La metacognizione – di Paola Cingolani – Momenti di poesia

 

L’ora del tramonto
in questo mio viola crepuscolare
è netta lontananza _ ottusa _
senza più misura alcuna
né tregua a tirar fiato

_ sto _

la metacognizione
e le varie strategie opportune
hanno emesso sentenza ragionata

_ l’amore è condannato a perdersi _
io direi che s’è già perso da troppo
e con lui tutte le voci umane _ ora mute _
mentre interstizi pieni di sillabe
_ a gridare insidiose _
stridono

ma se questo tempo bello fosse estate vera
non sarei chiusa _ quale serratura vecchia _
non sarei stata abbattuta così presto
condannata a sopravvivere di niente
o costretta a farlo _ per nessuno mai _
neanche per te

42189855_10214634136099558_3187156842220355584_n
Paolo Capitini Photography – Che ringrazio –

@Lementelettriche Paola Cingolani – Versi – 24/06/2019

IL MIO NOME E’ PAURA

Hechìzo VP

Ti ricordi di me? Sono quel batuffolo peloso che comprasti in un negozio di animali: tua figlia non la smetteva di frignare “Ti prego papà!” erano mesi che pregava papà, e alla fine cedesti facendo persino opera di convincimento su tua moglie. Lo facevi per tua figlia certo come no, ma anche un po’ per te: se nella vita non ti obbedisce niente proviamo almeno con il cane, giusto?

  Così venni a stare da voi, all’ inizio eravate tutti coccole e carezze sì anche quella stronza di tua moglie, ero felice.

  Mi hai fatto addestrare per rendermi quanto più simile a te e devo dire che ero diventato piuttosto bravo: “Qua la zampa!” “Seduto!” non perdevo un colpo. Poi il tempo è passato, tua figlia stava crescendo, le tue inquietudini crescevano e insomma le cose sono iniziate presto a cambiare finché smisi di essere il centro delle vostre giocose attenzioni.

  Improvvisamente la casa divenne più piccola, il mio spazio si ridusse finché i confini segnati dai vostri indici tesi e dalle vostre urla si erano talmente ristretti da permettermi il lusso dei movimenti più elementari, i salti di gioia al tuo rientro alla ricerca di risposte dai palmi delle tue mani ormai ti disturbavano, mi respingevi “Buono! Mi sporchi il vestito!”

  Non ci volle molto a comprendere: la mia presenza tra voi non era più desiderata come un tempo ma semplicemente tollerata. Me la ricordo la faccia che facevi quando toccava a te portarmi fuori per la pisciatina serale, anche perché toccava sempre a te povero Cristo… come se avessi chiesto io di essere rinchiuso nella vostra tana di mattoni invece di correre libero nei prati, o di scegliermelo io il padrone così come fate voi altri. Invece no, lì a roteare su me stesso e a scodinzolare per evitare di cagarti in salotto, morire in un canile sarebbe stato più dignitoso: te lo dico in caso ti aspettasti un “grazie” per avermi adottato… comprato anzi.

  Tua moglie in fondo questa faccenda della bestia dentro casa non l’aveva mai del digerita del tutto: me li ricordo bene i calci che mi dava sotto il tavolo: “Sono anni che non ci facciamo una vacanza come si deve per colpa di quella bestia!” e come darle torto? E perché mai sprecare del denaro in un ricovero estivo per cani piuttosto che elargirne generosamente a vostra figlia  –  “Ti prego papà!” – per la discoteca o per quelle pasticchette con cui si sballava nel segreto della sua camera?

  A proposito, non credo di essere stato io il fastidio più grosso per tua moglie sai?  Forse la questione eri proprio tu, almeno a giudicare dalle capriole che faceva nella vostra cuccia tutti i giovedì insieme a quel tuo amico quando eri alla partita, mi portava sempre dei biscotti. Capisci bene che non sarebbe bastata una vacanza romantica per rimettere ordine nel casino che era diventata la bella famiglia di un tempo. Ma tant’è: la scorsa estate decideste di risolvere tutte le vostre rogne iniziando proprio dal buon “fido”.

  Quel pomeriggio, dopo una manciata incalcolabile di chilometri in auto – faceva tanto caldo – finimmo in mezzo a certi campi, apristi il vano posteriore indicandomi di scendere: all’ inizio ho creduto che l’avessi fatto per me “Grazie amico!” pensai “Mi hai portato in un posto nuovo a caccia di odori e cose indecifrabili da rincorrere, per spassarcela come ai vecchi tempi…” Prendesti in mano la pallina da tennis e la lanciasti lontano, dove la tenevi nascosta tutta quella forza? Volevo stupirti: l’avrei rincorsa fino all’ inferno quella fottuta pallina pur di renderti fiero di me, non potevo certo immaginare che mi ci avresti lasciato all’ inferno.

  Mentre osservavo la traiettoria di quell’ oggetto colorato come un tradimento – il mio proverbiale daltonismo mi avrebbe comunque impedito di distinguere l’uno dall’ altra – sentii il rumore brusco dello sportello che si chiudeva: eri salito in macchina. Ricordo ancora il suono del motore: più si attenuava, più la mia angoscia aumentava stringendomi la gola. Ti ho rincorso con la pallina in bocca finché mi hanno retto le zampe, finché non ti ho visto sparire, per riprendere fiato lasciai cadere la pallina zuppa della mia bava appiccicosa sull’ asfalto bollente, girai la testa dalla parte opposta sperando di vederti riapparire, vidi la sete.

  Procurarmi del cibo, difendermi dai tuoi e dai miei stessi simili: cose che per mia natura non sapevo di saper fare ma che grazie a te non avevo mai imparato. Ce l’ho fatta, sono vivo almeno… cicatrice dopo cicatrice.

  Ne è passato di tempo da quando quel batuffolo peloso guaiva ciecamente alla ricerca di un seno e trovò la tua mano. Oggi il mio corpo è un fascio nervoso di istinto e carne dura, se decido di acchiappare qualcosa o qualcuno mi trasformo in una pallottola e corro, corro perfetto lungo i segmenti invisibili che mi separano dal bersaglio, i miei occhi sono ben aperti sulle insidie della strada la cui memoria è tutta dentro lo spillo nero della mia pupilla, insieme alla memoria degli uomini, e a quella di te… amico.

  Sì ci sono ancora, sono nella tua coscienza che ulula, nel rimorso di una forma innocente e tradita che a volte ti tiene sveglio, in tutte le volte che ti dai alla fuga, in una certa idea che affiora disordinatamente tra gli uomini e mi vorrebbe qui davanti a te adesso, in questa periferia che ha il nome rabbioso della rivalsa. Sento l’odore dello sgomento, mi chiama, mi eccita, somiglia a quell’ angoscia che ti stringe la gola come la tortura di un collare troppo stretto.

 Se esiste un ordine naturale delle cose che ci pone su piani evolutivi diversi, io lo definirei semplicemente “circostanza”.  Ma è il punto di vista di un cane, non quello di un dio, e vale quel che vale. Adesso però parliamoci chiaro non contano i nomi delle cose, contano le tue zampe da bipede e quanto riuscirai a farle correre lungo lo spazio che ti separa dalla mia sopravvivenza, e dai miei denti: è la mia scuola, è il tuo destino… allora corri, corri forte, mi troverai sempre lì a inchiodarti come la sorte più ingrata che tu possa comprare. Il mio nome è Paura: corri, corri forte bastardo.

racconto tratto da “ESSI PARLANO” – 2010 (ed. Geniocellula)

di Valentino Picchi http://www.hechizovp.blogspot.com

Alberi, di Cristina Saracano

Custodi di memorie,
Di ricordi impigliati tra i rami,
Tempo scandito da foglie,
Che mutano colore
E seccano a terra,
Stropicciate sul nostro cammino di passi alla ricerca del mondo,
Sotto la loro protezione,
Alberi, attenti spettatori che tacciono
I nostri inesauribili segreti.

Acquerello: Niki Taverna

Fotografia: Sergio Maranzana

La scrittrice Liliana Angeleri si racconta in Biblioteca, di Lia Tommi

PROGETTO “LETTURE IN BIBLIOTECA”

Fabrizio Priano Presidente dell’Associazione Culturale Libera Mente-Laboratorio di Idee presenta il progetto “Letture in Biblioteca” con il quale si intende promuovere la lettura di libri semplificandone la comprensione attraverso l’incontro con i relativi Autori nel luogo maggiormente deputato alla lettura : la Biblioteca Civica “Francesca Calvo” di Alessandria.
Gli incontri calendarizzati per l’anno 2019 vedranno susseguirsi di diversi Autori i quali presenteranno i propri libri , ciascuno con argomenti di genere diverso.

Giovedì 27 giugno 2019 alle ore 17,00 nuovo appuntamento del progetto “Letture in Biblioteca “ con la scrittrice Liliana ANGELERI
Letture a cura di Lia TOMMI e Cristina SARACANO

presso la Sala Bobbio della Biblioteca Civica “Francesca Calvo” di Alessandria in piazza Vittorio Veneto, 1.
Fabrizio PRIANO commenta “Liliana ANGELERI ha esordito con un racconto ambientato nell’Ottocento, scritto in un linguaggio proprio di una sceneggiatura cinematografica. In attesa che questa e altre sue sceneggiature diventino lungometraggi continua a scrivere storie ispirate da personaggi e luoghi del territorio nel quale vive”. Continua a leggere “La scrittrice Liliana Angeleri si racconta in Biblioteca, di Lia Tommi”

Poetarsi addosso – di Paola Cingolani – in “Momenti di poesia”

Raccontare in versi mi rende libera
differente anche da quelli come me
_ sono già un dialogo fra più anime
contenendo moltitudini mi dilato _

il mio esistere si espande pensando
e la mia casa resta il mio ermo colle
_ c’è una vista panoramica sul tutto
vedo l’aspetto oscuro e quello bello _

non cerco di plagiare con falsi miti
non scrivo per far cambiare le idee
_ non voglio vincere né eccellere
e convincere non è il mio scopo _

appunto solo un po’ del mio sentire
semplifico stati d’animo in parole
_ poi i lemmi a risolvere dilemmi
non sono quasi mai sufficienti _

poetarsi addosso è una maniera
infallibile e liberale per ognuno
_ perché il morire di silenzi pesa
e dire il nulla è una bieca impresa _

 

 

andrey_remnev_06
Andrey Remnev Paintings #Art – Paola Cingolani versi – @lementelettriche 23/06/2019

 

La controfigura e il replicante – di Paola Cingolani – in “Momenti di poesia”

In verità questo discorso
l’ho fatto sempre da sola
_ è stato un monologo
sotto mentite spoglie _
e ognuna delle parole
che ho detto _ inutilmente _
s’è andata presto a riversare
come un temporale d’agosto
implacabile
improvvisa
fulminea
violenta
rapida
solo addosso a me.

Un interlocutore supposto
vacuo
assenteista
volutamente nullo
in ascolto solo di sé stesso
_ l’assenza di contatto con l’umanità
è niente più che vuoto pneumatico _
ha acceso immediatamente
il suo bel nastro registrato
con quel tono gelido
standardizzato
insignificante
asettico
e comune alla maggioranza.

Ma che mani affascinanti
sensualissime le mie mani
_ non immagineresti mai
cosa arriverei a farci io _
solo sentivo un tam tam
mi picchiava in testa
era l’eco rallentata
il suono cadenzato
d’un trucco sfatto
ora svelato
qualcosa di lontano
e mai equidistante
il compromesso
di chi interpreta
una piccola parte
la controfigura
e il replicante.

@lementelettriche 23/06/2019

 

Andrey Remnev - (2)

Andrey Remnev #Art

 

 

 

ANGOLO DI POESIA: TRE POESIE di MARIA ROSA ONETO

LASCIAMI ANDARE

Lasciami andare,
non ho più molto tempo
da perdere.
Vestita a fresco,
voglio respirare il mare.
Sentire il richiamo
di una conchiglia.
Guardare lontano
dove le vele
sfiorano il cielo.
Lasciami andare
a raccogliere fiori
di primo mattino.
A scambiare canti d’amore
con l’ultimo usignolo.
A immergere le mani
nella fontanella in giardino
per accarezzare
quel pesciolino rosso
vinto alla Fiera del paese.
Non ho più molto tempo
da sprecare.
Già le ombre si avvicinano
a togliere il sereno.
Lascia che vada
a sospirare altrove
la mia pena.

TI TERRÒ

Ti terrò nel palmo
della mano
per avvicinare
il cuore alla tua bocca.
Sarà d’oro puro
il respiro
che uscirà lieve
vagando su sentieri
di pietra,
su passi
mai camminati,
su frusciami d’edera
tormentati
dall’ansia di restare.
Ti terrò
accanto a questo
dolore,
come un libricino
di preghiere.
Un cerino acceso
nella notte buia.
Il pianto di una donna
che non ha
consolazione
e ancor si attarda
a chiedere amore!

SCRIVO

Scrivo
affinché la gioia
non si trasformi
in fatica.
Ore di noia
nella sabbia di una
clessidra.
Traccio parole
per far bere
il cuore.
Ho bisogno
di mani amorose
e di un’alcova
d’aprile,
gialla di fiori,
per lasciar
risorgere
l’anima
intorpidita.
Scrivo
senza spegnere
la malinconia,
che si dipana
in gomitoli
di seta intrecciati.

Maria Rosa Oneto

Tutti i diritti riservati all’autrice

Letture in biblioteca

Alessandria: PROGETTO “LETTURE IN BIBLIOTECA”
Fabrizio Priano Presidente dell’Associazione Culturale Libera Mente-Laboratorio di Idee presenta il progetto “Letture in Biblioteca” con il quale si intende promuovere la lettura di libri semplificandone la comprensione attraverso l’incontro con i relativi Autori nel luogo maggiormente deputato alla lettura : la Biblioteca Civica “Francesca Calvo” di Alessandria.
Gli incontri calendarizzati per l’anno 2019 vedranno susseguirsi di diversi Autori i quali presenteranno i propri libri , ciascuno con argomenti di genere diverso.
Giovedì 27 giugno 2019 alle ore 17,00 nuovo appuntamento del progetto
“Letture in Biblioteca “ con la scrittrice Liliana ANGELERI
Letture a cura di Lia TOMMI e Cristina SARACANO
presso la Sala Bobbio della Biblioteca Civica “Francesca Calvo” di Alessandria in
piazza Vittorio Veneto, 1.

Fabrizio PRIANO commenta “Liliana ANGELERI ha esordito con un racconto ambientato nell’Ottocento, scritto in un linguaggio proprio di una sceneggiatura cinematografica. In attesa che questa e altre sue sceneggiature diventino lungometraggi continua a scrivere storie ispirate da personaggi e luoghi del territorio nel quale vive”.

LILIANA ANGELA ANGELERI è nata ad Alessandria, sposata con il noto pittore GIGI Coppo, dipinge anche lei tele a olio.
Pensionata delle Poste e Telecomunicazioni, la sua vicenda è molto singolare, non ha cercato la letteratura, ma è stata una fortissima intuizione a “ordinarle” di scrivere una sceneggiatura per un film tratto da un romanzo ottocentesco. Lei non conosceva come si compone una sceneggiatura, si è informata, ha scritto, ha trovato subito finanziamenti e una produzione di una fiction per la Rai, tutto era pronto per andare in onda…ma…gli eredi degli autori del romanzo originario, dopo un anno di estenuanti trattative hanno rifiutato di cedere i diritti d’autore (?!?). Non si è persa d’animo e ha scritto altri sei scripts! In attesa che le sue sceneggiature diventino film scrive romanzi ispirati dagli stessi scripts.

Continua a leggere “Letture in biblioteca”

Un’opera d’arte può essere più misteriosa di un thriller? “Misteri ed Enigmi – Nell’archeologia e nell’arte” di Claudio Saporetti – Edito da La Lepre Edizioni.

IMG_1289.jpg

IMG_1290.jpg

A cura di Manuela Moschin

Sulla quarta di copertina del saggio di Claudio Saporetti si trova un quesito piuttosto accattivante: Un’opera d’arte può essere più misteriosa di un thriller?”. 

Vediamo perché:
E’ uscito da poco un saggio che racchiude in un unico volume l’analisi di una serie di opere d’arte trattate dall’assirologo, archeologo e storico dell’arte Claudio Saporetti, oltre che direttore della nota rivista Geo-Archeologia. Il volume rappresenta uno straordinario viaggio all’interno delle opere, dove l’autore si concentra esaminando alcuni misteri appartenenti sia all’ambito archeologico e sia a quello artistico.
La particolarità di questo libro è che l’autore non si sofferma ad analizzare i capolavori soltanto da un unico punto di vista ma ne coglie le svariate sfaccettature. La partecipazione attiva da parte del lettore e la condivisione di ipotesi, pensieri, riflessioni e analisi proposte dallo scrittore sono il fiore all’occhiello di quest’opera.
E’ estremamente utile perché stimola a interrogarsi sulla natura delle opere, immergendo il lettore all’interno di un museo virtuale.

Woher_kommen_wir_Wer_sind_wir_Wohin_gehen_wir.jpg
Paul Gauguin “”Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?” 1897 olio su tela cm.139×374.5 Museum of Fine Arts, Boston

Paul Gauguin “Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?” 1897 olio su tela cm.139×374.5 Museum of Fine Arts, Boston

Ma che cos’è un’opera d’arte? L’artista cosa desiderò simboleggiare? Osservando ad esempio, il celebre dipinto di Paul Gauguin intitolato “Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?”, ci chiediamo a cosa stava pensando l’artista quando lo dipinse, oppure cosa ha voluto simboleggiare? Perché ha dipinto un bambino sdraiato sulla schiena? Qual è il significato di quella signora anziana accovacciata? A cosa allude il titolo del dipinto? Questi e molti altri enigmi vengono analizzati dall’autore, entrando in punta dei piedi, perché la sua è una ricerca meditata che considera anche le tesi dei grandi studiosi del passato.

Continua a leggere “Un’opera d’arte può essere più misteriosa di un thriller? “Misteri ed Enigmi – Nell’archeologia e nell’arte” di Claudio Saporetti – Edito da La Lepre Edizioni.”

Vuoto da perdersi – Paola Cingolani – “Momenti di poesia”

Tanto vuoto _ a perdere _
ché a perdersi basta poco
un niente
e galleggi nel gorgo del nulla
_ nulla di fatto _ è l’inutilità
qualcosa che non serve più
è servita in modo marginale
insufficiente anche a dire
_ nulla di detto _
ché a una bottiglia rispettabile
per lo meno
dovremmo attribuire un messaggio

situazioni stile commedia dell’assurdo
attori di una parte misera
gente che aspetta ancora Godot
ma non ha capito
_ chissà se lo capirà mai _
che non arriva

ma tu lo sai
aspetti se ne accorgano _ sei paziente _
aspetti si vogliano ricredere
aspetti scoprano un modo giusto
e non finiscano _ privi di qualsiasi detto _
nel gorgo vorticoso del vuoto
le solite bottiglie prive di messaggio
ma ti resta solo l’onestà di attribuzione
a questa loro arrendevole pochezza
della tua immeritata amarezza

ci saranno bottiglie nuove
e serviranno a dissetarli
perché non restino arsi
vuoto da perdersi
vuoto da perdere
vuoto _ solo _
è il vuoto

 

@lementelettriche  20/06/2019

13445600_10207774557654384_3767469185475981605_n
(Si ringrazia Paolo Capitini per la gentile concessione della foto)

Alpi&Alps!

Venerdì 21 giugno 2019 alle ore 18,00 presso Il Salone di Rappresentanza della Basile si terrà la presentazione del libro di
Ada BRUNAZZI dal titolo
“ALPI&ALPS!
Imprese alpinistiche dall’Italia alla Nuova Zelanda”
Touring Club Italiano
Modera Fabrizio PRIANO Presidente dell’Associazione
Un libro di “storie dimenticate” Eroi d’altri tempi, un esempio per il futuro:
Duca degli Abruzzi & Joseph Petigax, Sir Edmund Hillary & Tenzing. Storie di sogni, di sfide, di vittorie divenute realtà: la forza di due cordate.
Un volume ricco di immagini per apprezzare la Valle d’Aosta, il Monte Bianco
e i suoi protagonisti.
Fabrizio PRIANO
Presidente dell’Associazione Culturale Libera Mente-Laboratorio di idee
commenta: “ADA BRUNAZZI, fotografa e giornalista, appassionata di montagna, presenta
un libro che tratta delle cordate epiche del Duca degli Abruzzi e di Sir Edmund
Hillary con una precisa analisi storica, mettendo in risalto gli aspetti umani e
le professionalità che hanno permesso a questi “uomini comuni” di compiere
imprese eroiche”.

Il nuovo romanzo distopico di Gianluca D’Aquino, di Lia Tommi

L’ultimo capitolo della saga di Extinction è finalmente arrivato. Il nuovo romanzo distopico dello scrittore alessandrino Gianluca D’Aquino: Extinction – Il nuovo giorno, edito da Delos Books, quarto atto dell’omonima saga, chiude il cerchio aperto dai primi tre volumi Extinction – L’alba, Extinction – Il crepuscolo e Extinction – La notte.

“Attenti a non esporvi al morbo…”

Ancora loro: Ksenija, Oksana e Serhij, i nomads ai quali il tempo e il caso hanno imposto una missione senza scelta e senza certezze. Il morbo è dilagato, serve una soluzione e serve subito. Ma nello scenario di una pianeta colpito dall’R16V99 – malattia virale estremamente contagiosa – i problemi sembrano moltiplicarsi. Il crollo delle superpotenze ha allentato la pressione sugli equilibri geopolitici del pianeta. Senza i super-controllori, una nuova ondata di attacchi terroristici ha investito il mondo occidentale, con l’Europa divenuta campo di battaglia dei mujaheddin. Instabilità politica ed economica, perdita del controllo lungo molti confini difficili. Africa, Medio e Vicino Oriente sono polveriere pronte a esplodere. E un nuovo tiranno incombe su quel che resta della Russia martoriata dal morbo.
Russia, confine occidentale. Ancora Buran – vento gelido delle steppe sarmatiche –, sempre più intenso, sempre più rigido. Il campo di contenimento non è il porto sicuro che Ksenija e i suoi potessero sperare. Un nuovo tiranno si è imposto nella Russia decapitata, uomini senza scrupoli, oscuri progetti. Distorsione della politica: continuazione dell’infamia con altri mezzi. Ksenija, Oksana e Serhij torneranno a percorrere le strade dell’inferno con un obiettivo incerto, per non far spegnere l’esile fiammella di una nuova speranza che, nel nuovo giorno dell’umanità, chiede di essere protetta e perseguita a costo della vita, senza alcuna certezza. I nemici si sono moltiplicati e non è più solo il morbo a spingere il genere umano verso il baratro. La scienza non può essere l’unica soluzione. Non in un mondo in cui c’è ancora chi è disposto a sacrificare tutto per l’interesse personale. Basterà il coraggio dei singoli a scongiurare l’oblio?

Il romanzo contiene un omaggio al grande scrittore Sergio “Alan D.” Altieri (del quale ricorre in questi giorni il secondo anniversario della scomparsa), al quale è ispirato uno dei personaggi chiave della storia.

Gianluca D’Aquino, nato ad Alessandria, classe 1978, è autore di romanzi, sceneggiature e racconti, alcuni dei quali apparsi nei Gialli Mondadori (Lettera dall’Eritrea, Il rumore del vento, La casa sul lago, La quintessenza, Il tempo delle risposte, Al di là del tempo) e nelle antologie e collane Delos Books (Quel che non è dato sapere, Torino 1835 e la saga di Extinction: “L’alba”, “Il crepuscolo”, “La notte” e “Il nuovo giorno”). Vincitore di numerosi premi letterari, è in libreria con “Pàrtagas” (Eden, 2016), romanzo epico sull’islamizzazione del mondo. Il suo ultimo romanzo, “Traiano – il sogno immortale di Roma” (Epika, 2018), ripercorre la vita e le imprese, politiche e militari, dell’imperatore che portò l’impero romano alla sua massima estensione, contribuendo alla rinascita di economica, sociale e culturale dell’Urbe e delle province, tanto da farne il princeps fra i più amati dal popolo e consentire alla sua immagine, a diciannove secoli dalla sua morte, di continuare a risplendere.

Tutti i volumi sono scaricabili:
dal sito dell’Editore:
http://www.delosstore.it/ebook/autori/8690/gianluca-d-aquino/

su Amanzon:
http://www.amazon.it/s/ref=dp_byline_sr_ebooks_1?ie=UTF8&text=Gianluca+D%27Aquino&search-alias=digital-text&field-author=Gianluca+D%27Aquino&sort=relevancerank

su Mondadori:
http://www.mondadoristore.it/ebook/Gianluca-D-Aquino/aut00436421/

o su tutti i book-store on-line.

Recensione al Romanzo “Il sole tra le mani” e intervista all’autore Roberto Ritondale

il-sole-tra-le-mani-fronte-600x900.jpg

A cura di Manuela Moschin

Recensione: 

Questo libro è un fiume in piena dopo un lungo acquazzone dal quale straripano e si liberano le emozioni. Quando iniziai a leggerlo sorridevo alle battute ironiche che rilevai in qualche passaggio, inconsapevole di ciò che avrei incontrato nelle pagine successive. Gradualmente, procedendo nella lettura, rimasi ammaliata dalla profondità dei messaggi intrinseci. Il romanzo narra la storia di un uomo privo di emozioni, che la vita gli ha sottratto, a seguito di alcune vicende drammatiche accadutegli sin dall’infanzia. Il protagonista si comporta in modo inconsueto, appare fuori di senno, ma ha le sue ragioni…. Una trama assolutamente originale, studiata nei minimi particolari, che stimola a procedere nella lettura. È un libro che mi ha fatto ridere, emozionare, riflettere, stupire e piangere. Non nascondo che mi è scappata anche una lacrima. Il mio entusiasmo per questo romanzo è dovuto anche agli argomenti trattati che mi hanno toccata personalmente e che si susseguono in un sincronismo perfetto. Di questo non ne posso parlare direttamente, poiché rischierei di anticipare i temi del racconto. Il romanzo si può sintetizzare in una parola soltanto: AMORE. Con questo sottolineo che non si tratta di un romanzo d’amore, si intende, ma che, a parer mio, l’obiettivo dell’autore è proprio quello di evidenziare l’importanza dell’amore in tutte le sue sfaccettature. Ho avuto modo di conoscere Roberto, una persona umile che mi ha sorpresa per la sua semplicità, per un singolare altruismo e questo libro ne è la conferma. Una scrittura fluida e ricca di dialoghi meditativi che si sedimentano nell’animo. Il libro mi ricorda, in qualche passo, un classico della letteratura intitolato “Il povero Piero” di Achille Campanile, il quale, attraverso una raffinata comicità, ironizza sul tema della morte. Ritondale tratta anche un episodio accaduto realmente qualche anno fa e che ha tenuto in ansia milioni di persone. L’autore racchiude in questa piccola frase un grande insegnamento che, in finale, rappresenta lo scopo della nostra vita e nella quale solo il dolore ne è il veicolo. Non può esistere la felicità senza la sofferenza e l’amore verso il prossimo. L’amore innanzitutto.

Scrive Roberto:“Per essere felice dovevo solo riaprire le mie mani, tendere le braccia, amare e accogliere. E l’ho capito adesso, ora che c’è un disastro intorno a me. Non servono chiese se l’anima resta dentro un guscio. Il segreto, mi dico, sta tutto nell’aprirsi, donarsi agli altri. Nel farsi tempio riciclando il dolore”. 

Continua a leggere “Recensione al Romanzo “Il sole tra le mani” e intervista all’autore Roberto Ritondale”

SEZIONE POLACCA: Z ziemi polskiej do włoskiej – baśniowość i polskość w twórczości URSZULI JOANNY WINTROWICZ

Urszula Joanna Wintrowicz

(by I.T.Kostka)

Me powikłane włosko – polskie ścieżki literackie skrzyżowały się pewnego popołudnia z jedną z Rodaczek, którą jak i mnie los zawiódł na włoską ziemię. Urszula Joanna Wintrowicz żyje i tworzy od dwudziestu lat w Neapolu, ale jej serce, a przede wszystkim dusza, zakotwiczone są głęboko w nadbałtyckim kraju. Twórczość Urszuli to połączenie wielkiej miłości do Polski wraz z wyrafinowaną wyobraźnią i wrażliwością artystyczną. Na dużą uwagę zasługuje charakterystyczny język i stylistyka wierszy: starodawna średniowieczna polszczyzna, klasyczna forma utworów (sonety, ballady, strofa saficka, jedenastozgłoskowce, zamiłowanie do rymów, wyraźne wpływy wielkich autorów przeszłości jak Shakespeare, Dante, Mickiewicz, Saffo / Safona i inni) połączone z oryginalnymi, czasami surrealnymi metaforami i figurami retorycznymi. Mimo wyraźnego upodobania do klasycyzmu i wielokrotnego używania rymów, wiersze Wintrowicz nie należą do tak często spotykanych “banalnych produktów komercyjnych”, lecz odznaczają się dużym bogactwem lingwistycznym, głębią przekazu i znaczną dojrzałością emocjonalną. To świat ludowych baśni, mitologicznych bogów, onirycznych wizji o gotyckim, często mrocznym charakterze (wiersz “Pan cmentarnych nut”) i osobistych, intymnych kobiecych refleksji (“Pocałuj klamkę z drugiej strony”). Teksty Urszuli Joanny Wintrowicz są wielopłaszczyznowe i zasługują na wielokrotną lekturę, gdyż za każdym razem odkryć można nowe znaczenie każdej strofy i zinterpretować całość w odmienny, rewolucyjny sposób. Z pewnością twórczość ta nie należy do prostej i łatwej w odbiorze literatury, wymaga od czytelnika dużej wrażliwości i koncentracji oraz znajomości różnych kultur. Talent Urszuli Joanny Wintrowicz jest na pewno niezaprzeczalny, eklektyczny i potrafi zaskoczyć, potrzebuje z pewnością życzliwości serc i umiejętności słuchania nawet ciszy, w której to rozwija skrzydła niepohamowana inspiracja twórcza autorki. Życzę wszystkim miłej lektury!

Izabella Teresa Kostka Mediolan, czerwiec 2019.

BIOGRAM

Urszula Joanna Wintrowicz urodziła się 11 marca 1964 r. w Niemczy na Pogórzu Sudeckim i pochodzi z patriotycznej rodziny. Jej dziadkowie uczestniczyli aktywnie w powstaniach o wyzwolenie Polski, sama też brała czynny udział w Solidarności.
Urszula od dziecka przejawiała zdolności do tworzenia wierszy.
W wieku czterech lat próbowała uczyć się je pisać, ale dopiero jako pięciolatka poznała arkany alfabetu i powstały jej pierwsze wierszyki. Po śmierci ukochanej babci Urszula porzuca poezję. Continua a leggere “SEZIONE POLACCA: Z ziemi polskiej do włoskiej – baśniowość i polskość w twórczości URSZULI JOANNY WINTROWICZ”

La nipote del Mare – di Paola Cingolani – Momenti di poesia –

Ho osservato la mia scogliera
sempre immobile
principio di stabilità assoluta
si staglia là
è equidistante
tanto da me
quanto dall’orizzonte.

Ho riflettuto molto a lungo
l’ho mirata e rimirata
anche se coperta d’onde
emerge dal mare
non si sposta
la vedo svettare
quasi a reclamarti dal cielo.

Di fronte a quella scogliera
come fosse casuale
sulle altre pietre
più bianche
più giovani
fra sabbia e acqua blu
viene anche mia figlia
lei magari ti trova
nel profondo
come me.

Per possedere mondi sommersi
qui dove ogni singolo scoglio
è stato nostro approdo
la nostra stessa vita
il più antico eri tu
l’universo tutto
che alberga
ancora
in te.

Su quell’arenile
solido supporto
l’ingegno di tua nipote
e tu sai quanto ti cerca
per arginare l’erosione
non certo della costa.

Dovrò ingegnarmi anche io
ché _ a dirtela così com’è _
sono sofferente
d’una smania
cronicizzata
e resto qui
sulla riva
a pesare
come se
a muovere me
non bastasse
una draga.

 

64706859_10215973109853371_8437390238547968000_n
@lementelettriche – 18/06/2019 – Giulia by Mary Della Giovanna Photography –