilmente ad attirare il ferro. E questa realtà conferma la mia idea che l’amore esista e questo mio parere èrafforzato dal fatto che la gente crede tuttora che esista. @Silvia De Angelis

IL TERREMOTO, di Silvia De Angelis

Improvvisamente un boato, diverso dal rumore d’un tuono e poi un sussulto inaudito  che sfocia nel forte tremolìo  della terra e tutto si muove d’intorno in modo inconsulto…

Ecco il terremoto, inaspettato cataclisma, che sa incutere  interminabili attimi di panico.

La mente, in pochi secondi, deve gestire immagini terrificanti  e l’istinto di sopravvivenza, avanza a grandi passi, con  velocissime mosse dirette alla salvaguardia della propria  persona, allarmata da una situazione di forte pericolo.

Non c’è tempo di pensare, si deve correre al di fuori delle  mura dell’abitazione, all’aperto, possibilmente lontano  da fabbricati, che potrebbero sbriciolarsi da un istante allo  altro.

Le scene che seguiranno, dopo il sisma, saranno devastanti  per la loro violenza… un ammasso di detriti ed edifici  distrutti o semidemoliti, fra gli sguardi della gente ancora  attonita e sbigottita per aver vissuto ed avere ancora il dono  della vita, dopo un evento di tale portata.

Organizzati nelle tendopoli, in uno stato di precarietà ed  emergenza, in parte sono felici di essere salvi, ma molti di loro hanno perso la casa e forse anche il lavoro.

Situazioni davvero drammatiche, indotte dall’esistenza, che bisogna  sempre considerare un’avventura. Infatti l’imprevedibilità degli eventi, di qualsiasi natura essi siano, portano a riflessioni  profonde e alla considerazione di quanto, soprattutto, siamo fragili, di fronte all’inaspettata forza della natura,   che non finisce mai di sbalordirci con le sue incredibili  performance .

@Silvia De Angelis

IL TERREMOTO

                                                                DRAMATIC SAFARI

In quel safari

d’ abnormi cianfrusaglie

mischiate a  brandelli umani

mostra l’arte muta e devastante

un roboante cataclisma.

Scenario d’ uno sfigurato sensale

dimentico da  Dio

stravolge barlumi del pensiero

coinvolgendo i codici emotivi

Solo l’eco d’un fogliame indenne

si destreggia  col vento

dubbioso

se  spirare

in quella terra martoriata

o ricongiungersi con dolcezza

al migrare d’un impollinare

@Silvia De Angelis 2019

LI BUCATINI A ‘AMATRICIANA, di Silvia De Angelis

bucatini amatriciana 1

Er trucco pe’ ‘n’saporì

li bucatini a l’amatriciana

è sapesse gestì co’ sapienza

‘n ber pezzetto de guanciale

accompagnado  co’ li cubetti de pancetta

che s’emmischieno drento ar pommidoro

E si sei riuscido a sceje l’intingoli giusti

te viè’ fora n’piatto gajardo

tipico de Roma verace

che nun cià eguali pe’ quant’è bbono

Sguizzeno ‘n’bocca li bucatini viscidi

ner sapore che nun se po’ imità

e si ciaccosti ‘n’cicchetto de  vino rosso

nun poi fa’ a meno de leccatte li baffi

che so’ diventati ricci pe’ ‘na goduria

difficile da riccontà….

TRADUZIONE

I BUCATINI ALL’AMATRICIANA

Il trucco per insaporire

i bucatini all’amatriciana

è saper gestire sapientemente

un bel pezzetto di guanciale

insieme a vari cubetti di pancetta

che vanno insieme al pomodoro

E se sei riuscito a scegliere i giusti intingoli

viene fuori un piatto buonissimo

tipico della Roma verace

che non ha eguali per la sua squisitezza

Vibrano in bocca i bucatini

particolari nel sapore inimitabile

e si ci avvicini un bicchiere di vino rosso

non puoi fare a meno di leccarti i baffi

che si sono arricciati per una goduria

indescrivibile

@Silvia De Angelis

UN GIORNO NELLA TORMENTA, di Silvia De Angelis

UN GIORNO NELLA TORMENTA3

Goran, con a seguito la sua famiglia, e altri gruppi comunitari, è in viaggio da giorni, dopo aver lasciato lo stretto di Bering, divenuto ormai impraticabile, per l’ assidua quantità di ghiaccio che ne ha invaso i territori.

I cani, trainano, sullo stremo delle forze, la slitta, che sembra consumarsi lentamente, per la gran mole di tragitto effettuato.

Gun, il mitico animale alla guida degli altri quadrupedi, trascina i compagni, in quel percorso astioso, che sembra non aver mai fine… ma ecco che Goran, finalmente, intravede una pianura della Groenlandia, che potrebbe rappresentare un meritato traguardo e un ambito territorio, per sé e gli altri, su cui stabilirsi per vivere a lungo.

Anche Aina, la compagna di Goran è sfinita da quel viaggio faticoso, e non appena il convoglio si ferma, per la necessaria sosta, sembra cadere in un sonno profondo.

Nei giorni seguenti, gli affiatati componenti del nucleo, hanno un gran da  fare per la costruzione di iglù, rifugi freddissimi che saranno foderati con pellicce di renna e sulla cui base saranno disposti una sorta di sacchi a pelo, fatti di pelliccia d’ orso. Una primitiva lampada, bruciando grasso di balena, produrrà luce e calore, per rendere il soggiorno degli ospiti, del paesaggio artico, meno ostico. Continua a leggere “UN GIORNO NELLA TORMENTA, di Silvia De Angelis”

IL TULIPANO, di Silvia De Angelis

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Il meraviglioso tulipano ,è il fiore che simboleggia l’amore, infatti la sua origine è legata ad un’antica leggenda persiana, intinta in una delusione sentimentale.

La parola turbante, in turco “tulleband” dà il nome al fiore, proprio in riferimento alla sua caratteristica forma.

Il tulipano ha una cospicua presenza nella cultura turca, ed anche nelle fiabe. Infatti è citato spesso anche nella favola “Le mille e una notte”.

I bulbi del tulipano si piantano, in vaso, in autunno e in primavera si possono ammirare nella loro veste più smagliante.

Il tulipano rosso,  viene associato all’amore e in riferimento ad alcuni racconti, il sultano ne lasciava cadere uno ai piedi di una delle donne dell’harem, per indicarne la scelta.

Durante il regno del sultano Solimano il Magnifico, il nostro fiore raggiunse il suo massimo grado di popolarità, infatti venne esportato anche in Olanda e in Inghilterra.

LA LEGGENDA DEI TULIPANI

Un bel giovane di nome Shirin si era invaghito della bellissima Ferhad; un amore ricambiato, ma destinato a non avere un futuro. Infatti il ragazzo partito in cerca di fortuna, si era allontanato dalla sua amata.

La donna aveva atteso per molto tempo,il suo ritorno, finchè esasperata, si mise alla ricerca del fidanzato.

Purtroppo cadde su pietre aguzze e si disperò, piangendo, con la consapevolezza di non rivedere mai più Shirin.

Le sue lacrime si mescolarono al sangue, e cadendo una per una sul terreno, si trasformarono in stupendi fiori rossi : i tulipani

Da allora, tutte le primavere, questi fiori tornano a fiorire, in ricordo di quell’amore infelice(@Silvia De Angelis)

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TULIPANO

Vellutato

turgido turbante d’oriente

tramandato incenso

Esoterico tulipano

soffonde sfrenato

marcato coloristico

Bombato bordo

digrada essenza

Odorose distese

infinito

mutano

attimo d’oscurata emozione

Trasparente

accende melodioso

effimera malinconia

Mormora velato

acro pungente

Pregna sgargiante

fascinosa sfuggenza

@Silvia De Angelis

LADISPOLI NECROPOLI, di Silvia De Angelis

Poco fuori Ladispoli (Roma), parallela ad un tratto enorme di spiaggia libera, troviamo una serie di resti, risalenti al periodo compreso tra il sesto e quinto secolo avanti Cristo, da attribuirsi alla popolazione etrusca.

I primi scavi, in epoca moderna risalgono alla prima metà del XIX secolo e ancora oggi possono essere visualizzati dei resti storici, probabilmente nella stessa età dello sviluppo della città di Alsium.

Secondo gli esperti potrebbe esserci un’autentica necropoli romana sul mare, che si estende lungo la costa e portata alla luce dalle mareggiate, che di tanto in tanto, sovrastano il litorale romano. Infatti, recentemente, si è verificata un’onda lunga che ha eroso la parete di falesia e ha scoperchiato la tomba.

Il mare l’ha restituita. Da un primo sopralluogo tecnico sembrerebbe trattarsi di resti ossei di un adulto. Episodi simili furono registrati  anche la scorsa estate, quando in quel tratto di costa fu ritrovato un teschio e una tomba etrusca.

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(foto di Silvia De Angelis)

 

STRATEGIA D’UN ANGELO, di Silvia De Angelis

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C’e molta confusione nelle logge del paradiso, infatti gli angeli, che ambiscono al titolo di arcangeli, dovranno essere assegnati ad un partner umano, e non sempre riusciranno ad adeguarsi, con malleabilità, alla scelta che  il Signore ha perpetrato, designando loro, l’una  o l’altra, creatura terrena.

 Joy, che è il più giovane dei custodi di ultima generazione, teme che il gran Consiglio Superiore lo avvicini a una persona scontrosa e aggressiva, e, in tal caso, il suo lavoro di mediatore e consigliere d’anima, risulterebbe oltremodo complicato, se non addirittura catastrofico…Infatti essere l’ombra costante di un individuo, che si cacci continuamente nei guai, e di tanto in tanto si faccia trascinare dalle tentazioni di belzebù, sembri richiedere un notevole impegno  e una pazienza oltremodo collaudata.

Se l’angelo non riuscisse a convincere  il suo  protetto a intraprendere “un modus vivendi” lineare,alla fine del  mandato, il messaggero alato verrà retrocesso nelle stanze del limbo, con mansioni assai poco  gratificanti,  di salvaguardia delle anime ancora in sospeso.

Joy  è nervosissimo ,e per far si che la sua mente si posi su altri pensieri, decide di “gettarsi” in un volo di ricognizione, sulla terra, per sondare la rosa degli individui che sono stati designati nell’affiancamento ad uno spirito. In realtà non sono  molti, ma ad attirare l’attenzione della creatura celeste è  una ragazza assai vanitosa,  che, con fare ammiccante ostenta, a grandi linee, la sua personalità, ed anche se è  davvero graziosa, quel suo atteggiamento vistoso non la rende affatto simpatica. Continua a leggere “STRATEGIA D’UN ANGELO, di Silvia De Angelis”

GUFO REALE, di Silvia De Angelis

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Eccellente
notturno rapace
stupendo ipnotico
strigiforme
Territorio
nidifica
europeo

Tipico
ruotante
tondo capo
frontali
immobili occhi
aranciati
Sfoggia
due appariscenti ciuffi

Rilevante corpo
fiero
spicca
taciturno volo
montando
feroci artigli
su sensibili
vista e udito

TEMIBILISSIMO PREDATORE

Predilige boschi
e piccole pareti rocciose
Intere ingoia prede
preferendo
piccoli mammiferi
Non teme rivali

Solitario
e stanziale volatile
non migratore
sofferma
personale territorio
cacciando notturne ore

Affascina
suo atavico
canto d’amore
Schiusa delle uova
piccoli sopravvissuti
godono duratura
aspettativa di vita

@Silvia De Angelis  2009

(tratta dal mio libro di poesie sugli animali “Conosciamoli meglio”)

“FELICITA” TRILUSSA, di Silvia De Angelis

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 “C’è un ape che si posa
su un bottone di rosa:
lo succhia e se ne và…
Tutto sommato, la felicità
è una piccola cosa.”

trilussa felicità

Un piccolo cantico, che d’impatto potrebbe apparire solo inusuale per la sua brevità, ma che riletto attentamente, sa racchiudere un profondo significato, non agibile a tutti.

Infatti, in molti, non riescono ad essere appagati dalle piccole gestualità del quotidiano, che, nel loro insieme ci permettono di condurre una vita piuttosto agiata, fatta di comodità  e di tutti quei particolari che rendono gaie le ore del nostro giorno.

Gli individui, in genere, spesso sono alla ricerca di cose astruse, al di fuori della  loro portata, per appagare un ego incontentabile e insoddisfatto, causa spesso, di forme di depressione.

Eppure basta osservare l’intensità del cielo e del mare, per appropriarsi d’un’infinita gioia di vivere, accompagnata da tanti piccoli particolari del contorno, che nel loro insieme, ci permettono di condurre un percorso abbastanza soddisfacente e in grado di mettere da parte, l’energia necessaria, per superare quei momenti complessi che la vita, prima o poi, riserva.

Quindi , tornando ai versi del Trilussa, cogliamone il senso più appropriato, cercando di catturare quella felicità dell’attimo, che abbiamo a portata di mano (@Silvia De Angelis)