Momenti di poesia – Quasi indolore – di Paola Cingolani

Esci
da questo stato
di confusione
solo
se rientrassi
nella piena
consapevolezza
di te
potresti
salvarti.
Forse.
Tuttavia
ho idea
sia troppo
e tardi.

I castelli
si fanno
in terra
non in aria.

Cadrai
come tutti
dalle nuvole
anche tu.

Resta
quasi indolore
è la sabbia
che s’asciuga.

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@lementelettriche 15/09/2019 versi di Paola Cingolani

Momenti di poesia – Il cielo non si smezza, mai – di Paola Cingolani

Pensatevi in modo anticonvenzionale: è nell’insolito la vera, grande scoperta.

Pensatevi fuori dagli schemi: non vivete come foste in gabbia, la ruota è dei criceti.

Pensatevi liberi e senza regole comuni: il vostro sentire appartiene solo a voi.

Pensatevi solidi: siate la scogliera dove, anche le onde più forti, s’infrangeranno.

Pensatevi unici: non aspettate l’altra metà del cielo, il cielo non si smezza, mai.

Pensatevi indipendenti: nessun burattinaio reggerà mai il filo d’una marionetta sola.

Pensatevi innamorati: amatevi, accettatevi, se non ne sarete capaci nessuno lo farà.

Pensatevi senza tempo: l’unica cosa non ipotecabile è l’esistenza degli esseri umani.

Pensatevi profondamente: indagate in voi, sguazzate negli abissi del mare che siete.

Pensatevi tanto pazzi da folleggiare, tanto umani da soffrire, tanto belli da sorridere..

Pensatevi così veri da essere, così concreti da non apparire, così giusti da volerlo dire.

Pensatevi stelle cadenti: non siete lampadine accese né intermittenti.

Pensatevi intellettualmente, eticamente, umanamente degni d’essere detti onesti.

Pensatevi affamati di conoscenza prima ancora che di cibo.

Pensatevi tanto diversi immaginando un bellissimo lemma: migliori.

Pensatevi con il coraggio di rimettere tutto in discussione in ogni istante.

Pensatevi senza le false illusioni di ieri o non potrete costruire né l’oggi, né il domani.

Pensateci sempre perché, là dove finisce ogni ovvietà, magicamente iniziate voi.

 

 

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(15/09/2017)  @lementelettriche by Paola Cingolani

ANGOLO DI POESIA: “DITTICO SUL CARBURANTE” di Izabella Teresa Kostka

DITTICO SUL CARBURANTE (aderente al movimento del Realismo Terminale)

Politica?

È una squallida puttana
venduta per qualche euro,
una marionetta appesa alle corde
tirate dagli Dei dell’Olimpo.

Motore in avaria
alimentato dall’alterato carburante.

Non ci appartengono questi giorni di piombo,
solubili accuse di cianuro,
velenosi dibattiti televisivi
che ignorano le aspre lagne del popolo.

Siamo rinchiusi in un supermercato
con scaffali di illusioni,
raccogliamo i punti per la pensione
contando su un premio a fine stagione.

Non ci appartengono le albe prive di luce
oscurata dallo smog pagato caro
che toglie voce ai piccoli uccelli
scartando i loro canti come rifiuti.

Ridateci la libertà
il carburante della vita!

Izabella Teresa Kostka, 2018
Scritto per l’evento dedicato alla libertà d’espressione organizzato dal Museo Spazio Alda Merini a Milano in collaborazione col Movimento del Realismo Terminale.
Edito, tutti i diritti riservati.

Momenti di poesia – Un infinito gioco delle parti – di Paola Cingolani

Alcuni sbattono assai fragorosamente le porte
credendo che quel tonfo sordo faccia spavento
e probabilmente c’è anche chi se ne prende cura.

 

Altri fanno estrema attenzione e incedono piano
evitando di urtare chi sta già oltre la stessa soglia
e naturalmente ricevono ben più consensi e favori.

 

Poi ci sono quelli che si identificano nel muro
aiutando le porte battenti a schiacciare gli altri
e io adoro l’idea che sconquassino alcune ante.

 

Per ogni soglia c’è una porta.
Per ogni porta una maniglia.
Per ogni muro c’è una crepa.
Per ogni ferita una cicatrice.
Per ogni livido una carezza.
Per ogni angoscia un’empatia.

 

Ogni tempo passa e scorre.
Ogni inizio ha una sua fine.
Ogni tutto muta in niente.
Ogni niente è stato un tutto.
Ogni realtà diventa irreale.
Ogni virtuale diviene reale.

 

Un infinito gioco delle parti
e chissà dove ci siamo posti
– avremo mai bussato?
– avremo mai scalfito muri?
– avremo più ferito o più curato?
– avremo mai capito se è reale?
– avremo mai veduto il virtuale?
– avremo sempre colto il momento?
e chissà quante labili certezze
ci sfioreranno senza risposte
o quante domande mal riposte.

 

Rinnovarsi ogni giorno è un’arte nobile
riconducibile ad una questione di stile
l’approccio con le infinite stanze è variabile
e sicuramente non ci sarà mai dato a capire.

 

 

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@lementelettriche 14/09/2019 Paola Cingolani

Momenti di poesia. La regina dei gabbiani di Maurizio Coscia (Sargon).

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Stese sulla carezza del vento,

ali aperte conquistano

una direzione.

E restano in volo

corpi piumati,

brizzolati,

che virano,

fendendo l’aria,

girano come fossero su di una giostra.

E, poi, scendono,

atterrando su zampe a stelo,

balzellano,

cercando tra i grani di sabbia

e sbattono ancora le piume.

Qualcuno li osserva:

si avvicinano cauti,

si allontanano veloci,

diffidenti o fiduciosi?

Lei è là,

una ragazza dalla voce sciolta,

legata alla sua telefonata,

seduta sulla sabbia,

sulla riva della spiaggia,

mentre pezzi di pane

volano via dalle sue mani.

Ecco…

tornano indietro.

La regina dei gabbiani

li ha tutti attorno

ha creato la sua corte…

i gabbiani,

che conquistano il pezzo di pane,

improvvisano il loro gorgoglio acuto

che è come un verso di ringraziamento

nel becco aperto,

rivolto verso l’alto,

innanzi alla regina.

La telefonata continua.

 

 

 

 

 

 

 

 

“CANTANDO ALLA VITA” – appuntamento teatrale del “Verseggiando sotto gli astri di Milano”

PRO MEMORIA
Siamo in attesa del patrocinio del comune ma ancora fino al 25 settembre potete candidarVi per partecipare alla serata teatrale del Verseggiando con:

• un recital lirico della cantante soprano Sofia Riva, al pianoforte il M° Francesco Parravicini
• le recite degli attori Elisabetta Fabbri ed Enzo Brasolin
• le note incantevoli del cantautore Corrado Coccia e il M° Vito Silvestro al sassofono.

Tutti i dettagli nel link allegato:

https://verseggiandosottogliastridimilano.wordpress.com/2019/07/23/31-verseggiando-a-teatro-cantando-alla-vita-selezione-partecipanti-fino-al-25-settembre/?preview=true

Izabella Teresa Kostka

#izabellateresakostka

#verseggiando

https://verseggiandosottogliastridimilano.wordpress.com

Momenti di poesia – Mimetizzando i nostri dolori – di Paola Cingolani

L’umanità non è stanziale
le cose cambiano _ tutte _
così le nostre sensazioni

generando altre emozioni.

Idee in un continuo divenire
si incontrano _ e scontrano _
per prendere il sopravvento
su logiche o tempistiche note.
Ogni volta c’è uno spettacolo
arti varie _ comicità o drammi _
su di una grande giostra dove
posti a girare siamo solo noi.
Ci mascheriamo da pagliacci
per non farci vedere acrobati
ma dobbiamo truccarci il viso

mimetizzando i nostri dolori.

 

 

Rimel Neffati

Rimel Neffati Photo – @lementelettriche 12/09/2019 Poetry by Paola Cingolani

 

 

Gran Galà al Palazzo Fogaccia a Clusone il 21 settembre 2019, in occasione del 4° Anniversario del programma culturale ciclico internazionale “Verseggiando sotto gli astri di Milano”

Ci stiamo avvicinando al 21 settembre: Gran Galà in occasione del 4° Anniversario del programma culturale ciclico internazionale “Verseggiando sotto gli astri di Milano” presso lo spettacolare Palazzo Fogaccia a Clusone (BG).
La serata unirà la DANZA, il TEATRO, la MUSICA e ovviamente la POESIA e tutto questo nella storica e affascinante cornice di una delle più belle strutture della nostra zona. Il conto alla rovescia in corso!!!! Seguirà la cena. Tra gli Ospiti:
– Società di Danza ( danze ottocentesche in costume)
– “Poeticanti” con la loro magia
– Enzo Brasolin e Domitilla Colombo con un breve spettacolo preparato per questa solenne occasione
– Corrado Coccia e Vito Silvestro tra le note del pianoforte e del sassofono
– Poeti “Verseggiatori” invitati
Per ragioni organizzative e di sicurezza l’ingresso è consentito esclusivamente sull’invito.
The final countdown!!

Izabella Teresa Kostka

#verseggiandosottogliastri

#izabellateresakostka

#anniversario

verseggiando.eventi@yahoo.it

poezja@mail.com

Momenti di poesia – Non è riempimento vano – di Paola Cingolani

L’amore è qualcosa di cui tutti
si riempono la bocca
_ fiumi di parole _ dette e scritte
tanto che
così fosse
il mondo sarebbe ben differente.
L’amore non è quello che si dice.
L’amore non è quello conosciuto.
Sono tutte questioni poco pensate
_ troppo di pancia _ e inflazionate.
Non è un palliativo né è una cura
e _ se manca la fiducia _ non c’è.
Non è riempimento vano
a tempo più o meno determinato
non lo si congela
non lo si baratta
non è l’inesistenza
non ci si adegua senza
non prevede sostituzioni
non si rimedia la mancanza
non è cosa da replicanti
non ci si può illudere
non da soli
non ciclicamente _ si deve dubitare _
specie quando d’altro non resta niente.
Comprarsi un cane o un gatto aiuta
è salutare _ impegna meno _
perché dire ti stimo ha più valore
quanto meno non si acuisce
perché la fiducia non si affievolisce.
L’amore vero lo si tace
non se ne fornisce indizio
non se ne da alcuna nuova
esso è di pertinenza solo di chi lo prova.

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@lementelettriche 11/09/2019 Paola Cingolani

Momenti di poesia – S’è estinta la tua parola – di Paola Cingolani

? un punto di domanda
_ ché troppe cose non conosco _
uno per gli amori
uno per i dolori
uno per il detto
uno per il non detto
uno per tutto ciò che non so

? un punto interrogativo
_ uno per ogni cosa _
ché con l’estinguersi della tua parola
hai riacceso e ridato più vita alla mia

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Anna O. Photography @lementelettriche Poetry – 10/09/2019 Paola Cingolani

 

“SCATTI QUOTIDIANI” nella PROSA POETICA di DAVIDE MORELLI

Foto Pixabay

(by I.T.K.)

Sono scatti quotidiani ripresi con una penna per diventare immortali: prosa poetica oppure acquerelli contemporanei nati da uno spiccato senso di appartenenza ai luoghi della vita di ogni giorno. Una specie di diario informale in cui Davide Morelli raccoglie gli istanti dell’umano vissuto così familiare a ciascuno di noi.

Sembra il ragazzo della porta accanto e i suoi “schizzi letterari” rispecchiano la sua / nostra realtà senza pretese, le immagini verbali vengono trasmesse con semplicità e naturalezza.

Si sfogliano con piacere le parole di Morelli, ci si ritrova facilmente coi piedi per terra senza sentirsi diversi. Tutto diventa ARTE, merita di essere raccontato, ricordato, assaporato come una focaccia in un giorno qualsiasi.

Ci piace questa scrittura diretta senza trucco, distante da ogni pathos e retorica artificiale. Davide Morelli non spiazza ma accoglie, offre “da bere” come un amico e questa purezza d’espressione diventa irresistibile.

Izabella Teresa Kostka, 2019

TRE TESTI SCELTI

Stanziale:

Non andrò mai ad Alassio. Non tornerò a Follonica. Nessuno mi invierà cartoline da là. Non idealizzo più paesi e città lontane. Mi basta questo entroterra, questa pianura. Non ho bisogno di andare lontano per sentirmi solo, nuovo o assurdo. Mi basta la mia cittadina. Mi dicono ancora qualcosa le sue strade, i suoi cortili, i suoi sottopassaggi, i suoi ponti. Mi dice ancora qualcosa la mia cittadina, anche se so a memoria i suoi posti e i suoi luoghi di ritrovo. Tutti i posti in cui sono stato non rappresentano più desideri e neanche causano nostalgia. Questa cittadina ha già visto abbattere tutti i miei sogni. Non prendo più treni. Mi limito ad osservare la gente che vi scende e vi sale. Un tempo il predellino era sinonimo di libertà. I viaggi non mi appassionano più. Sono molto più abitudinario e stanziale. Un tempo per me Pontedera era solo un dormitorio. La mia cittadina non è più paese e non è ancora città. Qui si conosce tante persone di vista e per sentito dire. È difficile fare amicizia. Ci si tiene stretti gli amici di infanzia, gli amici di una vita. Qui le persone si incontrano spesso sul corso. Io di tanto in tanto passo davanti all’ospedale o davanti al cimitero e ringrazio Dio di essere lì senza un motivo particolare, solo per sgranchirmi le gambe. Ogni tanto chiedo se ci sono novità. Raramente succede qualcosa. Qui la vita scorre a rilento rispetto alle grandi città. Pontedera è baricentrica. È vicina a Firenze, Livorno, Pisa, Lucca, il mare. Ora c’è anche la circonvallazione e tante rotonde hanno sostituito i vecchi semafori. Ad una certa ora però il centro è quasi deserto. C’è una sorta di coprifuoco. Starò qui forse fino a che la morte non verrà a prendermi. Ho sempre pensato che Dio o chi per lui accende e spegne le vite con la stessa facilità con cui noi accendiamo o spegniamo la luce nelle nostre stanze. Per il resto si invecchia o si muore. Terzo escluso. Forse qui la vita continuerà ad essere sempre uguale.

Lettera durante un microrisveglio:

– Mi sono svegliato da poco. Ho già dormito diverse ore. Mi sono svegliato di soprassalto. Ho fatto un incubo ma non mi ricordo niente al risveglio. Alle otto ero già a letto, anche se sai che ho dei microrisvegli. Ho mangiato una sfoglia comprata alla Coop. Ho bevuto un poco di acqua. Mi sono fatto la barba. È una sensazione molto piacevole farsi la barba dopo che il barbiere ti ha fatto le basette. Ho usato la matita emostatica. Niente di che. Per farmi i capelli ho speso quindici euro. Sono andato da un barbiere nuovo, abbastanza vicino a casa. Gli ho detto di farmi i capelli molto corti ma non come un naziskin. Ha riso. I miei capelli prima erano una massa informe. A volte penso di essere troppo trasandato. Il vecchio barbiere forse è morto. Aveva ottantacinque anni circa ad occhio e croce. Ora c’è questo che ha aperto bottega da poco tempo a poche decine di metri da dove aveva il negozio il vecchio. Il barbiere è un tipo sulla quarantina. Per fortuna non si è messo a chiacchierare. Era tutto concentrato sul suo lavoro o forse più semplicemente si sapeva fare gli affari suoi. Non ha ancora mobili e neanche aria condizionata. Teneva la porta aperta; mi è sembrato un tipo tranquillo e simpatico. Sai che prima di me c’era un novantenne a farsi i capelli? Ma anche dopo di me c’era un altro novantenne. L’età media si è allungata. Si conoscevano tra di loro. Erano tutti e due ancora autonomi e in buona salute. Si sono messi a parlare. Entrambi c’erano ancora con la testa e ad entrambi era stata rinnovata la patente. In sottofondo alla radio passavano Azzurro cantata da Adriano Celentano e scritta da Paolo Conte. Alle nove di mattina di un giorno feriale dal barbiere vanno soprattutto pensionati e disoccupati. Azzurro era una canzone del 1968: l’anno della contestazione giovanile, l’anno del parricidio. Quella canzone invece rammentava perfino di un prete all’oratorio. I sessantottini forse l’avranno definita piccolo-borghese. Chissà se aveva significato qualcosa quella canzone per i due vecchietti? Chissà che aveva significato per loro? Chissà come erano e cosa facevano loro nel 1968? Ogni tanto mi vengono questi pensieri metafisici quando ascolto una bella canzone o guardo un quadro. Era venuto il mio turno. Guardavo allo specchio come mi tagliava i capelli. Procedeva speditamente. Usava la macchinetta. Ho pagato il conto. Mi sono catapultato fuori. Era una nuova giornata afosa. Aria bassa. Il sole spioveva giù dai tetti. Guardavo vetri, finestre, tapparelle dei palazzi. Poco distante c’era l’ospedale. Poi più in là la ferrovia. Ieri sera mi ha telefonato il mio unico amico qui a Pontedera. Andremo a prendere un gelato insieme prossimamente. Gli ho detto che non trovavo nessun lavoro: cercano persone in età di apprendistato o persone con esperienza pluriennale. Qui è crisi. Così pensavo, mentre guardavo dal finestrino i campi di grano di cui piccioni si cibano in abbondanza. Non sopporto l’estate perché è caldo e ci sono i forasacchi pericolosi per il mio lagotto. Già una volta è stato operato. Non farò vacanze. Neanche un giorno. Non andrò da nessuna parte. Per ora è tutto. Vado a farmi un caffè.

Con mio padre:

È sabato. Dobbiamo fare rifornimento di GPL. Fermiamoci al distributore. Speriamo che sia aperto. Prendiamo quella strada che porta alle colline. Quella strada tortuosa da cui si vedono i calanchi, una serie di agriturismi e le macchine parcheggiate di chi caccia i cinghiali. Tu vai sempre avanti, anche se ci sono molti bivi. Non ti distrarre a guardare gli aerei. Per questo motivo ci sono stati diversi incidenti. Non prendere per la discarica. Questa strada fatta di saliscendi continui. Questa strada trafficata da turisti stranieri. Ogni tanto si vede passare dei pullman di altre nazionalità. Queste colline in fiore che viste da lontano si stagliano contro il cielo terso. Queste colline inondate da raggi di sole obliqui a questa ora del giorno. Alla fine troveremo un borgo con un hotel di lusso e una casa colonica in fase di ristrutturazione. Non è assolutamente detto che un volto simmetrico sia più bello degli altri. Scusatemi se salto di palo in frasca. Sono solo libere associazioni nelle ore di libera uscita. Io stesso mi sono condannato alla prigionia. Deve essere divertente annodare dei fili di aquilone. Deve essere divertente calpestare castelli di sabbia prima che ci pensino le onde del mare. Giorno dopo giorno mi sono costruito la mia cella. Stai attento quando arrivi a Montaione perché ci sono degli anziani che passeggiano al bordo della strada. Un tempo stringevo i pugni nelle tasche dalla rabbia, mentre camminavo nella nebbia. Ora è scomparsa la rabbia ed è sopraggiunta la rassegnazione. Guarda le case, le strade. Pensa a quanta gente c’è al mondo ma pensa anche a quanta solitudine c’è al mondo. Ognuno ha avuto i suoi cortili, le sue balere, i suoi istanti che voleva fermare. Tra me e te ventisei anni di differenza. Tu sei della prima generazione che non ha visto la guerra. Io figlio del benessere, poi impoverito. Forse tra pochi anni sarò povero. Tra pochi anni non ci saremo più e saranno poche le persone che ci ricorderanno. Forse dei parenti molto lontani. La mano di Dio ci schiaccerà come degli insetti. Ma ora babbo, è sabato. Andiamo in quelle colline che sanno di sangue e di morte. Poi ritorneremo a casa come se niente fosse.

NOTA BIOGRAFICA

Davide Morelli è nato a Pontedera nel 1972. Si è laureato in psicologia con una tesi sul mobbing. Alcuni suoi testi sono apparsi su “Nazione indiana”, “La mosca”, “Iris news”, “Poetarum silva”, “Il filo rosso”, “Poesia ultracontemporanea”, “Scuola di poesia”(rubrica del quotidiano “La stampa”), “Il segnale”, “Cartesensibili”, “Poesia da fare”, “La clessidra”, “L’ombra delle parole Rivista letteraria internazionale”, “Il sasso nello stagno”, “Yawp” (giornale di letterature e filosofie), “L’altrove-appunti di poesia”, “Larosainpiu”(blog letterario di Salvatore Sblando), “L’ottavo”, “Limina mundi”, “Scrittinediti”, “Osservatorio letterario”, “Poliscritture.it”, “Pi-greco trimestrale di conversazioni poetiche”, “L’archetipo”, “Erbafoglio”, “Il paradiso degli orchi”, “Segreti di Pulcinella”, “Ammirazioni” (di Roberto Corsi), “Oggifuturo”, “Inverso”, “Poiein”, “Sesto senso poesia”(a cura di Felice Serino). Un suo saggio breve intitolato “Scrivere” è stato pubblicato su Vicoacitillo. Il suo “Manifesto dell’impoesia” è stato pubblicato su “Yale Italian Poetry” per un’inchiesta internazionale sulla prosa poetica. 48 sue quartine sono state pubblicate su “Italian poetry review” x(rivista di poesia italiana della Columbia University). Ha pubblicato due ebook su LaRecherche.it: “Dalla finestra” e “Varie ed eventuali”. Ha pubblicato l’ebook “Cuore improduttivo” su Le stanze di carta. Collabora con il blog letterario Le stanze di carta(lestanzedicarta.blogspot.com). È un ex commerciante. Attualmente è disoccupato.

L’articolo pubblicato anche sul portale culturale internazionale “Verso – spazio letterario indipendente”:

https://versospazioletterarioindipendente.wordpress.com/2019/09/09/scatti-quotidiani-nella-prosa-poetica-di-davide-morelli/?preview=true

INTERVISTA AL CANTAUTORE LUIGI PAGANO: “Ho la sindrome dello zigano, ho bisogno di sentirmi straniero” a cura di Izabella Teresa Kostka.

Luigi Pagano

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INTERVISTA AL CANTAUTORE LUIGI PAGANO: “Ho la sindrome dello zigano, ho bisogno di sentirmi straniero” a cura di Izabella Teresa Kostka.

1. I.T.K.: Esiste un proverbio che dice “Vedere Napoli e morire”: per i tuoi fans internazionali sei il simbolo di un italiano D.O.C: solare, caloroso, estroverso, un affascinante e talentuoso artista, cantante. Raccontaci un po’ delle tue radici italiane e del legame indissolubile con la tua Terra d’origine.

Lp: Sono nato a Pompei in provincia di Napoli. Ho sempre vissuto sul mare dalla parte di Torre Annunziata (Oplonti). Dal balcone dove sono nato vedevo il Vesuvio, il monte Faito e un pezzettino di mare che oggi non si vede più a causa delle costruzioni ma se salgo qualche rampa di scale ne vedo ancora. Ho Vissuto per 25 anni in medioriente tra mare e deserto trovando un po’ di Napoli ovunque, nella musica e nelle culture arabe. Napoli è più vicina a Beirut che non a New York quindi Napoli è più Libano che America infatti, è la città meno americanizzata d’Italia. Le radici napoletane sono forti di una cultura secolare e noi napoletani siamo consapevoli di avere una grande storia per questo siamo orgogliosamente “TERRONI”. Ovunque vada porto sempre con me Napoli. Le canzoni che scrivo hanno il ritmo e le sonorità mediterranee, non sono ricercate ma escono spontaneamente dalla mia anima.

2. I.T.K.: Com’è iniziata la tua carriera artistica: l’hai sempre sognata oppure è iniziata in modo spontaneo, accidentale? Hai suonato coi più grandi artisti di fama internazionale, tra cui Paul McCartney, e con famose star del cinema, partecipando anche a numerosi importanti programmi televisivi. Ti va di parlarne?

Lp: In casa mia ci sono sempre stati degli strumenti, mio padre era appassionato di canto. Mio fratello di 10 anni più grande di me suonava la chitarra e per me lui è sempre stato un esempio così ho incominciato ad emularlo. Quando i miei genitori si sono accorti che avevo un po di talento mi hanno fatto studiare. Mio fratello qualche volta mi pagava le lezioni. Io non vengo da una famiglia ricca ma sicuramente da una famiglia ricca di valori. Mio padre ha fatto sì che tutti noi figli (4) studiassimo. Ho formato la prima band a 14 anni e poi qualche anno dopo ho incominciato a lavorare nei pianobar di Napoli e provincia e non solo.
Paul l’ho conosciuto alle Maldive quando con mia moglie Agnes suonavamo lì. Ci siamo restati per 7 mesi e Paul per 3. È stato più un rapporto personale che professionale. Quando finivo di suonare ci incontravamo nelle spiaggia sotto la sua villa e suonavamo le nostre chitarre fino al mattino. Paul mi ha insegnato l’umiltà. Più si è grandi e più si è umili.
Io e mia moglie Agnes abbiamo vissuto per 7 anni in Kuwait dove è nato il nostro unico figlio Riccardo. Lavoravamo per la Sheraton hotels ma spesso di mattina eravamo ospiti di un pogramma TV che c’è anche in Polonia con nome di DD TVN, in Kuwait si chiamava GOOD MORNING KUWAIT.
In Polonia dove vivo sono spesso ospite in programmi TV come JAKA TO MELODIA?, WIELKI TEST, DD TVN, MAMMA MIA, CAFÈ PIOSENKA, e spessissimo con la mia famiglia in SPRAWA DLA REPORTERA ecc, ecc. Non ho mai forzato la mano per arrivare e neanche bussato alle porte. Continua a leggere “INTERVISTA AL CANTAUTORE LUIGI PAGANO: “Ho la sindrome dello zigano, ho bisogno di sentirmi straniero” a cura di Izabella Teresa Kostka.”

Momenti di poesia – Sproloquiando monologhi – di Paola Cingolani

L’agonia dell’attesa vana
_ là dove non è il fato ad
imporla ma l’umanità _
sfibra ogni nervo
sfida la ragione
la scardina
completamente
e ci annichilisce
diventiamo duellanti
parole come lame
seguite da silenzi
gelidi come ghiaccio
_ polene s’infrangono

contro iceberg invisibili _

tempo dilatato
tempo sbagliato

tempo passato

ancora parole
parole inutili
e ci facciamo altro male
ché tacere non ci riesce
seppure lo vorremmo
né ci salverebbe più
così
se d’una morte s’ha da morire
la facciamo finita
_ ultimo gesto a muovere
l’insano nostro orgoglio _
sproloquiando monologhi
come mine innescate

eutanasie _ letali e fatali _

odiami con precisione
odiami con la ragione
ti dono la motivazione

Marc Lagrange NYMinute Polaroid 2011

Photo Marc Lagrange NY Polaroid – @lementelettriche 05/09/2019 Paola Cingolani