Io sono uno che lotta, di Antonietta Fragnito

Io sono uno che lotta, di Antonietta Fragnito

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Ecco il racconto che si e’ classificato tra i finalisti al Concorso “Autori in evoluzione”. Il protagonista di questo mio scritto, e’ un personaggio di fantasia controverso, lucidamente folle, scevro di umanità e carico di vuote ambizioni.

-Io sono uno che lotta- di Antonietta Fragnito

Io sono uno che lotta per la normalità. Mi contraddistingue una sorta di multiproprietà interiore, una somma variegata di tanti me. D’acchito sembrerebbe che sono un uomo al singolare.

Di certo mi è terapeutico essere il Presidente di una grande società. L’esercizio del potere mi seda; l’ammirazione, l’ossequio mi gratificano. In questo ufficio ordinato, che rispecchia la mia vita, si affacciano una serie di altri da me, per nulla raffinati.

Sono i miei lacchè, le mie maschere, gli uomini di fatica al servizio del mio io bulimico. La vistosa segretaria, ad esempio, è a me invisibile. Incarna il mio femminino, di cui il mio inconscio si vergogna.

Tante donne, come lei, sono le mie stampelle. Tranne mia madre che è inafferrabile. Non saprò mai se qualche volta, guardandomi, mi abbia visto.

La cosa più difficile da fare è scegliersi!, di Monica Pasero

La cosa più difficile da fare è scegliersi!, di Monica Pasero

Monica 1a

La cosa più difficile da fare è scegliersi!
Sembra così scontato che il nostro bene dovrebbe risultare al primo posto nelle nostre priorità; ma spesso non è così! Spesso confondiamo il nostro bene con il piacere di compiacere il prossimo: la paura di sbagliare, di non essere accettati, apprezzati, amati ci induce a essere ciò che non siamo.

Ci omologhiamo alla massa per non essere messi in disparte per far parte di qualcosa, chi più chi meno reagisce così, unendosi, sottovalutandosi , chinando il capo, onde evitare di essere escluso, in qualsiasi contesto esso si trovi, questa reazione è comune ed è umana ma non necessaria se pensiamo che noi siamo un nucleo a sé che vive interagendo con numerosi nuclei, che però non compongono il nostro essere non sono indispensabili, possono però donarci energia buona o portarci quella cattiva per questo occorre scindere bene con chi ci accompagniamo e sceglierci sempre!

Questo non significa egoismo, non significa non aiutare il prossimo, bensì divenire consapevoli che solo amandoci rispettandoci saremo esseri con un energia tale da donare benessere a noi stessi e agli altri. Buona giornata di luce a tutti. Vogliatevi bene!

Racconto condominiale, di Riccardo Lera

Racconto condominiale, di Riccardo Lera

Riccardo Lera

Nel 1971 cambiammo casa. Il piccolo alloggio sito in viale Martiri con due adulti e tre giovani delinquenti ormai cresciuti non era più in grado di accoglierci civilmente. I miei due vecchi avevano scommesso tutte le loro fortune su di un palazzo Gescal di recente costruzione in via Borgonuovo.

E come loro, altre tredici famiglie. Capo tribù di questo nuovo insediamento umano fu eletto il maresciallo del paese Antonio O. Il battesimo urbanistico di questa novella unità abitativa vide assegnare all’edificio un nome assai singolare ma in linea con la nostra condotta di adolescenti e scalmanati teppistelli: Condominio “Casa Nostra”.

Diviso su tre petali architettonici, la formazione che ci riguardava direttamente vedeva al primo piano il Ragionier Q, noi al secondo e al terzo il nostro Maresciallo; il Dottor P al quarto e la famiglia C al quinto.

La vita in un condominio secondo molti è un’arte e, per questo motivo, i miei genitori fin da subito ci vietarono la produzione dello stesso baccano con il quale avevamo condito per lustri la vita del povero Signor M, acusticamente schiacciato fra noi sopra ed il Bar Lux a lui sottostante. Continua a leggere “Racconto condominiale, di Riccardo Lera”

Racconto sul parto, il medico e la notte, di Riccardo Lera

Racconto sul parto, il medico e la notte, di Riccardo Lera

Riccardo Lera

Non so quante ore ho lavorato di notte durante la mia vita. Tante, migliaia penso. La notte colora le attività umane deformandole. A volte le ovatta nel suo silenzio assoluto, in altre occasioni le sottolinea esplodendo in lampi di emozione incontrollata. Sono stato fortunato a fare questo mestiere.

Ho conosciuto la miseria, la ricchezza, il coraggio, la pietà, il dolore, la paura, la vita, la morte. Ma volendo restare più leggeri ho anche provato l’ebbrezza del paradosso, dell’assurdo e dell’ossimoro, perché tutto ciò fa parte del campionario umano prodotto in natura.
E così in sala parto, dove il fulcro delle mie attenzioni sono sempre stati i papà, la notte mi ha svelato soggetti che, in atmosfere a tipo “Blade Runner”, mi hanno fatto più volte esclamare: “Ho visto cose che voi umani…”

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Racconto. Bar Eur, di Riccardo Lera

Racconto. Bar Eur, di Riccardo Lera

Riccardo Lera

Racconto. Bar Eur

Il sapore era quello del fumo delle sigarette. Gli occhi ti bruciavano come scottati da quella perenne nube grigia. Il bar Eur era, incassato sotto il palazzo da cui ne prendeva il nome. Vi si giocava alle carte, al biliardo, a flipper, si ascoltava musica o si guardava la televisione. Come ogni bar esso era popolato da personaggi quasi mitologici.

Primo. G, il barista.
Uomo dai mille interessi, i suoi cavalli di battaglia erano due: la caccia e le missioni spaziali. Ricordo una domenica sera di essere entrato al bar con Mario. L’ordinazione non avrebbe richiesto molto impegno. Eravamo due clienti abituali in un orario assolutamente canonico.

Mario avrebbe bevuto il suo solito branca menta con ghiaccio ed io una birra. Poi ce ne saremmo andati al cinema, a Novi, per il secondo spettacolo.
Ma il G. era impegnato in una profonda dissertazione sulla potenza dei razzi Saturno con il malcapitato forestiero di turno.
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Racconto breve sui primi passi professionali di medico, di Riccardo Lera

Racconto breve sui primi passi professionali di medico, di Riccardo Lera

Riccardo Lera

Le guardie mediche e le sostituzioni dei medici di medicina generale sono state la mia prima scuola di vita professionale. Teoricamente ero preparato. E come me, tanti altri neolaureati. Di ogni singola patologia conoscevo assai bene l’eziopatogenesi, la sintomatologia, la diagnosi differenziale, le possibili indagini necessarie e persino, ohibò, l’iniziale approccio terapeutico. Il trenta e lode di clinica medica vergato dal Professor Ponassi sul mio libretto certificava un buon bagaglio di conoscenze in modo, a mio avviso, inoppugnabile.

In pratica non sapevo un cazzo.

Ripensandoci ora, posso tranquillamente asserire che lo Stato Italiano aveva messo in mano ad una generazione di ragazzini, accademicamente ben cresciuti sul Teodori, sull’Harrison se non addirittura sull’Introzzi, una pistola ben oliata col colpo in canna pronto all’uso.

La realtà infatti era diversa. Profondamente diversa da quelle pagine accademicamente ben scritte e stampate su elegante carta patinata. Continua a leggere “Racconto breve sui primi passi professionali di medico, di Riccardo Lera”

Riccardo Lera. Racconto. Medicina in Italia: a morte i quiz! Proletari si nasce, medici ospedalieri si diventa.

Riccardo Lera. Racconto. Medicina in Italia: a morte i quiz! Proletari si nasce, medici ospedalieri si diventa.

Riccardo Lera

Nel 1978 eravamo due studenti al terzo anno di medicina, alti uguali, allora più o meno dello stesso peso, mori ed anche nerobarbuti. Maurizio Cremonte si era entusiasmato perché su La Stampa aveva letto una notizia riguardante un convegno di Medicina dello Sport. Entrambi allenatori di basket, decidemmo di andare a vedere di che diavolo si trattasse. Salimmo sulla millecento vintage di suo padre Luigi e iniziammo la nostra spedizione, partendo dal retro di un garage pomposamente eletto a studiolo che, a picco sullo Scrivia, ci ha ospitato, tra Università e Specializzazioni, per dieci anni della nostra vita. Mentre lui era al volante, provai a chiedere dove cavolo si tenesse la faccenda.

“A Fubine!” rispose sicuro.

“Si, ho capito, ma dove?”

“In un club.”

“Un club?”

“Sì, club Mar… Marg… non ricordo. Ho La Stampa dietro. Poi ci guardo.”

Non eravamo di molte parole. La discussione finì lì. Si trattava tuttavia del celeberrimo Golf Club Margara di proprietà, ci parve di capire in seguito, della famiglia Agnelli. Giunti al cancello, la strada proseguiva asfaltata per un paio di chilometri, tant’è che da quell’ingresso la stupenda Villa Margara, sede congressuale, non si intravvedeva neppure. Parcheggiammo nei pressi del green di una buca da golf e con passo sicuro ci dirigemmo verso quella sorta di castello. L’entrata ci annunciava, in tutta la sua eleganza, la sua carta d’identità: un’antica dimora storica che ospitò, fra gli altri, anche la Bella Rosina, prima amante e poi moglie morganatica del Re d’Italia Vittorio Emanuele II, il suo “Gigio”, come pare lo chiamasse nell’intimità. Fummo accolti da un maggiordomo in livrea rossa e fregi d’oro che ci squadrò dalla testa ai piedi. Continua a leggere “Riccardo Lera. Racconto. Medicina in Italia: a morte i quiz! Proletari si nasce, medici ospedalieri si diventa.”

Non accontentarsi mai, di Pasquale DeFalco

Non accontentarsi mai, di Pasquale DeFalco

Pasquale De Falco

Superficialità
assenza di emozioni
distanza dai sentimenti
questo e’ solo esistere
non vivere.
Amare
sognare
emozionarsi guardando un sorriso
questo e’ vivere

Guardare oltre
cercare
uno sguardo
una parola
un gesto
che vada
oltre la ragione
oltre il cuore.

Non accontentarsi
mai.

La poetessa Alisa Milani si presenta ai lettori di Alessandria today

La poetessa Alisa Milani si presenta ai lettori di Alessandria today

di Pier Carlo Lava

Alessandria today è lieta di presentare la biografia della poetessa Alisa Milani (pseudonimo) della quale in seguito pubblicheremo anche un intervista in esclusiva per il blog.

Alisa Milani 2 copia

Annalisa Meloni nasce a Sassari dove vive; la sua vena poetica si manifesta fin dall’adolescenza acquisendo, nel tempo, dopo un’intensa attività lavorativa e forti esperienze di volontariato, una caratteristica sempre più sentimentale e passionale, quasi volesse coinvolgere i suoi lettori nelle sue emozioni.

Fa’ parte di una compagnia teatrale in vernacolo sassarese e di un laboratorio teatrale.

Ha partecipato a diversi concorsi nazionali di poesia, nei quali ha ricevuto menzioni di merito classificandosi, in alcuni di essi, ai primi posti. Fra questi, in uno, e’ risultata vincitrice a livello nazionale.

Ama essere sempre se stessa con l’emozione costante di una ragazzina.

Il suo pseudonimo è Alisa Milani ed è innamorata della sua Sardegna

Le botte, di Dridi Fausto

Le botte, di Dridi Fausto

Le botte

LE BOTTE CHE PRENDONO LE MOGLI LE PRENDONO INDIRETTAMENTE ANCHE I FIGLI
I figli per crescere sani hanno bisogno di serenità ; le violenze tra i genitori, le botte che i mariti danno alle mogli traumatizzano i figli ; alcuni non riescono più a parlare; ne ho visti altri diventare balbuzienti, ne ho visti altri perdere i capelli, altri non dormono più, altri con attacchi di panico, altri aggrediscono i compagni e non studiano perchè non riescono a concentrarsi.
Questi sono i danni che le mogli che prendono botte fanno ai figli e che loro dicono che non lasciano i mariti per i figli ; ma se i figli hanno danni devastanti ! Oppure dicono che amano i mariti anche sotto le botte e con i calci in faccia ; non si puo’ essere piu’ stupide di cosi ! piu’ stupide delle galline, perche’ almeno le galline lo sono per nature, mentre le donne con le costole spaccate e con i figli traumatizzati lo sono per scelta
Ci sono centri antiviolenza, andateci ! trovate li psicologi che vi vorranno veramente bene ; telefonate al 1522, c’e’ Michele e Annarita che vi accolgono a braccia aperte a voi e ai vostri figli
Le botte delle violenze domestiche le prendono indirettamente anche i figli….. (Non e una Pubblicità acuta che e vietato mettere nei gruppi e solo un messaggio)…. BUON POMERIGGIO SERENA SERETA A VOI …

Vita d’autista, di Massimiliano Moresco

Vita d’autista, di Massimiliano Moresco

Massimiliano Moresco

Ieri avevo dei capelli particolarmente spumosi. Mi sono guardato nello specchietto del bus e non apparivo esattamente come il classico modello d’autista. Giuro. Chissà se soddisfavo le aspettative di serietà che hanno necessariamente i passeggeri.

E ne hanno ben donde. Svolgiamo, noi autisti, un lavoro per cui l’immagine ha la sua importanza. Non so cosa pensassero ma credo che la prima impressione non sia stata delle migliori. Ciò che ha confermato questa mia autovalutazione è un ragazzo che ridacchiava per la mia capigliatura col suo accolito, assistente provetto di burle. Era pure molliccio che quasi mi pareva una ricotta di latte vaccino.

Un vaccino bello potente ci vorrebbe per questi due eunuchi, chissà che non si riprendano da questa orribile malattia di demenza giovanile. C’è sempre speranza, penso tra me e me. Poi guardo meglio questo ragazzo, il sacerdote della beffa e la sua capigliatura.

Ha attirato quasi subito la mia attenzione, sono sincero. Aveva una chioma che era tutto un programma, altro che Rasta. Se ne andava in giro con questi capelli che sembravano un accozzaglia di fusilli e io avevo fame. Continua a leggere “Vita d’autista, di Massimiliano Moresco”

La poetessa Antonietta Fragnito, autrice del blog, si presenta ai lettori di Alessandria today

La poetessa Antonietta Fragnito, autrice del blog, si presenta ai lettori di Alessandria today

di Pier Carlo Lava

Alessandria today è lieta di presentare la biografia di un autrice del blog, la poetessa Antonietta Fragnito, della quale in seguito pubblicheremo anche un intervista in esclusiva.

Antonietta Fragnito

Antonietta nasce alla vita il 3 agosto dell’ anno 1950 a San Giorgio la Molara, un ameno paesino in provincia di Benevento.

Il suo percorso biografico e’ scritto da una penna faticosa, quella di una donna nata nell’immediato dopoguerra, in una realtà ancora invasa da troppe macerie materiali ed ideologiche.

Da sempre vive, lotta, accoglie ogni evento della sua esistenza con vigore e stupore. E’ una vita, la sua,  tutta proiettata sul capire, scevra da qualsiasi conformismo.

Due anni fa nasce alla scrittura. Viene colta d’improvviso da una sorta di folgorazione: la poesia la scova, la cresce, l’alimenta e la conduce per mano.

Si apre così un mondo, dove il minuscolo è immenso e dove l’immenso può diventare una folgore di luce. Spinta da un forte bisogno comunicativo, comincia a pubblicare su Facebook.

Nel giro di poco nasce il suo primo libro “Rossetto Vermiglio sul volto della luna” a cura della Casa Editrice Pluriversum.

Ogni giorno continua a scrivere e a pubblicare sui Gruppi a lei graditi, dove è  di  casa  la vera poesia.

Antonietta Fragnito: Grazie a Pier Carlo Lava che mi ha onorato della sua attenzione, pubblico con piacere e gratitudine su Alessandria Today. Considero questo Blog eclettico e plurale, la giusta dimensione per la mia poesia.

PENSIERI VACUI, di Gregorio Asero

PENSIERI VACUI, di Gregorio Asero

gregorio asero

PENSIERI VACUI
A volte mi siedo sullo sgabello del tempo e guardo scorrere le immagini della mia vita. Le forme, le figure, le gioie, i dolori si susseguono come in un film al rallentatore in bianco e nero, silenziosamente. Percepisco lo scorrere del tempo in un interminabile susseguirsi di “scene”. Mi rendo conto dell’ineluttabilità della vita.

Vedo sfilare quella parata di forme luminose e silenziose. Le sue emanazioni scorrono dentro una clessidra fino a trasformare il tempo passato in una malinconica gioia, mentre i volti delle persone che hanno avuto la ventura, o la sfortuna di camminare al mio fianco, mi guardano seriose.

Allora mi costringo a pensare che per alcuni di loro, la sabbia è finita da molto tempo e non posso capovolgere la clessidra, mentre per altri c’è ancora tempo, e mi rallegro per loro. Vorrei che il tempo si fermasse. Forse sono matto: il tempo non aspetta nessuno!

da “Pensieri sospesi”’
Gregorio Asero
copyright legge 22 aprile 1941 n 633

BELLA SCOPERTA, di Gregorio Asero

BELLA SCOPERTA, di Gregorio Asero

gregorio asero

BELLA SCOPERTA

Quando avevo sedici anni feci una curiosa scoperta: bastava che la ragazza con la quale uscivo accavallasse le gambe, scoprendo un po’ le cosce e subito il cuore mi martellava nelle vene, se invece stavo con lei in spiaggia, nuda fino all’inguine, le tempie non mi martellavano più.

Con questo voglio dire che in pratica avevo scoperto l’acqua calda, perché tutti i miei amici la pensavano come me.

Voglio dire che nella vita non è indispensabile scoprire qualcosa di nuovo, è già sufficiente scoprire per proprio conto quello che già hanno scoperto gli altri.

URLA DAL SILENZIO, di Tania Scavolini

URLA DAL SILENZIO, di Tania Scavolini

Squarci di cielo – poesie di Tania Scavolini

urla

Ecco l’ultimo nato, interamente a sfondo sociale, temi diversi con poesie e brevi racconti a introdurre ogni tema

URLA DAL SILENZIO edito da CTL EDITORE LIVORNO
prefazione a cura di Marzia Carocci
immagine di copertina a cura dell’autore Tania Scavolini

Ringrazio la CTL, in particolare il direttore editoriale Nino Bozzi che ha seguito personalmente le varie delicate fasi della edizione del libro.

Ringrazio la bravissima Marzia Carocci che ha realizzato una prefazione attenta e incisiva, sottolineando la forza della poesia quando si trasforma in denuncia.

Chi fosse interessato può contattarmi direttamente in pagina, se volesse dedica personalizzata. altrimenti può ordinarlo anche sule principali librerie on line
https://www.ibs.it/urla-dal-silenzio-ediz-…/e/9788885575349…