POESIA: Una nuova iniziativa culturale per il 21 marzo 2020 a Merate (Lecco)

Foto: Pixabay

(by I.T.K.)

Partecipate numerosi a questa meritevole iniziativa promossa dalla signora Rosaria Munafò e ProLoco di Merate:

“Amici poeti, vi invito a partecipare a un progetto poetico organizzato dalla Proloco di Merate il 21 marzo 2020 sabato nel centro storico di Merate (Lecco).

Raccogliamo opere poetiche, tema libero, tre testi per ogni autore da inviare all’indirizzo di posta elettronica: rosaria2972@gmail.com

Le opere verranno distribuite alla lettura per tutta la giornata del 21, ogni lettore può portare a casa una o più poesie.
La possibilità per i poeti anche di partecipare al microfono aperto nel pomeriggio. Ogni opera dovete inviarla allegata in forma PDF o WORD con nome, cognome, indirizzo e-mail.
Entro il 30 Novembre.

Rosaria Munafò collabora con la Proloco di Merate per promuovere la poesia, quest’anno il presidente Luca Codara ha deciso di promuovere i poeti del nostro territorio. Al momento servono più meno 500 poesie.
Grazie se volete aiutarci, più avanti si avranno informazioni più dettagliate dell’iniziativa.”

Info condivisa per la Proloco di Merate e Rosaria Munafò.

I.T.Kostka

Utrecht

Azimuth dei miei pensieri.

Beige che sfila dai finestrini,
nel medio dell’affronto di due orizzonti,
che foglie riposano ai piedi della Madre
in un cielo grigio come le sue iridi.

Il suo biondo ampolloso m'agonizza.

Stazioni equivalenti nel calvario del ritorno,
pensieri inficiati dal subliminale ricordo di noi
in un tetris di complicità.


Dove, cosa, ora?


Mi spaventa l’ansimante respiro della solitudine
che impregna i muri di rimpianti,
i visi di rughe saettanti
gli occhi di neve d’estate
e Utrecht del suo profumo.
Tegole obbedienti allineate
su tetti acuti e austeri.


Azimuth dei miei pensieri.


Silenziosi canali sui quali ci specchiammo
trascinano i nostri volti
attraverso gli orizzonti divisi
dei feroci litorali del nord.

© 2zero19 - lemiecosepuntonet

Grazie a migliaia al Borto per la location della foto di copertina.

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REALISMO TERMINALE: ALCUNE POESIE SCELTE di GUIDO OLDANI con la traduzione in polacco / Niektóre poezje wybrane Guido Oldani’ego w tłumaczeniu na język polski

Il Poeta Guido Oldani, fondatore del movimento del Realismo Terminale.

photo©izabellateresakostka

REALISMO TERMINALE / REALIZM TERMINALNY

Alcune poesie scelte di GUIDO OLDANI, fondatore del Realismo Terminale, tratte dalla raccolta “IL CIELO DI LARDO / NIEBO ZE SŁONINY” (Mursia, 2008). Traduzione dall’italiano: Izabella Teresa Kostka / Tłumaczenie z włoskiego na język polski: Izabella Teresa Kostka

LA BETONIERA

l’acqua ha già il sale e su, le petroliere,
versano olio, come condimento,
alla zuppa di pesce navigante.
e la gabbia del cielo ha le sue penne
che portano la cacciagione in volo
e i vermi sono filo per cucire,
che tiene insieme ogni zolla nera
e il tutto è nella pancia di dio padre,
che ci mescola, dolce betoniera.

BETONIARKA

woda jest już słona, a na niej tankowce
dolewają oleju, jak przyprawy
do pływającej zupy rybnej.
i klatka nieba ma swoje skrzydła,
które wznoszą dzikie ptaki do lotu
a robaki są nicią do szycia,
co utrzymuje razem czarne skiby ziemi
i wszystko jest w brzuchu boga ojca,
który to miesza, słodka betoniarka.

CRAVATTE

come cravatte rosse verso il cielo
si affacciano le fiamme al davanzale
incartando i gerani con il fumo.
e un camion grosso con la pancia d’acqua
alza la gamba posteriore e spegne
e hanno salvato il gatto per fortuna
la vecchia no, faceva grida indegne.

KRAWATY

jak czerwone krawaty w stronę nieba
wychylają się na parapet płomienie
opakowując dymem pelargonie.
a duża ciężarówka z brzuchem wody
podnosi tylną łapę i gasi
całe szczęście, że uratowali kota,
staruszki nie, niegodnie krzyczała.

I DUE

i due cappotti siedono vicini
portati senza portamento alcuno
come due bucce vuote di banane.
si parlano le loro cicatrici
e gli occhi sono anelli di catene,
neanche a ballare suscitano brio
li ha fatti Dio non sempre riesce bene.

DWA

dwa płaszcze siedzą blisko siebie
noszone bez żadnego stylu
jak dwie puste skórki od banana.
rozmawiają ze sobą ich blizny
a oczy są ogniwami łańcucha,
nawet tańcząc nie wzniecają entuzjazmu
stworzył je Bóg, nie zawsze mu to wychodzi.

MILANO

è il camion fa il trasporto della ghiaia,
la mia patria, ribalta il cassone,
ci scarica a milioni su milano.
e insieme come uova ci sfondiamo
in un budino in cui quasi ci immola
e c’è chi ha il dubbio si sia ormai un po’ in tanti
ma un’altra camionata ci consola.

MEDIOLAN

to ciężarówka do transportu żwiru,
moja ojczyzna, wywraca swój kontener
wyładowując nas milionami w Mediolanie.
i razem jak jajka zagłębiamy się w budyniu, składają nas w ofierze
niektórzy mają wątpliwości, jest nas trochę dużo,
ale kolejna dostawa podtrzymuje wszystkich na duchu.

LA LAVATRICE

la centrifuga gira come un mondo
e i suoi abitanti sono gli indumenti
riposti dalla coppia dei congiunti.
si avvinghiano bagnati in un groviglio
i rispettivi panni in capriola,
sono rimasti questi i soli amanti,
quegli altri se si afferrano è alla gola.

PRALKA

wirówka kręci się jak świat
i jej mieszkańcy są odzieżą
włożoną do niej przez parę małżonków.
kłębią się mokre rzeczy kręcąc koziołki
to one zostały kochankami,
ci drudzy gdy się dopadną skaczą sobie do gardła.

Tutti i diritti riservati

Wszystkie prawa zastrzeżone

Nord, di Filippo Fenara

Puttana d’eburnea livrea.

Zampettano sulle punte

gatti obesi intirizziti,

schivando passi sordi

d’un bastardo gravato dal “ma”.

Nord è utopia compiuta

solo sulle tue labbra d’angora,

puttana d’eburnea livrea,

acciambellato sul tuo domestico addome

in cui agognai tu fossi mia.

Nord è luce riflessa dal vapore del caffè,

la ricorrenza del sentirti,

la parvenza di puntare al tuo ventre

come lancetta di bussola.

Orientami nei tuoi dedali,

ornami dei tuoi petali,

stringi forte le redini,

del sospiro che migra

verso nord.

© 2zero19 – lemiecosepuntonet

Il Molo

Iridescenti ittici manti.

Lo sguardo fende schiume arroganti,
iridescenti ittici manti,
cicli di volta di timoni intrepidi,
scorgo solo ricordi residui
sedimentati sull’orizzonte del tempo,
navigare è un fermo immagine
di tempeste da sfidare con sprezzo.

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Ovvi cumulinembi dai lembi sartoriali
scandiscono un sogno di
prue puntate verso un destino
cosparso di salsedine
su labbra oramai friabili,
sotto zigomi solcati da un vento superbo.

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© 2zero18 – lemiecosepuntonet eccetto le immagini di libero utilizzo scaricate da Pexels.

ANGOLO DI POESIA: “DITTICO SUL CARBURANTE” di Izabella Teresa Kostka

DITTICO SUL CARBURANTE (aderente al movimento del Realismo Terminale)

Politica?

È una squallida puttana
venduta per qualche euro,
una marionetta appesa alle corde
tirate dagli Dei dell’Olimpo.

Motore in avaria
alimentato dall’alterato carburante.

Non ci appartengono questi giorni di piombo,
solubili accuse di cianuro,
velenosi dibattiti televisivi
che ignorano le aspre lagne del popolo.

Siamo rinchiusi in un supermercato
con scaffali di illusioni,
raccogliamo i punti per la pensione
contando su un premio a fine stagione.

Non ci appartengono le albe prive di luce
oscurata dallo smog pagato caro
che toglie voce ai piccoli uccelli
scartando i loro canti come rifiuti.

Ridateci la libertà
il carburante della vita!

Izabella Teresa Kostka, 2018
Scritto per l’evento dedicato alla libertà d’espressione organizzato dal Museo Spazio Alda Merini a Milano in collaborazione col Movimento del Realismo Terminale.
Edito, tutti i diritti riservati.

La Mia Biccia Fotonica

Cacao come a Modica.

La mia biccia fotonica
Pre ciclo isterica
A letto pratica
A prezzo simpatica
Lingua diabolica
Cacao come a Modica
Carezza solforica
Fedele alla master card
Un giorno da lacrima
Quello dopo una favola
Io e lei sulla tavola
Far l’amore con Satana
Poi mi dimentica
Va a vivere ad Amsterdam
E scompare laconica
La mia biccia fotonica
La mia biccia fotonica.
Uno, due, tre…libera!

© 2zero19 – lemiecosepuntonet

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Sul Reale, di Filippo Fenara

Allibita abilità.

Ho la testa che mi gira.

Mi gira intorno

e m’osserva con i miei stessi occhi.

Immagine sbiadita

d’un qualunque sbadato,

sbandato sullo sbadiglio sbagliato.

Il gatto mimetizzato

come lancetta d’orologio

ruota attorno

al sonnacchioso pomeriggio.

Un po’ è l’età,

un po’ è un poeta a metà

che confessa d’aver inventato un alibi

con allibita abilità.

 

© 2zero19 – lemiecosepuntonet

 

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ANGOLO DI POESIA BILINGUE: RISVEGLIO / PRZEBUDZENIE (Realismo Terminale / Realizm Terminalny) di Izabella Teresa Kostka

Foto: Pixabay

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RISVEGLIO ( realismo terminale; z tłumaczeniem na język polski)

Si accende ogni alba
come fari antinebbia,
rimette in moto i neuroni
scollegati per un riposo notturno.

Sposto le tende delle ciglia
– tapparelle che mi isolano dal Mondo –
e
carico le batterie
con un sorso di un espresso.

Pure oggi
pagherò il pedaggio
sull’autostrada della vita.

PRZEBUDZENIE (realizm terminalny)

Zapala się świt
jak światła przeciwmgielne,
wprawia w ruch neurony
odłączone na wypoczynek nocny.

Przesuwam rzęs firany
– rolety oddzielające mnie od Świata
i
ładuję baterie
łykiem espresso*.

Także dzisiaj
zapłacę za przejazd
autostradą życia.

~
* espresso – bardzo mocna, mała włoska kawa

Izabella Teresa Kostka
2019, “Pensieri raccolti /Myśli zebrane”

DA NON PERDERE: “BLASFEMIE” di ENRICO RATTI (Gilgamesh Edizioni, 2019)

(by I.T.Kostka)

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Sono sempre alla ricerca dello spessore e dell’originalità letteraria. Questo libro non può passare inosservato perché include tra i suoi versi il nucleo di un artista completo, poliedrico e ricco di variegate sfumature come un inestimabile caleidoscopio. Enrico Ratti: poeta, scrittore, pittore, personaggio teatrale e performer, un animo inquieto ancorato nelle profondità abissali delle cime tempestose chiamate “Arte”.
“Blasfemie”, il suo ultimo libro edito dalla casa editrice Gilgamesh Edizioni è imprevedibile come il carattere dell’autore stesso: riflessivo e rabbioso, diretto e surreale, personale e universale, sorprendente e familiare. È una valanga di pensieri conditi col talento, quello mai banale, a volte discutibile ma prezioso come un ruscello abbondante di acqua sorgente pura e instancabile. Sprofondo nelle pagine impregnate di saggezza, d’un fascino mistico e, spesso, ribelle.
Non leggo ma divoro con gusto ogni verso, ogni immagine dipinta sulla carta perché non è soltanto un libro ma un vero cortometraggio intrappolato con maestria in uno sconvolgente volume poetico di 119 pagine. Privo di prefazione travolge e porta via, non chiede ma pretende la nostra attenzione, non tenta ma entra con prepotenza nelle coscienze e… ci rimarrà per sempre!
Consiglio, fidatevi!

Izabella Teresa Kostka, Milano 2019

• Alcune poesie scelte:

• CENNI BIOGRAFICI

ANGOLO DI POESIA: AL MONDO (appartenente alla corrente del Realismo Terminale) di IZABELLA TERESA KOSTKA

Foto: Pixabay

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AL MONDO (appartenente alla corrente del Realismo Terminale) di Izabella Teresa Kostka

Non bastonatemi con le vostre sentenze
appuntite come frecce d’un secolare arco,
non sputatemi addosso l’invidia
invadente come un volantino del supermercato.

Ho scelto di percorrere la strada
distante dai mercatini della vanità umana
che intrecciata tra le pagine dei social network
convoglia la vera arte verso la ripa delle banali bancarelle.

Lo so,
Vi rode l’indipendenza estranea alla sottomissione,
essa non rincorre mai nessuna bandiera
e difende testarda le proprie credenze.

Sono un faro solitario in balìa dalle maree,
resistente alle corrosive ondate di rabbia
e di acida cattiveria.

Un giorno Pegaso cavalcherò
sorvolando la necropoli dei pregiudizi.

~

Izabella Teresa Kostka

2018, “Lacerazioni”, edita

Diritti intellettuali riservati

ANGOLO DI POESIA BILINGUE: AMANTI AUTUNNALI / JESIENNI KOCHANKOWIE di Izabella Teresa Kostka

Foto: Pixabay

AMANTI AUTUNNALI

Sono caduti i merletti dall’invecchiato corpo
quando si sono presi per mano
abbracciando i ricordi di rughe
e il resto del desiderio.

Sognavano il volo di Icaro
nonostante le ali cariate,
i secchi membri desideravano il compimento
anche al prezzo della caduta.

Amanti autunnali
al binario cieco.

JESIENNI KOCHANKOWIE

Opadły koronki z podstarzałego ciała
gdy wzięli się za ręce,
objęli wspomnienia wspólnych zmarszczek
i resztki pożądania.

Zamarzyli o locie jak Ikar,
choć ich skrzydła były spróchniałe,
wysuszone członki zapragnęły spełnienia
nawet za cenę upadku.

Jesienni kochankowie
na ślepym peronie.

~

Izabella Teresa Kostka

2019, “Lacerazioni / Rozdarcia”

Diritti riservati

ANGOLO DI POESIA CIVILE: INFIBULAZIONE di Izabella Teresa Kostka

INFIBULAZIONE

Perdonatemi perché ho peccato.

Il mio piacere è stigmatizzato
e Voi avete deciso di purificarmi.

Ha sapore di sangue
questa primavera
recisa,
incisa per la punizione.

Tutte le mie labbra non hanno più voce
sottomesse all’invasione
dell’arrugginita lama.

Anche il grido s’interrompe di colpo
sbattuto a terra
con femminilità perduta.

Perdonatemi
perché ho osato nascere donna.

La purificazione ha le suture
che mai guariranno,
avranno il peso di un Mondo intero
condannato a morte tra le mie cosce.

Perdonatemi
perché non ho invocato la misericordia
mentre il mio Fiore
sbranavano i cani.

~

Izabella Teresa Kostka

2019, “Lacerazioni”

Tutti i diritti riservati all’autrice

Foto: Umberto Barbera

ANGOLO DI POESIA: TRE LIRICHE di MARIA ROSA ONETO

Foto: Pixabay

~
AMARSI

Amarsi, è forse,
una passione senza vento.
Un abbaglio di cuore
che ferisce e sconvolge.
Movenze di carne,
di mani aggrappate
al silenzio.
Di frasi sfumate
al sapore di un bacio.
Amarsi, è forse,
una malattia senza tempo.
Un’oasi colma d’acqua corrente.
Un pertugio dove interrare
il veleno del tempo.
Amarsi, è forse,
un garbuglio d’incoscienza,
dove antiche vestali,
siedono ridendo,
come nature morte!

DESIO UMANO

E fummo vento,
gocce di pioggia
su davanzali istoriati.
Altalene strette
fra ginocchia di vetro.
Fronde d’alberi maestosi,
cortecce disegnate
a sangue,
radici nella pietra viva.
E fummo canto,
tormento di una stagione
arrivata in ritardo.
Brina a scolpire
la gioia del silenzio,
nel brivido tenace
del desio umano!

CUORE DI PANE

Ho scritto poesie
sulla carne
martoriata dal dolore.
Seminato fiordalisi
sulla terra di nessuno.
Scoperchiato il tetto
per raccogliere
il cielo e fiocchi
di pudore nella notte
oscura.
Come gatta randagia
ho partorito in strada
gli amori mai vissuti,
i sogni trattenuti
nella bacheca dei pensieri,
le miti illusioni al volo
di una falena.
Quanta luce ho raccolto
per farne dono
a chi non vedeva!
Umile
con il cuore di pane,
a spargere preghiere e
spruzzi d’incenso
su piaghe mai guarite!

~

Maria Rosa Oneto

Tutti i diritti riservati all’autrice