GOCCE ACCALORATE DI SOLE, di Silvia De Angelis

gocce accalorate di sole1

Si aggrovigliano
nella rincorsa
alla banalità (molti)
privi d’ogni carisma
e accezione
che diano fulgore e estro
ad un qualsiasi senso.
Non importa
se sia frutto d’ispirazione
reale o astratta
ciò che conta
è che proietti
sulla linea d’equatore
una cascata di grandine
per stupire di brina
gocce accalorate di sole…

@Silvia De Angelis

SUL MODELLISMO, di Silvia De Angelis

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ENDEAVOUER LEGGENDARIA NAVE DEL CAPITANO COOK (NAVE OCEANOGRAFICA BRITANNICA)

La storia del modellismo navale arsenale risale ai tempi dell’antica Roma.

Intorno al secolo XI, con i traffici marittimi, si costruivano modelli di imbarcazioni e di velieri, da offrire in voto alle chiese per ringraziare Dio di aver salvato gli equipaggi dai naufragi.

Si possono far risalire all’antichità anche macchine di difesa/offesa, costruite in legno,come catapulte ( lancio di massi e di palle incendiarie verso il nemico, allo scopo diaprire varchi in città fortificate)

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CATAPULTA ROMANA DA ASSEDIO

In seguito l’attività dei cantieri navali si ingrandì notevolmente, e si realizzarono mezzimodelli, fatti con tavolette di legno sovrapposte, per mettere in evidenza i vari dettagli strutturali e tecnici delle imbarcazioni, utili ai fini della costruzione delle navi vere; infatti fino al XVIII, la  maggior parte delle navi veniva costruita senza un piano preciso a cui attenersi.

CONSTITUTION (fregata appartenente agli Stati Uniti d'America nel 1797)

CONSTITUTION (FREGATA APPARTENENTE AGLI STATI UNITI D’AMERICA)

Alcuni modelli di velieri da guerra, o mercantili, realizzati da artisti del modellismo, erano portati in dono agli aristocratici, spesso per ricordare le gesta delle flotte di famiglia, in particolare di ricchi commercianti o sovrani.In seguito il modellismo fu praticato anche da marinai, che erano stati imbarcati per molti anni, oppure dai prigionieri delle numerose battaglie tra gli stati europei; in particolare Francia e Inghilterra.

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NAVE DA GUERRA (SECONDA GUERRA MONDIALE)

Si affermò poi, il moderno concetto del modellismo navale arsenale, basato sulladocumentazione e sulla ricerca. Nella nostra epoca esistono dei kit navali, che permettono di costruire il modellismo esattamente come la nave vera. Il modellismo comprende anche la costruzione di altre categorie di riferimento, come aerei, auto, cannoni,ed altro.  Possiamo anche distinguere due categorie di modellismo : quello statico, come detto sopra e quello dinamico, in cui i modellisti costruiscono riproduzioni di barche, scafi, aereoplani, che tramite un telecomando partecipano a vere e proprie competizioni.

Motoscafo veloce da gara

MOTOSCAFO TELECOMANDATO DA COMPETIZIONE

Possiamo infine  ricordare la costruzione di diorami (scene di eventi di qualsiasi tipo), nonché riproduzioni in scala di soldatini d’epoca.

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TUTTI I MODELLI FOTOGRAFATI, IN QUESTO ARTICOLO, SONO STATI COSTRUITI DA MIO MARITO ROBERTO (MODELLISTA)

TOPOLINO, “L’ASTROTOPO”, di Silvia De Angelis

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Esattamente 50 anni fa l’astronauta Neil Armstrong, approdò sul suolo lunare “Un piccolo passo per l’uomo, ma un balzo enorme per l’umanità”.

Per ricordare questa meravigliosa impresa Topolino presenta l’Astrotopo.

Topolino si prepara per andare in missione nello spazio, e per questo speciale avvenimento indossa una tuta spaziale molto evoluta, infatti è dotata dell’impronta lunare sulla suola dello scarpone.

L’astrotopo, esclusiva figura dell’eroe disneyano, è alto tredici centimentri e con la testa, braccia e gambe snodabili. Possiede un casco removibile e indossabile, completo delle mitiche orecchie, diventando così un gadget esclusivo da collezione. L’astrotopo è stato in vendita insieme al numero di Topolino del diciassette luglio u.s.

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Sullo stesso numero, completamente dedicato all’allunaggio nei fumetti e nei redazionali, si svolge una storia in due puntate, ambientata nello spazio : “Topolino e il castello sulla luna”.

Topolino e  Pippo si dirigeranno verso la luna, dove troveranno un vero e proprio castello. Inoltre scopriranno che la nostra galassia è frequentata anche da altri personaggi. Un “fantathriller”, che vede tra i suoi protagonisti anche Bippo, ex astronauta parente di Pippo.    2

Fumetto e cinema si fondono in una nuova pubblicazione edita da Panini, con protagonisti gli eroi Disney : la storia del cinema di Topolino, un volume i cui i grandi classi del cinema vengono reinterpretati e sdrammatizzati con la particolare ironia dei topi e paperi della Disney.

L’evento al Museo del Cinema di Torino, è stato inserito all’interno degli eventi della mostra” Gulp! Goal! Ciak Cinema a fumetti”, dedicata al rapporto tra questi due linguaggi, e nella quale la Panini dedica una sezione proprio a Topolino,il settimanale di fumetti più longevo d’Italia.

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CERCHI DI LUCE, di Silvia De Angelis

io e mamma

Si fan flebili i tuoi cerchi di luce

nel tempo che ghermisce l’essenza di donna.

Si assottiglia inesorabilmente il tuo slancio

privandoti di quella dolce recita

che intrattieni nelle attenzioni del giorno.

Mi immergo per lunghi istanti

nella chiarità del tuo sguardo

mi ricompensa di profondo ascolto

e d’empatie sottili che sento vibrare

nell’enfasi della tua iride sbiadita

ma sempre vogliosa attingere

nuove vernici per ossigenare

il tenore ormai recondito.

S’ accresce di quelle dolci carezze

evolute in un percorso senza eguali

in quei soffi di vento aperti

a un sogno indelebile di te

@Silvia De Angelis

MEZZELUNE DI CIELO, di Silvia De Angelis

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Quando sul far del giorno
peregrinano
discordanze di fieno secco
e ciuffi di ginestre
s’adombrano
nel rumore ostile
di fatalità metalliche
riaffiora un degrado interiore
di motivazioni viola
rarefatte nella foggia d’un ventaglio
che scomponga i raggi
nelle mezzelune di cielo
ove proiettarsi
rimboccando un’ancora di vento
e far riaffiorare parole dimenticate

@Silvia De Angelis

ROMA, IL BOSCO PARRASIO, di Silvia De Angelis

Il bosco Parrasio, o “Teatro degli Arcadi” si trova in posizione appartata alle pendici del Gianicolo.

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Il complesso fu fondato, come sede, nel 1725 dalla celebre Accademia dell’Arcadia, una libera associazione di dotti e letterati, che opponendosi all’esagerato gusto barocco, ideò uno stile espressivo, ispirato alla semplicità pastorale dell’antica Grecia e della Roma arcaica, per restituire alla letteratura la semplicità e la sobrietà perse nel tempo.

Bosco Parrasio2

Quest’accademia romana si formò nel 1689 dopo la morte di Cristina di Svezia, fondatrice della dispersa Accademia Reale, i cui soci si riunivano ancora negli orti suburbani recitando versi. Il  fondatore ufficiale dell’accademia fu Giovanni Mario Crescimbeni, che ebbe anche l’incarico di custode generale per i primi trentotto anni, mentre la defunta regina di Svezia rivestì il titolo di “basilessa”. Bosco Parrasio5

Proprio perché pastori, il raduno degli Arcadi doveva essere in un bosco, che fu nominato Parrasia, una regione dell’Arcadia. Nei primi tempi gli arcadi si spostarono di orto in orto, finchè, come detto sopra, nel 1725, il bosco divenne la sede dell’Accademia. Il che, fu possibile, grazie all’intervento delre Giovanni V di Portogallo, che da vero mecenate, donò all’istituzione 4000  scudi, cifra necessaria per l’acquisto dell’orto,di proprietà dei Livi. Bosco Parrasio4 L’opera del Bosco venne ultimata da Antonio Canevari, che non chiese ricompensa per il suo lavoro. Egli progettò una speciale architettura che risolveva brillantemente il problema dell’inclinazione del terreno. Infatti quest’ultimo venne strutturato in tre ripiani, uniti tra loro da rampe di gradini alternativamente concave e convesse, site presso i confini laterali dell’area e sorrette da parapetti. Sul ripiano superiore fu ubicato il teatro, di forma ovale, dove furono installati tre ordini di sedili, con di fronte un leggio di marmo, dove i poeti declamavano le loro opere di fronte all’attento uditorio.

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LA CARTOMANTE, di Silvia De Angelis

 

 

Nella penombra astrusa

carpisce aliti d’esoterismo

a vanto di presagire segreti e malìe

la cartomante

Adopra tonalità offuscate

elabora mistici portenti

nello stupore della platea muta

ad amplessi ibridi

scivolati sull’umore delle tempie

Allegorie distorte assemblano

traiettorie di pensieri velati d’occulto

nelle lingue infuocate

Mordono setosi riti magici

nella bocca vorace

avida d’un bacio di pura follia

riflessa su sillabe nel fruscìo di velluto…

@Silvia De Angelis

SUL TRENO, di Silvia De Angelis

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Un evento davvero importante da non perdere… quello del “ XX Premio internazionale di pattinaggio artistico”, che si svolgerà a Vienna fra circa un mese. Carol è gasatissima, vuole partecipare a questa importante gara che la vedrà piroettare e saltare su una notevole pista ghiacciata.

Si è sempre allenata gioiosamente, perché quella disciplina rappresenta, per lei, un punto di incontro fra realtà e creatività personale, che la gratificano enormemente.

I suoi pattini volano sulle candide piste e lei, sicura di sé  si cimenta in “ axel”,” toe loop”,” flip” e” lutz”, tutti salti specialistici della categoria, cui appartiene.

Prima di partire per questa esaltante impresa, Carol vuole trascorrere una serata col suo ragazzo, Tony, e anche se stanchissima per i logoranti allenamenti, in quella romantica cena indossa un meraviglioso e scollatissimo abito che la farà sentire affascinante, e molto corteggiata dal suo uomo.

I nostri personaggi, infatti, trascorrono un’ indimenticabile sera. Diventa davvero importante perché Tony, regala alla ragazza un prezioso anello di fidanzamento. Carol è felicissima e diventa addirittura euforica, perché dentro di sé sente che sta per vivere un periodo molto brillante.

Arriva il giorno della partenza per Vienna, e la donna munita di maxi trolley con tutto l’ occorrente per la sua permanenza fuori casa, sale sull’ aereo. Continua a leggere “SUL TRENO, di Silvia De Angelis”

ER ROSPO SFIGATO, di Silvia De Angelis

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Ce sta ‘n’rospo drento ‘n’acquitrino zozzo e mermoso

che je piace de sguazzacce drento

ner crepuscolo quanno er zole sta pe’ sparì der tutto.

E nun je pare vero d’adocchià ‘n’verme conzistente

che je fa’ solleticà er gargarozzo.

Allora s’apposta quatto quatto

e co’ ‘no scatto d ‘a mandibbola

tira fora ‘a lingua biforcuta

pe’ ‘n’ghiottì ‘sta preda golosa

e ‘nvece de godè da matti

‘sto verme maledetto je se mette

de traverzo e je fa rimpiagne

d’avè fatto queo scatto che nun je servito a gnente

TRADUZIONE

IL ROSPO SFORTUNATO

C’è un rospo dentro un acquitrino opaco e melmoso

a cui piace sguazzarvi dentro

al crepuscolo quando il sole sta per scomparire completamente.

E non gli sembra vero di adocchiare un verme consistente

che gli fa solleticare il gargarozzo.

Allora s’apposta silenzioso

e con uno scatto della mandibola

tira fuori la lingua biforcuta

per inghiottire questa preda golosa

e invece di godere tanto

il verme maledetto  gli si mette

di traverso e gli fa rimpiangere

di aver fatto quello scatto che non è servito a niente

@Silvia De Angelis

FATE NELL’IMMAGINARIO, di Silvia De Angelis

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Nelle pagine del buio s’appressano irrequiete fate , addentrandosi in quell’immaginoso nascosto e creativo, al sapore d’onirico, che sa presagire, in parte, eventi fuori  dell’usuale, stupendo le nostre tempie concentrate nei solchi del giorno, da percorrere principalmente col pensiero….

Fate eteree, dolcissime nel proferire parole fluttuanti, che si imprimono nel nostro inconscio, lasciandovi un’impronta…forse sbiadita, ma che riprende il suo nitido colore in fasi particolari del nostro giorno.

Siamo costretti allora ad avere dei ripensamenti, sulle nostre decisioni, influenzati da quanto le magiche donzelle ci hanno narrato in sogno….e piccole utopie, e idee abbozzate, prendono improvvisamente vita, come trasferite da una realtà antecedente, che le ha preannunciate.

Le fate sono affascinanti e il suono della loro voce è avvincente e positivo, e non appena ricordiamo il loro volto, un guizzo di euforia si fa strada in noi, donandoci sicurezza in quell’universo sconfinato della nostra vita, che non fa altro che sbalordirci per le sue meraviglie.

@Silvia De Angelis

 

A YARA GAMBIRASIO, di Silvia De Angelis

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Sottrae quella irruenta crudeltà umana

elitario respiro d’adolescente giocosa

nella fugace traiettoria di pattini veloci

(destreggia esuberante alito di vita nei pochi barlumi

concessi dal fato)

Un gelido vento scompiglia inanellati riccioli mentre

scolpisce con l’esile fiato dolce suono d’amore materno

confuso nel nero tenebroso di seppia…

è quell’anelito solitario a guarnire l’emaciato volto

d’un angelo rapito alla luna d’un alba improbabile

@Silvia De Angelis

CORMORANO, di Silvia DeAngelis

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Fastose e semiaperte ali sulla cresta oceanica

ventolano dolcemente nell’etere

abbozzando con tenacia linea d’agile cormorano

Insinua delicata pausa

immerso nell’equilibrio accalorato d’un sole cocente

fra lievi flutti marini e trasognante salsella

Deciso inclina il becco nella profondità azzurrina

nel risoluto afferrare succulente prede

sguizzanti fra corallosi aromi

e screziate sintonie d’alghe sfumate

Un andirivieni ricorrente nei tessuti del crepuscolo

accorcia le distanze ombrose da nicchie nel suolo

ove piccoli nati pigolano nel tempo di luce

consapevole di vita

@Silvia De Angelis

“PRERAFFAELLITI,AMORE E DESIDERIO”, di Silvia De Angelis

Preraffaelliti

Una notevole rassegna d’opere d’arte, di fine Ottocento, si svolge nel Palazzo Reale a Milano,  fino al 16 ottobre, in cui troviamo ottanta capolavori dei Preraffaelliti provenienti dalla Tate Britain di Londra.

Opere  uniche, intinte  nella letteratura e storia dell’Inghilterra : la Mostra “PreraffaellitiAmore e desiderio” è inerente a un periodo di grandi cambiamenti, che nel mondo ha fatto nascere un’importante Associazione, alla fine dell’Ottocento.

L’allestimento della Mostra è stato concepito in modo semplice, con sale scarsamente illuminate, che evidenziano specificatamente, l’abilità degli artisti Preraffaelliti.

A Palazzo Reale, per l’evento “ Preraffaelliti Amore e Desiderio”, sono giunte ottanta opere, che esposte in sale tematiche intendono far  notare, al visitatore, gli obiettivi e gli scopi di quel movimento, gli stili dei vari artisti, la preziosità dell’elemento grafico e lo spirito di grande collaborazione, nelle forme artistiche del periodo storico.

I Preraffaelliti hanno questa definizione, perché si riferiscono all’arte esistita prima di Raffaello Sanzio, il pittore che secondo alcuni ha peccato di accademismo e  idealizzazione dei soggetti.

Invece questi nuovi artisti preferiscono ispirarsi ai costumi d’un passato fantastico e malinconico, ove  il soggetto dell’opera  è quello biblico, letterario, fiabesco, storico e sociale.

C’è chi sostiene che le tele dei Preraffaelliti siano troppo sofisticate, ma non si può negare che le stesse siano davvero aggraziate e contengano una perfezione di riproduzione che meraviglia chi le osserva. Colori delicati, immagini elaborate, ispirate all’arte neoromantica, volte a evidenziare soggetti femminili, sensuali ed eleganti. Non mancano, comunque, nelle loro opere, riferimenti a problemi sociali.

I dipinti più noti esposti nella mostra sono decisamente : “Ophelia” di John Everett Millais  e “The lady  of Shalott” di John William Waterhouse, opere che racchiudono un particolare fascino.

Ophelia  è la sfortunata protagonista riportata nell’Amleto di Shakespeare. Sul dipinto  è rappresentata da una meravigliosa ragazza, dai lineamenti perfetti. Il volto sembra quasi un ritratto fotografico e i particolari del vestito fanno comprendere quanto la tecnica per i dettagli acquistasse, all’epoca,  notevole valore per questa corrente pittorica.                                      ofelia-preraffaelliti-circolo-torino-arte-1

“The lady of Shalot” ritrae un’altra donna sfortunata, che innamorata follemente, proprio a causa di questo amore, perde la vita. L’autore in questo dipinto rappresenta l’attimo in cui la donna , Elaine, va incontro al suo destino.  Nel quadro la ragazza appare, quasi stoicamente consapevole, e già vestita, come se dovesse dirigersi verso un’altra dimensione.                                        the lady of shalot

La Mostra “Preraffaelliti Amore e Desiderio” a Palazzo Reale di Milano è aperta fino al 6  Ottobre 2019 e il biglietto costa 14 euro.         

RUBACUORI, di Silvia De Angelis

Fugge dalle mani

l’orlo dell’abito

mosso dal rumore d’accesi sensi

Anime conturbate

sfiorano corpi bollenti

estenuati

dal mangiarsi di cupide labbra

odorose d’un manto di luna

S’imbeve di passione

lo spirito

evoluto

in una resa d’amore

trascendente

che lo fa sentire “rubacuori”

@Silvia De Angelis