Piuttosto fatti carezza

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Ora _di grazia_ dovrei andarti bene?

 
In mezzo a tanta indifferenza

e a tanta maleducazione

_in un presente dove il fenomeno

più comune è la noncuranza_

io resto controtendenza.

 
Trovo irresistibili la gentilezza

come i gesti carini in genere

figurarsi quando sono coinvolta

_per quale che sia la cosa

o da chi che sia la persona_

e rigetto tutte le banalità.

 
 
A volte siamo in cerca di noi stessi

vagabondiamo in altri luoghi

dei noleggi spaziotemporali

_o facciamo ricorso ad altre

persone disponibili con noi_

e sono delle sfide palliative.
 
 
Quelli che sembra non si perdano

ci dicono di stare bene ovunque

ma suppongo non ci stiano

_neanche in compagnia del loro Ego

smisurato e represso ingiustamente_

chissà perché dovrei starci bene io?

 
 
Io mi pongo enne ed uno mila quesiti

ora _di grazia_ dovrei andarti bene?

Puoi scegliere in tutta franchezza

però parlami lievemente

piuttosto fatti carezza.

Paola Cingolani
23/03/2019

La poetessa Paola Cingolani è una nuova autrice del blog

La poetessa Paola Cingolani è una nuova autrice del blog

di Pier Carlo Lava

Siamo lieti di presentare una breve biografia della poetessa Paola Cingolani che da oggi è una nuova autrice della redazione di Alessandria today e presto i lettori che ci seguono avranno il piacere di leggere anche i suoi post.

Paola Cingolani PaUnaeTrina

“Paola Cingolani ha la peculiarità di scrivere con forza e chiarezza il suo mondo interiore.

Nei suoi testi affiora l’autenticità di chi la poesia l’ha assimilata e amata, l’ha fatta propria e riversata nella scrittura come un retaggio di pensiero che tutto abbraccia.

Un “ermo colle” dal quale osserva tutto ciò che accade e lo trasforma in versi di grande impatto emotivo.

C’è un senso epico della vita, quasi una richiesta di spiegazione divina all’esistenza, pur sapendo che le domande non saranno evase.

Vive il suo essere donna e poeta con fierezza, con la consapevolezza di chi sa che, oltre la bellezza, esiste anche il lato oscuro in ogni cosa, ma lo disvela, trasformandolo in un lirismo vitale, privo di formalismi, essenziale nella sua espressività.

La sua poesia assomiglia talvolta a un dialogare tra più anime, menti che annotano se stesse nella costante necessità di approfondire il senso della vita. E l’oltre.”

(By Cristina Bove)

Per la Giornata Mondiale della Poesia: sei liriche scelte di autori vari

(by I.T.Kostka)

In occasione della Giornata Mondiale della Poesia dedico a tutti i lettori “Sei poesie scelte” di vari autori contemporanei: Loredana Borghetto, Anna Vercesi, Giuseppe Leccardi, Candido Meardi, Massimiliana Pieri e Maria Rosa Oneto.

Buona lettura!

• LOREDANA BORGHETTO

PAROLE

Parole incise sulla carne
con pennini spuntati
lasciate a macerare
in una scatola di latta
cadono sul foglio
come respiri
che tremano appena
lacrime dolci
di pensieri traditi
raschiano cicatrici
di antiche ferite
coprono segni
di schiaffi
sul volto battuto
dalla vita.

Finalmente
navigano leggere
sulla schiuma del mare
accarezzate dai freddi
colori dell’alba
lanciando scaglie di luce
nell’abisso popolato
di orchi e di fate.

• ANNA VERCESI

POESIA AL MASCHILE

donna
donna ti chiamo
dalle tue costole
dai tuoi seni forse nascosti
è il desiderio che ti apre il volto negli occhi
parevan sipari chiusi
parevan sepolcri abbandonati
io so
che dietro a quella polvere respiri
voglio strappare le tue zavorre
voglio ghermire i tuoi lutti
sarò l’uomo che non hai mai ascoltato
sarò la voce che ti ha tradito
nel tuo ventre troverò i colori sperduti
la voce del padre che ti generò
OH DONNA
dal capo ostinato
dal volto ingabbiato
io ascolterò la tua carne
io abbraccerò i tuoi ginocchi
pregando che il tuo precipizio
diventi il mio
il tuo ventre non è l’autunno
è un’alba
che oggi esplode
OH DONNA
se sei mia
appartieni al vento
là da dove arrivo anch’io. Continua a leggere “Per la Giornata Mondiale della Poesia: sei liriche scelte di autori vari”

Eventi: “Il viaggio alla ricerca dell’uomo” – Verseggiando sotto gli astri di… Fagnano Olona

(by I.T.Kostka)

Nell’ambito della rassegna “Percorsi culturali” patrocinata dal Comune di Fagnano Olona e ideata dall’Assessore alla Cultura Giuseppe Palomba in collaborazione col poeta Claudio Mecenero, invitiamo all’evento organizzato nel ciclo culturale itinerante “Verseggiando sotto gli astri” dal titolo “Il viaggio alla ricerca dell’uomo”.

La kermesse si svolgerà presso Sala Magna delle Scuole E. Fermi in Piazza Alfredo Di Dio a Fagnano Olona (Varese), il 24 marzo 2019 alle ore 16.00 e vedrà la partecipazione di 14 poeti contemporanei (Umberto Barbera, Carmelo Caldone, Elisa Longo, Patrizia Varnier, Sergio Belvisi, Maria Teresa Tedde, Paolo Bossi, Luigi Maione, Antonio Laneve, Barbara Rabita, Tito Truglia , Antonio Vaccaro, Omar Gellera, Izabella Teresa Kostka).

Oltre al reading nel programma troverete una mini performance teatrale a cura dell’attrice drammatica Domitilla Colombo, un omaggio a Lawrence Ferlinghetti curato dal poeta Claudio Mecenero e, soprattutto, uno straordinario spettacolo di musica, voce, danza e arte visiva con la partecipazione di Ermanno Librasi (strumenti a fiato), Laura Zahira (danze) e Daniel Kolle (percussioni – voce).

Presenterà l’evento la scrittrice e poetessa italo – polacca, fondatrice e coordinatrice del programma “Verseggiando sotto gli astri” Izabella Teresa Kostka.

Ingresso libero e gratuito.

Vi aspettiamo numerosi!

ANGOLO DI POESIA: PATER MEUS di Izabella Teresa Kostka

Tanti auguri a tutti i Papà del Mondo!

PATER MEUS (PADRE MIO) – OJCZE MÓJ z tłumaczeniem na język polski

Padre mio che sei assente,
estraneo ad ogni mio pensiero,
un’immagine blanda sospesa nel nulla,
nello scrigno segreto della lontana infanzia,

vorrei conoscere i tuoi sentimenti
smorzati sugli scogli di tanti errori,
avere un giorno le spiegazioni
e le risposte per “ogni vuoto”.

Padre mio assai sconosciuto,
temuto, negato nell’adolescenza,
ti dedico oggi una preghiera,
un caldo abbraccio di conciliazione.

Pace sia con te ovunque tu sia.

PATER MEUS (OJCZE MÓJ)

Ojcze Mój, tak nieobecny,
obcy dla każdej mojej myśli,
jesteś obrazem zawieszonym w nicości,
w sekretnej szkatułce dalekiego dzieciństwa,

chciałabym poznać Twoje uczucia
rozbite na skałach minionych błędów,
otrzymać w przyszłości wytłumaczenie
i odpowiedzi “na każdą pustkę”.

Ojcze Mój tak mało znany,
unikany, odrzucony we wczesnej młodości,
dzisiaj dedykuję Tobie tę krótką modlitwę
i ciepły uścisk pojednania.

Pokój niech będzie z Tobą gdziekolwiek jesteś.

Izabella Teresa Kostka
Tratto dal libro bilingue – fragment z książki dwujęzycznej ” Si dissolvono le orme su qualsiasi terra / Rozmywają się ślady na każdej ziemi” CTL Editore Livorno 2017

EVENTI: LA PIUMA SUL BARATRO – maratona poetica di 27 ore a MILANO

(by I.T.Kostka)

Un evento straordinario di grande importanza e impegno civile per scongiurare la chiusura dell’emittente radiofonica Radio Radicale. Un’ imperdibile maratona poetica di 27 ore dal titolo “La piuma sul baratro”, a cura di Massimo Silvotti e Sabrina De Canio del Piccolo Museo della Poesia di Piacenza, con la collaborazione del poeta Mauro Toffetti, con il contributo della corrente del Realismo Terminale e con il sostegno morale e organizzativo di diverse associazioni e comunità letterarie – culturali (vedi la locandina allegata).

Numerosi poeti, musicisti, cantanti, artisti poliedrici, critici letterari di alto rilievo nazionale e internazionale tra cui il fondatore del Realismo Terminale M° Guido Oldani, il Prof. Giuseppe Langella e il Prof. Filippo Ravizza. Un vero collage artistico in una performance unica e ininterrotta a partire dalle ore 19.00 di sabato 16.03.2019 fino alle ore 22.00 di domenica 17.03.2019.

Luogo dell’evento:

Teatro Edi Barrio’s (sabato) e Barrio’s Live (domenica), Piazza Donne Partigiane, Milano.

Ingresso libero e gratuito.

Non mancate!

SMASCHERARE GRAY

HECHIZO VP

A pochi fortunati è stato concesso il dono dell’eterna giovinezza, in virtù di quale patto col diavolo o segreto condiviso, non ci è dato sapere. C’è da invidiarla questa schiera di (non) eletti dato che – attraverso i millenni – per la conquista di cotanto privilegio si sono scomodate intere mitologie, combattute le più leggendarie battaglie, consumati sacrifici in nome dei più disparati “graal”.

Il potere scorre nelle loro vene dorate, i loro volti brillano come diamanti indistruttibili forzosamente incastonati sui nostri schermi da maldestri orafi: gli artigiani della metainformazione.

Non invecchiano, non cedono: esteti dell’immutabile, divinità fuori dal tempo. Ma il trucco c’è, e si vede. Qualcuno infatti invecchia e si abbrutisce al posto loro: questo è il segreto. Il ritratto sul quale è stata gettata la maledizione del tempo siamo proprio noi, comuni mortali senza destino. Siamo noi la tela che riflette il volto avvizzito e il corpo deformato del potere intramontabile, siamo noi la tela di Basil che ammuffisce al posto del giovane esteta senz’anima. Viviamo ai piedi di un Olimpo la cui cima giunge al di là della verità e della menzogna.

La narrazione di questa grottesca mitologia continuerà all’infinito se non riusciremo a squarciare la diabolica tela in cui ci ritroviamo dipinti, divisi gli uni dagli altri e persino all’interno di noi stessi, come loro ci vogliono. Per farlo dovremo riprendercelo il destino smettendo di farne solo una questione politica o economica, trasformandola in una questione estetica.

Sia questo lo strappo, l’atto di civiltà che possa restituire alla tela la sua originaria bellezza, i suoi colori giovani… e al potere di questi strani giorni, i coerenti connotati di un vegliardo triste e sconfitto.

WWW.HECHIZOVP.BLOGSPOT.COM

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SPETTACOLO: POEMUS MUSIPÒ al TEATRO ALTA LUCE a MILANO

(by I.T.Kostka)

Sarete nei pressi della città di Milano sabato 23 marzo 2019? Se aveste voglia di assistere ad un originale spettacolo poetico musicale memorizzate questo evento!

Due artisti di grande fascino: la travolgente e intensa poetessa sarda detta “Fata Turchina” Maria Teresa Tedde e il carismatico e surreale cantautore milanese Corrado Coccia uniti in uno spettacolo, in un intreccio poetico musicale dal titolo “Poemus Musipò”. Con loro un sassofonista di grande bravura Vito Silvestro e tre Ospiti: Giovanni Ronzoni (architetto, poeta, artista poliedrico), Patrizia Varnier (poetessa, performer) e Izabella Teresa Kostka (scrittrice e poetessa italo – polacca, coordinatrice del programma “Verseggiando sotto gli astri”).

Un connubio perfetto tra poesia, musica e voce, tante emozioni, un battito cardiaco accelerato e, forse, qualche preziosa lacrima di commozione da ricordare per sempre.

Inizio spettacolo ore 20.30 presso Alta Luce Teatro, Alzaia Naviglio Grande n° 192, Milano.

Ingresso gratuito, per motivi strettamente organizzativi è consigliabile la prenotazione dei posti scrivendo al seguente indirizzo mail:

coccia@me.com

Buffet finale offerto dagli autori.

Vi aspettiamo numerosi!

Carnevale ambrosiano: concluso il salotto della poesia ironica “Scherzi in versi e musica con…pepsi”

(by I.T.Kostka)

Si è concluso sabato 9 marzo 2019 un pomeriggio di intrattenimento carnevalesco dal titolo “Salotto della poesia ironica: Scherzi in versi e musica con… pepsi”, tenutosi presso la suggestiva Chiesetta dell’Assunta di Cascina Linterno a Milano. L’appuntamento spumeggiante impregnato di poesia e musica ha fatto parte del programma culturale ciclico itinerante “Verseggiando sotto gli astri di Milano”, ideato e coordinato dal 2015 dalla poetessa italo – polacca Izabella Teresa Kostka. La kermesse è stata organizzata in stretta collaborazione con l’Associazione Amici Cascina Linterno e ha unito numerose voci poetiche provenienti da diverse regioni italiane. Tra gli artisti presenti da ricordare sicuramente gli Ospiti Speciali: Roberto Marzano (cantautore, chitarrista, performer) e Patrizia Camedda (attrice, performer) e i poeti Tito Truglia, Stefano Messina, Omar Gellera, Elisa Longo, Barbara Rabita, Antonio Laneve, Umberto Barbera, Veronica Liga e Giuseppe Leccardi. Oltre due ore di emozioni e buon divertimento condotto con gioia e serenità da due anfitrioni della serata: Izabella Teresa Kostka e Tito Truglia.

La tradizione carnevalesca e quella letteraria unite con successo nella storica, leggendaria dimora del Grande Francesco Petrarca. Evviva la Poesia!

Foto: Umberto Barbera, Luciano Di Sisto

DE-SCRIZIONE DELLA DESCRIZIONE

HECHIZO VP

Descrivere come “estrarre qualcosa da ciò che è scritto”: la descrizione non aggiunge senso, non completa la definizione di un oggetto, vale l’ esatto opposto. 

Descrizione è destrutturazione. Ogni aggettivo, espressione o combinazione di frasi che si riferiscano alla fonte (l’ oggetto) è in realtà estratto dalla fonte stessa, un processo del logos (logico…) di sottrazione che ci avvicina all’ “indescrivibile” quando cioè non è più possibile estrarre senso dall’oggetto. 

Prima dell’ indescrivibile, che – paradossalmente – è già descrizione, sta l’ oggetto allo stato di puro significato che ancora non ha spiegato alcuna delle sue potenzialità. Tutto ciò è esperibile con qualsiasi oggetto-parola (o parola-oggetto) che possiamo prendere in considerazione e può portare la nostra mente a conseguenze interessanti, alle soglie della metafisica e del puro spirito: l’ indescrivibile. 

Propongo la pratica di questo esercizio: partite da un oggetto qualsiasi, o un vocabolo (ai più attenti non sfuggirà che entrambi i termini valgono la stessa cosa, i meno attenti hanno appena letto ciò che può essergli sfuggito quindi ora siamo a posto e tutti attenti…) e iniziate a descriverlo magari appuntando gli aggettivi, i termini e i pensieri che l’ oggetto-vocabolo vi suggerisce in modo da evitare ripetizioni. Probabilmente vi sorprenderà la lunghezza del percorso, ma per coloro che giungeranno alla soglia dell’ indescrivibile sarà ad attenderli un’esperienza molto interessante e davvero difficile da… descrivere.

E poi aggiungo,

per descrivere occorre sottrarre:

nel percorso di definizione

de-scrizione è sottrazione,

rappresenta un camminare all’indietro,

disintegrare l’oggetto osservato

verso la sua condizione di potenzialità assoluta*

disintegrare l’oggetto osservato

rappresenta un camminare all’indietro,

descrizione è sottrazione

nel percorso di definizione:

per descrivere occorre sottrarre,

e poi aggiungo.

V.P.

*Per maggior facilità di comprensione del testo, leggere questa frase 2 volte.

ANGOLO DI POESIA: “Trittico sul dolore” di Izabella Teresa Kostka

(by I.T.Kostka)

La sofferenza è condizione della vita umana esistente fin dall’inizio del nostro tempo. A volte paralizzante, a volte costruttiva, plasma la storia influenzando tutti gli esseri viventi in ogni luogo della Terra. Ispira e fa paura, arricchisce e rende più forti, spezza e ricostruisce, affetta la realtà come un bisturi affilato. La sofferenza si addormenta per essere ancora più forte al prossimo risveglio, ci insegna i valori della vita stessa.

TRITTICO SUL DOLORE

I

Curativo è il pianto
che resetta il dolore

putrida bava di parole
pallottole
che s’incarnano nel cervello

lenta agonia
ove da tempo non fu la vita

cucite son le palpebre
che fingono di non vedere

straccio
di una dignità muta

II

Ho versato il sangue
sull’altare dell’ignoranza
ho spezzato l’ostia invano

ride Lucifero
perché ingenue son le pecore
– non sanno indietreggiare –

È morto l’ulivo
non ha conosciuto la pace

III

Indigeste scuse
sputate come lava
per zittire la coscienza

– indosso l’indifferenza –

È troppo tardi
per far resuscitare la mia Pompei

Izabella Teresa Kostka
2018, diritti riservati, edita

RITRATTI: MARIA CAPUTO – uno tsunami progressivo che trascina, ma non sconvolge

(by I.T.Kostka)

“E poi, ho la natura e l’arte e la poesia, e se questo non è sufficiente, che cosa posso volere di più?” (cit. Vincent van Gogh)

Immersa nel verde come un’antica Musa, la personificazione dell’arte e della poesia, la poetessa Maria Caputo descrive se stessa confessando senza fronzoli: “Non sono io che faccio la poesia, è la poesia che fa me: mi rapisce, mi trascina, mi trasforma, mi sorride; e io sorrido alla vita. Sembra che diventi un’altra, ma questa sono io…” (cit.)

Maria Caputo trae la sua ispirazione dalla natura, dal mutamento delle stagioni e della Madre Terra, trasmettendo attraverso le immagini inizialmente ben conosciute e familiari (fiori, prati, pioggia, tsunami, sole) ogni tormento e ogni tappa del nostro pellegrinaggio esistenziale. L’autrice scrive con grazia sia della gioiosa primavera che della povertà che affligge il Mondo, del traguardo finale di ogni essere vivente, delle apparenze e dell’inganno così futile e fasullo (“La foto sulla lapide sorride”). Usa un linguaggio trasparente e apparentemente semplice, senza le ricercate e spesso “pompose” forme stilistiche, riesce a esternare ogni stato d’animo e mette in evidenza anche i più delicati e difficili aspetti della vita, addirittura la morte stessa. Nonostante lo spessore del pensiero lirico, la scrittura di Maria Caputo non è mai pesante né artificiale, ma mantiene la sua leggerezza e naturalezza senza diventare incomprensibile. È uno tsunami progressivo che lambisce e trascina un lettore con delicatezza e raffinatezza, lasciando nella sua mente una profonda commozione ma, allo stesso tempo, una sensazione di benessere psicologico mai sconvolto dalla serietà degli argomenti trattati.

Izabella Teresa Kostka, Milano

• BREVE NOTA BIOGRAFICA

MARIA CAPUTO, nata a Villamaina un paesino in provincia di Avellino, scrive poesie, racconti e testi di canzoni da quando era ragazza. Alcune sue poesie sono state lette in programmi radiofonici e una di esse da Maurizio Costanzo, nel programma “L’uomo della notte”, su Radio Uno. Ha pubblicato due silloge: “Sprazzi” e “Tsunami”, prossimamente altre pubblicazioni in cantiere.

• ALCUNE POESIE SCELTE TRATTE DALLA RACCOLTA “TSUNAMI”

LE MIE TASCHE SONO PIENE DI FIORI

Le mie tasche
sono piene
di fiori dai
mille colori…
Di rose senza spine
e di sorrisi.
I miei sogni
sono accarezzati
da un cielo stellato.
Mi riposo cullata
da una nuvola
di emozioni.
Dalla mia finestra
vedo solo prati verdi,
gente allegra e sole,
non vedo altro,
di quello che
c’è e non
voglio vedere…
Un filo di vento
mi scompiglia
i capelli,
dolcemente,
mi accarezza.
Un altro sorriso,
inizia e finisce
un altro giorno…
E ritrovo
sempre
me stessa,
ogni qual volta
che guardo
l’ immagine
mia
riflessa. Continua a leggere “RITRATTI: MARIA CAPUTO – uno tsunami progressivo che trascina, ma non sconvolge”

26° Verseggiando a Sovico: È per rinascere che siamo nati – SELEZIONE PARTECIPANTI

(by I.T.Kostka)

Da oggi fino al 29 marzo 2019 aspettiamo le Vs candidature e gli elaborati per partecipare al 26° Verseggiando sotto gli astri dal titolo ispirato ad un verso del Grande Pablo Neruda “È per rinascere che siamo nati. Ogni giorno.” L’evento organizzato col Patrocinio della ProLoco di Sovico e in attesa del Patrocinio del Comune si svolgerà a Sovico (MB) sabato 13 aprile 2019 dalle ore 17.00, presso la Sala Aldo Moro

• COME PARTECIPARE:

Spedire due poesie aderenti ai suggerimenti tematici di max 35 versi cad con una breve nota biografica recente (max 20 righe) alla mail:

verseggiando.eventi@yahoo.it

Scadenza spedizione elaborati:

29 marzo 2019 ore 23.59.

• SUGGERIMENTI TEMATICI:

Tematica delle liriche deve essere ispirata alla frase “È per rinascere che siamo nati. Ogni giorno. (cit. Pablo Neruda)”

– la rinascita in ogni senso della parola (spirituale, esistenziale, trasformazione, natura, vita / morte, ideologie, rinascita interiore,

– ogni libera interpretazione della rinascita universale, la rinascita dell’umanità, dei valori etc.etc.

• L’elenco degli autori e dei testi selezionati verrà pubblicato entro il 2 aprile 2019.

Partecipazione libera e gratuita.

• OSPITI SPECIALI e PROGRAMMA:

Continua a leggere “26° Verseggiando a Sovico: È per rinascere che siamo nati – SELEZIONE PARTECIPANTI”

IN-FINITO, di Hechìzo VP

Hechìzo VP

L’infinito è un concetto limitato in quanto concetto. Quell’ “IN” che parrebbe una negazione della “FINEM” (che vale “estremità”, “orlo”, “punto di divisione tra”) è piuttosto una particella allocativa, la rivelazione di un “dove”.

La realistica palpabilità dell’infinito è possibile soltanto nella finitezza. Sperimentiamo il finito quotidianamente, esso è l’ orizzonte della nostra percezione ed è da qui che scaturisce la possibilità dell’infinito (come prospettiva o ragionamento) di cui altrimenti non avremmo coscienza né concetto appunto. 

La possibilità dell’ infinito va dunque cercata nell’esperienza del finito e solo qui possiamo cercare la sospensione della realtà attraverso la direzione vuota, il non fine. Pronunciando le parole “sempre” o “mai” – anzi già pensandole – l’infinito collassa nel limite del concetto stesso che esse producono e in quello dell’esperienza linguistica (l’unica in cui può manifestarsi).

All’interno dei perimetri del finito, che è la nostra naturale e – questa sì – “eterna” condizione di partenza è rinchiuso il significato dell’infinito e la sua fisiologica richiesta di venirne liberato deve necessariamente restare irrisolta. Infinito è dunque intento perpetuo in-finito e irripetibile nello stesso non-tempo che è un non-dove. Può sembrare un ragionamento complicato o  apparentemente contraddittorio, ma basta voler smettere di comprendere per farne esperienza diretta e presa di coscienza immediata. Finito?  Ricomincia. E così per sempre mai.

http://www.hechizovp.blogspot.it

RITRATTI: MARIA ROSA ONETO – una donna nell’incessabile burrasca dell’esistenza.

(by I.T.Kostka)

Che, poi, io il mare lo ascolterei all’infinito. A tutto volume. Con gli occhi piantati sul soffitto del cielo. A immaginarmi la vita.
(Fabrizio Caramagna)

Maria Rosa Oneto lo ascolta da sempre, quel mare ligure, custodito tra le rocce sporgenti e l’animo ipersensibile del suo ego interiore.

La sua vita è segnata da una fragilità eterna causata da una malattia invalidante ma, allo stesso tempo, forse grazie a questa disabilità fisica Maria Rosa è riuscita a sviluppare una sensibilità e saggezza surreali, esternando con grande talento i suoi desideri negati, i sogni mai realizzati, i pensieri e le riflessioni attraverso i versi sempre più toccanti e profondi come gli abissi del mare. Da ogni lirica, da ogni breve frase scritta in prosa si percepisce perfettamente il grande amore dell’Autrice per la Vita.

L’amore difficile e tormentato, spesso negato e difficoltoso come la sua esistenza “scolpita” dal dolore e dalla sofferenza, l’amore universale e vincente, perché proprio nell’arte trova il suo Nirvana.

La scrittura ha per la nostra Poetessa un valore quasi catartico, diventa “grazia e misericordia”, aiuta ad alleviare le sue ferite spirituali, quelle più nascoste e taciute, cicatrizzate e incarnite da sempre. Leggendo le opere di Maria Rosa addentriamoci in un Mondo personale impregnato di bellezza raffinata e nostalgia esistenziale, di femminilità e malinconia, di rabbia e rassegnazione, di sessualità desiderata ma ingiustamente spezzata, di empatia e di immensa, matura saggezza.

Le maree della vita non sono mai state generose con Lei, ma nonostante questo la sua anima non è amareggiata, l’autrice non accusa nessuno ma porta la sua croce, accettando il destino con dignità e pazienza. Io ho pianto, sì, ho pianto sfogliando le pagine della sua ultima silloge dal titolo “Prima che la notte”. Mi sono commossa leggendo quel Suo grido “Cerco l’amore” intrappolato sulle pagine bianche del libro, imprigionato come Lei in una stanza sulle sponde del mare.

Ho versato lacrime di commozione assaporando la bellezza invocativa della lirica “Benedetto sia…”, della preghiera “Signore” e del monologo “Al ramo più alto” in cui Maria Rosa “seduta davanti al vetro della cucina / ricomponeva i pezzi di un esistere tenace/ sull’onda del martirio/ della disperazione nera”. Soffermiamoci un attimo dedicando la nostra attenzione alle sue poesie, al suo “Essere Donna” fragile ma forte, al suo spirito guerriero e allo sconforto di una martire mai consolata. Maria Rosa Oneto merita la nostra ammirazione, non è una poetessa qualunque ma un simbolo di una Vita vissuta a testa alta anche nell’incessabile burrasca dell’esistenza.

Izabella Teresa Kostka

MARIA ROSA ONETO nasce a Rapallo (Genova) il 23 novembre di un anno lontano.
L’amore per la scrittura lo coltiva sin da bambina, diventando stimolo creativo per un vivere meno infelice. Continua a leggere “RITRATTI: MARIA ROSA ONETO – una donna nell’incessabile burrasca dell’esistenza.”