In evidenza

Momenti di poesia – Vivere è mistero senza tempo – di Paola Cingolani

La vita è una strada strana e incidentata
non ha tempi stabiliti ma vuole celerità
e _ per potercela fare _ dovrai imparare
prima a stare sulle tue gambe
poi a camminare con gli altri
sapendo sempre scegliere
_ di costoro _ solo alcuni

 


crederai che uno ti voglia integro per sé
_ ti sembrerà impossibile sbagliare _
ma ciò non potrà bastare
e sarai ingannato
nonostante tutto
nonostante te
cadrai tu
risalirai
rapido

 

controllerai che ti si faccia realmente spazio
osserverai che ti si riservi un posto adeguato
resterai solo là dove non dovrai dare spallate
andrai via se c’è bisogno e senza mai esitare
_ non consumerai energie
e non spenderai intelletto _
il tempo è la sola moneta che non si possiede
lo ricorderai perché mancherà esattamente a te

vita: mistero che solo il coraggio ti può svelare
camminerai come stessi danzando fra macerie
incederai fra un ostacolo e l’altro
muoverai i piedi rapidamente
e con scaltra leggerezza
schivando ogni buca
andrai via da solo
passi di danza
agognati
ma lenti
evoluti

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Poetry by @lementelettriche dicembre 2019

 

 

SCIAMANO ( di Cipriano Gentilino )

In evidenza

Distratto nel buio
di un tramonto atteso,
sciamano sconsacrato,
mi denudai al totem
di una luna calante
nel silenzio inquieto
delle mie ombre
che lunghe ancora
a luna muova
osano lo specchio 
con le maschere diluite
nel mio retrobottega.

©️ Cipriano Gentilino

Emozionato comunico che è uscito il mio libro “VERSI NEL RETROBOTTEGA”edito da Oèdipus Editori. Grazie a tutti per la costante attenzione e a Francesco Forte per l’impegno editoriale nella poesia.

ANGOLO Di POESIA TRILINGUE: “PENSANDO AL NATALE / THINKING ABOUT CHRISTMAS / MYŚLĄC O BOŻYM NARODZENIU” di Izabella Teresa Kostka

PENSANDO AL NATALE

A cosa servono i sensi di colpa?

Buttiamoli come spine d’un pino
seccato in fretta dopo il Natale,
nessuno si fa l’esame di coscienza,
è interessato soltanto ad apparire.

Spegniamo i sogni – luminarie artificiali
gettate in cantina per un anno intero
che passerà veloce, senza cambiare nulla.

Cantano i giullari vestiti a festa,
le loro urla
stordiscono le anime.

THINKING ABOUT CHRISTMAS

What are remorse for?

We throw them like thorns of a pine
quickly dried out after Christmas,
no one makes an examination of conscience,
is only interested in appearing.

We turn off dreams – artificial lights
launched in the cellar for a whole year
that will pass fast, without changing anything.

And sing the festive dressed clowns,
their screams
stun the souls.

MYŚLĄC O BOŻYM NARODZENIU

Do czego służą wyrzuty sumienia?

Wyrzucamy je jak igiełki sosny
uschniętej natychmiast
po Gwiazdce,
nikt nie robi rachunku sumienia,
bo interesuje się tylko tym, by zabłysnąć.

Gasimy marzenia – sztuczne światełka
porzucone w piwnicy na dwanaście miesięcy,
które szybko przeminą niczego nie zmieniając.

Śpiewają błazny wystrojone na Święta,
ich krzyki
ogłuszają duszę.

Izabella Teresa Kostka ©2018

All rights reserved / Tutti i diritti riservati

Archivio privato

Donna Rachele, mia nonna

Venerdì 6 dicembre 2019 alle ore 18,00 presso Il Salone di Rappresentanza della Basile, in via Tortona n. 71, Alessandria
si terrà la presentazione del libro dal titolo
“Donna Rachele.
Mia nonna.
La moglie di Benito Mussolini”
a cura di Edda NEGRI MUSSOLINI

Modera Fabrizio PRIANO Presidente dell’Associazione

Fabrizio PRIANO
Presidente dell’Associazione Culturale Libera Mente-Laboratorio di idee commenta: “Edda Negri Mussolini presenta, con questo libro, quello che per lei vuole essere un omaggio affettuoso alla memoria della nonna, Rachele, protagonista di una delle pagine più importanti della storia italiana. Un racconto familiare, una interessante testimonianza di chi ha vissuto in prima persona un rapporto speciale con Donna Rachele, la sua amata nonna, colei che rappresentava la sua famiglia ma che per tutti gli altri era la moglie di Benito Mussolini. ”.

Edda NEGRI MUSSOLINI nasce a Forlì il 31 ottobre 1963. Sua madre è l’ultima figlia di Rachele Guidi e Benito Mussolini. Il padre è Nando Pucci Negri presentatore ed intrattenitore di programmi televisivi e presentatore ufficiale dell’ Associazione AIBES. Nel 2012 acquisisce, attraverso un decreto Prefettizio il cognome della madre: Mussolini.
Ha condotto in alcune televisioni private per più di dieci anni programmi di Motori e di Golf. Ha animato il pupazzo Topo Gigio. Ha fatto parte delle redazioni di programmi RAI quali: Uno Mattina, Più sani e più belli, I fatti vostri, Geo&Geo. Ha collaborato alla creazione del premio: Una vita per il cinema. È stata Sindaco del Comune di Gemmano in provincia di Rimini. Collabora con alcuni giornali.

“DONNA RACHELE mia nonna. La moglie di Benito Mussolini”
di Edda NEGRI MUSSOLINI ed Emma MORICONI
Il libro, scritto a quattro mani, parla di Rachele Guidi, moglie di Benito Mussolini, attraverso i ricordi della nipote, figlia dell’ultimogenita Anna Maria. Edda, chiamata come la prima figlia dei coniugi Mussolini, madrina di battesimo, ha vissuto con la nonna dopo la prematura scomparsa della madre a soli 39 anni. Rimasta orfana vivrà con le nonne, il padre e la sorella. La nonna Rachele racconterà alla nipote la propria vita di famiglia. Un intreccio tra la storia famigliare e la storia del nostro Paese. Nel libro ritroviamo spaccati di vita quotidiana, amori, nascite, ma anche le tante tragedie che Donna Rachele ha dovuto affrontare nel corso della sua vita. Tutto si snoda dai primi del novecento fino ai giorni nostri con le esperienze di Edda dopo la morte della nonna avvenuta nel 1979. Le autrici hanno voluto anche fare una ricerca negli Archivi di Stato per supportare quanto era stato detto dalla nonna alla nipote Edda. Per ampliare con documenti quello che era la vita quotidiana della famiglia. Alla fine del libro si trovano anche le ricette che la nonna insegnò ad Edda.
Il libro è corredato da oltre cento foto, alcune inedite, che arricchiscono il libro facendolo diventare un libro nel libro.
“Rileggo quello che abbiamo fatto finora ed ecco che affiorano ancora ricordi. Frasi che vorrei mettere. Poi mi accorgo che potrei ancora scarabocchiare altre mille parole, ma alla fine rimarrebbe un unico grande concetto: quanto la nonna Rachele mi manca. Ma so anche che tutto quello che lei mi ha insegnato, la sua saggezza, il suo rispetto verso gli altri, la sua forza di volontà, i suoi valori, sono dentro di me e che con questo libro forse li ho potuti trasmettere a qualcuno insieme a un po’ di lei, a qualcuno che ha capito di quanto questa piccola grande donna dagli occhi così azzurri da perdervisi dentro, come era accaduto al nonno, è riuscita vivere una realtà fatta di tragedie con una forza d’animo che non è facile trovare. Che ha vissuto la vita con una grande dignità senza mai perdere di vista i valori e le radici della sua Romagna, a rimanere con i piedi ben piantati per terra, cercando di non perdere di vista gli obiettivi importanti della vita primo fra tutti: la famiglia

Gatti che passione di Cristina Saracano

Il concorso letterario nazionale ideato da Marina Vicario, per ‘Pluriversum Edizioni”ha dato vita all’antologia “Gatti che passione”con 52 autori selezionati tra la.moltitudine di testi arrivati in redazione. L’opera è arricchita dagli interventi dell’archeologo, Dottor Ferdinando Caputi, della pedagogista, Dottoressa Susy Mariniello, delle illustratrici Elisabetta Mura e Irene Tamagnone e dalla fotografia curata da Germana Belletti.
Il volume, una raccolta di racconti, poesie e filastrocche, che hanno come protagonista assoluto il gatto, animale domestico amato, ma, forse, ancora non molto conosciuto nella letteratura, verrà presentato ad Alessandria il.13 dicembre 2019 alle ore 21 presso la.soms del Cristo, corso Acqui 158,
Interverranno gli autori alessandrini che hanno contribuito con le loro opere ad arricchire l’antologia e ci allieteranno con alcune letture tratte dal libro, sarà possibile acquistarlo e dialogare con gli esperti in una.serata ricca di emozioni e sorprese.

Storie alessandrine

Nuovo appuntamento, giovedì 5 dicembre, alle ore 17:00, della rassegna letteraria Storie alessandrine: un libro, tante vite promossa da: Amici del Museo Etnografico Gambarina, Alessandria in Pista – Librinpista, Spazioidea, Società Alessandrina di Italianistica e Circolo Provinciale della Stampa. Presso i locali del Museo, in piazza della Gambarina n.1, sarà la volta di Salvatore Rizzello con “dialoghi intorno all’economia”. Presenta: Albino Neri.

ANGOLO DI POESIA TRILINGUE: È PIOVUTO QUEL GIORNO/ THAT DAY IT RAINED / TEGO DNIA PADAŁO

È PIOVUTO QUEL GIORNO

Estese pianure tra le maree
della vita che non sa perdonare,
lunghi corridoi affollati di domande
e risposte che affondano nel vuoto,

mi ricordo le nostre dita
aggrovigliate come fili di ferro,
legami spezzati e affetti a terra
gettati come cocci d’un vaso.

È piovuto quel giorno in Piazza Duomo…

Si è infilata la felicità
tra i piccioni sulle grondaie
è volata via in fretta
col vapore della metropolitana.

THAT DAY IT RAINED

Extensive plains among the tides
of life that does not know how to forgive,
long corridors crowded with questions
and answers that sink into the void,

I remember our fingers
tangled like wires,
broken bonds and feelings thrown on the ground
like shards of a vase.

It rained that day in Cathedral Square…

Happiness was hidden among the pigeons on the gutters,
she flew away quickly
with the steam of the subway.

PADAŁO TEGO DNIA

Rozległe niziny przypływów
życia, co nie potrafi wybaczać,
długie korytarze zatłoczone pytaniami
i odpowiedzi ginące w próżni,

pamiętam nasze palce
splątane jak żelazne druty,
rozerwane więzy i uczucia na ziemi
rzucone jak skorupy wazonu.

Padało tego dnia na Placu Katedralnym…

Wmieszało się szczęście
pomiędzy gołębie na rynnach,
odleciało szybko
wraz z parą uchodzącą z metra.

Izabella Teresa Kostka ©2019

New English Website:

https://kostkaizabellateresa.wordpress.com

Momenti di poesia – Un granello di sabbia fine – di Paola Cingolani

Tempo fa ho creduto avesse senso
somigliare alla vecchia scogliera
così solida
priva d’ogni movimento
resistente alla veemenza del vento
impavida sebbene erosa dalle onde
foderata d’alghe
ricoperta da cozze
depositaria di salsedine
piattaforma d’atterraggio per gabbiani
persino cava quindi nido di granchi
imperturbabile comunque
nonostante ogni marea
invece adesso
mi rendo conto pienamente
di quanto sia muta e silenziosa
inquietante e devastata
praticamente inutile
ché _ a spostarla basta una draga _
o a farla saltare
servirebbe giusto l’esplosivo
 
con la sapienza delle cose minuscole
ho rivalutato il granello di sabbia
_ tu provati solo ad inciderlo 
con la capocchia d’uno spillo _
non ci potresti riuscire mai
anzi volerà
sarà libero
viaggerà portato dal vento
sfuggendo tutto
specie ciò che è statico
che resta dov’è
senza mai spostarsi
da tempo immemore

allora continua tu a fare la scogliera immota
io scelgo d’essere un grano di sabbia fine
neanche a me sarà mai negata l’onda
ma mi sarà assai più lieve
proprio grazie a te

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Momenti di poesia – Un lancio nel vuoto – di Paola Cingolani

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Una cappa evanescente
è scesa rapidamente
fatta di tanta nebbia
e le parole si sono perdute
intanto _ abbacinata _
ho tentato di rincorrerle
senza riuscire
le ha ingoiate tutte un pozzo
insieme coi riflessi della luna
sono rimasti appena i silenzi
quelli che nessuno ha capito
quelli che non hanno spiegato
quelli che adesso stridono
quelli che ‘è tutto sbagliato’
quasi come lanciarsi nel vuoto

 

 

 

Momenti di poesia – Essere grati conta – di Paola Cingolani

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È necessario saperti dire grazie

perché posso contare su di te

perché mi hai difesa proprio tu

perché sono serena adesso

perché mi supporti ancora

perché non mi sopporti affatto

perché mi hai scelta spontaneamente

perché ti trovo al bisogno

perché ci sei anche senza urgenza

perché tu fai la differenza.

È importante _ specie guardandoci alle spalle_

scorgere tempo

ricordi condivisi

di grande qualità

a dimostrare che non s’è perduto niente

_ non in quel buco nero chiamato passato _

a dimostrare che gli affetti si evolvono

ma non cadono mai nell’oblio.

È difficilissimo riuscire in questa impresa

non è una delle situazioni più comuni

neanche è sufficiente un ‘sentire profondo’

è necessario ‘essere profondamente’

e ‘capire oltre’ per riuscire a ‘starsi vicini’

almeno in tutto ciò che ci attraversa

oggi che il mondo appare più paradossale

e molti lasciano passi tutto in modo corrivo

senza trattenere né ricordi teneri né altro.

Naturalmente

Radici vibrano
al fioco respiro della terra,
bramando azoto,
nel labirinto minerale.
Steli sospinti
dall’amplesso eolico
s’inarcano ellittici
per poi tornare a risiedere.
Linfa edulcorata
da un sole sornione
fluisce copiosa
in floemi e xilemi,
sotto il calpestio
di anime che,
clandestine,
scambiano
estatiche
effusioni.

© 2019 – lemiecosepuntonet

Ricordo di un dolore di Giuseppe Pellizza da Volpedo

Giuseppe Pellizza da Volpedo  “Ricordo di un dolore” (Ritratto di Santina Negri) 1889 Olio su tela cm. 107×79 Bergamo, Accademia Carrara GAMeC



Giuseppe Pellizza da Volpedo  “Ricordo di un dolore” (Ritratto di Santina Negri) 1889 Olio su tela cm. 107×79 Bergamo, Accademia Carrara GAMeC
Giuseppe Pellizza da Volpedo  “Ricordo di un dolore” (Ritratto di Santina Negri) 1889 Olio su tela cm. 107×79 Bergamo, Accademia Carrara GAMeC

A cura di Manuela Moschin

Giuseppe Pellizza da Volpedo (1868- 1907) nacque a Volpedo in provincia di Alessandria. L’artista è celebre soprattutto per aver dipinto “Il Quarto Stato” che realizzò nel 1901 ed è conservato nel Museo del Novecento a Milano. Il dipinto raffigura un gruppo di lavoratori che sta marciando in segno di protesta.

Sfogliando, invece, il catalogo della mostra “ Da Canova a Modigliani – il volto dell’Ottocento” che visitai nel 2010 nel Palazzo Zabarella a Padova mi soffermo a osservare un’opera di Giuseppe Pellizza da Volpedo intitolata “Ricordo di un Dolore” (ritratto di Santina Negri) 1889.

Tra le straordinarie opere esposte ricordo che rimasi affascinata da questo ritratto di Giuseppe Pellizza per la capacità di rappresentare la sofferenza.

C’è un motivo particolare che indusse l’artista a realizzare quest’opera. Risulta, infatti, che a causa della perdita della sorella Antonietta dipinse il volto di una giovane donna (Santina Negri) evidenziandone l’espressione triste e pensierosa. Possiamo notare che introdusse nel dipinto una viola, comunemente detta del pensiero, allo scopo di dare maggiore enfasi al momento tragico.

L’immagine esprime nel suo insieme una drammaticità straziante che si percepisce dallo sguardo assente, dal volto pallido e dalla postura del corpo che si trova in una condizione di completo abbandono. Il bianco contrapposto al nero crea un’atmosfera lugubre in relazione con la morte.

Quel vuoto incolmabile per la perdita di una persona cara traspare in modo lancinante ed evidente.

Dedico il dipinto a tutte le persone che hanno sperimentato questa situazione dolorosa. 

Un abbraccio forte 💔

Continua a leggere “Ricordo di un dolore di Giuseppe Pellizza da Volpedo”

Amore amore amore

semplice carezza

Non è solo amore tra uomo e donna
ma cos’è poi l’amore?

 

Amore amore amore

ma cos’è poi l’amore?

Una semplice carezza che ti sfiora l’anima,

un sorriso genuino che ti arriva fino al cuore,

un bacio tenero di un bambino,

una stretta di mano tra due conoscenti

per sigillare il reciproco rispetto,

la complicità tra due amici

pronti ad aiutarsi e a sorreggersi a vicenda.

Amore amore amore

non è solo amore tra uomo e donna,

tra innamorati,

tra marito e moglie.

E’ amore il tutto

degli esseri viventi,

anche di Fido che sta sempre con te.

Amore amore amore

ma cos’è poi l’amore

se non l’affetto che provo per te!

Sulle cime dell’Adamello

Venerdì 29 novembre 2019 alle ore 18,00 presso
Il Salone di Rappresentanza della Basile, in via Tortona n. 71, Alessandria
si terrà la presentazione del libro
a cura di Valter COTTI COMETTI
“Sulle cime dell’Adamello
La guerra 1915-1918”

Modera Fabrizio PRIANO Presidente dell’Associazione

Fabrizio PRIANO
Presidente dell’Associazione Culturale Libera Mente-Laboratorio di idee commenta: “Con il libro di Valter Cotti Cometti, medico cardiologo, alpino e scrittore, dal titolo «Sulle cime dell’Adamello. La guerra 1915-1918», si torna a parlare dell’Adamello. Un nuovo appuntamento sul “secolo breve” raccontando una pagina dolorosa della prima guerra mondiale che ha visto morire centinaia di soldati tra il ghiaccio dell’Adamello. Una ricerca storica e umana, un ricordo affranto e solidale in memoria di tutti quei soldati affinché il loro sacrificio serve da monito alle generazioni future”.

Valter COTTI COMETTI
È nato il 3 maggio del 1963 in val Camonica, a Darfo Boario Terme, in provincia di Brescia .
Nel 1989 si laurea con lode in medicina e chirurgia presso l’Università
degli Studi di Brescia.
Nel 1991 consegue il Perfezionamento Professionale in Neurologia
presso la Clinica Neurologica dell’Università di Brescia.
Dal 1992 presta servizio presso l’Unità Operativa di Cardiologia dell’Ospedale di Valle Camonica.
Dal 2008 è Vice Direttore dell’Unità Operativa e l’anno dopo diventa Dirigente responsabile dell’Unità di Terapia Intensiva Cardiologica.
Nel 1995 si specializza in Medicina Interna presso l’Università degli Studi di Milano.
Dal 1991 al 1996 è docente presso la Scuola per Infermieri Professionali “Paola di Rosa” di Brescia. Dal 1998 al 2007 è docente del corso Malattie dell’Apparato Cardiovascolare nel corso di Laurea in Infermieristica dell’Università degli Studi di Brescia.
E’ autore/coautore di dieci pubblicazioni scientifiche a valenza nazionale ed internazionale.
Dall’aprile 1994 all’aprile 2004, per due mandati, presiede il Consiglio d’Amministrazione dell’Istituto Pubblico di Assistenza e Beneficenza “Giovannina Rizzieri” di Piamborno.
Dal 1996 al 2003 è Direttore Sanitario della Residenza Sanitario Assistenziale per Anziani di Pisogne.
Dal 1997 al 2000 è Direttore Sanitario della Residenza Sanitario Assistenziale per Anziani di Bienno.
Dal 1999 al 2004 è Vice Presidente dell’Unione Provinciale Istituti Autonomi della provincia di Brescia.
Dal 2009 è socio del Rotary Club Lovere-Iseo-Breno insignito del titolo Paul Harris Fellow, è l’attuale Presidente del Club.
Dall’ottobre 2012 è Delegato bresciano dell’Istituto Nazionale per la Guardia d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon; dal 2014 è Guardia d’Onore Scelta.
È membro della Consulta dei Senatori del Regno.
È Cavaliere dell’Ordine Militare e Religioso dei Santi Maurizio e Lazzaro.
È Cavaliere del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio.
È insignito delle medaglie di bronzo e d’argento di benemerenza del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio.
Nel 2013 è stato insignito della medaglia di benemerenza Sachsischen Fluthelfer-Orden (Ordine Sassone del Soccorso nell’Alluvione).
E’ socio perpetuo della Società Solferino e San Martino.
Alpino, vice capogruppo dell’Ana di Fiume in esilio e socio dell’Unione monarchica italiana.
È un appassionato cultore della storia della sua terra.

“SULLE CIME DELL’ADAMELLO. LA GUERRA 1915-1918”

Non per aggiungere pagine alle tante già scritte sull’epopea tragica e valorosa della Grande Guerra che cent’anni fa sconvolse il mondo, ma perché anche all’ultimo dei comuni mortali non è permesso di chiamarsi fuori dalla storia, perché chiunque deve offrire a figli e nipoti, amici e lettori «briciole di sapere con cui alimentare la memoria storica della nostra Patria e fare in modo che ciascuno diventi portatore dei valori irrinunciabili di pace e libertà». Valter Cotti Cometti, cardiologo stimato, responsabile dell’Unità cardiologica dell’ospedale di Valle Camonica, è un alpino convinto e generoso, appassionato cultore e sostenitore del tanto di buono che il passato ha consegnato al presente. CON LA PAZIENZA del certosino e la precisione del chirurgo, ha raccolto pensieri, foto, memorie, manifesti, cartoline, ritagli di giornale, copertine della mitica «Domenica del Corriere», volti di persone e visioni di paesaggi che il tempo ha sbiadito ma non ancora cancellato e li ha fatti diventare un libro – «Sulle cime dell’Adamello: la guerra 1915-1918», edizione a cura del Rotary Club Lovere Iseo Breno – buono per il vecchio che cerca le sue radici, ma soprattutto per il giovane che affacciandosi alla vita ha il diritto di sapere che cosa è avvenuto in quegli anni di «guerra cruenta» e di conoscere coloro che per garantire dignità alla Patria hanno scarificato la loro gioventù. «Ha fatto bene l’autore a elaborare una sintesi storica, geografica, umana e militare di tutto quello che è successo alle proibitive quote delle principali cime del gruppo Adamello» scrive Gian Mario Martinazzoli nella prefazione. Nella premessa, l’autore fa memoria di chi è andato avanti avendo il cruccio di non vedere «la sua Italia Unita e libera» e dice che «in mezzo alla neve che risucchiava i passi affaticati dei soldati si aprì un capitolo nuovo della storia», quello che dall’orrore trovava la forza per ribadire «il ripudio della guerra», perché proprio in quel «mai più la guerra» vi è racchiuso «il principio fondante di ogni società civile: la promozione della pace». Questo anelito, ha aggiunto Valter Cotti Cometti, attuale presidente di questo Rotary, «è la missione da compiere per tutti i rotariani, un impegno da onorare ogni giorno, perché nessuno dei morti, in Adamello come ovunque la guerra abbia fatto sentire il suo lugubre rombo, è morto invano. Ognuno di loro, infatti, ha dato generosamente la sua vita alla Patria, non per timore di pena o speranza di ricompensa, ma perché l’Italia fosse unita e libera». Per Alberto Rizzi, past president del Club Sebino Camuno, il libro vuole essere un ulteriore incentivo a «conservare la memoria per vivere meglio il presente e progettare in modo più consapevole il futuro».
L’agile volume – 142 pagine ricche fotografie storiche – mentre si chiude l’anno centenario, dice che «Sulle cime dell’Adamello» ci sono brandelli di storia che appartengono a chiunque. “
Luciano Costa

La culla e i giorni

Venerdì 29 novembre la presentazione del libro
“La culla e i giorni” di Gianfranco Miroglio
alla Biblioteca Civica “Francesca Calvo” di Alessandria

Venerdì 29 novembre 2019 alle ore 17.30 nelle Sale Storiche della Biblioteca Civica “Francesca Calvo” di Alessandria (piazza Vittorio Veneto 1) è in programma la presentazione del libro “La culla e i giorni” di Gianfranco Miroglio (edizioni puntoacapo di Pasturana).
Nel libro Gianfranco Miroglio racconta la storia di due gemelli: un dialogo tra due bambini che attraversano insieme luoghi misteriosi fra Langhe, Roero e Monferrato alla ricerca di affetti, di amici e del mare…
Gianfranco Miroglio, nato ad Asti, è stato insegnante e dirigente scolastico. Studioso di educazione ambientale, dopo la Presidenza dell’Ente di gestione parchi e riserve naturali dell’astigiano, ora presiede l’Ente di gestione del Parco Paleontologico della sua città.
Ha pubblicato, prima de “La culla e i giorni”, i volumi “Ferragosto” “Amaro come il miele” e “Rossocorriera”.
Introduce l’incontro Mauro Ferrari, direttore editoriale di puntoacapo, mentre Fulvia Maldini legge brani del racconto.
L’accompagnamento musicale è a cura di Piercarlo Cardinali, Marina Delle Piane, Gianpiero Malfatto e Betti Zambruno.

Info:
Biblioteca Civica “Francesca Calvo” – piazza Vittorio Veneto 1, Alessandria
tel. 0131 515901 – 0131 515933
e-mail: direzioneBCA@comune.alessandria.it

Parliamo di libri

Silenzi, di Luca Brunoni
Il Taccuino: Lo scrittore svizzero Luca Brunoni presenta “Silenzi”, un romanzo crudo e realista, raccontato con la delicatezza di un autore che riesce a trattare il dolore e la miseria con lirismo, rivelando una struggente bellezza che non è visibile a chi guarda con superficialità. La storia di Ida rispecchia quella di tanti ragazzi invisibili, che in anni duri hanno conosciuto la sofferenza dell’abbandono, e che come inutili pacchi sono stati spediti in luoghi stranieri, affidati a gente sconosciuta, vittime innocenti di un mondo che non li meritava. 
 
Titolo: Silenzi
Autore: Luca Brunoni
Genere: Narrativa contemporanea
Casa Editrice: Gabriele Capelli Editore
Pagine: 200
Prezzo: 18,00 €
Codice ISBN: 978-88-97308-88-1
 
«Domani sarà uguale, e dopodomani pure. Però se continuo a lavorare bene avrò il mio letto, avrò da mangiare e una vita come ce l’hanno tante altre persone. Una vita che, anche se dura, non è certo una punizione. Il che significa che la punizione arriverà in un altro modo […]».
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Proposte di lettura del mese di Novembre
Per richiedere una copia fisica (se disponibile) o l’ebook di uno o più libri o un’ intervista con uno degli autori in proposta, potete scriverci su:
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specificando titoli ed Indirizzo ed indirizzo di spedizione completo.

Blu Stanzessere, di Roberta Zanzonico
Il Taccuino: La scrittrice e psichiatra romana Roberta Zanzonico presenta “Blu Stanzessere”, un viaggio nella mente umana, nel suo disperato bisogno di tenere legati a sé i ricordi ma anche nella sua necessità di lasciare andare, di dimenticare. Una storia onirica ambientata in un labirinto di corridoi oscillanti, che si aprono su stanze vive e senzienti; in ognuna di esse c’è una donna che chiede di essere ascoltata, e di essere accettata per quello che rappresenta: una goccia di memoria cristallizzata nello spazio, un frammento d’esistenza incastonato nel tempo. Titolo: Blu Stanzessere
Autore: Roberta Zanzonico
Genere: Narrativa contemporanea
Casa Editrice: Edizioni Ensemble
Pagine: 100
Prezzo: 12,00 €
Codice ISBN: 978-88-688-13-673
 
«Le stanze sono tutte vive. Non c’è solo una donna là, c’è tutto. La stanza potrà ingrandirsi, rimpicciolirsi, anche piangere. Dipende dal pezzo di vita lì racchiuso. E dalla stanza. Ma devi capire che non c’è differenza tra i due[…]».
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Il Principe di Venezia, di Andrea Zanetti
Il Taccuino: Andrea Zanetti presenta “Il Principe di Venezia”, un romanzo storico ambientato nella Venezia a cavallo tra il XV e il XVI secolo. Venezia è la più potente delle Repubbliche marinare, la ricchezza e lo sfarzo riempiono le sale dei palazzi di ricchi mercanti e signori, ma sulla città incombe un pericolo e una guerra sembra inevitabile. Intrighi e giochi politici condiscono questa storia dai toni avventurosi, in cui personaggi potenti e donne affascinanti lottano per custodire un segreto che, se svelato, sconvolgerebbe il destino di tutta l’Europa. “Il Principe di Venezia” inaugura la trilogia “Sulle ali del Leone” dedicata al Cinquecento veneziano.
 
Titolo: Il Principe di Venezia
Autore: Andrea Zanetti
Genere: Romanzo storico
Casa Editrice: Piazza Editore
Pagine: 400
Prezzo: 16,00 €
Codice ISBN: 978-88-6341-198-0
 
«Caterina Cornaro aveva 39 anni ed era ancora bellissima. La carnagione molto chiara metteva in risalto labbra armoniose, di un rosso naturale e due occhi castani profondi come un pozzo pieno di desideri. Il viso allungato, proporzionato, non aveva spigoli ma sembrava dipinto con mano leggiadra e delicata. I piaceri della tavola le donavano un aspetto sano e solare, i capelli lucenti non avevano bisogno di essere schiariti dal sole per sembrar dorati. Non le piacevano le sue mani, a causa di dita troppo corte per portare più di un anello per dito, peraltro di modeste dimensioni, tanto che per non sembrare goffa, finiva per non indossarne alcuno. […]».
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Lascia che le cose accadano, di Ksenija Stojic
Il Taccuino: La scrittrice croata Ksenija Stojic presenta “Lascia che le cose accadano”, un delicato romanzo che racconta la nascita di un rapporto speciale tra una giovane donna, Mare, e un’anziana signora, Giovanna. Un legame indissolubile che segnerà nel profondo la vita di entrambe. Una storia che parla di dolore e di solitudine, di accettazione e di rinascita attraverso il punto di vista di due donne reduci da un’esistenza complicata. Giovanna ha già imparato a navigare a vista nel burrascoso oceano della vita, e diventa per la giovane amica il faro che la orienterà verso la consapevolezza piena di sé stessa. 
 
Titolo: Lascia che le cose accadano
Autore: Ksenija Stojic
Genere: Narrativa contemporanea
Casa Editrice: Europa Edizioni
Collana: Edificare Universi
Pagine: 177
Prezzo: 14,90 €
Codice ISBN: 978-88-5508-429-1
 
«Bisognava lasciarle sole e osservare col passare del tempo quale piega avrebbe preso questo scambio tra vecchio e giovane, tra chi la vita l’ha vissuta e chi ha paura di viverla, tra chi non ha paura della morte e chi la teme da sempre […]».
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Proposte di lettura del mese di Novembre
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La stagionalità degli alimenti – nutrirsi con i cibi di stagione è la migliore medicina preventiva 
di Sergio Maria Francardo e Enrico Mariani
Il Taccuino: Sergio Maria Francardo e Enrico Mariano presentano “La stagionalità degli alimenti – nutrirsi con i cibi di stagione è la migliore medicina preventiva”. Ritornare a trovare la connessione tra alimenti e cicli stagionali è il monito per stare in salute. Capire il ritmo della natura diventa la chiave per trovare il ritmo psico-fisico, percorrendo la sana strada della prevenzione. Tradizione e scienza trovano una nuova connessione. 
 
Titolo: La stagionalità degli alimenti
Autori: Sergio Maria Francardo e Enrico Mariani
Genere: Alimentazione, medicina e scienze
Casa Editrice: Edilibri
Pagine: 160
Prezzo: 18,00 €
Codice ISBN: 978-8886943888
 
« […] la natura ci offre gli agrumi durante l’inverno e le albicocche alla fine della primavera; le loro proprietà nutritive sono diverse e proveremo a considerarne le differenze, ma resta un punto fermo, cioè che la pianta affronta condizioni simili a quelle che incontriamo noi in quel momento, in quella stagione: è questa davvero la chiave dell’importanza e del valore di quel frutto e di quella verdura. Oltre alle conoscenze della nostra tradizione, oggi ci sono diversi studi scientifici che evidenziano come i vegetali consumati nella loro specifica stagione di maturazione posseggano proprietà nutritive superiori rispetto a un frutto o a una verdura maturati al di fuori del proprio arco temporale ideale.»
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Inferorum Gemmae Saga di F. Vanessa Arcadipane
Il Taccuino: La scrittrice siciliana F. Vanessa Arcadipane presenta l’opera in tre volumi “Inferorum Gemmae Saga”, un fantasy dalle tinte dark in cui si ripropongono figure e simboli derivanti dai racconti biblici e rielaborati dalla fervida fantasia dell’autrice. Una saga appassionante che fa riferimento al folklore giapponese, e in cui si ritrovano echi danteschi e miltoniani per raccontare di creature demoniache e angeliche in perenne lotta tra loro per l’anima dell’essere umano. La protagonista di questa storia, Lilith, diventerà il precario punto di equilibrio che permetterà alle due fazioni di convivere, e di non distruggersi.
 
Titolo: Inferorum Gemmae Saga
Autore: F. Vanessa Arcadipane
Genere: Dark Fantasy/Young Adult
Casa Editrice: Self-publishing
Pagine: Vol I 544; Vol II 560; Vol III 544
Prezzo: Vol I 16,90€; Vol II 17,50€; Vol III 16,90€
 
«La realtà è che non amiamo né il Bene, né il Male, amiamo quel continuo gioco di luci e ombre, quelle mescolanze chiaroscurali che ci circondano. I libri vengono scritti con inchiostro nero su carta bianca; il momento più bello della giornata è il tramonto, quando già la luna è alta nel cielo ma il sole rimane lì ad osservarla quasi come se le stesse dando un ultimo addio… e così tante altre cose. Cos’è il Male senza Bene e cos’è il Bene senza Male? Cos’è l’odio senza amore e cos’è l’amore senza odio? Sarebbe solo una vita fredda, immobile e monotona che non avrebbe neanche senso vivere […]».
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ANGOLO DI POESIA TRILINGUE: SOLITUDINE / SOLITUDE / OSAMOTNIENIE di Izabella Teresa Kostka

SOLITUDINE / SOLITUDE / OSAMOTNIENIE di Izabella Teresa Kostka

Hai chiuso la porta
e la maniglia è rimasta sola,
il vuoto ha digrignato i denti
mentre pendevano le lacrime
come un lampadario dal soffitto delle ciglia.

You closed the door
and the door handle was lonely
the emptiness gnashed its teeth
when the tears hung
like a lamp on the eyelash ceiling.

Zamknąłeś drzwi
i osamotniała klamka,
pustka zazgrzytała zębami
gdy zawisły łzy
jak lampa na rzęs suficie.

Izabella Teresa Kostka, ©2019

Tutti i diritti intellettuali riservati

#terminalrealism

#realismoterminale

#realizmterminalny

“IL MALE DI VIVERE” di MARIA ROSA ONETO

“Il Male di Vivere” di Maria Rosa Oneto

Foto: Pixabay

~

Abbiamo perso il senso dell’amore, volato via dal cuore come rondini in volo.
Abbiamo perso l’umanità di un tempo, fatta di confronto e di temperanza.
Abbiamo perso il dono del silenzio, che si nutriva di parabole e speranza.
Abbiamo smarrito il prestigio dell’eleganza, posato come un guanto bianco su barattoli di vernice.
Ci siamo abbruttiti, rinsecchiti, “storpiati” dal gusto di possedere, defraudare, rubare, togliere ai più miseri per allargare le pance sempre più gonfie dei “maiali a due zampe”! L’orgoglio, la rivalsa, i pregiudizi, offuscano le menti. I beceri, vengono trasformati in innovativi fautori dell’intellighenzia che spazia ovunque, devastando e compiendo scempi. Si è scarnificato il senso del dovere, la buona creanza, la parola saggia e adeguata all’occorrenza. Tutti pronti a sbraitare, ad affondare, a prevalere sull’altrui ragionamento. Il “bullismo televisivo” ancor più feroce di quello sociale, rosica le menti, accresce le divergenze, rendendo inutile e sterile ogni dialogo. “Bestie umane” prive di logica. Assetate di sangue e drammi individuali. Speculazioni che affrontano l’altrui dolore come merce di scambio. Si tende a fare spettacolo sulle disgrazie del popolo a colpi di share. Più aumenta l’audience e il guadagno cresce, tanto più viene sezionato il cadavere, l’ambiente famigliare, lavorativo; la vita privata. Finire in prima pagina, oggi, è un gioco da ragazzi , una sorta di videogame dove tutti si possono confrontare.
Abbiamo perso, l’onestà del fare, le sane abitudini, le tradizioni popolari; il senso del rispetto e della buona educazione. In famiglia, non esistono più i valori di una volta, quel senso abnegazione, di sacrificio e riconoscenza dei bambini verso gli adulti o di chi rappresentava: le Forze dell’Ordine, il Medico, il Professore o il Sacerdote della Parrocchia locale. Oggi, si sbraita come lupi o peggio ancora per un brutto voto. Si aggrediscono infermieri al Pronto Soccorso. Si prende a botte il Mister per una partitella di calcio da quattro soldi. Siamo diventati, “cannibali” di noi stessi e di chi ci passa accanto. Donne fatte a pezzi per in raptus di gelosia. Bambini picchiati, usati come scudi umani, espiantati degli organi, schiavizzati, defraudati dell’intimità sessuale o fatti morire di fame.
Abbiamo perso: l’intelletto e la ragione. Passeggeri senza confini di un mondo allo sfascio. Viviamo molto spesso d’illusioni, di sogni immaturi, di rivalse nei confronti di una gioventù passata.
Il cuore, non sa più regalare emozioni, è un muscolo che batte nel fremito stantio del tempo che passa. Ognuno, rovesciato sul proprio cellulare; nell’intento di non vedere, capire, affrontare il presente. Burattini senza occasioni (che non siano quelle dell’alcol e della droga) incapaci di stupirsi davanti alla meraviglia di un fiore che nasce, all’impalpabile evanescenza di un tramonto sul mare, al gorgheggio di un bimbo di pochi mesi.
Ognuno con la mente chiusa. Distanti da una vera realizzazione personale. Ottenebrati da “modelli sbagliati”,
da eroi della negatività, da falsi profeti dell’inganno e del turpiloquio.
A ben guardare, la difficoltà dell’esistere, ricadere sulle spalle dei più deboli. Di coloro i quali, resi invisibili, non hanno mezzi né denaro per difendersi e vengono oscurati con una semplice pennellata di catrame.
Il male di vivere, sta in un pugno chiuso dove neppure il sole può entrare!

Maria Rosa Oneto

Tutti i diritti riservati all’autrice

Recensione del romanzo “Anja la segretaria di Dostevskij” di Giuseppe Manfridi

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A cura di Manuela Moschin

Recensione scritta per ThrillerNord-Associazione Culturale

ThrillerNord – Associazione Culturale

Umberto Eco disse: “Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria”. Leggendo il romanzo di Manfridi si ha la sensazione di rivivere proprio ai tempi di Dostoevskij.

È  la biografia del celebre scrittore che emerge dalle pagine di questo straordinario libro che ho amato.  Lui con i suoi tragici vissuti, gli acciacchi, le riflessioni, gli scatti d’ira e diciamo anche con il suo tè fumante citato più volte nel romanzo.

Con “Anja la segretaria di Dostoevskij” si ritorna indietro nel tempo avvolti da un’aura emotiva che travolge tutti i sensi estasiandoli. Si penetra nella vita dello scrittore tramite un’intensa partecipazione.

Anja è la protagonista. Lei è una ragazza intelligente che tramite il suo carattere mite ma determinato, ebbe un ruolo fondamentale nella vita dello scrittore. Il libro è dedicato a un particolare periodo della vita di Dostoevskij e precisamente quando scrisse il romanzo “Il giocatore”.

È curioso osservare che la stesura di un libro non comporta soltanto una grande abilità nella scrittura, ma scattano anche una serie di meccanismi che il più delle volte sono sconosciuti al lettore. In questo caso è l’editore Stellovskij che interviene mettendo come si suole dire il bastone tra le ruote perché pretese che il libro venisse terminato entro un mese pena la perdita di tutti i diritti sulle opere dell’autore:

Continua a leggere “Recensione del romanzo “Anja la segretaria di Dostevskij” di Giuseppe Manfridi”

Recensione – IL DECALOGO ANTI VIOLENZA della Dott. Giulia S. Cingolani –

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In occasione del suo secondo intervento pubblico, dopo aver preso parte con giornalisti ed esperti di grande levatura alla 4° edizione del festival “La parola che non muore”, la Dottoressa Giulia S. Cingolani – sociologa forense – ha presentato il suo decalogo anti violenza al MayDay.

[Essendo mia figlia, ho ritenuto appropriato non espormi in prima persona, lasciando così la parola al direttore artistico, responsabile del centro culturale che tanto sta offrendo alla nostra cittadina rivierasca.]

Dieci punti chiari e diretti. Così Giulia S. Cingolani, sociologa forense di Porto Potenza Picena, ha voluto sintetizzare il suo percorso di formazione fornendo a tutti uno strumento agile ed efficace per identificare rapidamente un “manipolatore affettivo”. Troppo spesso le vittime di questo genere di soggetti arrivano tardi a comprenderne il reale pericolo. Anche se non sempre si arriva all’omicidio, la violenza psicologica che, per un presunto amore, l’altra persona si trova a subire è di tale entità da produrre profonde ferite nella sua mente e nello spirito, tali da compromettere pesantemente il normale corso dei rapporti interpersonali e l’autostima. Giulia ha affrontato il delicato tema attraverso questi punti rivelatori dando elementi precisi di verifica e concludendo con un monito: “Allontanatevi subito!”. La sua relazione ha così chiuso la doppia mostra fotografica di Alìta (Rita Santanatoglia) e Paola Tornambè dal titolo “Parti di Invisibile”.

Mauro Mazziero

(Direttore Artistico MayDay e Mugellini Festival a Potenza Picena)

1) Mai accettare di vedersi un’ultima volta: gli incontri chiarificatori non esistono! Tant’è che, almeno il 70% di essi, secondo fonti ISTAT, finisce con la foto della vittima tra i necrologi del giorno successivo. Non c’è nulla da chiarire, ribadire; si farà vedere con la coda tra le gambe per impietosire, sferrando all’improvviso l’ultimo, fatale colpo. Se è inevitabile vedersi per riprendere ciò di cui lui si è appropriato senza diritto, come il cane che vi ha regalato, non andateci da sole. Lui non aspetta altro, non agevoliamo il suo compito!

2) Non permettergli di isolarti: il manipolatore affettivo è una sorta di vampiro che si nutre delle energie ma soprattutto delle debolezze altrui. Dalla fase di “luna di miele” iniziale, in cui lui si presenta come il principe azzurro, l’uomo ideale, perfetto, si arriva alla fase del gaslighting, il riflettore deve essere sempre puntato su di lui, esiste solo lui e deve essere sempre così. “Non vestirti così, chissà che cosa pensano gli altri, solo io devo guardarti. Sembri una poco di buono. La tua comitiva di amici vuole solo prenderti in giro, non è buona per te, ti porta sulla cattiva strada. Quella tua amica fa abbuffata di uomini, quel tuo amico ti fa gli occhi dolci. Tu appartieni a me. Non serve che vai a lavoro, che ci vai a fare? Non lo capisci che il capo poi ci prova? Lo sistemo io, stai tranquilla, tu devi stare a casa. Tua madre mi ha rotto le scatole, sempre a dare consigli. Vuole solo separarci. Mica lo capisce che ora tu vivi qui con me e a lei tanti cari saluti. Ti fa solo il lavaggio del cervello, ma la prossima volta ci penso io a risponderle, non preoccuparti. Anzi, dammi il telefono, che ultimamente ti sta squillando un po’ troppo spesso, mi prendi in giro per caso? Pensi sia uno stupido? Stai attenta che ti faccio rigare dritta io, forse non ti è chiaro. Troppi grilli per la testa hai: te li devo forse schiacciare?”
È il mostro interiore. È il vuoto che ti crea dentro. È la convinzione che da lui dovrai dipendere. E devi farlo pure bene… sennò saranno guai. È la sindrome di Stoccolma, devi fare la brava, illuderti che, se fa così, è perché è solo un po’ troppo protettivo, perché ci tiene e siamo noi che non lo capiamo. Ci sbagliamo.

3) Se ti colpisce una volta, lo farà ancora. È il mostro esteriore. Dove è passata la violenza non crescono seconde possibilità. Anche se lui all’inizio ti chiederà di capirlo, cercando di convincerti che se ha esagerato lo ha fatto per il tuo bene, perché sai, da piccolo ha avuto traumi e vuole essere compatito, non sa gestire le sue reazioni e si farà vedere in quella effimera dolcezza iniziale per poi reiterare la sua vera natura.

4) Non sei costretta ad odiarlo per salvarti da lui, continuando a sopportare, sacrificarti quotidianamente, rinunciare a qualcosa nella speranza che la situazione migliori. L’amore aggiunge, non sottrae. La priorità è salvare te stessa, non perdere quel tempo a disprezzare lui. Non si è soli, dietro ogni donna maltrattata, ce ne sono altre che si sono sentite altrettanto sole, in un mondo declinato secondo le regole del carnefice, dove quello che è giusto o sbagliato lo decide solo lui e i suoi bisogni. Non sei debole. Non sei costretta a subire ancora. Devi staccare la spina, anche se significa andartene da colui a cui hai messo una fede al dito, con cui hai concepito figli o comunque fantasticato  progetti, a volte mettendoti contro la tua stessa famiglia che forse aveva percepito quell’indole prima di te, troppo innamorata per accorgertene. Non sei sola, non sei sbagliata. Non hai niente da perdonarti.

5) Ogni volta che non siete in due a decidere di fare sesso, è violenza. Farlo solo per tenerlo buono, è pura violenza.

6) Ogni cosa che fai per non farlo arrabbiare, è violenza. La casa pulita, l’abbigliamento, la cena pronta, il non uscire più con le amiche.

7) Il manipolatore affettivo critica sempre i tuoi comportamenti. Dice che fa per aiutarti, ma in realtà tutto ciò è per compiacere i suoi desideri personali. Il tuo valore non dipende da lui ma da te stessa.

8) Non pensare che la colpa sia sempre tua. I manipolatori affettivi affermano il ruolo della vittima e sono artefici dei sensi di colpa altrui. Questo perché, alla radice, sono persone estremamente attente alle debolezze e puntano molto sul metterle in evidenza. Il manipolatore non prende su di sé la responsabilità delle proprie azioni, delegandole sempre all’altro incolpandolo dei propri stessi errori.

9) Attenzione alle domande che vi fa! Spesso sottopone il partner a estenuanti interrogatori, in particolare sui dettagli degli eventi dolorosi della sua vita, ciò per riuscire a coglierne i punti deboli: è il primo passo per conquistare il controllo assoluto.

10) Non mettetevi mai, mai nei suoi panni. Non aspetta altro, vi impietosirà, vi chiederà di capirlo, vi prometterà di cambiare, userà scuse: “Ho reagito così perché è un periodaccio al lavoro e ho esagerato, scusa amore”, per poi reiterare i suoi atti.

In conclusione: l’unico, il solo passo per liberarsi di un manipolatore affettivo è interrompere ogni forma di comunicazione e smettere di cercare inutili spiegazioni ai suoi comportamenti. Il manipolatore, infondo, è una persona profondamente insicura che si camuffa abilmente dietro l’aria di chi sa ciò che vuole e sa come fare per prenderlo. Ha bisogno di continue rassicurazioni, la sua falsa forza si nutre dell’affossamento altrui.

Dottoressa Giulia S. Cingolani
– Sociologa forense
– Studiosa di balistica

 

Novità Segnalazione del libro “Proprietà degenerative della materia e altre catastrofi” di Alessandro Genovese.

CopertinaUn romanzo d’esordio pubblicato dalla CA “Edizioni Effetto” in uscita il 1° dicembre 2019 disponibile ora su Amazon e Feltrinelli.

Complimenti Alessandro!

Quarta di copertina (breve sinossi):

“Proprietà Degenerative della materia e altre catastrofi” è la storia surreale Palmiro: un uomo che come molti si crogiola nella sua rassicurante solitudine e nelle sue piccole paranoie. Un giorno scopre di essere affetto da un “male” inspiegabile che si manifesta con una profonda depressione allo stomaco. In suo soccorso arriva Tebaldo, un parvenu che per tutta la storia rimarrà in bilico tra la figura del salvatore e quello del carnefice, il quale gli suggerisce di curarsi entrando in possesso di “sfere magiche”, che a suo dire hanno potere di conferire forza e sicurezza, quando in realtà precipitano Palmiro sempre più verso la perdizione dei sentimenti e dei valori umani. Attraverso situazioni grottesche e surreali Palmiro vivrà sulla sua stessa pelle la prostituzione del suo essere in favore di un avere vuoto ed effimero.

Ne verrà fuori “l’uomo” in tutta la sua desolante e comica meschinità. Un “uomo” visto attraverso una lente acuta, tagliente e ironica che mette a fuoco l’ipocrisia sempre più diffusa, l’isolamento e la mercificazione dei valori umani. Una lente che non risparmia nessuno.

Alessandro Genovese informa che “Per fornire maggiori coordinate sull’opera vi comunico che il mio romanzo contiene, a grandi linee, alcuni elementi narrativi che lo riuniscono al genere del “realismo magico”, lo stesso di Garcia Marquez, Allende, Borges, Calvino, Sepulveda, Buzzati… “

Continua a leggere “Novità Segnalazione del libro “Proprietà degenerative della materia e altre catastrofi” di Alessandro Genovese.”

Amara la vita

poesia

poesia

 

Te ne stavi lì

seduta

lo sguardo perso nel vuoto

incapace di reagire.

Le persone intorno a te

non si sono accorte

del tuo dolore

diventato indifferenza.

La tua apatia

ti ha portato

a naufragare in mille porti deserti

senza capire il senso

di quello che stava per succedere.

E’ bastato un attimo

una scelta sbagliata

a farti cadere giù

sempre più giù.

E’ bastato un attimo

e la vita ti è sfuggita di mano.

Il tuo cuore pesante

non pulsa più.

Amara la vita

che non ti appartiene!

Un mondo diverso

poesia

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Se solo volessimo

basterebbe poco

per avere un mondo diverso!

Senza fame e senza guerre

dove i cuori parlino d’amore

dove nascono i sorrisi più veri.

Se solo volessimo un mondo diverso!

Senza odio e senza rabbia

dove la gente si parli sincera.

Se solo volessimo un mondo diverso

fatto di pace tra tutti gli uomini

fatto di amore e disinteresse.

Se solo volessimo un mondo diverso!

Ma i nostri cuori son troppo duri

ormai aridi e privi d’amore.

Se solo volessimo

basterebbe poco

per avere davvero un mondo diverso!

ANGOLO DI POESIA TRILINGUE: CRUCIVERBA / CROSSWORDS / KRZYŻÓWKA di Izabella Teresa Kostka (testo appartenente al Realismo Terminale / Terminal Realism)

CRUCIVERBA / CROSSWORDS / KRZYŻÓWKA (testo appartenente al Realismo Terminale / Terminal Realism). Pubblicato nell’agenda poetica ” Il segreto delle fragole” Lietocolle 2019 / 2020.

~

I nostri corpi sono cruciverba
si completano a vicenda,
crocifissi martiri senza peccato
in attesa del nirvana,

il desio inganna ogni vuoto
come le caramelle la fame,
arde il cervello in un orgasmo
gettando la ragione al rogo,

diventiamo fiammiferi
tra le dita d’un bambino
e ceneri cosparse nel nulla,

concime dell’universo.

Our bodies are crosswords
they complement each other,
crucified martyrs without sin
waiting for nirvana,

the desire deceives every void
like candy soothes hunger,
the brain burns in an orgasm
throwing the reason to the stake,

we become matches
between the fingers of a child
and ashes scattered in nothingness,

fertilizer of the universe.

Nasze ciała to krzyżówka
uzupełniają się wzajemnie,
ukrzyżowani męczennicy bez grzechu
oczekujący na nirwanę,

pożądanie omamia każdą pustkę
jak głód oszukują cukierki,
płonie umysł w orgazmie
rzucając na stos rozum,

stajemy się zapałkami
w rękach dziecka
i popiołami rozrzuconymi w próżni,

nawozem Wszechświata.

~

Izabella Teresa Kostka, ©2019
All rights reserved

Edited, Lietocolle 2019

ANGOLO DI POESIA TRILINGUE: COLTELLO / KNIFE / NÓŻ

COLTELLO / KNIFE / NÓŻ

L’uomo è coltello per l’uomo
e spietato carnefice,
si è esaurita la misericordia
sull’autostrada dei secoli,

è intasata la deviazione
verso il quotidiano inferno.

Man is knife to man
and merciless executioner,
mercy was exhausted
on the highway of ages,

the detour is crowded
to everyday hell.

Człowiek człowiekowi nożem
i bezlitosnym katem,
wyczerpało się miłosierdzie
na autostradzie wieków,

zatłoczony jest objazd
do codziennego piekła.

Izabella Teresa Kostka, ©2019

All rights reserved

#terminalrealism

Momenti di poesia – Infinite sembianze vaghe – di Paola Cingolani

La massa è ricettiva dell’immagine
poco più o poco meno
non certo del pensiero
dunque m’è negato tutto
e neanche ho l’opportunità di biasimarla.

**

 
Il singolo percepisce scegliendo
non è detto e non è scritto
segua un criterio oggettivo
‘de gustibus’ è diritto d’ognuno
e non ha considerazione della mia idea.

***

 
La gente coglie ciò che proietta
_neanche sempre
e ancora meno bene_
l’immaginario collettivo
è d’infinite sembianze vaghe
le quali si mescolano confuse
come rette parallele nello spazio
d’incontri desiderati e mai compiuti.

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@lementelettriche Poetry – Mariam Sitchinava Photography 

ANGOLO DI POESIA TRILINGUE: VERITÀ / TRUTH / PRAWDA di Izabella Teresa Kostka

VERITÀ / TRUTH / PRAWDA

La verità
acceca i sensi di colpa
chiusi in camera oscura come le pellicole,

penetra l’anima
coi raggi della vergogna.

Truth
blinds guilt feelings
locked in a darkroom like cliches,

radiates the soul
with the rays of shame.

Prawda
oślepia wyrzuty sumienia
zamknięte w ciemni jak klisze,

prześwietla duszę
promieniami wstydu.

Izabella Teresa Kostka, all rights reserved ©2019

#terminalrealism

#realismoterminale

#realizmterminalny

Eventi #Bookcity: concluso “Dalla bella Babele al Realismo Terminale”

Sabato, il 16 novembre 2019 alle ore 15.00, presso la Chiesetta dell’Assunta di Cascina Linterno a Milano, ha avuto luogo l’incontro dal titolo “Dalla bella Babele al Realismo Terminale”, organizzato nell’ambito della rassegna internazionale Bookcity BCM19 e del 32° programma culturale ciclico “Verseggiando sotto gli astri di Milano”.

L’evento è stato dedicato al Realismo Terminale visto come un nuovo linguaggio poetico contemporaneo, alla poesia dialettale e in diverse lingue del Mondo. Come Ospiti d’eccezione sono intervenuti:
il M° Guido Oldani, premiato di recente con International Poetry Award 1573 in China; il prof. Giuseppe Langella dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, numerosi poeti Realisti Terminali e invitati tra cui Giusy Cafari Panico, Massimo Silvotti, Sabrina De Canio, Marco Pellegrini, Izabella Teresa Kostka, Tania Di Malta, Antje Stehn, Pino Canta, Tito Truglia, Enrico Ratti, Antonino Ricci, Barbara Rabita, Antonio Laneve, Umberto Barbera, Margherita Bonfilio, Patrizia Varnier, Francesco Saverio Bascio, Anna Vercesi, Sis Lav e Giuseppe Leccardi.
La kermesse è stata arricchita con “Un omaggio musicale al cantautore milanese Nino Rossi” eseguito con grande carisma da Costanza Covini (fisarmonica) e Corrado Coccia (canto) e da una recita teatrale dell’attrice vigevanese Elisabetta Ubezio.
L’evento coordinato e condotto dalla fondatrice e organizzatrice del programma “Verseggiando…”, poetessa italo – polacca Izabella Teresa Kostka, in collaborazione con l’Associazione Amici Cascina Linterno di Gianni Bianchi.
La Chiesetta dell’Assunta, gremita e impregnata di emozione di alto spessore artistico ha confermato egregiamente il suo importante ruolo culturale diventando “Tempio dell’Arte e della diffusione delle Muse”.

Foto: Umberto Barbera e alcuni scatti di Luciano Di Sisto

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Bookcity: “Milano – capitale del Realismo Terminale” presso la Biblioteca d’Arte, Castello Sforzesco a Milano, il 16.11.2019

(by Izabella Teresa Kostka)

Ieri, il 16 novembre 2019 alle ore 19.00, si è svolto un incontro storico nell’ambito della rassegna internazionale Bookcity dal titolo “Milano – capitale del Realismo Terminale”, tenutosi presso la Biblioteca d’Arte del Castello Sforzesco di Milano. Importante dibattito sul movimento del Realismo Terminale fondato dal M° Guido Oldani, premiato con International Poetry Award 1573 in China.

Interventi di grande spessore del M° Guido Oldani, del Prof. Giuseppe Langella, del senatore Gianni Marilotti, presenti molti poeti appartenenti al Realismo Terminale tra cui Beppe Mariano, Igor Costanzo, Massimo Silvotti, Sabrina de Canio, Sabrina Sognante Izabella Kostka, Tania Di Malta, Marco Pellegrini, Giusy Càfari Panìco, Pino Canta, Antje Stehn, Valentina Neri e altri.

È stato un onore per me assistere a questo solenne incontro e aver contribuito con un breve testo alla lettura finale delle poesie.

Foto: Umberto Barbera e Izabella Teresa Kostka
16.11.2019

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Momenti di riflessione – Il mio senso della vita – di Paola Cingolani

Da un paio di anni mi sono detta che nella vita ci sono due grandi “P”.
Preziosa.
Precaria.
Ne ho subito aggiunta un’altra, di “P”.
Paradossale.
Posso – quindi devo – arrivare alla quarta “P”, fondamentale nella mia esistenza: “Paola”.

La morte improvvisa di alcuni miei affetti mi ha fatta arrivare a questo: la vita è preziosa perché precaria. Spesso paradossale, tutto sembra un grande arcano ma – a guardarlo bene – è proprio quando ci sentiamo appesi a un filo che dobbiamo trovare la forza di guardare le cose diversamente.
La ricerca del senso della vita va condotta dentro di noi. Ed ecco che arrivo a Paola, la mia quarta lettera “P”.

Ho il dovere di dire con onestà le cose che penso, anche per questo – in molti – mi apprezzano. Non ho energie da spendere inutilmente, nel tentativo vano di convincere un altro di come sono o di come non sono. Che mi veda come vuole, ha il diritto di vedermi anche come il diavolo in persona e di evitarmi, è padrone del suo libero arbitrio.
Però non mi deve nuocere, nessuno ha questo diritto.
Se decide che io sono una persona da evitare, mi deve evitare, e basta.
Deve dirmi “Io non mi rapporto bene con te per questo e quest’altro”, ne prendo atto, saluto cordialmente e amici più di prima.
Non è che io debba arrivare a leggere nel pensiero e nei comportamenti – spendendo tempo dunque vita preziosa – ascoltando giudizi e pregiudizi di chi mi attribuisce torti asseconda di quelle che sono le sue convenienze.

Non se è stato “parzialmente sincero”, non se è stato disonesto intellettualmente perché – sia chiaro – accetto consigli o insegnamenti solo da chi è migliore di me.

A farmi etichettare malamente (da chi mi dovrebbe solo ringraziare per essere stata più generosa e più onesta?) non ci sto.

E – mi sembra sia giusto e lecito – io abbia il diritto di arrabbiarmi là dove si è offesa la mia intelligenza.

Questa dell’indignazione è la reazione più umana di chiunque scopra un affronto morale.

Ma, considerando come io non intenda campare male (dando liceità di ferirmi a chi è più scorretto di me) ho smesso anche di arrabbiarmi. Ho chiuso in credito, dato che sono in attivo di verità.

Non si può condividere un ragionamento, anche minimo, con qualsiasi persona avvezza ad alzare muraglie: inutile dispendio di buona fede; ormai – le prove di cui dispongo a livello logico – sono schiaccianti.
Per non dire di quelle pratiche, inconfutabili.
Prove che non mi sono procurata da sola, fingendo il nulla, come non avessi visto; invece ho visto, capito e atteso il momento opportuno per non ferire chi ha avuto il mio stesso trattamento, se non peggiore.

Quando si intersecano rapporti con le persone, è doveroso si giudichi quello che accade con le stesse persone. Bisogna trovare una sintesi di idee, il resto è solo mancanza di civiltà. E, a questo punto, rimetto Paola in posizione centrale nella mia vita preziosa, precaria, paradossale. Chi mi sarà vicino – ora – avrà molta più consapevolezza di quanto si possa credere.

 

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Presentazione libro “Strepitosi”

Casale Monferrato: Presentazione libro “sTREpitosi – Da De Vecchi a Chiellini, professione terzino sinistro: da 120 anni i maestri siamo noi”

In occasione dei festeggiamenti dei 110 anni dalla fondazione del Casale Calcio, venerdì 22 novembre, alle ore 21 presso la libreria Labirinto, in via Benvenuto Sangiorgio 4 a Casale Monferrato, avverrà la presentazione del libro “sTREpitosi – Da De Vecchi a Chiellini, professione terzino sinistro: da 120 anni i maestri siamo noi”, scritto da Antonio Barillà, giornalista de La Stampa, e Mario Parodi, ex docente e scrittore. Ingresso libero.

Il libro racconta la storia di undici terzini sinistri del calcio italiano. Un ruolo rappresentato tradizionalmente con il n.3. Difensori insuperabili in copertura che diventano attaccanti, addirittura goleador.
Da De Vecchi a Maldini, da UMBERTO CALIGARIS a Cabrini, da Facchetti a Chiellini: tutti hanno dato un contributo importante alle vittorie azzurre. C’è tanta storia d’Italia ad accompagnare le loro imprese, da rivivere con passione. Un percorso fatto di aneddoti, curiosità, retroscena. Continua a leggere “Presentazione libro “Strepitosi””

Intervista a Izabella Teresa Kostka #Screpmagazine

#screpmagazine
#intervista #izabellateresakostka

Carissimi!

Vorrei segnalarVi la mia ultima intervista “un po’ particolare”.

Sono profondamente emozionata e ringrazio il giornalista, redattore Vincenzo Fiore del magazzino culturale romano “Screpmagazine” per il nostro incontro e questa splendida intervista, la quale ho rilasciato con gioia ed emozione presso Chiostro Nina Vinchi a Milano. L’intervista molto diversa da tutte le altre, molto personale e, quasi, “intima”. Invito tutti gli interessati alla lettura!

Link all’articolo:

https://screpmagazine.com/una-intervista-molto-particolare/

Izabella Teresa Kostka, Milano

Chiostro Nina Vinchi del Piccolo Teatro di Milano

NEL NOME DEL MURO

Peter Fechter

Ricorre in questi giorni l’anniversario di un crollo (1), quello del più famoso tra i muri, che diviene disputa attuale fra le stesse mani destre e sinistre che da sempre giocano a edificarne. No, il tempo e il suo racconto – che usiamo chiamare “storia” – non si sono fermati a quel 9 novembre di trenta anni fa: sulle macerie che avrebbero dovuto unire l’Est e l’Ovest si sono invece moltiplicati altri muri come quello tra il Nord e il Sud del mondo, o quello tra Occidente cristiano e Oriente musulmano in una sorta di bussola dell’odio e della diffidenza dove basterebbe seguire l’ago della forza e non quello della direzione politica per comprenderne il reale significato.

Il gioco di quelle mani è nel dare etichette (2) scadute a fatti nuovi, perché – se ogni istante è irripetibile – interpretare oggi un fatto di ieri rappresenta in sé un fatto nuovo, mentre “fascismo” e “comunismo” sono “quei” fatti di “quel” prima che “quel” muro ha trasformato in un prima e in un dopo.

Dare sovrannomi alla dittatura, scambiarseli vicendevolmente a colpi di dritto e rovescio, destra e sinistra è l’illusorio tennis delle nomenclature dove la rete è una blanda rappresentazione del muro ideologico che non crollerà mai: quello delle proprie calcificate convinzioni; ma a prescindere da qualsiasi nome, la dittatura è sempre pre-potenza, pre-varicazione, pre-forma: gioco, set, partita. Partito. Preso (3).

Al rosso moderno internazionalista però quel muro un po’ piaceva, il moderno nero dal canto suo lo chiama “rosso” ma ne vorrebbe suoi di nuovi, anche verdi perché no. Amanti dei colori, ambite a un sano daltonismo (4) e pensate: se un muro separa due dittature (capitalismo vs comunismo ad esempio), cosa separa in realtà se non i loro nomi e basta, il loro reciproco riflesso? E allora il nome è uno: dittatura, e quel muro non esiste affatto, esiste soltanto il suo nome. Continua a leggere “NEL NOME DEL MURO”

Arte&Mostre. Vernissage mostra fotografica “Paesaggi di terra” di Roberto Molinari. Articolo di Maurizio Coscia.

Sabato 9 novembre 2019, si è svolto il vernissage della mostra fotografica di Roberto Molinari dal titolo PAESAGGI DI TERRA presso la Galleria d’Arte AL51PuntoLab in via Trotti ad Alessandria, con contestuale presentazione dell’omonimo libro che raccoglie le immagini dedicate alle trunere.

AL51PuntoLab è un riferimento culturale per l’esposizione di opere pittoriche, fotografiche, scultoree. La galleria è uno spazio dedicato a chi ama l’arte, nato dalla volontà di strutturare un salotto di idee, immagini, visioni, forme tridimensionali, musica, letteratura e colori, aperto al pubblico. L’ambiente sorto da questa sinergia intellettuale e manuale custodisce il gusto per la ricerca artistica innovativa insieme con la rivalutazione degli aspetti più tradizionali dell’arte pittorica, in particolare. Presso la galleria espositiva vengono anche organizzati corsi per conseguire tecnica e preparazione in disegno, pittura, lingue, musica per principianti e avanzati. Sono in attivazione anche corsi di scrittura creativa, calcografia e di incisione. Con cadenza settimanale il salotto artistico-culturale propone anche conferenze su arte, filosofia e letteratura e periodicamente pubblica una sua fanzine, Fattoriale de AL51puntoLab.

Roberto Molinari, alessandrino, classe ’64, biologo, entomologo, giardiniere e chef per passione gestisce con equilibrio fioriture e ricette con misura nell’innovazione e attenzione alle tipicità territoriali presso il ristorante “Le Cicale” di Spinetta Marengo (Alessandria). E’ appassionato di fotografia e arte. Continua a leggere “Arte&Mostre. Vernissage mostra fotografica “Paesaggi di terra” di Roberto Molinari. Articolo di Maurizio Coscia.”

ANGOLO DI POESIA: Izabella Teresa Kostka “Egli” (dittico)

EGLI

I

Dell’amico immaginario
son rimaste le tracce
tra gli scatoloni impolverati
della mia cantina,
segni delle unghie
su scrostati muri
– stabili guardiani
d’una segreta infanzia.

Laggiù, nascevano le paure
dense e intense come un rosolio,
quelle slabbrate e accecate,
scucite come una pigotta.

Ci sono notti
in cui EGLI ritorna,
affetta il silenzio con una (sarcastica) risata,
desta i pipistrelli nella mia mente
offuscata, coperta di troppe ragnatele,
afferra il mio corpo portandolo lontano,
aggrappato come una pulce
al suo mantello.

E divento una bambola
tra le sue mani,
un riciclato giocattolo
fino all’alba.

II

Ha detto di conoscermi bene
dall’epoca delle mele verdi
quando orgogliosa mostravo
uno sdentato sorriso
– quel simbolo di passata “lattea” infanzia.

Sapeva tutto di me:
ogni traiettoria di deviata festa,
baci proibiti, perverse carezze,
fumate sigarette, frantumati bicchieri,
amanti sbagliati gettati come stracci.

Mi sentivo accolta
come in un cesto di paglia
sulle sue ginocchia larghe e calde,
sfogliava i pensieri come un libro
di cui ero l’unica protagonista.

Speravo di ritornare bambina
mentre apriva una scatola di caramelle
somiglianti ai fasulli,
adulti piaceri.

Mi son alzata
con un fragore di sveglia
stringendo tra le mani
un sacchetto di confetti.

Ed EGLI non c’era…

Izabella Teresa Kostka
2018 tutti i diritti riservati all’autrice, edito

Progetto arte: Gianfranco Miroglio, La culla e i giorni. Una ballata della Contea. Postfazione di Elio Grasso

TITOLO: Gianfranco Miroglio, La culla e i giorni. Una ballata della Contea. Postfazione di Elio Grasso
ANNO: 2019
COLLANA: Prosa
ISBN: 978-88-98224-88-3
PAGINE: 208
PREZZO: € 18,00
Gianfranco Miroglio è nato nel 1949. Attività nella scuola pubbli- ca, docente di lettere, poi dirigente. Giornalista e pubblicista, ha scritto per anni su quotidiani e settimanali astigiani. “Storico” rappresentante della sinistra ambientalista, è stato consigliere comunale di Asti. Da quasi trent’anni è presidente dell’Ente di gestione delle Aree Protette dell’Astigiano, oggi Parco Paleontologico Astigiano. Coordina il Distretto Paleontologico dell’Astigiano e del Monferrato. Vive in campagna. Ha scritto tre romanzi: Ferragosto (Impressioni grafiche, Acqui 2002), Amaro come il miele (ivi 2004) e Rosso Corriera (Scritturapura, 2008). Continua a leggere “Progetto arte: Gianfranco Miroglio, La culla e i giorni. Una ballata della Contea. Postfazione di Elio Grasso”

VIAGGI IN PROSA: “LE NEBBIE DI PITER” di VERONICA LIGA

Veronica Liga. Foto: Pavel Tokarev


LE NEBBIE DI PITER

Da una settimana sono tornata a casa. La mia casa di Cantù. La vera CASA, dove scorre il mio quotidiano, la mia routine, dove mi sento a mio agio, al sicuro da tutto tranne che da me stessa e i miei demoni che affronto “in pace”, non vista da nessuno. Forse la prima casa che posso dire MIA: scelta, comprata e arredata da me, a gusto mio, a mia immagine e somiglianza.
Ogni volta che vado a San Pietroburgo (Piter per gli amici), c’è chi mi dice “Torni a casa?” e ricominciano i soliti tentativi di spiegazione. No, non è “tornare a casa”, anche perché la casa dove avevo vissuto per 30 anni è venduta e sicuramente oramai resa irriconoscibile, non vado nemmeno a visitare quel palazzo e quel quartiere di periferia. Non avrebbe senso per me.
Andare a San Pietroburgo è sempre una stranissima sensazione. Alcuni aspetti sono riconoscibili, altri completamente diversi – perché è cambiata la città e sono cambiata pure io. È un po’ come andare a ritrovare dopo tanti anni un parente o un compagno delle medie. O meglio ancora… è come viaggiare in un universo parallelo – teoria che mi ha sempre affascinata e che mi ha pure ispirato una poesia, “Alterna-vite”. Un rapporto surreale di per sé che si crea con una città surreale.Surrealismo in cubo, un cubo di Picasso :)…

Continua a leggere “VIAGGI IN PROSA: “LE NEBBIE DI PITER” di VERONICA LIGA”

Anna e l’Angelo

Alessandria: Giovedì 14 novembre alle 17,30, presso la Sala Bobbio della Biblioteca Civica “Francesca Calvo” si terrà la presentazione del volume di Serena Trentin “Anna e l’Angelo”, una fiaba per il bambino che vive in ognuno di noi. Il libro, tradotto nelle principali lingue europee, è stato inserito nei corsi di laurea di letteratura e didattica per l’infanzia di prestigiosi atenei italiani per il suo valore pedagogico.

ANGOLO DI POESIA: Due poesie di Giuseppe Leccardi

Giuseppe Leccardi, foto: Davide Carella

VERITÀ NASCOSTE

Se mi vedi è perché sto altrove
su strade di silenzi e di frontiera
che corrono le valli del disgelo
fra monti senza neve né memoria.

Solo le ombre fissano il confine
al volo delle aquile, al pensiero
ed oltre il blu del cielo e la sua luce
risplende l’orizzonte del mistero.

Formica che si perde in una crepa
dell’intonaco d’un muro screpolato,
nel ciuffo d’erba magro, sofferente
che spunta dal cemento o dall’asfalto.

L’uomo è un nano che s’affanna
alla ricerca di verità nascoste
nelle pieghe dell’anima e del tempo
ma invece di certezze e di risposte,
trova soltanto briciole di pane.

DECLINO

Arriveranno i giorni del declino
inaspettati, muti, in processione
con ceri d’albe grigie indifferenti.
Perduti avrai gli affetti familiari
lasciati i libri amati, ogni ricordo,
l’ascolto delle voci dell’inconscio.
tra le pareti amiche della casa.

Percorrerai le scale ed i cortili
di edifici freddi, inaccoglienti
e lunghi corridoi di marmo, ostili.
Si chiuderanno con rumori secchi
dietro di te le porte già varcate
e sorretto da robuste braccia
sarai portato dove non vorresti.

Resterai solo dentro l’onda amara
di mille, innumerevoli pensieri,
nell’ombra delle stanze del silenzio.
Sarà l’ora del distacco, l’abbandono
fra gente sconosciuta ed infermieri,
perfetto intruso in un mondo alieno.

Giuseppe Leccardi

Tutti i diritti riservati all’autore

Momenti di poesia – I sogni veleggiano lievi – di Paola Cingolani

Anelare all’universale
è venirsi incontro
_ ondate _
oltrepassando come venti
quelle improbabili
e mute cartografie
del silenzio
dando voce
moto e vita
agli elementi tutti
per salpare pure da fermi
con l’anima libera
 
 
e i sogni veleggiano lievi
non esistono più tempeste
l’orizzonte espande i mari
raggiungendo ogni porto
 
 
tu vieni e siediti qui vicino
osserva le luci del molo
quand’è sera
al tramonto
vedrai sartie dondolare
e vecchie reti penzolare
_i sugheri a sciabordare
suoneranno la musica_
mentre vecchi parabordi
daranno un ritmo lento
così noi potremo danzare

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Viaggio nella terra del fantasy

Casale Monferrato: Viaggio nella terra del fantasy
Un ciclo di incontri tra libri, film, videogiochi, fumetti in BibliotecaDa qualche anno il genere fantasy sta catturando sempre più interesse e consenso. Film, videogame, fumetti, letteratura, moltiplicano costantemente il numero di spettatori, giocatori, lettori. Anche tra gli utenti della Biblioteca Giovanni Canna il fenomeno è assai visibile, con l’aumento dei prestiti di testi e autori ormai diventati dei “maestri” di questo genere.
La Biblioteca Civica Giovanni Canna e l’Assessorato alla Pubblica Istruzione hanno perciò organizzato un ciclo di conferenze che offre spunti di conoscenza sul genere fantasy innanzitutto, e cerca di esplorare le diverse declinazioni artistiche ed espressive attraverso cui si presenta, tenendo naturalmente al centro dell’interesse la letteratura. Continua a leggere “Viaggio nella terra del fantasy”