Gli idolatri adoratori di Cesare, di Agostino Pietrasanta

Gli idolatri adoratori di Cesare, di Agostino Pietrasanta

Domenicale Agostino Pietrasanta https://appuntialessandrini.wordpress.com

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Mi corre il gradito obbligo di ringraziare gli amici di “Città futura” per aver riportato, in data 11 settembre, un’ articolata valutazione di Massimo Borghesi, tratta da “Il Sussidiario”; nell’articolo, in confronto dialettico con Rodolfo Casadei, ospitato a sua volta dalla rivista “Tempi” viene affrontata la questione dei rapporti tra politica e religione. Non entro nel merito e rimando i lettori che ne fossero interessati a consultare “Città futura”; tuttavia vorrei proporre alcune valutazioni a margine, che mi vengono suggerite dal dibattito posto in essere.

Va detto per intanto che sia nel pensiero più avvertito della Chiesa, sia nella tradizione del cattolicesimo democratico esiste piena consapevolezza della fine del “regime di cristianità”. Al netto dell’inevitabile influsso che la sensibilità religiosa esercitò sulla cultura e sulla mentalità, esiste un pensiero a lungo e ripetutamente proposto, propriamente di parte cattolica, circa l’aconfessionalità della politica e delle istituzioni. Persino alte cariche apicali ne hanno preso atto ai livelli più impegnati.

Per non complicare il ragionamento, mi basti citare il discorso di apertura del Vaticano secondo. Papa Giovanni affermò che le autorità civili, quando si sono impegnate a favore della Chiesa, lo hanno fatto per i loro interessi; all’equivoco  si doveva porre fine. Peraltro esiste un filone che, a lungo, da Sturzo, fino alla fine della Democrazia Cristiana, fu maggioritario (non esclusivo) di carattere assolutamente laico o aconfessionale. De Gasperi, quando lo ritenne opportuno si oppose a Pio XII e Dossetti, volle distinguere espressamente tra “cristianità” e “Cristianesimo, dal momento che il primo termine esprimeva un concetto di regime spesso compromesso coi totalitarismi. Continua a leggere “Gli idolatri adoratori di Cesare, di Agostino Pietrasanta”

Trump e le normalizzazioni dello “Stato Ebraico”, di Agostino Pietrasanta

Trump e le normalizzazioni dello “Stato Ebraico”, di Agostino Pietrasanta

Domenicale Agostino Pietrasanta https://appuntialessandrini.wordpress.com

Alessandria: Noto con interesse, ma con parecchia sfiducia, alcune riprese dei media circa la questione Israelo/Palestinese. E noto anche i ripetuti richiami alle Nazioni Unite per un impegno esplicito nei confronti dell’Amministrazione americana che riprenda la soluzione dei due Stati nei confini del 1967.

In un colloquio che ho avuto la fortuna di intrattenere col Patriarca latino di Gerusalemme nel 2003 quella soluzione mi è stata indicata come premessa ineludibile per un traguardo di pace.

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La soluzione sarebbe augurabile e giusta, ma di fatto del tutto irrealizzabile per parecchi motivi e per responsabilità imputabili tanto allo Stato d’Israele (ma sarebbe meglio dire “Stato Ebraico”), quanto alla Comunità internazionale.

Incominciamo da Israele che ha creato delle condizioni non più emendabili, soprattutto con gli insediamenti coloniali. Basterebbe percorrere le principali arterie della Palestina per trovarsi ad ogni passo nelle colonie degli Israeliti; erano tantissime nel 2003, a mia diretta osservazione, sono ovunque oggi, a testimonianza di molti amici che a loro rischio cercano di raggiungere e aiutare la popolazione palestinese.

Una popolazione, sia detto per aggiunta, sottoposta a una diretta occupazione militare, una popolazione che si vede negare acqua, cibo, medicinali perché chiusa da un accerchiamento da assedio, una popolazione che si vede distruggere le case. Insomma siamo ad una condizione di insopportabili rapporti, senza sbocco.

Tutti capiscono che sloggiare i coloni e azzerare gli insediamenti è (la storia dovrebbe essere maestra) impossibile e, bene spesso crea autentici e cruenti episodi criminali. Gaza insegni. Non credo serva aggiungere ancora e altro. Continua a leggere “Trump e le normalizzazioni dello “Stato Ebraico”, di Agostino Pietrasanta”

Trappole di una convivenza ostile, di Agostino Pietrasanta

Trappole di una convivenza ostile, di Agostino Pietrasanta

Domenicale Agostino Pietrasanta

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Alessandria: Faccio fatica a credere che il solo scoglio rappresentato da un titolo di vicepremier possa impedire la formazione di un esecutivo; faccio fatica a pensare che la giovanile ambizione di un premierato, promesso per ragioni strumentali, possa sul serio rappresentare una tentazione incontrollabile; faccio fatica a sospettare che, prima ancora di aprire il capitolo di una “età nuova”, la deviazione di un inedito trasformismo abbia già colpito un sedicente leader di possibili sorti gloriose e… future. Potrei anzi dire che non credo a nulla di tutto questo.

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E allora? Allora torno sul punto di un’opinione. La convivenza tra PD e Pentastellati sarebbe oggettivamente improponibile se non ci trovassimo in una situazione di emergenza. Con buona pace dei sognatori, il PD è un partito radicato nella tradizione della democrazia rappresentativa: ha una sua cultura istituzionale, ha tentato di amalgamare, sia pure con ambiguo successo, varie identità politiche che nella suddetta tradizione si sono riconosciute e hanno operato.

Il Movimento grillino contesta la tradizione dei partiti e propone dei percorsi di una (per ora) indefinita democrazia diretta. In sé e in linea di principio le due posizioni si eliminano reciprocamente. Ne sono tanto convinto da essere rimasto interdetto e sbigottito nel sentire un conduttore di dibattito televisivo. Non conosco e non giudico la preparazione storica del summentovato, il quale si è spinto a sottolineare le analogie fra la “defunta” DC e il M5S dal momento che tanto nella prima, quanto nella seconda formazione ci sono state e ci sono “anime diverse”.

Nella DC, le anime diverse discutevano, programmavano, magari anche spartivano alla “Cencelli”, ma tutto nella descrizione di un cammino e di una prospettiva di insieme, ma soprattutto nel rispetto dei ruoli istituzionali cui il partito era chiamato a far fronte; il movimentismo politico e i grillini, nella fattispecie, vivono di orientamenti indotti da varie rappresentanze dirette, dai contorni non definiti, liquidi e senza una tradizione di identità politica e cultura istituzionale. Insomma, due mondi culturalmente incomunicabili. Continua a leggere “Trappole di una convivenza ostile, di Agostino Pietrasanta”

Il rosario di Salvini e il rosario di Maria Bensi, di Agostino Pietrasanta

Il rosario di Salvini e il rosario di Maria Bensi, di Agostino Pietrasanta

Posted on 24 agosto 2019 Domenicale Agostino Pietrasanta

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Martedì scorso, al Senato della Repubblica, mentre Conte, sorto da lungo letargo, stava sottoponendo Salvini al tuono, al temporale e alla risciacquata, quest’ultimo, forse per invocare protezione mariana, andava baciando con stupito e persino penitenziale trasporto, una coroncina del rosario che evidentemente porta in tasca per le più diverse e mutevoli situazioni: talora per gratitudine doverosa nei frangenti della vittoria, altra volta per rigori da penitente.

Non giudico ovviamente la buona fede della devozione salviniana, ma quella scena del bacio riparatorio, mi richiama alla mente il comportamento di un personaggio molto diverso: una donna che negli anni del secondo dopoguerra, in città, non temeva di entrare nelle assemblee sindacali col pugno chiuso in solidarietà coi compagni della sinistra storica, ma tenendo nel pugno la corona del rosario. Va da sé che il pugno chiuso non permetteva alcuna ostentazione né suggeriva dubbi da messaggio più ambiguo che ambivalente.

La donna era Maria Bensi, morta nell’estate del 1974 e precisamente il 20 agosto, dunque proprio quarantacinque anni fa e poiché talora mi propongo di rinfrescare memoria delle vicende, purtroppo sepolte della vita della Chiesa locale, farò seguire qualche cenno. Continua a leggere “Il rosario di Salvini e il rosario di Maria Bensi, di Agostino Pietrasanta”

Chi vivrà vedrà, l’amara speranza di non vedere, di Agostino Pietrasanta

Chi vivrà vedrà, l’amara speranza di non vedere, di Agostino Pietrasanta

Domenicale Agostino Pietrasanta

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Alessandria: Posso cambiare opinione, ma senza svolte improvvise né eccessi squilibrati; se mi sono dichiarato contrario a eventuali convergenze tra PD e pentastellati, se ne ho sottolineato un’incompatibilità non solo per quanto attiene un’adeguata programmazione amministrativa, ma ancor più per  ispirazione politica, non mi sento ora di acquisire elementi per un diverso parere.

Almeno in via di principio; e non solo perché fino a ieri per Di Maio il PD era il “partito di Bibbiano”, non solo perché non sono trascorsi anni da quando Grillo (certo più faceto e fantasioso del Gigino) parlava dei PiDioti, ma per la sottocultura anti/sistema del Movimento: una cultura anti/sistema che, in quanto tale, si conciliava con quella di Salvini nel negare una democrazia fondata sull’equilibrio tra sovranità popolare e suo esercizio nel rispetto delle regole. Una cultura che invece, nonostante le “liquidità” (!) intervenute, sta alla base delle tradizioni del PD, tanto cattolico/democratica, quanto socialriformista, anche nella versione del comunismo italiano.

Ciò posto, leggo e ascolto da qualche settimana, e per alcuni anche prima, le ragioni di parecchi amici che dissentono con trasparente dialettica, rispetto alle mie opinioni. Negli ultimi giorni poi, si fa strada l’idea e l’urgenza di fatto di una vera e propria resistenza alla deriva totalitaria di Salvini, fondata purtroppo sul consenso di un popolo ingannato dalla immotivata paura del pericolo immigrazione e della ostilità dell’Europa. Una deriva che non sono io certo a negare. Continua a leggere “Chi vivrà vedrà, l’amara speranza di non vedere, di Agostino Pietrasanta”

Il “sovranismo” del mio colonnello e la (in)fallibilità del Papa, di Agostino Pietrasanta

Il “sovranismo” del mio colonnello e la (in)fallibilità del Papa, di Agostino Pietrasanta

Domenicale Agostino Pietrasanta https://appuntialessandrini.wordpress.com/

Mi arrabatto, da qualche tempo, in un enigma, un nodo pressoché gordiano e non riesco a venirne a capo. Se tutti hanno diritto di sbagliarsi, salvo ravvedersi,  perché all’elettore un diritto tanto basilare viene negato?. Mi ingarbuglio senza via d’uscita, dal momento che, è ben noto, l’elettore ha sempre ragione.

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E siccome si tratta della maggioranza degli Italiani dopo il traguardo dei diciotto anni, almeno in un’occasione non sbagliano mai: quando vanno a votare.

Che scelgano Lega, Partito Democratico (PD), che preferiscano i Pentastellati condotti da Di Maio o i Fratelli d’Italia moderati dalla Meloni, che si affidino ai vari cespugli della Sinistra, nati dalla libidine della divisione ben conosciuta, che continuino a credere in Berlusconi o infine (la maggioranza relativa) che non vadano a votare hanno comunque e sempre ragione. Insomma elettore/errore deve considerarsi un ossimoro; l’elettore che sbaglia non può essere se non una contraddizione in termine, “…la contraddizion che nol consente”.

E così mi ingarbuglio, mi confondo e rischio di pensar male,  cioè di far peccato, il che è grave soprattutto per uno che sa bene di essere alla vigilia della resa dei conti.

Così, i miei lettori lo sanno, come sempre quando non vedo conclusioni, mi affido al ricordo. Nel 1964, frequentavo, per servizio militare, il corso allievi ufficiale e sottufficiale di commissariato a Maddaloni. Lì incontrai un colonnello di nome Pasquale Santobello, siciliano. Ovviamente il nome è di fantasia, ma il personaggio è non solo autentico, ma proprio fedele alla descrizione che tenterò di proporre. Continua a leggere “Il “sovranismo” del mio colonnello e la (in)fallibilità del Papa, di Agostino Pietrasanta”

Scherza coi fanti ma lascia stare i santi, di Agostino Pietrasanta

Scherza coi fanti ma lascia stare i santi, di Agostino Pietrasanta

2 agosto 2019 Domenicale Agostino Pietrasanta

https://appuntialessandrini.wordpress.com/2019/08/02/scherza-coi-fanti-ma-lascia-stare-i-santi/

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Alessandria: L’intesa mi è sempre parsa “mostruosa”; ovviamente in senso tecnico e strettamente linguistico: illogica, incomprensibile, irragionevole. Eppure stanno ancora insieme in un turbine caotico, in una tempesta pressoché paragonabile a quella raccontata dall’inferno dantesco.

Tutto questo mentre Salvini impazza sui social, nelle conferenze stampa e nelle interviste, e intanto Di Maio prova a far voce e faccia feroce, ma in definitiva sembra chiedere scusa del disturbo.

Per contentino il Matteo potente insulta alcuni giornalisti pubblicamente, e nel contempo, gran brutto segno, altri giornalisti non solo negano qualunque solidarietà, ma “pregano” i colleghi più coraggiosi o disperati a farsi da parte: in fondo non si può mai sapere come vada a finire: coi tempi che si preparano e con possibili prossime  elezioni e la prospettiva di una maggioranza sufficiente per governare e combinata tra Lega e Fratelli d’Italia, meglio la prudenza, meglio la cautela: una prudenza che, per quanto riguarda me, non la confonderei con la virtù cardinale ben nota. Continua a leggere “Scherza coi fanti ma lascia stare i santi, di Agostino Pietrasanta”

Un libro sul card. Giovanni Canestri, le radici di una Chiesa

Un libro sul card. Giovanni Canestri, le radici di una Chiesa

Domenicale Agostino Pietrasanta  https://appuntialessandrini.wordpress.com

Alessandria: Nello scorso mese di maggio è stato pubblicato dall’editrice Effetà di Torino e per la curatela dei nipoti Buzzi/Pistarino, un libro sulla vita e le opere del card. Giovanni Canestri, “Il Cardinale Giovanni Canestri, testimonianze di una vita”. Si tratta di un’opera pregevole, collettanea con apporto di una settantina di contributi/testimonianza, distribuiti con criterio ragionato e organizzato per capitoli, riferiti ai vari passaggi della vita del protagonista.

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Ovviamente, come sempre accade, a fronte di tanti interventi ci sono interventi di diverso valore e di diversa sensibilità, ma grazie ai curatori, appare di tutta evidenza la complessità della vita di un sacerdote e vescovo che, in un percorso ricco di tappe diverse ha servito la Chiesa con dedizione, coraggio e prudenza.

Anche i presentatori del libro, nelle diverse occasioni, hanno messo in luce queste tappe, in vari luoghi della presenza pastorale del Canestri: Roma, Tortona, Cagliari, Genova; stupisce però che proprio a Alessandria, nella diocesi in cui si è protratta l’età della prima formazione del cardinale non si sia trovato tempo e modo per provvedere. Speriamo nel futuro.

Le tappe di cui parlavamo si susseguono con una buona logica. Nato a Castelpina, nelle radici familiari c’è stata l’impronta della personalità. Lo stesso Cardinale, nei vari momenti dei suoi successivi “ingressi” pastorali ne ha fatto testimonianza.

Ho potuto ascoltare le sue omelie in tali occasioni: non ha mai dimenticato i genitori, il fratello don Carlo, ma anche la sorella Maria di cui ha spesso richiamato il sacrificio e il lavoro, proprio a vantaggio dei fratelli sacerdoti e studenti delle prestigiose Università romane.

E non ha mai dimenticato il seminario alessandrino dei suoi studi liceali e la figura tanto straordinaria, quanto ormai dimenticata di mons. Paolo Ivaldi, un sacerdote e intellettuale di prestigio cittadino e di santità quotidiana di cui bisognerebbe richiamare vita e memoria a vantaggio di un prestigio che a questa Chiesa sarebbe di vantaggio. Continua a leggere “Un libro sul card. Giovanni Canestri, le radici di una Chiesa”

Requiem di un sistema democratrico/liberale? Dibattito in corso su Ap, di Agostino Pietrasanta

Requiem di un sistema democratrico/liberale? Dibattito in corso su Ap

Domenicale ● Agostino Pietrasanta https://appuntialessandrini.wordpress.com

(L’autore fa riferimento nel corso dell’articolo ai 3 contributi pubblicati su Ap finora di Marco Ciani Il disordine della ragione pubblica, Luigi Lama Sulla democrazia politica eDaniele Borioli La questione sociale perno della democrazia liberale. Ap)

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I nostri lettori stanno seguendo un dibattito in corso sul complesso fenomeno di una crisi che sembrerebbe irreversibile: la crisi di un rapporto fecondo tra liberalismo e democrazia.Il blog sta ospitando degli interventi di avvertita rilevanza su cui dovremo ovviamente ritornare, dopo che avremo raccolto altri contributi già promessi per i prossimi giorni o le prossime settimane.

Ora però, senza alcuna pretesa di orientare in qualunque modo un dibattito che si desidera assolutamente libero da ogni indicazione, mi preme richiamare i motivi per cui la questione ci interessa proprio nel contesto della linea redazionale di “Appunti Alessandrini”.

Il tutto si spiega e prende avvio da diversi colloqui intervenuti all’interno dello staff, grazie a discussioni collettive, ma anche a confronti bilaterali tra qualcuno di noi. Da tempo il problema ci sollecita e ci pone alcuni interrogativi, tra i tanti cui vorremmo contribuire a rispondere, cercando le origini culturali della decadenza di un’élite che aveva contribuito a determinare una crescita socio economica e politica inedite nella storia dell’umanità. Continua a leggere “Requiem di un sistema democratrico/liberale? Dibattito in corso su Ap, di Agostino Pietrasanta”

“…se il sale diventa insipido”, di Agostino Pietrasanta

“…se il sale diventa insipido”, di Agostino Pietrasanta

Domenicale Agostino Pietrasanta https://appuntialessandrini.wordpress.com

Affermano i sondaggisti, e temo dicano il vero, che una parte consistente dei buoni e fedeli devoti (cattolici o cristiani ha ben altro significato) acconsentano convinti alle ragioni (si fa per dire) di chi alza i muri dell’egoismo nazionalista e non solo in Italia; di chi tiene in ostaggio gli scarti dell’umanità sofferente, di chi vuol restituire ai campi delle torture e degli stupri delle povere creature che fuggono dalla miseria, di chi rischia, in nome di un orgoglio di parte e di consenso generalizzato, la vita stessa dello straniero che, a norma di Evangelo, dovrebbe essere accolto.

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Nulla però accade per caso, nulla nasce come Minerva armata dal capo di Giove. E vengo a qualche valutazione.

C’è una vulgata di derivazione laico/liberista o meglio laicista e individualista che vorrebbe ridurre l’esperienza religiosa a fatto del tutto privato, senza alcuna ipotesi di contaminazione dei processi sociali e dei rapporti interpersonali da parte del messaggio di Cristo. Questo per il cristiano è un’dea semplicemente anti/evangelica. Se il messaggio non impatta sulla vita e sui processi della storia, se non cambia in conversione permanente la società vincendo sugli egoismi e gli individualismi, se tale messaggio non si realizza in un cammino di condivisione con l’umanità, diventa sul serio scipito. Attenzione, non si tratta di rivendicare un ruolo di parte e di schieramento politico alla Chiesa, si tratta di realizzare, nella storia, il percorso di un riscatto di tutta l’umanità in nome di una persona la cui dignità non si calpesta. Resta inteso che, al di fuori di questa prospettiva che fa dell’Evangelo una provocazione di ribaltamento che investe il comportamento del Cristiano nella storia; al di fuori di questa prospettiva e in una scelta individualista e privata dell’ispirazione religiosa il sale della terra diventa scipito. Paradossale situazione: il laicismo più radicale si allea col devozionalismo più insipido e disimpegnato. Continua a leggere ““…se il sale diventa insipido”, di Agostino Pietrasanta”

Sulla pelle degli ultimi, sulla pelle dell’Europa, di Agostino Pietrasanta

Sulla pelle degli ultimi, sulla pelle dell’Europa, di Agostino Pietrasanta

Domenicale ● Agostino Pietrasanta

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Il blocco della Sea Watch 3 costituisce il simbolo devastante e scandaloso della propaganda leghista; costituisce un simbolo della resistenza allo straniero su cui si è consolidato il consenso elettorale di Salvini nel contesto della confusione grillina e della fragile (eufemismo) “contrapposizione” (non controproposta!) delle minoranze parlamentari. Si tratta di una bufala sulla pelle degli ultimi, dal momento che risulta allo stesso Ministero degli Interni che, nelle settimane appena trascorse, sono sbarcate sulle coste dell’Italia meridionale (Sicilia, Puglia e Calabria) almeno 250 persone, ma soprattutto dal momento che i flussi migratori, per via terra si sono intensificati verso tutta l’Europa.

Resta la constatazione che bisognava trovare un diversivo propagandistico per distrarre l’attenzione dalle derive dovute al nostro debito pubblico e dalla incapacità del governo di intervenire su ben altri settori, dove al contrario hanno agito avvertiti “governatori” del Nord, di varia tendenza politica: basti un cenno al problema delle autonomie regionali. Ovviamente si parla di un diversivo propagandistico, ma dalle conseguenze drammatiche. Continua a leggere “Sulla pelle degli ultimi, sulla pelle dell’Europa, di Agostino Pietrasanta”

Parlando di pace si vendono armi, di Agostino Pietrasanta

Parlando di pace si vendono armi, di Agostino Pietrasanta

Domenicale ● Agostino Pietrasanta

https://appuntialessandrini.wordpress.com/2019/06/15/parlando-di-pace-si-vendono-armi/ Posted on 15 giugno 2019

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Alessandria: Lo scorso lunedì, Papa Francesco, rivolgendosi ai membri dell’opera di aiuto alle Chiese orientali, ha presentato un quadro impressionante di quel conflitto che Lui definisce una guerra mondiale combattuta in tante guerre locali, col coinvolgimento diretto o indiretto dei grandi imperialismi del mondo, senza escludere le responsabilità europee. Nella disanima proposta ha citato la Siria, l’Iraq, l’Ucraina, la “Terra Santa” e varie zone dello scacchiere interessato ai diversi scontri ormai pressoché permanenti. Tutto questo però in cornice di una denuncia bruciante: si chiudono i porti delle accoglienze umane e si aprono i passaggi per gli armamenti; si parla di pace e si vendono le armi.

Ora è da dire che non si tratta di un comportamento inedito e, per quanto riguarda il commercio delle armi, l’esclusiva non si può imputare agli attuali governanti e non solo italiani. La tradizione in merito resta ben consolidata, tanto che un ministro degli esteri della “prima repubblica”, diplomatico raffinatissimo e ben navigato, avendo presentato, in tempi rimpianti e a nazione colpita da attentati dinamitardi, la solidarietà degli Italiani, ascoltò dall’ambasciatore di turno  sentiti ringraziamenti per i sentimenti espressi, ma anche comprovate informazioni circa la fabbricazione di armi provenienti dall’Italia. E tanto basti. Continua a leggere “Parlando di pace si vendono armi, di Agostino Pietrasanta”

La storia democristiana di Renzo Patria

La storia democristiana di Renzo Patria

di Agostino Pietrasanta

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Alessandria: Con la scomparsa di Renzo Patria esce di scena un altro tassello alessandrino, e non solo, della vita democratica della “prima Repubblica”; nonostante la sua presenza parlamentare si sia protratta anche negli anni 2001/2006, il registro sostanziale della sua attività trova spazio specifico nella vicenda e nella esperienza della Democrazia Cristiana, nel corso dei due decenni di una crisi che dal 1977 al 1992 hanno marcato il crollo dei grandi partiti popolari protagonisti delle fortune e dei problemi della nazione. Continua a leggere “La storia democristiana di Renzo Patria”

Alleanza mortale, di Agostino Pietrasanta

Alleanza mortale, di Agostino Pietrasanta

Domenicale ● Agostino Pietrasanta https://appuntialessandrini.wordpress.com/

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Nel dibattito post/elettorale, anche in prospettiva di medio o lungo periodo, si inserisce qualche avveduto opinionista, che si qualifica pure come storico, il quale tenta di confrontare o addirittura omologare eventi di radicale difformità, sia per i tempi, sia per le condizioni complessive in cui vengono a porsi: succede così che si arrivi a parlare di possibili alleanze tra PD e Pentastellati.

Al netto dei maldestri tentativi altra volta sperimentati, a ben vedere si tratterebbe di un’alleanza innaturale (concubitus paene ferarum), di un’alleanza, meglio un’abbraccio mortale proprio per l’impatto che avrebbe sullo zoccolo duro e per ora fedele alle prospettive residue del centro/sinistra.

Il discorso proposto in soldoni, tanto semplicistici quanto rozzi è pressoché descritto in questi termini.

Udite! Dal momento che il PD non può sperare in una maggioranza capace di guidare l’esecutivo, l’unica prospettiva sta negli accordi programmatici o addirittura in convergenze politiche con altre compagini sulla scena nazionale. E dunque a certe condizioni, di tempo conveniente, di attenzione ai progetti e di trasparenza metodologica non si dovrebbe escludere una futura (?!) collaborazione PD/M5S. Continua a leggere “Alleanza mortale, di Agostino Pietrasanta”

Il Tempio e le radici cristiane, di Agostino Pietrasanta

Il Tempio e le radici cristiane, di Agostino Pietrasanta

Domenicale Agostino Pietrasanta

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Alessandria: Alcune manifestazioni identitarie mi colpiscono; forse potrei dire che mi offendono. L’ostentazione dei simboli religiosi a vergognose finalità di propaganda e a conquista di consenso, mi puzzano di deleterio paganesimo. Cadono però in un terreno disponibile e avrei bisogno di riflettere sulla pagina evangelica per liberarmi dall’impressione che anche tra i sedicenti cristiani manca la disponibilità alle profondità del vero; forse viviamo un’abitudine, una tradizione che non ha la vivacità della protesta in nome del messaggio cristiano autentico.

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Mi attacco allora ad una pagina di Giovanni, l’evangelista richiamato da una straordinaria analisi di Primo Mazzolari, quando parla della Samaritana. Questa povera donna entra in dialogo con Gesù, ne intuisce le virtù profetiche e, alla fine del confronto gli lancia una specie di sfida.

Lei è Samaritana, i suoi padri hanno adorato Dio sul monte Garizim, mentre i Giudei lo hanno adorato e lo adorano nel tempio di Gerusalemme, ora Lui, Gesù che è profeta, le dica da che parte sta la ragione! Una questione di antica rivalità, ma Gesù punta dritto al cuore del messaggio: “…viene l’ora quando né nel monte, né in Gerusalemme adorerete il Padre…i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità” (Giovanni, 4,21/23). Certo, questo non significa irrilevanza o riduzione del Tempio alla marginalità, tanto che Gesù sarà severissimo con coloro che faranno mercato dei luoghi di culto, tuttavia a me pare che la Parola di Dio abbia anche in questa occasione un’attualità significativa e nel contempo provocatoria. Continua a leggere “Il Tempio e le radici cristiane, di Agostino Pietrasanta”