Nuovi… Soloni son nati… di Andrea Patrone

di Andrea Patrone

Nuovi….Soloni son nati….

La donzelletta vien dalla campagna…
Ricordo un amico professore, la voce
forte e chiara…diceva:
Non abbiate alcun timore, esprimete
il pensiero, scrivete se volete il perché
e il come siete amici di scritti antichi.
Vi ricordo una storia d’amore e gloria
scritta su rotoli di pergamena, ma non
è una storia vera.
Omero, si pensa sia l’autore, non con la
rima, ma con il suono della proto-poesia
che ha il peso di una piuma, e fa paura.
Questa storia è un poema, un racconto
con gli dei, la ricerca dell’onore, una luce
dentro al cuore, e poi l’odio con l’amore,
e il coraggio del potere di chi è….saggio.
Non cercate parole strane per la vostra
mente, povere di sogni e fantasie che fan
rumore senza dire….niente!

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CAPIRAI, di Maria Cannatella

capirai

di Maria Cannatella

Con il tempo capirai,

quello che invece ti sembrava impossibile.

I tanti sacrifici della vita,

i pianti della mamma nascosti.

Lacrime che uscivano,

di notte, in silenzio,

senza nemmeno piangere.

Capirai che la vita è difficile,

impossibile a volte,

per affrontarla da solo.

Capirai amore mio,

che non è stato facile,

proteggerti da tutto e da tutti. Continua a leggere “CAPIRAI, di Maria Cannatella”

COME FIOCCO DI NEVE, di Roberto Busembai

COME FIOCCO DI NEVE

di Roberto Busembai

COME FIOCCO DI NEVE

Scivola su di me,
come neve bianca,
umida il mio corpo
e bacia la mia faccia,
sei candida e leggera
come una piuma vera,
non voglio sciupare
del mio calore umano,
la freschezza unica
che sfiora la mia mano.
Sei neve a fiocchi,
sei materia vera,
sei anima pulita
di questa mia vita sola.

Roberto Busembai (errebi)

Immagine web

SOMMA CREATURA, di Carmen Fogli

SOMMA CREATURA

di Carmen Fogli

SOMMA CREATURA
Ho impresso
tutta la mia anima
il mio mondo segreto
il mio cammino
pieno di ostacoli
ma anche di emozioni.
A te ho affidato
sentimenti d’amore
affinchè tra le tue righe
potessero abitarvi
trovando sempre
l’uscio aperto
ogni qualvolta
ne avessi avuto bisogno
per trovare conforto
poiché tu custodisci
come forziere i tesori
di una mente che
vuol essere orientata
e sospesa verso te.
Tu poesia
fonte d’ispirazione
di sommi vati
dove i secoli non contano
ma ti raccontano
come eterna creatura.
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Il mattino ha l’oro in bocca, cosa significa e da dove deriva questo detto?

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da Redazione

Al mattino chi dorme di più e si alza tardi, oltre a perdersi gli effetti fantastici del sole che sorge all’alba, uno spettacolo unico per il piacere dei nostri occhi e una sensazione di benessere per la mente, che la natura ci riserva ogni giorno, ovviamente è sempre in ritardo, produce di meno e conseguentemente non riesce mai a raggiungere tutti gli obiettivi prefissati. Il detto secondo taluni deriva da un’antica tradizione siciliana.

La notte precedente la festa di fidanzamento della figlia maggiore in una famiglia, questa nascondeva nella bocca di uno dei “mascheroni” delle fontane del paese uno dei gioielli, solitamente d’oro, donatile dalla nonna materna. Continua a leggere “Il mattino ha l’oro in bocca, cosa significa e da dove deriva questo detto?”

RICORDI, di Leonardo Berni

RICORDI

di Leonardo Berni

RICORDI

Ho visto la quiete posarsi sui monti con ali leggere

e i monti dormire nel meriggio d’agosto.

Ho udito le risa di amici scrosciare nel verde del bosco,

e perdersi nella volta del cielo.

Preso un fiume ho fermato i miei passi,

sono sceso fra i sassi

e ho sentito la gioia dell’onda lambirmi i piedi nudi.

Mi guardo ora allo specchio:

Dov’è più quel ragazzo pulito?

Forse è rimasto laggiù,assorto,

seduto presso il fiume di un campeggio d’estate.

L.B.

Che cosa significa il termine Catàdroma?

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Redazione: Alla luce di quanto succede nell’attuale epoca, dove si registra un costante fenomeno di emigrazione di massa originato da varie motivazioni, in particolare povertà, lavoro, guerre, persecuzioni, ecc., come ogni giorno ci riportano i media, si può ritenere che anche la specie umana sta diventando Catàdroma. Il termine in questione è riferito alla migrazione di determinati tipi di pesce, fra i quali il caso più noto è quello delle anguille.

La migrazione ittica è un fenomeno che vede molte specie di pesci migrare regolarmente, alcune volte per il cibo (migrazioni trofiche) altre volte per la riproduzione (migrazioni genetiche); in alcuni casi la ragione della migrazione è sconosciuta.

Tali migrazioni sono spesso importanti anche per l’uomo, dato che determinano la concentrazione di grandi banchi di pesci in precise aree. In particolare le migrazioni di Clupeidi (ad esempio le sardine o le aringhe), degli Scombridi (gli sgombri e i tonni). Continua a leggere “Che cosa significa il termine Catàdroma?”

Norman Rockwell, l’artista più amato d’America, di Maura Mantellino

di Maura Mantellino

Oggi vi proponiamo la figura di un artista, che personalmente amo molto: Norman Rockwell. Nato il 3 febbraio del 1894 a New York, Norman fin da piccolo era interessato all’arte ed in particolare al disegno ed alla pittura. A 14 anni si iscrisse alla Chase Art School per poi iscriversi dopo solo due anni alla National Academy of Design. Infine volle frequentare l’Art Students League, dove poté incontrare il noto illustratore Howard Pyle, uno dei fondatori della scuola. 

Possiamo dire che Rockwell è l’artista più amato d’America. Le sue opere sono riprodotte su calendari, biglietti d’auguri ed infatti il suo primo impegno lavorativo fu quello di creare temi natalizi per i biglietti d’auguri. Anche se per anni l’illustrazione venne considerata un aspetto minore dell’arte figurativa, Rockwell divenne ben presto il beniamino e illustratore di lavori quali copertine, pubblicità, calendari o illustrazioni per racconti pubblicati sulle riviste.  Continua a leggere “Norman Rockwell, l’artista più amato d’America, di Maura Mantellino”

“ MAMMA CHIOCCIA E I SUOI PULCINI “, di Rosa Cozzi

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Le FAVOLE di ROSA

“ MAMMA CHIOCCIA E I SUOI PULCINI “
Dovete sapere che, lontano dalla città, in campagna, dove ci sono tanti prati verdi e tanti papaveri , c’è la grande fattoria di Cesco il contadino.
Come ogni mattina apre il pollaio e lascia uscire il Papà gallo, che appena é fuori lancia tre volte il suo “ chicchirichì ” maestoso e nero come il carbone,e con la sua coda che ha lunghe piume variopinte, é sempre impettito e battagliero.
Esce anche Mamma chioccia, tutta bianca e ben grassottella, ma sempre attenta ai suoi pulcini, che curiosi di esplorare l’aia vanno correndo di qua e di là, raspando e scavando il terreno,cercando lombrichi da spartirsi, e semi da becchettare, ma le fanno girare la testa come una trottola.
C’é tra tutti i suoi pulcini bianchi, un pulcino di nome Nerino , che é sempre con la testa tra le nuvole, con il suo “ pio,pio,pio” chiede aiuto ai suoi fratellini perché é piccolino e fragile, non riesce mai a stare dietro a loro che lo sorvegliano e lo proteggono.

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“ CI VUOLE UN AQUILONE “, di Rosa Cozzi

ci vuole

Le FAVOLE di ROSA

“ CI VUOLE UN AQUILONE “
C’era una volta in una città resa grigia dal fumo delle ciminiere, e dai numerosi comignoli delle case, un vecchio signore,si chiamava Cesiro e aveva i capelli e la barba bianchi come la neve, che cadeva d’inverno sulle alte montagne.
Fabbricava da quando era piccolo piccolo, aquiloni colorati e variopinti, ne aveva costruiti migliaia e migliaia, e aspettava sempre nel suo piccolo atelier,di sentire tintinnare la campanella, che avvertiva della presenza di qualche cliente bambino. Ormai era rassegnato, gli aquiloni non si vendevano più, soppiantati dai giochi elettronici individuali, e la vana ricerca di animaletti virtuali.Giorno dopo giorno costruiva sempre meno quei meravigliosi aquiloni,cercava sempre di trovare un soggetto nuovo,qualcosa che non aveva ancora costruito, aveva draghi, pesciolini, farfalle, sommergibili, fiori, e frutti, tutti coloratissimi e preziosi.

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IL MIRACOLO DI NATALE DEL PICCOLO ZUFOLAIO, di Rosa Cozzi

Il miracolo

Le FAVOLE di ROSA

<< IL MIRACOLO DI NATALE DEL PICCOLO ZUFOLAIO >>

Viveva sulle colline di Bethlemme, tanto. ma tanto tempo fa, più di mille e mille anni, un bambino nato muto dalla nascita, molto povero, guardava
le pecore, mentre il suo papà andava in paese a vendere il latte e il formaggio…..
Quella sera, Joshua, così si chiamava, era solo seduto sulla panca vicino al fuoco, aveva fame, ma aspettava suo padre che tornasse, e che portasse un poco di pane.
Come tutte le sere ,provava a suonare con un piccolo zufolo che suo padre gli aveva costruito con le sue mani, che con tanto amore e pazienza gli aveva insegnato a suonare.
Era molto tardi, ma Joshua non aveva paura, non sentiva nessun rumore, e se qualche malintenzionato fosse entrato nella casupola non l’avrebbe aggredito.
Con le sue piccole dita sapeva suonare delle meravigliose melodie, e tutte la gente che passava davanti alla sua casupola si fermava ad ascoltare incantata.

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Arte e spiritualità  nella musica corale, di Lia Tommi 

di Lia Tommi , Alessandria

Domenica 4 febbraio, dalle 16,30, si terrà al Museo Etnografico della Gambarina il concerto del complesso vocale  “Prof  in coro”,  dal titolo “Arte e spiritualità  nella musica vocale”.  Il concerto, organizzato dall’Associazione culturale “Amici ed ex allievi Liceo Scientifico  Galileo Galilei di Alessandria”, vedrà Luigi Cocciglio come direttore del coro e Claudio Barbetti  al pianoforte. Un evento da non perdere.

“ COSI’ NACQUERO ALTRE STELLE”, di Rosa Cozzi

così nacquerò

Le FAVOLE di ROSA

“ COSI’ NACQUERO ALTRE STELLE”

Dovete sapere cari bambini che nei tempi che furono,tanto ma tanto tempo fa,vivevano ed erano vicini di casa di Babbo Natale,nonno Biagio che aveva i capelli candidi come la neve,e un cuore buono e grande come il mondo,e custodiva tutto l’amore che gli umani come lui,sentivano verso chi amavano,e sapeva fare cose meravigliose con le sue mani.

Con lui vivevano i suoi due nipotini,Rosella dai biondi riccioli ribelli e dagli occhi blu,limpidi come le acque cristalline di un lago di montagna,ma tenera e dolce come un biscotto allo zenzero,e Gigino l’ometto di casa,che senza protestare ubbidiva alla sorellina che lo comandava a bacchetta,” Continua a leggere ““ COSI’ NACQUERO ALTRE STELLE”, di Rosa Cozzi”

Memorie di un sogno, di Dario Menicucci

Memorie di un sogno

di Dario Menicucci

Memorie di un sogno

Impercettibili
movimenti di nuvole
colme di tramonto

processioni lente
su trame
di ultimi colori.

Altissimi voli
a ridosso del cielo
di luce finale

e odori aspri
di brezza e di sale
di notte imminente.
Continua a leggere “Memorie di un sogno, di Dario Menicucci”