Momenti di poesia, La vita non ha più colore – trilogia di Grazia Denaro

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Era appena ieri

anche se nell’incoscienza

e nella lontananza t’incontravo.

 

Stamattina il viso immobile,

il cuore ha cessato il suo pulsare

e con esso il mio.

 

Ormai la vita non ha più colore.

quest’alba gira lontana,

corre verso la notte

rannicchiandosi

in un buio senza riparo…

né giunge alcun rumore:

spietato è il silenzio

che si assiepa attorno a te.

 

Una lama affonda il fendente

in mezzo al mio costato.

 

– Tutto si  è fermato –

il sangue s’è pietrificato dentro le mie vene,

vertigine mi coglie ledendomi il respiro

 azzerandomi la voce.

 

@Grazia Denaro@

Momenti di poesia, Al cielo s’espande – trilogia di Grazia Denaro

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Vivo giornate di attimi imperfetti

in questo scorcio di tempo

scevro di albe,

appeso all’attimo del momento

nell’attesa angosciante

che arrivi lo scialbo tramonto

e poi la notte nera a rapire l’anima

generando quella metamorfosi definitiva

adagiata in una mongolfiera solitaria

che eleva verso il cielo l’entità in attesa

di arrivare nella sua collocazione

lasciando sulla terra il suo ultimo giorno

e l’involucro che rimane nei ricordi

di chi gli è vicino in una pace arida, attonita

che ha bisogno di scavare miniere pregne

di quella rugiada che scaturisce

dal profondo del petto

a fluidificare respiri di pace

non riuscendo a staccare la spina

da quello sguardo profumato

di grano maturo

che al cielo s’espande.

 

@Grazia Denaro@

 

Momenti di poesia, Rimani qui di Grazia Denaro

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Rimani qui

dove lo zefiro torna a carezzarci

con le lusinghe della primavera

lasciando il suo messaggio

di gioia e fiori

su cui il sole riscalda e rifulge

mettendo le ali agli occhi

e regalando sorrisi al cuore

che corre su itinerari

di dolci capriole.

 

Qui tutto parla di noi

delle albe rosate lucenti e cristalline,

delle sere vissute

nella bellezza del nostro sentire

di anime prese l’uno dell’altra

interagendo

in quella lingua infiorata

aperta al linguaggio

degli irresistibili istinti

intinti in pennellate di sogni

atti ad innalzare l’anima

verso l’apice del cielo

per rimirare le costellazioni

ed il loro incanto.

 

@Grazia Denaro@

Ritratti. “Capitan Red” di Maurizio Coscia (Sargon)

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Walter Matthau nel ruolo di Capitan Red del film di Roman Polanski “Pirati”

Capitan Red

<< Capitan Red, il pirata dei Sargassi? >>

<< …Sì, per onorarla, ma non per servirla, Sir Edgard della marina militare britannica. Come ha visto, abbiamo affondato la sua nave, svuotato i suoi forzieri e ci stiamo rimpinzando il ventre coi suoi viveri. Dove sono ora tutti i suoi uomini, in fondo all’oceano? Provi ancora a dare loro qualche ordine se di essi ne resta a sufficienza per eseguirli, tra i denti degli squali… ha ha ha ha ha… me la rido con gusto e, ora, mi sia grato e riverente perché la onoro della mia presenza… >>

<< Capitan Red, la farò impiccare all’albero maestro della nave ammiraglia della mia flotta, lei e i suoi uomini non avete speranza! Almeno cinque navi inglesi stanno per incrociare la vostra rotta ed altrettante stanno per arrivare qui. Per San Giorgio e San Michele e la regina d’Inghilterra, so quel che dico! Avete attaccato e depredato la nave sbagliata, in avanscoperta, in procinto di riunirsi con il resto della flotta… >>

<< Ha ha ha ha… nave sbagliata?!?… ha ha ha… Sir Edgard di Lancaster, io cercavo proprio lei. Il trucco di nascondere bottino e comandante nella nave più esposta e senza difese. con me non ha funzionato… ha ha ha… Sir Edgard, lei è mio prigioniero e se non farà come dico io e se non farà in modo che la mia nave con la sua ciurma… >>

<< Ciurmaglia! Vuole dire! >>

<< Non sia così spavaldo, mio caro nobil uomo, ospite di una fregata d’eccezione… perché, di certo, se non farà come dico io e non farà in modo che la mia nave con tutta la sua ciurma possa arrivare incolume fino a Tortuga, dando l’ordine alle navi inglesi in arrivo di allontanarsi, Barbanera mi è testimone dal profondo del mar dei Sargassi, io finirò impiccato all’albero maestro della sua nave ammiraglia, ma in Inghilterra, ad omaggiare la sua regina, arriverà solo la sua testa… parola di Capitan Red! >>

Momenti di Poesia. “Scogli” di Maurizio Coscia (Sargon)

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Scogli

Resistono ostinati all’emotività ondeggiante del mare,

offrono emozioni persistenti,

regalano pensieri dispersi in un orizzonte,

sorreggono il piede di Dafne assorta,

tra le curve rocciose.

Sono gli scogli per l’attesa

e, immobile, la ragazza fissa i suoi occhi,

mentre affiorano,

tra  gli scogli,

desideri,

sempre uguali a quelli,

depositati,

laggiù. ora, lontani verso un’imbarcazione

o, qui, ora, vicini alla riva,

alla spiaggia assolata

dove Dafne si è mostrata nuda al sole,

capelli spettinati al vento,

lunghi, neri

sopra il seno,

prima di raggiungere gli scogli,

senza sabbia

dove si domanda:

sarebbe giunto, da lei, Diomede, il pescatore?

 

 

 

Frassineto Po: Sagra del peperone, di Cristina Saracano

Nell’ultima settimana di agosto, si svolgerà a Frassineto Po la tradizionale sagra del peperone, alla sua 46ma edizione.

Questa verdura, ottima da gustare cruda o cotta, va coltivata con amore e passione per soddisfare tutti i palati.

Qui di seguito riporto gli eventi, il 28 agosto, tributo a Ligabue e il 29 spettacolo di musica e ballo con gli Esplosion, inoltre alcune interessanti curiosità sull’ortaggio.

Lipari – Grazia Denaro

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Tra le Isole Eolie, Lipari è la più estesa, somiglia ad una piccola città, ed è sicuramente il miglior compromesso tra bellezze paesaggistiche, divertimento e comodità.

Vi regalerà non soltanto bellissime spiagge con zone selvagge e incontaminate, ma anche divertimento, arte e cultura.La baia di Marina corta è ricca di localini tipici, bar, ristoranti e gruppi musicali che si esibiscono dal vivo.

L’intera isola è facilmente percorribile con auto o motorino, ma per chi vuole godere dei veri ritmi e dei suoni dell’isola consigliamo la bicicletta.

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Il territorio di Lipari

L’isola di lipari, distante circa 38 km dalla costa settentrionale della Sicilia, con i suoi 37,6 kmq è l’isola più grande dell’arcipelago delle Eolie. È la seconda isola più vicina al promontorio di Milazzo, preceduta dall’Isola di vulcano dalla quale è divisa da una parte di mare di circa mezzo miglio, conosciuto anche come “bocca di Vulcano”

Come tutte le altre isole dell’arcipelago delle Eolie, è di origine vulcanica, come dimostrato dalla conformazione idrogeologica del territorio che si presenta con coste alte e frastagliate, numerose grotte, faraglioni e “scogli” di origine vulcanica. Continua a leggere “Lipari – Grazia Denaro”

Sagra della fassona a Borgoratto

Borgoratto. Ultima serata, oggi 18 agosto 2019 con la fassona piemontese, regina dei.piatti tipici della nostra zona, a Borgorattto, nella tradizionale sagra.

Ci sarà anche una serata danzante, come nei giorni precedenti, inoltre, sarà ancora visitabile la mostra pittorica di Giovanni Massolo presso l’ex asilo di via Colombo.

Momenti di Cultura. Intervista di Alessia Mocci a Maurizio Coscia, autore de “Il Viaggio di Simone” con lo pseudonimo di Evan Jung

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Maurizio Coscia autore de Il Viaggio di Simone 

Diciotto anni, Simone, li ha compiuti, d’estate, verso la fine dell’anno scolastico e, dopo qualche mese, ha preso la patente. Apparentemente, sembra che si sia lasciato alle spalle, quello che gli è successo durante l’anno ed il suo modo di essere timido, impacciato, chiuso. È cambiato, non legge più testi religiosi, non gliene frega più niente della morale, ha abbandonato in un angolo il suo librone di storia che si portava sempre dietro.

 “Il viaggio di Simone”, edito nel settembre 2014 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana editoriale “Oltre il confine”, è la nuova pubblicazione dell’autore Evan Jung. Il protagonista del romanzo è Simone e la sua vita, infatti ogni capitolo del libro ripercorre momenti della sua vita.

“Il viaggio di Simone” è suddiviso in tre capitoli fondamenti: “Il punto di partenza: Perché si soffre?”, “Lo spostamento: Perché si sogna?” ed “Il punto di arrivo: Perché si riflette?”, suddivisi ognuno in sotto capitoli.

Evan Jung è stato molto disponibile nel rispondere ad alcune curiosità sulla sua recente pubblicazione e sulla sua vita. Buona Lettura!

A.M.: “Il viaggio di Simone” è un titolo parlante, infatti, il tuo romanzo racconta del viaggio del protagonista. Come nasce Simone?

Evan Jung: Simone nasce nel 1987. È un personaggio che mi era venuto in mente ai tempi della scuola media superiore. Già, allora, infatti, avendo una sincera passione per lo scrivere, anche se in modo non continuativo, scrivevo a penna su alcuni quaderni, ma anche, a volte, su fogli sparsi con una vecchia macchina da scrivere, riflessioni, poesie ed altro ed avevo abbozzato un racconto che, come suo protagonista principale, aveva appunto Simone e, nel Saggio che ho scritto, è rimasto tale quale, così come è descritto nelle sue caratteristiche fisiche, in particolare. Inoltre, pure il Simone di allora, in base alle mie intenzioni, doveva compiere un viaggio anche se avrebbe dovuto essere uno spostamento fisico vero e proprio, da un luogo ad un altro, e non uno ‘spostamento logico-creativo’ così come ho spiegato nell’introduzione al mio Saggio. Infine, il Simone di allora aveva in più il cognome che, col tempo, ho deciso di eliminare, anche se davvero mi piaceva, per evitare delle palesi omonimie. Riguardo alla genesi del libro è, quindi, se vogliamo, un qualche cosa di radicato, nella mia aspirazione adolescenziale a diventare uno scrittore e, almeno dal punto di vista della sua redazione formale, per il fatto che in esso sono contenute riflessioni, racconti brevi o favole, ma anche poesie è rimasto in linea con quanto mi piaceva scrivere già una volta. Già durante la scuola media superiore ero, quindi, consapevole del fatto che, un giorno, in qualche modo, avrei scritto almeno un libro nella mia vita e così è avvenuto, dopo, se vogliamo, anni e anni di rimando della sua realizzazione ad un periodo futuro e, comunque, dell’averlo ora finalmente scritto, ne sono, adesso, veramente lieto.

A.M.: L’introduzione recita: “Il punto di partenza è la condizione di sofferenza in cui colui che si sposta per vivere bene non vuole più permanere. Il punto d’arrivo è la condizione di felicità che colui che si sposta per vivere bene vuole raggiungere.” Ritieni che questo assioma sia valido per ogni individuo?

Evan Jung: Dipende. Ritengo, infatti, che non tutti gli individui siano consapevoli del fatto che, durante la loro esistenza, sia possibile aspirare a vivere bene ed essere felici. Dal mio punto di vista, non tutti la pensano così e valuto che molti, invece, pensino che la vita sia, in primo luogo o addirittura solo, un’esperienza di sofferenza e sacrificio. Ebbene, queste persone, per un motivo o per l’altro, ed, in particolare, per le esperienze che hanno fatto e/o per l’educazione che hanno ricevuto nel corso della loro esistenza possono essere come ‘assopite’ nel pessimistico modo di pensare che la vita stessa, per come appare nella sua forma e per come è nella sua sostanza, non possa essere felice, ma, piuttosto, piena di difficoltà e di sofferenza. Di conseguenza, per queste stesse persone, quello che chiamo punto di partenza e che definisco come condizione di sofferenza è al tempo stesso anche il punto di arrivo. Ora, con il mio Saggio, ho voluto mettere in evidenza come, in realtà, almeno dal mio punto di vista, sia possibile raggiungere una condizione di felicità nella propria esistenza ed averla proprio come punto di arrivo, qualsiasi sia la condizione di sofferenza, come punto di partenza. Per cui, implicitamente, l’assioma citato che è del resto ciò che spiega il significato fondamentale del Saggio che ho scritto, contiene un messaggio di fiducia, speranza ed ottimismo, sulla possibilità di una vita bella, felice e serena, rivolto, in primo luogo, a coloro che non credono in tale possibilità.  Continua a leggere “Momenti di Cultura. Intervista di Alessia Mocci a Maurizio Coscia, autore de “Il Viaggio di Simone” con lo pseudonimo di Evan Jung”

Colline, la mostra di Giovanni Massolo, a Borgoratto fino a Domenica 19 Agosto, di Bruno Volpi

Un fine settimana con la magia dei colori e delle pennellate materiche di Giovanni Massolo, in una mostra che rappresenta l’omaggio dell’artista al famoso romanzo di Cesare Pavese: “La luna e i falò”.

Borgoratto, in occasione della festa patronale, ospita questa esposizione di opere dell’artista savonese, che ha vissuto a lungo a San Giuseppe di Cairo Montenotte, prima di trasferirsi a Castellazzo, dove è mancato prematuramente nel 2015.

Ad accogliere i visitatori è la moglie Virginia, grazie alla cui determinazione e passione, le opere di Massolo continuano ad essere esposte ed apprezzate in una serie di importanti mostre postume.

“Colline” si apre con una serie di piccoli ma deliziosi ritratti, che animano la prima sala. Si tratta di alcuni personaggi del romanzo, i cui volti, tracciati dall’artista con rapide pennellate, assumono un’espressività non comune. Si susseguono così, sulle pareti della sala, le immagini del Sor Matteo, della moglie ritratta di profilo, della giovane Irene, che sembrano preparare il visitatore ai capolavori esposti nella sala principale, dove è la grande tela “L’arrivo al paese” ad attirare subito lo sguardo: una coloratissima e sbuffante locomotiva, il cui vapore sembra assumere le sembianze di rondini in volo, trascina dietro di sé alcuni vagoni, una massa scura che rende ancor più vive le tonalità calde che l’artista usa per raffigurare le colline circostanti.

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