Vittorio Sgarbi presenta la collezione della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria

Di Maria Luisa Pirrone

Mercoledì 19 dicembre alle 17 presso il Broletto di Palatium Vetus, in piazza della Libertà 28 ad Alessandria, saranno presentati il catalogo e il regesto delle opere della collezione della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, esposte proprio all’interno dello storico edificio.

Ospite d’onore Vittorio Sgarbi, curatore dei volumi.

“L’incubatrice, il giacimento e il Purgatorio”: la vita quotidiana al tempo della fondazione di Alessandria

Di Maria Luisa Pirrone

Come vivevano i rustici nelle curtes prima della nascita di Alessandria? Cosa mangiavano? Che lingua parlavano? Seguivano il diritto romano o le leggi longobarde? Perché si unirono per fondare Alessandria?

E ancora, i ritmi dell’agricoltura, l’importanza dei fiumi, il ruolo dei monaci, la città che nasce e cresce con i suoi monumenti e i suoi personaggi, ma anche con i suoi usi e peculiarità: di tutto questo, e di molto altro, parla “L’incubatrice, il giacimento e il Purgatorio” (MF Studios Editore), il nuovo libro di Piercarlo Fabbio e Piero Teseo Sassi, con la collaborazione di Mauro Remotti, presentato martedì 27 novembre al Museo Etnografico “C’era una volta”.

Se il titolo può creare curiosità e spingere ad una lettura chiarificatrice, è nel sottotitolo che troviamo la chiave che fa da trait d’union di tutti i capitoli: “Vita quotidiana al tempo della fondazione di Alessandria e del Barbarossa”. Quindi, non solo la grande Storia con i suoi grandi fatti, ma anche e soprattutto la quotidianità dei nostri avi nei suoi aspetti sociali, economici, religiosi e ludici.

Scopriamo, per fare qualche esempio, che se una donna di Bergoglio voleva sposare un uomo di Gamondio, i riti e le usanze erano diversi; che una donna alessandrina aveva il diritto di fare testamento; che c’era apertura nei confronti dei forestieri (oggi li chiameremmo migranti…).

Nel libro viene utilizzato l’artificio letterario dell’incontro casuale tra i due autori, prima sul ponte Meier e successivamente alla Gambarina, incontro da cui scaturiscono un dialogo e uno scambio di studi e conoscenze che rimarranno costanti lungo tutto il testo.

La presentazione al “C’era una volta” è stata impreziosita da alcuni momenti musicali in cui i volontari del Museo hanno suonato e interpretato canti in dialetto molto antichi, alcuni precedenti all’anno Mille.

Inoltre, i volontari insieme agli autori hanno letto un brano tratto da Baudolino di Umberto Eco, proprio quello sull’assedio di Alessandria e Gagliaudo. Continua a leggere ““L’incubatrice, il giacimento e il Purgatorio”: la vita quotidiana al tempo della fondazione di Alessandria”

LUCILLA – NO alla violenza contro le donne, di Marcella Nardi

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Alcuni anni fa ebbi l’onore di essere contattata per inserire una mia storia, che compare come racconto, nella mia prima antologia dal titolo “Grata Aura & Altri gialli medievali” (Amazon).

Insieme ad altri 32 racconti, il mio fu opportunamente accorciato da un regista. Per ogni storia un attore avrebbe avuto a disposizione 5 minuti per leggerlo.

Era una manifestazione, con raccolta fondi, per la lotta contro la violenza sulle donne.

Di seguito aggancio il testo ridotto. Chi avesse piacere a leggere il racconto originale, lo puo’ trovare nell’antologia da me pubblicata su Amazon.

Buona lettura

LUCILLA

“Lucilla, fai presto, dove sei?”, continuava imperiosa la voce di mia madre.
Non riuscivo a trovare la gatta. Mi era parso di vederla correre oltre lo steccato.
“Strano”, pensai”
A quest’ora, in genere, Batuffolo è più ligia di me. Sa che, prima di cena, mia madre le da il suo ultimo pasto della giornata”.

Poi…tutto accadde in un istante!
Sentivo i passi di mia madre, allontanarsi e il cancello posteriore era stranamente aperto. Avrei dovuto capire che c’era qualcosa d’insolito.
Sentivo la sventura lì, pronta a catturarmi e accelerai il passo. “Dov’era finita, Batuffolo?” pensai. Poi la vidi. Era impaurita.
Nell’istante in cui capii il perché: un sacco mi piombò addosso.
Due mani forti e ruvide mi presero e m’impedirono di urlare.
Il panico più profondo in un istante mi trasformò da adolescente in una giovane donna.
Così la mia vita a Ravenna era terminata.
Viaggiai, non so bene per quanto tempo viaggiai.
Terrore…ecco cosa avvertivo più di tutto.
Ricordo ancora i sobbalzi del carro su cui mi avevano caricato, ben nascosta sotto le coperte. Ogni volta che mi agitavo o cercavo di urlare, una mano mi picchiava.
Ci fermammo, credo, per tre notti.
In quelle condizioni, lo scorrere del tempo era più tiranno dei miei rapitori!
Sempre bendata, mi davano una ciotola con qualcosa di disgustoso da mangiare. Unico conforto era il calore del fuoco attorno a cui stavamo seduti. Dopo il pasto, gli uomini, con toni volgari, si raccontavano storie di scorribande e di violenze sulle donne.
Poi di nuovo sul carro, mentre il resto della banda dormiva.
L’ultima notte tentai di fuggire. Non l’avessi mai fatto! La punizione fu orribile.
Ancora oggi rimane indelebile nella mia mente.
Quell’essere volgare, che mi sorvegliava, mentre gli altri riposavano, mi prese con una brutalità inaudita. Il dolore della violenza che subii fu atroce, così come la nausea che provai per il fetore che emanava quell’uomo.
L’indomani il viaggio riprese e, quando il carro si fermò, mi fecero scendere; poi mi tolsero la benda.
Una luce intensa mi sferzò gli occhi. Era il sole!
Ed era anche una splendida chioma dorata di un giovane pulito, bello, elegante che rincuorò il mio animo ferito. La vista e il calore arrivarono a lenire i dolori del mio corpo.
Entrammo in un maniero.
Scendemmo un’infinità di scale e poi camminammo per una serie di cunicoli sotterranei. Arrivammo dinanzi alla porta di una cella e, senza tanti complimenti, fui gettata dentro. Sbattei la testa. Quell’enorme porta chiudeva un altro capitolo della mia vita.
Un donnone, dai modi rozzi, ma buona di cuore, ogni giorno mi portava una ciotola con qualcosa da mangiare, un secchio ed una pezza per lavarmi. Continua a leggere “LUCILLA – NO alla violenza contro le donne, di Marcella Nardi”

“Quasi giallo”: un romanzo di archeologia alla Gambarina, di Maria Luisa Pirrone

Venerdì 9 novembre alle 18 presso il Museo Etnografico “C’era una volta”, in piazza della Gambarina ad Alessandria, sarà presentato il libro “Quasi giallo. Romanzo di archeologia” di Enrico Giannichedda, archeologo indipendente. Introdurrà l’autore l’archeozoologa Silvia Del Nevo.

“Quasi giallo” è l’esordio narrativo di Giannichedda e tiene insieme vicende di fantasia – con morti misteriose e misfatti, ma anche amicizie e affetti – e lo svolgersi di lezioni universitarie dove, con metodo e libertà di pensiero, sono discussi numerosi casi archeologici di difficile interpretazione e già oggetto di roventi polemiche.

Il romanzo è ambientato in un dipartimento di Archeologia dove si intrecciano diverse storie.

Alla morte sospetta di un docente di Numismatica fanno seguito furti, incendi, minacce in un clima di tensione che coinvolge un giovane ricercatore impegnato la sera nella pasticceria paterna, una professoressa che non vuole invecchiare, una sensuale dottoranda e altri personaggi, molti dei quali hanno qualcosa da celare. Fra loro, un carabiniere interessato ai metodi archeologici e una bizzarra studentessa appassionata di gialli. Continua a leggere ““Quasi giallo”: un romanzo di archeologia alla Gambarina, di Maria Luisa Pirrone”

Grazie, Roberto

Di Maria Luisa Pirrone

È notte, domani devo alzarmi presto e dovrei dormire.

Eppure, non riesco a non pensare a ciò che ho appena saputo. Non riesco a non pensare che non ci sei più.

Stamattina ho letto i tuoi ultimi post di ieri. Avevi orgogliosamente pubblicato la rassegna stampa relativa al tuo ultimo convegno a Mantova, e altrettanto orgogliosamente avevi postato le foto della cena, come sempre facevi. «Il convegno a Commessaggio è stato un successo…ma la cena è stata un trionfo… dove si può mangiare dell’ottimo pesce nella… Bassa? Qui…», avevi scritto. Lo facevi sempre e io, che ti seguivo attentamente, amavo questo modo di fare: prima la profondità e il rigore degli studi, poi la meritata allegria della buona tavola locale. Non perdevi occasione per postare un buon piatto di polenta, ovunque ti trovassi.

La cultura, con te, non era mai noiosa perché arrivava sempre il suo lato più gustoso. La storia, con te, non era mai noiosa perché arrivava sempre il suo aspetto più curioso e stuzzicante. A volte, non vedevi l’ora di stupirci con i particolari più piccanti della vita di qualche marchesa, e allora la storia diventava anche divertente.

Continua a leggere “Grazie, Roberto”

La Lollo pronta ad infiammare i cuori all’Acqui Storia, di Maria Luisa Pirrone

Di Maria Luisa Pirrone

Mi innamorai perdutamente di lei da ragazzina, quando la vidi, tenace e testarda come un mulo, al fianco di Vittorio De Sica in “Pane, amore e fantasia”. Mi innamorai perdutamente, dicevo, di quegli occhi, di quell’accento e di quel cipiglio, e da allora per me Gina Lollobrigida è lei, la Bersagliera.

Icona e sex symbol di un’epoca, di lei nel ’54 il Time scrisse: “In Europa Gi-na-Lol-lo-bri-gi-da sono le sette sillabe più famose. È lei la ragazza che, secondo Humphrey Bogart, «fa sembrare Marilyn Monroe simile a Shirley Temple»”.

Ha 91 anni, Pizzicarella, e proprio in queste ore si sta preparando per venire qui da noi. Sabato 20 ottobre alle 17 al Teatro Ariston di Acqui Terme (piazza Matteotti) sarà l’ospite d’onore del Premio Acqui Storia, durante il quale verrà proclamata “Testimone del Tempo 2018″.

Questa splendida creatura, infatti, è testimone vivente dell’epoca ormai perduta delle Dive e ha portato fieramente l’Italia nel mondo. Nella sua lunghissima carriera ha attraversato la storia del cinema di diversi decenni, al fianco di mostri sacri italiani ed internazionali, ma tra film memorabili, David di Donatello, Golden Globe e Nastri d’argento ha avuto anche il tempo di essere scultrice e fotografa.

Lei, che mosse i primi passi da attrice sul finire della seconda guerra mondiale e che quest’anno ha ricevuto la sua stella sulla Walk of Fame di Hollywood, porterà ad Acqui la testimonianza, appunto, di una vita incredibile, come artista e come donna.

Insieme a lei, riceveranno questo prestigioso riconoscimento anche Marco De Paolis e Antonio Brunetti.

De Paolis, procuratore generale militare alla Corte d’Appello di Roma, si è occupato delle stragi dei militari nazisti contro civili e soldati dopo l’8 settembre ’43. Brunetti, maresciallo del Carabinieri e due Medaglie d’oro, è stato uno dei “31 uomini” del generale Dalla Chiesa impegnati nella lotta al terrorismo.

Il Premio «La Storia in TV» andrà al cronista Rai Michele Ruggiero per i suoi servizi sulla Grande Guerra. Il Premio alla Carriera sarà conferito, invece, a Francesco Margiotta Broglio, professore ordinario di Storia all’Università di Firenze. Continua a leggere “La Lollo pronta ad infiammare i cuori all’Acqui Storia, di Maria Luisa Pirrone”

Galimberti Tancredi (Duccio), patriota

d Pier Carlo Lava

Alessandria: Continua il nostro viaggio nella storia partendo dai personaggi ai quali è intitolata una via o una piazza della nostra città, oggi parliamo di Galimberti Tancredi (Duccio), patriota, Alessandria gli ha dedicato una lunga e importante strada, in gran parte è un viale alberato che da via Luciano Scassi arriva sino alla rotonda via Boves.

Tancredi Achille Giuseppe Olimpio Galimberti, detto Duccio, naque a Cuneo il 30 aprile 1906 e morì a Centallo il 4 dicembre 1944, è stato un avvocato, anrifascista e partigiano italiano. Medaglia d’Oro al Valor militare e Medaglia d’oro della Resistenza, fu proclamato Eroe nazionale dal CNL piemontese.

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A Cuneo in piazza Galimberti 6, Palazzo Osasco si trova il Museo Galimberti. La biblioteca appartenuta alla famiglia Galimberti che visse a Cuneo a partire dalla seconda metà dell’800 fu donata insieme alla Casa Museo nel 1974, all’atto della morte dell’ultimo erede Carlo Enrico Galimberti, figlio primogenito di Tancredi senior e Alice Schanzer. Le volontà testamentarie di Carlo Enrico recitano: “A fini di cultura ed istruzione il Comune di Cuneo dovrà curare il riordino dei libri in modo che la biblioteca risulti schedata. I manoscritti di mio padre, di mia madre e di mio fratello Duccio dovranno essere conservati e ne raccomando la pubblicazione”. La biblioteca contiene una vasta rassegna di volumi, riviste ed opuscoli prevalentemente appartenenti all’800 e primi ‘900 d’argomento giuridico, letterario, scientifico ed artistico, racconti in più di un secolo di vita familiare in relazione agli interessi culturali della famiglia. Continua a leggere “Galimberti Tancredi (Duccio), patriota”