Via ad ALEcomics, il Festival del fumetto di Alessandria, di Lia Tommi

ALEcomics – Festival del fumetto Alessandria, 13-14-15 settembre 2019

Da venerdì 13 a domenica 15 settembre la Cittadella di Alessandria ospiterà la quinta edizione di ALEcomics, il Festival del Fumetto che, dopo i successi degli anni precedenti, si preannuncia nuovamente come evento dal forte potere attrattivo, in grado di attirare visitatori da tutta Italia e non solo.
Il tema della quinta edizione di ALEcomics sarà “Robot e Super Robot”.
Ricorre infatti l’anniversario dei 40 anni della serie classica di Gundam, una delle pietre miliari che hanno cambiato il genere robotico nel mondo del fumetto e dell’animazione.
Una ricorrenza così importante non poteva passare inosservata e la manifestazione renderà omaggio al “Gigante Bianco” ed a tutti i suoi colleghi.

Il manifesto dell’edizione 2019 dal titolo ‘Join the Robolution!’ rende omaggio a questo tema: realizzato da Andrea Scoppetta (classe ’77), prolifico illustratore e autore di fumetti con all’attivo importanti collaborazioni con marchi quali Tunuè, Sergio Bonelli Editore, Disney e Dreamworks.La locandina dai colori accesi e brillanti ed immersa nel blu cosmico dello spazio, vede protagonista l’Uomo Nero, (mascotte della manifestazione qui rappresentata in chiave robotica) dal cui cappello, una futuristica versione di un cappello Borsalino, escono saettanti 3 icone del mondo dei super robot, tra cui proprio un Gundam. Come ormai tradizione, non poteva certo mancare un omaggio alla Città di Alessandria: l’Uomo Nero, infatti, si staglia a braccia aperte in segno di invito sulla storica Cittadella, suggestiva location che da sempre ospita il festival.
La manifestazione che quest’anno presenta forti elementi di novità si articolerà in tre giornate con i seguenti orari: Continua a leggere “Via ad ALEcomics, il Festival del fumetto di Alessandria, di Lia Tommi”

Economia. Considerazioni sulla Qualità di Maurizio Coscia (Sargon)

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La Qualità (quella con la Q maiuscola) costa, ma PREMIA… e rilevo, invece, come la tendenza, al giorno d’oggi – anche a causa della globalizzazione del mercato – sia sempre più quella di accontentarsi di soluzioni che lasciano a desiderare dal punto di vista qualitativo, pur di tendere al risparmio e guadagnare sulla vendita a basso costo di servizi e prodotti scadenti. Ciò è anche una conseguenza del voler essere concorrenziali per forza, in base al principio: “Più si riesce ad abbassare il prezzo di ciò che si offre sul mercato e più si vende”.

Tuttavia, a mio avviso, questa è una strategia che, se nel breve periodo può portare a qualche risultato, nel lungo non può far altro che rivelare tutti i suoi limiti ed effetti dannosi per il fornitore. I clienti possono anche rappresentare una massa indeterminata di acquirenti da allettare con la prospettiva di ottenere prodotti e servizi a basso costo, ma, nel momento in cui si rendono conto che qualcosa che hanno acquistato è scadente o non funziona come dovrebbe, non solo smettono di acquistarla, ma ne fanno anche una pessima pubblicità, con tutto il conseguente ritorno negativo in termini economici per il fornitore.

Meglio, allora, puntare subito a crearsi un’immagine di serietà professionale e di Qualità, concreta, in quanto testimoniata dalla rispondenza delle caratteristiche dei propri prodotti e servizi a quelle che sono le aspettative di Qualità della clientela. Si può parlare di Qualità Concreta di prodotti e servizi da differenti punti di vista e sono molteplici i mezzi tecnici (e non) che concorrono a realizzarla, tuttavia, a mio avviso, al giorno d’oggi, in un mercato del lavoro DIFFERENTE da quello di un tempo in cui è stato introdotto un ampio margine di flessibilità – con incertezza di reddito ed incentivo economico, in alcuni casi – rimane, comunque, importante la gratificazione personale che il lavoratore è in grado di attingere direttamente dalla sua attività lavorativa. In mancanza di riconoscimento del merito con stabilizzazione del contratto di lavoro, un grosso danno alla Qualità può essere determinato dal fattore umano.

Oggigiorno, in tanti contesti lavorativi odierni, entrano ed escono lavoratori “flessibili”,  senza una prospettiva di lavoro stabile per il futuro che non hanno alcun reale interesse a svolgere bene e con dedizione le loro mansioni temporanee. In queste condizioni di lavoro così flessibili, rispetto al passato, a mio avviso, è, in aggiunta ad altri fattori, difficile parlare di Qualità nella produzione di beni e servizi.

Lipari – Grazia Denaro

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Tra le Isole Eolie, Lipari è la più estesa, somiglia ad una piccola città, ed è sicuramente il miglior compromesso tra bellezze paesaggistiche, divertimento e comodità.

Vi regalerà non soltanto bellissime spiagge con zone selvagge e incontaminate, ma anche divertimento, arte e cultura.La baia di Marina corta è ricca di localini tipici, bar, ristoranti e gruppi musicali che si esibiscono dal vivo.

L’intera isola è facilmente percorribile con auto o motorino, ma per chi vuole godere dei veri ritmi e dei suoni dell’isola consigliamo la bicicletta.

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Il territorio di Lipari

L’isola di lipari, distante circa 38 km dalla costa settentrionale della Sicilia, con i suoi 37,6 kmq è l’isola più grande dell’arcipelago delle Eolie. È la seconda isola più vicina al promontorio di Milazzo, preceduta dall’Isola di vulcano dalla quale è divisa da una parte di mare di circa mezzo miglio, conosciuto anche come “bocca di Vulcano”

Come tutte le altre isole dell’arcipelago delle Eolie, è di origine vulcanica, come dimostrato dalla conformazione idrogeologica del territorio che si presenta con coste alte e frastagliate, numerose grotte, faraglioni e “scogli” di origine vulcanica. Continua a leggere “Lipari – Grazia Denaro”

San Vito lo Capo – Grazia Denaro

Mare azzurro, sabbia bianchissima, quasi caraibica, palme, vegetazione e l’imponente Monte Monaco che delinea i contorni. Fare un viaggio a San Vito lo Capo significa scoprire un autentico angolo di Sicilia, in provincia di Trapani.

Lungo la costa occidentale dell’isola, questa città vi affascinerà per la sua posizione, per il centro storico e per le sue incredibili (e pluripremiate) spiagge. In questo articolo abbiamo realizzato una utile guida a cosa vedere, alle spiagge più belle e alle informazioni utili per raggiungere San Vito Lo Capo.

San Vito lo Capo

San Vito è incastonato tra la piana dell’Egitarso e il Promontorio di Monte Monaco. Si trova a poco più di 40 km da Trapani ed è famoso in tutto il mondo per le sue spiagge caraibiche e per il Cous Cous Fest, il festival di sapori e civiltà che ogni anno celebra il cous cous come piatto della pace e dell’integrazione.

San Vito è anche un bellissimo borgo caratterizzato tipiche casette bianche dei pescatori e da stradine strette che profumano di bouganville, circondato da paesaggi naturali incredibili; troverete a poca distanza dal mare uliveti, vigneti e mandorli e due incredibili luoghi naturali che meritano una visita: la Riserva dello Zingaro e la Riservadi monte Monaco.

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Cosa vedere

Cosa vedere a San Vito lo Capo? Di seguito trovate la lista delle attrazioni da non perdere a San Vito e dintorni

  • Santuario di San Vito Lo Capo, Piazza Santuario
  • Cappella di Santa Crescenzia, Contrada Valanga
  • Faro di San Vito, Via Faro
  • Riserva dello Zingaro
  • Tonnara del Secco, Via del Secco
  • Monte Monaco
  • Riserva Monte Cofano
  • Caletta del bue Marino, Contrada di Macari
  • Scopello, Castellammare del Golfo
  • Grotta Mangiapane, Custonaci

La vostra visita alla città non può che iniziare dal Santuario, la Chiesa Madre, che sorge su quella che era una vecchia fortezza realizzata nel 300 dai Saraceni. Non perdete una passeggiata al Faro, simbolo di San Vito Lo Capo che è in funzione dal 1959. Raggiungete la torre Falta 43 metri, la fatica sarà ampiamente ripagata.

Nelle vicinanze del Porto troverete il Torrazzo di San Vito Lo Capo, una piccola torre araba utilizzata come guardia della tonnara. Non troppo distante dal paese, in una zona conosciuta come Contrada Valanga, fate visita alla Cappella di Santa Crescenzia, una piccola cappella in stile moresco realizzata in onore della nutrice di San Vito. Continua a leggere “San Vito lo Capo – Grazia Denaro”

La scala dei turchi, di Grazia Denaro

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In Sicilia c’è una meraviglia da visitare, si trova lungo la costa di Agrigento ed è un paradiso naturale plasmato dall’incessante lavoro del mare e del vento. È la Scala dei Turchi, una falesia bianca come il latte che si erge a strapiombo sul mare.

La Scala dei Turchi si trova a Realmonte, in provincia di Agrigento, sembra scolpita dalla sapiente mano di un artista e protegge alcune tra le più belle spiagge della Sicilia. È costituita da una roccia sedimentaria di natura calcarea ed argillosa, la marna, dal caratteristico colore bianco.

Scala dei Turchi 

La Scala dei Turchi sembra sospesa tra cielo e mare, e si trova non troppo distante da Porto Empedocle. Il suo nome è legato alla leggenda secondo cui il luogo era il riparo delle navi turche i quali salivano i gradoni nella roccia per a depredare i luoghi lungo la costa. La tipica forma a scalinata è dovuta al processo di erosione causato da acqua e vento.

Questa scogliera mozzafiato si erge tra spiaggette di sabbia dorata, per raggiungerle occorre passeggiare lungo la scala naturale di pietra calcarea,  dall’alto della sua sommità il panorama è bellissimo, abbraccia tutta la costa di Agrigento fino a Capo Rossello.

In questo angolo di paradiso troverete calette riparate e angoli di paradiso protette dalla roccia bianca, per raggiungere occorre un po’ di fatica ma sarete ricompensati dalla meraviglia. La scala è stata magistralmente descritta da Andrea Camilleri nella sua opera la prima indagine di Montalbano.

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Apertura 2019

Finalmente, dopo qualche anno di attesa, riaprirà al pubblico l’unico accesso via terra alla Scala dei Turchi. Da dicembre 2017 infatti, un’ordinanza del Comune di Realmonte, ne impediva il transito a causa della caduta di massi.

Notizie immagini dell’articolo raccolte dal Web.

I leoni di Sicilia: i Florio – impressioni di Grazia Denaro

Romanzo Storico sulla saga dei Florio

I leoni di Sicilia. La saga dei Florio

– Stefania Auci –

Perché quel malessere era tornato? Come poteva spiegargli che dentro aveva un grumo di buio che lo spingeva ad andare avanti, ancora, sempre, ad accumulare, ingrandirsi, trovare nuove imprese? Lui, ricco di nascita, non avrebbe mai potuto capire.
Per quanto potesse amarla e considerarsi suo figlio, Palermo lo trattava da estraneo. Lui aveva provato a farsi accettare, l’aveva corteggiata con la ricchezza, aveva dato lavoro, aveva portato benessere. 
Forse era questo che non gli perdonava: il lavoro. Il potere. Gli occhi aperti sul mondo quando invece Palermo i suoi occhi li teneva ben chiusi. 

Formato: Copertina flessibile

Genere:  Romanzo
Pagine: 448
Editore: Editrice Nord

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Giudizio Sintetico

Ottimo


Dal momento in cui sbarcano a Palermo da Bagnara Calabra, nel 1799, i Florio guardano avanti, irrequieti e ambiziosi, decisi ad arrivare più in alto di tutti. A essere i più ricchi, i più potenti. E ci riescono: in breve tempo, i fratelli Paolo e Ignazio rendono la loro bottega di spezie la migliore della città, poi avviano il commercio di zolfo, acquistano case e terreni dagli spiantati nobili palermitani, creano una loro compagnia di navigazione… E quando Vincenzo, figlio di Paolo, prende in mano Casa Florio, lo slancio continua, inarrestabile: nelle cantine Florio, un vino da poveri – il marsala – viene trasformato in un nettare degno della tavola di un re; a Favignana, un metodo rivoluzionario per conservare il tonno – sott’olio e in lattina – ne rilancia il consumo… In tutto ciò, Palermo osserva con stupore l’espansione dei Florio, ma l’orgoglio si stempera nell’invidia e nel disprezzo: quegli uomini di successo rimangono comunque «stranieri», «facchini» il cui «sangue puzza di sudore». Non sa, Palermo, che proprio un bruciante desiderio di riscatto sociale sta alla base dell’ambizione dei Florio e segna nel bene e nel male la loro vita; che gli uomini della famiglia sono individui eccezionali ma anche fragili e – sebbene non lo possano ammettere – hanno bisogno di avere accanto donne altrettanto eccezionali: come Giuseppina, la moglie di Paolo, che sacrifica tutto – compreso l’amore – per la stabilità della famiglia, oppure Giulia, la giovane milanese che entra come un vortice nella vita di Vincenzo e ne diventa il porto sicuro, la roccia inattaccabile.

Intrecciando il percorso dell’ascesa commerciale e sociale dei Florio con le loro tumultuose vicende private, sullo sfondo degli anni più inquieti della Storia italiana – dai moti del 1818 allo sbarco di Garibaldi in Sicilia – Stefania Auci dipana una saga familiare d’incredibile forza, così viva e pulsante da sembrare contemporanea.

Chiudete gli occhi, immaginate di lasciare la terra in cui siete nati, a bordo di una nave, per trasferirvi nella più grande città di un’isola nuova, dove sguardi e persone sembrano vivere grazie ad un equilibrio secolare, posti, gerarchie e ruoli che non possono e non devono essere modificati.

Provate a pensare, sempre ad occhi chiusi, ad un sogno, un desiderio che varca la soglia di un negozio che odora di vecchio, di abbandonato, quattro mura che hanno tutte le potenzialità per divenire l’aromateria che vi permetta di iniziare questa vita nuova, nel cuore di Palermo, dove i rifornimenti non mancano e voi, coppia di fratelli giunti da Bagnara Calabra, potete iniziare a spendere sudore, determinazione e speranze.

Questo gioco di immaginazione è realtà, si chiama Famiglia Florio e ci porta al centro di Via dei Materassai, cuore commerciale della città, si allarga sulla “Cala” e tocca il mare, con i suoi odori, il pesce e la tradizione.

Certo, non siamo noi i protagonisti, ma il romanzo di Stefania Auci rende talmente reale l’intero contesto da poter, per un attimo, viaggiare totalmente in quel tempo e in questa meravigliosa storia…

Il primo volume della duologia dedicata ai Florio, ci porta a conoscere una sinfonia che parte con un unico strumento e finisce con un boato, una famiglia unica che pulsa nel cuore della Belle Epoque, dove Paolo e Ignazio pongono le basi solide di una delle più famose famiglie industriali italiane.

Unendo ai sentimenti e ai timori personali il fascino della movimentata storia siciliana e italiana del tempo, Stefania Auci crea una narrazione capace di stimolare l’immaginazione, come vi dicevo prima, tanto da dare volto ad ogni singolo personaggio delle tre generazioni che incontriamo.

Partendo dalle spezie, passando dallo zolfo alla metallurgia, dai tonni alla cantieristica giungendo al Marsala, i Florio hanno costruito, con Paolo e Ignazio, Vincenzo e tutti gli altri, un impero capace di renderli i “signori della Sicilia” seduti ai tavoli più importanti e protagonisti delle fasi travagliate della storia nazionali.

Con dialetto e sottigliezze linguistiche e narrative, Stefania Auci, racconta di uomini scherniti, “i facchinari”, di perseveranza, cadute e forza che hanno condotto a stanze pubbliche, ville ma anche  e soprattutto tra le camere private di questa famiglia, dove donne, bambini e genitori donano anche angoli quotidiani e storie d’amore solide e appassionanti.

Il magnetismo che si unisce parallelamente a questa storia, non termina con l’ultima pagina, ma si prolunga con l’insistente e famelica curiosità che porta il lettore a documentarsi, cercare e chiedersi come continua questa brillante saga, quali sono i luoghi che l’hanno vista nascere e crescere.

Saghe familiari, storicità, commerci, dialetti, navi, tradizione amore, sogni, cene, intuizioni, sommosse popolari, amicizie, merletti, testardaggine e radici, eh sì, c’è proprio di tutti e di più in questo romanzo, un libro dal quale mi separo con difficoltà… si capisce vero?!

Un libro che avvince per la forza d’animo, la perseveranza e la peculiarità di far lievitare un patrimonio fino all’inverosimile con la costanza e la perseveranza nell’ampliare i vari commerci nell’arco dei decenni. Importante l’istituzione della Targa Florio come premio annuale al vincitore del giro automobilistico di tutta la Sicilia. Una famiglia anche se ha perso lo smalto iniziale, rimane nella storia della Sicilia e dell’Italia per la sua intraprendenza nel mondo degli affari e per il suo innalzarsi nella scala sociale. Un libro che consiglio di leggere, l’ho apprezzato moltissimo.

La Valle dei templi di Agrigento, di Grazia Denaro

In una valle incantata, coi mandorli fioriti, vicino ad Agrigento si trova il più imponente insieme monumentale di tutta la Magna Grecia, un’eccezionale testimonianza storica iscritta nel 1997 nel Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

I resti della città ellenistica e poi punico-romana, gli imponenti mpli dorici quasi intatti, le agorà, le necropoli pagane e cristiane e la fitta rete di acquedotti sotterranei, costituiscono la ricchezza di un sito che si estende su circa 1300 ettari e racconta una storia millenaria iniziata nel VI secolo a.C. con la fondazione dell’antica colonia greca di Akragas.

I TEMPLI

Il tempio di Castore e Polluce (Dioscuri), dedicato ai leggendari gemelli nati dall’unione della regina di Sparta con Giove, è divenuto il simbolo della città di Agrigento.

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Il tempio della Concordia. Foto / Shutterstock.com

Il tempio della Concordia si trova lungo la via Sacra, anch’esso eretto verso il V secolo, oggi è quello meglio conservato. Nel VI secolo fu trasformato in edificio sacro. Il nome Concordia deriva da un’iscrizione latina ritrovata nelle vicinanze del tempio stesso.

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Il tempio di Zeus Olimpico (Giove) venne edificato per ringraziare il dio Zeus in occasione della vittoria del 480 a.C. degli Agrigentini sui Cartaginesi. Qui si trovano i telamoni, gigantesche statue con sembianze umane.

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Misure preventive per contrastare l’evasione, di Lia Tommi

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L’assessore al Commercio, Mattia Roggero, e l’assessore alle Finanze, Cinzia Lumiera, hanno incontrato nel pomeriggio di ieri, lunedì 29 luglio, i rappresentanti della associazioni di categoria per discutere della proposta di ‘Regolamento su misure preventive per sostenere il contrasto all’evasione’.
Nel corso dell’incontro è emersa la volontà di effettuare ancora degli approfondimenti a riguardo e, pertanto, è stato già programmato un’altra riunione per la fine del mese di agosto.
Il documento, pertanto, non verrà discusso nelle prossime sedute di Consiglio comunale.
“Volontà dell’Amministrazione comunale è andare avanti su questa strada a tutela di quei commercianti che sempre, molto correttamente, hanno pagato i tributi – hanno commentato di concerto, Roggero e Lumiera -. Riteniamo, però, che sia doveroso che questo provvedimento importante abbia un iter il più condiviso possibile ed abbiamo deciso, dunque, di proseguire con un ulteriore confronto a fine agosto per arrivare alla redazione di un documento soddisfacente per tutte le parti”.

Concorso “Storie di Economia Circolare”, di Lia Tommi

II° edizione del concorso
STORIE DI ECONOMIA CIRCOLARE. Termini prorogati al 31 luglio 2019

Il video vincitore sarà proiettato durante la XXXI edizione del Trieste Film Festival
Per il secondo anno consecutivo il CDCA – Centro Documentazione Conflitti Ambientali e il Consorzio ECODOM promuovono “Storie di Economia Circolare”, un concorso per valorizzare le esperienze virtuose di economia circolare in Italia, raccontate attraverso i linguaggi di video, foto, podcast, scrittura e fumetto (si veda il Regolamento). Giornalisti, videomaker, podcaster, fotografi e disegnatori potranno consegnare le opere entro il 31 luglio 2019.

I vincitori riceveranno i seguenti premi: 4.500 euro per la categoria video, 4.000 euro per la categoria foto, 2.500 euro per la categoria radio, 2.500 euro per la categoria fumetto e 2.000 euro per la categoria scrittura *. Il video vincitore sarà proiettato durante la 31ma edizione del Trieste Film Festival, che si svolgerà dal 17 al 22 gennaio 2020.

Sei un giornalista, un videomaker, uno scrittore, un fotografo, un illustratore e vuoi raccontarci una storia di economia circolare? Hai tempo fino al 31 luglio!

SCOPRI COME PARTECIPARE
L’iscrizione è gratuita

IL CONCORSO
Il Concorso Storie di Economia Circolare è un concorso a premi dedicato al racconto di storie virtuose di economia circolare in Italia. Il concorso è rivolto a giornalisti, videomaker, fotografi, podcaster, scrittori, storyteller e, novità della seconda edizione, a fumettisti e illustratori che vogliano mettersi in gioco per raccontare attraverso video, fotografie, podcast, graphic novel e scritti una piccola grande storia di cambiamento nel mondo dell’economia del nostro Paese. Continua a leggere “Concorso “Storie di Economia Circolare”, di Lia Tommi”

La crisi di Manitalidea e dell’intero Consorzio Manital

Ivrea: La crisi di Manitalidea spa e dell’intero Consorzio Manital sta interessando migliaia di lavoratrici e lavoratori in tutto il territorio nazionale.
L’Azienda piemontese, con sede ad Ivrea, che in regione occupa non meno di 1500 persone, da tempo non è in grado di garantire gli stipendi e sta mettendo in ginocchio le già precarie condizioni economiche di migliaia di famiglie.

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LE LAVORATRICI E I LAVORATORI SONO ALL’ESASPERAZIONE L’AZIENDA CONTINUA A NON PAGARE GLI STIPENDI E NON DA GARANZIE SULLA CONTINUITA’ E SULLE SCADENZE DI PAGAMENTO.
Centinaia di appalti pubblici e privati che anche sul nostro territorio sono alla canna del gas. Anche dalle committenze, che riteniamo ugualmente responsabili, non giungono interventi a sostegno di chi lavora e che tutti i giorni garantisce servizi e prestazioni.
Aziende private come TELECOM, EQUITALIA, LOROPIANA per non parlare di importanti Enti Pubblici (INPS, INAIL, UNIVERSITA’, TRIBUNALI, GUARDIA DI FINANZA, ecc. ecc.) oltre che Enti locali (Comune di Asti, Biella, Collegno, Alpignano, Pianezza ecc. ecc.) non assumono alcuna decisione e continuano con questi comportamenti a danneggiare solamente chi lavora.
E’ ORA DI DIRE BASTA
IL DIRITTO ALLA RETRIBUZIONE NON SI TOCCA!
I PRIMI AD ESSERE DIFESI E TUTELATI DEVONO ESSERE LE LAVORATRICI E I
LAVORATORI E LE AZIENDE NON POSSONO SCARICARE LE LORO
RESPONSABILITA’ SUI PIU’ DEBOLI.
E’ necessario un impegno chiaro e definitivo sulle prospettive di tutti gli appalti.
GIOVEDI’ 11 LUGLIO 2019
ore 10:00 – IVREA
SCIOPERO E MANIFESTAZIONE REGIONALE concentramento presso la sede di Manitalidea (Via G. Di Vittorio) corteo fino alla Piazza del Municipio di Ivrea.

ARAL spa ammessa alla Procedura di Concordato Preventivo, di Lia Tommi

ARAL spa ammessa alla Procedura di Concordato Preventivo

Il Tribunale di Alessandria, con decreto emesso in data 4 luglio 2019, ha ammesso la società ARAL spa alla procedura per concordato preventivo in continuità aziendale diretta, ritenendo il piano concordatario presentato attuabile nei termini e con le modalità proposte.
L’udienza per la convocazione dei creditori ed il relativo voto è stata fissata per il prossimo 29 novembre 2019.
“A nome del Sindaco e di tutta la Giunta Comunale esprimo il mio ringraziamento ai vertici aziendali, agli advisor e a tutti i dipendenti dell’azienda che con il loro lavoro ci hanno consentito di conseguire questo risultato importante non solo per l’amministrazione comunale, ma per la tutta la cittadinanza per le ricadute che può avere – ha commentato l’assessore all’Ambiente del Comune di Alessandria, Paolo Borasio -. Ringrazio, in particolare, il presidente, Angelo Marengo, che da quando ha preso in mano la gestione della società ha attivato una serie di azioni che hanno consentito di riportare in utile i Bilanci Aziendali e di rendere completamente funzionante l’impianto di Castelceriolo con l’eliminazione dei rifiuti lì stoccati da tempo. Questa decisione del Tribunale di Alessandria conferma il grande lavoro di risanamento che abbiamo portato avanti congiuntamente e del quale siamo molto orgogliosi. Questa è una vittoria anche della nostra Amministrazione comunale che ha sempre creduto che ARAL ce la potesse fare, nonostante la grave situazione economica in cui versava, i tanti ostacoli da superare e nonostante fosse ritenuto da molti che il fallimento fosse la soluzione migliore da perseguire”.

Social Wood e la forza sociale di Coldiretti per promuovere l’economia carceraria, di Lia Tommi

Degustazione questa mattina al Mercato Coperto di via Guasco ad Alessandria
Campagna Amica e “Fuga di Sapori”, la riqualificazione urbana passa anche da qui.

A pochi giorni dalla pubblicazione del decreto che definisce i requisiti minimi per le aziende che fanno attività di agricoltura sociale, questa mattina nel Mercato Coperto di Campagna Amica è stato organizzato un esempio di collaborazione virtuoso: quello tra il carcere di Alessandria e Coldiretti.
Una partnership nata grazie al nuovo Mercato Coperto di Campagna Amica, dove gli arredi sono stati interamente realizzati da detenuti ed ex detenuti che lavorano nella Bottega Solidale SocialWood di piazza Don Soria ad Alessandria.

Nel progetto di riqualificazione urbana, partendo dalla visione di essere sempre di più forza sociale, Coldiretti e “Fuga di Sapori” hanno voluto promuovere l’economia carceraria e raccogliere fondi per progetti di pubblica utilità.
E’ stato così che accanto ai prodotti a km0 è stato possibile degustare e acquistare birra, dolci, liquori, sott’oli e manufatti interamente realizzati sia nel carcere di Alessandria che di altre parti d’Italia.

“Il nostro essere forza sociale significa anche promuovere la formazione e il lavoro interno agli Istituti di Pena di Alessandria, ma anche aprirsi a progetti che permettano di migliorare la città, proprio come sta accadendo con piazza Don Soria. – ha affermato il presidente Coldiretti Alessandria Mauro Bianco – Abbiamo creduto fortemente in SocialWood, per le sue finalità e i suoi progetti. Con questa collaborazione, il nostro obiettivo è dare la possibilità ai detenuti di ritrovare fiducia in se stessi e spinta motivazionale. Coldiretti continuerà su questo percorso perché tutto ciò che riguarda il benessere della persona è una nostra priorità”.
Non a caso, infatti, oggi è stata pubblicizzata la “Festa della Sbirra – Illegale non berla” in programma il 29 e 30 giugno davanti alla Casa Circondariale per raccogliere fondi per la riqualificazione di piazza Don Soria.
“Con la degustazione di oggi si è consolidato questo rapporto volto a creare valore sociale in città e proporre accanto ai prodotti di qualità di Campagna Amica anche quelli Made in Carcere. Molti sono gli esempi e i progetti che vedono Coldiretti impegnata a livello nazionale in questi contesti, con interventi di sostegno dentro e fuori le strutture carcerarie – ha aggiunto il direttore Coldiretti Alessandria Roberto Rampazzo – Da sempre lo spirito della Coldiretti è quello di stare a stretto contatto con la terra e al fianco delle persone meno fortunate. Detto questo non potevamo non accogliere con plauso questa forma di collaborazione”.
Anche questa mattina, intanto, è proseguita la raccolta firme #stopciboanonimo per estendere a livello europeo l’obbligo di indicare in etichetta l’origine degli alimenti.

IMU: approvato l’emendamento proposto da Confagricoltura, di Lia Tommi

IMU: approvato l’emendamento proposto da Confagricoltura
che equipara società IAP a persone fisiche con stessa qualifica

Confagricoltura esprime soddisfazione per l’approvazione, da parte della Camera dei deputati, dell’emendamento relativo all’applicazione delle agevolazioni IMU alle società in possesso della qualifica IAP (imprenditore agricolo professionale).
La misura – art. 16 ter del DL 34/2019, cosiddetto “Decreto crescita” approvato con voto di fiducia dai Deputati – era stata proposta e sostenuta da Confagricoltura per chiarire definitivamente la questione che aveva suscitato interpretazioni difformi da parte di diversi Comuni e di alcune sezioni regionali dell’ANCI in relazione al pagamento dell’IMU.
Con l’approvazione da parte della Camera (ora si passa al voto definitivo in Senato), i soggetti IAP societari vengono equiparati alle persone fisiche in possesso della stessa qualifica, e quindi non sono soggetti al pagamento dell’imposta.
“L’emendamento – evidenzia Luca Brondelli di Brondello, componente della Giunta dell’organizzazione degli imprenditori agricoli e presidente di Confagricoltura Alessandria – ha effetto retroattivo, poiché richiama espressamente l’interpretazione autentica della disposizione (ex art. 1 dello Statuto del contribuente) confermando quanto sempre sostenuto da Confagricoltura fin dall’entrata in vigore dell’IMU. Inoltre, questo emendamento testimonia l’opera di tutela delle imprese svolta da Confagricoltura”.

Ti piace scrivere, vuoi fare parte della redazione di Alessandria today @ Web Media Network ?

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di Pier Carlo Lava

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Alessandria today @ Web Media Network nasce a dicembre 2017, partendo da zero ha già raggiunto 530.000 visite con una crescita costante e continua dovuta all’impegno di tutti i numerosi Autori e Autrici che scrivono e pubblicano i loro post, che con l‘occasione ringrazio per l’impegno profuso e la qualità del livello creativo del loro lavoro.

La redazione vuole ulteriormente crescere, perciò vorrei invitare chi ne vuole fare parte e pubblicare direttamente nel blog a scrivermi in privato sul messenger di facebook (Pier Carlo Lava) oppure per mail precisando quanto segue:

Nome e cognome, num. di cellulare, indirizzo email e una breve biografia con foto.

L’invito è rivolto a tutti in particolare ai blogger, in tal senso informo che attualmente sono già molti nella redazione.

Non ci sono particolari restrizioni sui temi dei post, se non un civile rispetto dei numerosi lettori di oltre 130 paesi nel mondo.

Grazie per l’attenzione e cari saluti a tutti.

Confagricoltura e il pacchetto giovani, di Cristina Saracano

“Non discriminiamo le imprese giovanili:
i fondi ci sono, tutte meritano di essere aiutate”
Nella seduta del 27 marzo scorso la Giunta regionale del Piemonte ha deciso di destinare
15 milioni di euro al “pacchetto giovani” del Programma di Sviluppo Rurale – bando 2017 – attraverso l’impiego di risorse non utilizzate negli anni precedenti per decadimenti, rinunce
e ridimensionamenti delle domande a suo tempo presentate.
Confagricoltura Piemonte ha commentato positivamente l’iniziativa, esprimendo però
disappunto in merito al fatto che sono state ancora una volta trascurate altre imprese
condotte da under 40, le quali, legittimamente, aspirano agli stessi benefici. “Siamo
sempre contenti quando si sostengono i giovani. Vogliamo tuttavia sottolineare – dichiara
Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonte – che ci sono altre centinaia di
aziende, altrettanto giovani, che non hanno potuto fruire del pacchetto previsto nel bando
2017. Ci riferiamo a chi ha presentato domanda per l’insediamento in agricoltura nel 2016
e che, per carenza di fondi, non ha potuto ottenere finanziamenti per la realizzazione dei
miglioramenti aziendali. Ci sono molti casi: si tratta di giovani che hanno investito a loro
rischio e a loro spese, molti dei quali indebitandosi in modo significativo. A nostro avviso
questi neo imprenditori hanno altrettanto diritto a essere finanziati e a veder riconosciuti i
loro sforzi”.
“Siamo profondamente rammaricati – commenta il presidente di Confagricoltura
Alessandria, Luca Brondelli di Brondello – che non sia così, perché anche per loro si
sarebbero dovute trovare le risorse, facendo scorrere le graduatorie. Ciò non è avvenuto
e, in qualche modo, occorrerà trovare rimedio. Confagricoltura continuerà ad adoperarsi
per evitare che si creino discriminazioni, perché tutti i giovani che hanno voglia di investire
in modo produttivo e che dedicano impegno e sacrificio ai loro progetti è giusto che
vengano aiutati”.
Alessandria, 4 aprile 2019