In modo intermittente – Momenti di poesia – di Paola Cingolani

Non scompare
solo le si aggroviglia di nuovo la bocca dello stomaco

a biascicarle cattiverie insensate è sempre la madre
e _ da chi ti ha messa al mondo _ non puoi divorziare

presto si salverà per qualche istante _ nel nulla viola _
quasi le spiace duri poco

vorrebbe trovare il modo di sorridere
almeno alla sua prole _ a quella sì _
e piange d’un pianto beffardo
muto ma ininterrotto

si chiede che ne è stato della sua esistenza
giusto la collezione d’asteroidi color porpora

e _ alla fine della fiera _ gli alligatori valgono
quasi fossero pure loro una cosa a dirsi bella

non tutti arrivano a domarli _ è presto detto _
non tutti muoiono da morti _ è il dato di fatto _

continua ad apparire
tenta d’apparirsi in modo intermittente
vuole qualcosa fortemente _ riprendere il suo _
è stanca d’attendere notizie di sé sapendosi vissuta

ma io _ osservandola attentamente _ sono certa
ricomincerà _ probabilmente da adesso _

 

donna coccodrillo

 

H. Newton Photography – Paola Cingolani @lementelettriche Versi 25/07/2019

La metacognizione – di Paola Cingolani – Momenti di poesia

 

L’ora del tramonto
in questo mio viola crepuscolare
è netta lontananza _ ottusa _
senza più misura alcuna
né tregua a tirar fiato

_ sto _

la metacognizione
e le varie strategie opportune
hanno emesso sentenza ragionata

_ l’amore è condannato a perdersi _
io direi che s’è già perso da troppo
e con lui tutte le voci umane _ ora mute _
mentre interstizi pieni di sillabe
_ a gridare insidiose _
stridono

ma se questo tempo bello fosse estate vera
non sarei chiusa _ quale serratura vecchia _
non sarei stata abbattuta così presto
condannata a sopravvivere di niente
o costretta a farlo _ per nessuno mai _
neanche per te

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Paolo Capitini Photography – Che ringrazio –

@Lementelettriche Paola Cingolani – Versi – 24/06/2019

Poetarsi addosso – di Paola Cingolani – in “Momenti di poesia”

Raccontare in versi mi rende libera
differente anche da quelli come me
_ sono già un dialogo fra più anime
contenendo moltitudini mi dilato _

il mio esistere si espande pensando
e la mia casa resta il mio ermo colle
_ c’è una vista panoramica sul tutto
vedo l’aspetto oscuro e quello bello _

non cerco di plagiare con falsi miti
non scrivo per far cambiare le idee
_ non voglio vincere né eccellere
e convincere non è il mio scopo _

appunto solo un po’ del mio sentire
semplifico stati d’animo in parole
_ poi i lemmi a risolvere dilemmi
non sono quasi mai sufficienti _

poetarsi addosso è una maniera
infallibile e liberale per ognuno
_ perché il morire di silenzi pesa
e dire il nulla è una bieca impresa _

 

 

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Andrey Remnev Paintings #Art – Paola Cingolani versi – @lementelettriche 23/06/2019

 

La controfigura e il replicante – di Paola Cingolani – in “Momenti di poesia”

In verità questo discorso
l’ho fatto sempre da sola
_ è stato un monologo
sotto mentite spoglie _
e ognuna delle parole
che ho detto _ inutilmente _
s’è andata presto a riversare
come un temporale d’agosto
implacabile
improvvisa
fulminea
violenta
rapida
solo addosso a me.

Un interlocutore supposto
vacuo
assenteista
volutamente nullo
in ascolto solo di sé stesso
_ l’assenza di contatto con l’umanità
è niente più che vuoto pneumatico _
ha acceso immediatamente
il suo bel nastro registrato
con quel tono gelido
standardizzato
insignificante
asettico
e comune alla maggioranza.

Ma che mani affascinanti
sensualissime le mie mani
_ non immagineresti mai
cosa arriverei a farci io _
solo sentivo un tam tam
mi picchiava in testa
era l’eco rallentata
il suono cadenzato
d’un trucco sfatto
ora svelato
qualcosa di lontano
e mai equidistante
il compromesso
di chi interpreta
una piccola parte
la controfigura
e il replicante.

@lementelettriche 23/06/2019

 

Andrey Remnev - (2)

Andrey Remnev #Art

 

 

 

La cosa giusta

Racconto breve di Marina Vicario – Fatti e persone sono puramente casuali.

È arrivato il momento.
sono qui nella sala d’attesa della clinica svizzera.
Ci è costato un occhio della testa.
Sento freddo…
Vorrei scappare.
Ho una crisi mistica dell’ultimo minuto:
Se il buon Dio non ha voluto darmi un figlio naturalmente un motivo ci sarà.
Beh! Ma forse Dio non esiste, io sono parte dell’universo.
Sì ok, ma se l’universo non mi ha portato un figlio che cosa devo fare? Lo devo cercare?
Eh sì … l’universo mi ha messo a disposizione anche i mezzi per farlo, certo a pagamento…
Pago.
Beh, ma io ho l’istinto materno, quello è antropologico … arriva… perché allora non sono in grado di avere figli?
Ah no, io sono a posto è mio marito che ha un problema.
Quindi è lui che dovrebbe farsi questa domanda, ma sono io che mi sto massacrando per dargli questo erede.
È qui seduto vicino a me sta ‘spipplando’ con il cellulare – come direbbe mio nipote di 15 anni.
Con chi sta chattando? No, tranquilla fa scorrere solo la home di facebook.
Si sofferma su una foto di una moracciona con tutte le forme ben distribuite. Io faccio finta di leggere una rivista, ma con la coda dell’occhio sbircio.
Sono così insicura… è la quarta volta.
Ho iniziato a mangiare smodatamente da quando le prime inseminazioni inspiegabilmente non sono andate bene. Mi sento io inadeguata e lui guarda donne procaci. Posso capire che sia naturale posare lo sguardo sulle belle donne, è un uomo, è nella sua natura.
Ma in questo momento lo trovo inopportuno.
Ma con chi sto facendo un bambino?
Sì all’inizio mi amava, mi faceva sentire la sua mogliettina perfetta poi, quando ha scoperto di non essere in grado di inseminarmi, è diventato scontroso, spesso violento a parole e sempre con lo sguardo sul cellulare, anche a tavola.
Momenti di tenerezza e intimità ormai sono diventati inesistenti, come se io fossi diventata un involucro da riempire con contenuti estranei.
Mi sento così in colpa per non riuscire a rimanere incinta, che non chiedo più niente, non propongo più niente, intanto non mi ascolta. Continua a leggere “La cosa giusta”

Vuoto da perdersi – Paola Cingolani – “Momenti di poesia”

Tanto vuoto _ a perdere _
ché a perdersi basta poco
un niente
e galleggi nel gorgo del nulla
_ nulla di fatto _ è l’inutilità
qualcosa che non serve più
è servita in modo marginale
insufficiente anche a dire
_ nulla di detto _
ché a una bottiglia rispettabile
per lo meno
dovremmo attribuire un messaggio

situazioni stile commedia dell’assurdo
attori di una parte misera
gente che aspetta ancora Godot
ma non ha capito
_ chissà se lo capirà mai _
che non arriva

ma tu lo sai
aspetti se ne accorgano _ sei paziente _
aspetti si vogliano ricredere
aspetti scoprano un modo giusto
e non finiscano _ privi di qualsiasi detto _
nel gorgo vorticoso del vuoto
le solite bottiglie prive di messaggio
ma ti resta solo l’onestà di attribuzione
a questa loro arrendevole pochezza
della tua immeritata amarezza

ci saranno bottiglie nuove
e serviranno a dissetarli
perché non restino arsi
vuoto da perdersi
vuoto da perdere
vuoto _ solo _
è il vuoto

 

@lementelettriche  20/06/2019

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(Si ringrazia Paolo Capitini per la gentile concessione della foto)

La nipote del Mare – di Paola Cingolani – Momenti di poesia –

Ho osservato la mia scogliera
sempre immobile
principio di stabilità assoluta
si staglia là
è equidistante
tanto da me
quanto dall’orizzonte.

Ho riflettuto molto a lungo
l’ho mirata e rimirata
anche se coperta d’onde
emerge dal mare
non si sposta
la vedo svettare
quasi a reclamarti dal cielo.

Di fronte a quella scogliera
come fosse casuale
sulle altre pietre
più bianche
più giovani
fra sabbia e acqua blu
viene anche mia figlia
lei magari ti trova
nel profondo
come me.

Per possedere mondi sommersi
qui dove ogni singolo scoglio
è stato nostro approdo
la nostra stessa vita
il più antico eri tu
l’universo tutto
che alberga
ancora
in te.

Su quell’arenile
solido supporto
l’ingegno di tua nipote
e tu sai quanto ti cerca
per arginare l’erosione
non certo della costa.

Dovrò ingegnarmi anche io
ché _ a dirtela così com’è _
sono sofferente
d’una smania
cronicizzata
e resto qui
sulla riva
a pesare
come se
a muovere me
non bastasse
una draga.

 

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@lementelettriche – 18/06/2019 – Giulia by Mary Della Giovanna Photography –

L’ORO DENTRO, DI CRISTINA SARACANO

L’ORO DENTRO

E’ tutto così semplice: piede sinistro: frizione, piede destro: acceleratore, in mezzo, c’è il freno, con la mano destra si usa il cambio, alla sinistra del volante le frecce, poi c’è il freno a mano, subito dietro il cambio, quando ci si ferma, e si spegne il motore, e prima di aprire la portiera si guarda nello specchietto retrovisore sinistro, per essere sicuri che non arrivino auto.

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E’ tutto così semplice: basta aver studiato, essersi impegnati, ma a diciotto anni ci sono anche le distrazioni, e chi non ne ha? In fondo, però, le distrazioni fanno bene, danno la carica per riprendere gli studi, sono un’allegra parentesi tra una fatica e l’altra.

E’ tutto così semplice, mandi un curriculum, anzi due, tre, o più, scrivi tutto quello che hai fatto e che sai fare, c’è la crisi, ma hai fatto comunque qualcosa, non hai bisogno di mentire, è assolutamente inutile, anzi è dannoso, al colloquio ti farà fare solo brutte figure, e poi, sei adatto per quel posto, non devi aver paura di nessuno.

Il pomeriggio prima dell’esame di maturità si esce un po’, perché è giugno, fa caldo, e ci sono gli amici, che hanno l’esame, anche loro, domani, ma vogliono parlare, dire quelle sane cazzate che ti fanno stare subito meglio, ti fanno tornare a casa appagato e sereno. Continua a leggere “L’ORO DENTRO, DI CRISTINA SARACANO”

Ancora e sempre oblio – di Paola Cingolani – Momenti di poesia –

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Arriva l’ora triste
quando tutto perde il suo senso
ogni colore svanisce


come se nebbia fitta volesse soffocarti
come se guardare avanti non ti servisse
non più
come se _ la tua necessità di sorvolare
limiti e recinzioni _ t’abbandoni di colpo 


anche lei


e attendi


scruti ogni infinita moltitudine
rifletti su ciò che sarebbe stato possibile
ma soffochi d’impossibile
non è stato
paradossalmente immota

 


disorientata

 

da parole che valuti intermittenti
a volte dure
altre dolci
che si frappongono
fra te e tutto l’universo tuo
a segmentare le presenze
in silenzi spettrali


ti si schiaccia coi nulla di fatto
ed è ancora e sempre oblio

 

 

 

@lementelettriche 18/06/2019

(Si ringrazia Paolo Capitini per la gentile concessione della foto)

 

L’animo umano – di Paola Cingolani – “Momenti di poesia”

L’animo umano è delicato
come i cristalli
basta un soffio
basta un tintinnio
basta un movimento
di poco incauto
più o meno volendo
e lo si rompe

è uno specchio
che s’incrina

è una ferita
che s’infetta

è una piaga
che non rimargina

_ se rimargina
resta un segno _

e non vi sono età
per le ferite
dato che vivere
oramai
sembra essere
una sassaiola
di parole inferte

non resta altro
se non scrivere
cercando la poesia
per rifiutare tutto
per placarsi
in divenire
o si muore

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@lementelettriche 18/06/2019

La fioritura – di Paola Cingolani – “Momenti di poesia”

Scrivo perché è così che io vivo
o almeno lo faccio “per procura”
m’impadronisco _ sempre _ di qualcosa
ma senza mai nulla togliere a nessuno
tentando di colmare tutte le mie lacune
anestetizzandomi le troppe mancanze
senza darmi per vinta né per convinta.


C’è chi dice mi riesca bene il poetare
c’è chi non mi vuole leggere neppure
perché le parole non sono per tutti
_ almeno non lo sono quelle pensate
e io non cerco affatto lodi regalate _
semplicemente mi piace ingaggiarle
metterle insieme per  _ dopo _ liberarle.


La fioritura delle parole ci stupisce
è un disegno più che appassionato
è un tentativo reiterato verso l’infinito
può riempire ciò che è vuoto di significato
è dare senso alla pioggia quando cade
come soltanto i fiori saprebbero fare
accogliendola quale miracolo rinnovato.

 

Colgo parole così come curerei una serra
o come chi dipinge e riproduce fiori e rose
è differente dalla distanza tipica delle cose
c’è più amore _ c’è una razionale dolcezza _
perché bandisco ogni sorta di prepotenza
perché lo stile non mi sia mai ostile
perché “armonia grazia bellezza” curano.

 

disegno per passione

(Acquerello dell’artista ed amica Sabina Comizzi, che ringrazio di tutto cuore e che sta per stupirci con una meravigliosa mostra nella sua Pesaro.)

 

@lementelettriche 16/06/2019

 

 

 

Se fossi un fiore – di Paola Cingolani – “Momenti di poesia”

Se io potessi rinascere
e scegliere una forma nuova
vorrei essere una pianta in fiore

per meglio operare la trasformazione
_ ché da seme il vento mi porterebbe
e posata la terra mi sarebbe manto _

metterei radici forti
potrei germogliare su uno stelo
la pioggia diamantina diventerebbe carezza

sarei variopinta e potrei sbocciare
_ alzerei la testa e mi aprirei al mondo
senza timori e con gran naturalezza _

perché se fossi un fiore
sarei bellezza senza alcuna misura
e profumo tanto intenso da ammaliare

il sole si accenderebbe per scaldarmi
la rugiada mi sveglierebbe la mattina
e _ persino la luna _ mi saluterebbe ogni notte

dei fiori si curano tutti
e li coltivano delicatamente
ne hanno riguardo e ammirazione

attenzioni negate alle persone
specie a quelle dell’altra metà del cielo
che _ ugualmente vive _ sono più calpestate

eppure l’umanità avrebbe dovuto
quasi per diritto trascendente e divino
vedere _ in ogni vita _ la meraviglia infinita

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Opera dell’artista Sabina Comizzi gentilmente concessa a Paola Cingolani

@lementelettriche 15/06/2019

Ti piace scrivere, vuoi fare parte della redazione di Alessandria today @ Web Media Network ?

Ti piace scrivere, vuoi fare parte della redazione di Alessandria today @ Web Media Network ?

di Pier Carlo Lava

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Alessandria today @ Web Media Network nasce a dicembre 2017, partendo da zero ha già raggiunto 530.000 visite con una crescita costante e continua dovuta all’impegno di tutti i numerosi Autori e Autrici che scrivono e pubblicano i loro post, che con l‘occasione ringrazio per l’impegno profuso e la qualità del livello creativo del loro lavoro.

La redazione vuole ulteriormente crescere, perciò vorrei invitare chi ne vuole fare parte e pubblicare direttamente nel blog a scrivermi in privato sul messenger di facebook (Pier Carlo Lava) oppure per mail precisando quanto segue:

Nome e cognome, num. di cellulare, indirizzo email e una breve biografia con foto.

L’invito è rivolto a tutti in particolare ai blogger, in tal senso informo che attualmente sono già molti nella redazione.

Non ci sono particolari restrizioni sui temi dei post, se non un civile rispetto dei numerosi lettori di oltre 130 paesi nel mondo.

Grazie per l’attenzione e cari saluti a tutti.

Dissero di Penelope – di Paola Cingolani – in “Momenti di poesia”

Discutiamone insieme
_ dissero a Penelope
mentre tesseva tele _
a maglia molto lasca
intessute d’uno strano ordito
reti come tante tele di ragno
reti non a circuizione né a coercizione
reti che lei puntuale guastava.

Dissero di Penelope
_ non affermazioni ma
dei superbi proseliti _
millantati scenari apocalittici
nati da una filosofia settaria
e da un cerchio magico
il fine non giustifica i mezzi uomini
ma neanche le mezze verità.

Un telaio oramai guasto
_ la negoziabilità delle
sue emozioni profonde _
il seguente isolamento psicologico
il dileggio sistematico
immaginando per lei
fantasmagorici giochi
ombre di specchi rotti.

Dissero di Penelope
_ la cui tela s’era fatta
simile a un sudario _
che gli scogli non sentono
ch’ella stessa era scoglio
che la sua rete sempre viola
sarebbe dovuta diventare
nulla più d’una bandiera bianca.

 

 

 

Anka Zuraleva

– Anka Zhuraleva Photography per @lementelettriche  11/06/2019 –