I tre eventi che potrebbero cambiare il volto dell’America

I tre eventi che potrebbero cambiare il volto dell’America

4 novembre 2018 BRANDON SMITH alt-market.com

L’anno scorso è stato, in generale, un fuoco di fila di notizie, molte delle quali distorte dai media mainstream, ma, in ogni caso, segnali importanti che il sistema economico, sociale e geopolitico a cui ormai siamo abituati sta cambiando o si sta destabilizzando rapidamente. Comunque, è importante comprendere che le implicazioni dovute a questi eventi stanno maturando da ANNI, non da settimane o da mesi. Non sono le improvvise ed inesplicabili conseguenze di un “effetto domino”, il risultato di questi eventi era stato progettato e previsto molto tempo prima.

i tre eventi

Questo non significa che gli interessi delle classi dominanti, globalisti compresi, vadano sempre a buon fine. Io credo che [le classi dominanti] tendano a produrre diverse situazioni di crisi, tutte nello stesso tempo, sperando che, almeno alcune di esse, producano gli effetti desiderati sulla popolazione. Io la chiamo la “strategia dello sparare alla cieca:” creare uno sciame di speciali “pallottole” di impatto sociale/psicologico, tutte con lo stesso identico bersaglio, può dare un risultato  più o meno prevedibile. E’ quasi la stessa cosa del continuare a mandare dei soldati all’attacco sempre contro lo stesso punto delle difese nemiche: alla fine è molto probabile che sfondiate dove prevedevate di farlo. Continua a leggere “I tre eventi che potrebbero cambiare il volto dell’America”

Quanti posti di lavoro si perderanno con i Robocaller?

Quanti posti di lavoro si perderanno con i Robocaller?

(In attesa che funzioni il DPR 178/2010).

di Pier Carlo Lava

L’Authotity ai call center: “Rispettate le regole, o arriverà un conto salato”.

AI support centre

Nel frattempo la legge 5/2018, che dovrebbe liberarci dal telemarketing selvaggio, con l’estensione della possibilità di iscrizione al Registro Pubblico delle Opposizioni ai numeri di cellulare e a tutti i numeri riservati, è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 3 febbraio 2018.

Ma pur essendo trascorsi già otto mesi, non può ancora essere applicata in quanto manca l’aggiornamento del DPR 178/2010, quindi è tutto bloccato.

Ad oggi i numeri di telefono iscritti al Registro sono 1,5 milioni, ma sono 120 milioni quelli che si potranno iscrivere.

In America però va anche peggio, dato che da tempo sono operativi i “robocaller”, sistemi automatizzati per contattare i cittadini e cercare di farli diventare clienti. In Italia invece gli stessi hanno ormai familiarizzato con le telefonate mute.

Il Garante della Privacy, afferma, “i call center, per ottimizzare i tempi, adottano metodi automatizzati che aumentano considerevolmente le chiamate rispetto al numero degli operatori”.

da: Il Giorno

foto: https://arstechnica.com

La mia America: Seattle, tra passato, futuro e natura, di Marcella Nardi

 

 

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Prima Parte – Di Marcella Nardi

Chi di voi già mi conosce, sa che sono italiana e che da dieci anni vivo a Seattle. Con questo articolo voglio parlarvi di Seattle: città moderna, tecnologica e cosmopolita, dagli splendidi profili vittoriani, le memorie degli insediamenti indiani, il bellissimo Space Needle, una costruzione degli anni 60 che si erge come un altissimo campanile visibile da numerosi sobborghi, ma anche un inaspettato sottosuolo dove la storia pare essersi fermata: Seattle Underground.

Il turista che sta per atterrare all’aeroporto internazionale di Sea-Tac rimane impressionato da questa metropoli dello stato di Washington ancor prima d’aver messo piede a terra. Seattle, la più grande città del nord ovest degli USA, gli appare in tutta la sua bellezza, circondata com’è dalla maestosa piramide di ghiaccio del monte Rainier a est e dalle montagne Olympic a ovest. Un magnifico scenario (oramai presente in molti film) è però anche quello della grande baia su cui si affaccia: il “Puget Sound”, come la chiamano i locali. Disseminata di svariate decine d’isole, una più bella dell’altra, la baia è collegata all’oceano Pacifico dallo stretto “Juan de Furca” tanto che, in linea d’aria, Seattle dista dal mare aperto circa 230 chilometri. Fu il capitano George Vancouver a scoprirne il canale e la baia nel 1792, gettando le basi per la colonizzazione europea nell’area.

Che temperature aspettarsi in questa metropoli a non più di 150 Km dal Canada? A dispetto di quel che potrebbe far pensare la latitudine, Seattle ha inverni miti grazie a una corrente calda del Pacifico che lambisce questo tratto di costa fino alle Montagne Rocciose. Le estati a Seattle sono fantastiche. Cieli blu e temperature che si aggirano dai 25 ai 35 gradi, e senza la tipica cappa di umido che tormenta il sud Europa da decenni. Le precipitazioni, sotto forma di pioggia e solo raramente di neve, sono abbondanti in particolar modo da ottobre a marzo, con qualche pioggerella d’estate che qui viene chiamata “mist”, acqua nebulizzata. La natura si mostra di un verde rigoglioso, con splendide ed alte conifere. D’estate ci si abbronza che è una bellezza, specialmente sulle rive di due dei molti laghi di cui la zona è ricchissima e che l’Ente dei Parchi ha provveduto a trasformare in attrezzatissime stazioni balneari. Non è un caso che da qualche tempo anche gli stessi americani stiano riscoprendo questi luoghi come località turistiche.

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America, di Franz Kafka

America, di Franz Kafka

America

http://scrivoleggo.blogspot.com/

America di Franz Kafka

Il nostro viaggio.

Una storia.

Karl Rossmannè un ragazzo, uno dei tanti partiti da lontano per finire in America, terra di libertà e opportunità.

Aggiungiamo il fatto che la storia è ambientata in un mondo vecchio di decenni e che il sedicente protagonista ha messo incinta una ragazza e avremo il quadro completo della situazione.

Un viaggio solitario, scomodo e frustrante.

Un arrivo incerto, nessun amico, Karl non sa dove sbattere la testa.

Sospetti, incertezze, paure recondite… Continua a leggere “America, di Franz Kafka”

“L’America fermi i dazi o sarà guerra commerciale”, di Marco Bresolin. La Stampa

“L’America fermi i dazi o sarà guerra commerciale”

Fronte unico di Macron, May e Merkel: possibile stangata da 2,8 miliardi Con gli Usa spiragli per un accordo sul nucleare che includa i missili di Teheran

Le 3M. L’Europa dei Tre rappresentata dal presidente francese, Emmanuel Macron, dal premier del Regno Unito, Theresa May (nella foto al centro) e dalla cancelliera tedesca Angela Merkel

Marco Bresolin inviato a bruxelles

La sabbia nella clessidra sta finendo. E il primo maggio potrebbe segnare l’inizio di una guerra commerciale tra Europa e Stati Uniti i cui esiti rischiano di essere devastanti. Le trattative delle scorse settimane non hanno portato a nessun risultato. Emmanuel Macron e Angela a Merkel sono tornati da Washington con un pugno di mosche. Restano ancora 24 ore per trattare, dopodiché scadrà il periodo di esenzione concesso dagli Usa all’Ue per i dazi su acciaio (25%) e alluminio (10%). L’Europa è ora pronta a far scattare le contromisure che tiene nel cassetto: c’è già una lista di prodotti americani su cui applicare i dazi del 25%. Una rappresaglia che vale 2,8 miliardi di euro.

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da La Stampa. I dazi di Trump al via entro 15 giorni: “Difendo l’America dalle aggressioni”, di Francesco Semprini

I dazi

Il presidente firma il provvedimento sull’import di acciaio ma conferma la flessibilità con gli alleati. «Ora rivediamo il Nafta». I timori di Draghi: «Se si mettono imposte sugli amici, cosa si fa con i nemici?»

AFP

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump esibisce, nello Studio Ovale la firma sulla legge che istituisce i dazi. Alle sue spalle, il suo vice Mike Pence (a destra) e un gruppo di operai siderurgici

FRANCESCO SEMPRINI. NEW YORK

Donald Trump mantiene la promessa di «America First» e annuncia l’introduzione di dazi su alluminio e acciaio provenienti dall’estero. A nulla sono valsi gli appelli dell’ultima ora di partner e leader internazionali, l’inquilino della Casa Bianca è andato diritto come un treno anche al costo (salato) delle dimissioni di Gary Cohn, lo zar economico della Casa Bianca, colonna portante del programma economico dell’amministrazione oltre che garante dei buoni rapporti tra Trump e Wall Street.  Continua a leggere “da La Stampa. I dazi di Trump al via entro 15 giorni: “Difendo l’America dalle aggressioni”, di Francesco Semprini”

Norman Rockwell, l’artista più amato d’America, di Maura Mantellino

di Maura Mantellino

Oggi vi proponiamo la figura di un artista, che personalmente amo molto: Norman Rockwell. Nato il 3 febbraio del 1894 a New York, Norman fin da piccolo era interessato all’arte ed in particolare al disegno ed alla pittura. A 14 anni si iscrisse alla Chase Art School per poi iscriversi dopo solo due anni alla National Academy of Design. Infine volle frequentare l’Art Students League, dove poté incontrare il noto illustratore Howard Pyle, uno dei fondatori della scuola. 

Possiamo dire che Rockwell è l’artista più amato d’America. Le sue opere sono riprodotte su calendari, biglietti d’auguri ed infatti il suo primo impegno lavorativo fu quello di creare temi natalizi per i biglietti d’auguri. Anche se per anni l’illustrazione venne considerata un aspetto minore dell’arte figurativa, Rockwell divenne ben presto il beniamino e illustratore di lavori quali copertine, pubblicità, calendari o illustrazioni per racconti pubblicati sulle riviste.  Continua a leggere “Norman Rockwell, l’artista più amato d’America, di Maura Mantellino”