Intervista alla poetessa Antonietta Fragnito, a cura di Pier Carlo Lava

Intervista alla poetessa Antonietta Fragnito, a cura di Pier Carlo Lava

Alessandria today è lieta di pubblicare un intervista ad un autrice del blog, la poetessa Antonietta Fragnito. Antonietta afferma che Il mondo senza l’arte sarebbe  un mendicante e che il poeta è sempre tormentato, l’oneroso tributo che richiede la poesia.

 

Antonietta, ciao e benvenuta su Alessandria today! E’ veramente un piacere farti un’ intervista. Ci vuoi raccontare dove sei nata, chi sei, cosa fai nella vita, oltre a scrivere e qualcosa della città dove vivi?

Sono nata a San Giorgio la Molara, ameno paesino in provincia di Benevento. Ho svolto per lunghi anni, con piacere, il lavoro di maestra elementare. Attualmente sono in pensione e mi dedico con passione immensa alla scrittura  Il mio amato marito è  deceduto poco più due di anni fa,  lasciandomi in eredità  il suo esempio di dignità e di bellezza esistenziale.  Ho due figli e due bellissimi nipoti: Arianna e Alessandro che rappresentano per me il bene assoluto.

Quando hai iniziato a scrivere e cosa ti ha spinto a farlo?

Ho iniziato a scrivere un anno e mezzo fa circa. Non so cosa mi abbia spinto, quello che so è  che la scoperta della scrittura è una  delle cose più belle e motivanti che mi siano accadute.

Chi è per te un poeta?

Il vero poeta è un illuminato, una specie di vate, un veggente. Egli è dotato di uno sguardo speciale, di pensieri divini, forgiati dal proprio incanto. Il poeta conserva una sorta di fanciullesca innocenza perentoria. Continua a leggere “Intervista alla poetessa Antonietta Fragnito, a cura di Pier Carlo Lava”

Matite, di Antonietta Fragnito

 

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Siamo matite
Ti ascolto scrivermi
premendo delicato sul mio grigio
e dissanguandolo
Sei la punta del mio grammofono
nella cassa di risonanza del cuore
Stiamo seduti placidi
nella scatola del portamatite
Sto inclinata sul tuo dorso legnoso
e parliamo
Parliamo pure se piove
Pure se il nostro destino
come la matita
ha smarrito il temperino

Momenti di poesia. Ci illudiamo ogni giorno, di Antonietta Fragnito

Momenti di poesia. Ci illudiamo ogni giorno, di Antonietta Fragnito

Ci illudiamo ogni giorno
appoggiando qua e la’ le illusioni
come soprammobili
Che fatica occuparsi di orpelli
mentre sul marciapiedi sporca e malfamata
sonnecchia come un cane
la libertà
Lo sa il poeta sconosciuto
che libra in aria
la sua improbabile poesia
Sono solo quattro rime spelacchiate
sbaciucchiate
per nulla altisonanti
Lui da’ questo schiaffo sonoro alle parole
e la compone
Poi con un calcio in culo
la manda in giro spavalda e anarchica
lontano da critici e sapienti
Cosicche’ essa lieve balzella qua e la’
piccola e insipida
Tale e quale alla vita

Momenti di poesia. A chi mi ha insegnato, di Antonietta Fragnito

Momenti di poesia. A chi mi ha insegnato, di Antonietta Fragnito

A chi mi ha insegnato
che si può stare un passo dentro
e un passo fuori la vita
Che si può andare senza restare
e si può restare senza andare
A chi mi ha fatto scordare millenari insegnamenti
facendomi visitare la sua casa
dove gli indumenti migliori sono solo spogli sorrisi
E nonostante l’avarizia del dolore
a chi mi ha aperto
e mi ha fatto entrare
Ho potuto così imparare fra le mura del non abbraccio
il dolce senso del non senso
E trovare la forza di avvitarmi un paio di gambe
e di andare
come mi ha insegnato
Un passo dentro
Un passo fuori la vita

Le parole, di Antonietta Fragnito

 

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Io ci devo riflettere
Quando ti incontro dentro di me
ti ascolto e cambio pelle
cambio nazione
Non so molte lingue
ma comprendo le parole del tuo silenzio
So che vorrei
so che vorresti parlarmi
ma non vogliamo che gli altri ci ascoltino
Sono parole da urlare quando siamo soli
Sono parole soltanto nostre

Amico, di Antonietta Fragnito

 

Regina di fiori

Mi piace quando mi rassicuri dicendo che non esistiamo
E mi prosciughi dagli occhi
nettandoli
l’energia della mia morte
Mi piaci quando ti perdo nella mela di una ruga
Quando mi fotografi i pensieri
Quando cavi dalla tasca un cioccolatino
al gusto del tuo sorriso
Quando parlo e non ti distrai
e non mi interrompi
Quando parti per la tua crociera
Destinazione umanità
Che quando torni poi mi porti un souvenir
Di quelli che piacciono a me
Di quelli che piacciono a te
La palla di neve
I guantoni da cucina
Il diario di Lupo Alberto
Poi ce li scambiamo i regali
come le figurine dei calciatori
Nell’ aspra partita della vita
Mio caro dolce amico

Intervista alla poetessa Antonietta Fragnito, a cura di Pier Carlo Lava

Intervista alla poetessa Antonietta Fragnito, a cura di Pier Carlo Lava

Alessandria today è lieta di pubblicare un intervista ad un autrice del blog, la poetessa Antonietta Fragnito. Antonietta afferma che Il mondo senza l’arte sarebbe un mendicante e che il poeta è sempre tormentato, l’oneroso tributo che richiede la poesia.

Antonietta, ciao e benvenuta su Alessandria today! E’ veramente un piacere farti un’ intervista. Ci vuoi raccontare dove sei nata, chi sei, cosa fai nella vita, oltre a scrivere e qualcosa della città dove vivi?

Sono nata a San Giorgio la Molara, ameno paesino in provincia di Benevento. Ho svolto per lunghi anni, con piacere, il lavoro di maestra elementare. Attualmente sono in pensione e mi dedico con passione immensa alla scrittura  Il mio amato marito è  deceduto poco più due di anni fa,  lasciandomi in eredità  il suo esempio di dignità e di bellezza esistenziale.  Ho due figli e due bellissimi nipoti: Arianna e Alessandro che rappresentano per me il bene assoluto.

Quando hai iniziato a scrivere e cosa ti ha spinto a farlo?

Ho iniziato a scrivere un anno e mezzo fa circa. Non so cosa mi abbia spinto, quello che so è  che la scoperta della scrittura è una  delle cose più belle e motivanti che mi siano accadute.

Rossetto vermiglio

Chi è per te un poeta?

Il vero poeta è un illuminato, una specie di vate, un veggente. Egli è dotato di uno sguardo speciale, di pensieri divini, forgiati dal proprio incanto. Il poeta conserva una sorta di fanciullesca innocenza perentoria.

Il primo libro, “Rossetto Vermiglio sul volto della luna” è come il primo amore non si scorda mai. Ci puoi raccontare quali difficoltà hai incontrato per pubblicarlo e quale è stato il tuo primo pensiero dopo averlo pubblicato?

“Rossetto Vermiglio sul volto della luna” è ormai il mio grande amore. E’ l’incarnazione del sogno.

Esso ha in pancia le mie prime poesie. Io non avevo pensato ad una pubblicazione fino a quando un Editore, avendo notato il mio modo di scrivere, mi ha sollecitato a pubblicare. È nato in questo modo Rossetto. Non dimenticherò mai l’euforia di quando ho avuto tra le mani  il mio libro stampato.

In tal senso ringrazio gli editori Antonio Di Bartolomeo e Marino Monti, che mi notò  e mi sollecitò a pubblicare. La casa editrice è  la Pluriversum.

A tuo avviso come vedono il mondo i poeti e gli scrittori e che mondo sarebbe senza di loro?

Ogni poeta, ogni scrittore ha la sua chiave di lettura del mondo. Come l’archeologo, ha la missione di portare alla luce il sotterraneo, la bellezza che sfugge. Il mondo senza l’arte sarebbe  un mendicante. Continua a leggere “Intervista alla poetessa Antonietta Fragnito, a cura di Pier Carlo Lava”

Un miliardo di anni fa, di Antonietta Fragnito

 

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Non so dipingere
ma appena ti vidi
feci di te uno schizzo sulla mia pelle
Una mappa vanagloriosa che mi rivestiva i pensieri
Eri il più bel tatuaggio della mente
Stavi adagiato in me
come stanno quei fasci di rose sulle braccia
di uno sconosciuto
Come la coccinella sul polpaccio della ragazza
Insomma come quei buchi incolmabili
del cuore

Momenti di poesia. Il sogno, di Antonietta Fragnito

 

 

La malvagità è la deriva di chi ha smarrito il sogno.

Quando si smette di amare, quando si guarda con indifferenza al deprivato,

quando si legifera contro il debole, quando si teme il diverso, ci si circoscrive.

In quella gabbia non c’è posto piu’ per nulla.

Il sogno è vasto. La pochezza umana invece è una cella.

Smettere di sognare vuol dire smettere di essere possibilista.

Se incontrate qualcuno che ha smarrito il sogno prendetelo per mano e

riconvertitelo a sognare.

Siate il suo sacerdote.

Questo mi sento di dire nel giorno della Memoria.

La vita, di Antonietta Fragnito

 

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Penso che Dio quando ha messo a disposizione dell’ uomo un tocco di libero arbitrio gli ha fatto dono di un poco della sua onnipotenza perché scegliere è decidere, è cambiare, è evolvere.
Abbiamo avuto come mezzo di trasporto la vita: molto della riuscita del viaggio dipende da che tipo di autisti siamo, ma anche dai passeggeri che facciamo salire a bordo, dal tipo di carburante che scegliamo.
Di che sostanze infarciamo il nostro corpo: ideologie, religioni, credenze, limiti, paure, velocità o rallentamenti.
La nostra vita può essere un’utilitaria, un fuoristrada, o una Mercedes. Sempre essa è una corsa che possiamo gestire fino ad un certo punto. Perché il punto di arrivo non è nelle nostre facoltà. Noi temiamo molto la conclusione del viaggio, ma non è detta che sia una fine e non un inizio.