Premio giornalistico “Franco Marchiaro”, di Lia Tommi

di Lia Tommi. Alessandria

Oggi 5 dicembre, alle 17,30

, si è  tenuta presso la sede della Fondazione  Cassa di  Risparmio di Alessandria,  a Palatium Vetus,  la cerimonia di  proclamazione  dei vincitori del concorso giornalistico intitolato a Franco Marchiaro,  giunto alla sua quarta edizione.

Il premio ha registrato in  questa edizione un record di  partecipazione,  con 50 autori, che hanno prodotto 115 articoli.

Il Premio Marchiaro promuove servizi giornalistici che possano valorizzare il territorio  della Provincia di Alessandria,  nelle sue peculiarità  turistiche,  storiche, paesaggistiche, ambientali, enogastronomiche.

La premiazione  ha avuto come gradito ospite Carlo Petrini,  fondatore  e presidente di  Slow Food  International,  che valorizza qualcosa  che appartiene all’identità  locale, insegnando come proteggere i prodotti,  ma anche il lavoro e la cultura che ci stanno dietro. Continua a leggere “Premio giornalistico “Franco Marchiaro”, di Lia Tommi”

Pranzo di Natale per i poveri: il vero senso della festa insieme alla Comunità di Sant’Egidio

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di Maria Luisa Pirrone

Anche quest’anno si terrà in Alessandria l’atteso pranzo di Natale per le persone in difficoltà, organizzato dalle sedi locali della Comunità di Sant’Egidio e della Caritas.

Il 23 dicembre presso la Casa di Quartiere di via Verona 116 saranno accolti senzatetto, persone colpite dalla crisi, anziani soli, profughi, disabili, a cui verrà data l’opportunità di vivere per un giorno un pranzo di festa vero, con un menù di diverse portate scelte con cura e attenzione anche per le differenti religioni, dei regali veri, tanto calore e la compagnia di decine di persone.

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Una canzone medio-allegra, di V.R.

di V.R.

Ho amato un uomo
e questo uomo mi ha lasciata.
Trallallero trallallá
Poi però è ritornato
e allora l’ho ignorato.
Trallallero trallallá.
Poi c’ho ripensato,
l’ho ripescato e lui mi ha evitato.
Trallallero trallallá.
Poi c’ha ripensato,
ha preso un treno ed è venuto.
Trallallero trallallá.
Allora l’ho fatto entrare,
mangiare e ubriacare.
Trallallerò trallallá.
E con l’alcol mi ha detto tanto cose:
che mi ama, che mi pensa, ma che in realtà è sposato
Trallallero trallallá.
E con l’alcol gli ho detto tante cose:
che lo amo, che lo penso e che non mi sono accorta che
Trallallero trallallá
Forse avevo esagerato con la dose di arsenico nel vin brûlé.

tanto che dal divano non si sveglia più.
Tanto che dal divano non si sveglia più.

Trallallero Trallallá

L’isola misteriosa. La Biblioteca dei libri inutili. N. 10

di pvitagliano

Come per l’idea rimasta incompiuta di realizzare un Catalogo delle idee chic, che avrebbe dovuto essere il seguito e la conclusione del romanzo Bouvard e Pécuche di Flaubert, letture e proposte di libri singolari eppure dimenticati.

Socialismo liberale, Carlo Rosselli (1930)

Carlo e Nello Rosselli vengono assassinati il 9 giugno 1937 a Bagnoles-de-l’Orne da una squadra di fascisti del gruppo terroristico La Cagoule. Per questa generazione di antifascisti si deve partire dal dato biografico. Parliamo degli eredi della tradizione risorgimentale che seppero fare, come Mazzini, della politica una religione civile, della lotta politica un magistero laico. Questi “chierici”, cui va aggiunto Piero Gobetti, ancora a Torino, e Tommaso Fiore, nel Mezzogiorno d’Italia, solo per indicare alcuni, intrecciarono così intimamente opera e biografia, da porsi direttamente, con la loro vita e le loro azioni, quali testimoni del loro programma politico. All’ombra dello scontro storico tra grandi movimenti organizzati, tuttavia, queste personalità furono “perle” slegate dalle grandi masse popolari protagoniste del secolo scorso e per questo sempre relegate ad essere “splendide” minoranze. Continua a leggere “L’isola misteriosa. La Biblioteca dei libri inutili. N. 10”

Siate complessi, di hashtagcomunicazione

di hashtagcomunicazione

Roberto Saviano ha presentato alle Ogr di Torino il suo ultimo libro Bacio feroce (Feltrinelli).

Con quest’ultimo libro, lo scrittore campano continua il ciclo della Paranza dei bambini e torna a raccontare le storie di ragazzi dei nostri giorni, disillusi dalle promesse di un mondo disonesto e crudele.

Un dipinto doloroso su una generazione che vive e muore senza conoscere l’infanzia.

A far compagnia a Roberto Saviano sul palco un gruppo di ragazzi nati in Italia ma senza cittadinanza italiana, un modo per ricordare a tutti l’importanza della legge sullo ius soli temperato, approvata dalla Camera nel 2015, ma ancora ferma al Senato.

Una serata di letture, racconti di esperienze di vita, video e spunti di riflessione per poi terminare la serata con “Siate complessi.”

https://hashtagcomunicazione.com

Il cattolicesimo democratico esiste in natura (ed è stato applicato) di Carlo Baviera

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di Carlo Baviera. Alessandria

Si parla in più occasioni, recentemente, di cattolicesimo democratico. Cose, in genere, rinchiuse in Convegni o ricordi lontani. Ormai sembra, il cattolicesimo democratico, un’anticaglia da riporre nelle cassapanche della storia. O al più una bella avventura esaurita per sempre e da raccontare, come le favole, prima di addormentarsi.

Questa sensazione, come del resto avviene in non poche parti d’Italia grazie a riunioni per approfondimenti e proposte o per rilanciare la presenza di personalità ancora attuali, è stata smentita anche sabato scorso a Casale Monferrato; e lo è stata in modo convincente ed efficace.

L’occasione era data dalla presentazione di un libro sul Sindaco Riccardo Coppo; non una biografia, ma soprattutto un pezzo di storia cittadina attraverso l’intuizione e l’opera di un amministratore formato alla scuola della cultura politica cattolica democratica. Continua a leggere “Il cattolicesimo democratico esiste in natura (ed è stato applicato) di Carlo Baviera”

Senza futuro, di Agostino Pietrasanta

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di Agostino Pietrasanta. Alessandria

Sembrerebbe paradossale: nello stesso giorno che l’ISTAT rileva un’ ulteriore contrazione delle nascite in Italia, arriva la decisione di dimezzare il “bonus bebè”, provvedimento in sé non certo esaltante, ma la scelta resta indicativa di una tradizionale mancanza delle sensibilità istituzionali ad una questione che riguarda il futuro della nazione.

Pressoché in contemporanea si legge, con più amarezza che stupore, la notizia  di una cospicua azienda che si propone di licenziare una lavoratrice perché necessità di orari flessibili per badare ad un figlio diversamente abile (attenti alle espressioni!).

Ci sarebbe ben poco da aggiungere ai fini di un severo commento: tanto lo Stato quanto il privato del bello e simpatico Paese non si fanno un pensiero al mondo di ciò che significa il crollo della natalità ed il contestuale aumento della popolazione anziana e (per ora) pensionata.

Vorrei subito sgombrare il campo da eventuali controdeduzioni ideologiche; forse l’Istituzione che da tempo avverte del fenomeno è la componente ecclesiastica. Tuttavia lo ha spesso legato alla mancata liceità morale della regolazione delle nascite; era e forse rimane nella sua legittima competenza, come era ed è nella sua competenza ragionare sulla indissolubilità del matrimonio, ma solo da recenti scelte si è fatta maestra e carico delle condizioni anche economiche che avrebbero potuto supportare sia la stabilità ò delle coppie, sia il loro programma di fecondità basato sulla fiducia nel futuro. Continua a leggere “Senza futuro, di Agostino Pietrasanta”

CASTOREUM, di rebeccastories

Casoreum

di rebeccastories

Si chiedeva perché il fiume scorresse in quel verso.

L’orgia morbida di onde – come palmi di mani, cosce, seni, spalle – defluiva orizzontale davanti ai suoi occhi. Flutti di saliva brillante, a lubrificare il flusso. E mille dita veloci s’infrangevano sugli argini con molle timido desiderio.

– Tieni. È per te.

– Una noce?

– Sì, aprila.

La pose fra i suoi palmi, in corrispondenza del solco sul bordo e con poca pressione il guscio si aprì. Osservò le due parti perfettamente separate, una era vuota. L’altra custodiva qualcosa. I suoi occhi si allargarono a dismisura, ne rimase paralizzato.

– Perché a me?

– Perché io l’ho scoperta troppo tardi. – Durante quelle poche parole fece caso alle macchie sul suo collo. Escrescenze squamose di mille sfumature della porpora, ribollivano e crepitavano sopra il ritmo del suo respiro; ciuffi brillanti qua e là, fatti di tonalità imprevedibili, come i riflessi del sapone sull’acqua. E infine lievi ramificazioni venose, verde scuro, si ergevano da quella flora sul suo petto; parevano serpenti agitati dentro un collo di marmo fluido. Continua a leggere “CASTOREUM, di rebeccastories”

La Collina dei Conigli – Richard Adams – Epilogo Finale (brano)

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di bloodyivy

EPILOGO

Egli lungi mirava
Nell’arcano tempo, ed i più arditi
Lo ebbero maestro. Durò a lungo.
Ma la turpe – vecchiezza ci raggiunse,
Furtiva, entrami, e logori in disparte
Ci mise.
(Shakespeare, Tutto è bene quel che finisce bene)

Egli faceva parte del mio sogno, d’accordo… Ma
anch’io facevo in fondo parte del so sogno.
(Lewis Carroll, Attraverso lo specchio)

«E poi come andò a finire?» domanderà il lettore, che ha seguito Moscardo e i suoi compagni, attraverso tante avventure e peripezie, per tornare con loro nelle tane sulla collina dove Quintilio li aveva condotti, esuli dalle campagne di Sandleford. Il signor Lockle che se n’intende, ci dice che i conigli selvatici vivono due o tre anni. Lui sa tutto sui conigli: e tuttavia Moscardo visse più a lungo di così. Egli giunse a tarda età e imparò a conoscere bene la vicenda delle stagioni, sulle sue colline, il trapasso incessante dall’estate all’autunno, dall’invero alla primavera. Egli vide più giovani conigli di quanti ne potesse ricordare. E talvolta, quando udiva, nelle sere di sole appiè dei faggi, narrare vecchie storie non riusciva, distintamente, a ricordare se narrassero di lui o di qualche altro eroico coniglio dei tempi passati… continua su: https://bloodyivy.it/la-collina-dei-conigli-richard-adams-epilogo-finale-brano/

Sì al formaggio stagionato, alza il colesterolo “buono”

Sara Cordara

Dott.ssa Sara Cordara Nutrizionista

Se avete bandito i formaggi grassi e stagionati dalla vostra dieta perché li credevate nocivi per la salute, ora potete invertire la rotta. 

Un recente studio effettuato dai ricercatori dell’Università di Copenaghen sostiene che, contrariamente a quanto si pensava, il formaggio grasso e stagionato farebbe bene alle arterie in quanto aumenterebbe i livelli del colesterolo “buono” del sangue, l’HDL. 

Ovviamente, nonostante la buona notizia, il mio consiglio come nutrizionista è quello di non esagerare con questo alimento. 

I formaggi sono alimenti molto ricchi di grassi e calorie, e vanno portati in tavola solo saltuariamente. Bisognerebbe prevedere questi cibi nella dieta ma in piccole quantità (50 g per quelli stagionati e 100 g per quelli freschi), quindi, concediti pure il formaggio, anche quello stagionato, non più di due volte a settimana, se non hai problemi di intolleranza/allergia ai latticini o non sei in sovrappeso ovviamente.

SAGOME, di rebeccastories

Sagome

di rebeccastories

Mille mani su tutte le pareti. Mani scolpite, ripassate col gesso, disegnate con grafite; sagome tremolanti o ben decise. Alcune sono riempite di brevi biografie, altre sono cornici di soli nomi.

Ne ho toccate molte, congelate sulla calce scura, le vedo spesso in questi antichi luoghi di pellegrinaggio. Qualcuno mi ha detto che sono segni votivi, altri che sono segni di partenza, o arrivo. Mi pare di sentirne il mormorio. Il fiume di corpi, odoroso, gli aromi di carni diverse sciolte sotto il sole, insieme a scarpe e vestiti. Gli sbuffi di polvere da tufo e sabbia che si sfaldano fra i capelli. Nessuno parla, ma gli aliti chiusi respirano affannati, il loro brusio trema nell’aria; non parlano, se non col proprio gessetto, o sasso bianco. Sono mille i corpi di fronte alle pareti, posano una mano sul muro, e grattano, incidono, ripassano la sagoma sulla calce. Continua a leggere “SAGOME, di rebeccastories”

L’Idra dalle Tante Teste ma un Solo Cuore Corrotto, di bloodyivy

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di bloodyivy

Scrivo questo post, soltanto considerazioni personali, abbastanza sconsolata.
Immagino siano tutti stufi di quest’argomento, e anche io non ne posso più (saltate tranquillamente la lettura).
Questa gente – scandalizzata per le gesta di Weinstein e di tante donne già in menopausa che raccontano con l’hastag quellavoltache dello shock subito a 20 anni quando si sono sentite toccare il sedere – mi soffoca.

L’idea è buona ma, chi di violenze e abusi ne ha subiti per davvero, non scriverà mai un post che verrebbe subito circondato da graziose confessioni di leggiadre principessine sul pisello. Non è aiuto e solidarietà alle vittime, è protagonismo fuori luogo.
Della versione originale americana hastag metoo ne sono qualcosa solo grazie al NYT che immagino filtri le testimonianze migliori per i suoi lettori e quindi non mi permetto di fare considerazioni di merito.

Weinstein non è l’uomo nero (magari fosse così): è solo una delle tantissime teste di… un mostruoso e corrotto sistema!… continua su: https://bloodyivy.it/lidra-dalle-tante-teste-un-solo-cuore/

IL SANTONE DISABILE, di Lorella Ronconi

di Lorella Ronconi

Non solo il 3 dicembre è “persone con disabilità”, si dovrebbe fare memoria, spiegare, formare, abbattere barriere e stereotipi, fare, essere ed avere cultura per dare cultura al futuro. Un articolo di Andreina Natoli, una riflessione in merito alle persone con disabilità, “accessibile”, senza barriere, bellissimo, speciale per me.

Questo articolo nasce dall’esperienza di una grande amicizia, quella di Andreina e me, Lorella Ronconi. Andreina scrive il suo carissimo, dolce, appello per Lorella, ma il suo scritto è l’appello che vorrei fosse fatto per tutte le persone diversamente abili che nel 2017 devono ancora dimostrare con fatiche enormi, le loro capacità, le loro qualità, le loro abilità, le loro professionalità per essere considerati quasi come persone e non pupazzini di peluches.  E’ una violenza gratuita dover essere costretti a dimostrare di essere persone, come dover scalare l’Everest ogni momento. Vi assicuro, non sono la malattia, il dolore, la disperazione socio sanitaria, la poca economia nelle nostre tasche a farci sentire sbagliati, stupidi, è l’ignoranza totale verso le nostre capacità, la  consapevolezza che in molti (non tutti per fortuna) di essere considerati “eterni cucciolini incapaci”, per cui non calcolati nella vita quotidiana. “Esserini” degni solo di “ini”: bacini, coccolini, pietosismini. Sono una donna diretta, che sa essere sincera, ve lo dico: adoro i cuoricini ma al momento giusto e se me li merito. Grazie per questo testo, grazie ad Andreina Natoli che mi ha innalzato, che ci ha innalzato da il sottoterra in cui talvolta viviamo, non per condizione, ma per cultura. Continua a leggere “IL SANTONE DISABILE, di Lorella Ronconi”

“La brava terrorista” di Doris Lessing

La brava

Recensione di Rossana Massa Alessandria

Continua la lettura de “La brava terrorista” di Doris Lessing. Un romanzo lento, che tuttavia mi sta facendo riflettere su come lo sguardo narrativo sul mondo rivoluzionario sia spesso trasformato quasi in un’ epopea partigiana, quando non lo era affatto. Le comuni erano assembramenti allucinanti e incoerenti così come le descrive Lessing. Qualche ingenuo borghese, che rubava soldi in casa per la causa, qualche disadattato grave, alcune spie, alcune ragazze innamorate inconsapevoli di qualsiasi ruolo.
Non era una bella gioventù, era una pessima gioventù plagiata da cattivi maestri, mentre altri galoppavano al loro posto verso proprietà più che borghesi.
Ho qualche ricordo delle comuni che visitai, ma dalle quali non mi lasciai fagocitare.
Ricordo che una mia amica fu “processata”, per aver appeso le tendine in cucina. Segno borghese. Le tendine furono bruciate con un accendino.
Particolare del mio passato tornato alla mente quando Alice, la candida protagonista, attacca tendoni del soggiorno a una finestra della casa occupata, dopo averli rubati dalla casa dalla quale la madre ha traslocato.
Nella sua foga ribelle, non si è neppure accorta che la sua famiglia nel frattempo è andata in rovina.
È povera e non lo sa.

Volontari Ospedalieri Trieste, un’Esperienza in Dialisi

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di bloodyivy

Ospedale Maggiore, Trieste

Non sono volontaria A.V.O. (associazione volontari ospedalieri), ma a Trieste ho conosciuto da vicino e conosco tutt’ora persone che ne fanno parte, compresa mia figlia, lei in dialisi.
Naturalmente non si viene retribuiti. I volontari sono quelli che fanno questa cosa perché la ritengono giusta; semplice.

Sono necessari perché gli operatori sanitari hanno altre mansioni, il loro numero è limitato e non possono né devono dedicare troppo tempo ad un paziente solo.
Chi sono? Più di un centinaio, per la maggior parte studenti (vengono concessi crediti formativi) e pensionati ma anche persone non più studenti, non ancora pensionati che per qualche motivo (in questi momenti c’è anche chi è in cassa integrazione) si ritrovano con più tempo a disposizione.

C’è il corso base di formazione, gratuito e dalla durata di poche ore sparse lungo qualche giorno dove viene spiegato il volontariato e con quale spirito entrare a farne parte (“Ascolto, Amicizia, Aiuto” è il motto dell’Associazione che si propone di umanizzare l’ambiente ospedaliero). Quest’anno 2017, a Trieste il corso è capitato nelle giornate del 6, 8, 10, 13 e 15 novembre; ma nel caso lo si perda o se soltanto se ne volesse sapere di più, si può assistere ad una della giornate di aggiornamento per i volontari che si tengono durante l’anno, meglio ancora contattare la Segreteria A.V.O. (a fine post le informazioni per quella di Trieste)… continua su: https://bloodyivy.it/volontari-ospedalieri-trieste-unesperienza-dialisi/