Parole tra Sabbia e Ferro… di Yuleisy Cruz Lezcano

Organizzare questo evento, in cui sono coinvolte più forme d’arte, condividendo le nostre passioni, si è rivelato meno complesso di quanto si possa pensare.
Fra Gabrio Vicentini, Eros Mariani e la sottoscritta Yuleisy Cruz, con entusiasmo fiorivano idee, si aprivano porte e la nostra collaborazione prendeva piede.
Da un piccolo seme è nato un albero, che ha espanso le sue ramificazioni.
Siamo partiti dalla pittura di Gabrio Vicentini, dalla scultura di Eros, dalla mia poetica, che tentava di unire queste due forme d’arte visive con le parole, e siamo arrivati ben più lontano. Il gruppo di volontariato della Biblioteca del Comune di Monterenzio ci ha aperto le porte e non solo, ci hanno aiutato ad arruolare i ragazzi della Compagnia dell’Idra: Emma Coppi, Giulia Coppi, Margherita Pitocco, Lorenzo Vanti ed Enrico Varrani, appartenenti al teatro del territorio. Saranno loro a declamare i miei versi.
Per quello che riguarda il nostro percorso posso aggiungere tanto, ma vi anticipo che come ogni percorso siamo diventati una struttura unica, man mano che si aggiungevano nuovi mattoni.
Da questi progetti nascono sempre nuove idee, perché caricano i partecipanti di bella energia, ed è per questo che li considero parte integrante dell’espressione dell’arte contemporanea.
A mio avviso, l’arte deve unire le persone, pertanto ogni volta che riesco nel tentativo di mettere da parte il mio stesso Ego per condividere passioni con più artisti e per crescere insieme, sono più che soddisfatta. Le collaborazioni non sono mai semplici, richiedono flessibilità, disponibilità, confronto. Le collaborazioni richiedono riconoscimento del merito di altre persone, la divisione dei propri spazi e dei successi e/o insuccessi.
Per entrare nei particolari della nostra proposta, il giorno 23 marzo, dalle ore 15,30 alle ore 18,00, nella biblioteca del Comune di Monterenzio, Bologna, vi proponiamo un pomeriggio diverso, di sculture fatte in ferro, di pitture in rilievo, create con le sabbie del Po e di parole fluttuanti fra le due tecniche artistiche e le emozioni.
Trovo che la corrente di pensiero che cerca di unire le persone sia potentissima nel panorama artistico contemporaneo. Trovo, inoltre, che sia una grossa lezione di vita, riuscire a produrre bellezza, rispettando l’individualità dell’altro e valorizzando, tramite una proposta d’insieme, lo stile di ciascuno.
Consapevole che l’artista lavori con ogni mezzo visivo conosciuto, credo che rendere, tramite la poesia, compatibile e fruibile il passaggio da una forma all’altra, sia un ponte facilitante per il pubblico.
Le parole da me scelte compongono poesie brevi e vivaci, il cui metodo di lettura e il pensiero introspettivo suggerisce un lavoro visivo, dove le parole si trasformano a loro volta in immagini.
Ho cercato con i versi proposti di percorrere le emozioni, anche se, a volte, persa nelle emozioni stesse, la chiarezza delle parole è divenuta enigmatica, così che il lettore possa dare alle mie emozioni un nuovo significato.
Ho eseguito un processo di distillazione, goccia a goccia… ho travasato le emozioni su un foglio, con il tentativo di arrivare nel cuore del lettore, di collocarmi in una dimensione arricchente per gli altri due artisti, riferendomi alle loro opere, senza dire le stesse cose che loro raccontavano in modo immediato.
Credo che la fonte primaria di musa artistica, sia l’inesauribile curiosità, riguardo a nuove forme espressive, a nuovi stili, a nuove tecniche.
È necessario però ribadire che, la scoperta di nuovi messi artistici non rende obsolete le invenzioni precedenti, ma aumenta le opzioni, le possibilità, in un clima d’inclusione, in cui le cose precedenti siano le basi per nuove esplorazioni, per nuove ricerche e conoscenze. Il repertorio così diviene molto vasto e modella il linguaggio espressivo, attingendo a forme multidimensionali, basate su una lirica costruttiva.
A seguito vi lascio un anticipo della Mostra artistica, condividendo un’opera degli artisti coinvolti e i versi che le accompagnano.

Yuleisy Cruz Lezcano

(Quadro di Gabrio Vicentini)

Neve a primavera

Fra i trasogni qualcosa parla,
usa voce di nessuno,
la primavera posseduta
da qualcuno
saluta quel che vorrebbe
nell’aria.
Dita di guanto congelate,
sul cuore della neve
dorme la parola.
Silenzio! Nulla vola,
l’inverno protratto
è un contrasto
con la primavera dell’amore.
Fra le cose morte per errore
la vita fa della vita nascita,
parto di fiori ghiacciati,
boccioli che ho avvicinati
dalla mia finestra,
abbandonata al silenzio.

di Yuleisy Cruz Lezcano

(scultura di Eros Mariani)

Decollo

Mi innalzo dall’occulto,
non ho memoria
e come un uccello
convoco il volo,
rapidissimo spiegamento
di piume dorate,
dalle parole innamorate
osservo meglio
quel che basta
per riempire i sogni.

di Yuleisy Cruz Lezcano
Yuleisy Cruz Lezcano assieme a Gabrio Vicentini
Yuleisy Cruz Lezcano assieme a Eros Mariani
I ragazzi della Compagnia Dell’Idra

Racconti: DA NON CREDERE, di Yuleisy Cruz Lezcano

Racconti: DA NON CREDERE, di Yuleisy Cruz Lezcano

DA NON CREDERE

DA NON CREDERE

Vai per la vita con il cuore a pezzi, deluso, freddo e giurando che non tornerai mai più a credere nell’amore. Prometti a te stesso che mai più permetterai che un’altra persona ti danneggi come l’ha fatto qualcuno nel tuo passato. Poi, senza pensare, fai un patto divino con l’amica solitudine. Dopotutto, lei non ti deluderà.

Continui senza cercare nuove possibilità, così innalzi mura attorno a te, per evitare che qualcuno si avvicini; smetti di credere che realmente possa esistere una persona capace di vedere e avvalorare chi sei veramente, qualcuno che possa amarti come meriti e che ti dimostri che l’amore sì esiste.

53897081_578962812573246_1918303273962438656_n


Tutto continua fino a quando, in modo inatteso, e della maniera più illogica che si possa immaginare, arriva qualcuno alla tua vita e la cambia interamente. Senza pensarlo, senza volerlo, senza averlo previsto. E inevitabilmente, tutto si scompiglia. Si crea un vero caos.
Pian piano quella persona incomincia a inserirsi nei tuoi giorni, incomincia a tirare giù le mura che tanto ti proteggevano, allora incominci ad avere paura, e tanta. L’unica idea che ti passa per la mente è di fuggire, ma qualcosa ti ferma, senti che si fa avanti l’impazienza per scoprire questo nuovo universo che la vita ti sta proponendo.
Continua a leggere “Racconti: DA NON CREDERE, di Yuleisy Cruz Lezcano”

SUL TAMBURO n.58: Simona Lo Iacono, “Il morso”

Il male di vivere, la sofferenza umana, la compassione nel quinto romanzo di Simona Lo Iacono.

Simona Lo Iacono, Il morso, Vicenza, Neri Pozza, 201

di Giuseppe Panella

Il titolo del quinto romanzo di Simona Lo Iacono (vincitrice nel 2017 della trentesima edizione del Premio Chianti con Le streghe di Lenzavacche,pubblicato dalle Edizioni E/O) si può estrarre dai versi di Salvatore Quasimodo che fanno da epigrafe al libro. I versi, citati dalla raccolta Giorno dopo giornodel 1947, esprimono lo strazio e l’angoscia legati alle vicende della guerra appena finita e le cui macerie sono ancora visibili agli occhi di tutti: “Vi riconosco, miei simili, / o mostri della terra. / Al vostro morso è caduta la pietà, / e la croce gentile ci ha lasciati. / E più non posso tornare nel mio eliso”. Il “morso”, di conseguenza, rappresenta il male di vivere, il dolore che nasce dalla sofferenza inflitta da chi ha dimenticato la propria umanità, l’impossibilità di condividere con gli altri esseri umani sentimenti di amore e di compassione.

ƒ Lucia Salvo è soggetta alla necessità del male che la colpisce improvvisamente e inopinatamente, il “fatto”, gli attacchi epilettici che la lasciano stravolta e quasi annientata e che hanno convinto gli altri della sua natura di creatura “babba”, stupida, pazza, incapace di ragionare correttamente.

Continua a leggere “SUL TAMBURO n.58: Simona Lo Iacono, “Il morso””

Liliana Marchesi. Distopie letterarie. Intervista a cura di Marcello Comitini

Dopo la biografia della scrittrice Liliana Marchesi, che abbiamo pubblicata in questa pagina
https://alessandria.today/2019/02/25/la-scrittrice-liliana-marchesi-si-presenta-ai-lettori-di-alessandria-today/
Siamo felici d’avere anche l’occasione di intervistarla e così conoscere meglio i diversi aspetti del suo pensiero e della sua attività letteraria.

Benvenuta Liliana!
Sono felice di presentarti ai lettori di Alessandria today, che avranno così la possibilità di conoscere meglio te come scrittrice che si cimenta in opere letterarie il cui genere, definito come distopico, è comunemente ritenuto di nicchia nel panorama culturale italiano.

Liliana Marchesi

E quindi la prima domanda non può che riguardare questo particolare genere di opere e chiederti con tono scherzoso: distopia, chi era costei?

Buongiorno Marcello e grazie per avermi accolta su Alessandria today. Distopia è una parola che non tutti conoscono, anche se sono certa che molti lettori hanno tenuto fra le mani libri di questo genere senza saperlo. 1984 di Orwell, Divergent della Roth e il famosissimo Hunger Games, tutti romanzi distopici. Ma cos’è la distopia? Per rispondere con parole semplici, prendiamo un aspetto del nostro presente che non ci piace, come ad esempio l’inquinamento, estremizziamolo fino a farlo diventare una piaga di dimensioni stratosferiche in modo da creare un mondo in cui i rifiuti sono alla base di tutto e la causa principale di qualsiasi cambiamento politico, sociale, ambientale, e avremo la nostra Distopia. Quindi, per Distopia si intende un futuro caratterizzato da aspetti molto negativi, che possono essere legati all’assetto politico o sociale perlopiù, in cui tutti noi speriamo di non ritrovarci mai.
E proprio perché la parola Distopia non era sufficientemente conosciuta, un paio di anni fa ho fondato il primo sito italiano dedicato interamente a questo genere: Leggere Distopico.
Un genere spesso inglobato nella fantascienza, ma che, vi assicuro, a molti più legami con la realtà di quanto si possa pensare
.

Pensi che l’esperienza lavorativa e/o la tua vita privata condizionino in un qualche modo, positivamente o negativamente, la tua vocazione allo scrivere?

La condizionano per il bagaglio di esperienze emozionali che mi permettono di portare con me quando mi chiudo nel mio studio. Uno scrittore non solo deve attingere alla propria fantasia e alle ricerche, ma anche ai propri ricordi e alle esperienze che lo hanno reso la persona che è.

Quali sono le letture o più in generale le opere che preferisci? E quali quelle che hanno contribuito alla tua formazione di scrittrice?

Amo i libri che sanno catturare il mio interesse dalla prima pagina.

In un romanzo cerco amore, ma anche adrenalina, sorpresa, emozioni indimenticabili.

Quando un libro arriva a farmi piangere per gioia o per dolore, significa che l’autore attraverso questa storia ha saputo toccare le corde giuste.

Per quanto riguarda le letture che hanno contribuito alla mia formazione, beh, direi tutte. Ogni libro ha qualcosa da insegnarci e un bravo scrittore è prima di tutto un bravo lettore. Continua a leggere “Liliana Marchesi. Distopie letterarie. Intervista a cura di Marcello Comitini”

Intervista di Alessia Mocci ad Angelo Lamberti: vi presentiamo Il pompiere salta cavallerescamente il kamikaze

Intervista di Alessia Mocci ad Angelo Lamberti: vi presentiamo Il pompiere salta cavallerescamente il kamikaze

[…] E non ho tempo di guardare se fuori/ è rimasta la comicità della luna/ o la crudeltà dell’alba.” ‒ “La casa dell’infanzia”

Angelo Il pompiere salta cavallerescamente il kamikaze

“Il pompiere salta cavallerescamente il kamikaze” edito nel 2010 dalla casa editrice Negretto Editore è una silloge poetica di Angelo Lamberti. L’autore nato nel 1942 a Castel d’Ario, in provincia di Mantova, vanta un ricco curriculum di pubblicazioni tra poesia e teatro.

Ricordiamo brevemente ‒ per non tediare il lettore in un elenco troppo vasto ‒ la prima raccolta poetica del 1994 con la casa editrice Trito e Ritrito “Colpevoli d’innocenza” e l’ultima nel 2018 con Ace International “La morte non esiste”; in campo teatrale sono varie le collaborazioni con registi quali Mattia Giorgetti, Nanni Fabbri, Buno Garilli, Maria Grazia Bettini, Luigi Tani, Pino Manzari, Gherardo Coltri, Ruggero Jacobbi e le rappresentazioni a New York, Lugano, Mantova, Milano, Roma, Verona.

“Il pompiere salta cavallerescamente il kamikaze” è suddiviso in quattro parti, la prima denominata “Scene di vita da un cimitero” presenta le date 1942-1958; la seconda “Alfredo, non fu possibile diversamente” vede come determinazione gli anni che vanno dal 1980 al 1988; la terza “Lea, il malessere dell’attesa” va dal 1995 al 2007; infine la quarta “Parole di sesamo” che chiude la raccolta con un pugno di versi che mettono in luce ciò che si è seminato nelle precedenti parti.

La raccolta di cui parleremo in questa intervista è risultata vincitrice nel 2011 al Premio “Garcia Lorca” di Torino.

Angelo Lamberti ---

A.M.: Angelo ti ringrazio per aver accettato questa intervista. Vorrei partire da una domanda che forse ti avranno già rivolto ma a cui non posso fare a meno: “Il pompiere salta cavallerescamente il kamikaze”, perché un titolo così particolare?

Angelo Lamberti: Colgo l’occasione di questa intervista per dire che il libro è uscito soprattutto per le insistenze di Giorgio Bàrberi Squarotti, il quale, per convincermi alla pubblicazione, mi ha sedotto con il dono della sua preziosa prefazione. Nella prefazione Bàrberi Squarotti svela il mistero del titolo, che mi è stato ispirato dalla didascalia di un’immagine calcistica, più precisamente di un derby milanese disputato nei primi anni cinquanta. Infatti, il “Pompiere” è l’ex centravanti del Milan Gunnar Nordhal; il “Kamikaze” è l’ex portiere dell’Inter Giorgio Ghezzi. Il ricordo della succitata didascalia, lo devo alle letture (quand’ero bambino) del quotidiano socialista “l’Avanti”, a casa di mio nonno. Il cosiddetto mistero è poeticamente svelato a pagina 40 del volume. Nelle sezioni che compongono la silloge, può esserci per il lettore, il mistero di un altro titolo, aggravato perdipiù, (per colpa mia), da un refuso. Si tratta del titolo assegnato a una sezione: “unciduncitrinciquariquarinci”, che altri non è che un conteggio giocoso e progressivo, (uno-due-tre-quattro-cinque…), armoniosa-mente deformato a scioglilingua-filastrocca, e adottato da noi bambini a mo’ di conta, per l’assegnazione dei ruoli nei giochi di gruppo. Continua a leggere “Intervista di Alessia Mocci ad Angelo Lamberti: vi presentiamo Il pompiere salta cavallerescamente il kamikaze”

CUORE DI SPUGNA di rebeccastories

cuore-di-spugna-lift-off-polaroid-sx-70.jpg

di rebeccastories

Il cielo bronzeo.
Un tumulto ovattato si sgretola sopra il banco infinito di nuvole, lontano. Ma forse non così lontano, forse quel rombo viene dal mio petto. Ruggisce ancora. Viene da dentro?
Sono un temporale.
Stacco a fatica la testa dal fango e il mondo scolorito, di un arancio ossidato, si mostra in tutto il suo bagliore.
È umido. Una pianura bagnata, gli alberi corrosi.
Il mio corpo è in pendenza sulla collina, posso vedere le dita dei piedi brulicare nella melma; mi volto. Alle mie spalle, proprio sulla cima, ci sono figure in piedi. Qualcuno è ancora steso e ricoperto per metà dalla terra sciolta. Chi sono io, e loro? È così importante saperlo?
Hanno tutti corpi diversi e osservano immobili lo spettacolo del cielo; paiono incantati dentro una comune meraviglia.
Allo stesso modo la valle meravigliosa osserva loro, con le sue forme tortuose, i colori bruciati, i cespugli d’oro e bordò.
Un essere ha i capelli ramati, lucidi come le foglie. Il viso scuro, sporco, e gli occhi cerulei che sfolgorano d’inverosimile. Un altro essere invece è completamente ricoperto di terra, sul suo volto risplende solo una dentiera accecante, e tale è il suo sorriso che il cielo ha cominciato a liquefarsi.
Gocce leggere in un attimo imbottiscono il silenzio.
Qualcosa guizza d’improvviso a pochi metri dal mio corpo: due braccia. Annaspano nell’aria, trovano appoggio sul suolo e tirano su un busto. Mi osserva adesso una testa di fango caldo. Ha gli occhi neri.
Non avevo fatto caso agli stracci disfatti, impregnati sul suolo. La collina ne è piena zeppa: pezze rossastre logorate dal pantano. Le mie mani ne sono ancora immerse, urtano anche oggetti solidi; grovigli di materiali, ossa scure. Stringo qualcosa fra le dita, è un oggetto indecifrabile. Pare emanare qualcosa, vibrazioni forse, perché rimbalzano sul palmo. Poso l’orecchio su quella massa e il suono si fa intenso. Rumori affannati, scricchiolii, urla, fischi, tonfi; pare che al suo interno sia imprigionato un minuscolo universo. Oppure un universo passato – di cui non ho alcun ricordo – rimasto in parte assorbito.
Ogni cosa qua sotto sembra esserne impregnata; sono sicura che se mi avvicinassi abbastanza al suolo, senza intingerne la testa, potrei ascoltare il rumore della storia, la storia di questo mondo, del cielo, la nostra. Il suono è incastrato fra i pori della terra, ma è vivo, non può disgregarsi o svanire, attende solo una membrana sensibile sulla quale potersi adagiare.
La pioggia si fa più intensa e i volti si fanno chiari, più sabbia, più rosa. Ci confondiamo nel chiarore che cristallizza questo posto. È un giorno melodioso, abbiamo rami bianchi e robusti che sorreggono il nostro spirito.
Continua a leggere “CUORE DI SPUGNA di rebeccastories”

Infinitamente amanti, di V.R.

di V.R.

Ed ecco i due amanti: Giorno e Notte,
e la loro l’esistenza è un perpetuo rincorrersi.
Quando l’uno rincorre l’altra
o l’altro tende il braccio all’una.

Ed ecco i due amori: Notte e Giorno,
la cui corsa li porta a sfiorarsi a malapena,
lì,
sulla punta delle dita della mano.
E lo fanno al buongiorno durante l’alba
e alla buonanotte, arrivati al tramonto.

Ed ecco i due esseri separati e inseparabili: Giorno e Notte
che si congedano ogni dì,
quasi allo stesso intervallo di ore,
quasi allo stesso intervallo di minuti,
nel loro tango che altera i secondi.

E allora si rincorrono,
si prendono,
si perdono
per toccarsi solo fugacemente in un circolo infinito.

Continua a leggere “Infinitamente amanti, di V.R.”

Amicizia (dialetto alessandrino) – di Cristina Saracano

AMICÌSIA

A son rivaja a cà.

A son n’tla mé cità

an gir u j’è pü ansën:

a uàrd fóra an tel giardén.

A son da bel’e sùla: che delušión,

um ciàpa pròpi un bel magón.

Ancón Internet gli amìš son virtuali,

ma i cüro nénta tüc i màli!

Se il pin t’ai šmentià,

téi pròpi bel e panà!

Parlè tüc coi mesàgi,

dì püra ch’lè en vantàgi.

I son pü i grònd valùr:

amicìsia, solidarietà, amùr.

Me aurìsa chichdën daušén

cum fàsa na carësa, cum dàga un bašén!

AMICIZIA

Sono arrivata a casa,

sono nella mia città

in giro non c’è più nessuno:

guardo fuori nel giardino.

Sono bell’e sola: che delusione

Mi prende proprio un grosso magone.

Con Internet gli amici sono virutali,

ma non curano tutti i mali!

Se ti sei dimenticato il pin

Sei prorpio fregato!

Parlare tutti con i messaggi,

E dire anche che è un vantaggio.

Non ci sono più i grandi valori,

amicizia, solidarietà, amore.

Vorrei qualcuno a me vicino

che mi faccia una carezza, che mi dia un bacino!

“Il potere delle ombre” incontra i lettori: al via i tour promozionali dell’ultimo thriller di Luca Cozzi

Di Maria Luisa Pirrone

Luca Cozzi, scrittore genovese trapiantato nel Basso Piemonte, sta per iniziare i tour promozionali per il suo ultimo romanzo, “Il potere delle ombre” (Edizioni della Goccia), uscito nel novembre del 2018.

Un action-thriller molto atteso dai suoi lettori poiché si tratta della terza missione del suo ormai famoso personaggio, Luke McDowell, intrepido ex agente FBI ed ex Navy SEALs, che, dopo aver inseguito criminali per mezzo mondo, questa volta si trova ad indagare anche nelle viscere della nostrana Val Borbera.

Cozzi ha creato attorno al suo protagonista una vera e propria trilogia, dopo “Senza nome e senza gloria”(2016) e “Shaytan” (2017), anch’essi Edizioni della Goccia, già diventati bestseller su Amazon.

Continua a leggere ““Il potere delle ombre” incontra i lettori: al via i tour promozionali dell’ultimo thriller di Luca Cozzi”

La scrittrice Donatella Pezzino entra nella redazione di Alessandria today

La scrittrice Donatella Pezzino entra nella redazione di Alessandria today

di Pier Carlo Lava

Alessandria today è lieta di annunciare che Donatella Pezzino storica, scrittrice freelance e ghost writer è una nuova componente della redazione, a Donatella diamo il nostro benvenuto e attendiamo di leggere i suoi post.

Donatella Pezzino donysoireve

Biografia: Donatella Pezzino è nata e vive a Catania. Nel 2002 si è laureata in Filosofia, indirizzo storico, con una tesi sui monasteri femminili della sua città.

Storica, scrittrice freelance e ghost writer, si occupa da anni di cultura siciliana, con particolare attenzione alla storia femminile, alla letteratura e all’archeologia.

Su queste tematiche ha divulgato diversi studi, collaborando con riviste storiche e letterarie e tenendo conferenze; nel 2011 la Compagnia Sicilia del Teatro Nazionale le ha assegnato il “Premio Cutrufelli alla Cultura”.

Nel 2004 ha pubblicato il saggio “Le murate vive. I monasteri femminili di Catania dopo il terremoto del 1693”, incentrato sulla condizione delle religiose catanesi nel periodo della ricostruzione settecentesca. Grande appassionata del periodo romantico, si dedica inoltre alla riscoperta della poesia e della narrativa ottocentesca, soprattutto femminile.

Di indole schiva, amante della solitudine e dell’introspezione, si interessa di spiritismo e di parapsicologia. Altri suoi interessi sono i gatti, la fotografia, i vecchi film e i romanzi gialli.

Autrice di testi poetici e recensioni, dal 2013 è membro del collettivo di scrittura “Bibbia d’Asfalto”.

Blog: www.donatellapezzinoangelpoetry.wordpress.com

Su Bibbia d’Asfalto: https://poesiaurbana.altervista.org/category/autore-donatela-pezzino/

Twitter: @gammazita   

Il Bacio (seconda parte) di Cristina Saracano

download

Entri senza bussare

E togliendoti il cappello

Ti lasci accarezzare

I capelli spettinati.

Baciamoci le labbra

Profumate, inumidite

Dalla saliva dolceamara.

MI sembra d’esser sulla luna

Senza astronave,

di volare,

senz’ali,

senza temere giudizio o pregiudizio.

Noi due adesso siamo il bello:

chiudiamo gli occhi per non vedere il resto,

almeno per un po’.

Intervista alla scrittrice e poetessa Monica Pasero, di Pier Carlo Lava

di Pier Carlo Lava

Alessandria today è lieta di pubblicare un intervista, in esclusiva per il blog, alla scrittrice e poetessa Monica Pasero.

Monica, ciao. Che cosa fai nella vita oltre a scrivere?

Ciao, Pier Carlo. Nella vita, principalmente, mi occupo dei miei  due figli, oltre a questo, lavoro nel mondo editoriale e continuo a scrivere e creare, giorno dopo giorno, il mio sogno.

Ci vuoi raccontare qualcosa della città, dove vivi?

Sono nata e cresciuta a Dronero, un piccolo e affascinante borgo antico che oggi conta circa 7400 abitanti. Attraversando le sue strade, i due ponti, che lo contraddistinguono, le sue  piazze e i suoi antichi portici possiamo rivivere la storia di questo paese che conserva, ancor oggi, uno straordinario patrimonio architettonico fatto di monumenti, chiese e palazzi nobiliari di rara bellezza. Un borgo, direi magico, da visitare in ogni stagione. Sia per le bellezze del luogo, sia per la sua storia e il buon cibo. Tappa immancabile per chi passa nelle terre piemontesi.  Dronero vi aspetta all’imbocco dell’ incantevole Valle Maira ad una ventina di chilometri da Cuneo, la provincia Granda. Continua a leggere “Intervista alla scrittrice e poetessa Monica Pasero, di Pier Carlo Lava”

Libri sul binario di Cristina Saracano

images

Mi è sempre piaciuto viaggiare in treno. Non ti devi concentrare sulla guida, puoi fare quello che ti pare.

Guardare dal finestrino, dormire, riflettere. O leggere.

Io ho sempre letto molto. E il treno è il posto ideale.

Entro nella mia storia: uno scrollone ogni tanto, ma il libro ben saldo tra le mie mani, i suoi personaggi che mi accompagnano in questa meravigliosa avventura.

Menomale che quella volta c’eri tu a ricordarmi di scendere.

Altrimenti avrei proseguito il viaggio e avrei terminato il libro. Sarei arrivata all’ultima stazione.

Menomale che ci siamo incontrati.

Quando fa buio e i treni sono fermi sui binari morti, un uomo sale e si fa un giro per le carrozze.

Scende dopo un po’ con una borsa gialla, di quelle robuste, per la spesa, ma non ha fatto acquisti.

Ci ha messo dei libri.

Usati, dimenticati da gente distratta, o che legge senza passione.

L’uomo torna a casa e invia un messaggio.

Domani, sotto l’androne di casa sua.

Con altri libri, sullo stesso binario.