I social network possono causare depressione negli adolescenti: come riconoscerne i segnali

Spazio Vitale

depressione social network

La vita digitale spesso incontrollata produce un effetto non sempre positivo sul benessere di adolescenti e giovani internauti. Questa situazione ha portato gli scienziati di tutto il mondo a cercare prove per capire in che modo i social network possono influenzare l’equilibrio mentale di chi usa e abusa di essi.

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“iPhone XS Max a prezzi stracciati”: falsi siti con il marchio di Repubblica usati per rubare i dati agli utenti

“iPhone XS Max a prezzi stracciati”: falsi siti con il marchio di Repubblica usati per rubare i dati agli utenti

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Aumenta il sonno, rende abili e migliora la concentrazione. Ecco svelati tutti i benefici della lettura.

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Cercasi:”Operatore Tiflologo” per Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti di Alessandria

Avviso manifestazione di interesse per la copertura di n 1 posto operatore tiflologo

Il presente avviso è finalizzato a ricevere manifestazione di interesse per favorire la partecipazione e la consultazione 1 operatore tiflologo nel rispetto dei principi di non discriminazione, parità trattamento e trasparenza.
1 OGGETTO la struttura dell’UICI Ets Aps di Alessandria intende affidare mediante procedura d selezione con il criterio di colloquio un operatore tiflologo con durata 1 settembre 2019 al 31 dicembre 2019
2 REQUISITI
LAUREA IN SCIENZE PEDAGOGICHE
LAUREA IN SCIENZE DELLA COMUNICAZIONE
LAUREE EQUIPOLLENTI
ESPERIENZA DOCUMENTATA NELL’AMBITO DELLA DISABILITA’ VISIVA
3 SCADENZA BANDO
15 LUGLIO ORE 14.00
ENTE UICI DURATA 1-07-2019 AL 15-07-2019
4 MODALITA
• VIA MAIL uical@uiciechi.it
• A mano UICI via legnano 44 15121 Alessandria
• Raccomandata con ricevuta di ritorno
PER INFORMAZIONI
UICI 0131 254246
RESPONSABILE DOTTOR SCARFIA VALTER

Supergruppo con versione Web su Telegram

Informatica Ufficiale

Come saprete già, Telegram è un programma che permette di svolgere un vasto genere di azioni (chattare, creare gruppi, etc.), tra queste troviamo la possibilità di creare supergruppi. Per creare un supergruppo devi aprire Telegram dal tuo dispositivo, in questo casocon la versione Web, seleziona il gruppo da convertire per accedere alla relativa chat, fai clic sul suo nome presente in alto e scegli l’opzione AGGIORNA A SUPERGRUPPO. Pigia sul pulsante OK e il gruppo sarà convertito in supergruppo.

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Microsoft abbandonerà windows.

Microsoft è praticamente dov’è grazie a Windows. Il sistema operativo per PC è tra i più diffusi al mondo. Quindi ha senso pensare ad una sua dismissione? Al momento sappiamo che la nuova gallina dalle uova d’oro per Microsoft è Office 365, ma questo non giustificherebbe un eventuale dismissione di Windows.

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In realtà, in vista di un ridimensionamento del mercato dei computer, la società di Redmond sta pensando all’evoluzione del settore. Da qui l’idea di sviluppare modern OS. Si tratta di un nuovo sistema operativo conosciuto internamente come Windows Core OS.

È in pratica una versione di Windows costruita per essere adattabile negli strumenti informatici del futuro, come HoloLens, Surface, xBox, smartphone pieghevoli e così via. Microsoft si prepara alla prossima evoluzione del mercato, evitando di rimanere incollata ad un sistema operativo, Windows, che potrebbe vedere ridurre le sue quote di mercato sempre di più.

Il nuovo “Windows” è costruito da zero per offrire qualcosa di più sicuro, veloce, semplice da aggiornare e scalabile. In pratica è un’alternativa ad iOS.

Alla base si prevede il supporto di tecnologie come quella cloud, intelligenza artificiale, sensori, adattabilità agli schermi e così via. Anche in questo caso come un’alternativa a iOS.

Al momento non si hanno indicazioni sul suo rilascio.

Sperimentato il voto in autonomia per i non vedenti.

Votare senza vedere, ma senza bisogno di assistente: la scorsa domenica 26, non è stato ancora possibile, ma presto potrebbe diventarlo, grazie a un dispositivo che in Israele è stato già sperimentato, in occasione delle ultime elezioni.

Il dispositivo visivo “MyEye 2,0” è stato messo a disposizione di 12 seggi elettorali in tutto il Paese: ha permesso a chi ha una disabilità visiva di votare in completa autonomia. Sviluppato dall’azienda israeliana OrCam e presentato ufficialmente lo scorso anno a ExpoSanità di Bologna, questo dispositivo è una sorta di “occhiale parlante”, in grado di analizzare le informazioni scritte (in questo caso sulle schede) e comunicarle direttamente a chi lo indossa.

Ciò permette agli elettori ciechi di selezionare il candidato corretto e quindi di confermare che la scelta è stata effettuata correttamente.

Lo avevo provato 2 anni fa, nella prima versione, con risultati abbastanza deludenti ma questa versione dovrebbe essere più performante; Il costo però è ancora direi proibitivo. L’ausilio consiste in una minuscola telecamera, che viene applicato magneticamente a un paio di occhiali e pesa poco più di 22 grammi. Continua a leggere “Sperimentato il voto in autonomia per i non vedenti.”

Festa del lavoro, ma per i disabili un po’ meno: solo il 20 per cento dei disabili è occupato, di Valter Scarfia

Posto un trafiletto da il “redattore sociale” e aggiungo alcune considerazioni a margine.
Il mondo della disabilità è molto sfaccettato e articolato. In parecchi e in parecchie circostanze abbiamo potuto dimostrare che, messi in condizione di operare, possiamo dare il nostro contributo alla società. E allora perchè continuano a persistere questi pregiudizi? Cosa hanno di diverso le donne dagli uoumini nel campo lavorativo, e cosa avranno poi di diverso le donne disabili dalle donne normali? Certamente, la festa del lavoro per i disabili è meno festa che per gli altri e lo capirete anche da questo articolo.

Redattore Sociale del 30.04.2019

Festa del lavoro, disabilita’ esclusa: meno del 20% ha un impiego

Denuncia della Fish: la presenza di limitazioni funzionali continua ad esercitare un forte impatto sull’esclusione dal mondo lavorativo. Circa il 70% delle persone con disabilità è inattiva. E la situazione è più grave per le donne. Falabella: “Si emanino presto Linee guida per il collocamento mirato”.

ROMA. La Festa del Lavoro non è per tutti: secondo l’Istat, meno del 20% delle persone con disabilità tra i 15 e i 64 anni risulta occupata. Lo ricorda la Fish, alla vigilia del Primo maggio, evidenziando anche che la quota degli inattivi appare più che doppia tra le persone con disabilità rispetto a quella osservata nell’intera popolazione (quasi il 70% contro circa il 31%). La situazione si aggrava se alla condizione di disabilità si aggiunge anche la differenza di genere: le donne con disabilità risultano più discriminate nel mondo del lavoro sia rispetto agli uomini con disabilità, sia nei confronti delle altre donne senza disabilità.

Quanto alle condizioni di lavoro, l’Ottava Relazione al Parlamento sull’applicazione della legge 68/99 rileva che “i rischi a cui sono esposte le persone con disabilità riguardano l’assunzione con i contratti di lavoro precario e l’attribuzione di basse qualifiche”. E’ evidente, per la Feish, che ci sia una “urgente necessità di modificare le politiche, i servizi, gli incentivi, i controlli per una reale inclusione lavorativa”. A partire dall’emanazione delle Linee guida per il collocamento micrato, come ricorda il presidente della Fish Vincenzo Falabella, “previste dal decreto legislativo 151/2015, uno strumento di indirizzo essenziale. Ma manca anche un’altra importante attuazione di quello stesso decreto – aggiunge: la costituzione della Banca dati sul collocamento, strumento fondamentale per il controllo e per le politiche attive. Entrambi gli atti spettano al Ministero del Lavoro cui FISH si rivolge ancora una volta per sollecitarne l’adozione. Si ricerca e richiede inclusione anche per uscire dal ghetto dell’assistenzialismo – conclude – Si invoca una cultura nuova fondata sui diritti umani e sulle pari opportunità, una visione che produca effetti reali e ricadute concrete sulle condizioni di vita di migliaia di persone con disabilità”.

Seeing Ai, strepitosa app per individuare testi e oggetti.

Da qualche tempo già utilizzo con grande soddisfazione la app Seeing ai. Disponibile per iphone e sviluppata da Microsoft, che può riconoscere testi attraverso la telecamera, senza scattare le foto, semplicemente puntandola sul foglio. Si possono riconoscere documenti con una maggiore precisione scattando una foto con una guida vocale che permette di mettere a fuoco il testo. Può riconoscere i qr code e i codici a barre dei prodotti, può descrivere uno scenario, riconoscere le banconote, dare un beedback sonoro della luminosità e perfino riconoscere, ancora con difficoltà, gli scritti a mano.
Sviluppata da Microsoft appunto, è basata su algoritmi che utilizzano il riconoscimento visivo: sono così sofisticati da riuscire anche a capire l’umore delle persone.
L’intelligenza artificiale che colora le tue foto in bianco e nero.
Il riconoscimento visivo da parte delle intelligenze artificiali non viene applicato soltanto per ragioni di sicurezza. Infatti, questo tipo di tecnologia viene messa in campo anche per aiutare le persone ipovedenti o non vedenti. SEEING AI è un’applicazione che utilizza algoritmi di intelligenza artificiale (basati sul deep learning), per riconoscere gli oggetti e descrivere il loro aspetto con una traccia audio. In questo modo, gli utenti possono riconoscere il mondo che li circonda.
Lanciata nel 2017 da Microsoft e disponibile solo per iOS, SEEING AI ha una nuova funzionalità che permette agli utenti di “toccare quello che hanno davanti”. Infatti, una volta toccato l’oggetto o il soggetto sullo schermo, è possibile ascoltare una loro descrizione.. E se si tratta di una persona in carne ed ossa «l’app riesce a descrivere l’aspetto fisico e a prevederne anche l’umore», ha scritto in un post il responsabile del progetto Saqib Shahik. Infine, la descrizione vocale permette anche di ricostruire la distanza tra un oggetto e un altro.
In pratica, scattando la foto di una stanza ad esempio, poi è possibile esplorarla col dito individuando gli oggetti: la porta, la scrivania e gli altri oggetti riconosciuti.
Il riconoscimento visivo era già presente nella prima versione dell’applicazione, ma con la nuova funzionalità è possibile aggirarsi per gli spazi e gli ambienti per capire dove sono gli oggetti o le persone che, ad esempio, possono essere viste solo muovendosi verso di loro. Insomma, l’app vuole offrire un’esperienza completa della realtà che circonda l’utente.
In questi ultimi giorni, Google ha reso disponibile LOOKOUT: un’applicazione che funziona in modo molto simile a SEEING AI. Disponibile sui telefoni Pixel (per ora solo negli USA), fornisce informazioni sugli oggetti inquadrati dallo smartphone.
Confidiamo in una prossima traduzione in italiano per apprezzarne ulteriori possibilità.

Greta, l’asperger e la strumentalizzazione dei grandi.

Alessandria: Riporto un articolo da Vanity Fair.it del 19.03.2019. Si può dissentire, dibattere, ma non instillare sempre il veleno dell’odio. La vergogna non è solo nei social ma in ogni parola che si sente al bar, negli uffici, nelle tv di cosiddetta opinione. Bisogna spezzare questo filo nero che sta avvolgendo troppe cose in questo mondo. E’ pericoloso voler sempre ghettizzare nel ruolo di Persona Malata: forse non è vero che l’ambiente è degradato? la globalizzazione sta uccidendo le particolarità delle culture, anche se è una persona con asperger a dirlo? Mi domando, ma dovevamo sentircelo dire da lei oppure potevamo accorgercene noi? e ancora, il fatto che molti non sappiano esattamente cosa è l’asperger o che i ragazzi che scioperano non abbiano la minima idea di cosa sia il buco dell’ozzono cambia lo scopo di questa rivendicazione?
Diverse persone hanno sentito la necessità di sminuire il lavoro e il carisma dell’attivista svedese, parlando della sindrome in termini scorretti. Ne abbiamo parlato con la terapista Marya Procchio dell’ASA.

«Senza l’Asperger, non avrei lottato così». Greta Thunberg, l’attivista sedicenne per il clima, ha sempre parlato della «sua» sindrome come un «dono»: «Se fossi stata come tutti, avrei potuto continuare come tutti gli altri. Avrei potuto rimanere bloccata nel social game, galleggiare nelle convenzioni e nel tran tran, e continuare come prima. Ma non posso, anche volendolo. La mia sindrome fa sì che io veda il mondo o bianco o nero, senza vie di mezzo», ha raccontato al Financial Times. «E che senta l’esigenza improrogabile di salvarlo». Eppure, i suoi detrattori l’hanno accusata di essere una ragazzina strumentalizzata (Nadia Toffa), «personaggio da film horror» (Rita Pavone), «malata di autismo» (Maria Giovanna Maglie). Continua a leggere “Greta, l’asperger e la strumentalizzazione dei grandi.”

Elogio della condivisione: pro o contro?

Fè divertente darmi un tema e cercare di svolgerlo con tutti i miei limiti. Oggi vorrei condividere qualche pensiero sulla condivisione: il concetto di condivisione, la sua essenza, il perchè si condivide o non si condivide.
Ora con i social troviamo tutti gli strumenti per condividere, pensieri, immagini, video, grandi verità e colossali cavolate. Ma: si tratta di reale condivisione, cioè, condividiamo cose nostre o ci limitiamo a girare cose non nostre? Siamo tutti copiaincollatori doc, al punto che a volte incolliamo imprecisioni, strafalcioni pregiudicando la qualità di quanto si condivide.
Ma, andiamo per ordine, cosa è la condivisione. Potremmo definirla come: l’utilizzo in comune di una risorsa, o l’uso congiunto di un bene. Si può anche riferire al libero uso di una informazione? certo che si. Ci voleva lo scrittore e drammaturgo George Bernard Shaw per riassumere in una frase l’importanza della condivisione per il progresso di una società:
«Se tu hai una mela e io ho una mela e ce le scambiamo, allora tu e io abbiamo sempre una mela ciascuno. Ma se tu hai un’idea e io ho un’idea e ce le scambiamo, allora entrambi abbiamo due idee»
Proprio bella! Condivisione allora è per necessità: siamo animali sociali e dobbiamo condividere oppure eliminarci vicendevolmente. Tim Kring, il regista e sceneggiatore che ha firmato Touch, uno dei serial filosofici di maggior successo negli Stati Uniti, è partito proprio da questa certezza:
«Noi abbiamo l’impulso innato di condividere le nostre idee. Il desiderio di essere ascoltati risponde al nostro bisogno di comunità: per questo continuiamo a mandare segnali. E per questo li cerchiamo negli altri» Continua a leggere “Elogio della condivisione: pro o contro?”

Una vita da “il collegio”: tra reality e ricordi.

Avevo programmato di andare a dormire ma, passando in cucina per bere il solito bicchiere di acqua, ho trovato la tv accesa sul reality “il collegio”. Dopo qualche secondo di indifferenza ostentata per non cadere nella trappola della tv, sono rimasto colpito dalla potenza di questo esperimento: forse perchè anche io qualche anno dopo la data di ambientazione del reality 1961, ho frequentato il collegio sperimenhtando gli stessi metodi, le stesse dinamiche.
Per chi non lo ha visto, si tratta di un gruppetto di ragazzi dall’età variabile tra i 14 e i 17 anni, teletrasportato in un collegio degli anni 60, con tutto quello che ne consegue in termini di metodi autoritari, abitudini, dinamiche eccetera. Dei ragazzi di oggi, alle prese con gli esami di terza media di allora da superare. Dal contrasto tra quello che sono i ragazzi di oggi e le loro abitudini e il dover essere come ci si aspettava da un adolescente nei primi anni 60 il cortocircuito si è rivelato molto interessante e anche divertente, sicuramente una esperienza che doveva essere vista da genitori e ragazzi insieme. Per i ragazzi, selezionati in modo da avere uno spaccato geografico e sociale composito tra quanti si erano proposti (con l’avvallo e talora la spinta di genitori esasperati), è stato un salto indietro nel tempo che ha comportato cambiamenti anche traumatici: non solo l’obbligo ad abbandonare gli smartphone (nella prima puntata si vede il loro tentativo per aggirare l’imposizione), ma quello di adeguare ai tempi abbigliamento (tutti in divisa, e persino con la biancheria fornita dalla produzione e quindi «vintage»), pettinature (con conseguente passaggio dal barbiere), di rinunciare a piercing e trucco, cambiare regole di comportamento, studio, alimentazione, tempo libero. «Da una libertà quasi totale si sono trovati in un mondo fatto di regole.
Come hanno reagito i ragazzi? Pur con i dovuti distinguo («C’è stato di tutto: rivolte, un’espulsione, uno sciopero delle lezioni»), alla fine i ragazzi si sono adeguati e abituati. «La cosa di cui più hanno sofferto forse maggiormente è stata la lontananza dalle famiglie: alcuni non si erano mai separati dai genitori. E infatti due non ce l’hanno fatta e si sono “ritirati”; ma anche l’assenza degli smartphone: proviamoci pure noi! Per il resto, sorpresa e curiosità l’hanno avuta vinta sulle difficoltà. Oltre alla «voglia di farcela». Alla fine non solo hanno scoperto un modo diverso di rapportarsi tra loro, ma anche la forza della solidarietà e della comunità come non le avevano mai provate. «Una delle più “scapestrate” tra le ragazze ha definito l’esperimento come “l’esperienza più bella della mia vita”. E il giorno dell’addio è stato accompagnato da lacrime e abbracci. «Certo, effetto della condizione di chi vive a stretto contatto e isolato dall’esterno per un periodo abbastanza lungo, ma anche del fatto che i ragazzi a quell’età vivono le proprie emozioni in modo più intenso e senza freni né filtri». Per quanto riguarda la presenza delle telecamere, «sono state ben presto dimenticate, quasi che una generazione abituata a riprendersi e farsi riprendere non vi prestasse più alcuna importanza. Per quanto mi riguarda è stata una vera emozione: non so come reagirei oggi, forse mi ribellerei più ancora dei ragazzi ma, so anche che quella vita mi ha temprato: la solidarietà nella precarietà ne esce notevolmente rafforzata, e Dio sa quanta solidarietà manca oggi e quanta ce ne vorrebbe.

Lettera aperta ai leaders della città di Alessandria.

Cari leader della città,

siamo i rover e le scolte (ragazzi dai 16 ai 21 anni) dei gruppi scout Alessandria 1 e Alessandria 3.

Ogni anno ci ritroviamo insieme per celebrare una giornata importante per lo scoutismo: il Thinking Day.

In questa data ricordiamo il compleanno del nostro fondatore Robert Baden-Powell ed è sempre un’occasione di incontro e confronto su grandi tematiche di interesse per la nostra comunità.

Quest’anno il tema proposto era la leadership e abbiamo ascoltato le testimonianze di alcune persone provenienti dallo scoutismo e che ricoprono un ruolo di leader in diversi ambiti: dal volontariato alle istituzioni, dalla scuola al mondo del lavoro.

Abbiamo poi voluto metterci in gioco per individuare alcune problematiche del nostro territorio per cercare insieme di offrire delle soluzioni, nello spirito di cittadinanza attiva e partecipazione che lo scoutismo ci insegna.

 

Di seguito troverete alcune delle nostre proposte.

Vi informiamo che questi progetti sono frutto di una simulazionegiocata in cui ogni squadra poteva lavorare a una sola problematica, scelta tra diverse criticità portate all’attenzione da ciascuno di noi. Ogni gruppo ha poi conquistato determinate risorse e strumenti utili alla realizzazione del progetto (budget, licenze, collaborazioni, risorse umane, ecc.) che, ribadiamo, sono frutto di una simulazione/un gioco e che quindi non sono stati modulati sulle vere esigenze e disponibilità dell’eventuale progetto.

 

COLLEGAMENTI CON LA PERIFERIA E TRASPORTI PUBBLICI

Il problema di cui vorremmo discutere è una rete di trasporti pubblici troppo poco efficiente in periferia, con svantaggi nei confronti di chi ci vive, specialmente i giovani e gli anziani. Proponiamo una cooperazione con ditte o aziende specializzate in trasporti e relative tecnologie al fine di avere un impatto ambientale minore e costi contenuti. Questa collaborazione offrirà inoltre l’aiuto di professionisti che eserciteranno controlli per non avere evasori. Il budget è contenuto e servirà per finanziare il primo anno di progetto per l’intera rete di trasporti sia limitrofa che cittadina.

 

ASSENZA DI MOMENTI DI CONFRONTO E SVAGO TRA I GIOVANI RAGAZZI ALESSANDRINI

Nome del progetto: “È tempo di svecchiare”

Problema: assenza di momenti di confronto e svago tra i giovani ragazzi alessandrini

Progetto: organizzare eventi culturali come concerti, conferenze, laboratori e manifestazioni sportive utilizzando spazi locali poco valorizzati (come la Cittadella, la Caserma Valfré, il Forte Acqui, la Casa di Quartiere, il Campo Scuola) e l’Università.

Tempi: 1 ogni 2 settimane

Risorse a disposizione: pubblicità, manifesti, tecnologie, risorse umane >10, spazi/ufficio, professionisti del settore.

Svolgimento del progetto: coinvolgimento di giovani alessandrini come risorse umane, che si occupino di creare le pubblicità sui manifesti, di contattare i professionisti (professori, musicisti, scrittori, atleti…) per organizzare gli eventi trovando lo spazio/luogo adatto. Sfruttare le tecnologie in base al budget che disponiamo e alle risorse di cui il posto dispone.

 

ASSEMBLEE DI ISTITUTO CON CONTENUTI POCO STIMOLANTI E OCCASIONI FORMATIVE LIMITATE IN AMBITO SCOLASTICO

Nome del progetto: “Creiamo cultura insieme”#investinyourfuture

Problematica: assemblee di istituto con pochi contenuti e occasioni formative in ambito scolastico limitate

Tecnologie: strumenti di supporto alle conferenze

Intervento di professionisti ed enti associativi

Esempi di conferenze: educazione sessuale, sensibilizzazione alla differenziata, introduzione a professioni innovative, sensibilizzazione/educazione civica, relazionarsi con le diversità, educazione al giusto utilizzo delle tecnologie.

 

CREAZIONE DI UN’AREA VERDE PER IL TEMPO LIBERO E LO SPORT

Indirizzata al Sindaco:

La contattiamo per richiedere una sua opinione in merito alseguente progetto: la creazione di un’area verde dedicata al tempo libero e all’attività sportiva.

Avendo a disposizione un budget consono e un appezzamento di terreno in Zona ORTI, abbiamo la possibilità di realizzare un sentiero/percorso salute e di pagare le risorse umane necessarie. Proponiamo anche la collaborazione con enti che possano mettere al servizio degli altri le proprie capacità. Le licenze ristorazione che abbiamo ottenuto ci permetteranno di realizzare un punto ristoro in un luogo panoramico lungo il percorso.

Vorremmo infine proporle l’utilizzo della tecnologia per pubblicizzare l’iniziativa sulle piattaforme social network e per la costruzione di attrezzi sportivi che verranno posizionati nell’area verde. 

 

Vi ringraziamo per l’attenzione e speriamo che queste proposte non restino solo idee ma possano diventare progetti concreti per lasciare questo mondo un po’ migliore di come l’abbiamo trovato!

 

Buona Strada

 

Clan del Nord AL1 & Clan Croce del Sud AL3