Ampie schiarite 7. Napoli per pace e solidarietà, commercio da sostenere e commercio senza follie

Ampie schiarite 7. Napoli per pace e solidarietà, commercio da sostenere e commercio senza follie

Carlo Baviera

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Il bene da scoprire e diffondere. Buone notizie che aprano alla speranza e alla fiducia

Sostegno ai Commercianti di Genova (Acquisti solidali nella zona arancione) – È proseguita anche nel giorno dopo la storica firma del contratto per demolizione e ricostruzione di ponte Morandi, la gara di solidarietà verso gli esercenti della zona il cui lavoro è quasi azzerato dopo il disastro. Oltre 50 persone radunate dalla Croce Rossa di Serravalle Scrivia (in provincia di Alessandria) sono arrivate per fare shopping in zona, in base alla valida iniziativa promossa da Monica Marciano di Borghetto e Simona Calvi di Vignole, che hanno creato questa “gita” settimanale dal Basso Piemonte alla zona arancione. Un gesto di solidarietà e di sostegno originale e non meno concreta di altre.

Napoli contro la violenza. – La città è compatta nella propria mobilitazione. Due giorni per dire no alla camorra e per camminare a favore della pace (prima ad Afragola, in seguito a Portici). Nonostante la pioggia, erano presenti studenti, associazioni, sindacati, cittadini uniti nel al racket. Vi erano stati episodi intimidatori facendo esplodere otto bombe davanti a esercizi commerciali. Fra gli slogan: «Lavoro, diritti casa, cultura: queste son le armi che ai clan fa paura». Ha preso parte alla sfilata anche il pizzaiolo Gino Sorbillo, la cui pizzeria, nel centro storico di Napoli, era stata colpita da una bomba carta. E Sorbillo ha annunciato che riaprirà il locale. «Da qui traggo una carica nuova per fare ancora meglio le cose nel servizio, nell’offerta, nella rete con gli altri commercianti». Mentre a Portici, i ragazzi, i bambini e le comunità parrocchiali del XII decanato si sono messi in cammino per la pace. Una scarpa vecchia, un giubbotto arancione di salvataggio e l’intitolazione delle strade che diano identità di pace alla città, i segni scelti dai Comuni di Ercolano, Portici, San Giorgio a Cremano e San Sebastiano al Vesuvio. Ventinove parrocchie con un solo sogno. «Abbattere i muri invisibili, fatti dalla paura di ciò che non conosciamo e che sembra diverso da noi». Continua a leggere “Ampie schiarite 7. Napoli per pace e solidarietà, commercio da sostenere e commercio senza follie”

Un nemico ci vuole, di Agostino Pietrasanta

Un nemico ci vuole, di Agostino Pietrasanta

Domenicale Agostino Pietrasanta https://appuntialessandrini.wordpress.com/

Alessandria: “Stai male? Cercati un responsabile, ti sentirai meglio”: monito del mio amatissimo nonno. Aggiungeva però: “…attenzione, ti sentirai meglio, non starai meglio!”. Giusto: era un modo provato, che oggi trova riscontro nelle astutissime proposizioni di Matteo Salvini. Tanto astute quanto facili da individuare. Il premier (pardon, il vice/premier) ha costruito per alcuni mesi un consenso impressionante sulla favola della invasione dei diversi, sulla disperazione dei migranti.

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Non ha fatto altro che proclamare la sua ferma determinazione nel bloccarne l’arrivo; non ha fatto altro che illudere gli elettori sulla possibilità di fermare ciò che inevitabilmente sta accadendo. Certo l’invasione era più percepita che reale, ma le condizioni di popolazioni emarginate e condannate alle periferie del mondo e dell’indigenza, rendono i percorsi migratori ineliminabili, ancorché gestibili.

Nessuno però ha voluto, o è stato in grado di opporre, una proposta alternativa di informazione e di gestione del fenomeno e, per contentino del nostro Paese, tanto meno le “anime morte” del PD. E Salvini ci ha guazzato. Ora però capisce (l’astuzia paga solo se sa stare alla page) che il nemico migrante potrebbe diventare impraticabile.

E’ vero: benché tutti ormai capiscano che si trattava di un falso nemico, buono per il consenso elettorale e per null’altro, molti si comportano ancora seguendo l’onda del solito ritornello; è vero, però bisogna provvedere prima che sia tardi, anche perché l’adagio ascoltato da tutti, con generalizzata approvazione, che i migranti vanno aiutati nel loro Paese di origine, comincia a scricchiolare. Continua a leggere “Un nemico ci vuole, di Agostino Pietrasanta”

Parlando di pace si vendono armi, di Agostino Pietrasanta

Parlando di pace si vendono armi, di Agostino Pietrasanta

Domenicale ● Agostino Pietrasanta

https://appuntialessandrini.wordpress.com/2019/06/15/parlando-di-pace-si-vendono-armi/ Posted on 15 giugno 2019

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Alessandria: Lo scorso lunedì, Papa Francesco, rivolgendosi ai membri dell’opera di aiuto alle Chiese orientali, ha presentato un quadro impressionante di quel conflitto che Lui definisce una guerra mondiale combattuta in tante guerre locali, col coinvolgimento diretto o indiretto dei grandi imperialismi del mondo, senza escludere le responsabilità europee. Nella disanima proposta ha citato la Siria, l’Iraq, l’Ucraina, la “Terra Santa” e varie zone dello scacchiere interessato ai diversi scontri ormai pressoché permanenti. Tutto questo però in cornice di una denuncia bruciante: si chiudono i porti delle accoglienze umane e si aprono i passaggi per gli armamenti; si parla di pace e si vendono le armi.

Ora è da dire che non si tratta di un comportamento inedito e, per quanto riguarda il commercio delle armi, l’esclusiva non si può imputare agli attuali governanti e non solo italiani. La tradizione in merito resta ben consolidata, tanto che un ministro degli esteri della “prima repubblica”, diplomatico raffinatissimo e ben navigato, avendo presentato, in tempi rimpianti e a nazione colpita da attentati dinamitardi, la solidarietà degli Italiani, ascoltò dall’ambasciatore di turno  sentiti ringraziamenti per i sentimenti espressi, ma anche comprovate informazioni circa la fabbricazione di armi provenienti dall’Italia. E tanto basti. Continua a leggere “Parlando di pace si vendono armi, di Agostino Pietrasanta”

Ci si può lasciar morire di inedia a 17 anni: considerazioni cliniche sul caso Noa

Ci si può lasciar morire di inedia a 17 anni: considerazioni cliniche sul caso Noa

di Mauro Fornaro https://appuntialessandrini.wordpress.com

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Alessandri: La morte della giovane olandese Noa Pothoven ha suscitato un’enorme eco mediatica per le modalità con cui è avventa, inoltre l’evento è stato occasione per la riattivazione di una serie di questioni etiche (la libertà di lasciarsi morire), giuridiche (la liceità dell’assistenza al suicidio da parte di personale sanitario), socio-assistenziali (le supposte deficienze del sistema sanitario in ambito psichiatrico), pedagogiche (il ruolo dei genitori), per non dire della questione della liceità dell’eutanasia, benché sollevata impropriamente essendosi Noa “liberamente” suicidata per inedia.

Più frettolose sono apparse le indagini sulle motivazioni soggettive di un comportamento sorprendente, per non dire scandaloso, di una diciassettenne nel fiore degli anni e dall’avvenente aspetto. Come è possibile arrivare a tanto? Continua a leggere “Ci si può lasciar morire di inedia a 17 anni: considerazioni cliniche sul caso Noa”

La storia democristiana di Renzo Patria

La storia democristiana di Renzo Patria

di Agostino Pietrasanta

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Alessandria: Con la scomparsa di Renzo Patria esce di scena un altro tassello alessandrino, e non solo, della vita democratica della “prima Repubblica”; nonostante la sua presenza parlamentare si sia protratta anche negli anni 2001/2006, il registro sostanziale della sua attività trova spazio specifico nella vicenda e nella esperienza della Democrazia Cristiana, nel corso dei due decenni di una crisi che dal 1977 al 1992 hanno marcato il crollo dei grandi partiti popolari protagonisti delle fortune e dei problemi della nazione. Continua a leggere “La storia democristiana di Renzo Patria”

Alleanza mortale, di Agostino Pietrasanta

Alleanza mortale, di Agostino Pietrasanta

Domenicale ● Agostino Pietrasanta https://appuntialessandrini.wordpress.com/

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Nel dibattito post/elettorale, anche in prospettiva di medio o lungo periodo, si inserisce qualche avveduto opinionista, che si qualifica pure come storico, il quale tenta di confrontare o addirittura omologare eventi di radicale difformità, sia per i tempi, sia per le condizioni complessive in cui vengono a porsi: succede così che si arrivi a parlare di possibili alleanze tra PD e Pentastellati.

Al netto dei maldestri tentativi altra volta sperimentati, a ben vedere si tratterebbe di un’alleanza innaturale (concubitus paene ferarum), di un’alleanza, meglio un’abbraccio mortale proprio per l’impatto che avrebbe sullo zoccolo duro e per ora fedele alle prospettive residue del centro/sinistra.

Il discorso proposto in soldoni, tanto semplicistici quanto rozzi è pressoché descritto in questi termini.

Udite! Dal momento che il PD non può sperare in una maggioranza capace di guidare l’esecutivo, l’unica prospettiva sta negli accordi programmatici o addirittura in convergenze politiche con altre compagini sulla scena nazionale. E dunque a certe condizioni, di tempo conveniente, di attenzione ai progetti e di trasparenza metodologica non si dovrebbe escludere una futura (?!) collaborazione PD/M5S. Continua a leggere “Alleanza mortale, di Agostino Pietrasanta”

Concerto alla Benedicta il 2 giugno

Concerto alla Benedicta il 2 giugno

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Domenica 2 giugno 2019 ore 15:00

La 14a edizione del Concerto che celebra la Repubblica sui monti in cui essa nacque dal sacrificio di tanti giovani per un’Italia finalmente in pace, libera, indipendente, democratica e solidale, è affidata agli artisti e musicisti del Teatro alla Scala di Milano.

Quest’anno la domenica del Concerto cade esattamente il 2 giugno, come peraltro la domenica dell’anniversario è caduta esattamente il 7 aprile, giorno dell’eccidio: casualità del calendario.

Ai partecipanti abituali e fedeli facciamo notare che l’orario di inizio è anticipato rispetto alle precedenti edizioni: si comincia alle 15:00. Continua a leggere “Concerto alla Benedicta il 2 giugno”

Il Tempio e le radici cristiane, di Agostino Pietrasanta

Il Tempio e le radici cristiane, di Agostino Pietrasanta

Domenicale Agostino Pietrasanta

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Alessandria: Alcune manifestazioni identitarie mi colpiscono; forse potrei dire che mi offendono. L’ostentazione dei simboli religiosi a vergognose finalità di propaganda e a conquista di consenso, mi puzzano di deleterio paganesimo. Cadono però in un terreno disponibile e avrei bisogno di riflettere sulla pagina evangelica per liberarmi dall’impressione che anche tra i sedicenti cristiani manca la disponibilità alle profondità del vero; forse viviamo un’abitudine, una tradizione che non ha la vivacità della protesta in nome del messaggio cristiano autentico.

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Mi attacco allora ad una pagina di Giovanni, l’evangelista richiamato da una straordinaria analisi di Primo Mazzolari, quando parla della Samaritana. Questa povera donna entra in dialogo con Gesù, ne intuisce le virtù profetiche e, alla fine del confronto gli lancia una specie di sfida.

Lei è Samaritana, i suoi padri hanno adorato Dio sul monte Garizim, mentre i Giudei lo hanno adorato e lo adorano nel tempio di Gerusalemme, ora Lui, Gesù che è profeta, le dica da che parte sta la ragione! Una questione di antica rivalità, ma Gesù punta dritto al cuore del messaggio: “…viene l’ora quando né nel monte, né in Gerusalemme adorerete il Padre…i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità” (Giovanni, 4,21/23). Certo, questo non significa irrilevanza o riduzione del Tempio alla marginalità, tanto che Gesù sarà severissimo con coloro che faranno mercato dei luoghi di culto, tuttavia a me pare che la Parola di Dio abbia anche in questa occasione un’attualità significativa e nel contempo provocatoria. Continua a leggere “Il Tempio e le radici cristiane, di Agostino Pietrasanta”

Stati Uniti d’Europa, di Agostino Pietrasanta

Stati Uniti d’Europa, di Agostino Pietrasanta

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Domenicale ●

Alessandria: Sono ben convinto, e in ottima compagnia, che le valutazioni di prospettiva storica, non si fanno con i se; tuttavia, dal momento che alcuni nostri lettori, e non soltanto commentando sul blog, hanno giustamente sottolineato il ruolo che avrebbe avuto l’Europa, federazione di Stati, anziché confederazione di diversi accordi, mi pare opportuno ragionarne con qualche considerazione.

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Va precisato che siamo in un contesto assolutamente negativo, i nazionalismi stanno imperando, grazie a un consenso di carattere populista, ben noto a chiunque voglia vedere. Si tratta di una ripresa delle fratture interne alla comunità degli uomini che il percorso incidentato dell’Europa ha contribuito a creare, se non in modo esclusivo, certamente determinante.

Eppure, le prime intuizioni e le prime realizzazioni erano promettenti. Abbiamo avuto modo di richiamare le ragioni della CECA (Comunità Europea del carbone e dell’acciao) ragioni che, grazie al controllo conseguente degli armamenti, introducevano dei rapporti di pace al livello continentale. Purtroppo gli avvenimenti successivi non hanno promosso le possibili conseguenze di una politica estera comune agli Stati europei. Continua a leggere “Stati Uniti d’Europa, di Agostino Pietrasanta”

Aspettando il 1970, di Angelo Marinoni

Aspettando il 1970, di Angelo Marinoni

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Alessandria: In questo mio transito terrestre, per parafrasare un bellissimo verso di Franco Battiato, mi piacerebbe vivere due eventi possibili, ma non sicuri: vedere l’uomo su Marte e l’Italia uscire dagli anni Sessanta del secolo scorso ed è più facile che riesca a soddisfare il primo desiderio prima del secondo o, forse, addirittura, che veda solo il primo.

Aspettando

Mi capita, con un po’ di sarcasmo, di ripetere che quel decennio di “favoloso” abbia avuto solo il Capodanno del 1969 facendo storcere, e legittimamente, molti nasi di chi, in quegli anni, ha combattuto battaglie vere e sincere e chi vi ha passato gli anni dell’esistenza che io ho passato trenta anni dopo.

In verità quello che è diventato un mio livore per quel decennio è dovuto alle scelte nazionali che vennero fatte e alla mentalità che quelle scelte hanno indotto in una popolazione che, finalmente in grado di prendere le redini del suo futuro, ha prontamente virato il carro con la stessa avventatezza di Icaro: pensiamo a quella urbanizzazione selvaggia che ha devastato le nostre città e campagne, pensiamo alle colate di asfalto che hanno devastato il nostro paese, pensiamo alla contrazione sistemica più che sistematica del sistema ferroviario avviata in quegli anni e pensiamo al sistema scolastico e universitario in permanente crisi con picchi di involuzione a intervalli irregolari da sessantanni. Continua a leggere “Aspettando il 1970, di Angelo Marinoni”

I  rinoceronti, di Dario Fornaro

I  rinoceronti, di Dario Fornaro

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Alessandria: E’ già in atto da mesi – da anni, tenendo conto dei prodromi e dei trascinamenti – il penoso riandare, col pensiero e le prospezioni storiche, al quesito ormai incombente:  ma come è potuto accadere, ma come può avverarsi ancora, con foga raddoppiata, il tentativo, subdolo o palese, di alterare, per via  popolar-populista, i fondamenti, decorosamente sopravvissuti, della vita democratica del nostro Paese?

I rinoceronti

Classica “bella domanda”, attorno alla quale sono già al lavoro storici e saggisti politici. Ai quali non mancherà certo materiale per ricostruire, a grandi linee o piccole maglie,  questo periodo di turbolenza socio economica e culturale con  gli eventuali esiti in ballo.

Orbene, mentre gli storici – nelle varie loro declinazioni – attendono alle indagini del caso, a me sovviene un piccolo richiamo  letterario volto ad illuminare una diffusa pre-condizione  umana, ad un tempo individuale e collettiva, consistente nella di neutralizzazione automatica delle novità di vita, per quanto inaudite o intriganti si presentino. Insomma una specie di cautelare “vedo ma non intendo” moltiplicabile a piacere.

Si tratta di due testi teatrali  pubblicati e rappresentati attorno al 1960 e risalenti, come autori, al franco-rumeno Eugene Ionesco (“Il rinoceronte” – Einaudi 1960 ) e all’elvetico Max Frish (“Omobono e gli incendiari” – in “Teatro di MF” – Feltrinelli, 1962). Continua a leggere “I  rinoceronti, di Dario Fornaro”

Far funzionare l’Europa in modo diverso, di Carlo Baviera

Far funzionare l’Europa in modo diverso, di Carlo Baviera

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Alessandria: Nel febbraio scorso Massimo Cacciari è intervenuto autorevolmente all’Assemblea di Confcooperative di Milano. Parlando al sistema cooperativo ha sottolineato come la scadenza delle prossime elezioni europee sia decisiva “in particolare per quelle associazioni e corpi intermedi che dovrebbero avere più presente la necessità di una Unione Europea diversa rispetto a come ha funzionato finora”. Cacciari, lo si può condividere o meno, non è mai banale. E in quella occasione ha fornito alcuni spunti molto utili.

Andiamo con ordine. Per prima cosa (prima stoccata) “È un’Europa debole.[..] Una situazione di grande debolezza che rende ancora più necessario lo sforzo per l’Unione Europea”. Sembra cosa scontata, ma se non ci si rende conto che serve l’Unità proprio perché si è deboli in un contesto mondiale che ci mette in difficoltà, si rischiano cantonate. Continua a leggere “Far funzionare l’Europa in modo diverso, di Carlo Baviera”

Il lavoro è partecipazione, di Marco Ciani 

Il lavoro è partecipazione, di Marco Ciani (*)

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Alessandria: “Care lavoratrici e lavoratori,

la Festa provinciale dei Lavoratori di quest’anno ci vede riuniti a Novi Ligure, città simbolo delle lotte per il lavoro e crocevia di vicende fondamentali, storiche ma anche recenti, che dalla provincia di Alessandria si estendono al resto del paese.

Le nostre battaglie vanno dunque oltre la dimensione locale e testimoniano quanto sia ancora difficile e nel contempo vitale la lotta per affermare i diritti dei lavoratori ad un’occupazione stabile, dignitosa, remunerativa e protetta.

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Penso a vicende molto difficili, talvolta dolorose. Come non andare con la mente al caso della Pernigotti, un’eccellenza del territorio che per un assurdo atteggiamento da parte della proprietà turca continua a vivere nell’incertezza e nella confusione più totale a scapito dei suoi dipendenti, dei lavoratori dell’indotto e del territorio, in un mercato dell’industria dolciaria che invece gode di ottima salute.

Classico esempio di incapacità da parte dei padroni del marchio che continuano a mostrarsi sordi alle richieste del Sindacato per trovare una soluzione definitiva che salvaguardi le attività. Ci auguriamo che l’incontro di fine maggio al Ministero del Lavoro tra Sindacati, Azienda ed advisor porti frutti. Sapendo però che senza disponibilità a cedere il marchio si rischia un altro nulla di fatto. Nel qual caso faremo la nostra parte.

Ma penso anche alle difficili vicende vissute da Iperdì, a testimonianza della difficile situazione di molti lavoratori del commercio, che abbiamo spesso associato a Pernigotti anche nelle iniziative sindacali come il corteo o la raccolta fondi a sostegno della lotta, una lotta che ha visto la città e la provincia stringersi attorno ai lavoratori anche con la presenza delle Istituzioni, a partire dalla città, con il Sindaco in prima persona, e poi la Provincia, i consiglieri regionali, i parlamentari italiani ed europei. Continua a leggere “Il lavoro è partecipazione, di Marco Ciani “

25 aprile, in capite venenum, di Agostino Pietrasanta

25 aprile, in capite venenum, di Agostino Pietrasanta

Domenicale ● Agostino Pietrasanta

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Alessandria: Immaginate Macron o un qualunque presidente francese capace di dichiarare che il 14 luglio va festeggiato per motivi diversi dal ricordo di una Rivoluzione che ha sovvertito le strutture sociali, istituzionali, e politiche dell’Europa; la sua percentuale di consenso in ventiquattrore crollerebbe allo 0%.

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Da Sinistra a Destra lo manderebbero a casa anche con sommosse che i “gilet gialli” neanche immaginerebbero. Immaginate Trump (Trump!) o qualunque presidente americano tanto improvvido da irridere o banalizzare il 4 luglio, memoria della dichiarazione di indipendenza o il 28 novembre, giornata del ringraziamento; tutti gli Americani lo metterebbero “sotto processo”: tutti, senza distinzione di parte politica.

Bene, anzi male. Matteo Salvini convinto di rappresentare la nazione può tranquillamente snobbare il 25 aprile e nulla accade. Alle critiche di chi tenta di contrapporsi, nulla succede sul versante del consenso. Per questo, parafrasando un ben più noto adagio, potremmo dire “In capite, venenum”.

Il fatto è che gli Italiani non riescono a scegliere una data di riferimento comune al di sopra delle parti legittimamente in confronto; figurarsi poi, se si aggiungono i negazionisti di una nazione democratica e di una storia di liberazione dal totalitarismo. Continua a leggere “25 aprile, in capite venenum, di Agostino Pietrasanta”

Resistenza ieri, 25 aprile oggi, di Sergio Favretto

Resistenza ieri, 25 aprile oggi, di Sergio Favretto – avvocato e saggista storico della Resistenza

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AlessandriaE’ sufficiente leggere le pagine dei quotidiani e dei settimanali locali, visitare alcuni siti web istituzionali e non, per cogliere come il 25 aprile sia una data e un momento di memoria collettiva forte.

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+Per questo appuntamento sono previsti cortei, incontri in piazza, passeggiate fra le colline, letture di testi, interpretazioni teatrali, mostre e rassegne documentali, rievocazioni storiche. Ampia e variegata la partecipazione: dai testimoni di allora, da ex partigiani, studenti, storici, amministratori locali, gruppi musicali, militari ed associazioni tematiche.

Il 25 aprile oggi, non è solo memoria, ma convinzioni partecipate. Rispetto alle edizioni degli anni 60 e 70, quando il ricordo e la cerimonia caratterizzavano gli appuntamenti, oggi pare rinvenire maggior consapevolezza e profondità. Negli ultimi decenni gli storici hanno declinato meglio la nostra Resistenza, gli studenti hanno colto i significati più autentici, i cittadini si sentono più coinvolti in un evento corale fondante.

A Casale, il Collettivo Teatrale leggerà, nel luogo della fucilazione della Banda Tom, alcuni brani dei giornali dell’epoca annuncianti la Liberazione; a Carrega Ligure e Rocchetta Ligure, una mostra e una rievocazione storica ricorderanno la missione america OSS Peedee, paracadutata sul Monte Antola in aiuto alla Resistenza alessandrina-ligure; fra Cossano Belbo, comune di origine della formazione partigiana creata e guidata da Piero Balbo Poli, e Castino, Vesime con il suo aeroporto partigiano Excelsior, fino a Valdivilla, è stato allestito un percorso culturale con tabelloni informativi e una app scaricabile dai siti dei vari Comuni per celebrare la Resistenza descritta nelle pagine di Fenoglio; ad Alessandria, l’ANPI e l’Isral hanno promosso una serie di formule rievocative originali come la proiezione del video “Viva la Libertà”, prodotto dal laboratorio cinematografico dell’Istituto Tecnico “Volta”, come la mostra Con le armi, senza le armi. Partigiani e società civile in Piemonte (1943-1945), presentata da Luciana Ziruolo, Direttore Isral, come l’intervento di Cesare Panizza, coordinatore scientifico di QSC: Dalle belle città date al nemico. Continua a leggere “Resistenza ieri, 25 aprile oggi, di Sergio Favretto”