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IL TACERE D’UN USIGNOLO, di Silvia De Angelis

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Un pallore stralunato

rafferma

grigi toni del cemento

in cui si muovano

sagome addestrate

a un andar di vita mozzafiato.

Manca stupore

negli occhi sbigottiti

al riflesso

d’uno specchio deformante

ove l’intristire di macchie verdi

e l’aridità di  bocci torti

schiudano esclamazioni

imposte alla gola

da uno spigolare sbieco

di voce

disincantata

al tacere d’un usignolo.

@Silvia De Angelis

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EQUILIBRIO, di Silvia De Angelis

quandolamentesisveste

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Quasi in sordina

e in un tempo che s’allunga

accade una verità placida

Attonita e silenziosa

si corica su una linea saggia

senza contraccolpi

o moleste remore

Amplia fotogrammi

al di fuori di grigia grandine

sperimentando il nesso

fra un sonoro fermento

e un angolo di buio

attrattive all’antitesi

slacciate dalla vita

su cui mescolare il fiato

@Silvia De Angelis

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IL LATO OSCURO, di Silvia De Angelis

quandolamentesisveste

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Non v’è tremore che s’astenga
nell’attimo levigato d’oscuro
mostrar nudità della coscienza
vibrante di perfidia
seppur discostata dal pensiero
Turbina a forza
nello stridore di pelle e viscere
lancia dardi eccitanti
roboando a forza nell’urto benpensante
ammainato in sordina per l’appiglio

Silvia De Angelis tutti i diritti riservati

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SPIGOLATURE, di Silvia De Angelis

quandolamentesisveste

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Spigolature

nel discioglimento di sé stessi

oltre un picco d’emozione.

Squarcio insensato

Discioglimento

d’un lamento

sulla scapola avvezza

al pensiero d’un volo.

Si replica

nel transito d’un sogno

in cui morbide movenze d’anche

scivolino

sulla caducità d’una vertigine

ove schiusa bocca

taccia di meraviglia

sull’eco d’argentea conchiglia.

@Silvia De  Angelis

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SUGGESTIONE, di Silvia De Angelis

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E’ lì a due passi dalla coscienza la suggestione
corteggia sipide memorie
assumendone ebbrezze recondite
e spasmi accelerati su pause di respiro
Diviene supremazia proiettando manciate d’adrenalina
su commedia del momento
Avvenente e fuori d’ogni regola
s’appiglia a realtà frantumate
traendone vividi mosaici
nell’ovvietà di intriganti sapori sulla pelle
Discinta in mutabili filigrane
affonda probabilità lontane
sorseggiando certezze mascherate fuori del tempo

Silvia De Angelis tutti i diritti riservati

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LABBRA SUL VETRO, di Silvia De Angelis

 

labbra sul vetro

Ci si proietta
talvolta
sulla menzogna d’un’illusione
abile circuire
l’estro soffiato in gola
E in quell’errato passaggio
miraggi strabilianti
interpretano pulsioni
e sogni d’inconscio
predisposti ad arte
da tempie immature
Paiono bisognose
di ludici messaggi
esorcizzantI
acute insenature del pensiero
che incollino labbra sul vetro
@Silvia De Angelis

‘A PIOGGIA, di Silvia De Angelis

'a pioggia

Quanno ar cielo je va de strizzà

‘n sacco de nuvole gonfie

‘a Roma nostra se trasforma

ner lago più incontenibbile der monno

che solo a rimirallo

te fa pigne er core.

Nun dà tregua

qua pioggerella fitta fitta

che sur vetro de casa

disegna li più sfasati ghirigori

dentro li sogni den giorno ‘nesistente

ner quale voresti arimirà

tu matre e tu patre

che te pieno pe’ mano

come ‘n po’ de tempo fa

@Silvia De Angelis 2019

TRADUZIONE

Quando il cielo vuole stringere

le nubi piene d’acqua

la nostra Roma si trasforma

nel lago più grande del mondo

che solo a guardarlo

ti turba nel cuore.

Non dàtregua

quella pioggerella fitta fitta

che sul vetro di casa

disegna i più strani ghirigori

dentro i sogni d’un giorno inesistente

nel  quale vorresti ritrovare

tua madre e tuo padre

che ti prendano per mano

come un po’ di tempo addietro

Man and woman in bed at 10 pm

b9g1 Pensieri, ricordi ,emozioni ....

Mi piace leggere almeno una poesia al
giorno, a volto cerco poesie in letterature che non conosco bene, altre
scelgo il poeta per il momento, quello che sto vivendo.. Oggi, un
giorno qualunque, di un anno qualunque, ormai sono tutti uguali, sempre
più bui, sempre più tormentati, mi va di leggere un momento di
quotidiano, nella vita normale di una coppia, che vive tranquillamente i
suoi alti e bassi, raccontandosi i pensieri sull’onda dell’emozione.
Nessuno meglio di Bukowsky ha raccontato la vita , così com’è, con
parole dolci, con parole crude, nessuno ha raccontato l’attimo così
bene tantoche ogni sua poesia è una scena di vita. Leggi, poi
chiudi gli occhi, e…

Bukowski – Man and woman in bed at 10 pm

I feel like a can of sardines she said
I feel like a bandate I said
I feel like a tuna fish sandwich she said
I feel like…

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NEI MIEI ROVI, DI SILVIA DE ANGELIS

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Indosso

una sottile livrea di pioggia

lasciando scivolare

filiformi ombre

e petali di nostalgia.

Ricalco  miniature di narcisi

ai confini estremi d’una linea d’edera.

E mentre il ticchettio dell’acqua

sfiora l’epidermide

volta nello specchio viola

osservo

una mossa chiara d’azzurro

nella cadenza d’un sogno labile

dormiente nei miei rovi.

@Silvia De Angelis

PRIMA DI ADDORMENTARSI, di Silvia De Angelis

Nella languidezza

d’un vezzo

trascinato da anime di buio

cede alla deriva

ogni desinenza cosciente

del chiostro più profondo

Nel labile richiamo del sogno

s’accentua un motivo dominante

fra ebbrezza e sopore

Plagia d’arcano

il fumento del pensiero

divenuto

quasi impalpabile

nel circumnavigare

gli oceani enigmatici

d’un sé senza difese…

@Silvia De Angelis

FASCINOSA SOLITUDINE, di Silvia De Angelis

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Con dolcezza

apro le mani

le appoggio

sul silenzio imperante

d’un attimo sfacciato

Trapela dalle sue fessure

un manto di fascinosa solitudine

S’inarca

nel profondo

come le onde del mare

sussurrando di velate creste

intarsiate di scirocco

Immersione azzurra

nella smania d’un respiro solitario

che risorge

e lascia scivolare

ombre dagli occhi

nel blu d’inviolato amore

e sagace inganno

@Silvia De Angelis 2019

LABILE TEMPO, di Silvia De Angelis

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Si muovono

morbidamente

spighe di capelli

lasciando sbirciare

nella fragilità del vento

suggestioni

e delineati  encomi

inarcati

nella misura d’un tempo labile.

E’ sfilacciato

da giochi oltre la siepe

e viaggi estenuanti

nei chiaroscuri

d’uno scenario improvvisato

da cui è raro svicolare

quando il fuoco giocoliere

arda negli occhi

cromando un attimo di turbamento.

@Silvia De Angelis

UN SILENZIO, di Silvia De Angelis

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S’affievolisce un seme di luce

nell’impulso cangiante della sera.

Grovigli di pensieri

si mescolano

a una lieve assenza

invaghita

d’un breve soffio senza sole.

Saggia lontani aromi

persi in uno scialle di nebbia

e quel “vedere non vedere”

acuisce il senso

d’un nesso tenue di memoria.

Si fa concerto muto

nello stupore d’un silenzio

ancorato all’idea d’un cerchio

che retroceda d’un giro

per far ritorno

a un seducente barlume del passato

indenne da sapienza di maturità

@Silvia De Angelis

MARE SENZ’ACQUA, di Silvia De Angelis

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Nel muto attimo

vissuto in cerchi d’acqua

che s’infrangono

ho capito che l’assenza

dell’essenza che ti riguarda

albeggia

insistente

sul sogno senza voce

interprete del mio giorno.

Nella pantomima del vivere

fragili battiti di farfalla

sfiorano la pelle

inaridita

di gramigna di solitudine

linea specchiata a rovescio

d’un mare senz’acqua.

@Silvia De Angelis

I DIALETTI CAMPANI, di Silvia De Angelis

costume campano

La lingua napoletana influenza gran parte dei dialetti della Regione Campania, donandole, con la sua particolare cadenza, un fascino veramente esclusivo.

I vernacoli campani, infatti, rappresentano un’accurata variazione della

lingua napoletana, da cui si possono escludere il dialetto cilentano e quello irpino, che sono davvero un’eccezione.

Del resto, possiamo affermare, che i dialetti non sono una varietà linguistica unitaria, relativa ad una particolare zona geografica, ma

“un continuum” di molteplicità, dovuto a diversi motivi geografici, il cui fenomeno si definisce “variazione diatopica”, come definito dagli studiosi della geografia linguistica.

‘E spingole frangese     di Salvatore Di Giacomo

Nu iornuo mme ne iette da la casa,

Ienno vennenno spingole frangese;

mme chiamma na figliola : – Trase, trase!

Quanta spingole daie pe nu turnese?-

E io che songo nu poco veziuso,

subbeto me mmuccaie dint’ a sta casa…

“Ah, chi vo’ belli spingole frangese!

Ah, chi vo’ belli spingolr, ah, chi vo’!…”

Dich’io : – Si tu mme daie tre quattro vase

Te dongo tutt’ ‘e spingole frangese!

Pizzeche e vase nun fanno pertose,

e può iènghere ‘e spingole ‘o paese.-

Sentite a me, ca pure mparaviso

‘e vase vanno a cinco nu turnese.

“Ah, chi vo’ belli spingole frangese!

Ah chi vo belli spingole, ah, chi vo’!…”

Dicette : – Core mio, chist’ è ‘o paese,

ca si te pròre ‘o naso muore acciso!-

E io rispunnette : – Agge pacienzia, scuse;

‘a tengo ‘a nnammurata e sta ‘o paese…

E tene ‘a faccia comme ‘e ffronne ‘e rosa,

e tene ‘ a vocca comjme a na cerasa!…

“A h, chi vo’ belli spingole frangese!

Ah, chi vo’ belli spingole, ah, chi vo’!…”

Questa canzone fu composta per la festa di Piedigrotta e musicata da Enrico De Leva; fu inclusa nel volume di Canzoni Napoletane (1895), riproposto come sezione dell’opera complessiva intitolata “Canzone”

T r a d u z i o n e

Gli spilli di sicurezza

Un giorno me ne andai da casa,

mi misi a vendere gli spilli di sicurezza;

mi chiama una ragazza : entra, entra!

Quanti spilli mi dai per un tornese? (mezzo soldo)

e io che sono un po’ donnaiolo,

subito mi ficcai in questa casa…

Oh, chi vuole belli spilli! Oh, chi vuole belli spilli!

Dico io se mi dai tre o quattro baci

ti do tutti gli spilli di sicurezza!

Pizzicotti e baci non lasciano il segno (proverbio napoletano)

e puoi riempire di spilli il paese.-

Datemi retta, anche in Paradiso

i baci vanno a cinque il tornese.

Oh, chi vuole belli spilli! Oh, chi vuole belli spilli!

Disse : Cuore mio questo è il paese,

 Oh, chi vuole belli che, se ti viene il prurito, muori ammazzato!-

E io risposi :abbi pazienza, scusa;

l’innamorata l’ho e sta al paese…

E ha il volto come petali di rosa,

e

 ha la bocca come una ciliegia!…-spilli!

SENSAZIONI, di Silvia De Angelis

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Nel tuo  mondo d’uomo

si arrovellano quisquiglie

nell’abecedario di fragilità mentale.

Metodiche inezie sciolgono

 la piramide del buon senso

disperso nello sconforto

che preme a dismisura.

Con te solo mi compiaccio

di scorribande corporee

per raffermare la femminea essenza

peraltro avida d’un cervello valido

che sappia trascinarmi via

in un soffio raddolcito d’amore

@Silvia De Angelis

NEL VENTO, di Silvia De Angelis

donna e tacco

Nel vento goliardico

si rapprendono sagome lontane

volteggianti pensieri  di seta

Spezzano sospiri, leccano silenzi

forgiando  sinuose mosse d’inguine.

Si fanno rarefatte le emozioni

in quel tremulo sibilare

d’onde remote.

Si fa forte  la voglia di sognare  una realtà nuova

diversa dal vuoto annerito dell’attimo

ove uno schiocco di fionda

deciso

potrebbe infrangere il rumore

di quell’insormontabile fortezza d’inedia

@Silvia De Angelis

ALLA VENTURA, di Silvia De Angelis

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Sassolini

lievemente smossi

nell’andatura labile

d’una polifonia di mare

incastonata in un “non sense”

di languide sorgive interiori.

Sottili finzioni

nei traguardi remoti

riaccendono

pastosi sfondi del presente

ove gli occhi

hanno ribaltato il cielo

in quel volo sincero d’aquile

alla ventura d’un barlume

oltre il manto d’orizzonte

@Silvia De Angelis 2019

ALTER EGO, di Silvia De Angelis

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Gemma di parole

il mio alter ego

in sincronia

con sparpagliate interiorità.

S’addentra in segreti fondali

toccando indugi

intimistiche finzioni

e vanità scalfenti.

Approdano a sensate evidenze

talora immotivate

in quel tumulto nomade

esibito

sul culmine d’una scogliera

ove il sole s’attarda

dentro l’istante

cupido d’un disavanzo di luce vera.

@Silvia De Angelis 2019

ONDA REMOTA, di Silvia De Angelis

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Minuzie e immensi asfalti

corroborano l’entroterra

del tuo hangar solitario.

Allargano e restringono i dettagli

sillabe sfuggenti

e sagome di donne

sgretolate nei petali d’anemone.

Nei codici astratti racchiudi impalcature

d’ attimi salienti sulla tua virilità

per spegnere l’uggia

che disperda il profumo nelle mani

d’un’onda sollevata  dal fruscìo d’amore tenero

@Silvia De Angelis

NEL TEMPO ESTRANEO, di Silvia De Angelis

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Si fa forte uno sfondo insistente

nel suo grembo a misura

pigmentato di colori

a stupirmi nell’ebbrezza d’un vivere

già successo.

L’unicità d’immagine

nella penombra  a scomparsa

m’accerta della sua realtà

al di fuori d’un sogno immaginoso

sul bordo d’un universo capovolto

ove ho già posato i passi.

Nella sembianza velata

di quel limbo

sfumano i pensieri

illanguiditi dallo sguardo

forse inabile retrocedere

nel tempo estraneo.

@Silvia De Angelis

IN PUNTA D’OCCHI, di Silvia De Angelis

Quando il giorno cade nelle dimenticanze
e quell’emozione sottile della penombra
si fa avanti nel disavanzo d’oscurità
sembra agitarsi una penna oltre il silenzio
nell’incaglio d’abissi d’aria
fino al suo celarsi nel totale lutto
e far riemergere
nei passi girovaghi della coscienza
quell’azione sbagliata…
Focalizza lo sguardo
esfoliando corolle notturne di conflitti e sentenze
ove vortici e agonie si compensano
nel plasmare un effetto inaspettato… in punta d’occhi

@Silvia De Angelis

THE MAN OF NUMBERS AND THE WOMEN OF WORDS, di Silvia De Angelis

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Col sole specchiato negli occhi

percepisce un raggio di numerologia

colui

che in un tempo indefinito

plasma il rumore delle scarpe sul selciato.

Lo ode la donna che declina

verbi e nomi

intinta in un mare di parole.

Attratta dal brio della conta

districa nodi, fermenti e pesi oscuri

ma il suo vociare trasmigrato

nel suono aritmico d’unicorno

si disperde fra nebbie evanescenti

@Silvia De Angelis 2019

ANGELI CARI (AI NOSTRI DEFUNTI) di Silvia De Angelis

Nembi leggeri

d’un mare senz’acqua

nella gravitazione

d’angeli persi

Nell’orizzonte assente e lontano

inclinano astratte emozioni

sul filo d’un lieve afflato

Il cruccio incipiente

in noi

precipita in oscuro turbamento

ove il pertugio d’un fato inamovibile

destabilizza il pensiero

Nel gelo della notte

avvertiamo sfiorare i polpastrelli

mentre creature incorporee

colorano di morbidi idillii

i nostri sogni

@Silvia De Angelis

ARTIFICIO DEL 31 OTTOBRE(halloween) di Silvia De Angelis

Nel magico artificio

d’una buia notte

impigliata nel tempo

ancheggia

sinuosa

una fata arcana

Attratta dal mito

di zucche lumeggianti

ne subisce l’enigmatico fascino

plagiata dal chiaroscuro d’un ricamo

E’ il volo basso d’un mantello

a scomporre le sue sfalsate vesti

mentre un taglio di luna penzoloni

amplia la magia d’un sogno d’ottobre

@Silvia De Angelis

SENSO D’INFINITO, di Silvia De Angelis

La mano si è posata con forza

su parabole vitali ferendomi a dismisura

eppur da quella sofferenza ho tratto un vanto

e senza retrocedere ho varcato il limite del cerchio

scrutando oltre

Ho assimilato colori d’ocra e nuova luce

nel gemito di foglie aleatorie nel vento

Nell’odore d’aliti di primavera

ho tratto semi germoglianti natura

Migro ora  coi polsi liberi da legature

ampliando ascolti aperti a inedite impronte

@Silvia De Angelis

SAPORE D’UN’EMOZIONE, di Silvia De Angelis

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Aritmico diapason del di’

scandisce

un turbinare  d’immagini

infoltite dalla retina

S’invaghisce di rapidi flash

ove è solista

 in una veloce danza

dimentica di pigre liturgie di vita

quando l’attimo s’attarda

 nel suo andare

dopo aver tolto la scorza

 a un’emozione

 e averne morso lentamente

 la sostanza

interprete del bello della vita

@Silvia De Angelis

OLTRE IL SOFFIO, di Silvia De Angelis

DONNA FOGLIA

Oltre il sipario del vento

assaporo

un senso incredibile di vuoto

Paia infrangersi

sulla nudità del pensiero

distante assai dalla morfina blu d’un cielo

E nella percezione monocorde

d’un tacito istante

traballano lemmi di colori

Inseguono  un destriero

che galoppi

in slarghi del deserto

sull’ impronta d’un miraggio

incollato allo sguardo

nella cadenza di veduta

@Silvia De Angelis

ALLA MIA META’, di Silvia De Angelis

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Nelle sillabe rarefatte

fai volare  infiniti impulsi d’amore

inventati  nel riflesso

d’una cruenta meteora.

Ha ostentato violacea acredine

sulle orme buie dei miei polsi

disallineati dall’armonia

d’un fragile afflato  d’esistenza.

La tua consegna al tempo dei miei respiri

è divenuta dolce ritrovo

coagulato dalla supremazia

di mani vibranti d’anima

mentre discosta il vuoto

d’una scena devastante

il sorriso che s’arrampica fra i denti.

@Silvia De Angelis

Scritta nel periodo in cui ho avuto una grave frattura ai polsi, in seguito ad una caduta.

SUSSULTO MISTERIOSO, di Silvia De Angelis

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tessiture incolte di liberi pensieri

nel simbolo del tempo

ingoia riverberi di vissuto

che attendono il planare d’un sussulto incognito

nella mossa del tendine pronto a inarcarsi

e lì che inizia il sogno

in uno slancio prolungato d’artifici

mordono battiti nell’anima indomata

ove più vibra la proiezione d’una curva

nella linea discontinua

traccia l’esiguo d’una foglia d’autunno

soggiacente ad un lieve dondolìo

nell’esito caduco agile a far suo

@Silvia De Angelis