“Momenti di poesia” – Odo le voci antiche – di Paola Cingolani

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Nascendo in questa terra di mezzo
_ fra mare, fiumi, colline e cielo _
ho potuto scorgere orizzonti e vastità
anelando all’infinità senza riuscire mai
a raccontarla con parole eloquenti
ma odo le voci antiche dei secoli narrare.

Così ricorro ai versi e alla poesia
_ perché è vera lei soltanto, forse _
smussa qualsiasi lemma modellandolo
lo priva d’ogni spigolo graffiante
lo arrotonda dolcemente
potente come i millenni sulla pietra
forte come l’erosione marina sulla costa
inesorabile come il flusso del tempo.

Siamo collegati attraverso la parola
_ tanto che a stridere è il silenzio _
tutti gli elementi hanno un loro canto
a noi unicamente il piacere d’udirlo
per poi tradurlo in esperanto
per medicare le troppe ferite
_ sia fatta subito rigorosa tenerezza _
e luce accenda costellazioni nuove.

_ Paola Cingolani _ 24/05/2019 _

Fiera dell’editoria a Ronciglione

Casale Monferrato: Gli autori della casa editrice aquilana Daimon approdano alla Fiera dell’editoria a Ronciglione, in provincia di Viterbo. Si terrà infatti dal 23 al 26 maggio il Festival Letterario e la Fiera del Libro e dell’editoria un Borgo di Libri. Quattro giorni di esposizioni, concerti e presentazioni nella cittadina a due passi dal lago di Vico, nella cornice dei Borghi Medievali, le cui vie coincidono in parte con la Via Francigena variante Cimina. Gli autori della Daimon Edizioni che parteciperanno alla kermesse letteraria sono: Guido Tracanna (Roma), Lucia Centofanti (Sulmona, AQ), Antonio Fasulo (Avezzano, AQ), Eraldo Guadagnoli (Sulmona, AQ) e Roberta Placida (Avezzano, AQ).
Il programma
Sabato 25 Maggio 2019
Ore 16.00 Provvidenza
Retrogames di Guido Tracanna
Ore 17.00 Campo dei Fiori
Turbolenze di Antonio Fasulo
Domenica 26 maggio 2019
Ore 11.00 Piazza degli Angeli
Haikugrafia di Roberta Placida
Ore 12.00 Piazza degli Angeli
I Pentacuminati. 5 storie di (dis)ordinario mistero di Eraldo Guadagnoli
Ore 17.00 Campo dei Fiori
La strada dei colori di Lucia Centofanti
La fiera chiuderà i battenti con la presentazione del libro “Il Novecento” di Vittorio Sgarbi edito dalla casa editrice La Nave di Teseo

La guerriera ha gli occhi verdi, recensione di Cristina Saracano

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Marco Rovelli, giornalista e scrittore, visita i luoghi martoriati del Kurdistan.

Da una lettura che ha per protagonista Avesta Harun ne nasce un libro, “La guerriera ha gli occhi verdi”, appunto.

Avesta, la guerriera, ha ventidue anni quando lascia la sua famiglia per seguire i combattenti sulle montagne del Qandil, passando da una vita in famiglia con qualche comodità in un luogo dal clima mite, a una vita nascosta, sempre attenta a non farsi trovare dal nemico turco, tra il freddo e gli stenti. Ma lo fa per passione, per amore verso il fratello, anch’egli combattente, ma mai più rientrato a casa e, soprattutto, per amore verso il suo popolo.

“E’ la cura per le piccole cose che ci tiene in vita”. Afferma più volte Avesta.

La sua gente è da sempre messa in un angolo, la loro lingua, disprezzata, perfino a scuola è proibito usarla, preferendo, sempre il turco.

I bambini sono disorientati, gli adulti si sentono privati delle loro tradizioni e della cultura.

Ma i curdi sono resistenti come rocce, sono le gocce di un immenso oceano, dove nonostante la loro forza, trionfa il dolore.

Questa è una storia dove la vita, la morte, il sacrificio, la sofferenza, il male, non contano più, l’unica cosa che conta è la lotta per la libertà.

E ‘ una storia dedicata ad Avesta e a tutti i curdi che hanno sacrificato le loro vite in nome di questa parola dal significato immenso e, purtroppo, per molte popolazioni ancora sconosciuto.

“Momenti di poesia” – Ne ho sentite di parole – di Paola Cingolani

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(La mia “Roma di notte” – Scatto di Alessandra Schiaffi, che ringrazio -)

Raccogliendo esperienze
ne ho sentite di parole
forbite
gentili
ma vuote
di circostanza
dette per dire
e mai cercate
_almeno non da me_
l’assurdo paradigma
di chi il vuoto lo ha con sé
di chi pretende di riempirsi
di chi si sopravvive invano
e non s’è accorto ancora
che è inutile mi parli
se dentro è morto.

Sì, ne ho sentite di parole
spontanee
dirette
e ricolme d’onestà
dette per affetto
e mai cercate
_almeno non da me_
l’immenso prodigio
di chi incarna la pienezza
di chi m’acquieta senza sapersi
di chi dà senso ai miei giorni
e non s’è accorto ancora
quanta bellezza doni
ai miei sorrisi.

Gli incontri arrivano così _senza annunciarsi_
ufficialmente non li aspetta mai nessuno
anche se infondo li vorremmo tutti
e sono parte del nostro cammino
ché l’impossibile è rinnegare il destino.

Io mi soffermo a pensare spesso
e benedetta sia questa tastiera
m’aiuta a fare ordine
m’illumina la mente
m’insegna e meglio mi disegna
ma il mio sorriso lo dono agli altri
a chi non mi ha mai dovuto niente
e m’ha trattata come il tutto
perché anche non fossi in agenda
mi si vorrebbe adesso _da vivente_
ché battersi il petto domani
è del tutto indifferente.

 

_ Paola Cingolani 17/05/2019 _

“Momenti di poesia” – “Sono nata dove il maestrale soffia libero” – di Paola Cingolani

Sono nata dove il maestrale soffia libero
dove il sole scalda anche all’ombra
dove il mare urla se vuole, oppure specchia persino le stelle
dove la pioggia batte senza chiedere permesso, solo se ne ha voglia.

 

Somiglio quasi al temporale d’agosto
irrompo all’improvviso, sposto i fogli dal tavolo però non li disperdo.

 

Sono come la primavera
regalo gemme fiorite, a volte anche tanto calore dopo ghiaccio e freddo.

 

Sono come la terra d’inverno
proteggo i semi dal gelo sotto un manto, mi faccio tiepida coperta.

 

Sono lo scoglio che non si sposta
impavido e fermo, quale che sia la marea e qualsiasi ondata arrivi.

 

Sono nata qui e sono nata libera
libera sono cresciuta, inseguendo indomita tutte le mie stelle cadenti.

 

Ovunque andrò non chiederò il permesso d’esistere, se ne avrò voglia
ma continuerò a resistere libera e in divenire, libera di avvenire.

 

Sarò sempre vento
a volte carezza, altre disegno nuovo sulla sabbia _senza l’assurdità del vanto_
perché lo lascio agli altri, a chi non è padrone né del poco, né del tanto.

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Presentazione de “Il manuale dei baffi” di Cristina Saracano

Cosa sarebbero stati Einstein, Marcel Proust, Frida Khalo, Zorro, o molti altri,se non avessero avuto i baffi?

In un simpatico mix ironico/filosofico, lo scrittore Alessandrino Pee Gee Daniel indaga su tutto ciò con curiosità e determinazione.

Un bel libro.

“Momenti di poesia” – di Paola Cingolani – La finta distanza

Scegliere è responsabilità

per sé e per gli altri

esistendo nel mondo

siamo in relazione

_valiamo per il fatto

non conta il detto_ e

guardando la gente

offrirmi il suo niente

come fosse rarità

vedo

gli appuntamenti fasulli

meno d’inutili orpelli

pertanto scelgo

concedendo signorile

la mia assenza ché

più semplice per me

è stare meglio senza.

 
La finta distanza

non ch’io la contempli eccellenza

_semmai è mancanza di valenza

e cosa priva di alcuna sostanza_

che mi diventa particolare velleità

perché nessuno quasi prima

ha osato tanto sgarbatamente

dedicarmi strani lemmi inutilmente.

Paola Cingolani – 16 maggio 2019

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“Momenti di poesia” – di Paola Cingolani – Più che arresa sono in costante attesa

Ho rallentato per fare più tardi.
Potendo avrei fermato il tempo
ma inesorabilmente ho dovuto.

***
Ho riflettuto fino a scervellarmi.
Volendo avrei trovato soluzioni
che non sono state realizzabili.

***
Ho capito ciò che non ho detto.
Aspettando gli affetti collaterali
sanassero ogni antica malattia.

***
Ho perso certezze e speranze.
Rapidamente sparivano così
anche desideri ed entusiasmi.

***
Ho cercato di sapere se guarivo.
Ascoltando bollettini eloquenti
mi aggiornavo circa il mio stato.

***
Ho smarrito tutte le coordinate.
Non più notizie di me né segni
e cartografie del tutto scolorite.

***
Il male è l’isolamento acustico.
Se le urla si alternano ai silenzi
puoi parlare da sola per salvarti.
Ti abitui persino, tanto che, poi
guarita devi riprendere da capo.
Ho letto una frase oggi, non mia.
Ho ripassato questo male antico
esattamente in contrapposizione.
 
“Più che guardare si aspetta…
[…]
Mi sono affrettato per non arrivare in ritardo alla mia attesa.”
 
 
Certo, alcune attese sono belle.
Neppure io ne perdo un secondo
e m’affanno affinché durino a lungo
poi passa tutto in una volata
e rientro nel mio ermo colle
aspettando ben più di una settimana
continuando ad ignorare fermamente
sabati, villaggi e villani.
Più che arresa sono in costante attesa.

15 maggio 2017

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RAPITI – Il nuovo poliziesco di Marcella Nardi

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Ciao amici alessandrini e non,

eccomi di nuovo fra voi con il mio ultimo Giallo.

Questa volta il tema è molto scottante: il rapimento di due bambini.

Ma non si tratta solo del sequestro con tutte le implicazioni pratiche e psicologiche del caso, in RAPITI abbiamo a che fare con una mente malata che gioca con il cuore e i sentimenti di due genitori.

 Sinossi. Una tranquilla domenica di novembre si trasforma, per Tommaso e per sua sorella Emanuela, in un incubo: i due bambini vengono rapiti con l’inganno. Marcella Randi viene messa a capo dell’indagine, per ordini ricevuti dall’alto. La famiglia dei bambini, pur consapevole che il commissario appartiene alla squadra omicidi, ha ottenuto, tramite amicizie altolocate, che sia lei a salvare i due bambini. Per la detective e la sua squadra inizia una disperata lotta contro il tempo e contro le apparenze.

C’è una novità che sto introducendo e che caratterizzerà tutti i miei prossimi romanzi a partire da questo.

In coda al romanzo sto inserendo una sezione di “True Crime”. In questo caso parlerò di 4 sequestri avvenuti in Italia dal dopoguerra che hanno fatto scalpore.

Buona lettura e… come sempre mi trovate su Amazon e sul mio sito web: Marcellanardi.com

Nota. Cliccando su questo link, potete leggere gratis i primi capitoli e da lì fare l’acquisto: http://a.co/2EPtUw3

Ridere, di Cristina Saracano

Talvolta ci si porta dentro un dolore così grande, per un tempo così lungo,
Che sarebbe anche inutile piangere,
Rischiando di far ridere questo mondo discutibile e crudele,
Sapendo poi che non basterebbero due lacrime,
Ma arriverebbe una pioggia da rendere ciechi gli occhi e doloroso il petto.
E allora, meglio ridere, facendo un tal rumore
Da svegliare gli indifferenti,
e scordare gli arroganti,
Fino a divenire
Buffi, teneri,
Bellissimi.

Momenti di poesia. “Non puoi sapere” – di Paola Cingolani

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Tu vedi solo una gran scogliera

e credi sia del tutto disanimata

non puoi sapere

non ci pensi

ma ha resistito alle ondate peggiori

s’è lasciata smussare ogni spigolo

ha i di_segni del mare su di sé

ogni tempesta e ogni alta marea

l’hanno incisa lentamente

l’hanno forgiata inesorabilmente

l’hanno coperta senza pietà alcuna

eppure è rimasta ferma

immota

immobile

scegliendo d’essere imprigionata

ma diventando l’argine più consistente

affinché i marosi

sospinti dal vento

non consumassero la riva:

almeno non più del dovuto.

 

 

_ P. Cingolani
06/05/2019 _

 

Da un racconto di Tonino Guerra, di Patrizia Caffiero

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“Da un po’ di tempo mi sembra che le indicazioni più importanti della mia vita arrivino dall’ignoranza; cioè da persone che per ragioni di povertà e di lontananza dai centri più importanti, sono carichi di una personale visione del mondo. Insomma molto vicini a una vita animale…
I loro chiarimenti per un vivere giusto sono il frutto di esperienze maturate nell’ambito del nucleo familiare e spuntano da tortuose riflessioni personali.
Consigli e intendimenti che fioriscono sotto tempeste d’acqua e di neve. Pensieri che si muovono nel fango ma restano piantati nel cervello.
E’ come quando trovi il languore di una tinta rosa inimitabile sulla crosta di un legno rotolato sulla spiaggia.
Cerco verità nascoste con sempre maggiore insistenza e magari qualcosa di luminoso che può arrivarmi da questa gente sottomessa anche al vento. “

Tonino Guerra, “Racconti”

Destino di Raffaella Romagnolo, recensione di Cristina Saracano

Dopo quarantasei anni, quando l’Italia sta diventando una repubblica, Giulia fa ritorno dagli Stati Uniti al borgo natio, nella campagna al confine tra Piemonte e Liguria.

Giulia si era lasciata alle spalle una vita di miseria, di duro lavoro nella filanda, per tante ore, nell’umidità, con i geloni alle mani, una paga troppo bassa per sfamarsi, una madre troppo indurita da una vita crudele, un’amica del cuore, con cui dividere le fatiche e le risate di ragazze, aveva lasciato tutto ciò per i grattacieli di Manhattan, per lei, ventenne povera e incinta.

Come cita un noto proverbio, “la fortuna aiuta gli audaci”, Giulia, di fortuna, grazie ad aver osato, ne ha avuta molta: ha trovato un padre per suo figlio, con un’attività commerciale sempre più avviata tra i grattacieli di Manhattan.

E intanto, a Borgo di Dentro, il “suo” borgo, la vita continua, passano due guerre mondiali, il fascismo e una coraggiosa lotta per la liberazione.

La nostalgia, la voglia, di sapere che cosa è accaduto ai suoi vecchi amici, i silenzi interminabili della madre, e molto altro ancora, la spingono, in compagnia del figlio, ormai uomo, marito e padre, a ritornare laddove era partita senza dare alcuna spiegazione.

Un romanzo storico, la storia della nostra Italia del Novecento.

Un romanzo dove le storie d’amore s’intrecciano con i dissapori, le sofferenze, la povertà, i sogni mai abbandonati.

Un romanzo che narra i temi cruciali della nostra esistenza: la difficoltà, soprattutto femminile, a emergere e affermarsi in un mondo sempre molto maschilista, ma anche, la quasi impossibilità nel riuscire a cancellare le classi sociali, le differenze, tra “ricchi e poveri”, come se questi ultimi fossero marchiati, fin dalla nascita, e per tutta la loro esistenza, e non riescano a liberarsi, a uscire da questa scomoda posizione.

Un romanzo che affronta i temi sociali, le prime manifestazioni in fabbrica per un lavoro più sano e dignitoso, ma che racconta anche le crudeltà della guerra e tutto il coraggio delle donne e degli uomini che hanno fatto la Resistenza, che si sono nascosti tra queste montagne, in questi luoghi bellissimi sull’Appennino tra Piemonte e Liguria e che ancora oggi portano il ricordo di quei martiri, della loro forza e del loro sacrificio e che, quando, passeggiando tra questi boschi silenziosi, oltre al rumore dei nostri passi, sembra di sentire loro, i loro nomi di battaglia, le fughe, i nascondigli, loro sempre pronti a rischiare per veder realizzato il più bel sogno: la libertà.

Un romanzo ben scritto, dove ogni pagina è una storia, un’emozione, una sensazione, un luogo, una piccola parte di noi.

Un romanzo che racconta la gente che non molla, resta, parte, torna, ma, comunque, resiste, perché la vita è un dono inestimabile.

L’azzurra grandezza

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Lascio alla meschinità
il suo modus operandi
passo oltre
non ci penso più.
 
Scoprire l’altrui tirannìa
spiace perché ferisce
così procedo in avanti
senza voltarmi mai.
 
Non si cammina
sui campi minati
_imperfetta ma umana_
scelgo l’altrove.
 
Smetto di scorrere
_quasi la mia mente
fosse un flusso
d’acqua sorgiva_
mi sposto
su differenti delta.
 
La fiumana
del mio vivere
non è infinita
però esiste adesso
_con tutti i paradossi
con tutte le mutazioni_
e sogna e tende
all’infinità del mare:
al di là del suo sbocco
anela ancora
l’azzurra grandezza.

_ Paola Cingolani
29/04/2019 _

Che cos’è la bellezza? di Cristina Saracano

CHE COS’È LA BELLEZZA?

Che cos’è la bellezza?

È armonia d’imperfezioni,

è star bene con se stessi,

è resistere agli anni che scorrono e segnano visi,

scavano rughe, scandiscono il tempo.

Che cos’è la bellezza?

È innocenza, è purezza,

è svegliarsi un mattino

senza fretta e con gioia,

e fermarsi a guardare

i vasi del vicino

l’azzurro del cielo,

la città che riparte

coi suoi rumori, coi suoi odori.

La bellezza è lì, davanti a noi,

basta apprezzarla così com’è,

non serve cambiarla

perché fa tutto da sé,

è guardarsi dentro,

è amare gli altri,

è infinita ricchezza..