Ricordando Dora, stella italiana del jazz, di Donatella Pezzino

 

La storia di Dora Musumeci, catanese, classe 1934, è essenzialmente una storia d’amore. Amore per la musica, per il pianoforte, ma soprattutto per il jazz, al quale consacrò tutta la sua vita. Dotata di un talento che si manifestò fin dalla più tenera età, Giulia Isidora Musumeci (questo il suo nome completo) fu una delle primissime pianiste jazz italiane, ed ebbe il merito di portare in giro per il mondo una particolare sinergia nella quale una sensibilità tutta femminile si fondeva ad un gusto raffinato, ad una straordinaria forza espressiva e ai ritmi caldi della terra di Sicilia.

Intuite le sue eccezionali doti musicali, il padre (violinista presso il Teatro Massimo Bellini di Catania) la indirizzò verso gli studi classici; Dora, estremamente sensibile alla sua approvazione, sacrificò quindi allo studio del pianoforte tutta la sua giovinezza, diplomandosi infine al Conservatorio di San Pietro a Majella di Napoli. Ma né questo traguardo, né il successo che riscuoteva con le sue esibizioni in pubblico (iniziate già quando era una bambina) valevano a gratificarla: nonostante il suo cammino fosse pieno di soddisfazioni, c’era in lei un disagio, una “nota stonata” che le impediva di sentirsi completamente realizzata. Si sentiva, in altre parole, incamminata su una strada a lei non del tutto congeniale. “Chopin, Debussy, Beethoven non erano per lei “scrive Santina Quattrocchi Paradiso “ed essendo vincolanti, non la soddisfacevano più. Voleva improvvisare. La sua libertà, umanamente racchiusa nel solo rapporto col padre, e professionalmente legata alle rigide regole delle esecuzioni classiche, aveva bisogno di espandersi in qualche modo. E la liberazione avvenne, attraverso la sublimazione dell’arte, quando Dora scoprì il jazz.” Continua a leggere “Ricordando Dora, stella italiana del jazz, di Donatella Pezzino”

Euphomium al Conservatorio, di Cristina Saracano

Alessandria: Oggi, alle 17, al conservatorio Vivaldi di Alesaandria, nell’ambito dei “mercoledì del conservatorio”, si esibirà all’euphomium Marina Boselli, con il Decimino del conservatorio di Novara, diretto da Corrado Colliard.

Eseguiranno sonate di Gabrieli, Monteverdi, Tomasi e Schmid

Ingresso libero sino a esaurimento posti

L’incredibile “Lachera” di Rocca Grimalda: dove il Carnevale è di casa

Di Maria Luisa Pirrone

Ieri ho scoperto che nella mia provincia esiste una festa di Carnevale incredibile e antichissima: la “Lachera” di Rocca Grimalda.

Più che una semplice “festa”, è più corretto definirla un insieme di veri e propri riti carnevaleschi che hanno, come protagoniste, maschere tradizionali del territorio, e la cui promozione e valorizzazione hanno ricevuto un forte impulso dal locale Museo della Maschera, inaugurato nel 2000 e aperto tutte le domeniche da Carnevale a ottobre.

I “rituali” sono iniziati già sabato 23 con la questua nelle campagne, terminata con il rogo sul Belvedere del paese, nei pressi della chiesa di S. Limbania, rogo attorno al quale sono, poi, esplose musiche e danze finali.

Nella giornata di ieri il corteo delle maschere ha attraversato le contrade del centro storico eseguendo varie danze della tradizione nelle diverse poste. Continua a leggere “L’incredibile “Lachera” di Rocca Grimalda: dove il Carnevale è di casa”

Break Free, di Cristina Saracano

Alessandria: Questa sera, 22 febbraio, alle 21, al cinema teatro Alessandrino di via Verdi, Alessandria, si rivive la leggenda dei Queen.

La storica band internazionale sarà riproposta da Paolo Barbieri, Sebastiano Zanotto e Kim Marino, con tanta energia e professionalità.

Sul palco l’atmosfera, i costumi, le musiche, le luci, tutto farà rivivere la leggenda di Freddie Mercury e la sua band, si tornerà indietro nel tempo, ma utilizzando tecnologie all’avanguardia.

Un evento unico e imperdibile.

http://www.breakfreeshow.com

La ballata dell’amor cieco (o della vanità) di Fabrizio De Andrè, di Pasquale De Falco

di Pasquale De Falco

La ballata dell’amor cieco ( o della vanità)  fa parte dell’album Tutto Fabrizio De Andre’ del 1966

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Un’ interpretazione è data nella canzone stessa: “la vanità fredda gioiva un uomo s’era ucciso per il suo amore”. Un amore non corrisposto, ma incoraggiato dalla vanità del ricevente, che poi sfrutta il suo potere sull’altro fino all’estremo.

D’altra parte, questa caratteristica dell’ amore, di essere cieco, sembra essere vicina alla sua essenza. Infatti l’ amore non guarda al proprio tornaconto, altrimenti non è amore ma interesse. In un modo paradossale, la canzone propone una vecchia tesi: cioè che sia preferibile amare che non essere amati.

Questo perché amare ci fa apprezzare l’ altro in se, ci fa abbracciare l’ altro anche se solo nel desiderio, e ci fa perdere nell’incontro con l’ altro, e questo può dare la felicità anche in mancanza di una corrispondenza (il testo dice: “Morir contento e innamorato“).

Questa scena esagerata si direbbe, racchiude quindi una verità, che potrebbe essere raccolta anche in misura minore, ma con profitto. Continua a leggere “La ballata dell’amor cieco (o della vanità) di Fabrizio De Andrè, di Pasquale De Falco”

RED NOTE 2018/2019 Lorenzo Minguzzi Quartet Giovedì 21 febbraio 2019

RED NOTE 2018/2019 Lorenzo Minguzzi Quartet Giovedì 21 febbraio 2019

Lorenzo Minguzzi Quartet

“Amore baciami (anche se non sono Duke Ellington)”

Lorenzo Minguzzi – chitarra

Tiziana Cappellino – pianoforte

Davide Liberti  – contrabbasso

Claudio Saveriano – batteria

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Gli anni ’30 negli Stati Uniti vengono ricordati per la grande depressione, per la fine di Al Capone e del proibizionismo,  ma anche per un fenomeno musicale legato al jazz che faceva ballare la gente, una musica per la quale il pubblico impazziva: lo swing. Qui in Italia il fascismo esaltava le tradizioni nazionali e osteggiava qualunque moda o tendenza che venisse dall’estero, figuriamoci quindi quale fosse l’atteggiamento nei confronti del jazz, la musica dei neri d’America.

Eppure Romano Mussolini, un figlio del Duce, proprio in quegli anni si appassionava al jazz e imparava a suonarlo ascoltando i dischi americani, mentre tutte le canzonette dell’epoca erano scritte su quel “ritmo sincopato”, ma guai a chiamarlo “swing”.

Il progetto di Lorenzo Minguzzi propone un repertorio di brani che appartengono ad un trentennio della canzone italiana, dagli anni ’30, appunto, fino agli anni ’60, sono state scelte composizioni in cui si sente l’influenza afro-americana. Gli arrangiamenti si affidano al linguaggio swing senza tuttavia snaturare l’essenza delle canzoni e introducendo sulle strutture armoniche esistenti la pratica dell’improvvisazione. Continua a leggere “RED NOTE 2018/2019 Lorenzo Minguzzi Quartet Giovedì 21 febbraio 2019”

E’ uscito il 7 febbraio il singolo “Io sono il vento”, personale rilettura del baritono Marco Vratogna

E’ uscito il 7 febbraio il singolo “Io sono il vento”, personale rilettura del baritono Marco Vratogna

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E’ uscito il 7 febbraio il singolo “Io sono il vento”, personale rilettura del baritono Marco Vratogna dell’indimenticabile canzone interpretata da un altro baritono, Arturo Testa, prima voce lirica data in prestito alla musica leggera, che si classifica secondo al Festival di Sanremo nel 1959.

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Marco Vratogna, nato alla Spezia nel 1972, ha iniziato gli studi musicali nella sua città presso il Conservatorio “Puccini” e si è  perfezionato sotto la guida di Leone Magiera.

Ha debuttato nel dicembre 2000 nel ruolo di Stankar in Stiffelio al Teatro Verdi di Trieste, ottenendo grandi consensi di pubblico e di critica.

Da protagonista debutta invece nel prestigioso ruolo di Macbeth al Teatro Comunale di Modena, dove successivamente torna per un recital e per il concerto dedicato ai 40 anni di carriera di Luciano Pavarotti.

L’inizio di una brillante carriera che nell’arco di breve tempo lo porta a calcare le scene dei pi√π importanti teatri del mondo, dalla Fenice di Venezia al Metropolitan di New York, dall’Arena di Verona al Wiener Staatsoper, solo per citarne alcuni, dando voce ad oltre 30 ruoli.

Lilium Clef alla Rotonda di Acqui Terme, di Lia Tommi

Lilium Clef in concerto a La Rotonda di Acqui Terme sabato 16 febbraio

Sabato 16 febbraio (inizio alle ore 22,30) i Lilium Clef (Elisabetta Stango – voce – e Giorgio Pagnotta – chitarra) si esibiranno al La Rotonda di Acqui Terme (Via Acquedotto Romano 98). Per info e prenotazione tavoli si può chiamare al numero 0144356550.

I Lilium Clef sono un duo musicale costituitosi quattro anni fa e composto da Elisabetta Stango (voce) e da Giorgio Pagnotta (chitarra).
Il nome del duo deriva dal tatuaggio che Elisabetta porta sulla sua schiena, un Lilium, unito alla chiave di violino, Clef, e il loro logo li riprende entrambi.
I Lilium Clef spaziano in vari generi musicali: rock, pop, melodico italiano e straniero, acustico interpretando cantanti del calibro di Tina Turner, Kiss, Elisa, Scorpions Pink, Laura Pausini e molti altri esibendosi in feste di piazza, notti bianche, pub, ristoranti, bar, feste private e in ogni luogo dove è richiesta buona musica.
Inoltre organizzano anche eventi tra cui MUSIC Vinci il tuo Sogno! e Sanremo Story insieme a Giorgio Mengato.
E la musica fu galeotta, tanto è vero che ha fatto innamorare Elisabetta e Giorgio: pertanto oltre ad essere coppia musical-canora sono coppia anche nella vita essendosi sposati.

I Lilium Clef si possono trovare su
Facebook: https://www.facebook.com/Lilium-Clef-164757293864750/
YouTube: https://www.youtube.com/channel/UC_FLJ08-8ocsF37PJmjp8mg
e si possono contattare alla mail liliumclef@gmail.com

Le prossime date:
sabato 23 febbraio – San Michele Alessandria – Sala Polifunzionale (Music.Vinci il tuo sogno!)
venerdì 8 marzo – Novi Ligure – ristorante Grotta Azzurra
sabato 9 marzo – San Michele Alessandria – Sala Polifunzionale (Carrozzone Alessandrino)
sabato 16 marzo – Prasco – Station Pub
sabato 6 aprile – Acqui Terme – Enigma Cafè

L’amore al contrario, di Cristina Saracano

Alessandria: Appuntamento a venerdì 15 febbraio, alle ore 22, all’isola ritrovata,di via S.M. di Castello, 8, Alessandria, con Olistic Art, L’amore al contrario.

Nel giorno di San Faustino, successivo a San Valentino, ci si interroga sul significato dei segni zodiacali, sull’interpretazione e l’influenza che hanno nella vita e, soprattutto, nell’amore, anche attraverso i tarocchi.

Voce narrante, Monica Marini, coadiuvata da Tommaso Crisci, entrambi studiosi ed esperti di astronomia.

Ci sarà un accompagnamento musicale a cura di Tommaso Crisci e Chris Mussi, con brani della migliore tradizione: da Paolo Conte ai Supetramp, solo per citarne qualcuno.

È possibile cenare con un’ottima cucina, dalle ore 20, prenotazione al 333 1345751.

EVENTI: 23° VERSEGGIANDO – POESIA, MUSICA e SPETTACOLO presso TEATRO CENTRO POLIVALENTE DI SANDIGLIANO (BI)

(by I.T.Kostka)

Con grande piacere Vi invitiamo al 23° pomeriggio di poesia, teatro e musica, organizzato nell’ambito del programma culturale ciclico itinerante “Verseggiando sotto gli astri di Milano” dal titolo “L’ aurora della pace”. La kermesse avrà luogo sabato 23 febbraio dalle ore 17.00, presso il Teatro Centro Polivalente di Sandigliano (BI), via Maroino 12.

L’evento ha ottenuto il patrocinio del Comune di Sandigliano, dell’Assessorato alla cultura, dell’Associazione degli Alpini A.N.A. di Sandigliano e l’importante supporto organizzativo dell’Associazione Amici del Cinema. Nel corso della serata si esibiranno sul palco numerosi affermati artisti, tra cui il Coro A.N.A. “La Cesëta” di Sandigliano, il cantautore e pianista Corrado Coccia, l’attrice drammatica Domitilla Colombo e ben diciotto poeti contemporanei provenienti da diverse regioni del Bel Paese. Condurrà lo spettacolo Izabella Teresa Kostka, scrittrice italo – polacca fondatrice e coordinatrice generale del programma. Si ringrazia il poeta biellese Umberto Barbera per il suo prezioso contributo all’organizzazione dell’evento.

Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti.

Per info:

verseggiando.eventi@yahoo.it

LA MUSICA CHE CAMBIA, di vittoriano borrelli

LA MUSICA CHE CAMBIA, di vittoriano borrelli

La sessantanovesima edizione del festival di Sanremo chiude i battenti senza lasciare grandi rimpianti. Era andata meglio l’anno scorso con la novità di Baglioni alla direzione artistica che aveva suscitato maggiore interesse e curiosità. Del resto, la flessione degli ascolti, mediamente del 5-6 per cento rispetto all’edizione passata, è la riprova che qualcosa non ha funzionato. A cominciare dai conduttori:Virginia Raffaele rispetto alla Hunziker pecca tanto nella conduzione e delude molti telespettatori che la preferivano di gran lunga nelle vesti di imitatrice come ai tempi del festival di Conti. Non regge il confronto nemmeno Claudio Bisio che rispetto a Pierfrancesco Favino è apparso meno esilarante e padrone della scena.

LA MUSICA CHE CAMBIA

Ma a destare maggiore delusione è stata sicuramente la qualità delle canzoni: il mix tra i giovani, ex nuove proposte, e i big tradizionali anziché proporre un’offerta musicale eterogenea, ha finito con il mettere in evidenza i difetti dell’una e dell’altra categoria. Il risultato è stato il tentativo, malriuscito, degli interpreti più collaudati di modernizzare le proprie canzoni e dei giovanissimi di spirare il vento del cambiamento che invece è soffiato debole e senza troppi scossoni.

La bella melodia non c’è più. È stata questa la grande assente del festival del Baglioni-bis ma le avvisaglie c’erano già state nelle edizioni precedenti. Una bella canzone piace a prescindere da chi la interpreta ma evidentemente manca da tempo la Musa ispiratrice.

Sarà la musica che cambia a ribasso, molto più “parlata” che sostenuta da una buona traccia melodica. La mission di una canzone, rispetto ad una poesia, dovrebbe essere  proprio questa: rendere le parole musicabili e orecchiabili per fare breccia nell’ascoltatore e rimanere a lungo nella memoria. Continua a leggere “LA MUSICA CHE CAMBIA, di vittoriano borrelli”

Blues a Godiasco, di Cristina Saracano

Domani sera, 11 febbraio 2019, alle 21.15, al teatro Cagnoni di Godiasco, si esibirà il Leo Ghiringhelli Quartet.

Musica blues con contaminazioni rock.

Leo Ghiringhelli, chitarra elettrica, Sergio Ratti, batteria, Joe Barreca, basso.e Riccardo Maccabruni, organo elettrico.

Ingresso a offerta libera.