Momenti di poesia – Nella distanza – di Paola Cingolani

Me ne sono andata lontano
e mi sono abbracciata da sola
chiedendomi
da quanto mi abitavo in clandestinità?

Da quanti anni mi andavo nascondendo?

Ho provato una grande tenerezza
ogni mia risorsa
ogni mio aspetto bello
ogni mio silenzio pieno di senso
l’ho riposto _ io stessa _ senza rischiare
per non avere ancora qualcuno addosso
perché non mi sarei permessa il lusso
d’affetti _ a senso unico _ di pertinenza mia soltanto
di lasciarmi depredare
saccheggiare
svuotare
violare
corpo e anima
da chi ne parla
quasi la conoscesse
quasi ne avesse una.

Risiedo nella distanza
questo rende semplici le cose
a quanti desiderano io non sia mai esistita
a me stessa soprattutto _ ché mi vivo oltre _ tutti loro
al mio esistere _ ché abbisogna d’aria pulita _ e fiato nuovo.

A chi raccoglie quel che resta
dissotterrando pure il passato
e _ visionario _ dice d’aver letto un’etichetta
che scelga le offerte speciali _ non sono un saldo _ guai

questo è come non ero e non sarò _ né adesso _ né mai.

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@lementelettriche 22/09/2019 Poetry by Paola Cingolani

Momenti di poesia – Momento per momento – di Paola Cingolani

 

Avrai rari momenti nella vita
nei quali non è del rimpianto
che sopporterai il peso,
e non sarà della giovane età
che patirai la nostalgia.
 
 
Avrai rari momenti nella vita
nei quali il coraggio ti spingerà
talmente tanto che oserai,
e non sarà certo la speranza
che vorrai invocare.
 
 
Avrai dei momenti così intensi
nei quali ti fermerai a vedere
che altri s’allontaneranno,
e non sarà importante nulla
nemmeno la distanza.
 
 
Avrai di quei momenti nella vita
nei quali una mancanza sorda  
ti verrà a tormentare,
e sarà un privilegio vero
chi te la lascerà elaborare.
 
 
La parola giusta sarà a sorpresa
verrà a dartela chi non credevi
stessa cosa sarà il silenzio,
quello di chi ha già capito
e un tale dolore l’ha affrontato.
 
 
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@lementelettriche 19/09/2019 – Poetry by Paola Cingolani

 

 

Momenti di poesia – Auspicando l’oltre – di Paola Cingolani

La distanza è salvifica
diviene rifugio _ m’acquieta _
ora che mi contrappongo ad alcuni
m’accorgo quanto l’inasprirsi ottunda
e _ nel mio universo parallelo _ respiro

 
La comprensione è pacifica
diviene serenità _ m’inorgoglisce _
ora che alzo il capo sempre di più
confermo come non voglio essere
e _ nel mio stato mentale _ incedo

 
L’ostinazione è venefica
diviene agonia _ tramortisce _
ora che la respingo con fermezza
realizzo quanto mi possa fare spavento
e _ nel mio auspicare l’oltre _ sorrido

 
 

 

Julie de Waroquier

J. de Waroquier Photo @lementelettriche Poetry Paola Cingolani 17/09/2019

Momenti di poesia – Quasi indolore – di Paola Cingolani

Esci
da questo stato
di confusione
solo
se rientrassi
nella piena
consapevolezza
di te
potresti
salvarti.
Forse.
Tuttavia
ho idea
sia troppo
e tardi.

I castelli
si fanno
in terra
non in aria.

Cadrai
come tutti
dalle nuvole
anche tu.

Resta
quasi indolore
è la sabbia
che s’asciuga.

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@lementelettriche 15/09/2019 versi di Paola Cingolani

Momenti di poesia – Il cielo non si smezza, mai – di Paola Cingolani

Pensatevi in modo anticonvenzionale: è nell’insolito la vera, grande scoperta.

Pensatevi fuori dagli schemi: non vivete come foste in gabbia, la ruota è dei criceti.

Pensatevi liberi e senza regole comuni: il vostro sentire appartiene solo a voi.

Pensatevi solidi: siate la scogliera dove, anche le onde più forti, s’infrangeranno.

Pensatevi unici: non aspettate l’altra metà del cielo, il cielo non si smezza, mai.

Pensatevi indipendenti: nessun burattinaio reggerà mai il filo d’una marionetta sola.

Pensatevi innamorati: amatevi, accettatevi, se non ne sarete capaci nessuno lo farà.

Pensatevi senza tempo: l’unica cosa non ipotecabile è l’esistenza degli esseri umani.

Pensatevi profondamente: indagate in voi, sguazzate negli abissi del mare che siete.

Pensatevi tanto pazzi da folleggiare, tanto umani da soffrire, tanto belli da sorridere..

Pensatevi così veri da essere, così concreti da non apparire, così giusti da volerlo dire.

Pensatevi stelle cadenti: non siete lampadine accese né intermittenti.

Pensatevi intellettualmente, eticamente, umanamente degni d’essere detti onesti.

Pensatevi affamati di conoscenza prima ancora che di cibo.

Pensatevi tanto diversi immaginando un bellissimo lemma: migliori.

Pensatevi con il coraggio di rimettere tutto in discussione in ogni istante.

Pensatevi senza le false illusioni di ieri o non potrete costruire né l’oggi, né il domani.

Pensateci sempre perché, là dove finisce ogni ovvietà, magicamente iniziate voi.

 

 

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(15/09/2017)  @lementelettriche by Paola Cingolani

Momenti di poesia: Bisogni di Cristina Saracano

BISOGNI

Abbiamo bisogno di parole sussurrate,
Come se fossero gridate,
Di baci sulle panchine,
Di chiare mattine.
Abbiamo bisogno di chi ci fa star bene,
Senza metterci catene,
Di qualcuno normale, quindi, speciale,
Che sia presente, o, assente giustificato,
Per poter essere abbracciato.
Abbiamo bisogno delle sfumature e delle imperfezioni,
Per restare buoni,
Di tramonti, di effetti,
Di passare oltre i difetti.
Abbiamo bisogno, prima di dormire,
Di qualcuno che tenga a mente il segno,
E da lì, domani, ripartire.

Momenti di poesia – Un infinito gioco delle parti – di Paola Cingolani

Alcuni sbattono assai fragorosamente le porte
credendo che quel tonfo sordo faccia spavento
e probabilmente c’è anche chi se ne prende cura.

 

Altri fanno estrema attenzione e incedono piano
evitando di urtare chi sta già oltre la stessa soglia
e naturalmente ricevono ben più consensi e favori.

 

Poi ci sono quelli che si identificano nel muro
aiutando le porte battenti a schiacciare gli altri
e io adoro l’idea che sconquassino alcune ante.

 

Per ogni soglia c’è una porta.
Per ogni porta una maniglia.
Per ogni muro c’è una crepa.
Per ogni ferita una cicatrice.
Per ogni livido una carezza.
Per ogni angoscia un’empatia.

 

Ogni tempo passa e scorre.
Ogni inizio ha una sua fine.
Ogni tutto muta in niente.
Ogni niente è stato un tutto.
Ogni realtà diventa irreale.
Ogni virtuale diviene reale.

 

Un infinito gioco delle parti
e chissà dove ci siamo posti
– avremo mai bussato?
– avremo mai scalfito muri?
– avremo più ferito o più curato?
– avremo mai capito se è reale?
– avremo mai veduto il virtuale?
– avremo sempre colto il momento?
e chissà quante labili certezze
ci sfioreranno senza risposte
o quante domande mal riposte.

 

Rinnovarsi ogni giorno è un’arte nobile
riconducibile ad una questione di stile
l’approccio con le infinite stanze è variabile
e sicuramente non ci sarà mai dato a capire.

 

 

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@lementelettriche 14/09/2019 Paola Cingolani

Momenti di poesia. La regina dei gabbiani di Maurizio Coscia (Sargon).

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Stese sulla carezza del vento,

ali aperte conquistano

una direzione.

E restano in volo

corpi piumati,

brizzolati,

che virano,

fendendo l’aria,

girano come fossero su di una giostra.

E, poi, scendono,

atterrando su zampe a stelo,

balzellano,

cercando tra i grani di sabbia

e sbattono ancora le piume.

Qualcuno li osserva:

si avvicinano cauti,

si allontanano veloci,

diffidenti o fiduciosi?

Lei è là,

una ragazza dalla voce sciolta,

legata alla sua telefonata,

seduta sulla sabbia,

sulla riva della spiaggia,

mentre pezzi di pane

volano via dalle sue mani.

Ecco…

tornano indietro.

La regina dei gabbiani

li ha tutti attorno

ha creato la sua corte…

i gabbiani,

che conquistano il pezzo di pane,

improvvisano il loro gorgoglio acuto

che è come un verso di ringraziamento

nel becco aperto,

rivolto verso l’alto,

innanzi alla regina.

La telefonata continua.

 

 

 

 

 

 

 

 

Un breve racconto. Quando tutto va storto, di Stefania Pellegrini

Ilmiotempomigliore blog

Diana.

Guardare il giorno con luce nuova, tu dici perché mai. Il giorno è quel che è: bello, brutto, non saprei, dipende. Dipende dall’umore, dipende dalla luce, dipende se capita che ogni cosa che fai ti vada storta.

Ecco per esempio: giornata di riposo, non devi andare a lavoro. Ti svegli piena di buona volontà con un’idea inconsueta, stimolante: “oggi mi dimentico dell’orologio, mi siedo sul divano e leggo un libro in santa pace.” Il marito esce con il cane, i figli non ci sono. Momento propizio per approfittarne. Cerchi nella libreria, scorri i titoli: “Oceano mare” – Baricco. Ma sì, perché no. Lo prendi, e se squillerà il telefono, se il gatto farà le fusa per mangiare, tu farai finta di niente. Questo ti passa per la mente, mentre ti siedi sul divano, con il libro in mano.

E ce la metti tutta, cominci anche:

… cioè… vedete lì, dove l’acqua arriva… sale sulla spiaggia poi si ferma… ecco, proprio quel punto, dove si ferma… dura proprio solo un attimo, poi sparisce, ma se uno riuscisse a fermare quell’attimo… quando l’acqua si ferma, proprio quel punto, quella curva… è quello che io studio. Dove l’acqua si ferma.”

Il mare… quanto tempo è che non vai al mare? Sarebbe così bello, mollare tutto e partire, partire così di punto in bianco. Un paio di giorni, non chiederesti tanto. Magari facciamo tre, il tempo di andare a vedere dove l’acqua si ferma. Continua a leggere “Un breve racconto. Quando tutto va storto, di Stefania Pellegrini”

Momenti di poesia – Mimetizzando i nostri dolori – di Paola Cingolani

L’umanità non è stanziale
le cose cambiano _ tutte _
così le nostre sensazioni

generando altre emozioni.

Idee in un continuo divenire
si incontrano _ e scontrano _
per prendere il sopravvento
su logiche o tempistiche note.
Ogni volta c’è uno spettacolo
arti varie _ comicità o drammi _
su di una grande giostra dove
posti a girare siamo solo noi.
Ci mascheriamo da pagliacci
per non farci vedere acrobati
ma dobbiamo truccarci il viso

mimetizzando i nostri dolori.

 

 

Rimel Neffati

Rimel Neffati Photo – @lementelettriche 12/09/2019 Poetry by Paola Cingolani

 

 

Momenti di poesia – Non è riempimento vano – di Paola Cingolani

L’amore è qualcosa di cui tutti
si riempono la bocca
_ fiumi di parole _ dette e scritte
tanto che
così fosse
il mondo sarebbe ben differente.
L’amore non è quello che si dice.
L’amore non è quello conosciuto.
Sono tutte questioni poco pensate
_ troppo di pancia _ e inflazionate.
Non è un palliativo né è una cura
e _ se manca la fiducia _ non c’è.
Non è riempimento vano
a tempo più o meno determinato
non lo si congela
non lo si baratta
non è l’inesistenza
non ci si adegua senza
non prevede sostituzioni
non si rimedia la mancanza
non è cosa da replicanti
non ci si può illudere
non da soli
non ciclicamente _ si deve dubitare _
specie quando d’altro non resta niente.
Comprarsi un cane o un gatto aiuta
è salutare _ impegna meno _
perché dire ti stimo ha più valore
quanto meno non si acuisce
perché la fiducia non si affievolisce.
L’amore vero lo si tace
non se ne fornisce indizio
non se ne da alcuna nuova
esso è di pertinenza solo di chi lo prova.

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@lementelettriche 11/09/2019 Paola Cingolani

Momenti di poesia – S’è estinta la tua parola – di Paola Cingolani

? un punto di domanda
_ ché troppe cose non conosco _
uno per gli amori
uno per i dolori
uno per il detto
uno per il non detto
uno per tutto ciò che non so

? un punto interrogativo
_ uno per ogni cosa _
ché con l’estinguersi della tua parola
hai riacceso e ridato più vita alla mia

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Anna O. Photography @lementelettriche Poetry – 10/09/2019 Paola Cingolani

 

Tani di Cristina Saracano

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TANI

Scende lieve al confine tra Piemonte e Liguria.

Incontra le prime case e, subito, produce abbondanza.

Le città, è risaputo, sono state costruite in prossimità dei corsi d’acqua.

L’acqua è preziosa, è vita, fertilità, prosperità e sicurezza.

Alba, Asti, Alessandria lo hanno accolto volentieri.

Ad Alessandria, Tanaro, Tani per gli alessandrini, scorre quasi in centro.

Nel Novecento era la villeggiatura, il luogo fresco al riparo dalle calde estati di città.

Poi gli anni sono scivolati via veloci come la sua acqua, sono cambiate le abitudini, le persone, ma Tani non si è mai mosso da lì.

In una domenica pomeriggio d’autunno del 1994, esattamente il 6 novembre, ad Alessandria non succede nulla, o quasi…

Pigramente seduta sul divano la ragazza, gioca con il telecomando della tv, le tre reti nazionali, e, un canale dopo l’altro, ecco Telecity, le notizie locali.
Non ama guardare la televisione, ma in quel dopo pranzo grigio e uggioso, questo pare essere l’unico svago, senza sapere che il resto deve ancora arrivare….

Si parla di zone isolate, forse ci sono morti, feriti, persone trasportate sui canotti della Protezione Civile, case irraggiungibili e linee telefoniche interrotte.

Scene di drammi e disperazione, persone che piangono, che cercano i loro ricordi trasportati via con l’acqua, sirene della polizia e dei vigili del fuoco… Continua a leggere “Tani di Cristina Saracano”

Momenti di poesia – Sproloquiando monologhi – di Paola Cingolani

L’agonia dell’attesa vana
_ là dove non è il fato ad
imporla ma l’umanità _
sfibra ogni nervo
sfida la ragione
la scardina
completamente
e ci annichilisce
diventiamo duellanti
parole come lame
seguite da silenzi
gelidi come ghiaccio
_ polene s’infrangono

contro iceberg invisibili _

tempo dilatato
tempo sbagliato

tempo passato

ancora parole
parole inutili
e ci facciamo altro male
ché tacere non ci riesce
seppure lo vorremmo
né ci salverebbe più
così
se d’una morte s’ha da morire
la facciamo finita
_ ultimo gesto a muovere
l’insano nostro orgoglio _
sproloquiando monologhi
come mine innescate

eutanasie _ letali e fatali _

odiami con precisione
odiami con la ragione
ti dono la motivazione

Marc Lagrange NYMinute Polaroid 2011

Photo Marc Lagrange NY Polaroid – @lementelettriche 05/09/2019 Paola Cingolani