CÍRCULO VICIOSO, di Manuel Echegaray

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CÍRCULO VICIOSO, di Manuel Echegaray 

Se trataba de hacerse el que trabajaba y cobrar el viernes por toda la semana; parecía fácil pero tenía su truco porque la mitad de lo cobrado iba como “contribución” al jefe de la cuadrilla, que a su vez pagaba a otro y este a los que protegían a los “trabajadores” que no trabajaban y lo que hacían con su impericia, era retrasar la obra, porque lo importante era gastar todo el dinero asignado y nunca acabar nada porque había que pedir más presupuesto, porque lo proveído no alcanzaba por causa de la demora causada por los trabajadores que no trabajaban pero cobraban y pagaban comisión al jefe de cuadrilla que pagaba a otro por la protección de los trabajadores que no trabajaban y que con su impericia demoraban….
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MANUEL ECHEGARAY.
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Circolo vizioso, di Manuel Echegaray
Si trattava di diventare quello che lavorava e caricava il venerdì per tutta la settimana; Sembrava facile ma aveva il suo trucco perché metà di ciò che veniva raccolto andava come “contributo” al capo della banda, che a sua volta pagava a un altro e questo a chi proteggeva i “lavoratori” che non lavoravano e che cosa facevano con i loro l’impericia, doveva ritardare il lavoro, perché l’importante era spendere tutti i soldi stanziati e non finire mai nulla perché bisognava chiedere più budget, perché il previsto non arrivava a causa del ritardo causato da lavoratori che non lavoravano ma pagavano e pagavano le commissioni per capo banda che ne pagava un altro per la protezione dei lavoratori che non lavoravano e che con la loro mancanza di abilità …
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QUESTO NON LO SCRIVA, di Vittoriano Borrelli

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QUESTO NON LO SCRIVA, di Vittoriano Borrelli
“La società che gestisce l’acquedotto fa acqua da tutte le parti con un bilancio che ha più buchi di un colino da cucina, ma questo non lo scriva.”
“E allora cosa scrivo?”
“Che la società si sta impegnando per portare l’acqua nelle zone dove manca. Quanto al bilancio scriva pure che a breve ci sarà l’aumento del capitale sociale che ripianerà tutte le perdite.”
“E le lettere di protesta?”
“Hanno ragione. Quei deficienti dell’azienda si sono dati alla pazza gioia sperperando in poco tempo ifondi ricevuti. Che coglioni! Invece di far quadrare i conti hanno pensato bene ad organizzare festini, gite in barca o a rimpinzarsi nei migliori ristoranti della città. Ma questo non lo scriva.”
“Cosa scrivo allora?”
“Che la società può contare sulle migliori professionalità che ci sono in circolazione. Tutta gente che ha studiato nelle scuole più esclusive, che ha conseguito masters in Inghilterra, negli Stati Uniti e inCina. Sì, ci metta anche la Cina che ormai è di moda e fa tanto trendy. Quanto alle proteste scriva pure che è una macchinazione della concorrenza per denigrare una società solida e assolutamente affidabile.” Continua a leggere “QUESTO NON LO SCRIVA, di Vittoriano Borrelli”

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La Redazione
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LA HORA STAR WARS, di Manuel Echegaray

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LA HORA STAR WARS, di Manuel Echegaray 
“La hora es la hora”, le dijo su papá al entregarle en el comedor, a la hora del desayuno, el día de su cumpleaños número doce, la cajita larga, envuelta en papel de regalo; él, intrigado y contento, pero extrañando el beso matutino de su madre que no estaba, rompió el papel, abrió lo que era un estuche y dentro vio un reloj que tenía el muñequito de Luke Skywalker, el personaje de la película Star Wars, que con un brazo y la espada láser en la otra mano, marcaba horas y minutos.

Se lo iba a poner en la muñeca derecha y su padre le dijo que lo hiciera en la izquierda; “Pero tú lo usas en la derecha…” replicó y obtuvo la siguiente respuesta: “Yo manejo auto y tú no”; cavilando sobre esto no dijo nada y abrazó al hombre con el que vivía desde hacía tres años, solos los dos: desayunaban juntos, luego del colegio que quedaba a una cuadra, volvía a casa, almorzaban juntos, lavaban el servicio y después su padre se iba a trabajar hasta las siete, hora en que regresaba; mientras tanto él hacía deberes, veía algo de tele y esperaba.

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EL MENTIROSO MÁS GRANDE DEL MUNDO, di Manuel Echegaray (Il più grande mentitore del mondo)

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EL MENTIROSO MÁS GRANDE DEL MUNDO, di Manuel Echegaray
Había desarrollado la habilidad de mentir: ponía cara de piedra o de “¿a mí…?”, o se hacía el desentendido; el asunto era decir algo distinto a lo que realmente era, hasta que se encontró con Ezequiel, que resultó ser “El Gran Mentiroso”.
Ezequiel se había fabricado una historia que fue perfeccionando agregando detalles que no podían corroborarse, hechos insólitos que podrían haber sucedido y viajes a lugares exóticos, de nombres raros y que existían realmente;  había buscado con mucha paciencia y apuntado los rasgos generales de cada uno y los había memorizado, sacando inclusive algunas fotos de Internet que había mandado imprimir en papel fotográfico para mostrar “pruebas gráficas” de sus viajes por el mundo; su historia estaba llena de detalles y vaguedades que le permitían modificar o suprimir partes de acuerdo al interlocutor.  Continua a leggere “EL MENTIROSO MÁS GRANDE DEL MUNDO, di Manuel Echegaray (Il più grande mentitore del mondo)”

LA DONNA DEL RITRATTO, di Marilena Migiani

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LA DONNA DEL RITRATTO, di Marilena Migiani

Ora c’è questa eccentrica signora che a ben guardare non mi somiglia affatto, ma pur va spacciandosi per me. La signora in questione, oltretutto, è davvero molto bella. Sfacciatamente bella. Di quelle che non passano inosservate e sono più simili ad apparizioni angeliche che a presenze umane.

Ma non ha davvero nulla a che spartire con me, e per questo m’inquieta assai la sua ostinazione nell’avermi eletta sua icona. Stamani, però, ho visto un mio ritratto nella sua galleria di famiglia, tra i suoi avi che annoverano una badessa in odore di santità ed un vescovo che per poco non è diventato Papa.

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Maria Maddalena figura centrale della Cristianità gnostica e sinottica, di Raoul Bianchini

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Maria Maddalena figura centrale della Cristianità gnostica e sinottica, di Raoul Bianchini
Di Raoul Bianchini per i miei amici
Maria Maddalena figura centrale della Cristianità gnostica e sinottica.
Premetto che questa Analisi che propongo è frutto di Studi che vanno al di là ciò che io Credo su questa Vicenda. La pubblicazione su Facebook da parte mia avviene in qualità di Studioso-distaccato totalmente da qualsiasi appartenenza sogettiva -Ciò che è riportato è frutto di analisi sui Vngeli Gnostici.. e Apocrifi .gli unici sui quali si basa questa spiegazione. Vangeli non riconosciuti dalla Chiesa.

L’autore infatti con grande abilità fa uso di eventi e nomi celebri, di scoperte straodinarie come quella di Nag Hammadi del 1945 riguardanti i Vangeli gnostici o quella del 1947 a Qumran vicino al mar Morto di importanti scritti ebraici degli Esseni, per dare al suo racconto una parvenza di realtà fattuale; è difficile per un non addetto ai lavori distinguere dove finisca la realtà, la verità storica, e dove inizi la finzione; ecco perché è necessaria una puntualizzazione, una ricostruzione del passato attraverso un’indagine storico-critica delle fonti per stabilire ciò che è vero e ciò che è falso nel romanzo, visto l’enorme impatto del libro anche su questioni di vitale importanza, come sono quelle religiose. Continua a leggere “Maria Maddalena figura centrale della Cristianità gnostica e sinottica, di Raoul Bianchini”

MUDARSE ES UNA LUCHA, di Manuel Echegaray 

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MUDARSE ES UNA LUCHA, di Manuel Echegaray 

Era la locura de la chiquillería y los grandes miraban sus peleas con una mezcla de entusiasmo, admiración y respeto; en el ring, fuerte pero veloz, tenía llaves infalibles con las que dejaba fuera de combate a sus rivales y ganaba las peleas limpiamente, tanto, que le decían “El caballero del ring”, apelativo que él tomó, vistiendo una capa que le llegaba hasta el suelo y  llevando a la cintura una gran espada envainada que dejaba antes de subir a luchar, junto con la capa que se desabrochaba ceremoniosamente para entregar ambas a una especie de ayudante, que vestía una camiseta con la mitad amarilla y la otra azul, colores que se repetían en la capa, que era azul por fuera y amarilla por dentro.  Continua a leggere “MUDARSE ES UNA LUCHA, di Manuel Echegaray “

ÁRBOLES DE MI INFANCIA, di Manuel Echegaray (ALBERI DELLA MIA INFANZIA)

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ÁRBOLES DE MI INFANCIA, di Manuel Achegaray

Se ha caído un árbol en la avenida Pedro de Osma, en Barranco; tal vez sea uno de los añejos ficus que en los inviernos de cuando yo era un chico, por las mañanas, formaban una especie de túnel de neblina que delataba la cercana presencia del Mar. 

Tal vez sea uno de aquellos árboles bajo los cuales mi madre me contaba que me paseaba en coche y yo temblaba, sin motivo aparente, al pasar bajo su sombra fresca. 

Quizá sea uno de aquellos que tenían unos gusanos grandes, negros y peludos con la cabeza como una bolita roja, a los que les tenía miedo porque eran bastante feos y de ellos, decían que picaban.  Continua a leggere “ÁRBOLES DE MI INFANCIA, di Manuel Echegaray (ALBERI DELLA MIA INFANZIA)”

Vacare, Vanus, Vano. di Rosa Cozzi

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Vacare con moderazione al buon uso del tempo
cogliere le occasioni prima che scompaiano.
Solo le cose piccole,vane e sciocche fanno vivere !

Vano é il mio desiderio
vanus una parola grande
radice antica del vuoto
é anche spazio indefinito.

Vuoto inconsistente di vita
di spessore incorporeo
illusorio privo di sostanza
di contenuto e d’effetto.

Vasto discorso privo di superficialità,
di un fondamento che dia frutti,
per cui mi affanno per conoscere
il mondo senza farmene impietrire.

Vano é l’affanno per conoscere
la vita che passa senza risultati concreti
e la tenerezza per quei piccoli esseri
che malgrado tutto sperano sempre.

Vana é la paura dei fantasmi,
mi lascio trasportare dai sogni,
ma senza la pretesa del sempre:
la vita va vissuta con leggerezza .

Vanità dei miei desideri umani,
la vita mi appare in tutto il vuoto,
in tutta la sua piccolezza e futilità
straniamento in una chiave tragica.

La mia vita è piena di cose vane
passate senza ricordi stabili :
il tempo del gioco e dell’ozio,
i progetti sognati e i pazzi desideri.

La vita va vissuta con leggerezza:
mi lascio trasportare dai sogni
e ricordo che molte cose vivono
ma senza la pretesa del sempre.

Il vano diluisce la nostra bella storia
era una ricetta vincente d’intesa
quest’amore infelice che s’infrange
nel vuoto della vana quotidianità.

Guardo alla luna, mondo magico
dove raduno tutte le cose perse,
che non ho mai veramente perdute
e recupero il senno perso per amore.

Invano, che vale l’inutilmente unito?
l’aria stessa é un vuoto indefinito
come il gonfiarsi delle lenzuola stese fuori
dove l’argomento vano s’infrange.

Il discorso vano mi annoia
il che, in fondo è una forma di grandezza.
Il poema non sarebbe tanto affascinante
anzi, non sarebbe neppure cominciato !…

di Rosa Cozzi
da ” Divagazioni ”
DL.1941/633

Follia maggiore

Follia maggiore

https://spazioliberodilettura.com

“Non si dà follia maggiore/ dell’amare un solo oggetto:/ noia arreca e non diletto/ il piacere d’ogni dì.” (G. Rossini, Il Turco in Italia).
Follia maggiore è quella di Umberto Serrani, che ha amato Giulia Zerbi per tutta la sua vita, anche dopo la loro separazione: perdutamente amata anche se per sempre perduta. Ma quando Serrani apprende della morte violenta di Giulia, usa i suoi ampi mezzi finanziari per incaricare Oscar Falcone, detective privato, di scoprire la verità sulla morte della sua amata.

Oscar si avvale dell’aiuto dell’amico Carlo Monterossi, produttore televisivo insoddisfatto, che si lascia coinvolgere, un po’ per curiosità e un po’ per noia, dalle singolari situazioni in cui lo trascina l’anziano signore. Continua a leggere “Follia maggiore”

La cosa

La cosa paperino

La cosa

Digressione•  https://doduck.wordpress.com

C’è una cosa, un’annosa questione, che da tempo divide i diversi uffici a piano terra dell’Azienda Ridens, con schiere di dipendenti fermi su ideologie contrapposte.

Ci sono alcuni per cui la cosa – questa cosa – è da ritenersi immorale. Un atteggiamento assolutamente sbagliato. Blasfemo, oserei dire. Questi guardano con circospezione il prossimo, e lo annusano talvolta, per capire se abbia l’aura del peccatore.

Ci sono altri per cui si tratterebbe di qualcosa – tutto sommato – non di fondamentale importanza. Eppure preferirebbero il fatto non si verificasse.Un po’ una questione di principio, mettiamola così. Continua a leggere “La cosa”

Judgment day: giudica, uomo, giudica!, di Stefano Labbia

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Judgment day: giudica, uomo, giudica!, di Stefano Labbia

La capacità di giudizio si è diffusa a macchia d’olio. Puoi discorrere, al giorno d’oggi, con chiunque o quasi di economia, sport, cucina, cinema. Siamo tuttologi pieni di sapere pronto ad esplodere nelle nostre teste, sovraffollate di pensieri.

E dunque, prima che ciò accada, meglio sciorinare tutto, giudicare, ripetere – spesso e volentieri – le opinioni altrui sentite al bar o lette sui social network. In punta di lingua. O con veemenza, a volte.

Puoi così incontrare l’uomo della strada che snocciola riflessioni sull’economic strategy della Banca UE piuttosto che sulle gomme ultrasoft scelte dalla MacLaren durante l’ultimo GP. O dalla spizzata su calcio d’angolo che – e qui lo si sottolinea con tono di voce profondo – deve essere compiuta con la tempia e non con la fronte. Tutti sanno tutto. Tutti hanno un giudizio (spesso copiato da altri. Omologato.) su ogni cosa. La stragrande maggioranza delle volte però non è giudizioso. Mi spiego: in un contesto di tecnicismo generale sembra non avere valore la qualità del giudizio, il background di ogni singolo individuo. Continua a leggere “Judgment day: giudica, uomo, giudica!, di Stefano Labbia”

ÁRBOLES DE MI INFANCIA, (alberi della mia infanzia) di Manuel Echegaray

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ÁRBOLES DE MI INFANCIA, (alberi della mia infanzia) di Manuel Echegaray

Se ha caído un árbol en la avenida Pedro de Osma, en Barranco; tal vez sea uno de los añejos ficus que en los inviernos de cuando yo era un chico, por las mañanas, formaban una especie de túnel de neblina que delataba la cercana presencia del Mar. 

Tal vez sea uno de aquellos árboles bajo los cuales mi madre me contaba que me paseaba en coche y yo temblaba, sin motivo aparente, al pasar bajo su sombra fresca.

Quizá sea uno de aquellos que tenían unos gusanos grandes, negros y peludos con la cabeza como una bolita roja, a los que les tenía miedo porque eran bastante feos y de ellos, decían que picaban.  Continua a leggere “ÁRBOLES DE MI INFANCIA, (alberi della mia infanzia) di Manuel Echegaray”

Riflessione: chi è lo scrittore ?, di Fabio Avena

Riflessione

Riflessione: chi è lo scrittore ?, di Fabio Avena

Fabioavenascrittore

Riflessione: chi è lo scrittore ?
Lo scrittore è un genio spesso incompreso o poco valorizzato. Egli ha la scintilla della creazione in sé, nella sua mente stessa. Chi scrive è paragonabile a un creatore vero e proprio. Chi legge è semplice usufruitore dell’opera letteraria, ma il lettore è anche interprete di ciò che lo scrittore vuole trasmettere a chi gusta, a chi legge, a chi ascolta con attenzione i significati intrinseci, i tesori, le miniere, quelle risorse e perle preziose celate all’interno di un libro o tra le pagine di un qualsiasi documento scritto in altri contesti di lettura compresi biglietti, lettere, scritte su un muro e graffiti fatti ad arte, accompagnati da particolari messaggi. Il lettore è al contempo spettatore ed osservatore. C’è chi crea, c’è chi esegue.

C’è chi impartisce lezioni di vita o istruzioni, consigli ed utili suggerimenti. C’è chi è semplice strumento, esecutore, usufruitore, lettore, oratore, recitante, attore, teatrante che esegue, che dà la sua personale interpretazione, la sua lettura anche a voce alta di un testo con semplici accorgimenti stilistici, quali sfumature vocali o mimiche attoriali. Continua a leggere “Riflessione: chi è lo scrittore ?, di Fabio Avena”