Genova è una sorella maggiore

Di Maria Luisa Pirrone

Ho trascorso la domenica a Genova.

Genova è, per noi alessandrini, come una sorella maggiore.

Vicina, simile, severa.

Integra, forte e fragile.

Proprio come una sorella maggiore, ci fa giocare con il mare e con il sole quando abbiamo bisogno di scaldare le nostre ossa umide, e con i colori e con i profumi quando i nostri sensi assonnati vogliono ribellarsi dopo il lungo inverno.

Proprio come una sorella maggiore, la guardiamo cadere e rialzarsi con tutta la tenerezza di cui siamo capaci. Piange in un’altra stanza, Genova, attenta a non farsi sentire.

Lei non ci insegna nulla, non è Milano né Torino. Lei ci ripara, ogni tanto ci sorride, e ha lasciato un po’ di se stessa nei nostri sguardi, nelle nostre case, nei nostri suoni per ricordarci che c’è, per farci compagnia quando la nebbia cade sulle nostre valli e su queste pianure. A un’ora di strada lei sarà sempre là, quando ne sentiamo il bisogno. Così, senza insegnarci nulla. Solo per farci giocare, ogni tanto, senza prenderci troppo sul serio.

Domenica l’ho voluta fotografare d’istinto, nelle strade battute dai turisti, nei carruggi ombrosi e solitari, a pochi passi dalla folla, ma ai confini di un’altra umanità.

Molti scrittori e artisti ci sono nati o l’hanno visitata e ne hanno scritto, e per ognuna delle mie foto ho voluto cercare un’eco nella storia e nel tempo, la voce e l’emozione di qualcuno, molto più grande di me, che abbia provato le mie stesse sensazioni.

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Caro amico ti scrivo… di Marcella Nardi

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Cari Lettori,

prima di riportare il testo della sempre bella e attuale canzone del grande Lucio Dalla, vorrei fare una semplice riflessione su quanto spesso ci sia poesia e filosofia anche tra una nota musicale e l’altra.

“L’Anno Che Verrà” è  intramontabile, sempre attuale e nella sua dolcezza è anche triste, malinconica, proprio come spesso ci si sente il 31 dicembre di ogni anno. Si tirano le somme, si fanno sogni. Si spera…

Vi mando una abbraccio da Seattle

Marcella Nardi

TESTO della canzone

💞 L’Anno Che Verrà – Lucio Dalla 💞
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Caro amico ti scrivo così mi distraggo un po’
e siccome sei molto lontano più forte ti scriverò.
Da quando sei partito c’è una grossa novità,
l’anno vecchio è finito ormai
ma qualcosa ancora qui non va.
Si esce poco la sera compreso quando è festa
e c’è chi ha messo dei sacchi di sabbia vicino alla finestra,
e si sta senza parlare per intere settimane,
e a quelli che hanno niente da dire
del tempo ne rimane.
Ma la televisione ha detto che il nuovo anno
porterà una trasformazione
e tutti quanti stiamo già aspettando
sarà tre volte Natale e festa tutto il giorno,
ogni Cristo scenderà dalla croce
anche gli uccelli faranno ritorno.
Ci sarà da mangiare e luce tutto l’anno,
anche i muti potranno parlare
mentre i sordi già lo fanno.
E si farà l’amore ognuno come gli va,
anche i preti potranno sposarsi
ma soltanto a una certa età,
e senza grandi disturbi qualcuno sparirà,
saranno forse i troppo furbi
e i cretini di ogni età.
Vedi caro amico cosa ti scrivo e ti dico
e come sono contento
di essere qui in questo momento,
vedi, vedi, vedi, vedi,
vedi caro amico cosa si deve inventare
per poterci ridere sopra,
per continuare a sperare.
E se quest’anno poi passasse in un istante,
vedi amico mio
come diventa importante
che in questo istante ci sia anch’io.
L’anno che sta arrivando tra un anno passerà
io mi sto preparando è questa la novità…

 

La nostra vita, una riflessione di Pier Carlo Lava

La nostra vita, una riflessione di Pier Carlo Lava

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Alessandria: Cara Cristina, la nostra quotidianità può essere noiosa, triste o allegra, dipende dal nostro stato d’animo e da come sappiamo affrontare con coraggio, passione e voglia di vivere la vita e i problemi che questa ci pone ogni giorno sul nostro cammino. “Come sappiamo l’importante non è cadere ma sapersi rialzare…”.

Riflessioni, di Cristina Saracano:

https://alessandria.today/2018/09/26/riflessioni-di-cristina-saracano/

(foto: tumbir)

Anime tra mare e cielo, di Mariella Bartolucci

Anime tra mare e cielo, di Mariella Bartolucci

Poesia (Dedicata a Katia )

Anime

Anime tra mare e cielo.

Come barche

che han levato

l’ancora,

se ne vanno

certe anime

scivolando

su nuvole nere

simili a fumi

di guerra. …

Lassù

sparse

nel cielo

non sentite più

le nostre voci,

quelle del cuore,

che vi chiamano

ancora

con la stessa

freschezza

del sentimento

trascorso

nella comune

esistenza.

Sollevando lembi

di ricordi,

si odono

leggiadri

suoni

con orizzonti

ignoti

per l’anima

mia,

rimasta sola,

senza salpare

in quel mare. …….

XIV Edizione del Capodanno Alessandrino, di Lia Tommi

Alessandria: Il Capodanno Alessandrino è giunto alla 14° edizione e la città si prepara a vivere gli eventi della sera del 31 agosto.

Questa edizione spazia dagli eventi (musicali e di intrattenimento), alle iniziative benefiche, senza dimenticare i moltissimi locali del centro cittadino (e non solo) che hanno aderito al progetto e che consentiranno di degustare e brindare in allegria all’arrivo di questo speciale Capodanno.

Il tutto grazie anche ad alcuni sponsor, insieme alla rete sempre più solida dei titolari di bar, ristoranti, pizzerie, vinerie, osterie che hanno scelto di entrare in una squadra che cresce per animare una festa che non ha eguali.

Il Capodanno Alessandrino in effetti è un evento che deve la sua forza e il suo successo crescente proprio alla spontaneità e alla scelta, fin dalla prima edizione, di scrivere, insieme, un programma complessivo che ogni anno si caratterizza per elementi di novità, così come la scaletta dei singoli eventi e dell’intera serata del 31 agosto da vivere con il sorriso, l’allegria, il divertimento.

Prima l’educazione: la saggezza del Maestro Muti

“Se togliamo ai nostri figli la possibilità di avvicinarsi all’arte, alla poesia, alla bellezza, in una sola parola alla cultura, siamo destinati a un futuro di gente superficiale e pericolosa. Per questo occorre difendere un settore che non esiste per dare dei profitti, ma per parlare direttamente alla gente. Sottolineo che un’orchestra sinfonica costo molto, ma molto meno di un giocatore di calcio.

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“Uccideteli tutti. Dio riconoscerà i suoi dagli altri”

Di Maria Luisa Pirrone

“Uccideteli tutti. Dio riconoscerà i suoi dagli altri”.

Capire da dove veniamo noi europei ci può aiutare a capire da dove vengono gli altri.

Luglio 1209. Si tramanda che con queste parole il legato dello Stato Pontificio Arnaud Amaury abbia ordinato la strage di Béziers, in Occitania, dove furono massacrate 20 mila persone indiscriminatamente per eliminare gli “eretici” Catari che vivevano tra loro.

Al di là della veridicità o meno della frase, il fatto storico documentato ci racconta che morirono uomini, donne, anziani, bambini sia catari che cattolici che ebrei.

“Corsero nella città agitando spade affilate, e fu allora che cominciarono il massacro e lo spaventoso macello. Uomini e donne, baroni, dame, bimbi in fasce vennero tutti spogliati e depredati e passati a fil di spada. Il terreno era coperto di sangue, cervella, frammenti di carne, tronchi senza arti, braccia e gambe mozzate, corpi squartati o sfondati, fegati e cuori tagliati a pezzi o spiaccicati. Era come se fossero piovuti dal cielo. Il sangue scorreva dappertutto per le strade, nei campi, sulla riva del fiume”.
Canzone della crociata albigese Continua a leggere ““Uccideteli tutti. Dio riconoscerà i suoi dagli altri””