Alessandria, chiesa di San Rocco. Alessandria 850

Alessandria, chiesa di San Rocco. Alessandria 850

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Alessandria, chiesa di San Rocco
L’edificio ha origini molto antiche: fu edificato nel XII secolo, dall’ordine degli Umiliati. Furono gli Umiliati ad aggregare le varie comunità che erano presenti sul territorio, e trasformarli in una cittadina.

L’ordine degli Umiliati, infatti, era detentore di molte ricchezze, ed era molto influente politicamente. La Chiesa di San Rocco era un tempo dedicata a San Giovanni del Cappuccio. Dopo la soppressione dell’ordine degli Umiliati, il convento e la chiesa di San Rocco furono affidati ad altri ordini religiosi, che effettuarono degli importanti interventi di restauro, modificando parzialmente l’originalità del complesso.

Ricostruito nel 1779, l’edificio appartiene al maturo barocco piemontese (un disegno per una cupola, mai realizzata, è firmato da Bernardo Vittone).

Palazzo Alti Comandi Militari (1939-1940) di Alessandria 850

Palazzo Alti Comandi Militari (1939-1940) di Alessandria 850

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Palazzo Alti Comandi Militari (1939-1940)
Nonostante Alessandria fosse da sempre sede di forti guarnigioni militari concentrate nelle numerose caserme, gli ufficiali ed i Comandi erano alloggiati in vari locali in affitto sparsi in diverse parti della città. Dal 1929 il Comune compie degli studi per risolvere il problema ed arriva alla determinazione di costruire un nuovo edificio per ospitare il Comando di Corpo d’Armata con i necessari uffici ed alloggi per i militari ed i dipendenti.

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Nel 1931 l’Amministrazione cittadina concede un contributo di un milione una tantum per la nuova costruzione. Due anni dopo giunge ad un accordo con il Ministero della Guerra che prevede la ripartizione delle spese , da contenersi complessivamente in otto milioni, tra il Comune ed il Ministero e l’impegno ad utilizzare mano d’opera locale.
Scartate numerose alternative, nel 1938 viene scelta l’area di corso Crimea di fronte ai giardini pubblici, ex sede delle stazione delle tranvie a vapore della Provincia. Il terreno, di circa, 3200 meri quadrati, è di proprietà di Giuseppe Borsalino e viene acquistato per 650.000 lire dal Comune, che provvede inoltre allo stanziamento di tre milioni e mezzo per l’opera edilizia.
Nel 1939 il lavoro è affidato alla ditta Bastita e Sappia di Genova, che redige anche il progetto per mano dell’architetto Francesco Sappia; viene stabilito in tre milioni il compenso a corpo per il lavoro. Continua a leggere “Palazzo Alti Comandi Militari (1939-1940) di Alessandria 850”

I moti del 1821, di Alessandria 850

I moti del 1821, di Alessandria 850

I moti del 1821
Il 20 aprile 1814 cade il Napoleone. Dieci giorni dopo, Alessandria è occupata dalle truppe austriache. In città, per timore di una sommossa, viene proclamato lo stato d’assedio. Il 14 maggio Vittorio Emanuele I, dopo 16 anni di esilio, sbarca Genova; il 17 entra ad Alessandria e riprende formalmente possesso della città, che dopo la breve parentesi della dominazione francese, torna sotto lo Stato sabaudo.

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In Europa la Restaurazione non è accettata passivamente; un po’ dovunque scoppiano sommosse e moti rivoluzionari contro l’oppressione austriaca. Anche in Piemonte, nel gennaio del 1821, si hanno i primi tumulti. L’insurrezione militare parte da Alessandria, Pinerolo Fossano.

Ideatore della sommossa è il trentottenne Santorre Annibale De’ Rossi di Pomarolo, conte di Santarosa. Il 6 marzo egli espone a Carlo Alberto un piano per una rivolta in tutto il Piemonte ed esorta il principe di Carignano a guidarla. Carlo Alberto promette formalmente il proprio appoggio ed assicura i congiurati che si sarebbe fatto mediatore con la corona. Ma in un successivo colloquio ritira la promessa, non si sa perché. È certo che egli consigliò il moto che stava per scoppiare. A Torino è ancora possibile dare il contrordine, non a Fossano, né ad Alessandria, dove i preparativi sono già portati a termine. Continua a leggere “I moti del 1821, di Alessandria 850”

Il canale Carlo Alberto. Cenni storici

Il canale Carlo Alberto. Cenni storici

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Il canale Carlo Alberto prese il posto del preesistente canale Betale scavato nel XIV secolo e pressochè abbandonato dopo il XVIII secolo.

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Venne derivato dalle acque del fiume Bormida e fu costruito da una società di azionisti tra il 1833 ed il 1839, sotto il re Carlo Alberto da cui prese nome.

Partiva da Cassine e sboccava nel Tanaro presso Casalbagliano attraversando sei Comuni (Castelnuovo, Sezzadio, Gamalero, Frascaro, Borgoratto e Alessandria) ed aveva lo scopo di consentire sia l’irrigazione delle campagne sia l’azionamento di mulini ed opifici situati entro l’abitato della città di Alessandria.

In quanto canale demaniale dipendeva dall’Amministrazione generale dei canali demaniali di irrigazione (canali Cavour) con sede a Torino e le concessioni per l’uso delle sue acque erano assoggettate al pagamento di un canone.

Nel corso del Novecento il canale, perdute ormai le sue antiche funzioni, venne colmato e ricoperto nelle zone interne alla città ed oggi di esso sopravvivono solo alcune tracce.

La Chiesa di Santa Maria di Castello. Cenni storici

La Chiesa di Santa Maria di Castello. Cenni storici

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La Chiesa di Santa Maria di Castello, nell’omonima piazza di Alessandria, è uno dei più antichi edifici della cittadina piemontese. L’edificio era sito nell’antico borgo di Rovereto. Si hanno notizie della sua esistenza già a partire dal XII secolo, quando l’edificio era retto dai Canonici Secolari.

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Nel 1268 l’edificio passò nelle mani dei Monaci di Santa Croce di Mortara, e dal XV secolo appartenne ai Canonici Lateranensi. Vari furono gli altri passaggi di proprietà che interessarono l’edificio, tra cui il più importante era sicuramente quello connesso all’occupazione francese.

I napoleonici utilizzarono la struttura per scopi militari; in seguito l’edificio venne trasformato anche in un ospedale. L’importanza dell’edificio è data soprattutto dalla commistione di stili architettonici riconoscibili: è possibile distinguere i vari interventi, soprattutto quelli romanici e rinascimentali. Continua a leggere “La Chiesa di Santa Maria di Castello. Cenni storici”

L’Ospedale civile di Alessandria. Cenni storici

L’Ospedale civile di Alessandria

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L’Ospedale civile di Alessandria detto ancora oggi dei Santi Antonio e Biagio nasce dalla fusione, avvenuta per volere di papa Pio V intorno al 1567, di due ospedali preesistenti e risalenti al XV secolo: l’Ospedale di Sant’Antonio situato nel quartiere Gamondio e l’Ospedale di San Biagio situato nel quartiere Rovereto.

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Il nuovo ospedale si chiamò Spedal grande ed ebbe sede dapprima nel vecchio Ospedale di Sant’Antonio dove funzionò sino al 1789. Nel 1782 iniziò la costruzione della nuova sede dell’ospedale, aperto agli ammalati nel 1790.

L’ospedale venne amministrato in antico (1584-1799) dalla Congregazione generale presieduta dal vescovo e dalla Congregazione particolare presieduta dal priore, dal 1800 al 1814 dalla Commissione degli ospizi civili e dalla Congregazione particolare e a partire dal 1815 dalla sola Congregazione generale di carità.

Nel 1912, a seguito della legge 17 luglio 1890 sulle istituzioni pubbliche di beneficenza, le amministrazioni delle Opere pie vennero riordinate.

Alessandria 850: L’origine delle confraternite alessandrine

Alessandria 850: L’origine delle confraternite alessandrine

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Alessandria: L’origine delle confraternite alessandrine probabilmente risale alla seconda metà del XIII secolo, quando ai Serviti fu assegnata la chiesa della Confraternita di San Sebastiano.

Nel XV secolo il numero delle confraternite, oscillante nel tempo, era intorno alla ventina. Nel XVIII secolo, a seguito della demolizione del quartiere di Borgoglio per fare posto alla cittadella, il loro numero diminuì in seguito a trasferimenti e accorpamenti.

Le confraternite sopravvissute sino al XX secolo sono però soltanto una decina. Gli archivi delle numerose confraternite alessandrine dei secoli passati sono andati quasi completamente perduti quando, all’inizio del XIX secolo, il maire (sindaco) di Alessandria chiese a tutti i priori delle confraternite di consegnare i loro archivi. Sfuggì alle ricerche dei Francesi solo l’archivio della Confraternita di San Sebastiano, sito nella chiesa omonima di via San Dalmazzo, ed è qui che furono ritrovati i “Libri Grossi” dei verbali di riunione delle confraternite.

Alessandria 850: L’ACI, che nacque a Torino nel 1898

Alessandria 850: L’ACI, che nacque a Torino nel 1898

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L’ACI, che nacque a Torino nel 1898 e divenne ente morale con il regio decreto 14-11-1926, n. 2481, ha tra le sue finalità quelle di tutelare gli interessi degli automobilisti e organizzare manifestazioni sportive legate al mondo dei motori.
La storia dell’Automobile Club Alessandria coincide necessariamente con la storia dell’automobilismo in provincia. Già nel 1909 infatti negli annuari dell’Automobile Club Torino comparivano due Soci di Alessandria.

Si trattava del Cav. Teresio Borsalino e del Sig. Mario Borsalino, registrati con tessera Aci presso la sede di Torino ma residenti ad Alessandria, in via Cavour 23. L’anno successivo veniva costituito un ufficio di corrispondenza legale dell’Aci affidato all’Avv. Federico Motta e con sede in via Faà di Bruno 15.

I Soci alessandrini continuarono lentamente a crescere fino a che, nel 1927, venne finalmente inaugurata la sezione provinciale del Reale Automobile Club Italia

Alessandria 850: Carlo A-Valle nella Storia di Alessandria racconta della famiglia Guasco

Alessandria 850: Carlo A-Valle nella Storia di Alessandria racconta della famiglia Guasco

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Alessandria: Carlo A-Valle nella Storia di Alessandria racconta della famiglia Guasco.
“Senza tema d’errore, noi possiamo chiamare questa famiglia come prima in Alessandria, vuoi per nobiltà di natali, vuoi per abbondanza di fortune, vuoi per valore, vuoi finalmente per intelletto.

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I Guaschi vennero dalla Francia in Italia due secoli prima della fondazione di Alessandria: e intorno al mille avevano già poste le loro stanze nella terra di Borgoglio,dove abitarono sempre, fino a che il villaggio venne distrutto, per dare luogo alla cittadella, che vi sorge di presente.

In Borgoglio i Guaschi avevano acquistate vaste campagne e rizzati forti castelli: cosicché vi stavano con maniere principesche. E nei vedemmo quel Scipione, che, nella crociata del millenovantanove, combatteva eroicamente in levante per la fede di Cristo e meritava di essere celebre negli immortali versi di Torquato.
Appena sorse Alessandria, i Guaschi ne furono campioni zelanti e benefici; la loro famiglia si schierò tra le guelfe del comune: e per tutto il tempo in cui duravano le fazioni maledette, fu sempre antesignana del partito.

Per cui ebbe molte volte a soffrire saccheggi e rovine: segnatamente nel milledugentotrentadue, nel quale anno il popolo trasse a furia alle sue case e le diede alle fiamme. l Guaschi ebbero in grado eminente e in ogni tempo il peccato della nobiltà, l’orgoglio: quindi non sempre posposero i rancori privati al pubblico bene: e nocquero molte volte alla patria, alla quale, senza però farsene tirarmi, insidiarono le forme democratiche, finché intieramente le spensero. Continua a leggere “Alessandria 850: Carlo A-Valle nella Storia di Alessandria racconta della famiglia Guasco”

Alessandria 850: Le Camere del Lavoro

Alessandria 850: Le Camere del Lavoro

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Alessandria: Le Camere del lavoro cominciarono ad essere costituite in Italia nel 1891 sul modello delle “bourses du travail” francesi. Si occupavano della tutela sindacale e del collocamento al lavoro degli iscritti e fornivano informazioni relative alla domanda e all’offerta di mano d’opera, i salari e le condizioni di lavoro. Inizialmente erano quasi tutte di orientamento socialista.

La Camera del lavoro di Alessandria fu fondata nel 1901, in corrispondenza con un periodo di ripresa dell’organizzazione operaia dopo la dura repressione del 1898 e con la gestione del Comune di Alessandria da parte di una giunta socialista.

Fu attiva nel campo delle lotte sindacali, dell’acculturazione popolare, della difesa dei diritti dei lavoratori e si mantenne sempre strettamente legata al Partito socialista. Durante il periodo fascista tutte le organizzazioni sindacali dei lavoratori furono abolite e sostituite dalle corporazioni, per ritornare ad esistere dopo il 1945 con il ritorno del paese alla libertà sindacale.

Alessandria 850: La chiesa di Sant’Anna e Teresa dei Carmelitani Scalzi

Alessandria 850: La chiesa di Sant’Anna e Teresa dei Carmelitani Scalzi

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Alessandria: Una immagine che risale al 1930 della chiesa di Sant’Anna e Teresa dei Carmelitani Scalzi, ora distrutta e costruita nel 1690 dai padri carmelitani scalzi venuti in Alessandria su autorizzazione di papa Clemente IX.
Ad essa era annesso il convento, la costruzione si trovava all’angolo di via Mazzini con via Venezia sul sedime delle case del canonico Giacomo Filippo Stortiglioni e di gli altri nove proprietari.
Nel 1801 divenne di proprietà demaniale, la chiesa fu trasformata in magazzino e il convento in quartiere militare. Negli anni anni 1814-15 venne adibita a caserma per le truppe austriache successivamente per i soldati piemontesi e la brigata Pinerolo. Nel 1830 per volere di re Carlo Felice, la chiesa venne consacrata e i padri cappuccini la tennero fino al 1880, dopodiché fu chiusa e il convento fu ridotto ad uso di manicomio. Nel 1951 fu demolita per permettere un ampliamento dell’ospedale psichiatrico.

Alessandria 850: Il Palazzo Vecchio del Comune

Alessandria 850: Il Palazzo Vecchio del Comune

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Alessandria: Il Palazzo Vecchio del Comune, costruito, insieme al Duomo, ai fossati ed ai bastioni, al momento della fondazione (1I66-68) di Alessandria, ha subìto nei secoli, come era naturale, molte trasformazioni e vicende.
Il nome di « Palatium Vetus» deriva dal fatto che il Comune, nel volgere del primo secolo dalla sua fondazione, aveva avuto la necessità di nuovi locali ed aveva scelto, sempre sulla piazza Maggiore, quell’area dove ancor oggisorge il Municipio sulla quale costruì quello che si chiamò il « Palatium Novum », edificio che nel 1297, quando vennero riordinati e raccolti gli Statuti Civici, già esisteva.

Nelle cronache del Claro, del Lumelli e dello Schiavina, come negli Annali del Ghilini, mentre ci sono citazioni di lavori alle fortificazioni o alla Cattedrale, di quelli dei Palazzi del Comune non v’è cenno.
Fausto Bima, Palatium Vetus, Rivista di Storia, Arte e Archeologia per le Province di Alessandria e Asti, 1963

Album figurine Alessandria 850: Appuntamento di ‘scambio doppie’ in Biblioteca Civica

Album figurine Alessandria 850: Appuntamento di ‘scambio doppie’ in Biblioteca Civica

Alessandria: Sabato 9 marzo si svolgerà nella Sala Bobbio della Biblioteca Civica ‘F.Calvo’, dalle 10 alle 12, l’appuntamento di scambio delle figurine doppie dell’Album ‘Alessandria 850’.

Per informazioni: tel. 0131.515 918 – direzionebca@comune.alessandria.it

Album figurine Alessandria 850. Secondo appuntamento di ‘scambio doppie’ in Biblioteca Civica

Album figurine Alessandria 850. Secondo appuntamento di ‘scambio doppie’ in Biblioteca Civica

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Alessandria: Sabato 12 gennaio si svolgerà nelle Sale Rosse della Biblioteca Civica ‘F.Calvo’, dalle 10 alle 12, il secondo appuntamento di scambio delle figurine doppie dell’Album ‘Alessandria 850’.

Orari e date dei successivi incontri saranno comunicate in seguito.

Per informazioni: tel. 0131.515 918 – direzionebca@comune.alessandria.it

Album figurine ‘Alessandria 850’

Album figurine ‘Alessandria 850’

Dal prossimo 31 ottobre sarà in distribuzione in tutte le edicole della città e dei sobborghi l’album ‘Alessandria 850’’, edito da UnionPubbli3, uno strumento ludico e ricreativo di grande valore per la riscoperta della ricchezza culturale e artistica della Città di Alessandria in occasione della celebrazione dell’850° anniversario fondativo della Città.

 

L’album è suddiviso in cinque capitoli:

  1. Alessandria e i suoi Musei con immagini del Gabinetto delle Stampe, del Museo della Gambarina, del Museo del Cappello, della Biblioteca, delle Sale d’Arte, del Teatro delle Scienze e di Villa De Lavo a Marengo;
  2. Alessandria e le sue chiese con immagini dell’ex convento di San Francesco, di Santa Maria dell’Olmo, della Chiesa della Beata Vergine del Monserrato, di Santa Maria del Carmine, della Chiesa di Santa Maria di Castello, della Chiesa del Sacro Cuore di Gesù, della Cattedrale, della Chiesa di S. Alessandro, della Chiesa di Santo Stefano e Martino, della Chiesa di San Giovannino e della Chiesa di San Rocco;
  3. Alessandria e i suoi palazzi con palazzo Rosso, palazzo Civalieri, palazzo Conzani, palazzo Ferrari, palazzo Guasco, palazzo Ghilini, palazzo Cuttica, palazzo Inviziati e Palatium Vetus;
  4. Alessandria e la sua Cittadella con cinque pagine dedicate alla settecentesca fortezza;
  5. Alessandria nell’Ottocento con galleria Guerci, piazzetta della Lega, piazza Garibaldi e la Sinagoga.

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