Daniela Tusa – una regista con i sogni a rigenerazione di Marina Vicario

L’intervista con Daniela Tusa è una di quelle conversazioni che non vorresti finissero mai; un mare di esperienze e nella sua voce un entusiasmo con una “compostezza” teatrale impeccabile, senza mancare di naturalezza. Incantevolmente semplice e modesta (non vuole dare consigli, nonostante se lo potrebbe permettere) questa attrice e regista si racconta, portando a noi, un ritratto di una donna straordinaria.

Grazie Daniela per consentire ai lettori di Alessandria Today di conoscerla meglio.
Quando nasce Daniela Tusa come regista?
Nasco prima di tutto come attrice. Mi sono formata al Teatro Stabile di Genova negli anni ’90 e con altri maestri nel mio percorso formativo.
Prima di questa grande esperienza avevo frequentato la scuola de I Pochi ad Alessandria; fu l’attività in questa scuola che mi diede lo slancio per intraprendere in maniera professionistica quello che, fino ad allora, era una semplice passione.
Nel 2008 ho iniziato ad insegnare nella scuola de I Pochi con mia grande gioia. Da lì è incominciato, con all’esigenza di mettere insieme uno spettacolo annuale per il saggio di fine corso, quella di intraprendere un percorso tutto mio personale di interpretazione dei testi, creando la compagnia de I Pochi che è attiva dal 2015. Ciò è stata la vera la spinta di voler fare anche la regista.

Quali sono i progetti a cui è più legata che porta nel cuore come grande esperienza lavorativa sul palco?
Beh! In realtà tutti i progetti che ho intrapreso. Per quanto riguarda come regista ovviamente sono legata di più al primo testo che ho messo in scena con la compagnia de I Pochi nel 2016 “La visita della vecchia signora” di Friedrich Dürrenmatt che è stato sicuramente molto importante perché ha fatto nascere il progetto della compagnia. Avevo forte necessità e forte desiderio di creare un gruppo che mi seguisse con costanza, che cominciasse a formarsi intorno a questa esperienza comune e a sviluppare anche gli intenti e ambizioni personali di ognuno, di ogni membro del gruppo.

Attualmente anche i progetti che sto portando avanti mi stanno appassionando come “UNO DI TROPPO” che andrà in scena appunto il 2 marzo prossimo e “PARENTI SERPENTI” che stiamo ancora portando sul palco. Sicuramente sono un piccolo punto di arrivo per quello che è come esperienza come regista, che ancora deve crescere tantissimo. Posso dire che sono i due allestimenti in cui mi pare di aver imparato di più sulle esigenze, soprattutto organizzative, che comporta l’allestimento di uno spettacolo.

Come attrice sono legata a diversi momenti di attività teatrale come quelli, molto divertenti, insieme alla compagnia GANK in tournée per due anni con La bisbetica domata. Molto belle e formative anche le esperienze precedenti con Laura Bombonato nel 2003 con Le serve di Genet, che mi ha insegnato tantissimo.
Non da poco è l’esperienza che ho maturato con Daniel Gol con Teatrodistinto, dove ho potuto finalmente mettere insieme due esigenze: quello di interpretare un personaggio, ma anche di creare la scena e quindi di iniziare quel percorso che mette insieme sia attrice che regista. Ovvero le mie due passioni che ho sempre avuto quella di giocare e di mettermi in gioco, ma anche mettermi da parte e limitarmi alla osservazione del gioco degli altri. Continua a leggere “Daniela Tusa – una regista con i sogni a rigenerazione di Marina Vicario”

ANGOLO DI POESIA: TANIA DI MALTA – intrecci amorosi oppure terminali?

(by I.T.Kostka)

Oggi, in occasione della Festa degli Innamorati, sarebbe assai scontato parlare d’amore nel modo tradizionale. Cuoricini, palloncini ma… dov’è la vera essenza del sentimento? Frizzante o squarciante, piccante o melenso, infantile o maturo, vero o fasullo: l’amore è come gli scatti di un cortometraggio e riesce a sorprenderci sempre, come la talentuosa e scintillante poetessa Tania Di Malta, un’ autrice appartenente da poco alla corrente del Realismo Terminale, poliedrica e coinvolgente, intensa e scherzosa. Tania è capace di usare la sua penna come un pennello, dipingendo sui nostri volti sia sorrisi che stupore. Semplicemente perfetta! Buona lettura.

ARTURO

Arturo mio ti amo ancora,
il ricordo di te è una ferita,
una soluzione di continuo
che continua, continua…
Una vite spanata
su un bullone arrugginito.
Scaglie di mandorle e torrone
frantumate dal martello della vita.
Eri camino e canna fumaria
treno e locomotiva
pane e tostapane
bistecca e graticola,
pisello e baccello.
Eri il mio Colombo,
mentre tu… la Nina, la Pinta e la Santa Maria…
Arturo eri tutto per me:
Eppure mi hai lasciata!!!

IL CAPPELLO

Scusa caro pigolai
ti ho comprato un bel cappello
caruccio a dire il vero,
ma per te ogni cosa, amore.
Mi guardasti un po’ freddino
tu che non amavi le burlone,
a te la donna piaceva asciutta
con scudiscio nello sguardo.
E gli anni son passati
oggi di me saresti fiero:
vedessi che marescialla,
che piglio battagliero.
Ogni tanto metto il cappello,
che alla fine non ti ho dato
e in ricordo di come ero
scuoto le orecchie… e ti penso.

L’ADDIO

Se non avessi smagliato le calze
forse tu mi ameresti ancora,
e invece rimasi li con i miei alluci
a fare ciao ciao dalle pantofole.

Tania Di Malta

Tutti i diritti riservati all’autrice

La ballata dell’amor cieco (o della vanità) di Fabrizio De Andrè, di Pasquale De Falco

di Pasquale De Falco

La ballata dell’amor cieco ( o della vanità)  fa parte dell’album Tutto Fabrizio De Andre’ del 1966

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Un’ interpretazione è data nella canzone stessa: “la vanità fredda gioiva un uomo s’era ucciso per il suo amore”. Un amore non corrisposto, ma incoraggiato dalla vanità del ricevente, che poi sfrutta il suo potere sull’altro fino all’estremo.

D’altra parte, questa caratteristica dell’ amore, di essere cieco, sembra essere vicina alla sua essenza. Infatti l’ amore non guarda al proprio tornaconto, altrimenti non è amore ma interesse. In un modo paradossale, la canzone propone una vecchia tesi: cioè che sia preferibile amare che non essere amati.

Questo perché amare ci fa apprezzare l’ altro in se, ci fa abbracciare l’ altro anche se solo nel desiderio, e ci fa perdere nell’incontro con l’ altro, e questo può dare la felicità anche in mancanza di una corrispondenza (il testo dice: “Morir contento e innamorato“).

Questa scena esagerata si direbbe, racchiude quindi una verità, che potrebbe essere raccolta anche in misura minore, ma con profitto. Continua a leggere “La ballata dell’amor cieco (o della vanità) di Fabrizio De Andrè, di Pasquale De Falco”

L’amore è così – di Marina Vicario

Voi credete nella sincerità dell’amore?

L’amore è così!

Non importa quanti doni
porterai alla mia porta,
regalali a chi non li merita.
Non desidero
quello che posso
toccare.
Non ho bisogno
di ciò che
si può contrattare
o contare.
Sono d’ amore
i miei desideri,
prendili tu se lo vorrai.
Regalami un cuore,
senza luccichii di disonestà
mascherati da buone intenzioni.
Fa’ che siano
magiche le tue parole.
Rapiscimi
e non lasciarmi mai più.

Marina Vicario

Un bacio ci salverà, di Cristina Saracano

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di Cristina Saracano

Entri senza bussare

E togliendoti il cappello

Ti lasci accarezzare

I capelli spettinati.

Baciamoci le labbra

Profumate, inumidite

Dalla saliva dolceamara.

MI sembra d’esser sulla luna

Senza astronave,

di volare,

senz’ali,

senza temere giudizio o pregiudizio.

Noi due adesso siamo il bello:

chiudiamo gli occhi per non vedere il resto,

almeno per un po’.

Lacci di Domenico Starnone recensione di Cristina Saracano

Cristina Saracano Alessandria

L’amore che finisce lascia amarezza e rancore che non si assopisce.

La famiglia deve, comunque, venire prima di tutto, anche prima dell’amore? E’ giusto vivere un amore bellissimo, ma di nascosto per non ferire i figli, la moglie, le persone con le quali si dovrebbe vivere “finché morte non ci separi”?

Quando arriva, l’amore, quello vero, quello che ti fa sentire bene, che fa scorrere il tempo allegramente, con spensieratezza, non chiede il permesso, non dà regole: arriva e basta.

Una narrazione a tre voci che incuriosisce pian piano il lettore.

Una storia classica, trattata in maniera originale, ben scritta.

Ancora una volta non sono rimasta delusa da quest’autore, Domenico Starnone, prima insegnante, poi scrittore di storie sull’ambiente scolastico, da cui sono stati tratti anche spunti per alcune serie televisive e vincitore del Premio Strega nel 2001 con il romanzo in parte autobiografico Via Gemito.

Consiglio “Lacci” a chi crede nell’amore.

Il re alla sua regina: dono d’amore. Poesia di Fabio Avena

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O mia regina, non temere.
Abbi fiducia, speranza reale.
Il tuo re esiste!

In questo mondo
di orchi, iene,
falsi principi e finti cavalieri
che ti rubano,
ti spengono il sorriso
e il cuore adesso gonfio
di lacrime amare.

Il tuo re, il tuo uomo è già qui!

Nella terra dei viventi
esiste ancora 
colui che ama davvero,
colui che si dona.

Il re sincero, amabile
ha un cuore gioioso,
sensibile, empatico, vivo,
libero, vero. Continua a leggere “Il re alla sua regina: dono d’amore. Poesia di Fabio Avena”

Chiamami col tuo nome di Andre’ Aciman Recensione di Cristina Saracano

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Oggi pomeriggio, alle 16,30 alla libreria Mondadori, va Trotti 58, Alessandria, si parla di questo libro, letto da me qualche mese fa, vi ripropongo la recensione.

 

In un’estate di vent’anni fa sul Ponente Ligure, Elio, 17 anni, un’intelligenza viva e una passione per i libri e la musica, trascorre le vacanze nella casa di famiglia, dove si alternano ospiti illustri e, quindi, cene affollate.

L’arrivo di un giovane americano, Oliver, giunto sul posto per completare la sua tesi di post dottorato, porterà scompiglio nel timido Elio.

Oliver, la sua eleganza, la sua bellezza, le sue movenze: Elio non smette di osservarlo e di pensare a lui.

Diventano amici perché condividono esperienze e interessi.

Non possono smettere di star lontani: si cercano  e si danno appuntamento di nascosto dal resto del mondo. Continua a leggere “Chiamami col tuo nome di Andre’ Aciman Recensione di Cristina Saracano”

Riflessione sull’amore, di Fabio Avena

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Quando amate una persona dopo averla conosciuta a fondo e ne cogliete davvero il suo reale e reciproco amore verso di voi, non dovete mai essere titubanti, né pensare troppo al dopo.

Gli scarti, le briciole, le seconde (terze, o quarte scelte), vanno ‘rifilate’ a quelle persone che si accontentano e non vi amano genuinamente, ma, vivono nel loro alone di mistero, doppiezza.

Quelle persone non erano mai state presenti nelle vostre esistenze o fingevano di esserci, solamente per far credere di amarvi. Chi non è stato mai sincero con voi, va allontanato senza troppi problemi (che magari nemmeno lui/lei si creano).
Le ‘vie di mezzo’ non vanno affatto bene. Non si può vivere di ripensamenti, né avere ‘contatti’ con gente che appartiene al vostro passato. Non è nemmeno corretto che chi vi ha trattati male riemerga nelle vostre vite, facendovi illudere di essere cambiato. Continua a leggere “Riflessione sull’amore, di Fabio Avena”

” L’intrusa “, di Rosa Cozzi

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Ci siamo, ecco arrivato il momento tanto temuto, anche se era ben nascosto dentro di me, era solo un dubbio, ora é esploso con tutta la sua furia,prepotente e inatteso. Il mio lui ha un’altra, si ha un’altra !!!
sono furiosa, amareggiata, dispiaciuta, e disperata,e so anche chi ha preso il mio posto nel suo cuore.
È lei !!!
la mia più cara amica, quella a cui confidavo i miei dubbi, la mia sofferenza.
E alla delusione, all’amarezza, e alla gelosia, si é aggiunto anche il dolore per il tradimento della mia amica del cuore.
Si, l’ho saputo finalmente, ed é una spina che mi si é conficcata qui nel petto,il mio cuore sta sanguinando,sapere che si sentono,
si incontrano, e si mandano messaggi, mi sta distruggendo.
Se squilla il telefono, lui si alza e si allontana per parlare a monosillabi se io sono presente, é come leggere una lettera a voce alta,sentire le intonazioni della sua voce quando risponde al telefono, le sue piccole bugie sui suoi ritardi, le piccole dimenticanze verso di me, a cui non mi aveva abituata. Continua a leggere “” L’intrusa “, di Rosa Cozzi”

Riflessione di gennaio, di Fabrizio Uderzo

riflessione

di Fabrizio Uderzo

http://www.cittafutura.al.it/web

L’umanità tutta, che abita la terra e che vediamo malata gravemente, si può curare soltanto con continui impacchi d’amore.

Noi, in generale, parliamo molto dell’amore. La parola “amore” , in tutte le sue molteplici accezioni, è un termine abusato a tal punto che se n’è logorato il significato, se ne è perduta l’essenza autentica, e la si cita ormai impropriamente in un qualunque contesto. È come sognare una festa sull’aia mentre piove. D’ogni erba se ne fa un fascio, includendovi finanche il suo contrario, E lo si fa allegramente, senza alcuna discrezione, partendo da ogni moto del cuore e da ogni minimo palpito che ce lo fa sentire in bocca. Continua a leggere “Riflessione di gennaio, di Fabrizio Uderzo”

GIOVANE AMORE, di Luigi Meloni

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di Luigi Meloni

GIOVANE AMORE

Ti sento tanto vicina che non amarti
e’impossibile, che tra rive di pensieri
divampano nella mente, sul tuo corpo
disegnato dal chiarore della luce, che di
te tutto mi fa innamorare, e sapermi donare
la calma che dalle tue virtu mi legano
forte.

Cosi e’ che mi piaci in quello che dici,
in quello che fai, e cosi che quando guardo
il tuo viso io mi sento cosi impacciato, tra
le parole che si arrampicano silenziose su
specchi ricurvi,mi fanno tremare di gioia tra
sensazioni che mai avrei creduto potessero avvenire
mai piu dentro di me.
Continua a leggere “GIOVANE AMORE, di Luigi Meloni”

Danza, di Antonella Commendatore

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di Antonella Commendatore

Danza

Sento tanto calore nel cuore
lui danza nel mio petto
e mi fa sospirare.

Fa uno strano rumore
saranno i passi dell’amore
in questo soave ballo
che dentro me sta facendo.

Capriccioso e lento
mi invade i sensi di emozione
ed io mi sento avvolta
in un dolce sentimento.
Continua a leggere “Danza, di Antonella Commendatore”

Un cuore, di Antonio De Simone

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di Antonio De Simone

Un cuore
nel silenzio
vive l’amore
i suoi palpiti
riecheggiano
nel petto
con nuovo ritmo.

Antonio De Simone

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A heart
in the silence
live love
her heartbeats
echo
in the chest
with new rhythm.

https://antodesimone.wordpress.com

L’AMORE COME SINFONIA, di Emilia Esposito

L'AMORE COME SINFONIA

di Emilia Esposito

L’AMORE COME SINFONIA

Tu sei la mia musica
una sinfonia quotidiana.
fai bene al mio cuore .
Sai ascoltare ogni mia parola
e mi ristori l’anima
si amore con te vicino volerò
Ascolteremo, ascolteremo,
i canti mattutini degli uccelli
Ascolteremo i nostri corpi cantare,
sotto la passione dei baci.
Tu ed io saliremo come edera
d’amore al muro.
Fusione di corpi e di mente
Esposito Emilia.