Intervista a Gregorio Asero, poeta e scrittore, che si definisce: “uno che scrive”… a cura di Pier Carlo Lava

Intervista a Gregorio Asero, poeta e scrittore, che si definisce: “uno che scrive”… a cura di Pier Carlo Lava

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di Pier Carlo Lava

Alessandria today è lieta di presentare in esclusiva per il blog un interessante intervista, al poeta e scrittore Gregorio Asero, che ringraziamo per la sua cortese disponibilità, ecco le sue risposte alle nostre domande:

Intervista al poeta e scrittore Gregorio Asero Gregorio ciao e benvenuto su Alessandria today è veramente un piacere ospitarti, ci vuoi raccontare dove sei nato, chi sei, cosa fai nella vita oltre a scrivere e qualcosa del paese del Piemonte dove vivi?

Certo, con molto piacere. Sono nato a Paternò, un paese alle “falde” del Kilimangiaro, mi verrebbe da dire scherzosamente; invece in quelle, allo stesso modo affascinanti e misteriose, dell’Etna.

Cosa faccio nella vita? Vivo.

Abito a Castelletto Ticino, un piccolo paese di circa diecimila abitanti in provincia di Novara, svenduto alle lobbies dei centri commerciali. Pensate che i soli centri commerciali esistenti sul territorio comunale possono soddisfare le esigenze di oltre tre milioni di persone. Una cosa pazzesca direbbe Fracchia! A mio parere, visto che il paese è adagiato sulle sponde del Lago Maggiore, gli Amministratori avrebbero dovuto “puntare” sul ramo turistico-sportivo, così da poter avere maggiori benefici economici per i residenti, incrementando le attività commerciali di bar, ristoranti, B&B, alberghi, vitalizzando in tal modo il centro storico del paese invece di far incassare denaro alle catene commerciali, le quali hanno impiegato, per la maggior parte, maestranze non residenti; ma tant’è, certe scelte politiche sono fuori dalla logica di noi comuni mortali. Ma questa è un’altra storia. Continua a leggere “Intervista a Gregorio Asero, poeta e scrittore, che si definisce: “uno che scrive”… a cura di Pier Carlo Lava”

Meglio tardi, di Marco Drvso

Meglio tardi, di Marco Drvso

“Quando il bambino era bambino” così inizia uno dei miei film preferiti, recitando una poesia di Handke (di cui ammetto di conoscere solo quella poesia), in un magico susseguirsi di immagini, che introducono lo spettatore alla meravigliosa vicenda dell’angelo che si toglie le ali, per provare la vita vera, su consiglio di uno strepitoso ex angelo, interpretato da Peter Falk.

Da quando ho intrapreso questo nuovo viaggio interiore, scopro tante cose sui meccanismi interiori che mi hanno condotto fin qui. Come ho scritto anni fa, noi funzioniamo come un computer e le parole che ci rivolgono agiscono sul nostro sistema operativo come stringhe di comando, che possono attivare o disattivare funzioni. Continua a leggere “Meglio tardi, di Marco Drvso”

Rubare il tempo, di Marco Drvso

Rubare il tempo, di Marco Drvso

Non c’è tempo, è una delle frasi più ricorrenti di questi tempi pazzi.
Si dedica tutto il tempo al lavoro e poco altro, trascurando quel che si ama fare, spesso buttandolo.
La vita è tempo, il mondo ci ruba il tempo e forse dobbiamo diventare più ladri del mondo e rubare il nostro tempo, per fare ciò che amiamo.
Adoro scrivere, ma non vergo un rigo da mesi. Adoro passeggiare, ma da mesi non percorro più di cinque passi. Adoro leggere, ma non riesco a dedicarmi ad un buon libro. Adoro vivere, ma passo il tempo a lavorare e sprecarlo.
È tempo che diventi ladro e riprenda ciò che è mio. Avrò l’eternità per riposare e sprecare tempo.
Marco Drvso

Hallucigenia e brontosauri, di Marco Drvso

Hallucigenia e brontosauri, di  Marco Drvso

Quando si intrattiene una discussione, su qualsivoglia argomento, sarebbe cosa buona e giusta partire dal presupposto che si potrebbe anche dire una cazzata, a causa di dati incompleti, fanatismo nei confronti di una data scuola di pensiero o una visione troppo ristretta rispetto ad un quadro generale molto più ampio.

Per spiegare tale tesi, parlerò di due simpatici animali, ormai estinti, che sono stati al cento di ricostruzioni discordanti, diatribe e scoperte. Nel vasto mondo delle scienze fisiche e naturali ci sarebbero molteplici esempi, taluni esilaranti, come la disputa tra plutonisiti e nettunisti agli albori della geologia (la leggenda vuole che finirono a botte), altri fin troppo noti e discussi, come il confronto tra le idee di Tolomeo e Galileo, ma sarebbero lunghe, verbose e non aggiungerei nulla, oltre alla noia.Unico dettaglio che mi preme far notare è: Claudio Tolomeo (qualunque fosse il suo vero nome) non aveva torto, alla luce delle conoscenze dell’epoca e in un mondo dominato dalla fisica aristotelica, che non conosceva concetti base come gravità, relatività, contemplava l’idea di corpi assolutamente immobili ed era carente di strumentazione, il Mathematike syntaxis o Almagesto, che dir si voglia, era realmente la somma espressione della scienza astronomica. Continua a leggere “Hallucigenia e brontosauri, di Marco Drvso”

“L’ALBUM DEI RICORDI”, di Rosa Cozzi

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L’ALBUM DEI RICORDI
Sono qui da sola nella notte senza rumori, niente interrompe questo scorrere del tempo, solo il ticchettio dell’orologio mi fa capire che le ore passano, ed io non riesco a smettere
di sfogliare e guardare le foto di tutta una vita. Quanti ricordi, felici e dolorosi allo stesso tempo, quanti sorrisi e quanti pianti,quante sorprese e quante difficoltà racchiudono questi album.

Il primo contiene le foto del mio matrimonio.
Quella mattina, l’ultimo sabato del mese di dicembre di tanti e tanti anni fa , faceva freddo, era nevicato, il tempo era ancora grigio, incerto, non si sapeva se prendere l’ombrello o incappucciarsi per resistere al freddo pungente.

Ecco il grande momento era arrivato ! Mi sposavo !
Io al braccio di mio padre ,entravo dalla grande porta della chiesa, con dieci minuti di ritardo , infreddolita, con le scarpe con mezzo numero in meno mi stringevano in una morsa dolorosa ,avevo il davanti delle gambe tutte sbucciate con relative croste a causa di una caduta di una settimana prima avvenuta da una scaletta in cemento a qualche metro da casa, avevo rischiato di rompermi una gamba segno premonitore di un destino non ancora scritto.

Continua a leggere ““L’ALBUM DEI RICORDI”, di Rosa Cozzi”

Intervista alla scrittrice e poetessa Monica Pasero, di Pier Carlo Lava

di Pier Carlo Lava

Alessandria today è lieta di pubblicare un intervista, in esclusiva per il blog, alla scrittrice e poetessa Monica Pasero.

Monica, ciao. Che cosa fai nella vita oltre a scrivere?

Ciao, Pier Carlo. Nella vita, principalmente, mi occupo dei miei  due figli, oltre a questo, lavoro nel mondo editoriale e continuo a scrivere e creare, giorno dopo giorno, il mio sogno.

Ci vuoi raccontare qualcosa della città, dove vivi?

Sono nata e cresciuta a Dronero, un piccolo e affascinante borgo antico che oggi conta circa 7400 abitanti. Attraversando le sue strade, i due ponti, che lo contraddistinguono, le sue  piazze e i suoi antichi portici possiamo rivivere la storia di questo paese che conserva, ancor oggi, uno straordinario patrimonio architettonico fatto di monumenti, chiese e palazzi nobiliari di rara bellezza. Un borgo, direi magico, da visitare in ogni stagione. Sia per le bellezze del luogo, sia per la sua storia e il buon cibo. Tappa immancabile per chi passa nelle terre piemontesi.  Dronero vi aspetta all’imbocco dell’ incantevole Valle Maira ad una ventina di chilometri da Cuneo, la provincia Granda. Continua a leggere “Intervista alla scrittrice e poetessa Monica Pasero, di Pier Carlo Lava”

Una valutazione comparata, la scelta è difficile… si impone un compromesso

Una valutazione comparata, la scelta è difficile… si impone un compromesso

Pier Carlo

di Pier Carlo Lava

Ebbene si, l’ora è giunta non è più possibile attendere oltre, il momento è solenne, so  bene che sono chiamato ad un impegno difficile ma sono un ottimista da sempre perciò sono certo che anche in questa occasione raggiungerò l’obiettivo prefissato.

Mi trovo di fronte a due vasetti di deliziosa crema di cioccolato: Gianduia e Gianduia Nero.

Ovviamente è preferibile consumarla spalmata su una fetta di pane ma in questa occasione ho deciso di sacrificarmi, perciò farò una valutazione comparata assaggiandole entrambi con il cucchiaino, del resto è come la degustazione dei caffè… nelle tazzine non ci deve essere lo zucchero, solo così si percepiscono a fondo gli aromi e le differenze qualitative.

Ma non divaghiamo devo affrontare la questione, dato che si impone prendere una decisione, chi vincerà  la crema Gianduia o Gianduia Nero?… Continua a leggere “Una valutazione comparata, la scelta è difficile… si impone un compromesso”

Intervista al poeta e scrittore Valerio Villari: “La sua penna ha rispetto solo per se stessa”

Intervista al poeta e scrittore Valerio Villari: “La sua penna ha rispetto solo per se stessa”

di Pier Carlo Lava

Abbiamo effettuato un interessante intervista, tutta da leggere… al poeta e scrittore Valerio Villari, definito dai suoi lettori un esponente della poesia maledetta, che siamo lieti di pubblicare in esclusiva su Alessandria today.

Valerio ciao e benvenuto su Alessandria today è veramente un piacere ospitarti, ci vuoi raccontare chi sei, cosa fai nella vita oltre a scrivere e qualcosa della città dove vivi?

Grazie a voi per l’ospitalità!

Chi sono? Sono un uomo come tanti altri, pieno di difetti e con pochi pregi, nella vita oltre a scrivere mi occupo di programmazione web, vivo a Palermo, città bellissima, ma che mai ho amato e dalla quale tra non molto mi separerò, finalmente, per dare inizio alla mia nuova esistenza da essere umano e non da “palermitano”. Sia ben chiaro che non ho nulla contro i miei attuali concittadini, ma il mio modo di essere e la cultura propria di questa città, non hanno contribuito a che vivessi una vita serena. Questa città è piena del mio passato ed io da questo devo, sottolineo il devo, allontanarmi.

Quando hai iniziato a scrivere e cosa ti ha spinto a farlo?

Ho iniziato da bambino perché da bambino ho iniziato a leggere; sapevo leggere ancor prima d’iniziare la scuola e chi lo fa, prima o poi, finisce con lo scrivere che, per quanto mi riguarda è l’unico mezzo a mia disposizione per comunicare, liberamente, con tutti quanti.

La società influenza tutto e tutti, ma non la mia scrittura! Continua a leggere “Intervista al poeta e scrittore Valerio Villari: “La sua penna ha rispetto solo per se stessa””

Un mondo che non esiste più, di Lia Tommi 

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di Lia Tommi,  Alessandria 

Sono cresciuta in una piccola e stretta strada di Borgo Rovereto. Allora molte case erano quasi fatiscenti, i muri scrostati,  le ringhiere arrugginite,  i cortili bui e umidi, con le cassette della posta sparse un po’ ovunque,  l’odore vago di muffa, mischiato a quello  del soffritto. Rampicanti improbabili in certi angoli. I panni stesi in fila ad asciugare  davano colore a scenari un po’ squallidi .

Le finestre quasi sempre aperte, quando per areare,  quando per far uscire  l’odore dei cibi, lasciavano rimbombare  strilli di bambini, urlare di litigi, musica dalla radio e dal televisore: canzonette, le sigle dei telegiornali,  di Carosello, della TV dei ragazzi, dei programmi  sportivi storici , come  ” 90°minuto” e “La domenica sportiva”.

I miei genitori, con tanti sacrifici, avevano comprato un piccolo alloggio di ringhiera, poi, col passare degli anni e il miglioramento delle condizioni economiche, ampliato e restaurato, fino a trasformarlo in un grazioso appartamento,  dotato di  ogni comodità.  Continua a leggere “Un mondo che non esiste più, di Lia Tommi “

LEGGIMI SE PUOI, di Vittoriano Borrelli

LEGGIMI SE PUOI, di Vittoriano Borrelli

LEGGIMI SE PUOI

Gli scrittori hanno dieci, cento, mille vite da vivere tutte le volte che lo desiderano facendo leva semplicemente sull’immaginazione, l’unica in grado di spaziare da un contesto all’altro in ogni tempo. Ma lo stesso privilegio può essere goduto dal lettore che si appassiona ad una storia, un racconto, uno scritto che regala emozioni forti ed indescrivibili. Il dono della lettura è ambivalente sia per chi scrive che per chi legge.

Una delle soluzioni migliori per spendere bene il proprio tempo è aprirsi a questo connubio, riporre lo smartphone nel cassetto, spegnere la radio, la tele, regalarsi il silenzio facendo parlare le sole parole della lettura. Volare via da tutto il resto, anche solo per poche ore, è un esercizio semplice da seguire se si ha voglia di appartenersi, di esplorare le vie infinite dell’anima.

Il rapporto che si crea tra l’autore ed il lettore è qualcosa che somiglia molto ad un incantesimo: l’uno diventa l’altro e viceversa, le distanze si annullano in luogo di una sintonia intersensoriale, unica ed indissolubile. Lo scopo di uno scrittore è creare le premesse affinché ciò avvenga, quello del lettore è lasciarsi incuriosire, rapire, estasiare dalle cose che si raccontano. Continua a leggere “LEGGIMI SE PUOI, di Vittoriano Borrelli”

EL AUTOBÚS, di Manuel Echegaray

EL AUTOBÚS, di Manuel Echegaray

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El autobús viajaba hacia la esperanza. 

Iba por un camino donde el paisaje cambiaba y las aves se posaban en los trigales 

De pronto se oyó el trueno y de arriba cayeron las bombas ensordecedoras. 

Se levantó la tierra en columnas y el fuego pareció brotar de ella. Luego una nube de polvo y humo lo cubrió todo. 

La esperanza quedaba al otro lado de la frontera: ahora no importaba.

Imagen: www.quirkyscience.com

MANUEL ECHEGARAY.

BLOGS:

manologo.wordpress.com

eltigredepapel.wordpress.com

jacuzzimartinez.wordpress.com

Intervista al poeta e scrittore Vito Sorrenti, a cura di Pier Carlo Lava

Intervista al poeta e scrittore Vito Sorrenti, a cura di Pier Carlo Lava

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Vito ciao e benvenuto su Alessandria today è veramente un piacere ospitarti, ci vuoi raccontare chi sei, cosa fai nella vita oltre a scrivere e qualcosa della città dove vivi?

Grazie a Voi per l’ospitalità. Chi sono? Per definire chi sono prendo in prestito le parole, assai calzanti, che il Centro d’Arte Coreografica “Aglaia” Premio “Nicola Mirto” 2009, ha utilizzato per attribuirmi il Premio Cultura “Adriano Angelo Gennai” “per alti meriti poetici”:  “Uomo di grande rettitudine morale, signorile nei modi, colto e sensibile…”.  Per oltre 40 anni ho svolto la professione di Tecnico Sanitario di Radiologia Medica dapprima presso Il Centro Traumatologico Ortopedico di Milano e successivamente presso l’INAIL. Ora, da pensionato, mi dedico ai miei affetti e alle mie passioni, in primis alla poesia, e, in pari tempo, assisto, dolente e impotente, ai tragici eventi che si dipanano, giorno dopo giorno, sotto i nostri occhi. Dal 1978 vivo a Sesto San Giovanni, una città ricca di storia, che al momento del mio arrivo era disseminata di grandi fabbriche che ne facevano uno dei maggiori poli industriali non solo della Lombardia ma dell’intero Paese. Nel corso degli anni ho avuto modo di assistere ai suoi profondi cambiamenti che l’hanno trasformata da città industriale a città del terziario avanzato.

Quando hai iniziato a scrivere e cosa ti ha spinto a farlo?

Le prime poesie l’ho scritte all’inizio dell’età adolescenziale per un amore segreto che è rimasto tale. Subito dopo, quando ancora non avevo compiuto i 16 anni, sono andato via da casa per lavorare. E il lavoro di giorno e la scuola di sera, mi hanno assorbito completamente. Successivamente il matrimonio e la nascita dei figli… Insomma per un lungo periodo non ho scritto niente ma ho utilizzato il mio poco tempo libero per leggere tutto quello che mi destava interesse e piacere e appuntare sui miei diari le riflessioni che le letture mi destavano. Solo intorno ai 35 anni, in seguito a un evento che mi ha tenuto lontano dal lavoro per alcuni mesi, si è riaffacciata l’ispirazione insieme al desiderio di registrare il mio sentire. Continua a leggere “Intervista al poeta e scrittore Vito Sorrenti, a cura di Pier Carlo Lava”

Marcello Comitini, scrittore e poeta, note biografiche in attesa dell’intervista

Marcello Comitini, scrittore e poeta, note biografiche in attesa dell’intervista

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Alessandria today è lieta di pubblicare la biografia dello scrittore e poeta Marcello Comitini, del quale in seguito verrà pubblicata anche un intervista in esclusiva.

Biografia 

Marcello Comitini, siciliano, nato a Catania, laureato in Giurisprudenza, vive attualmente a Roma.

Ha svolto diversi mestieri, tra i quali insegnante di fotografia e cinematografia, analista dei processi produttivi delle aziende creditizie, direttore organizzativo del teatro Ambra Jovinelli.

Ha smesso di lavorare nel 2003.

A ventinove anni ha pubblicato la raccolta di poesie “Un ubriaco è morto” (Misuraca Editore). È seguita una pausa trentennale, durante la quale ha tradotto parecchi autori dal francese, fra cui “I fiori del Male” di Baudelaire, “Pescatore d’acqua” di Guy Goffette, “La penombra dell’oro” di Jean Mambrino, “Lignes de fuite” di Pascal Hermouet.

Ha pubblicato: “Formule dell’anima” nel 2011, il libro di poesia e arte “Di cremisi e azzurro” nel 2012, “Terra colorata” nel 2014, “Il fiato del mondo” nel 2015, “I Fiori del Male” di Charles Baudelaire di cui ha curato la traduzione nel 2017. Continua a leggere “Marcello Comitini, scrittore e poeta, note biografiche in attesa dell’intervista”

Fabio Strinati, poeta, scrittore e compositore, si presenta ai lettori di Alessandria today

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di Pier Carlo Lava

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Alessandria today è lieta di pubblicare la biografia del poeta, scrittore, e compositore Fabio Strinati, del quale in seguito verrà pubblicata anche un’intervista in esclusiva per il blog, ma chi è Fabio Strinati, conosciamolo meglio:

Fabio Strinati (poeta, scrittore, compositore) nasce a San Severino Marche il 19/01/1983 e vive ad Esanatoglia, un paesino della provincia di Macerata nelle Marche.

Molto importante per la sua formazione, l’incontro con il pianista Fabrizio Ottaviucci. Ottaviucci è conosciuto soprattutto per la sua attività di interprete della musica contemporanea, per le sue prestigiose e durature collaborazioni con maestri del calibro di Markus Stockhausen e Stefano Scodanibbio, per le sue interpretazioni di Scelsi, Stockhausen, Cage, Riley e molti altri ancora. Partecipa a diverse edizioni di  “Itinerari D’Ascolto”,  manifestazione di musica contemporanea organizzata da Fabrizio Ottaviucci, come interprete e compositore. Continua a leggere “Fabio Strinati, poeta, scrittore e compositore, si presenta ai lettori di Alessandria today”

NON SONO BUONISTA MA, di Un Pesce Rosso

NON SONO BUONISTA MA, di Un Pesce Rosso

La stazione di Genova Principe, alle otto del mattino di un martedì di luglio, è l’Africa.

Aggirandomi tra i binari, mi viene da pensare che in Italia sia in atto un’invasione, ma non è un problema mio. O meglio, il mio problema è solo guadagnarmi un posto nel vagone, aggiustarmi nello spazio di questa umanità compressa. Problema d’altri è fare i conti col territorio impermeabile agli slogan: questa vita qui. Questa casa loro che è casa mia e casa tua.

Coi porti e le porte chiuse, sono comunque milioni, e si riproducono più veloci di noi. Si guadagnano permessi di soggiorno, cittadinanze.

Questo è un gran bel problema. Non per me, ma mi sento solidale con chi ce l’ha. Un problema sociale di vaste dimensioni, visti gli ultimi risultati elettorali. Milioni di italiani vivono nella paura e nel sospetto e non c’è governo del cambiamento che possa estrarli da questa penosa condizione. Il tizio seduto accanto a loro potrebbe essere uno spacciatore o il primatista italiano di origini nigeriane dei quattrocento metri. E a loro tocca fare il viaggio col cuore in gola. Continua a leggere “NON SONO BUONISTA MA, di Un Pesce Rosso”

Nella morsa del tempo

Nella morsa del tempo, di Pier Carlo Lava

L’orologio della vita ad una certa età corre più veloce?

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La domanda alla quale mi piacerebbe leggere le vostre risposte (che se vorrete potete scrivere nei commenti sotto il post) è la seguente: è successo anche a voi ad un certo punto della vostra vita di avere avuto l’impressione che i tempo passasse più velocemente rispetto al passato e se si a che età?...

di Pier Carlo Lava

Per quanto mi riguarda sarà che ho già una certa età oppure no, sto ancora cercando di scoprirlo, resta il fatto che man mano che passano gli anni, ho l’impressione che il tempo e quindi i giorni, le settimane i mesi e gli anni, passino sempre più veloci.

E’ come se il tempo continuasse costantemente ad aumentare la velocità, in una corsa frenetica senza soste verso quella che per tutti è la meta finale.

Ogni giorno pianifico obiettivi che devo assolutamente realizzare e almeno sinora normalmente ci riesco, anche se poi quando mi fermo un attimo a riflettere mi rendo conto che con il passare degli anni, il dispendio di energie per mantenere questo ritmo è sempre più impegnativo. Continua a leggere “Nella morsa del tempo”

Vagando con la mente (2002) di Vito Sorrenti Riedizione 2017 Vai al sito Amazon

Vagando con la mente (2002) di Vito Sorrenti

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Prefazione  di  Neuro Bonifazi

VITO SORRENTI: VAGANDO CON LA MENTE Edizioni Helicon – Arezzo 2002
Riedizione 2017
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Il poeta Vito Sorrenti ci dimostra, nel migliore modo possibile, in questa sua raccolta di proclamata delusione e sofferta ira, che anche nella nostra epoca, segnata da un generalizzato disimpegno morale e dalla comune indifferenza, la vera e appassionata poesia può trovare la voce giusta e l’efficace cadenza della parola, per essere ascoltata. E può colpire il lettore, quando denuncia l’angosciante “umano dolore” nella sua spietata realtà e il dramma di quel “tragico teatro moderno” che è il nostro mondo (“incessantemente immerso in un mare di dolore”)…

La concezione su cui l’autore fonda la forza accattivante del suo discorso, sembra, ma solo in apparenza, in contrasto con il dispiegato e insistente ritmo dei lunghi e facili versi, inchiavati fluentemente dalle ripetizioni e dalle rime. Si tratta di una sorta di poetica della “sofferenza” e della partecipazione, come matrice ardua e travagliata e difficile dei versi. I quali non devono sgorgare fluidi come acqua di sorgente, ma devono stillare lenti “come gocce di sangue”! Continua a leggere “Vagando con la mente (2002) di Vito Sorrenti Riedizione 2017 Vai al sito Amazon”

Intervista al poeta e scrittore Vito Sorrenti, a cura di Pier Carlo Lava

Intervista al poeta e scrittore Vito Sorrenti, a cura di Pier Carlo Lava

Vito ciao e benvenuto su Alessandria today è veramente un piacere ospitarti, ci vuoi raccontare chi sei, cosa fai nella vita oltre a scrivere e qualcosa della città dove vivi?

Grazie a Voi per l’ospitalità. Chi sono? Per definire chi sono prendo in prestito le parole, assai calzanti, che il Centro d’Arte Coreografica “Aglaia” Premio “Nicola Mirto” 2009, ha utilizzato per attribuirmi il Premio Cultura “Adriano Angelo Gennai” “per alti meriti poetici”:  “Uomo di grande rettitudine morale, signorile nei modi, colto e sensibile…”.  Per oltre 40 anni ho svolto la professione di Tecnico Sanitario di Radiologia Medica dapprima presso Il Centro Traumatologico Ortopedico di Milano e successivamente presso l’INAIL. Ora, da pensionato, mi dedico ai miei affetti e alle mie passioni, in primis alla poesia, e, in pari tempo, assisto, dolente e impotente, ai tragici eventi che si dipanano, giorno dopo giorno, sotto i nostri occhi. Dal 1978 vivo a Sesto San Giovanni, una città ricca di storia, che al momento del mio arrivo era disseminata di grandi fabbriche che ne facevano uno dei maggiori poli industriali non solo della Lombardia ma dell’intero Paese. Nel corso degli anni ho avuto modo di assistere ai suoi profondi cambiamenti che l’hanno trasformata da città industriale a città del terziario avanzato.

Quando hai iniziato a scrivere e cosa ti ha spinto a farlo?

Le prime poesie l’ho scritte all’inizio dell’età adolescenziale per un amore segreto che è rimasto tale. Subito dopo, quando ancora non avevo compiuto i 16 anni, sono andato via da casa per lavorare. E il lavoro di giorno e la scuola di sera, mi hanno assorbito completamente. Successivamente il matrimonio e la nascita dei figli… Insomma per un lungo periodo non ho scritto niente ma ho utilizzato il mio poco tempo libero per leggere tutto quello che mi destava interesse e piacere e appuntare sui miei diari le riflessioni che le letture mi destavano. Solo intorno ai 35 anni, in seguito a un evento che mi ha tenuto lontano dal lavoro per alcuni mesi, si è riaffacciata l’ispirazione insieme al desiderio di registrare il mio sentire. Continua a leggere “Intervista al poeta e scrittore Vito Sorrenti, a cura di Pier Carlo Lava”

SAPORE D’ESTATE, di Vittoriano Borrelli

SAPORE D’ESTATE, di Vittoriano Borrelli

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L’aria leggera e spensierata dell’estate mette sempre un po’ di allegria ed è capace di strappare sorrisi anche a chi ha poca voglia di farlo. I miracoli dell’estate, che somigliano tanto a quelli della trentaquattresima strada di un famoso film, riescono a rimodellare gli stati d’animo, a tirare fuori dal letargo fantasia e un pizzico di sregolatezza a lungo intorpidite dai rigori dell’inverno.

Sarà per le belle giornate di sole che si riesce a vedere tutto con più limpidezza, a respirare un clima vacanziero anche quando si sta al lavoro sia pure alle prese con i condizionatori, ventilatori o fogli di carta usati a mo’ di ventaglio per rimediare al caldo umido e afoso. Si contano i giorni o le ore per raggiungere finalmente le mete di villeggiatura premendo sull’acceleratore per il disbrigo delle pratiche d’ufficio.

E’ un fatto statistico quello che vede migliorata la propria performance lavorativa a ridosso della pausa feriale, quasi che questa attesa, che sembra non finire mai, faccia raddoppiare le forze fisiche e mentali prima del sospirato riposo. E si sa che le vigilie sono sempre migliori delle feste vere e proprie. Continua a leggere “SAPORE D’ESTATE, di Vittoriano Borrelli”

AMARSI NELLO STESSO TEMPO, di vittoriano borrelli

AMARSI NELLO STESSO TEMPO, di vittoriano borrelli

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Non capita spesso amarsi nello stesso momento, ma quando succede è una vera e propria esplosione dei sensi. Non parlo dell’attrazione fisica, che quando c’è, concomitante o meno, lambisce solo in superficie i sentimenti e si dilegua in fretta come un’impronta sulla sabbia all’arrivo delle onde.

Un grande amore ha bisogno di essere coevo, sintonico, stare sulla stessa lunghezza d’onda del partner, resistere alle intemperie e splendere come un arcobaleno nel cielo dopo la tempesta. Solo quando c’è reciprocità e disponibilità a concedersi senza riserve che si può sperare che questo grande sentimento duri per tutta la vita e anche oltre. Continua a leggere “AMARSI NELLO STESSO TEMPO, di vittoriano borrelli”

Passeggeri di vita, di Antonietta Fragnito

Passeggeri di vita, di Antonietta Fragnito

Pendolari

A volte mi sento come un treno. La mia vita come un rozzo mezzo di trasporto.
Tanti i passeggeri e tanti, io da abusiva, ne ho occupati. Ogni mattina sto, mio malgrado, a riscaldarmi il cuore. Parto o scendo, incrocio moltitudini.
Mi imbatto spesso nei pendolari che sono i più abitudinari.
Mi danno dolore e senso di perdita gli occasionali: mi rimane di loro una diapositiva sfocata. Alcuni viaggiatori si mostrano guardinghi, sentono pericoloso azzardare un viaggio con me. Molti compagni di viaggio ho gia’ perso. Tanti sono andati senza salutare. Chi non voleva scendere ha dovuto.

Il moderno Casanova, di Antonietta Fragnito

Il moderno Casanova, di Antonietta Fragnito

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Foto da Tumbir

Sentite questa.

Tempo fa mi arriva una richiesta di amicizia.
Subito dopo puntuale arriva il ringraziamento, con ovvio quadretto eccentrico.
Poi mi fa: “Ciao bella, mi ha colpito il tuo volto”.
Allora io gli dico che le foto che ho postato sono molto datate .
Lui : “Scusa ma quanti anni hai?”
Io rispondo: 92.
Lui mi fa: “Perdonami vorrei stare a chiacchierare un po’ con te, ma debbo correre in bagno, mi scappa”. 😁

Pin-up e Hilda

Pin-up e Hilda

http://www.tiraccontounastoriablog.com/

Vorrei iniziare questo articolo scrivendo poche righe su chi sono le Pin-up. Prima di tutto cosa significa questo termine? To pin up significa appendereperché le foto che le ritraevano venivano appunto appese o dai soldati lontani da casa per ricordargli il motivo per cui combattevano o dai camionisti nelle cabine di guida.

La Pin up è un tipo di donna molto particolare. Si tratta di una donna made in America, una super “bambola”, famosa per come si veste (e sveste) ma mai in modo da meritarsi la barra nera della censura. Ama flirtare ma resta innocente, è erotica ma non esplicita, maliziosa ma comunque dolce. Continua a leggere “Pin-up e Hilda”

I LIKE, di vittoriano borrelli

I LIKE, di vittoriano borrelli

I LIKE

Quanto è importante oggi sentirsi accettati con un semplice clic? Molto più di quanto non lo dicano già le statistiche sull’uso dei social. Un tempo bisognava lavorare tanto sulla propria persona per ottenere il maggior numero di consensi possibili, farsi largo anche a spintoni per emergere ed essere vincenti.

Oggi imperversa l’immanentismo delle immagini, tutto ciò che non si vede oltre quello che mostriamo con le nostre foto non esiste, perché soppiantato, sommerso, camuffato dall’idea e dalla voluttà dell’apparire come arma unica e necessaria per reclamare la propria esistenza. Continua a leggere “I LIKE, di vittoriano borrelli”

Devadatta Sk! Valmiki, un ragazzo che fuma la pipa

Devadatta Sk! Valmiki, un ragazzo che fuma la pipa

La redazione di Alessandria today è lieta di presentare Devadatta Sk! Valmiki, un giovane poeta e scrittore alessandrino, incontrato un giorno per caso mentre leggeva un libro e fumava la pipa in via Moccagatta, Alessandria.

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Mi chiamo Devadatta. Il mio è un nome sanscrito, datomi da mio padre, che viene dall’India. Mia madre è italiana.

Frequento l’università a Torino, la magistrale in Lingue Straniere per la Comunicazione Internazionale. Ho fatto la mia triennale a Milano, in Scienze Linguistiche e Relazioni Internazionali. Prima ancora ho fatto il Liceo Linguistico in Alessandria. Continua a leggere “Devadatta Sk! Valmiki, un ragazzo che fuma la pipa”

” NON ERA LA DONNA GIUSTA PER TE”, di Rosa Cozzi

” NON ERA LA DONNA GIUSTA PER TE”, di Rosa Cozzi

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” NON ERA LA DONNA GIUSTA PER TE “

Non era la donna per te.
Lei era di un’altro, più adulta. Raffinata, dolce, sensuale.
Un sentimento mai provato che la rendeva bella .
Tu giovane , bello, virile, maschio saturo del tuo fascino.
Ti crogiolavi vanesio nel piacere di essere desiderato.
Incontri clandestini nei pomeriggi afosi dell’estate.
Due corpi amanti avvolti nel sudore.
L’intesa di due corpi che si cercano e si trovano.
Ormai da mesi insieme e poi, a me il tuo migliore amico racconti che la vuoi lasciare,        
che vuoi troncare, che non é la donna giusta per te !
Si…!! Magari non era la donna della tua vita, ma ti amava…
e ogni volta che pensava a te le batteva il cuore.
Se poi ti faceva sentire la sua passione, dicevi che era una donna femmina al fulmicotone.
Tu le dicevi che era un uragano, che c’era solo lei che sapeva dirti quelle parole che fanno tremare le gambe e ti dava una sferzata di piacere.
E poi magari non era la donna per te… ma con i suoi sussurri e i suoi sospiri ti pregava di amarla e ti faceva sentire un re. Ma per te era solo un gioco e le dicevi: dai giochiamo, non prendiamo la vita troppo sul serio.
E non ti accorgevi che ogni volta che pronunciavi quelle parole le toglievi un battito dal cuore e a poco a poco non ha avuto più battiti e il suo cuore si è spento…
Lei ha rinunciato a sorridere e non aveva più le stelle che brillavano nei suoi occhi, quando ti guardava come in preghiera muta e diceva : resta con me.
Lei se né andò, ti liberò dalle catene invisibili.
Però continui a parlarmi di Lei con insistenza é sempre nei nostri discorsi.                           Ogni giorno é tra noi,non riesci a dimenticarla.
Magari era la donna giusta per te ! …

di Rosa Cozzi
da “Storie d’amore,delitti e di risate ”
DL. 1941/633

 

È un ombrello da bambini, di Devadatta Sk! Valmiki

È un ombrello da bambini, di Devadatta Sk! Valmiki

è un immagine

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La traccia di questa lettura è: Charles Bradley & The Menahan Street Band – The World (Is Going Up In Flames)

Che piova, che piova, questo cielo cupo, che piova. Sarebbe la prima volta, questi occhi e, te lo dico con il sorriso, non era fra le mie preferenze, questo tono. Le tue dita giocano con il sonaglio attorno al mio collo e il tuo diaframma lascia entrare la luce.

Mi sento verde radice, mentre vago nel colore della terra, sperando temporale per bere nello spessore ambrato che offri con premura, attenta alle erbacce. Sguardo dopo sguardo, mi riposiziono. Non si tratta di affetto, e abitudine anche meno. Non è un’illuminazione improvvisa sulla mia ignoranza – per quanto i lampi mi invoglino a rotolare sotto lenzuola con te-. Sì, è vero che la resina stilla piano, densa e dolce, intrappolandomi le ciglia nella viscosità di cui è inconsapevole. Continua a leggere “È un ombrello da bambini, di Devadatta Sk! Valmiki”

Blu ultramarino e terra di Siena bruciata, di Devadatta Sk! Valmiki

Blu ultramarino e terra di Siena bruciata, di Devadatta Sk! Valmiki

blu ultramarino bus

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La tracce di questa lettura sono: Radiohead – There, There e Radiohead – I Might Be Wrong 

Non sono riuscito a fare le cose che avevo pianificato per oggi, e siamo solo a metà giornata…

Te lo dico da una terrazza che si affaccia su di una strada trafficata. Te lo dico stringendo in mano un coltello. E una mela, che vorrei mangiare, pur sapendo che non riuscirò a farlo. Non ci riuscirò perché, secondo me, tutti i fumi che escono dalle auto si attaccheranno alla polpa del frutto, non appena lo taglierò, contaminandolo…  

Stanotte avevo deciso che andavo a dormire presto ma, a notte fonda, ero ancora in giardino a fumare e osservare il cielo. Avevo anche deciso che avrei preso un treno del mattino, perché volevo andare a Torino per vedere il mio relatore della tesi. Ma il cellulare, nottetempo, è collassato e non mi ha svegliato. Continua a leggere “Blu ultramarino e terra di Siena bruciata, di Devadatta Sk! Valmiki”

Accoglienza piovosa ma fresca, di Devadatta Sk! Valmiki

Accoglienza piovosa ma fresca, di Devadatta Sk! Valmiki

Accoglienza

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La traccia di questa lettura è: Nujabes ft Cise Starr – Highs 2 Lows

Anche stanotte ho dormito solo tre ore. Dovevano essere quattro ma una l’ho passata a fantasticare e rigirarmi nel letto. Il risveglio mi ha trovato un po’ bloccato e ho dovuto fare della ginnastica per attivare il corpo. Fatti poi i preparativi per la giornata sono uscito per prendere il treno. La luce che mi ha accolto appena fuori dal palazzo mi é piaciuta tantissimo. Era chiara, grigia ma non rabbuiante.

Chiarificava invece l’asfalto, bagnato dalle piogge dei giorni precedenti e il verde degli alberi attorno a me era illuminato e brillante. C’era un vento frizzante e fresco, freddo ma non abbastanza da farmi patire.

Avevo nelle cuffie, nelle orecchie, del nu jazz giapponese che si intonava perfettamente al mood mattiniero, splendente e fresco. Nonostante avessi dormito poco mi sentivo vivissimo e felice, con il vento che mi scompigliava quei pochi capelli che mi restano sulla testa. Nelle orecchie c’era una canzone che adoro ascoltare. Continua a leggere “Accoglienza piovosa ma fresca, di Devadatta Sk! Valmiki”

I cuccioli di leone, il sonno e la cimice, di Devadatta Sk! Valmiki

I cuccioli di leone, il sonno e la cimice, di Devadatta Sk! Valmiki

I cuccioli

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La traccia di questa lettura è: The Dear Hunter – Red Hands 

Sto per addormentarmi. Sento il peso della stanchezza nel sottile velo delle palpebre. Le chiudo, i raggi arrivano proprio dalla mia parte, ed è piacevole riscaldarmici dentro. Sono stato molto indaffarato, e agitato. Il fiato mozzo, la salute zoppiccante e il letto ritardato notte dopo notte. La sensazione di agio che attornia le mie orbite, ora che chiudo gli occhi, è segno della mia carenza di sonno. Sbadiglio.

C’è troppa luce e il mio cuore deve ancora rallentare il ritmo dalla camminata vorace che le gambe hanno interrotto già da qualche minuto. Voci mi circondano, troppo alte perchè io mi possa rilassare. Sono felice che ridiate, davvero, e, se fossi qui in compagnia, vorrei ridere anche io, perchè è bello, ma sono qui da solo, e le voci sono troppo alte.

Il mio indice scivola nella tasca, gli occhi sono chiusi e respiro con il diaframma, cercando di placarmi. Sento il polpastrello sfiorare i dossi dei tasti del volume. Premo e la voce del cantante, un tizio americano con un cognome sospettosamente italiano, si alza e le sue intonazioni mi riempiono meglio il cranio. Continua a leggere “I cuccioli di leone, il sonno e la cimice, di Devadatta Sk! Valmiki”

Le Serial Killer, di Marco Cariati

Le Serial Killer, di Marco Cariati

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Ringraziamo Marco Cariati per averci inviato il testo che segue, ci complimentiamo con lui per la sua opera e pubblichiamo volentieri questo post, con la certezza che interesserà ai lettori di Alessandria today.

Le Serial Killer: Donne che uccidono per passione (Storie di Serial Killer) Formato Kindle, di Marco Cariati (Autore)

Link per acquistare il libro:

https://www.amazon.it/gp/product/B07CML1934/ref=as_li_tl?ie=UTF8&camp=3414&creative=21718&creativeASIN=B07CML1934&linkCode=as2&tag=marcocariati-21&linkId=bd9bae8305f99335ba250f12343aec72

Marco Cariati ci scrive: siccome si parla sempre di uomini che uccidono le donne, ho pensato che parlare anche di alcune donne che uccidono per passione non sarebbe stata una brutta idea. Per questo, dopo un paio di anni di ricerche, di registrazioni ai database dell’Fbi, piuttosto che di richieste ad alcune polizie locali, mi sono trovato in mano il materiale per scrivere un libro che poi è diventato “Le Serial Killer – Donne che uccidono per passione”.

Per scelta si tratta di un’autopubblicazione, conta 272 pagine, più le canoniche 4 di copertina, ed è distribuita sia online sia nelle librerie (catalogo Youcanprint). Al suo interno sono raccolte un centinaio di monografie. Non tutte le storie hanno lo stesso spazio, ovviamente. Ho applicato un criterio giornalistico di interesse della notizia. Per cui ad alcune serial killer è stato destinata mezza pagina, ad altre due, quattro e fino a dieci o dodici. Continua a leggere “Le Serial Killer, di Marco Cariati”

Giuseppe Grassano presenta il suo romanzo “Perdersi nel bosco”, alla biblioteca di Serravalle Scrivia

Giuseppe Grassano presenta il suo romanzo “Perdersi nel bosco”, alla biblioteca di  Serravalle Scrivia

Giuseppe GRASSANO SCHEDA

(Auto?) biografia, romanzo di formazione ma soprattutto ode alla vita, Perdersi nel bosco del novese Giuseppe Grassano traccia un sofferto bilancio esistenziale.

L’Autore tratteggia abilmente la magia dell’infanzia, la rigida educazione religiosa del protagonista e infine la maturità, quando il tempo che passa porta man mano con sé gli affetti più cari.

Una storia di grande spessore umano, narrata con splendida maestria letteraria. 

Venerdì 8 giugno ore 21,00 a Serravalle Scrivia (AL), Biblioteca Civica (Villa Caffarena)

Presentazione del romanzo di Giuseppe Grassano, Perdersi nel bosco Continua a leggere “Giuseppe Grassano presenta il suo romanzo “Perdersi nel bosco”, alla biblioteca di Serravalle Scrivia”

RIPENSANDO ALL’ORIENTE, di Mauro Giovanelli

RIPENSANDO ALL’ORIENTE, di Mauro Giovanelli

RIPENSANDO ALL'ORIENTE

RIPENSANDO ALL’ORIENTE

Naomi,
questo è il soprannome con cui ho preferito chiamarti, si addice alla tua personalità, il pensiero imprigionato nella tempesta di sogni che i tuoi diciannove anni appena compiuti esigono distraendoti da ciò che sei, un fiore appena sbocciato che profuma di visioni e promesse. Ignori di essere bella, hai necessità di conferme, non ti basti ed oggi sono pochi coloro che possono darti certezze del tuo essere, il viso sconvolgente, gli occhi languidi di intensità unica, il corpo un trionfo di sensualità e vita.
Naomi… Stupefacente! In esso sono racchiusi innumerevoli segreti di una letteratura del periodo in cui ti sono stato coetaneo, un passato che hai tramutato in magico presente nei pochi giorni che ci siamo concessi. La tua lettera, accompagnata dalle splendide immagini di te, è un dono inaspettato che mi agita mentre un irresistibile richiamo della tua carne fa tremare le mie mani al punto che fatico a scrivere queste poche righe.

Continua a leggere “RIPENSANDO ALL’ORIENTE, di Mauro Giovanelli”

DISCORSO SULLA LIBERTA’, della scrittrice Olga Karasso

DISCORSO SULLA LIBERTA’, della scrittrice Olga Karasso

Olga Karasso

Propongo un mio vecchio testo sulla LIBERTA’ in generale e uno sulla LIBERTA’ DEGLI ARTISTI

DISCORSO SULLA LIBERTA’

Nel geniale sempre più dovizioso e raffinato vocabolario umano la parola libertà sottintende il più fascinoso dei concetti filosofici. La più ricercata tra le utopie. Quella più ambigua che toglie respiro al solo pensiero di averne intravista l’intima tessitura.

Il Dizionario di termini filosofici (Le Monnier) recita: “Capacità di agire senza costrizione (esterna o interna) e senza ostacolo. In senso morale, libertà è capacità d’iniziativa personale nell’agire in vista di un fine assunto sol perché giudicato – dalla coscienza di chi agisce – degno di essere attuato: e implica quindi responsabilità.” Continua a leggere “DISCORSO SULLA LIBERTA’, della scrittrice Olga Karasso”

Karma, di Manuel Echegaray

Karma, di Manuel Echegaray

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Le llamaban suerte, di Manuel Echegaray

En él era mala.

Desde chico le había pasado lo peor, desde todas las enfermedades imaginables hasta ser jalado de año; creció y seguía.

Se divorció, perdió el trabajo un par de veces; lo asaltaron, le dio una pulmonía fulminante y murió pensando que si había otra vida y se reencarnaba, su mala suerte lo haría nacer en una cucaracha. 

Imagen: en.wikipedia.org

MANUEL ECHEGARAY. Continua a leggere “Karma, di Manuel Echegaray”

BARRANCO, TIEMPO DE AMAR, di Manuel Echegaray

BARRANCO, TIEMPO DE AMAR, di Manuel Echegaray

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Hay muchas historias en mi infancia. 

Vivíamos en una casa grande, llena de rincones oscuros y con vidrios de colores; de muchos colores.

A través de los rojos se veía, porque eran transparentes, pero los otros eran “catedral” y solo dejaban pasar la luz.

En la terraza de abajo poníamos una colchoneta y nos echábamos a leer chistes: El Pájaro Loco, El Conejo Oswaldo, El Capitán Marvel. 

También leíamos “El chico de las dunas” que tenía una cita de San Agustín pegada en la parte de atrás; entonces nos sentíamos en la hacienda, durmiendo bajo los árboles y pescando en el río. 

A la hora de almorzar dejábamos abierta la ventana del comedor para que entrara el aire de mar; lindo el comedor, con su mesa de mantel de hule y varios crujidos.

Nosotros escondíamos las espinacas, tratando que no nos vieran, en el borde de debajo de la mesa. 

Quizá tú te acuerdes de esos días largos de vacaciones en los que bajábamos a la playa y nos poníamos las zapatillas  – “Las de básquet  nomás hermano, mi mamá no me compra de la otras” -, para que las piedras no nos aplastaran los pies… Continua a leggere “BARRANCO, TIEMPO DE AMAR, di Manuel Echegaray”

IO E FRANCESCO, di Vittoriano Borrelli

IO E FRANCESCO, di Vittoriano Borrelli

IO E FRANCESCO

Si può avere per amico un maschietto ed essere trattata allo stesso modo, anzi peggio? Con Francesco, compagno d’infanzia, delle elementari, delle scuole medie e infine del liceo, è accaduto proprio questo: un’amicizia di lunga data, intima e necessaria, che ha contrassegnato buona parte della mia vita fino a condizionarla, orientarla, plasmarla come si fa con un oggetto di cui si vuole modellare a proprio piacimento la forma, lo spessore, la sostanza.

E’ cominciata così, fin dai primi vagiti, gattonate nel corridoio di casa, lunghe corse sui tricicli e risate a non finire nei pomeriggi svogliati in cui passavamo gran parte del tempo insieme. I nostri genitori, vicini di casa, si frequentavano praticamente tutti i giorni e per un certo periodo io e Checco, il mio Francesco, ci siamo sentiti come un fratello e una sorella, figli della stessa famiglia. Continua a leggere “IO E FRANCESCO, di Vittoriano Borrelli”

COMO POSTAL, di Manuel Echegaray 

COMO POSTAL, di Manuel Echegaray 

Como postal

Habían caminado por horas subiendo y bajando quebradas, cruzado pequeños hilos de agua y cauces torrentosos, evitando arbustos espinudos y siguiendo adelante, con la imagen de la cima nevada que les daba la fuerza para seguir andando.

Eran tres y querían llegar hasta arriba, donde la nieve blanca se destacaba contra el cielo azul, casi como una imagen de postal.

Lo que no sabían es que antes de llegar caerían por grandes despeñaderos, que ni siquiera imaginaban, para servir de alimento a la montaña;  pero ahora subían sin saber que esa atracción no era otra cosa que el modo que tenía la montaña de procurarse vida.

Imagen: wallpapersafari.com

MANUEL ECHEGARAY. Continua a leggere “COMO POSTAL, di Manuel Echegaray “

IO E FRANCESCO, di Vittoriano Borrelli

IO E FRANCESCO, di Vittoriano Borrelli

IO E FRANCESCO

Si può avere per amico un maschietto ed essere trattata allo stesso modo, anzi peggio? Con Francesco, compagno d’infanzia, delle elementari, delle scuole medie e infine del liceo, è accaduto proprio questo: un’amicizia di lunga data, intima e necessaria, che ha contrassegnato buona parte della mia vita fino a condizionarla, orientarla, plasmarla come si fa con un oggetto di cui si vuole modellare a proprio piacimento la forma, lo spessore, la sostanza.

E’ cominciata così, fin dai primi vagiti, gattonate nel corridoio di casa, lunghe corse sui tricicli e risate a non finire nei pomeriggi svogliati in cui passavamo gran parte del tempo insieme. I nostri genitori, vicini di casa, si frequentavano praticamente tutti i giorni e per un certo periodo io e Checco, il mio Francesco, ci siamo sentiti come un fratello e una sorella, figli della stessa famiglia. Continua a leggere “IO E FRANCESCO, di Vittoriano Borrelli”

COSAS DE LA MUERTE, di Manuel Echegaray

COSAS DE LA MUERTE, di Manuel Echegaray

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Habían puesto una cinta amarilla que decía “POLICÍA, NO PASAR”. Formaba un cuadrado que rodeaba al cadáver, cuya canción favorita siempre fue “Ata una cinta amarilla al viejo roble”.

MANUEL ECHEGARAY.

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COSE DELLA MORTE, di Manuel Echegaray

Avevano messo un nastro giallo che diceva “POLIZIA, NON PASSARE”. Formava un quadrato che circondava il cadavere, la cui canzone preferita era sempre “Tie un nastro giallo alla vecchia quercia”.

Lettera a una mamma

Lettera a una mamma

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Cara mamma,

voglio scriverti questa lettera per chiederti  se tu avessi mai nutrito affetto per me. Non ho ricordi di gesti affettuosi nei miei ricordi.  Non abbiamo mai parlato insieme di nulla, non mi sei mai stata vicina nei momenti di buio. E Dio sa se ne ho avuto tanti.

Non c’eri nei momenti in cui avevo veramente bisogno di te, del tuo appoggio, del tuo sostegno, del tuo amore. Molte domande sono ancora nascoste dentro di me, domande che non ho mai fatto e di cui ormai non avrò più risposta. Chi sono io? Perché per te sono sempre stata un peso? Perché ti ho rovinato la vita ma soprattutto che colpa ne ho?

Quante cose avrei voluto chiederti e non l’’ho mai fatto, sono sempre stata succube di te, del tuo egocentrismo, della tua forte personalità, della tua severità. Continua a leggere “Lettera a una mamma”

Ho paura del telegiornale, di Patrizia Benetti

Ho paura del telegiornale, di Patrizia Benetti

Ho paura del telegiornale

Sono fiorite le calle. Vedessi come sono belle, Annina! Ho tolto l’erbaccia dal nostro giardino e ho pure imparato a stirarmi le camicie. Sorridi, lo so.
Ieri sera, Alfio e Giuseppe sono venuti a prendermi e mi hanno “trascinato” al bar. Hanno detto che è dura, ma la vita continua.
Abbiamo giocato a tresette e mi sono divertito. Il tempo è trascorso veloce e l’angoscia si è placata.
Sto preparando gli arnesi: ami, esche e canne, perché domenica mattina andiamo a pescare. Una giornata all’aria aperta mi farà bene.
Alfio e Giuseppe sono i miei amici più cari, ci conosciamo da quando eravamo ragazzini e ci capiamo al volo. E’ bello poter essere se stessi, senza finzioni o forzature, soprattutto quando si soffre.
Mi machi Annina e adesso che sono solo, la sera non riesco più a guardare il telegiornale. Mi fa paura, con tutte le sue brutture e le sue miserie.
Allora accendo la radio, cucino e penso a te.
Mi sembra di sentire la tua mano che mi accarezza e la tua voce dolce che mi sussurra:
“Coraggio Alfredo. La vita è bella!”.

ÁGUILA, Manuel Echegaray

ÁGUILA, Manuel Echegaray

Aquila

El convoy de camiones iba lentamente por la carretera, entre cerros, bajo el cielo azul. 

El águila, desde muy arriba, vio al animal que se deslizaba y después de planear un poco decidió atacar y bajó en picada, hasta que si dio cuenta que no era una serpiente y volvió a planear curiosa y desconcertada. La imagen no se aclaraba bien, pero no era lo que ella creía. No podía saber que se había vuelto miope. 

El convoy continuó su camino y el águila siguió volando. Continua a leggere “ÁGUILA, Manuel Echegaray”

Quando si dice il segno del destino… di Pier Carlo Lava

Quando si dice il segno del destino…, di Pier Carlo Lava

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La Giulia 1600, anni 70
Ci sono situazioni, momenti, oggetti e nel mio caso un auto che fanno tornare alla memoria fatti successi anche molti anni prima.
Ieri mattina mentre rientravo a casa al quartiere Borsalino lo sguardo mi cade su un’auto parcheggiata nei pressi dell’Old Wilde West.
Era una vecchia Alfa Romeo Giulia 1600 degli anni 70, colore grigio perla, forse riverniciata ma in buono stato, almeno così mi era parso passandogli accanto. La mia intenzione era di rientrare a casa parcheggiare l’auto e ritornare a piedi con la mia Nikon per scattare qualche foto, purtroppo quando sono sceso mi sono reso conto che non c’era più. Continua a leggere “Quando si dice il segno del destino… di Pier Carlo Lava”

Festa della mamma! 13 maggio 2018

Festa della mamma! 13 maggio 2018

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Cara mamma,

voglio dirti che non ho mai veramente capito che cosa mi unisse a te ma soprattutto se ero unita, Non ho ricordo di affetto nei miei confronti e di conseguenza nemmeno io nei tuoi. Non abbiamo mai parlato insieme di nulla, non mi sei mai stata vicina nei momenti di buio. E Dio sa se ne ho avuto tanti.

Non c’eri nei momenti in cui avevo veramente bisogno di te, del tuo appoggio, del tuo sostegno, del tuo amore. Molte domande sono ancora nascoste dentro di me, domande che non ho mai fatto e di cui ormai non avrò più risposta. Chi sono io? Perché per te sono sempre stata un peso? Perché ti ho rovinato la vita ma soprattutto che colpa ne ho?

Quante cose avrei voluto chiederti e non l’’ho mai fatto, sono sempre stata succube di te, del tuo egocentrismo, della tua forte personalità, della tua severità. Continua a leggere “Festa della mamma! 13 maggio 2018”

GLI OCCHI DI MIA MADRE, di Vittoriano Borrelli

GLI OCCHI DI MIA MADRE, di vittoriano borrelli

gli occhi MIA MADRE

Vittoriano Borrelli, le parole del mio tempo…

Erano grandi da specchiarmici dentro e trovarci tutto l’amore possibile, sentinelle attente sui miei passi incerti verso la vita. Lacrimanti o gioiosi, parlavano più di quanto le parole, semplici e rudimentali, non riuscissero ad esprimere.  Erano belli gli occhi di mia madre.

Se c’è uno sguardo che ci portiamo dentro fino alla fine dei nostri giorni è quello dei nostri genitori e più ancora di chi ci ha messo al mondo, perché quel cordone ombelicale non si spezza mai, nemmeno quando viene reciso al momento del parto.

Sentiamo questo sguardo anche quando non lo vediamo, a volte ci condiziona, altre ci conforta e ci orienta come una bussola senza la quale ci sentiremmo smarriti, indifferentemente adulti o bambini perché non si smette mai di essere gli uni o gli altri a dispetto dell’età che avanza. Continua a leggere “GLI OCCHI DI MIA MADRE, di Vittoriano Borrelli”

NUESTRAS VIDAS SON LOS RÍOS QUE VAN A DAR A LA MAR*, di Manuel Echegaray 

NUESTRAS VIDAS SON LOS RÍOS QUE VAN A DAR A LA MAR*, di Manuel Echegaray 

Nuestra

El río traía lo que iba recogiendo a su paso por un cauce largo y sinuoso; a veces el agua se agitaba, espumeando cuando se encontraba con piedras y otras cambiaba de color, pero siempre seguía hacia el mar donde se fundiría con el agua grande. 

La vida. El río. El agua grande. La inmensidad de lo infinito.  *Jorge Manrique.

Imagen: riosdelplaneta.com

MANUEL ECHEGARAY.

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LE NOSTRE VITE SONO I FIUMI CHE STANNO ANDANDO A DARE AL MARE *, di Manuel Echegaray

Il fiume ha portato ciò che stava raccogliendo mentre attraversava un canale lungo e tortuoso; a volte l’acqua tremava, spumeggiava quando era con le pietre e altri cambiavano colore, ma andava sempre al mare dove si scioglieva con l’acqua grande.

La vita Il fiume La grande acqua L’immensità dell’infinito. * Jorge Manrique.

A LA HORA SEÑALADA, di Manuel Echegaray

A LA HORA SEÑALADA, di Manuel Echegaray

a la ora

Le parecía que la “Hora del Planeta” era una tontería y él no apagaría las luces ni dejaría de usar su computadora.

Ese día, a la hora indicada, estaba viendo un programa de noticias en la televisión, cuando una explosión estruendosa lo remeció todo; las luces parpadearon, la pantalla cambió de inmediato a una especie de lluvia gris y las palabras se convirtieron en siseo.  Desconcertado, trató de levantarse.

Hubo una segunda explosión y luego se hizo el silencio.

En el espacio, los restos de la Tierra se dispersaron en todas direcciones.  Continua a leggere “A LA HORA SEÑALADA, di Manuel Echegaray”

L’INDIFFERENTE, di vittoriano borrelli

L’INDIFFERENTE, di vittoriano borrelli

INDIFFERENTE

Sono refrattario a qualsiasi dolore, guardo il mondo dall’alto e non mi volto mai indietro. Per la gente sono un mostro insensibile e senza compassione, un concentrato del Male assoluto racchiuso in un essere pensante abiettoed implacabile. Un giudizio tutt’altro che onorevole che tuttavia mi lusingae mi procura maggiore forza e capacità di propugnare sofferenza ed infelicità.

Da quando sono così? Dai tempi della scuola, esattamente da quando ho studiato che due corpi opposti e di eguale intensità si annullano a vicenda creando un punto di equilibrio fermo ed assoluto. E’ stato allora che ho amato il mio professore di Fisica, un vecchio decadente che è diventato il mio alter ego segnando definitivamente la mia esistenza.

Ho messo in pratica questo principio con dedizione quasi maniacale: ad un’offesa, un dolore, un fatto spiacevole, ho reagito allo stesso modo, ovvero con una contro-offesa, un altro dolore della stessa specie, un’azione uguale e contraria come avveniva con la legge del taglione all’epoca dei Romani. Non mi sono emozionato più e non ho più sofferto, non ho più gioitoma nemmeno pianto. E’ stato così che sono diventato agli occhi degli altri e di me stesso un essere del tutto indifferente. Continua a leggere “L’INDIFFERENTE, di vittoriano borrelli”

LA MUJER INVISIBLE, di Manuel Echegaray

LA MUJER INVISIBLE, di Manuel Echegaray 

-1

Estornudaba y nadie le decía “¡Salud!”. 
En el bus no le cedían el asiento. 
Nadie respondía a su saludo en la calle. 
Las palomas se cruzaban en su camino sin inmutarse. 
Varias veces se quedó con la mano extendida. 
Finalmente fue a mirarse para ver si existía y el vidrio de la vitrina que escogió para hacerlo solo dejaba ver las luces que desde dentro decían “¡FELIZ NAVIDAD!”

Imagen: glogster.com
MANUEL ECHEGARAY.
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LA DONNA INVISIBILE, di Manuel Echegaray
Ha starnutito e nessuno ha detto “Saluti!”
Sull’autobus non gli hanno dato il posto.
Nessuno ha risposto al suo saluto per la strada.
I piccioni attraversarono il loro cammino senza battere ciglio.
Diverse volte rimase con la mano tesa.
Alla fine è andato a vedere se esisteva e il vetro della vetrina che ha scelto di fare gli permetteva di vedere solo le luci che dall’interno dicevano “BUON NATALE!”

FALSARIO, di Emanuel Echegaray

FALSARIO, di Emanuel Echegaray 

-1

Toda su vida había sido un engaño.
Aprendió que mintiendo conseguía lo que buscaba y construyó una personalidad que nada tenía que ver con lo que realmente era. Para lograrlo tuvo que inventar mentiras, sostenerlas y convertir las en verdad; “su” verdad.
Cambió de amistades y fue desconociendo a quienes conocían su historia. Tal vez hubiera sido mejor irse a otro país y empezar de cero, pero se quedó allí dónde estaba y aceptó el desafío: sería otro a pesar de los otros.
Pasó el tiempo y cuando ya nadie lo reconocía, se dio cuenta que no estaba contento con lo que había construido y quiso ser el mismo del principio, pero el botiquín del baño esa mañana estaba vacío y en el espejo se reflejaba una persona extraña.  Continua a leggere “FALSARIO, di Emanuel Echegaray”

Quando si dice il segno del destino…, di Pier Carlo Lava

Quando si dice il segno del destino…, di Pier Carlo Lava

Giulia 1600 anno 1973 copia

La Giulia 1600, anni 70
Ci sono situazioni, momenti, oggetti e nel mio caso un auto che fanno tornare alla memoria fatti successi anche molti anni prima.
Ieri mattina mentre rientravo a casa al quartiere Borsalino lo sguardo mi cade su un’auto parcheggiata nei pressi dell’Old Wilde West.
Era una vecchia Alfa Romeo Giulia 1600 degli anni 70, colore grigio perla, forse riverniciata ma in buono stato, almeno così mi era parso passandogli accanto. La mia intenzione era di rientrare a casa parcheggiare l’auto e ritornare a piedi con la mia Nikon per scattare qualche foto, purtroppo quando sono sceso mi sono reso conto che non c’era più.
Mi sono detto: questo post non s’ha da fare… ma poi ho cambiato idea e mi sono messo a scrivere, per la foto da allegare avrei visto in seguito come fare. I ricordi mi sono immediatamente ritornati in mente come fosse stato ieri, anche se il fatto in questione era successo nei primi anni 70. Continua a leggere “Quando si dice il segno del destino…, di Pier Carlo Lava”

IL DIVANO, di vittoriano borrelli

IL DIVANO, di vittoriano borrelli

IL+DIVANO+2

Se potessi parlare chissà quante storie avresti da raccontare. Tu che troneggi in tutte le case del mondo, sornione e accogliente come una sirena con il suo marinaio. Morbido e imbottito quanto basta per sprofondarci dentro e inebriarsi di tanta goduria che sa di riscatto dopo una giornata stanca e grigia.
Quante separazioni avrai sancito con il tuo inconsapevole richiamo alla pigrizia, alla conformazione delle cose che non cambiano, che restano uguali a se stesse come il decorso del tempo che ricomincia daccapo allo scoccare di un nuovo giorno. Lancette dell’orologio che ripercorrono lo stesso giro di vite, un’agenda sulla quale sono annotati i soliti appuntamenti che quasi ci si affeziona. Continua a leggere “IL DIVANO, di vittoriano borrelli”

Tortona, Libreria Namasté, presentazione del thriller di Gianluigi Repetto, Troppo bella per me

Tortona, Libreria Namasté, presentazione del thriller di Gianluigi Repetto, Troppo bella per me

REPETTO ROMANZO SCHEDA

Leggi il PROMO
Venerdì 27 aprile ore 18,00 Tortona, Libreria Namasté. Presentazione del thriller di
Gianluigi Repetto, Troppo bella per me puntoacapo Editrice  http://www.puntoacapo-editrice.com
Grandi novità e progetti per il Decennale http://www.almanaccopunto.com l’Almanacco online – aggiornato
NOVITÀ
Francesco Dalessandro, Figure d’ombra
Roberto Rossi Precerutti, Un sogno di Borromini
Eleonora Bellini, Prove d’autunno
Alfredo Panetta, Thra sipali e sonnura/Tra rovi e sogni
Alessandro Quattrone, Non pensavo di dover morire  e altri dialoghi teatrali
Andrea Salvini, Il fuorilegge (racconto breve)
Marina Corona, La complice (romanzo)
Loris Maria Marchetti, Tappeto volante (racconti)
Antonio Nesci, Scarpe senza lacci (poesia)
Fabrizio Bregoli, Zero al quoto (poesia)
Ivan Fedeli, La meraviglia (poesia)
Lorenzo Vespoli, Pianeti sotterranei (poesia, esordio) Continua a leggere “Tortona, Libreria Namasté, presentazione del thriller di Gianluigi Repetto, Troppo bella per me”

DURA LEX SED LEX, di Manuel Echegaray

DURA LEX SED LEX, di Manuel Echegaray

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Lo habían sentenciado a veinticinco años de prisión por haber rociado con gasolina, prendido fuego y asesinado de esta manera a la mujer que le dijo que no varias veces.
La Ley lo condenó después del juicio que duró dos años; la ley de la cárcel no tardó tanto: medio año después de su internamiento encontraron su cadáver inexplicablemente calcinado en su celda, que estaba con llave.
Las investigaciones no llegaron a nada.
Imagen: hermandadblanca.org
MANUEL ECHEGARAY.
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DURA LEX SED LEX, di Manuel Echegaray
Era stato condannato a venticinque anni di carcere per essersi spruzzato di benzina, dato alle fiamme e ucciso la donna che gli aveva detto di non farlo più volte.
La legge lo ha condannato dopo il processo che è durato due anni; la legge della prigione non impiegò molto tempo: un anno e mezzo dopo il suo confinamento trovarono il suo cadavere inspiegabilmente bruciato nella sua cella, che era chiusa a chiave.
Le indagini non sono arrivate a nulla.

EL HÉROE ANÓNIMO, di Manuel Echegaray

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EL HÉROE ANÓNIMO, di Manuel Echegaray

Dirigir el tránsito vehicular en el centro era cansador y verdaderamente agobiante, pero estaba orgulloso de ser policía y colaborar con su granito de arena para que todo fuera mejor y funcionara; nunca pensó que esa tos que le provocaba el humo de los escapes de los ómnibus y en general lo que respiraba cada día en esa esquina, lo llevarían primero al hospital y después a la muerte sin que nadie se preocupara por declararlo héroe nacional.
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MANUEL ECHEGARAY.
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L’eroe anonimo, di Manuel Echegaray
Dirigere il traffico al centro era stancante e davvero travolgente, ma era orgoglioso di essere un poliziotto e di collaborare con il suo granello di sabbia per rendere tutto migliore e lavorare; non ha mai pensato che la tosse causata dal fumo degli autobus in fuga e in generale quello che respirava ogni giorno in quell’angolo, lo portassero prima all’ospedale e poi alla morte senza che nessuno si prendesse la briga di dichiararlo un eroe nazionale.

Penso agli amici, di Antonietta Fragnito

Penso agli amici per me senza un corpo, quelli a cui non ho mai stretto la mano, con cui non ho mai fatto una passeggiata . Penso agli amici poeti del web. Penso ad Antonio Di Bartolomeo il mio Editore, che e’ Plurale nel mio cuore, a Marino Monti che
mi ha convinto a pubblicare e che ha creduto in me, al suo animo poetico, a tutte le volte che mi ha mandato a quel paese, alle sue subitanee, burbere riconciliazioni.
Penso a Luca, alle sue poesie speciali, al racconto della sua vita bohemien, a Luca che scrive poesie come me. Penso a Vittoria Alices, al suo cuore biondo, al suo sorriso invasivo.Penso al gruppo del mio cuore “Sintetizziamoci” di cui è responsabile.
Penso a Francesco Colaci, al suo genio. A Franco Roberto Rinaudi, ai suoi commenti che tante volte sono poesie. Penso al dottore Francesco psichiatra , che amo talmente tanto, da non poterlo quantificare,. E poi Antonella La Frazia che gratis mi regala la sua amicizia, senza nulla a pretendere.

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La Terra e Oceani di Plastica

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La Terra e Oceani di Plastica

Susanna https://iraccontidisusanna.com
Ciao a tutti. Domenica 22 Aprile è stata la Giornata della Terra! Earth day in inglese! Credo ne abbiate sentito parlare… Come è scritto sul sito di Earth day Italia, “è la più grande manifestazione ambientale del pianeta, l’unico momento in cui tutti i cittadini del mondo si uniscono per celebrare la Terra e promuoverne la salvaguardia. Coinvolge ogni anno fino a un miliardo di persone in 192 paesi del mondo”…Una cosa fighissima insomma! Fino a domani a Villa Borghese a Roma c’è il Villaggio della Terra.

Come ogni anno, i “festeggiamenti” della Terra si chiuderanno con un bel concerto gratuito per tutti!
Ma com’è nata questa giornata dedicata al nostro bellissimo pianeta? La prima Giornata della Terra si è tenuta il 22 Aprile del 1970, per volere di un senatore degli Stati Uniti che si chiamava Gaylord Nelson.
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Un po’ di Storia della matematica e della geometria, di Luca Oggero

Un po’ di Storia della matematica e della geometria, di Luca Oggero

Un po’ di Storia della matematica e della geometria rivisitata alla luce della lettura del volume “La vera Storia dell’uomo però falsa” del professor Ugo Labestia, tomo che ho ritrovato in un vecchio solaio dentro un baule pieno fino all’orlo di ratti. Ho frugato tra i ratti e sotto c’erano altri ratti. Sono andato più giù con le mani e l’unica cosa che non era un ratto era questo libro.

Sono stato morso varie volte dai ratti – che tra l’altro non ho capito cosa minchia ci facessero tutti ammassati in un baule dove a parte un libro non c’erano che altri ratti, forse un rave-party o una riunione di condominio – e ora ho contratto la peste ma ne è valsa la pena, perché questo rarissimo e prezioso libro ci racconta la Storia in modo talmente falsato da risultare più credibile di quella ufficiale. 
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Che sara mai?, di Francesco Colaci

Che sara mai?

Come fulmine a ciel sereno mi compare sul monitor del pc una signorina senza veli e senza grilli per la testa che mi sorride parlandomi in inglese.
Piacevolmente meravigliato , cerco di capire meglio la materia dell’intendere .
D’istinto il mio “Lui ” ,che certe cose le capisce al volo senza conoscere un acca di quella lingua ,solleva la testa interessato,confermandomi che l’ argomento è di sua pertinenza.
Lei ,l’inglesina , lo favorisce allargando le sue cosce,zumma sulla “natura ” e “contronatura” .
Davanti a cotanta visione”Lui” inizia a gonfiarsi d’orgoglio,mentre io sono attratto da un’appendice rosso magenta che ,simile ad un fagiolo, penzola liberamente dalla sua intimità.
Che sarà mai? …Mah!
I miei occhi si concentrano sull’oggetto e trascurano tutto il resto.
“Lui ” dapprima mostra segni d’insofferenza ,poi s’ incazza e alla fine si ammoscia.
Vista la malaparata ,desisto ,spengo e me ne vado a letto.

p.s.:Quando c’è un particolare fuori posto,l’attenzione è come magnetizzata da esso è finisce per trascurare tutto il resto.
I.Kant
Antropologia pragmatica

SOLEDAD, di Manuel Echegaray

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SOLEDAD, di Manuel Echegaray

En la puna solo está el viento como compañero y a veces su canto se siente estremecedor; parece llanto o un grito prolongado: el de quien se sabe solo  para siempre.
Imagen: http://www.silviamarmori.com

MANUEL ECHEGARAY.
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SOLEDAD, di Manuel Echegaray
Nel puna c’è solo il vento come compagno e talvolta la sua canzone si sente scioccante; sembra un grido o un urlo prolungato: quello di qualcuno che conosce se stesso per sempre.

Ci sarò sempre!

Ci sarò sempre!

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da http://www.tiraccontounastoriablog.com
Mi ha molto commosso la storia di questa mamma che, nonostante la sofferenza e la certezza di non farcela a superare tutto, ha pensato esclusivamente alla figlia di appena un anno.
Questa non è una favola ma una triste realtà. Voglio lo stesso raccontarvela perché dietro a tutto questo c’è l’Amore, quell’Amore esclusivo che unisce la madre al figlio. Quel figlio a cui hai donato la vita ma che sai che dovrai lasciare presto.
Questa donna meravigliosa si chiama Elisa. Ha toccato con mano la piaga del secolo, il cancro! Quella bestia che si insinua dentro di te, quel parassita che si avvinghia e non si stacca. Continua a leggere “Ci sarò sempre!”

Non si sentiva più sola, di Non si sentiva più sola

Non si sentiva più sola, Elena ed anche la sofferenza per la malattia o per suo padre l’avvertiva meno. In chat c’era lui, la sua presenza, i suoi buongiorno, le poesie, le canzoni di De Andrè e Guccini e il gusto del proibito e la paura di essere scoperti. Suo marito, le sue belle figlie, sua madre, il cane…tutto era lontano. Lui le diceva di essere bella e di questo solo aveva bisogno e la faceva tornare a sognare.
E lui, maniaco di chat e di incontri, nel chiuso di una stanza piena di solitudine e non senso, accontentava Elena e tutte le altre come lei, il cuore perso nei pantaloni e nel vizio.
E anche lui cosi sognava di essere ciò che scriveva e che mai sarebbe stato.
Il marito di Elena sapeva, le sue figlie di lì a poco…quell’illusione le sarebbe costata cara.
A lui, soltanto un nuovo click.

NEL POSTO SBAGLIATO AL MOMENTO SBAGLIATO, di Luca Oggero

NEL POSTO SBAGLIATO AL MOMENTO SBAGLIATO

Lo sapevo che non ci dovevo entrare qui. Era come se me lo sentissi che l’avrei trovato qui…
Eccolo lì, appoggiato al bancone. Deve essere già mezzo sbronzo.
Non mi ha ancora visto. Parla con il suo collega. Guardie giurate, quelli che senti più spesso nei notiziari che hanno ucciso la famiglia e poi si son fatti fuori. A chi piacciono le armi è perché prima o poi le vuole usare.
Mi avvicino al bancone e il barista mi vede:
“Prego, che ti faccio?”
“Dammi qualcosa di fresco. Una panaché va benissimo!”
Lui sente la mia voce, si gira e mi vede.
“Ma guarda un po’ chi si vede… Il gran trombatore!”
A questo punto voglio sistemare le cose una volta per tutte. Sono mesi che lui le telefona e la riempie di insulti e minacce. Minacce a lei e a me.
“Senti, ora basta! Lo sai che se non fossi stato io sarebbe stato un altro! Con te non ce la faceva più. Guarda che me lo ha raccontato cosa le facevi. Puoi ringraziare che non ti abbiamo denunciato ma ora la devi smettere di tormentarci.”

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LOVE STORY, Luca Oggero

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LOVE STORY

Lorenzo era un dark o, come dicono gli inglesi, un “goth”. Lo era sempre stato, fin da ragazzino. Quando aveva iniziato ad ascoltare Joy Division, Cure e Bauhaus, negli anni ottanta, quella dei dark era una moda ed erano in molti a imitare Robert Smith cotonandosi i capelli in punte spettinate e mettendosi lo smalto nero alle unghie.

Ma l’animo cupo di Lorenzo e la sua fascinazione per il lugubre erano qualcosa di molto radicato e pertanto destinato a resistere al passare delle mode e delle tendenze. Egli rimase un dark per tutto il resto della sua vita e si appassionò alla poesia di Baudelaire, all’esistenzialismo sartriano e ai filosofi tedeschi.

Dipinse le pareti di casa sua di nero come di nero andava sempre vestito. Si prese come animali domestici un pipistrello e una grossa tarantola pelosa che chiamò Siouxsie. Quando era di buon umore scriveva lunghe composizioni poetiche sulla Morte e viveva sostanzialmente nell’assenza di alcuna speranza e nella più oscura decadenza.
La prima volta che si incontrarono Lorenzo era al capezzale del padre. Questi era da tempo vittima di un male incurabile che era progredito man mano fino a ridurlo in fin di vita.

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I saperi della cultura

I saperi della cultura

I “saperi delle altre Culture “, sono per me – e credo per molti di noi – un “ripasso”.

In che senso?  Nel senso che riportano al cuore e alla mente la mia infanzia “da villeggiante “, quando l’estate diventava fonte di “sapere “.

La villeggiatura era partire per andare in un altro modo di vivere, lasciavo la città per la valle di Scalve, metri 1019, così stava scritto sulla porta che, oltre che indicare l’entrata nel piccolo villaggio, già indicava altra vita, con i nidi delle rondini sotto l’arcata bianca della sua semplice architettura.

Le mie amiche e i miei amici erano i figli dei contadini, quelli che ci affittavano la stanza; la Rina e il Bortolo, compagni di giochi “altri “; loro facevano le calze per l’inverno, mentre si chiaccherava seduti sulla pietra, curiosi l’uno dell’altra vita, “topi di città e topi di campagna”, diceva la favola .

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Poesia cercasi disperatamente, di Stefano Labbia

Stefano Labbia

Poesia cercasi disperatamente, di Stefano Labbia

La stiamo perdendo. La stiamo lasciando andare. Ma possiamo reagire. Possiamo “recuperarla” e tornare… umani. Pieni di speranze, di sogni, di desideri, di poesia. Possiamo tornare a lottare, a gridare all’ingiustizia.

Ma in questi ultimi tempi, quando mi guardo attorno, vedo una generazione – o forse più di una – smarrita, preda di falsi ideali, di falsi miti. Siamo un’umanità all’apparenza (s)coordinata. Senza una meta specifica, senza apparenti obiettivi. Oh, li abbiamo in verità. Ne abbiamo alcuni in comune.

Ne creiamo ogni giorno. Seguiamo il flusso che la globalizzazione, l’esigenza altrui, il consumismo e tutto ciò che ci circonda, ci fornisce come input. Compra e sarai felice. Fuma, mangia, consuma. Scommetti, bevi, spara.

È incredibile come le azioni collettive siano, poi, scelte di vita, modi di essere che da globali ci riguardano in prima persona. Il messaggio che passa ultimamente sembra essere «Perché lottare quando puoi semplicemente… subire?». Continua a leggere “Poesia cercasi disperatamente, di Stefano Labbia”

Cinquanta sfumature di oro bianco, di Matteo Bogazzi

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Cinquanta sfumature di oro bianco, di Matteo Bogazzi
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L’oro bianco presenta sfumature molteplici, variegate. L’oro bianco è pregiato, è richiesto, è conteso, è facile preda di famelici squali che con il suo bagliore risplendono di luce propria, ma anche nostra. L’oro bianco è il marmo di Carrara, esportato e desiderato in ogni dove ed in ogni epoca, agognato da mercanti nostrani e forestieri perché nutra la loro cieca vanità, prelibata materia per affermati artisti e passionali scultori. L’oro bianco porta denaro, ed il denaro, da queste parti, circola in mani sporche e insanguinate. Per estrarre il marmo si può morire. L’oro bianco sovente si tinge di rosso. Montagne stuprate, violentate, tagliate e sventrate senza più ritegno, in nome di un denaro che in poche mani muore. Una tiepida mattina di novembre, una funesta alluvione, un argine di cartapesta. La devastazione dell’acqua, la rabbia, la scintilla. Ed un’acerrima nemesi: le varie forme di mafia che aleggiano, gravi, su Carrara, come nuvole maligne e pesanti.
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Il Signore della Privacy, di Andrea Chiozzi

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Il Signore della Privacy, di Andrea Chiozzi
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Copertina morbida, 100 Pagine
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Il Signore della Privacy di Andrea Chiozzi: un nuovo modo per raccontare la Privacy e la sua applicazione nelle aziende. La BuonaFortuna Srl trattava la vendita di amuleti, presunte pozioni magiche per coloro che credevano nella superstizione e oggetti portafortuna di vario tipo. Era la principale azienda commerciale di quel settore, e i fatturati viaggiavano sempre su cifre più che soddisfacenti, grazie anche al vasto sito di vendita online, appunto. Ma a discapito del proprio nome, quella di stamattina sembrava proprio una bella tegola per la ditta. «Qui è l’Autorità Garante della Privacy che ci scrive. Pare che entro 48 ore arriverà addirittura la Guardia di Finanza a occuparsi della cosa.» Il Signore della Privacy di Andrea Chiozzi Redazione: Guglielmo Pizzinelli Editing: Sara Adami Disegni: Marco Fontanili
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I MISTERI DELLA VITA NELL’UNIVERSO, di Gioacchino Savarese

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I MISTERI DELLA VITA NELL’UNIVERSO
di Gioacchino Savarese
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Il libro “I MISTERI DELLA VITA NELL’UNIVERSO” parla del Mistero più importante ed immenso dell’Universo: la VITA. Nel libro tratto argomenti come la nascita della Vita, l’Ufologia, Alieni, Vita dopo la Morte, Insegnamenti e tante altre cose; tutto ruota intorno alla Vita. Del resto la Vita è l’essenza dell’Universo, ed è anche il dono più importante che abbiamo e che dobbiamo tutelare e proteggere. Ho lavorato a questo libro per molti anni e per me poterlo pubblicare è non solo un Sogno, ma un obiettivo che viene raggiunto dopo molto impegno, sacrifici e dedizione.
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