Luigi Di Maio: “Noi siamo tutta l’Italia”. Il leader M5S sogna il governo, di Ilario Lombardo. La Stampa

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Il capo dei Cinque Stelle: «Vincitori assoluti, ogni partito dovrà cercarci». Poi insiste sulla parola «responsabilità» e rilancia: «Spazzate le ideologie»

ANSA

Dopo il trionfo Luigi Di Maio ha ribadito la disponibilità al dialogo con le altre forze politiche, delle quali ora attende le mosse. E ha tentato di rassicurare gli investitori, rimarcando come l’M5S senta la responsabilità di dare un governo al Paese

ILARIO LOMBARDO ROMA

La Terza Repubblica di Luigi Di Maio comincia in una piovosa mattina di marzo, il giorno dopo il trionfo, con addosso una maschera di emozione che tradisce i 31 anni del ragazzo di Pomigliano che voleva essere premier. È breve, conciso, Di Maio, attento a non sporcare il suo discorso anche di una sola virgola che potrebbe irritare il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.… continua su: http://www.lastampa.it/2018/03/06/italia/speciali/elezioni/2018/politiche/luigi-di-maio-noi-siamo-tutta-litalia-il-leader-ms-sogna-il-governo-GxpwjYhSfzu0MrzvJVY9VN/pagina.html

 

E’ troppo tardi per l’Europa, i giochi sono fatti, di Maurizio Donte

europapolitica

Giulio Valerio Maggioriano, le riflessioni di Maurizio Donte sull’Europa

24 luglio 2012 5 dicembre 2011

Maggioriano

Oggi voglio parlarvi di Giulio Valerio Maggioriano, l’ultimo imperatore di Roma che cercò in tutti i modi di salvare l’Occidente e di recuperare le province perdute.

Su Wikipedia c’è un suo breve ritratto, che cito integralmente:

“Comandante militare di un certo successo, salì al trono dopo aver deposto l’imperatore Avito e regnò dal 457 al 461.

Il suo regno fu caratterizzato da una politica estera volta a restaurare il dominio romano sulle province perdute- in particolare Gallia, Hispania (e sono proprio americani…Iberia, sarebbe meglio dire) e Africa- e da una politica interna avente lo scopo di risollevare le finanze imperiali, garantendo al contempo giustizia ed equità. Continua a leggere “E’ troppo tardi per l’Europa, i giochi sono fatti, di Maurizio Donte”

Il laboratorio del nostro scontento, di Maurizio Molinari. La Stampa

Maurizio Molinari http://www.lastampa.it/

La vittoria di Movimento Cinque Stelle e Lega nelle elezioni del 4 marzo è un evento spartiacque nella politica italiana, descrive l’entità dello scontento sociale che alberga nel nostro Paese.   

E apre la strada ad un governo tanto difficile da formare quanto capace di innescare conseguenze imprevedibili in Europa.   

L’evento spartiacque viene dal fatto che i governi della Repubblica italiana erano stati finora guidati o condizionati da Dc, Psi, Forza Italia e Pd ovvero forze appartenenti alle maggiori famiglie politiche europee – popolare e socialista – mentre adesso a vincere sono formazioni di origine differente, la cui legittimazione viene dal rappresentare istanze specifiche – su economia, sicurezza e identità locali – accompagnate da un forte sentimento di sfiducia nelle istituzioni rappresentative.

Ovvero, ciò che accomuna i vincitori del 4 marzo non sono le radici nell’Europa del Dopoguerra bisognosa di pace ma nell’Europa della protesta contro gli effetti della globalizzazione iniziata dopo la Guerra Fredda.    Continua a leggere “Il laboratorio del nostro scontento, di Maurizio Molinari. La Stampa”

Gli operai sedotti da Salvini: “Ora ci abbassi le tasse e mandi via gli irregolari”

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Nelle fabbriche lombarde: «Roma ci ignora, fieri di essere populisti». La rabbia anti-migranti: «Non è razzismo, chi delinque va cacciato»

REPORTERS

Per molti sostenitori di Salvini questa vittoria è anche uno schiaffo all’Europa «dove noi non contiamo niente»

FABIO POLETTI INVIATO A ODOLO (BRESCIA)

Gli operai votano Lega. I piccoli imprenditori votano soprattutto Lega. A Odolo in Val Sabbia, cento curve a Nord di Brescia, 2000 abitanti, 1000 operai, 500 migranti imbullonati come tutti ai torni o davanti agli altiforni, è difficile trovare qualcuno che non voti Lega o comunque a destra. Capire perché, non è difficile. Basta chiederlo a Giorgio Dusina, 53 anni, titolare dell’azienda di famiglia di minuterie metalliche: «Ho votato Lega. Sono fiero di essere un populista perchè il popolo questa volta ha fatto sentire la sua voce. Abbiamo voluto dare uno schiaffo a Roma e alla sinistra di Matteo Renzi che ci governa, non sa nulla di noi e non ha fatto nulla per noi. E un altro schiaffo all’Europa dove comandano tedeschi e francesi e noi non contiamo niente di niente» Continua a leggere “Gli operai sedotti da Salvini: “Ora ci abbassi le tasse e mandi via gli irregolari””

Elezioni, il giorno dopo: quali alessandrini a Roma? Molinari, Berutti e gli altri…Fornaro alla Camera

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da corriereal di Ettore Grassano 

Elezioni, il giorno dopo. Una notte insonne per tutti gli addetti ai lavori della politica, quella tra domenica e lunedì. E ieri una giornata tra affermazioni di entusiasmo per i vincitori, e frasi di rito sulla necessità di un ripensamento critico per gli sconfitti.

E’ evidente che in provincia il centro destra (a traino Lega: primo partito non solo nell’alessandrino, ma in tutta la regione, con pesante ‘opa’ sulle regionali 2018), è il vero vincitore delle urne, mentre è altrettanto palese che il centro sinistra subisce una pesantissima sconfitta, mentre i 5 Stelle ottengono un risultato percentualmente importante, intorno al 25%, ma certamente non ‘sfondano’, come invece è successo nel sud del Paese. 

Ma ecco tutti (o quasi, salvo riconteggi dei resti dell’ultima ora) gli eletti di casa nostra.

Nessun dubbio, fin da ieri, sul versante dei collegi uninominali, dove i due vincitori sono entrambi di centro destra: si tratta di Riccardo Molinari (segretario nazionale della Lega in Piemonte, e assessore con deleghe ‘pesanti’ in comune ad Alessandria) e di Massimo Berutti, già sindaco di Tortona, e attualmente consigliere regionale di Forza Italia.

Molinari sarà deputato (e, in caso di governo di centro destra, non si esclude per lui, da anni

stretto collaboratore di Matteo Salvini, qualche incarico di responsabilità), Berutti senatore… continua su: https://mag.corriereal.info/wordpress/2018/03/06/elezioni-giorno-quali-alessandrini-a-roma-molinari-berutti-e-gli-altri-fornaro-alla-camera/

I commenti. Molinari: “La mia priorità ora è il Parlamento”

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Arrivano i primi commenti al voto. Riccardo Molinari: “continuerò a vivere ad Alessandria, ma la mia priorità ora è il Parlamento”. Borioli: “Ricostruire un centrosinistra plurale, riformista e vincente sarà l’impegno cui mi dedicherò”

ELEZIONI 2018 – Dopo la maratone elettorale della notte arrivano i primi commenti al voto in Provincia.

Riccardo Molinari, candidato per la Lega Nord – Centro Destra è il vero vincitore con il 45% circa dei consensi. Assessore per il comune di Alessandria premette che “per legge i due incarichi non sono incompatibili. Mi confronterò con il sindaco Gianfranco Cuttica ma avevo premesso che il mio sarebbe stato un incarico a termine. Gli elettori mi hanno scelto per rappresentarli alla Camera. Continuerò a vivere ad Alessandria ma la mia priorità ora è il Parlamento. Del resto, meglio fare bene una sola cosa”.
La Lega esce rafforzata dal voto: “non mi aspettavo questi risultati. Lavoro, sicurezza, immigrazione sono i temi che la Lega ha portato in questa campagna. L’equilibrio nel centro destra è cambiato ed ora ha una linea più dura con la Lega”.

Continua a leggere “I commenti. Molinari: “La mia priorità ora è il Parlamento””

Esito delle elezioni nella colonia USA nel Meditteraneo, di Claudio Martinotti Doria

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di Claudio Martinotti Doria

Primi exit pool di cui mi sono avvalso per prevedere l’esito delle elezioni italiane, intervistando alcuni elettori dopo l’uscita dai seggi.

Dopo la visita cerimoniale di Di Maio a Washington D.C. di alcuni mesi fa, per ossequiare e giurare fedeltà , garantire sottomissione e servilismo all’establishment sionista neocons americano, il Movimento 5 Stelle è stato sdoganato ed è finalmente N.A.T.O. come partito, a tutti gli effetti, quindi autorizzato a governare la principale colonia USA nel Mediterraneo.

Dopo le elezioni, che tanto clamore stanno suscitando e che hanno indotto quasi tre italiani su quattro a fare code per poter votare (l’astensionismo dove è finito?), adesso vedremo quando torneremo a votare, se entro l’anno o al massimo entro la primavera del 2019. Perché per sbloccare una tale situazione ci vorrebbe un capo di stato cazzuto, come poteva essere Cossiga ai suoi tempi migliori, quando non risparmiava critiche a nessuno, non certo questo zombie devitalizzato che hanno eletto per non nuocere alla casta parassitaria che governa il paese da decenni. Continua a leggere “Esito delle elezioni nella colonia USA nel Meditteraneo, di Claudio Martinotti Doria”

M5s primo partito, ma vince il centrodestra. Exploit della Lega

Novi Ligure

[AGGIORNAMENTO: I DATI DI TUTTI I COMUNI] Elezioni politiche: in diretta i risultati dello spoglio a Novi Ligure. Il Movimento 5 Stelle è il primo partito in città, ma a vincere è la coalizione di centrodestra. Balzo della Lega che supera anche il Partito Democratico, fermo al 20 per cento

NOVI LIGURE – ORE 5.30 – Terminato lo spoglio delle schede a Novi Ligure, sia per la Camera che per il Senato. Pur con qualche decimale di differenza, il risultato politico è ormai assodato: in città il Movimento 5 Stelle rappresenta la prima forza politica (alla Camera con il 30,5 per cento dei consensi). Subito dopo c’è la Lega, che con il 22,7 per cento dei voti trascina la coalizione di centrodestra a quota 39,4 per cento (Forza Italia si è fermata al 12,3 per cento); bene anche Fratelli d’Italia al 3,3 per cento.Sul fronte opposto, la coalizione di centrosinistra paga il calo del Partito Democratico, fermo al 20 per cento; i partiti alleati +Europa, Insieme e Civica Lorenzin non incidono più di tanto, solo la sigla della Bonino arriva al 2,9 per cento. Rimanendo a sinistra, Liberi e Uguali ha toccato quota 3,9 per cento, mentre Potere al popolo non è andato oltre lo 0,9 per cento.L’estrema destra, con Casapound e Italia agli italiani, in città ha raggiunto l’1,2 per cento.Al Senato il centrosinistra è andato leggermente meglio: il Partito Democratico è arrivato al 20,7 per cento e la coalizione complessivamente ha preso il 23,9 per cento. Consensi di qualche decimale più bassi per M5s e Lega (rispettivamente 30,4 e 22,3 per cento), e nel complesso il centrodestra è al 39,1 per cento.All’uninominale, a imporsi di conseguenza sono i candidati del centrodestra: Riccardo Molinari alla Camera (5.864 voti) e Massimo Berutti (5.421 voti). Continua a leggere “M5s primo partito, ma vince il centrodestra. Exploit della Lega”

Di Maio: “Noi vincitori assoluti”. Salvini: “Il centrodestra al governo”. Renzi si dimette

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Italia senza maggioranza. Boom della Lega che sorpassa Forza Italia. Il centrodestra prima coalizione. Crolla il Pd. La partita passa nelle mani di Mattarella

Luigi Di Maio e Matteo Salvini indiscussi vincitori, il Pd malamente sconfitto con Renzi che è pronto a dimettersi, un Berlusconi silente (con Forza Italia che copre il disappunto per il sorpasso della Lega inneggiando alla vittoria della coalizione di centrodestra), un modestissimo risultato per Leu, nessuna maggioranza di governo. In attesa che la parola passi al Colle, oggi sono i big a parlare. Di Maio ribadisce: «Siamo i vincitori assoluti, ma siamo aperti al confronto con tutti i partiti». Dal canto suo Salvini rivendica il «diritto e il dovere di governare della coalizione del centrodestra». E va ad Arcore ad incontrare Berlusconi.

BOOM LEGA, SALVINI: CENTRODESTRA AL GOVERNO

«No a coalizione strane. No, no no…». Ripete tre volte «no» Matteo Salvini ai giornalisti che, in conferenza stampa, gli chiedono se per la Lega sia possibile una coalizione diversa da quella del centrodestra. «La squadra a cui mancano meno numeri per avere la maggioranza alla Camera e al Senato è quella del centrodestra. A seggi chiusi lavoreremo perché la squadra più vicina arrivi a essere maggioranza. Ci sono collegi dove vinci o perdi per cinquanta voti e vogliamo avere il quadro chiaro», afferma il leader leghista dal quartier generale della Lega, in via Bellerio a Milano. «Escludo governi di scopo, a tempo, istituzionali. Non partecipiamo a governi minestrone», aggiunge ancora. E non ha perso tempo, raggiungendo subito dopo la conferenza stampa Silvio Berlusconi, nella villa di Arcore. Un incontro che ambienti del Carroccio hanno definito «molto cordiale», breve ma positivo.  Continua a leggere “Di Maio: “Noi vincitori assoluti”. Salvini: “Il centrodestra al governo”. Renzi si dimette”

Renzi si dimette da segretario del Pd: “Nessun inciucio, faremo opposizione”

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Il segretario del Pd Matteo Renzi, 43 anni

Dopo il flop elettorale il segretario fa un passo indietro e chiede non un reggente “scelto dal caminetto” ma un candidato uscito dalle primarie AP

Matteo Renzi lascia la guida del Pd. Si presenta nel tardo pomeriggio al Nazareno, dopo numerosi rinvii per commentare il risultato delle Politiche. Rivendica con orgoglio le cose fatte in questi anni («Restituiamo le chiavi di casa, con una casa in ordine tenuta bene. Sono cresciuti Pil, export, consumi e posti di lavoro»). «Non faremo accordi. Il nostro posto in questa legislatura è all’opposizione. Lì ci hanno chiesto di stare i cittadini italiani e lì staremo», chiarisce. «Mi sento garante di un percorso politico e culturale. Abbiamo detto no a un governo con gli estremisti. Non abbiamo cambiato idea in 48 ore. Ci sono almeno tre elementi che ci separano da Salvini e Di Maio: l’anti europeismo, l’antipolitica e l’odio verbale che ha caratterizzato la loro campagna. Se siamo mafiosi, corrotti, impresentabili, con le mani sporche di sangue, sapete che c’è? Fate il Governo senza di noi»… continua su: http://www.lastampa.it/2018/03/05/italia/speciali/elezioni/2018/politiche/renzi-si-dimetter-nel-pomeriggio-martina-verso-la-guida-del-pd-MSmLLvs2r2hx3fuNxMSiHM/pagina.html

Eletti alla Camera Molinari, Giaccone e Tiramani. Entrano in Senato Berutti e Pichetto

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In provincia di Alessandria si afferma la coalizione di centrodestra con oltre il 45% dei voti

MAURO FACCIOLO

ALESSANDRIA

Centrodestra pigliatutto nell’uninominale e nel proporzionale per Camera e Senato in provincia di Alessandria. E davanti a tutti c’è la Lega.  Riccardo Molinari, assessore del Comune di Alessandria e stretto collaboratore di Matteo Salvini, è stato eletto alla Camera nel collegio di Alessandria con il 44,59% dei voti, con oltre 65.000 voti.  Nel collegio Acqui-Asti il parlamentare eletto alla Camera è Andrea Giaccone, del centro destra: ha avuto il 45,12% dei voti (con 61.712 consensi).

Sempre alla Camera, nel collegio Casale-Vercelli gli elettori hanno scelto Paolo Tiramani, centrodestra, con il 47,07%. Al Senato, nel collegio Alessandria Asti ha vinto con il 45,22%, cioè oltre 114.000 voti, Massimo Berutti, Forza Italia, attuale consigliere regionale piemontese ed ex sindaco di Tortona. Nel collegio Alessandria-Vercelli è invece diventato senatore Gilberto Pichetto, Forza Italia, con il 46,84%, pari a 115.850 voti. Al secondo posto, ma con un certo distacco, in tutti i collegi i candidati del Movimento 5 Stelle. Per il collegio di Alessandria della Camera, Silvia Gambino ha avuto il 26,86%; nel collegio Acqui-Asti, Fabio Desilvestri il 25,85; in quello Casale-Vercelli, Paolo Maria Mosca il 24,36. Al Senato, ad Alessandria-Asti, Antonella Scagnetti è stata votata dal 26,13% degli elettori, mentre nel collegio Alessandria-Vercelli Ezio Conti ha ottenuto il 23,81%.  Continua a leggere “Eletti alla Camera Molinari, Giaccone e Tiramani. Entrano in Senato Berutti e Pichetto”

Elezioni politiche del 4 marzo: Risultati candidati Comune di Alessandria

Alessandria: Si comunica che al termine delle operazioni di scrutinio i risultati definitivi relativi allo spoglio delle 93 sezioni nel Comune di Alessandria sono i seguenti:

Elezioni Senato della Repubblica

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Elezioni Camera dei Deputati

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Responsabilità, la lezione della Germania, di Michele Valensise, La Stampa

di MICHELE VALENSISE, http://www.lastampa.it/

Non c’era euforia ieri mattina tra le vetrate della Willy-Brandt-Haus a Berlino, quando il presidente pro-tempore della Spd Olaf Scholz annunciava il risultato del referendum degli iscritti sul governo di coalizione con la Cdu/Csu. Toni sobri, neanche un applauso.   

Eppure l’esito della consultazione è stato netto, con un’alta partecipazione al voto (78%) e un chiaro consenso (66%) sulla proposta di entrare al governo. Dopo mesi di trattative e di incertezze, nuove per la Germania, resta il peso di divisioni e dubbi. Per i socialdemocratici, alla luce della disastrosa prova elettorale a settembre, si tratterà da un lato di perseguire la collaborazione con l’alleato democristiano e dall’altro di disegnare un profilo rinnovato della sinistra riformista, che sia capace di recuperare iniziativa politica, visibilità in seno alla coalizione e sostegno di quanti da ultimo hanno voltato le spalle al partito. Compito non facile.   Continua a leggere “Responsabilità, la lezione della Germania, di Michele Valensise, La Stampa”

Il rebus in mano a Mattarella. Attori principali Di Maio e Salvini, di Ugo Magri, La Stampa

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Salta l’ipotesi di un Nazareno bis tra forzisti e dem. Difficile prescindere dai pentastellati. L’incognita leghista

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Il Capo dello Stato Sergio Mattarella ha votato nella scuola Giovanni XXIII del quartiere Libertà a Palermo.

UGO MAGRI ROMA http://www.lastampa.it/

Passata l’onda delle emozioni, e con la mappa del nuovo Parlamento che stasera avrà in mano, Sergio Mattarella potrà finalmente ragionare su maggioranze e governi. Mettersi nei suoi panni è impossibile, forse nemmeno da augurare. Le uniche certezze, per il capo dello Stato, sono al momento quelle poche fondate sui numeri. Nudi e crudi.  

Primo dato aritmetico: nessuna forza politica da sola ha ottenuto la maggioranza assoluta alla Camera o al Senato. Non c’è riuscito il centrodestra, che emerge più forte di cinque anni fa eppure resta impantanato a una sessantina di seggi dal traguardo, ma nemmeno ce l’hanno fatta i grillini che, nonostante l’impetuosa avanzata, sono ancora più distanti. Eventuali «campagne acquisti», come ne abbiamo viste in passato, non basterebbero a colmare il gap.   Continua a leggere “Il rebus in mano a Mattarella. Attori principali Di Maio e Salvini, di Ugo Magri, La Stampa”

Il risultato che spaventa l’Europa, di Marcello Sorgi, La Stampa

di MARCELLO SORGI http://www.lastampa.it/

Dalle urne del 4 marzo è uscito qualcosa che l’Europa temeva e l’Italia forse non s’aspettava di queste dimensioni: la vittoria di un insieme populista e sovranista che va dal Movimento 5 Stelle alla Lega.

Nella lunga notte in cui i dati affluivano lentamente dalla macchina del Viminale, sono cresciuti costantemente i numeri di queste liste, formalmente schierate su fronti opposti, ma al bisogno pronte a convergere. Soprattutto se si considera l’elemento che accomuna il successo pentastellato, il fiato caldo alitato sul collo di Berlusconi da Salvini prima di sorpassarlo e l’avanzata di Fratelli d’Italia e di Giorgia Meloni: la portata del voto antisistema, da considerare non più come sfogo o protesta, perché punta dichiaratamente al governo.

E lo fa, in nome di parole d’ordine e obiettivi opposti a quelli dell’establishment nazionale e sovrannazionale che finora ha tenuto ferma la barra dei rapporti con l’Unione europea. Così, dopo quella che nel ’94 seppellì la Prima Repubblica, partorendo la Seconda, una nuova rivoluzione è partita in Italia. Il populismo, sconfitto dappertutto in Europa, qui ha vinto: o riuscirà a governare, o sarà in grado di inceppare il sistema.  Continua a leggere “Il risultato che spaventa l’Europa, di Marcello Sorgi, La Stampa”