La guerra di Piero (Fabrizio De Andrè)

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di Pasquale De Falco 

La guerra di Piero (anno 1966) è uno dei più celebri brani di Fabrizio De Andrè, un cult non solo nella sua discografia, ma nell’intero panorama musicale italiano.

L’autore canta non di una guerra in particolare, ma della guerra in sé, attraverso le voci del narratore prima, e dello stesso protagonista poi.

La guerra di Piero è dunque una vicenda metastorica e quando il giovanissimo De Andrè racconta di Piero, si riferisce più in generale a tutti i soldati morti, sotto qualsiasi bandiera e in ogni tempo, per una causa che non li riguardava, per volere di altri.

L’umanità di Piero accompagna l’intero svolgersi della storia, e ne diventa anzi l’argomento principale, spingendo in secondo piano i più truci fatti bellicose. Le sue emozioni, i suoi pensieri e le sue paure, sono i veri protagonisti. Il momento della morte non viene raccontato con macabre immagini sanguinolenti, bensì attraverso i suoi ultimi pensieri, dedicati a Ninetta, la sua compagna, assegnando all’amore il primato sulla morte. Continua a leggere “La guerra di Piero (Fabrizio De Andrè)”

“PALATIUM VETUS” Alessandria Piazza della Libertà, 28, di Pier Carlo Lava

“PALATIUM VETUS” Alessandria Piazza della Libertà, di Pier Carlo Lava

Dal sito della Fondazione Cassa di Risparmio di AlessandriaFondazione Cassa di Risparmio di Alessandria

Alessandria: Il “Palatium Vetus“, centro della vita politica, amministrativa e giudiziaria del comune medioevale, venne costruito intorno al 1170, al tempo della fondazione della città. 

L’edifico era articolato in due parti, comprendeva l’armeria o Pavaglione e qualche ufficio amministrativo; si prolungava su Via Migliara e con vari copri di fabbrica annessi e cortili interni, giungeva fino a Via dei Martiri. 

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Qui avevano sede gli uffici del Podestà e del Capitano del Popolo e nei secoli XII – XIV gli organi giudiziari (Pretorio) e le carceri. Dopo vari passaggi il palazzo venne ceduto infine dal Comune allo Stato nel 1856; negli anni seguenti quasi tutti i locali di Via dei Martiri furono venduti a privati, mentre nel fabbricato prospettante la piazza fu sistemato il corpo di guardia del Comando di Divisione. 

Già all’inizio del Settecento sul lato di Via Migliara si aprivano vari negozi riconfermando la più che secolare destinazione commerciale della via. Fino al 1995 il complesso edilizio ha ospitato il Presidio e il Distretto Militare, ora è la sede della Fondazione della Cassa di Risparmio di Alessandria. Continua a leggere ““PALATIUM VETUS” Alessandria Piazza della Libertà, 28, di Pier Carlo Lava”

Intervista a Luca Cozzi, autore de “Il potere delle ombre”: «In Val Borbera ho trovato lo scenario perfetto per intrighi e misteri»

Di Maria Luisa Pirrone

Dopo “Senza nome e senza gloria” (2016) e “Shaytan” (2017), entrambi Edizioni della Goccia, la saga dell’intrepido Luke McDowell giunge quest’anno alla terza imperdibile missione.

L’ex agente dell’FBI ed ex Navy SEALs, sgattaiolato fuori dalla penna di Luca Cozzi per inseguire criminali e dipanare intrighi dall’Europa al Sudamerica fino al Medio Oriente, torna in “Il potere delle ombre”, con lo stesso editore, per scavare, questa volta, nei misteri della nostrana e insospettabile Val Borbera, dove, inaspettatamente, si troverà a sfidare poteri misteriosi e senza scrupoli, decisi a preservare la loro segretezza.

Tutto ha origine dal ritrovamento di una lettera e di un taccuino antichissimi che innescano quella che all’inizio sembra essere una caccia al tesoro e che, invece, si rivelerà una sfida contro poteri occulti. Una miscela esplosiva che solo un pugno di uomini disposti a ogni rischio – McDowell e i suoi compagni – sarà in grado di affrontare.

Il libro è stato presentato, attraverso il primo di una serie di firmacopie, l’8 dicembre in anteprima nazionale presso la Libreria Mondadori di Alessandria, in via Trotti 58, dove l’autore attenderà nuovamente il suo pubblico il 23 e il 24 dicembre dalle 16 alle 19.

Un altro incontro con i lettori è previsto il 20 dicembre alla Libreria Mondadori di Casale Monferrato dalle 16 alle 19.

Cozzi, genovese trapiantato nel basso Piemonte, anima di segreti senza tempo una valle antica e i suoi villaggi dimenticati, come Reneuzzi e Casoni, ma anche Serravalle Scrivia e Novi Ligure. Continua a leggere “Intervista a Luca Cozzi, autore de “Il potere delle ombre”: «In Val Borbera ho trovato lo scenario perfetto per intrighi e misteri»”

Marcella Nardi scrittrice: Dall’informatica alla scrittura, vive fra Milano e Seattle e ama costruire borghi e castelli medievali in scala ridotta

 

di Pier Carlo Lava

Marcella Nardi, ex Informatico, è appassionata di viaggi, fotografia, storia antica, libri gialli e d’avventura. Ha riscoperto l’amore per la scrittura e si è aggiudicata il terzo posto in un concorso per storie brevi. 

Vive tra Milano e Seattle (USA), costruisce castelli in miniatura ed è un’insegnante. Insegna l’Italiano e l’Inglese. 

La sua biografia ci ha incuriosito, perciò in esclusiva per il blog l’abbiamo intervistata per conoscerla meglio, queste le sue risposte alle nostre domande:

Ciao Marcella e benvenuta nel blog, ci racconti chi sei, dove vivi e che cosa fai nella vita, oltre a scrivere?

R: Ciao a te, Pier Carlo, e a quanti ci stanno leggendo. Direbbe Toto Cotugno “sono un’italiana vera”. Nasco a Castelfranco Veneto, Treviso, da padre vicentino e mamma tarantina. 

Ho vissuto in molti posti in Italia e per ultimo ventuno anni a Milano. Da circa sei anni vivo a Seattle, USA. Sono un Informatico che a un certo punto, dopo ventidue anni, ha deciso di riappropriarsi della sua vita e del suo tempo. 

Da quando sono qui in USA mi dedico, oltre allo scrivere, ai miei numerosi hobby e insegno italiano e inglese base/intermedio. Tra le passioni c’è la storia  antica e medievale, la fotografia, il giardinaggio, viaggiare per il mondo e dedicarmi lavori di bricolage, anche complessi. 

Costruisco borghi e castelli medievali in scala ridotta.  Due o tre volte l’anno tengo presentazioni su temi vari inerenti al Medioevo italiano presso la sede di Seattle della Dante Alighieri.    Continua a leggere “Marcella Nardi scrittrice: Dall’informatica alla scrittura, vive fra Milano e Seattle e ama costruire borghi e castelli medievali in scala ridotta”

Le Officine Grandi Riparazioni di Torino

Le Officine Grandi Riparazioni di Torino

Le Officine Grandi Riparazioni di Torino erano storicamente destinate alla riparazione di veicoli ferroviari. Una volta dismesse tali attività le stesse furono riqualificate e destinate sia ad attività didattiche del Politecnico sia a centro polivalente culturale ed artistico.

 

ELOGIO DELLE MAESTRE DELLA SCUOLA PRIMARIA, di Elvio Bombonato

ELOGIO DELLE MAESTRE DELLA SCUOLA PRIMARIA, di Elvio Bombonato

Gianfranco Contini (1912-1989), critico supremo e massimo filologo europeo della sua generazione, docente alla Normale, intervistato da Ludovica Ripa di Meana nella propria casa a Domodossola nel 1988 (“Diligenza e voluttà”, Mondadori, 1989), a p.21 afferma:  “Io ho avuto come insegnanti il fiore della filologia europea, eppure nessuno è stato tanto benemerito della mia cultura quanto mia madre (nota mia: maestra) e il mio maestro di III elementare.

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Io penso che sia molto più importante un buon insegnamento elementare che un buon insegnamento universitario.  L’universitario è molto facile da produrre. Un buon insegnamento elementare, questo è essenziale… Il valore didattico di mia madre e del mio maestro consisteva nell’esattezza, e nel potere di suscitare curiosità.

Venire incontro a curiosità mie e suscitarne di nuove, in fondo l’insegnamento è tutto lì. La curiosità e l’entusiasmo per la curiosità, questo è l’essenziale”.

Lo ripropongo. Dedicato alle maestre, in particolare alle mie ex allieve del “Saluzzo”, numerose oltre ogni mia aspettativa, che hanno scelto questo difficile e delicato lavoro.

1 Dicembre 1955: il NO di Rosa Parks cambia la storia dei diritti civili, di Lia Tommi

Il primo dicembre del 1955, terminata la giornata lavorativa, la 55enne Rosa Parks, di pelle nera e sarta di professione, prende un autobus (il 2857) per tornare a casa a Montgomery, in Alabama.
Si siede in una fila centrale e poche fermate dopo, quando sale un passeggero bianco, il conducente del mezzo le chiede di alzarsi per farlo sedere: questo era quanto previsto dalle leggi di segregazione razziale della città.
E la donna lo sa: i neri siedono dietro, i bianchi davanti, mentre i posti centrali sono misti, ma se occupati la precedenza spetta sempre ai bianchi.
Questa volta però non ci sta e risponde “no” all’invito dell’autista.
Da quel momento diventa la palladina dei diritti dei neri impegnati nella dura lotta contro la segregazione che opprimeva gli Stati del Sud.
Dopo il rifiuto di alzarsi viene arrestata per “condotta impropria”, ma poi, già a poche ore dall’arresto, venne rilasciata grazie alla cauzione pagata da un avvocato bianco vicino alle posizioni dei neri.
“Dicono che non ho ceduto il posto perché ero stanca, ma non è vero – spiegò poi Rosa Parks – . Non ero stanca fisicamente, non più di quanto lo fossi di solito alla fine di una giornata di lavoro. L’unica cosa di cui ero stanca era subire”.
Il gesto della donna innesca un boicottaggio dei mezzi pubblici che dura bene 381 giorni. La protesta è guidata da Martin Luther King e porterà la Corte Suprema ad abolire le discriminazioni sugli autobus.
(Unioneonline/s.a.)

LUCILLA – NO alla violenza contro le donne, di Marcella Nardi

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Alcuni anni fa ebbi l’onore di essere contattata per inserire una mia storia, che compare come racconto, nella mia prima antologia dal titolo “Grata Aura & Altri gialli medievali” (Amazon).

Insieme ad altri 32 racconti, il mio fu opportunamente accorciato da un regista. Per ogni storia un attore avrebbe avuto a disposizione 5 minuti per leggerlo.

Era una manifestazione, con raccolta fondi, per la lotta contro la violenza sulle donne.

Di seguito aggancio il testo ridotto. Chi avesse piacere a leggere il racconto originale, lo puo’ trovare nell’antologia da me pubblicata su Amazon.

Buona lettura

LUCILLA

“Lucilla, fai presto, dove sei?”, continuava imperiosa la voce di mia madre.
Non riuscivo a trovare la gatta. Mi era parso di vederla correre oltre lo steccato.
“Strano”, pensai”
A quest’ora, in genere, Batuffolo è più ligia di me. Sa che, prima di cena, mia madre le da il suo ultimo pasto della giornata”.

Poi…tutto accadde in un istante!
Sentivo i passi di mia madre, allontanarsi e il cancello posteriore era stranamente aperto. Avrei dovuto capire che c’era qualcosa d’insolito.
Sentivo la sventura lì, pronta a catturarmi e accelerai il passo. “Dov’era finita, Batuffolo?” pensai. Poi la vidi. Era impaurita.
Nell’istante in cui capii il perché: un sacco mi piombò addosso.
Due mani forti e ruvide mi presero e m’impedirono di urlare.
Il panico più profondo in un istante mi trasformò da adolescente in una giovane donna.
Così la mia vita a Ravenna era terminata.
Viaggiai, non so bene per quanto tempo viaggiai.
Terrore…ecco cosa avvertivo più di tutto.
Ricordo ancora i sobbalzi del carro su cui mi avevano caricato, ben nascosta sotto le coperte. Ogni volta che mi agitavo o cercavo di urlare, una mano mi picchiava.
Ci fermammo, credo, per tre notti.
In quelle condizioni, lo scorrere del tempo era più tiranno dei miei rapitori!
Sempre bendata, mi davano una ciotola con qualcosa di disgustoso da mangiare. Unico conforto era il calore del fuoco attorno a cui stavamo seduti. Dopo il pasto, gli uomini, con toni volgari, si raccontavano storie di scorribande e di violenze sulle donne.
Poi di nuovo sul carro, mentre il resto della banda dormiva.
L’ultima notte tentai di fuggire. Non l’avessi mai fatto! La punizione fu orribile.
Ancora oggi rimane indelebile nella mia mente.
Quell’essere volgare, che mi sorvegliava, mentre gli altri riposavano, mi prese con una brutalità inaudita. Il dolore della violenza che subii fu atroce, così come la nausea che provai per il fetore che emanava quell’uomo.
L’indomani il viaggio riprese e, quando il carro si fermò, mi fecero scendere; poi mi tolsero la benda.
Una luce intensa mi sferzò gli occhi. Era il sole!
Ed era anche una splendida chioma dorata di un giovane pulito, bello, elegante che rincuorò il mio animo ferito. La vista e il calore arrivarono a lenire i dolori del mio corpo.
Entrammo in un maniero.
Scendemmo un’infinità di scale e poi camminammo per una serie di cunicoli sotterranei. Arrivammo dinanzi alla porta di una cella e, senza tanti complimenti, fui gettata dentro. Sbattei la testa. Quell’enorme porta chiudeva un altro capitolo della mia vita.
Un donnone, dai modi rozzi, ma buona di cuore, ogni giorno mi portava una ciotola con qualcosa da mangiare, un secchio ed una pezza per lavarmi. Continua a leggere “LUCILLA – NO alla violenza contro le donne, di Marcella Nardi”

Per una Toponomastica del Casalese, venerdì 16 novembre si ricorda la Grande Guerra

Per una Toponomastica del Casalese, venerdì 16 novembre si ricorda la Grande Guerra

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Casale Monferrato: Il mese di novembre del progetto “Per una Toponomastica del Casalese” sarà dedicato all’inaugurazione di sette nuove targhe che ricordano il Centenario della fine della Prima Guerra Mondiale.

Verranno “scoperte” le insegne della Piazza intitolata alla Brigata Casale, i cui fanti parteciparono alla liberazione di Gorizia e poi alle battaglie dell’Isonzo, e di sei vie cittadine che hanno un significato simbolico ed emozionale molto importante: si tratta di strade dedicate a quei nuclei familiari che nel corso della Prima Guerra Mondiale hanno avuto più di un caduto.

Come si legge nelle targhe preparate dagli studenti, “Ricordando i componenti delle famiglie che pagarono il prezzo più alto il Comune di Casale Monferrato volle onorare tutti i propri caduti”.

La cerimonia dell’inaugurazione sarà un ricordo e un omaggio a tutti i casalesi caduti nel corso della Grande Guerra e sarà seguita da una rappresentazione teatrale curata dal Collettivo Teatrale e dedicata anch’essa al ricordo di tutte quelle donne e quegli uomini che vissero, e subirono, la Prima Guerra Mondiale. Durante “…era il tempo dei fanti contadini…”. Storie di uomini e donne nella prima guerra mondiale con la regia di Graziano Menegazzo, il Collettivo Teatrale ci condurrà in un viaggio attraverso le storie e le memorie di coraggio e di paura, di speranza e di dolore, che segnarono intere generazioni colpite da quella che papa Benedetto XV definì “l’inutile strage”. Continua a leggere “Per una Toponomastica del Casalese, venerdì 16 novembre si ricorda la Grande Guerra”

Una riflessione di Valeria Luiselli sugli eufemismi, e cosa nascondono: “Quando il treno degli orfani lasciava New York”

Una riflessione

di Ettore Marini

  • Corriere della Sera
  • 8 Dec 2017
  • Di Valeria Luiselli

Adesso è difficile immaginarlo, ma nel 1850 c’erano più di 30 mila bambini che vivevano nelle strade di New York: mangiavano ciò che trovavano nella spazzatura, si aggiravano come branchi famelici, dormivano sotto i ponti o tra i ponteggi degli edifici in costruzione. I genitori erano morti, o più semplicemente li avevano abbandonati. Molti erano bambini appena sbarcati dai transatlantici europei: bambini tedeschi, irlandesi, italiani.

La città di New York risolse il problema di questi bambini con una trovata disumana: perché non metterli tutti sui treni che ogni giorno partivano diretti verso l’enorme e ancora spopolato West? Lì, forse, avrebbero trovato una famiglia adottiva che si sarebbe presa cura di loro. Continua a leggere “Una riflessione di Valeria Luiselli sugli eufemismi, e cosa nascondono: “Quando il treno degli orfani lasciava New York””

L’intuizione, di Riccardo Ferrazzi

di Riccardo Ferrazzi

Gli scienziati che attribuiscono al caso l’ultima parola nella creazione di nuove specie animali si comportano più o meno come i critici letterari che attribuiscono alla fantasia degli autori la capacità di creare storie. Ma la fantasia di ogni autore ha un suo specifico modus operandi. C’è chi programma ogni particolare e chi si affida al pensiero poetante. C’è chi aspetta l’ispirazione e chi lavora a ore fisse. Ci sono autori che cercano spunti nella Storia o nei viaggi esotici, ce ne sono altri che aspettano che “si accenda la lampadina”. Eccetera eccetera. 
Secondo la teoria prevalente, le mutazioni genetiche sono variazioni minime nel DNA di strutture preesistenti, avvengono senza un motivo conosciuto e possono avere successo oppure no in funzione del tempo e del luogo in cui accadono. Trasponendo tutto ciò in termini letterari, sarebbe come sostenere che l’opera d’arte nasca sempre per contaminatio: procedimento che consiste nel prendere una storia già raccontata da altri autori e reinterpretarla con una diversa sensibilità, in una diversa ambientazione, in diverse circostanze. Continua a leggere “L’intuizione, di Riccardo Ferrazzi”

Il concetto di Kalokagathìa di Giulia

Il concetto

di Giulia Buongiorno!

Oggi ci soffermeremo su un concetto molto importante e caro agli antichi greci, ossia quello di kalokagathìa.

Innanzitutto, vediamo l’etimologia del termine: esso è una crasi del greco “kalòs kai agathòs”, cioè bello e buono. Ma cosa s’intende precisamente per bello e buono?

“Bronzi di Riace”

Intanto, nella Grecia arcaica la bellezza era riconosciuta come un valore assoluto donato dagli dèi all’uomo che molto spesso si associava alle gesta eroiche, specie quelle che caratterizzano l’Iliade e l’Odissea di Omero.

I greci sostenevano che i valori di bello e buono dovessero riferirsi alla sfera militare. Per cui un uomo bello avrà una eccellente prestanza e forma fisica (frutto di un allenamento e di un processo educativo che ha inizio nella pubertà) che gli consenta di fronteggiare i nemici e sarà buono in senso di valoroso in guerra. Ma siamo sicuri che ciò ebbe origine dai greci e più precisamente da Omero, il quale inserì questi ideali nei suoi celebri poemi? Ebbene, non è così. Continua a leggere “Il concetto di Kalokagathìa di Giulia”

“Bambini in fuga” di Mirella Serri: quando nazismo e fondamentalismo islamico si strinsero la mano

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Di Aquila Non Vedente

Bambini in fuga” di Mirella Serri, Editore Longanesi, è la storia di un gruppo di bambini ebrei in fuga prima dalla Germania, poi dalla Jugoslavia e infine approdati in Italia, durante la seconda guerra mondiale, precisamente a Nonantola, in provincia di Modena, e della protezione che ricevettero dalla popolazione locale, che li salvò dai nazisti e dai fascisti e permise loro di raggiungere la terra di Israele.

Ma è anche la storia di un loro persecutore, che aveva come obiettivo della propria vita quello di sterminare gli ebrei, meglio ancora se bambini. E non sto parlando di Hitler, di Mussolini o di altri gerarchi nazifascisti, bensì di Amin Al-Husayni, palestinese, musulmano e Gran Mufti di Gerusalemme.

Mirella Serri, attenendosi ai documenti storici, riesce a raccontare questa storia inserendo degli episodi raccontati in forma romanzata e ha confezionato un bel libro, di quelli che quando li hai finiti ti viene voglia di approfondire la storia e di sapere che fine hanno fatto i suoi protagonisti.

Ma  andiamo con ordine, perché questa storia merita di essere raccontata, seppure per sommi capi.

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Ventinove anni fa crollava il muro di Berlino, di Lia Tommi

Ventinove anni fa finiva la Guerra Fredda e con lei si abbatteva uno dei principali simboli di confine del mondo. Tutto era cominciato il 13 agosto del 1961 quando le unità armate della Germania dell’est interruppero tutti i collegamenti tra Berlino est e ovest e iniziarono a costruire un muro lungo tutta la città. Accadeva davanti allo sguardo impietrito dei cittadini. Non solo a Berlino , ma in tutta la Germania.

Vivere con il muro significava non potere vedere chi era rimasto dalla parte opposta, interrompere quella parte di vita, in ogni suo aspetto: scuola, lavoro, relazioni, aspettando che qualcosa cambiasse.

Quel giorno arrivò ventinove anni fa, il 9 novembre 1989, quando il muro crollò e con lui uno dei più significativi simboli di divisione del mondo tra est e ovest. Era la fine della Guerra Fredda. Ad annunciarlo fu, per errore, il portavoce della Repubblica Democratica Tedesca (RDT), Gunter Schabowski, durante una conferenza stampa.

Migliaia di persone, le stesse che da tempo protestavano ogni giorno nelle piazze per chiedere pace e libertà, con lo slogan «Wir sind das Volk!» (Noi siamo il popolo), iniziarono a prendere a picconate il Muro che aveva congelato le loro esistenze. Quello su cui altrettanti cittadini avevano perso la vita nel tentativo di attraversarlo, colpiti dai proiettili dei soldati che avevano ricevuto l’ordine di sparare su chiunque cercasse di varcare il confine.

L’età dell’oro: il Vidal storico

Gore Vidal Portrait Session

DA DAVIDE ASTEGIANO

Non è semplice parlare di un libro (il cui e-book è stato gentilmente fornito da Fazi, che qui ringrazio moltissimo) così intricato e complesso come L’età dell’oro, e non è un caso che lo sia, vista la ricca storia dell’autore. Gore Vidal infatti, è un uomo dai mille volti, è scrittore sì, ma è anche sceneggiatore, drammaturgo, attore e profondo conoscitore della storia e della politica americana, non a caso, da bambino ha vissuto a lungo con il nonno Thomas Pryor Gore, senatore e futuro oppositore politico di Franklin Delano Roosevelt. È stato testimone e volontario della Seconda Guerra Mondiale, ed è sempre stato legato all’Italia, in particolare a Ravello, sulla costiera amalfitana.

Ad aggiungersi alla ricchezza dell’autore è anche la ricchezza della Storia, rigorosamente con la esse maiuscola, che Vidal si prefigge di narrare. L’età dell’oro fa parte di una saga di libri che prende il nome di Narratives of Empire, di cui rappresenta il testo finale, e racconta l’apice del potere statunitense negli anni tra il 1939 e il 2000. È un libro complicato che affianca a fatti e personaggi reali, personaggi inventati che hanno lo scopo principale di fare speculazioni proprio su questi fatti, separando un po’ il Vidal storico da quello del romanziere. Continua a leggere “L’età dell’oro: il Vidal storico”