Il compromesso, di V.R.

Il compromesso

di V.R.

Il compromesso è questo:
fammi ridere, ridere tanto;
leggimi poesie;
portami a vedere il mare.
Procurami una tela su cui dipingere
e dipingi accanto a me.
O se non vuoi: leggi, scrivi, suona,
purché io possa sentire che tu ci sia.
E quando poi la vita ci porterà ai lati opposti di questa strada,
ricordati e ricordami di chi siamo stati
e ad ogni notte che viene,
seppur soltanto col pensiero,
torna da me.
Soltanto dopo che tutto questo sarà accaduto,
io finalmente ti dirò che sono tua:
anche se, in realtà, già da sempre lo fui;
da ancor prima di vedere il tuo sorriso
sotto il tramonto del cielo di maggio.

https://raccontiondivaghi.wordpress.com/

Sono dieci anni che ti cerco, di plce4myhead

di plce4myhead
Sono dieci anni che non ti dimentico.
Sono dieci anni che avrei voluto passare con te quelli che sono passati invece nella solitudine più oscura dell’anima.

Caro Francesco,
Ciao. Da quanto tempo non ci si vede.
Come stai? Io così cosi,tu?
Vedi,Francesco,io non sono quel tipo di persona che mente e ti dice che sta bene anche quando bene non sta.
Io se sto di merda,me lo leggi in faccia. Lo leggi nel cappuccio calato in testa. C’è poco da fare,Francesco.
Ma tu non mi conosci,o almeno non mi conosci più.
Non sai quella che sono diventata in questi dieci anni,come sono cambiata da quella bambina con il ciuffo il testa e lo sguardo sempre attento sui tuoi gesti strambi.
Non sai quello che mi è successo,ed io…io avrei voluto che tu sapessi tutto,ogni cosa,ogni passo.

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L’ORLO DEL MATTINO, di rebeccastories

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di rebeccastories

Il vento che stramazza sull’asfalto, tossisce un po’ di ruggine dai lampioni. A tratti lo sento sfiatare odio dentro le grondaie.

Ho pensato di spalancare la finestra per farmi investire un po’ anch’io.

Immediatamente il ghiaccio ha urtato le guance già spuntate del mio viso e non ho respirato, per soffrire meno. Tutti i pori mi sono stati incisi, qualche lama si è conficcata tra le pieghe molli delle palpebre e il malessere è scoppiato subito nel mio baricentro, irresistibile, come lo stritolarsi di una bolla d’acido. Le spalle e le estremità delle dita sono i luoghi in cui fa più male, è dove il liquido sbatte. Tremano; il busto trema, e i denti mi pare di sentirli combattere fra loro. Qualche falange sussulta, mi grida di chiuderla quella finestra. Ma l’inondazione è compiuta. Disturbante, manesca, una nauseata pena, e Odio. Odio abissale violento, verso niente e quindi forse verso tutto. Chiudo la finestra. Continua a leggere “L’ORLO DEL MATTINO, di rebeccastories”

DICHIARAZIONE DI NON AMORE, di rebeccastories  

Dichiarazione

di rebeccastories  

Stendetevi: profumi d’ineffabile
calore. Posatela quassù, l’arsura
languida, il soffio, la molle velatura
di fremiti, di amarezza e di amabile
terrore.

Fioritemi: fulgidi, dai vasi angusti
dei globi, come nuovi occhiali floridi
di sapore. Tra folte fila d’iridi,
radica profondo, in mezzo ai mille fusti
il cuore?

Questa Polaroid, come poche altre, non è una semplice illustrazione, ma nasce prima della poesia. A volte amo tentare su me stessa una sorta di autoanalisi, assecondando le mie idee, quelle più istintive, non studiate, che compaiono improvvisamente nella mia mente senza essere cercate. Le congelo in queste “foto d’inconscio”, e le studio a fondo, cercando di trarne fuori quelle verità, illusioni, che la mia testa tenta di nascondermi. Continua a leggere “DICHIARAZIONE DI NON AMORE, di rebeccastories  “

Cellulare ai Ragazzi, di SaraTricoli

Cellulare

di SaraTricoli

Dopo aver letto un interessatissimo articolo su di un blog amico intitolato: I nuovi idioti, sfidare la morte per un selfie, rischiare di essere stuprata per un “flashing”… (clicca sul titolo per leggerlo) ho avuto un interessante scambio con l’autore. Ad un certo punto ho riferito il mio accordo (tra me e i miei figli) e devo dire che sono rimasta piacevolmente sorpresa nel ricevere il suo appoggio. Soprattutto dopo aver ricevuto tante critiche da altri adulti…

Ma iniziamo dal principio:

Sono sempre stata piuttosto contraria a dare troppo libertà tecnologica e troppo presto ai miei figli, infatti hanno ricevuto il cellulare e quindi maggiore autonomia verso internet solo l’anno scorso al compimento dei 12 anni. Io avrei aspettato ancora, lo confesso, ma erano praticamente gli unici tra i loro amici e conoscenti coetanei a non averlo… quindi sono capitolata!
Prima del cellulare ero più serena perché potevano usare solo il mio computer per andare su internet.  Sempre con la mia supervisione, in modo da sapere cosa vedevano e su quali siti andavano.

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I Clown e la pioggia, di Lorenzo Cusimano

I Clown

di Lorenzo Cusimano

Forza Tintura! Forza Ossigeno!

Su! É ora di toglier via questo vecchio tendone!

È oramai mal ridotto, ci piove dentro, è tutto buchi e non ci bastano più le toppe! Dopo tutti questi anni… ne ha passate tante: il freddo, la pioggia battente, il sole cocente, la neve, la calca della gente fuori per assistere allo spettacolo… quante ne ha passate!

Mah… chissà perché questa decisione di toglier tutto!

Il nostro è uno sporco destino: clown! Inoltre ci tocca anche lavorar duro! Come se non fosse già una faticaccia dover far ridere tutti quei bambini che tanto lieti salgono sugli spalti per vedere noi! E noi? Siamo solo clown, o buffoni, capaci di far ridere e regalare un sorriso, regalare un fiore uscito da una manica di una giacca sgualcita e mal concia o da una scarpa. Siamo noi a cadere per rialzarci tra le risate del pubblico; siamo noi a bagnarci, a correre, a ruotare intorno, a saltare. Continua a leggere “I Clown e la pioggia, di Lorenzo Cusimano”

Theophilus North: l’arlecchino di Newport

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Ah, i ruggenti anni venti, l’età del jazz, delle flapper girls e del proibizionismo. L’epoca in cui giovani avventurieri si mettevano in viaggio con l’arrivo della bella stagione, per conquistare cuori e ori. Lo scrittore Thornton Wilder trasporta il lettore nella Newport di quel tempo, invitandolo ad esplorarla in compagnia dell’esplosivo e arguto Theophilus North.
Theophilus è una sorta di prodigioso arlecchino, capace di cavarsela in ogni situazione e di risolvere intrecci apparentemente insolvibili. Avrebbe voluto intraprendere almeno nove professioni, tra cui quella di mago e di detective, ma ha finito con l’accontentarsi del ruolo di educatore. Almeno fino al momento in cui, un’estate, ha deciso di partire all’avventura e di scoprire tutte le meraviglie di Newport. Secondo North, questo vivace centro è diviso in più cittadelle, tutte da scoprire per incontrare diverse classi sociali e personaggi interessanti.

Il nostro eroe, sfruttando la sua erudizione, ma anche la sua faccia tosta, si offre come lettore e insegnante di diverse discipline: i suoi svariati incarichi, danno vita ad altrettante vicissitudini. Theophilus riesce sempre a far buon viso a cattivo gioco, vestendo, di la in volta, i panni dell’investigatore, dello psicologo o, più spesso, della simpatica canaglia. Come arlecchino, cambia più di un costume, per aiutare chi ha bisogno di lui o per farsi beffe degli antagonisti che incontra lungo il cammino. Continua a leggere “Theophilus North: l’arlecchino di Newport”

Il lato oscuro 2: Batman in versione hard boiled

Il lato

Il lato oscuro 2: Batman in versione hard boiled

Bentornati nel lato oscuro: inizia qui la seconda puntata del viaggio nel genere hard boiled. Non so come sia il tempo da voi, ma qui fa freddo e piove a dirotto. Questo cielo grigio e inclemente è lo sfondo perfetto per la nostra conversazione. Quindi, mettetevi comodi e accettate una tazza di caffè nerissimo, come l’anima della città di cui sto per parlarvi, Gotham.
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Infinitamente amanti, di V.R.

Infinitamente

di V.R.

Ed ecco i due amanti: Sole e Luna,
con la loro esistenza come un perpetuo rincorrersi.
Quando l’una insegue l’altro
o l’altra tende il braccio all’uno.

Ed ecco i due amori: Notte e Giorno,
la cui corsa li porta a sfiorarsi a malapena,
lì,
sulla punta delle dita della mano.
E lo fanno al buongiorno durante l’alba
e alla buonanotte, arrivati al tramonto.

Ed ecco i due esseri separati e inseparabili: Luna e Sole
che si congedano ogni dì,
quasi allo stesso intervallo di ore,
quasi allo stesso intervallo di minuti,
nel loro tango che altera i secondi.

Continua a leggere “Infinitamente amanti, di V.R.”

La bellezza dei paragoni profumati di serietà, di V.R.

La bellezza

di V.R.

Sei innamorata quando: è bello mentre sorride, è bello mentre è serio. È bello mentre mastica, mentre dorme, mentre riflette- o meglio tu credi che stia riflettendo, ma in realtà è solo imbambolato- ed è bello così. È bello pure mentre ce l’ha con te e ha gli occhi di fuoco. E tu pensi: “ma perché perdere tempo con ste liti, quando ti salterei addosso?”.
È bello anche mentre starnutisce.
È bello anche mentre inciampa, fa una giravolta, sbatte contro un palo e cade.

E così è anche con la Nutella, che non solo è bella quando è dentro il barattolo, ma anche quando è spalmata sul pane, dentro una torta o sulla pizza. Ma signori, in più è anche buona. Buona quando la si assaggia da un cornetto appena sfornato.

Buona quando ritrovi quel pezzo di torta datato il tuo undicesimo compleanno, ancora sul tavolo della cucina; buona anche quando la torta è finita, ma comincia la missione e allora devi pulire il piatto da ogni impercettibile residuo rimasto. Continua a leggere “La bellezza dei paragoni profumati di serietà, di V.R.”

DICHIARAZIONE DI NON AMORE, di rebeccastories

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di rebeccastories

 Stendetevi: profumi d’ineffabile
calore. Posatela quassù, l’arsura
languida, il soffio, la molle velatura
di fremiti, di amarezza e di amabile
terrore.

Fioritemi: fulgidi, dai vasi angusti
dei globi, come nuovi occhiali floridi
di sapore. Tra folte fila d’iridi,
radica profondo, in mezzo ai mille fusti
il cuore?

Questa Polaroid, come poche altre, non è una semplice illustrazione, ma nasce prima della poesia. A volte amo tentare su me stessa una sorta di autoanalisi, assecondando le mie idee, quelle più istintive, non studiate, che compaiono improvvisamente nella mia mente senza essere cercate. Le congelo in queste “foto d’inconscio”, e le studio a fondo, cercando di trarne fuori quelle verità, illusioni, che la mia testa tenta di nascondermi. Continua a leggere “DICHIARAZIONE DI NON AMORE, di rebeccastories”

Il cubo, di V.R.

di V.R.

C’è un stanza vuota con le pareti bianche e una finestra che da su un parco. L’unico svago di questa stanza è vedere il cambiare delle stagioni e l’alternarsi della luce al buio, sotto forma di rosee albe e tramonti di fuoco. All’interno non ci sono mobili, né specchi. Il pavimento è antico e l’unico rumore che si sente è il fruscio delle foglie degli alberi più alti. Oltre alla finestra, c’è solo una porta di legno a spezzare la monotonia di questo cubo asettico, su cui sta appesa una chiave arrugginita. Con questo quadro dai toni solitari e vuoti, sembrerei pazza se accettassi di passarci dentro un intero giorno, dall’alba al tramonto.
Eppure lo farei.
Perché c’è solo un modo per fare di quel posto l’unico punto del mondo in cui mi vorrei trovare: se a riempirlo di tutto, ci sei tu, amore mio.

Sono le persone che rendono belli i luoghi.

Un solo consiglio per un amore felice: accontentati, di Mienmiuaif

di Mienmiuaif

Lettere a una moglie #2 (ovvero l’esodo del duo con l’anello noto in tutto il mondo come Mienmiuaif) di Giuseppe Signorin

C’è che ci propinano mille tecniche al giorno per il buon funzionamento della coppia, eppure le separazioni continuano ad aumentare e i figli nati a diminuire, amore mio. Il punk di tuo marito, nonostante sia appunto un punk, è un amante della tecnica, soprattutto quella sopraffina che sfoggiava nei campi da calcio quando ancora li calcava. Il punk di tuo marito è un punk anche fra i punk, se ne frega di quello che pensano i punk della tecnica.

Deteneva addirittura il record di palleggi nella via in cui è cresciuto. Non ti dico il numero per evitare un eccesso di vanità. Però tutte queste regole, linguaggi, consigli per vivere bene la vita a due… Non ti viene l’ansia, tu che già sei donna? Per carità, molte indicazione sono utili, ma mi pare che dare troppo retta a questo genere di cose rischi di innescare meccanismi un po’ perversi. Continua a leggere “Un solo consiglio per un amore felice: accontentati, di Mienmiuaif”

La bellezza dei paragoni profumati, di serietà di V.R.

di V.R.

Sei innamorata quando: è bello mentre sorride, è bello mentre è serio. È bello mentre mastica, mentre dorme, mentre riflette- o meglio tu credi che stia riflettendo, ma in realtà è solo imbambolato- ed è bello così. È bello pure mentre ce l’ha con te e ha gli occhi di fuoco. E tu pensi: “ma perché perdere tempo con ste liti, quando ti salterei addosso?”.
È bello anche mentre starnutisce.
È bello anche mentre inciampa, fa una giravolta, sbatte contro un palo e cade.

E così è anche con la Nutella, che non solo è bella quando è dentro il barattolo, ma anche quando è spalmata sul pane, dentro una torta o sulla pizza. Ma signori, in più è anche buona. Buona quando la si assaggia da un cornetto appena sfornato. Buona quando ritrovi quel pezzo di torta datato il tuo undicesimo compleanno, ancora sul tavolo della cucina; buona anche quando la torta è finita, ma comincia la missione e allora devi pulire il piatto da ogni impercettibile residuo rimasto. Continua a leggere “La bellezza dei paragoni profumati, di serietà di V.R.”

VIPSANIA SOL MINORE di rebeccastories

di rebeccastories

Cosa mi hai fatto? Che mi levigo e son viscosa, mi sciolgo e mi raggrumo, sulla battigia, fra la schiuma della meraviglia e la saliva di qualche rantolo sconosciuto – intrappolato, forse, nelle pieghe delle onde – m’intingo ancora un po’ nel verdeacqua per attenuare i sensi e provare a svenire. Cosa mi hai fatto mare? Stormi neri di parole si mordono l’un l’altro lungo tutte le mie braccia, si accoppiano fra la pelle delle cosce, gonfiano i miei zigomi per i sospiri furiosi e le spalle, quanto prudono le mie spalle secche, la testa ne è sorretta male. Strofino un po’ il petto sul fondale per liberare le bolle vitree, come ciondoli dal naso, che tintinnano di solitudine, ma ancora – da quanto ormai? – la lingua salata e mostruosa mi consuma la pelle, i pensieri, strusciandomi il ventre sul ventre, della sabbia. Ancora.

Mi annoda e m’incastra fra buste plastiche, rifiuti dal fondo del mare, le reti abusive, i rami marci lasciati morire. Un ammasso di cose poco pesanti, fra cui anche il mio cuore, che naufraga e naufragano, ancora naufraga, ancora. Verdeacqua, bolle, ventre, onda, schiuma, ventre, verdeacqua, bolle, alghe sugli occhi, ventre, fauci dell’onda, schiuma, saliva, ventre, verdacqua, vetro dal naso, ventre, bacio dell’onda, battigia, ventre, risacca, verdeacqua, sacchetto, biglie di vetro, ventre, lingua dell’onda, spuma, ventre, sabbia, risucchio, sospiro, verdeacqua…

VIPSANIA.jpg

Eppure ho visto qualcosa laggiù. Una barca bianca, quasi immobile.
Ventre sul fondale, agito le braccia per nascondermi all’onda. La oltrepasso e nuoto, ventre sul fondale, nuoto fino al blu scuro, terribile, freddo. La barca! Eccola a pochi metri, pare morbida, la raggiungo in superficie. É mia, l’ho trovata. Una barca di donna. La osservo, arrivano le diomedee, mi raccontano la sua storia. Mi dicono di portarla via, o la seppelliranno là, sopra quella isola. Lei non avrebbe voluto. Vipsania? Non puoi più parlare con nessuno.
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