Intervista a Manuela Moschin, scrittrice e amante dell’arte

Intervista a Manuela Moschin, scrittrice e amante dell’arte

di Pier Carlo Lava

Manuela ciao, tu sei anche autrice su Alessandria today e Alessandria post, dopo la pubblicazione della tua biografia e i numerosi post con i quali hai saputo farti apprezzare dai lettori sono lieto farti anche un audio intervista, ci vuoi raccontare dove sei nata, chi sei, cosa fai nella vita oltre a scrivere e qualcosa della città dove vivi?

Com’è nata l’idea di creare il Blog e Gruppo Facebook L’arte raccontata nei libri?    

Come sono strutturati gli articoli che scrivi e qual è l’obiettivo del tuo blog?

In questi giorni hai inaugurato un canale YouTube – VideoBlog di arte. Qual è lo scopo dell’iniziativa?

Quali altre novità prevedi per il futuro?

Ci puoi parlare dei diversi Blog con i quali collabori?

A tuo avviso quale deve essere la mission di Alessandria today e degli altri blog con i quali collabori?

Infine, vuoi regalare una tua riflessione ai lettori di Alessandria  Today che ti seguono con affetto? 

video: https://youtu.be/KCOkQo3ghLI

     

Momenti di Cultura. Brividi, opera pittorica di Anna Gatto. Giovane pescatore, di Maurizio Coscia.

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BRIVIDI, opera pittorica di Anna Gatto, olio 100×100 cm

Studio d’Arte di Anna Gatto

Via Marconi 53

15060 Novi Ligure

Alessandria

Giovane pescatore

 

Gli han detto…

porterai a caso tanto,

in quel golfo,

getta la tua rete.

Giovane pescatore,

al largo della costa,

come un re,

direziona la barca,

ma… ma…

e sbanda e sobbalza e gira,

tra tutti i flutti,

potenti azzurri.

Il golfo sta vincendo la sua battaglia

non vuole intrusi,

via,

da quel golfo,

il giovane pescatore,

via

da quel mare burrascoso,

come osa?

Via.

 

(Lirica di Maurizio Coscia)

 

 

 

IO, JOKER E LA NOTTE DELL’IDENTITA’

by HECHIZO VP

C’è forse qualcosa di più oltre all’ipnotica interpretazione dell’ottimo Joaquin Phoenix, dietro al successo del “Joker” di Phillips? Il messaggio artistico muove specialmente quando è capace di far vibrare le corde dell’identificazione, trattiamo in tal caso di quel narcisismo ancestrale che ci riguarda un po’ tutti: un peccato originale del comportamento umano di cui il villain (1) della DC Comics è una classica ed efficace rappresentazione.

La ferita narcisistica del pre-Joker inizia a bruciare quando vi viene sparso il sale di un avvilente anonimato: sono i media a deporlo sui margini aperti e sanguinanti di quel “Sé” che fatica a decodificarsi e inizia a farlo attraverso una risata che devia nello starnazzo (2): un malefico scherzo  della natura che il “buon” Arthur vorrebbe trasformare in mestiere; non un’occupazione qualsiasi ma una consacrazione che varrebbe l’esorcismo di una vita riscattata ancor prima di compiersi poiché il narcisista non smette mai di contemplarsi, quindi completarsi.

E’ proprio attraverso i media che il pre-Joker definisce il suo autoritratto, e nella sua moltiplicazione attraverso la maschera indossata dai manifestanti che inneggiano al pagliaccio (1): egli è finalmente la voce del popolo che ne legittima gli eccessi istituzionalizzandoli nel ruolo dell’antagonista ma rivelandone anche la reale forma schizofrenica e ancora compressa all’interno di quel “Sé”, sempre pronta a esplodere fra i lembi dell’antica ferita che hanno nome – per lui come per tutti – Madre e Padre. Continua a leggere “IO, JOKER E LA NOTTE DELL’IDENTITA’”

Arte&Mostre. “Leonardo da Vinci – I volti del genio”, tappa ad Alessandria del “road-show” di presentazione della mostra di Torino. Articolo di Maurizio Coscia.

Qual era il volto di Leonardo da Vinci?

Nel corso dei secoli, se n’è discusso molto e sono state realizzate alcune rappresentazioni pittoriche contemporanee, ma anche postume alla morte del genio fiorentino dell’arte, della tecnica e della scienza, sulla base di sue descrizioni fisiche, riportate da differenti autori e, comunque, concordanti nel mettere in risalto che, Leonardo, fosse uomo di fascino e di bell’aspetto.

Venerdì sera 18 ottobre 2019, il prof. Barbatelli, illustre esperto italiano di Storia dell’Arte, ha trattato questo argomento presso la Biblioteca civica di Alessandria, durante la tappa alessandrina del “road-show” preparativo della mostra dedicata a “Leonardo da Vinci – I volti del genio”, suddivisa in differenti aree tematiche e che si terrà a Torino, a partire dal 7 dicembre 2019 e fino al 31 maggio 2020, presso il Mastio della Cittadella – Museo Storico Nazionale d’Artiglieria.

Il professor Barbatelli, è “scopritore” a Salerno della cosiddetta “Tavola Lucana”. In essa, vi è la raffigurazione di un volto maschile, ruotato di una certa angolazione, sul piano orizzontale, intorno all’asse verticale, che mette in evidenza uno sguardo captante che sembra seguire l’osservatore in tutti i punti dello spazio dove possa spostarsi. Quest’opera era stata considerata, dal suo proprietario, un ritratto di Galileo Galilei. Continua a leggere “Arte&Mostre. “Leonardo da Vinci – I volti del genio”, tappa ad Alessandria del “road-show” di presentazione della mostra di Torino. Articolo di Maurizio Coscia.”

Momenti di Cultura. Giuliano Saba, artista di Alessandria. Articolo di Maurizio Coscia.

Giuliano Saba

Biografia di Giuliano Saba

Giuliano Saba nasce in Sardegna, a Gonnosfanadiga, in provincia di Cagliari, nel 1949 e, dopo aver lavorato presso un’azienda tessile sarda, si sposta dal suo paese d’origine, viaggiando in Europa e in America e svolgendo anche l’attività di saldatore in Piemonte. Arriva ad Alessandria nel 1971 e nutre, fin dall’inizio, simpatia per la città, un tempo luogo d’elezione dell’industria tessile per la produzione, in particolare, dei cappelli Borsalino. Questo periodo è da lui ricordato in un’intervista di Pier Carlo Lava, presso il Caffè alessandrino durante una sua esposizione.

La professionalità lavorativa acquisita dall’artista, nel corso del tempo, svolgendo la sua attività di saldatore con acciaio e ottone, costituisce la base per la realizzazione di tutte le sue sculture. Infatti, a Giuliano Saba piace lavorare con l’acciaio inox che ritiene un materiale dotato di durezza, ma adatto alla realizzazione artistica e con l’ottone. Tra le sue opere ricordiamo “La Follia”, frutto delle immagini mentali evocate durante una sua lettura. Si tratta di una scultura in metallo saldato che è stata esposta anche a Venezia nel 2018 in occasione della Cinquantesima Biennale d’Arte.

Giuliano Saba è artista poliedrico e, oltre a essere uno scultore, si è dedicato con passione anche alla poesia e alla realizzazione di numerose opere pittoriche. Nella sua pittura si osserva l’utilizzo di colori acrilici e primari, accesi, tra i quali prevale il rosso. Infatti, l’artista è una persona vitale, dotata di una vivacità mentale e fisica che esprime nei suoi quadri.

Giuliano Saba è associato al MAC – Monferrato Arte e Cultura e ha, in precedenza, esposto presso: Continua a leggere “Momenti di Cultura. Giuliano Saba, artista di Alessandria. Articolo di Maurizio Coscia.”

Arte&Pittura. Inaugurazione della mostra pittorica “Impronte, echi e colori della mia terra”, di Giuliano Saba presso Saltallocchio Cafè al rione Cristo di Alessandria. Articolo di Maurizio Coscia.

Alessandria: L’Associazione Culturale LiberaMente – Laboratorio di idee è lieta di invitare la cittadinanza, sabato 12 ottobre 2019, alle ore 18, all’inaugurazione della mostra personale dell’artista contemporaneo Giuliano Saba, dal titolo “Impronte, echi e colori della mia terra”, presso Saltallocchio Café del quartiere Cristo di Alessandria, in corso Acqui, 123. La mostra rientra nel programma “Arte diffusa” che l’Associazione ha avviato da tempo per consentire ai residenti di accedere a eventi di interesse artistico e culturale, tra i quali mostre pittoriche e fotografiche. Presente all’inaugurazione della mostra, Fabrizio Priano, presidente dell’Associazione e Francesca Parrilla.

Giuliano Saba, “Impronte, echi e colori della mia terra”.

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Di seguito, alcune immagini delle opere esposte nella mostra visitabile fino a novembre

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Momenti di Cultura. Il performer-artista polivalente Mario Andrea Morbelli presso AL51puntoLab. Articolo di Maurizio Coscia.

Venerdì, 4 ottobre 2019 dalle ore 18, si è svolta una rassegna artistica presso AL51puntoLab – salotto culturale sito ad Alessandria in via Trotti – che ha avuto come protagonista Mario Andrea Morbelli, pittore, rapper, autore di canzoni e anche scrittore. La rassegna è stata organizzata da Alessandra Rauti con la collaborazione delle artiste Chiara Bianca e Giorgia SciorattoMario Andrea Morbelli si è impegnato in una sua performance con accompagnamento musicale da parte del musicista Andrea Narratore Scagnelli. Si è trattato di un reading-concerto bello ed eclettico in cui il performer ha dato sfoggio del suo stile rapper e di una mimica incredibile nel seguire il senso delle parole pronunciate al microfono e, comunque, tratte dalla sua recente pubblicazione, “Io ci vengo, ma non mi affeziono a nessuno“. Libro presentato in precedenza con la medesima modalità presso lo stesso spazio culturale – espositivo.

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Durante l’evento, l’artista acquese ha anche inaugurato la sua prima mostra personale intitolata, “Ci sono le nuvole in casa” con opere realizzate ad olio, tecnica da lui utilizzata per la prima volta. L’esposizione sarà visitabile presso AL51PuntoLab per i successivi 15 giorni.

Ci sono le nuvole in casa

Galleria d’Arte AL51puntoLab

via Trotti 58 – Alessandria
Referenti: Alessandra Rauti, Chiara Bianca, Giorgia Scioratto

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Galleria d’Arte. AL51puntoLab, salotto artistico-culturale in via Trotti ad Alessandria. Articolo di Maurizio Coscia.

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La Galleria d’Arte AL51puntoLab è sita in via trotti, ad Alessandria e, organizzata dalle sue tre socie fondatrici, Alessandra, Chiara e Giorgia, costituisce un importante riferimento culturale per numerosi artisti alessandrini – e non – che, nel corso del tempo, hanno avuto modo – e continuano – a esporre – o presentare – le loro opere pittoriche, fotografiche e scultoree. La galleria è uno spazio dedicato a chi ama l’arte, nato dalla volontà di strutturare un salotto di idee, immagini, visioni, forme tridimensionali, musica, letteratura e colori, aperto al pubblico. L’ambiente sorto da questa sinergia intellettuale e manuale è qualcosa di veramente coinvolgente dal punto di vista emotivo e custodisce il gusto per la ricerca artistica innovativa insieme con la rivalutazione degli aspetti più tradizionali della pittura, in particolare.

AL51puntoLab è giunto all’apertura del suo terzo spazio espositivo, sempre in via Trotti e organizza una serie di corsi per dare la possibilità, a chi vi fosse interessato, di conseguire tecnica e preparazione in disegno, pittura, lingue, musica per principianti e non. Sono in attivazione anche corsi di scrittura creativa, calcografia e di incisione.

Con cadenza settimanale il salotto artistico-culturale propone conferenze su arte, filosofia e letteratura.

Ogni 3 mesi è in uscita la fanzine esclusiva Fattoriale de AL51puntoLab.

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Momenti di Cultura. Rupe Mutevole, casa editrice di Bedonia (Parma). Articolo di Maurizio Coscia.

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Fondata nel 2004, RUPE MUTEVOLE Edizioni ha sede e luogo della sua attività editoriale in località Libbia, di Bedonia in provincia di Parma. La casa editrice compie, quest’anno, 15 anni di presenza sul mercato, con una costante crescita e aumento della sua offerta, non solo rivolta al settore-libri. La sua costituzione fu innovativa e caratterizzata dal desiderio della signora Maria Cristina del Torchio di dar luogo a una realtà in grado di curare collane che spaziassero dalla narrativa, ai saggi, alla letteratura straniera, passando per la poesia e le fiabe. Si desiderava e si vuole pubblicare libri che lascino un’impronta duratura, che facciano vibrare lo spirito dei lettori e lo conducano oltre una realtà divisa e contraddittoria. Continua a leggere “Momenti di Cultura. Rupe Mutevole, casa editrice di Bedonia (Parma). Articolo di Maurizio Coscia.”

Momenti di Cultura. Mostra collettiva a Santa Croce a Bosco Marengo (AL). Articolo di Maurizio Coscia.

Il prossimo weekend, sabato e domenica, 28 e 29 settembre 2019, dalle ore 16 alle ore 19 è l’ultima occasione per visitare la prestigiosa mostra di arte: pittura, fotografia e scultura presso il meraviglioso complesso monumentale di Santa Croce a Bosco Marengo (AL).

Espongono numerosi artisti facenti capo a differenti gruppi d’arte e cultura locale. In particolare, sono presenti con le loro opere, in uno spazio dedicato, gli associati del MAC – Monferrato Arte e Cultura.

Di seguito, alcune immagini illustrative della mostra:

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Momenti di Cultura. Inaugurazione della XII edizione della rassegna ARTE IN SANTA CROCE a Bosco Marengo (AL). Articolo di Maurizio Coscia.

Nei locali dell’ex convento domenicano l’Associazione Amici di Santa Croce con il patrocinio del Comune di Bosco Marengo ha organizzato la XII edizione della rassegna ARTE IN SANTA CROCE.

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Complesso monumentale di Santa Croce a Bosco Marengo (AL)

La mostra è stata inaugurata sabato 14 settembre alle ore 15.30 e prosegue fino al 29 settembre con i seguenti orari di apertura, nel fine settimana: sabato e domenica dalle ore 16 alle ore 19, con ingresso libero.

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Momenti di poesia. La regina dei gabbiani di Maurizio Coscia.

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Stese sulla carezza del vento,

ali aperte conquistano

una direzione.

E restano in volo

corpi piumati,

brizzolati,

che virano,

fendendo l’aria,

girano come fossero su di una giostra.

E, poi, scendono,

atterrando su zampe a stelo,

balzellano,

cercando tra i grani di sabbia

e sbattono ancora le piume.

Qualcuno li osserva:

si avvicinano cauti,

si allontanano veloci,

diffidenti o fiduciosi?

Lei è là,

una ragazza dalla voce sciolta,

legata alla sua telefonata,

seduta sulla sabbia,

sulla riva della spiaggia,

mentre pezzi di pane

volano via dalle sue mani.

Ecco…

tornano indietro.

La regina dei gabbiani

li ha tutti attorno

ha creato la sua corte…

i gabbiani,

che conquistano il pezzo di pane,

improvvisano il loro gorgoglio acuto

che è come un verso di ringraziamento

nel becco aperto,

rivolto verso l’alto,

innanzi alla regina.

La telefonata continua.

 

L’autore di questo articolo è Maurizio Coscia,  scrittore del libro “Il Viaggio di Simone

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/Evan-Jung

 

 

 

 

 

 

Antonio Saporito, artista italiano contemporaneo, nasce a Rocchetta Sant’Antonio in provincia di Foggia, nel 1940.

Antonio Saporito, artista italiano contemporaneo, nasce a Rocchetta Sant’Antonio in provincia di Foggia, nel 1940.

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IL PERIODO FIGURATIVO

La sua prima formazione artistica è influenzata dall’arte figurativa moderna e contemporanea degli anni 60. In modo particolare, le opere del periodo figurativo, traggono spunto dall’arte di alcuni artisti famosi in quegli anni: Ennio Morlotti, importante esponente dell’arte figurativa italiana e del panorama culturale del ‘900, Franco Rognoni artista indipendente del ‘900 italiano, Ennio Calabria importante esponente del figurativismo europeo, Ugo Nespolo e le influenze della pop art americana e i maestri dell’arte povera italiana.

L’INCONTRO CON LUCIO FONTANA

Di diritto tra gli artisti spazialisti, Antonio Saporito ha avuto come riferimento grandi artisti come Atanasio Soldati, figura centrale dell’astrattismo italiano, Matt Moore, Max Bill e altri che hanno influenzato la sua ricerca giovanile.

Ma in particolare è il rapporto diretto con il maestro storico dello spazialismo Lucio Fontana, nei primi anni 60, che forma in Antonio Saporito la consapevolezza dell’arte spaziale.

E’ stato in queste occasioni, sia a Milano che ad Albissola, che Antonio Saporito ha tratto i maggiori insegnamenti del maestro capostipite del movimento spazialista.

In quel periodo Fontana stava superando la distinzione tradizionale tra pittura e scultura, il salto di qualità che lo porterà agli inconfondibili “tagli sulla tela” tipici e nel suo studio si potevano ammirare opere come i “Metalli”, lastre di ottone o di acciaio squarciate. Non ancora famoso come mercato, solo dopo questo periodo approda alla notissima serie della “Fine di Dio”, grandi tele ovali, verticali, monocrome, recanti squarci.

Nel periodo che ho conosciuto il maestro Lucio Fontana, lui faceva queste opere, non ancora i tagli, ma queste punzonature a mano libera. Era ciò che più mi lasciava incuriosito e mi domandavo quale era il significato. Pur stando lì, vicino a lui, guardavo incredulo e pensieroso, ma le sue parole mi tranquillizzavano, spiegandomi in parte ciò che tutti sappiamo del suo modo di fare arte e della sua astrazione. Tutto questo, ancora oggi, dopo più di 50 anni, mi da emozione. In quei momenti è iniziata la svolta della mia vita artistica, nel mondo della ricerca e della personalizzazione della mia arte. Dopo vari tentativi di lavoro su vetri cattedrali incisi a fuoco e grotte vulcaniche le acque forti, il tema delle spirali con rame, la serie delle penne e il figurativo ad olio su tela sono arrivato a sperimentare ciò che mi aveva raccontato il maestro Lucio Fontana spiegandomi l’astrazione spaziale. Tutto questo mi ha condotto al tema principale che io produco con l’acciaio, l’alluminio e il piombo.” Antonio Saporito Continua a leggere “Antonio Saporito, artista italiano contemporaneo, nasce a Rocchetta Sant’Antonio in provincia di Foggia, nel 1940.”

Momenti di Poesia. “Il Drago” di Maurizio Coscia.

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Il Drago

Pochi, sparuti alberi

di un’antica foresta,

immoti,

nel tramonto,

attendono.

Quietati,

per il non aver rami frondosi

che sbattono e stridono all’esasperante soffio del vento,

attendono.

La sua energia, attesa,

arriva:

il Drago spalanca, enorme, la sua bocca e respira.

Il suo calore,

da dove viene, dove va?

Non esisteva più spazio in quell’oblio

dove trovò tra le fiamme, i natali.

Il Drago cercò, allora, tempo diverso

da quello in cui si fuse il suo corpo,

in un mondo diverso

da quello dove ebbe i natali.

Vola, ora, qui,

oltre le nubi,

invisibile e lento,

così che, per lentezza, gli facciano da schermo.

Non sposta nebbia,

non alza vento,

non invoca maledizioni.

Non minaccia, tra i denti, massacri di fiamme e dolori,

non piange lacrime di pioggia per il timore di prodi cavalieri erranti,

celati, con le lance,  tra i pochi, sparuti alberi di un’antica foresta. Continua a leggere “Momenti di Poesia. “Il Drago” di Maurizio Coscia.”

Momenti di Poesia. “Lună în câmp” di Nichita Stănescu. Traduzione dal rumeno di Maurizio Coscia.

Luna in camp

Lună în câmp

Cu mâna stângă ţi-am întors spre mine chipul,
sub cortul adormiţilor gutui
şi de-aş putea să-mi rup din ochii tăi privirea,
văzduhul serii mi-ar părea căprui.

Mi s-ar părea că desluşesc, prin crenge,
zvelţi vânători, în arcuiţii lei
din goana calului, cum îşi subţie arcul.
0, tinde-ţi măna stângă catre ei

şi stinge tu conturul lor de lemn subţire
pe care ramurile i-au aprins,
suind sub luna-n seve caii repezi
ce-au rătăcit cu timpul, pe întins.

Eu te privesc în ochi şi-n jur să şterg copacii
În ochii tăi cu luna mă răsfrâng
… şi ai putea, uitând, să ne striveşti în gene
dar chipul ţi-l întorn, pe braţul stâng.

Traduzione

Luna sul campo

“Con la mano sinistra ho portato il tuo volto verso di me,

sotto la tenda dei dormienti meli cotogni,

e, se potessi riconquistarmi dai tuoi occhi lo sguardo,

il cielo della sera mi parrebbe un castagno.

 

E sarebbe come veder, tra i suoi rami,

agili cacciatori, che come arcuati leoni,

nel correre precipitoso dei loro destrieri, tendono l’arco.

Avanti, che aspetti, tendi la mano sinistra verso di loro

 

e sia proprio tu a cancellarne il contorno di legno sottile,

che i rami hanno accesso,

mentre salgono sotto la luna come rapidi cavalli,

che hanno errato nel tempo, lungamente.

 

Io ti guardo negli occhi ed intorno spariscono gli alberi,

Nei tuoi occhi con la luna mi rifletto,

e potessi mai, dimenticando il resto, imprigionarti lo sguardo tra le ciglia,

ma il viso ti riporto sul braccio sinistro”.

 

 

L’autore di questo articolo è Maurizio Coscia,  scrittore del libro “Il Viaggio di Simone

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/Evan-Jung

 

Momenti di Poesia. “Scogli” di Maurizio Coscia.

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Scogli

Resistono ostinati all’emotività ondeggiante del mare,

offrono emozioni persistenti,

regalano pensieri dispersi in un orizzonte,

sorreggono il piede di Dafne assorta,

tra le curve rocciose.

Sono gli scogli per l’attesa

e, immobile, la ragazza fissa i suoi occhi,

mentre affiorano,

tra  gli scogli,

desideri,

sempre uguali a quelli,

depositati,

laggiù. ora, lontani verso un’imbarcazione

o, qui, ora, vicini alla riva,

alla spiaggia assolata

dove Dafne si è mostrata nuda al sole,

capelli spettinati al vento,

lunghi, neri

sopra il seno,

prima di raggiungere gli scogli,

senza sabbia

dove si domanda:

sarebbe giunto, da lei, Diomede, il pescatore?

 

L’autore di questo articolo è Maurizio Coscia, scrittore del libro “Il Viaggio di Simone

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/Evan-Jung

 

Momenti di Cultura. Intervista di Alessia Mocci a Maurizio Coscia, autore de “Il Viaggio di Simone” con lo pseudonimo di Evan Jung

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Maurizio Coscia autore de Il Viaggio di Simone 

Diciotto anni, Simone, li ha compiuti, d’estate, verso la fine dell’anno scolastico e, dopo qualche mese, ha preso la patente. Apparentemente, sembra che si sia lasciato alle spalle, quello che gli è successo durante l’anno ed il suo modo di essere timido, impacciato, chiuso. È cambiato, non legge più testi religiosi, non gliene frega più niente della morale, ha abbandonato in un angolo il suo librone di storia che si portava sempre dietro.

 “Il viaggio di Simone”, edito nel settembre 2014 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana editoriale “Oltre il confine”, è la nuova pubblicazione dell’autore Evan Jung. Il protagonista del romanzo è Simone e la sua vita, infatti ogni capitolo del libro ripercorre momenti della sua vita.

“Il viaggio di Simone” è suddiviso in tre capitoli fondamenti: “Il punto di partenza: Perché si soffre?”, “Lo spostamento: Perché si sogna?” ed “Il punto di arrivo: Perché si riflette?”, suddivisi ognuno in sotto capitoli.

Evan Jung è stato molto disponibile nel rispondere ad alcune curiosità sulla sua recente pubblicazione e sulla sua vita. Buona Lettura!

A.M.: “Il viaggio di Simone” è un titolo parlante, infatti, il tuo romanzo racconta del viaggio del protagonista. Come nasce Simone?

Evan Jung: Simone nasce nel 1987. È un personaggio che mi era venuto in mente ai tempi della scuola media superiore. Già, allora, infatti, avendo una sincera passione per lo scrivere, anche se in modo non continuativo, scrivevo a penna su alcuni quaderni, ma anche, a volte, su fogli sparsi con una vecchia macchina da scrivere, riflessioni, poesie ed altro ed avevo abbozzato un racconto che, come suo protagonista principale, aveva appunto Simone e, nel Saggio che ho scritto, è rimasto tale quale, così come è descritto nelle sue caratteristiche fisiche, in particolare. Inoltre, pure il Simone di allora, in base alle mie intenzioni, doveva compiere un viaggio anche se avrebbe dovuto essere uno spostamento fisico vero e proprio, da un luogo ad un altro, e non uno ‘spostamento logico-creativo’ così come ho spiegato nell’introduzione al mio Saggio. Infine, il Simone di allora aveva in più il cognome che, col tempo, ho deciso di eliminare, anche se davvero mi piaceva, per evitare delle palesi omonimie. Riguardo alla genesi del libro è, quindi, se vogliamo, un qualche cosa di radicato, nella mia aspirazione adolescenziale a diventare uno scrittore e, almeno dal punto di vista della sua redazione formale, per il fatto che in esso sono contenute riflessioni, racconti brevi o favole, ma anche poesie è rimasto in linea con quanto mi piaceva scrivere già una volta. Già durante la scuola media superiore ero, quindi, consapevole del fatto che, un giorno, in qualche modo, avrei scritto almeno un libro nella mia vita e così è avvenuto, dopo, se vogliamo, anni e anni di rimando della sua realizzazione ad un periodo futuro e, comunque, dell’averlo ora finalmente scritto, ne sono, adesso, veramente lieto.

A.M.: L’introduzione recita: “Il punto di partenza è la condizione di sofferenza in cui colui che si sposta per vivere bene non vuole più permanere. Il punto d’arrivo è la condizione di felicità che colui che si sposta per vivere bene vuole raggiungere.” Ritieni che questo assioma sia valido per ogni individuo?

Evan Jung: Dipende. Ritengo, infatti, che non tutti gli individui siano consapevoli del fatto che, durante la loro esistenza, sia possibile aspirare a vivere bene ed essere felici. Dal mio punto di vista, non tutti la pensano così e valuto che molti, invece, pensino che la vita sia, in primo luogo o addirittura solo, un’esperienza di sofferenza e sacrificio. Ebbene, queste persone, per un motivo o per l’altro, ed, in particolare, per le esperienze che hanno fatto e/o per l’educazione che hanno ricevuto nel corso della loro esistenza possono essere come ‘assopite’ nel pessimistico modo di pensare che la vita stessa, per come appare nella sua forma e per come è nella sua sostanza, non possa essere felice, ma, piuttosto, piena di difficoltà e di sofferenza. Di conseguenza, per queste stesse persone, quello che chiamo punto di partenza e che definisco come condizione di sofferenza è al tempo stesso anche il punto di arrivo. Ora, con il mio Saggio, ho voluto mettere in evidenza come, in realtà, almeno dal mio punto di vista, sia possibile raggiungere una condizione di felicità nella propria esistenza ed averla proprio come punto di arrivo, qualsiasi sia la condizione di sofferenza, come punto di partenza. Per cui, implicitamente, l’assioma citato che è del resto ciò che spiega il significato fondamentale del Saggio che ho scritto, contiene un messaggio di fiducia, speranza ed ottimismo, sulla possibilità di una vita bella, felice e serena, rivolto, in primo luogo, a coloro che non credono in tale possibilità.  Continua a leggere “Momenti di Cultura. Intervista di Alessia Mocci a Maurizio Coscia, autore de “Il Viaggio di Simone” con lo pseudonimo di Evan Jung”

Momenti di Poesia. “Fuochi” di Maurizio Coscia.

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Fuochi

Istanti di un’estate

trascorsa insieme,

siamo insieme pure sotto i fuochi,

nel fuoco d’affetto,

abbracciati.

In cielo, le luci si spengono e si accendono,

In terra, nessuno ci vede.

Volti levati verso l’alto

rapiti dai rumori,

estasiati dalle luci,

con gli occhi attenti

di chi ha perso il senso delle cose fastidiose

e vede solo lo scintillio colorato cangiante che lo diverte:

rosso, blu, giallo…

nei fuochi.

Intanto, silenzioso

continua,

non visti da nessuno,

sotto i fuochi,

nel fuoco d’affetto,

rosso, blu, giallo…

il nostro amore

 

L’autore di questo articolo è Maurizio Coscia, scrittore del libro “Il Viaggio di Simone

Pagina facebook del libro: https://www.facebook.com/Evan-Jung

 

Biografia di Umberto Eco, illustre alessandrino in Italia e nel mondo.

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Critico, saggista, scrittore e semiologo di fama internazionale, Umberto Eco nasce ad Alessandria il 5 gennaio 1932. Si laurea nel 1954, all’età di 22 anni, presso l’Università di Torino, con una tesi sul pensiero estetico di Tommaso d’Aquino, poi pubblicata come volume autonomo. La carriera di Umberto Eco si avvia presso i servizi culturali della Rai. Anche grazie ad alcuni amici collaboratori della trasmissione “Lascia o Raddoppia”, questi anni diventano il terreno fertile per il suo celeberrimo saggio-stroncatura di Mike Bongiorno, intitolato provocatoriamente “Fenomenologia di Mike Bongiorno” (contenuto nell’altrettanto celebre “Diario minimo”, una raccolta di elzeviri scritti per “il Verri”, la rivista di Giovanni Anceschi, riecheggianti gli esercizi di Roland Barthes). Negli anni ’60 insegna prima presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Milano, poi presso la Facoltà di Architettura dell’Università di Firenze ed infine presso la Facoltà di architettura del Politecnico di Milano. Sono gli anni italiani dell’impegno e delle avanguardie artistiche e anche il semiologo offre il suo contributo teorico aderendo al cosiddetto Gruppo 63, una corrente che ha fatto scuola in tutti i sensi (vi aderirono, fra gli altri Antonio Porta, Nanni Ballestrini, Edoardo Sanguineti, Alfredo Giuliani, Francesco Leonetti e Angelo Guglielmi). Nel 1962 arriva l’exploit con un capolavoro della semiologia, l’ultra-adottato “Opera aperta”, un testo fondamentale per capire le evoluzioni della scienza dei segni. Nel turbinio di attività che lo vedono protagonista, Umberto Eco trova anche il tempo di lavorare presso la Casa Editrice Bompiani (dal 1959 al 1975), come senior editor, fino a quando non viene nominato professore di Semiotica all’Università di Bologna, dove impianta una vivace ed agguerrita scuola. Nel periodo 1976-77 e 1980-83 dirige l’Istituto di Discipline della Comunicazione e dello Spettacolo, presso l’Università di Bologna. La collezione di titoli onorifici di Umberto Eco è impressionante, essendo stato omaggiato da università di tutto il mondo, non limitandosi a ritirare le lauree honoris causa o i premi, ma anche tenendo frequentatissimi corsi. Dal 1989 è presidente dell’International Center for Semiotic and Cognitive Studies, e dal 1994 è presidente onorario dell’International Association for Semiotic Studies, di cui negli anni precedenti è stato segretario generale e vice-presidente. Dal 1999 è inoltre presidente della Scuola superiore di Studi Umanistici presso l’Università di Bologna. Ha collaborato con l’Unesco, con la Triennale di Milano, con l’Expo 1967-Montreal, e con la Fondation Européenne de la Culture, e con molte altre organizzazioni, accademie, e testate editoriali nazionali ed internazionali. Numerose inoltre sono le sue collaborazioni, non solo con i quotidiani («II Giorno», «La Stampa», «Il Corriere della Sera», «La Repubblica», «Il Manifesto») e a settimanali («l’Espresso»), ma anche a periodici artistici ed intellettuali («Quindici», «Il Verri», ed altri). Umberto Eco ha svolto indagini in molteplici direzioni: sulla storia dell’estetica, sulle poetiche d’avanguardia, sulle comunicazioni di massa, sulla cultura di consumo… Spaziando dall’estetica medievale alla semiotica ai vari codici di comunicazione artistica, la sua produzione saggistica appare estremamente varia e vasta. Non si può dimenticare il successo planetario ottenuto con il romanzo best seller “Il nome della rosa”, seguito poi dagli altrettanto “campioni di incassi” “Il pendolo di Foucault”, “L’isola del giorno prima” e il romanzo picaresco-medioevale “Baudolino”, opere di trascinante narrativa che nessuno probabilmente si aspettava da uno studioso di filosofia e da un teorico quale Eco. Il suo lavoro del 2004 è “La misteriosa fiamma della regina Loana”, un romanzo illustrato ispirato ad un fumetto degli anni ’30. Gli ultimi romanzi di Umberto Eco sono nel 2010 il suo sesto romanzo “Il cimitero di Praga”, seguito da “Numero Zero” nel 2015. Nel 2012 è stata pubblicata una versione “riveduta e corretta” del suo primo romanzo “Il nome della rosa”, con una nota finale dello stesso Eco che, mantenendo stile e struttura narrativa, è intervenuto a eliminare ripetizioni ed errori, a modificare l’impianto delle citazioni latine e la descrizione della faccia del bibliotecario per togliere un riferimento neogotico. Umberto Eco muore all’età di 84 anni nella sua casa di Milano la sera del 19 febbraio 2016, a causa di un tumore che lo aveva colpito due anni prima.

(tratto da biografieonline.it)

 

L’autore di questo articolo è Maurizio Coscia, scrittore del libro “Il Viaggio di Simone

Pagina facebook del libro: https://www.facebook.com/Evan-Jung

 

Petizione online per il recupero degli spazi inutilizzati di Alessandria

Andrea Musso, illustratore di Inchiostro Festival, ha lanciato la seguente petizione e la diretta a:

Sindaco di Alessandria

Presidente Provincia Alessandria

Assessore alla Cultura del Comune di Alessandria

Comune di Alessandria 

Serve uno spazio per i giovani dove possano sperimentare l’arte, incontrarsi e creare progetti, seguire workshop con artisti ospiti, dare vita a laboratori di stampa, imparare contaminando le varie forme della cultura visiva oltre le più classiche forme di pittura. Gli spazi inutilizzati, di proprietà di Comune e Provincia di Alessandria, possono essere rigenerati da un progetto di cittadinanza attiva e arte pubblica. Le associazioni di giovani, che fanno cultura in città, devono poter diffondere l’apprendimento della manualità artistica ogni giorno spaziando dal disegno alla street art, dall’illustrazione al fumetto, dalla stampa serigrafica alle tecniche tipiche dei Print Club. Dopo l’intervista de La Stampa all’artista 108 è stata raccolta la sua proposta:

Tuco! Festival di satira Pop. Servizio a cura di Maurizio Coscia.

Sabato e domenica, 10 e 11 agosto, a Calamandrana Alta (AT), è in corso di svolgimento l’evento Tuco! Festival di satira Pop. La manifestazione è alla sua quarta edizione con ingresso gratuito e presenta Fulvio Gatti.

Al Festival artistico hanno partecipato e partecipano vari artisti, tra i quali, Gianni Brian Pasino, Pee Gee Daniel, Vanessa Giuliani e Marco Carena. Di seguito, le immagini di alcuni spettacoli che sono stati previsti dal programma di sabato.

Monologo di Gianni Brian Pasino al microfono con un testo satirico dedicato alle donne e tratto dalle storie umoristiche di Pee Gee Daniel.

Dialogo tra Gianni Brian Pasino e Pee Gee Daniel per la presentazione del suo libro umoristico, EGO E LIBIDO. Lettura di alcuni brani tratti dal medesimo.

FEMMINA AL SINGOLARE, monologo dall’altra metà del cielo e diviso in molteplici divertenti scenette di cabaret di Vanessa Giuliani.

LO VOGLIONO TUTTI, concerto spettacolo del cantautore comico Marco Carena.

Oggi, Tuco! Festival di satira Pop prosegue a Calamandrana Alta (AT) con:

ore 17:30 in Piazza, LE BULLE NON BALLANO, disegni a richiesta con Patrizia Comino

ore 18:30 in Piazza, THE WALKING DAD, monologhi su paternità e grattacapi di e con Dario Benedetto

ore 21:00 in Piazza, QUANDO DIVENTI PICCOLO, Massimiliano Loizzi de Il Terzo Segreto di Satira in scena con la sua autobiografia non autorizzata tra razzismo, rabbia social, sogni e speranze

Mostra di Fabrizio Dottor Kaplan Farina, CLASSICI RIDIMENSIONATI

 

L’autore di questo articolo è Maurizio Coscia, scrittore del libro “Il Viaggio di Simone

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Momenti di cultura. Serata di pittura, poesia e musica a Borgoratto (Alessandria). Articolo a cura di Maurizio Coscia.

In occasione del vernissage della Personale dell’Artista Giovanni Massolo, “Colline”, mostra visitabile a Borgoratto Alessandrino, presso l’ex asilo Colombo, dal 16 al 18 agosto 2019, nel seguente orario: dalle ore 19:00 alle 23:00, si è svolta una serata di poesia e musica con le letture di Anna Gatto, Fabio Gagliardi, Jerry Melucci, Giampiero Nani e la performance musicale di Paolo Frola e Paolo Tomalino. Di seguito, accludo immagini dell’evento.

Momenti di poesia. La felicità di Mika Ciobanu

Momenti di poesia. La felicità di Mika Ciobanu

Non troviamo veramente la felicità in ciò che riceviamo dagli altri . (mika)

Felicità
By Mika Ciobanu

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La felicità? Un strano volatile esposto nel centro della gabbia-museo…

Sembra dipinto in camaleontici colori ,

dalla mano di un cieco ironico pittore …

Accanto al volatile vi giacciono scheletri di fate una volta seducenti;

dai mondani piaceri rimasti sono dei disegni strampalati incisi su muri elevati.

Diversi cocci di speranze, sparsi e dappertutto accalcati ,

in mucchi infiniti stanno i sogni frantumati…

e tutt’intorno sogghignano vetrine di specchi brillanti.

Sarà l’amore la porta della celebre gabbia-museo

in cui il strano camaleontico uccello…

al nostro sguardo è mite prigioniero?

Sarà l’amore l’unica entrata… trovata nella stessa uscita sempre ricercata?

Tu dici che il volatile ha solo piume rosse…

alcuni dicono che fosse verde ,altri blu ..

ma io lo vedo tutto in bianco abbagliante ogni fuggente volta;

e scettica lo sguardo nell’occhio
mi raccolgo e poi lo ricompongo:

il volatile è astratto, mi dico, e a te non mi oppongo.
@Mika Ciobanu 15 Aprile 2016

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SUL TATUAGGIO, di Silvia De Angelis

La parola tatuaggio deriva dal termine tahitiano tau-tau, che si rifà al movimento del picchiettare del legno sulla pelle, tecnica molto antica usata da queste popolazioni. Il termine “tatow” (in seguito tattoo) è stato tramandato da James Cook, che nei suoi scritti riportò, di tale usanza, utilizzata dalla popolazione polinesiana.

Il tatuaggio, ha però, origini molto più antiche, come è testimoniato da Otzi (così è stato soprannominato), uomo preistorico, su cui sono stati rinvenuti veri e propri tatuaggi, impressi sul corpo grazie allo sfregamento del carbone sulla pelle.

In Europa il tatuaggio è stato fortemente contrastato dal mondo cattolico, mentre in altri continenti trova un notevole sviluppo, tramandatoci sino ad oggi.

 tattoo 001Mummia egizia, ritrovata a Gebelein (Egitto) sul cui corpo si rilevano tracce di tatuaggi

LE ORIGINI DEL TATTOO : DALLA NUOVA ZELANDA AL GIAPPONE

In Nuova Zelanda, i tatuaggi dei guerrieri Maori, sono utilizzati anche nella nostra epoca, per identificare una famiglia o rappresentare le conquiste nella propria vita; in Giappone il tatuaggio risale addirittura al V secolo a. C. e rappresentava una forma di protesta delle popolazioni di basso rango, cui era stato vietato di indossare il kimono, per cui iniziarono a tatuarsi il corpo.

TATTOO GIAP

Antico tatuaggio giapponese

In seguito all’invenzione della macchinetta elettrica, negli anni ’20, da parte di Samuel O’Reilly, il tatuaggio si diffuse anche nella cultura occidentale. Negli anni ’60 e’70 rappresenta il simbolo della ribellione, infatti punk e bikers erano i maggiori rappresentanti di questa invasiva tecnica.

TATTOO PUNK1

Tatuaggio punk

IL TATUAGGIO OGGI

Oggi si enumerano variegati stili di tatuaggio, da cui prendere spunto:  tatoo  giapponesi e orientali, tradizionali, tribali, realistici, littering e polinesiani.

Non è comunque necessario riferirsi a un particolare stile; ognuno può scegliere il disegno che più si avvicina alla propria interiorità e alla propria voglia di esprimersi.

Possiamo quindi affermare, che oggi, il tatuaggio, rappresenta una vera forma d’arte  : sono molto numerosi i congressi, le convention, in tutto il mondo, ad essi dedicati, in cui i tatuatori espongono i propri lavori.

Sono in notevole aumento i seguaci di questa “usanza”, che imprimendo un segno indelebile sulla propria pelle, esprimono la loro unicità.

I tatuaggi preferiti dal mondo maschile sono quelli tribali e maori, riportati su braccia e schiena, ma anche sui polpacci. Continua a leggere “SUL TATUAGGIO, di Silvia De Angelis”

Il pittore della luce, di Stefania Pellegrini

Il pittore della luce – J. M. William Turner, di Stefania Pellegrini

La valorosa Téméraire (1839)

Quando si parla della luce nella pittura mi viene di pensare ai pittori impressionisti che tanto hanno cercato di catturarla nelle loro opere: Pierre Auguste Renoir o Claude Monet per esempio, ma un po’ prima della nascita dell’Impressionismo il pittore Joseph Mallord William Turner ( Londra 23 Aprile 1775 – Chelsea 19 Dicembre1851 ) aveva posto le basi, con il suo stile, alla nascita di questa corrente pittorica. Pittore e incisore inglese apparteneva al movimento romantico.

Joseph Mallord William Turner era famoso per le sue opere ad olio, ma è stato anche uno dei più grandi maestri britannici nella realizzazione di paesaggi all’acquerello.

Ivy Bridge – acquarello del 1813

Il celebre critico d’arte inglese John Ruskin parlò di lui come dell’artista che più di ogni altro era capace di “rappresentare gli umori della natura in modo emozionante e sincero”

La luce per Turner rappresentava l’emanazione dello spirito divino e questo è il motivo per cui nei suoi ultimi quadri trascurò di rappresentare oggetti solidi e i loro dettagli, concentrandosi sui giochi di luce riflessi dall’acqua e sullo splendore dei cieli e del fuoco. Anche se questi ultimi lavori potrebbero sembrare di tipo impressionista, facendo di lui un precursore della scuola francese, Turner stava sforzandosi di ricercare un modo di esprimere la spiritualità nel mondo piuttosto che limitarsi a fornire un’interpretazione artistica ai fenomeni ottici (“Il sole è Dio” disse poco prima di morire)

Claude Monet rimase impressionato dalle qualità pittoriche di Turner, quando nel 1870 vide per la prima volta i suoi quadri durante un soggiorno a Londra. Nel suo stile infatti era riscontrabile un’anticipazione dei temi dell’impressionismo. Tuttavia dopo diversi anni nel 1918 Monet mutò giudizio, facendo una dichiarazione piuttosto ingenerosa:
« In passato ho amato molto Turner, oggi lo amo molto meno. Perché? Non ha disegnato abbastanza il colore e ne ha messo troppo; l’ho studiato bene. »

Luce e colore

Nell’opera sopra, “Luce e colore “- Olio su tela – Tate Gallery, Turner allude anche nel titolo alla “Teoria dei colori” di J.W.Goethe, di cui possedeva una copia della traduzione in lingua inglese pubblicata nel 1840. Se pur questa notizia possa stupire perchè J.W.Goethe è conosciuto come uno dei più importanti autori e poeti di tutti i tempi, lui stesso affermava di aver dato importanza ai propri lavori scientifici (specialmente alla teoria dei colori) ancora più di tutte le sue creazioni letterarie.

La stella della sera (1830)

A riguardo di questo ultimo quadro “La stella della sera” e per restare fedele alle mie proposte, propongo la lettura della poesia di Edgard Allan Poe, che porta lo stesso titolo dell’opera pittorica. 

Edgard Allan Poe (Boston, 19 gennaio 1809 – Baltimora, 7 ottobre 1849)

LA STELLA DELLA SERA
Edgar Allan Poe

L’ estate era al suo meriggio,
e la notte al suo colmo;
e ogni stella, nella sua propria orbita,
brillava pallida, pur nella luce
della luna, che più lucente e più fredda,
dominava tra gli schiavi pianeti,
nei cieli signora assoluta –
e, col suo raggio, sulle onde.
Per un poco io fissai
il suo freddo sorriso;
oh, troppo freddo – troppo freddo per me!
Passo’, come un sudario,
una nuvola lanuginosa,
e io allora mi volsi a te
orgogliosa stella della sera,
alla tua remota fiamma,
più caro avendo il tuo raggio;
giacche’ più mi allieta
l’ orgogliosa parte
che in cielo svolgi a notte,
e di più io ammiro
il tuo fuoco distante
che non quella fredda, consueta luce.

Presentazione libro. “Il Viaggio di Simone” di Maurizio Coscia presso SocialWood (Alessandria)

Venerdì.05 luglio 2019, ho avuto il piacere di presentare, Il Viaggio di Simone, il libro che ho scritto con il nome di Evan Jung presso la bottega solidale SocialWood di Alessandria.

Il Viaggio di Simone 

Il Viaggio di Simone è un libro che l’autore stesso definisce saggio, senza, tuttavia, avere la pretesa di dettare con il medesimo delle regole, né tanto meno di descrivere un modello, né, infine, di dare luogo ad un complesso trattato a carattere filosofico e psicologico. L’autore che si presenta con lo pseudonimo di Evan Jung, è invece interessato a offrire con il suo libro un’esemplificazione semplice che, in particolare, utilizza il racconto o favola quale elemento fondamentale del suo sviluppo, su che cosa possa significare la ricerca della felicità. E, per trattare di questa ricerca che riguarda chiunque, rende protagonista del suo libro un giovane di nome Simone e le sue esperienze tra sogno e realtà.

Pagina FaceBook: Evan Jung

Locandina

SocialWood

SocialWood è una Bottega Solidale ed è frutto di un progetto che ha creato, all’interno della Casa circondariale Cantiello e Gaeta di Alessandria, un laboratorio artigianale di falegnameria per la produzione di mobili in pallet e di arredamento realizzati con materiali riciclati. Il laboratorio artigianale, che si trova in piazza Don Soria ad Alessandria, coinvolge e impiega i detenuti, restituendo loro dignità e autonomia, il tutto nel pieno rispetto dell’ambiente. Molta attenzione è data alla sostenibilità e al lavoro in rete con altri enti del terzo settore: crediamo infatti che i progetti sociali debbano auto-sostenersi e sviluppare profonde sinergie tra tutti gli enti che operano con spirito sociale e di solidarietà. Per tale motivazione è nata la prima bottega in carcere in Italia, un luogo dove tutte le produzioni sociali, a partire dalle produzioni di economia carceraria, possano trovare spazio, visibilità e promozione. I mobili di SocialWood diventano espositori, un modo per creare un connubio tra le migliori produzioni sociali d’Italia. Tutti i fondi raccolti attraverso le vendite saranno utilizzati per acquistare nuovi attrezzi per la falegnameria, la formazione e il lavoro dei detenuti, offrendo loro una concreta possibilità di reinserimento lavorativo a fine pena.

Pagina FaceBook: SocialWood e Fuga di Sapori

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L’autore di questo articolo è Maurizio Coscia, scrittore del libro “Il Viaggio di Simone

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Prestate sette opere per la mostra “Pietro Morando”

Prestate sette opere per la mostra “Pietro Morando”

Un viandante tra Giotto e Francesco al Castello di Monastero Bormida

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L’Amministrazione Comunale di Alessandria comunica che – tramite il proprio Assessorato alla Cultura – ha collaborato alla realizzazione della mostra “Pietro Morando. Un viandante tra Giotto e Francesco” con il prestito di sette opere dell’artista di proprietà civica.

Si tratta delle seguenti opere: “La colazione”, “Maternità”, “Mercato Boario – Piazza Carducci”,
“La prima stella (Idillio)”, “Ritratto di uomo anziano”, “Ritratto di donna” e “L’emigrante”.

L’esposizione – organizzata dall’Associazione culturale “Museo del Monastero” del Comune di Monastero Bormida, a cura di Rino Tacchella e Mauro Galli – è stata inaugurata sabato 1° giugno alle ore 17.00 all’interno del Castello di Monastero Bormida (AT).

La mostra, che si avvale anche del Patrocinio del Comune di Alessandria, intende valorizzare la figura del pittore alessandrino Pietro Morando ripercorrendo il suo variegato itinerario pittorico che può essere ripartito in due momenti: una prima fase di ricerca espressiva e una seconda fase in cui l’artista individua un suo singolare stile pittorico.

Orari d’apertura della mostra nel Castello di Monastero Bormida:

sabato 16.00/20.00

domenica 10.00/13.00 – 16.00/20.00

Arte&Mostre. Mostra collettiva d’Arte “AL FEMMINILE” in Cittadella (Alessandria). Servizio fotografico a cura di Maurizio Coscia.

L’Associazione Culturale Libera Mente-Laboratorio di idee di Alessandria e MAC – Monferrato Arte e Cultura di Montemagno (AT) hanno organizzato in Cittadella ad Alessandria, presso i locali del FAI, la Mostra collettiva d’Arte “AL FEMMINILE” in cui hanno esposto le loro opere pittoriche, fotografiche, scultoree e di moda vari artisti locali. Di seguito, presento in slideshow le immagini che ho scattato presso l’esposizione artistica.

La mostra è ancora visitabile:

Sabato e domenica, 20 e 21 luglio 2019, dalle ore 15:00 alle ore 18:30

 

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Gli artisti presenti con le loro opere sono:

PITTURA: Elisa Guasco, Giuseppe Valpreda, Mario Stringer, Paolo Rosso, Luisa Porporato, Laura Pelletta, Milena Paro, Silvia Grillone, Patrizia Gozzellino, Roberta Giacobbi, Lorenza Ferraro, Giovanna Catania, Giuseppina Carraro Springor, Anna Borgna, Barbara Ricaldone, Tony Frisina e Giuliano Saba.

FOTOGRAFIA: Emanuele Boffa, Marco Ferrero, Paolo Manina, Giorgio Stella, Vittorio Destro, Giorgio Lupano, Giusy Vitgilio.

SCULTURA: Livio Boscolo, Giulia Zanconato, Giuliano Saba, Giorgia Sanlorenzo.

STILISTA: Laura Bogetto.

Durante la mia visita ho anche avuto il piacere di incontrare l’artista poliedrico Giuliano Saba, il quale è poeta, pittore e scultore e ha partecipato alla mostra collettiva con due opere molto interessanti, una scultura ed un dipinto. L’artista ha, in precedenza, esposto presso:

  • la Floreale in Alessandria nel 2014
  • la Chiesa Templare Francescana in Alessandria nel 2014
  • il Complesso Monumentale di Santa Croce a Bosco Marengo (AL)
  • la “Prima Biennale d’Arte in Alessandria”, Omnia Libera Mente nel 2015
  • l’evento artistico “Dal Design all’Arte” a Milano nel 2018
  • la Prima Rassegna d’Arte Internazionale Contemporanea a Piacenza nel 2018
  • la Cinquantasettesima Biennale d’Arte a Venezia nel 2018

Di seguito, le immagini riferite alle opere di Giuliano Saba in esposizione presso la Mostra collettiva d’Arte “AL FEMMINILE”.

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Giuliano Saba, scultura,”La Follia… triangolo amoroso, circolo vizioso, menti quadrate”

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Giuliano Saba, dipinto, “Mare Nostrum”

 

 

L’autore di questo articolo è Maurizio Coscia, scrittore del libro “Il Viaggio di Simone

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Arti visive. La pittura di Anna Gatto, artista di Novi ligure (AL). Articolo a cura di Maurizio Coscia.

 

Studio d’Arte di Anna Gatto

Via Marconi 53

15060 Novi Ligure

Alessandria

Studio d'Arte di Anna Gatto

Con le mani si possono trasformare i pensieri in immagini: a due dimensioni per esprimerne i colori; a tre dimensioni per poterli vedere da ogni punto di vista e… poterli toccare con le mani. C’è un’altra dimensione che origina dalle altre due… la più importante per poter comunicare senza bisogno di parole!” (Anna Gatto Art)

Nella continua ricerca della sua identità, attraverso tutte le Tecniche sperimentate nell’espressione della sua Arte, lascia che sia la sua interiorità a produrre liberamente immagini a due o a tre dimensioni in modo che trasmettano tutta la forza dell’esistere.” (Fabio Gagliardi, Artista)

Commento all’Arte pittorica di Anna Gatto

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Anna Gatto, Ascesa, olio su cartoncino telato, cm. 50×70, Anno 2014

“Tradotta in materia carnosa dirompente da una gestualità istantanea, mediata dalle mani, spatola, pennello, è sintomo di una ricerca spirituale, della tensione verso piani metafisici. Nella poetica dell’artista (…) la pittura, a olio o in tecnica mista su vari supporti (tela, cartone, tavola…) è vissuta come un ponte tra due universi, l’uno interiore, l’altro esteriore, che sul primo proietta luce, tonalità, figure. Estatica nei contenuti, l’autrice tocca, in opere di pienezza espressiva quali “Il mio mare”, “Dentro il cuore” o “Cascate”, una sensualità cromatica potente, pervasa di slanci vitali. Prevalgono toni opposti nella percezione visiva delle frequenze delle onde cromatiche, come il rosso e il blu, di fuoco e terra il primo, di aria e acqua il secondo.” (Elena Carrea, Critico d’Arte)

Commento personale

L’arte pittorica di Anna Gatto è focalizzata sull’utilizzo del colore, in tutte le sue sfumature e variazioni cromatiche. Si tratta di una metafora del trascorrere di stati d’animo differenti, con il passaggio da una maggiore intensità e partecipazione emotiva ad un più freddo e razionale distacco. Nell’artista, troviamo opere che sono completamente dedicate all’emotività ed i colori utilizzati sono, allora, molto vivi e lucenti ovvero opere dedicate al raziocinio ed i colori rappresentati sono, allora, più tenui e freddi, indicando un distacco emotivo, dettato dall’utilizzo della ragione ovvero opere in cui si mischiano colori del primo e secondo tipo, a rappresentare il bilanciarsi tra cuore e mente. L’ambito di rappresentazione pittorica preferenziale di Anna Gatto è quello dell’emozione. Non vi sono limiti all’emotività presente nei suoi quadri, dove ciò che rimane è un’oscillazione cromatica senza forme apparenti che si manifesta in modo più marcato, laddove il colore è più vivo, potendo coglierne visivamente la sua intensità e, emotivamente, la sua energia. Vi è, quindi, la ricerca di una dimensione sentimentale che trascende la razionalità, in cui le forme si dissolvono senza limiti, trovando il loro spazio infinito nella circostanza di poter ridiventare una qualsiasi altra forma con un aspetto proprio e solo fantasticato. Le opere di Anna Gatto offrono, quindi, ampio spazio all’immaginazione e sono da stimolo alla ricerca visiva e razionale, nel tentativo di ricostruire una relazione virtuale tra ciò che è emozione e ciò che, concretamente, può diventare: ad esempio, nell’opera (Ascesa) qui sopra proposta di Anna Gatto, il rosso che si accende gradatamente dal blu turchese, solo presente a strisce in limitate zone, divenendo sempre più intenso, può esprimere amore materno ovvero passione combattiva, a livello emotivo e, per il tramite dell’immaginazione mentale, dando forma definita all’indefinito, può rappresentare, alternativamente, un rito religioso in cui si intravede una madre che, abbracciando amorevolmente il proprio figlio, lo reca, innanzi ad un altare, al cospetto di un’autorità sacerdotale che indossa il suo paramento religioso ovvero un combattimento in cui si distingue il petto vigoroso di un pugile che mostra i suoi pugni, con la guardia aperta ed è pronto a colpire da destra verso sinistra. Inoltre, come nelle altre opere di Anna Gatto, anche qui si percepisce, mediante il processo mentale interpretativo, il passaggio da una realtà a due dimensioni, intrinseca al colore indefinito e cangiante disteso sulla tela, a quella tridimensionale grazie a cui le figure immaginate emergono in avanti dalla superficie, mostrandosi nella loro forma spazialmente definita. Sono le strisce di blu turchese che, naufragando gradatamente nel rosso, staccano visivamente dalla tela le forme immaginate.

 

L’autore di questo articolo è Maurizio Coscia, scrittore del libro “Il Viaggio di Simone

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Momenti di Cultura. Musei e Luoghi d’Arte nel Monferrato, di Valentina Bonanno. Recensione di Maurizio Coscia.

Musei e Luoghi d'Arte nel Moferrato

Valentina Bonanno, autrice di Musei e Luoghi d’Arte nel Monferrato, ci invita a fare, con questo suo ultimo testo che segue, come suo naturale e necessario sviluppo, quello precedente, Alessandria. Chiese, palazzi storici e collezioni civiche, un tour culturale per la provincia di Alessandria e per Asti, nell’ambito del territorio monferrino.

Il testo può essere, infatti, considerato come un’interessante guida storica ed artistica che esamina con scrupolosa meticolosità aspetti di una tradizione culturale che possono essere ancora non pienamente conosciuti. Si tratta, quindi, di un’opera promozionale, utile a chi voglia approfondire la conoscenza delle bellezze monumentali ed artistiche monferrine.

Si parte dal narrare la leggenda della Cavalcata di Aleramo da cui ha tratto origine il territorio del Monferrato, il cui nome deriva dell’unione di due termini dialettali mun (mattone) e frà (ferrato), per arrivare alla presentazione delle città di Casale Monferrato, Asti, Acqui Terme, Ovada, Novi Ligure, Gavi, Tortona, Valenza ed Alessandria.

Di queste, si mette in evidenza come, storicamente, siano state interessante, oltre che dall’insediamento di popolazioni celtiche, dall’espansione romana nell’Italia settentrionale. Continua a leggere “Momenti di Cultura. Musei e Luoghi d’Arte nel Monferrato, di Valentina Bonanno. Recensione di Maurizio Coscia.”

Arti visive. Fabio Gagliardi, esponente artistico alessandrino. Articolo a cura di Maurizio Coscia.

Per un’introduzione all’attività creativa di Fabio Gagliardi, possiamo prendere in considerazione una sintesi del percorso che lo ha portato ad affermarsi come esponente, insieme ad altri, degli ambienti artistici alessandrini di maggiore innovazione e rappresentanza della nostra città, contribuendo a rendere Alessandria un centro di cultura di rilievo nazionale.

Fabio Gagliardi

Fabio Gagliardi è nato nel 1962 e vive ad Alessandria. Dal 1987 ha iniziato ad interessarsi di Fotografia, Scrittura creativa, Poesia e Arte, partecipando a mostre personali e collettive, a concorsi con l’Associazione Fotografica Alessandrina e scrivendo articoli di cultura, musica e fotografia su giornali cittadini, IL PICCOLO  e  NOTES.

Fotografia

Tra il 1988 ed il 2012, ha partecipato negli anni alle edizioni ripetute dei seguenti concorsi fotografici:

ASS. FOTOGRAFICA BOSCHESE – Bosco M.go – AL

FOTOGRAFAMBIENTE Cral / AMMRRT Torino

ASS. FOTOAMATORI  REPORTER Castelletto M.to – AL

FIR TORTONA-AL, Conc. Gruppo Fot. NEGRI – Casale M.to – AL

Premio F.I.A.F. sez Foto di Scena – Firenze

Premio CITTA’ DI ALESSANDRIA , Concorso fotografico Sip – PPTT  – AL

Collaborazioni letterarie

Tra il 2009 e il 2010 ha collaborato alla realizzazione delle seguenti opere:

CON… FRATERNITÀ, SEMPRE IN CAMMINO Patrocinato dalla Confederazione Nazionale delle Confraternite delle Diocesi d’Italia – C.E.I. Editrice CDA DVD + libro

LEGGENDE A TAVOLA Raccolta di leggende, racconti e favole, sulla cucina italiana                                         

TUTTI I COLORI DEL MONDO Fiabe, favole, racconti, leggende e filastrocche per CROCE ROSSA

I PREMI NOBEL per AMBASCIATA del KOSOVO

 

Studio 102

Poesia

Tra il 2013 ed il 2015, Fabio Gagliardi si è dedicato alla poesia, realizzando raccolte antologiche:

IL SALTINO 2013

LA CASA DELLE FIABE, Vol II Filastroccando 2014

BIENNALE DI POESIA PROVINCIA DI ALESSANDRIA 2015

POETIKA 2015

VOCI CONTRO LA GUERRA ONIRICA EDIZIONI

ABBIATE IL CORAGGIO DI ESSERE FELICI

LIBERAVERSO

CLUB POETICO : signore e signori Poesia

Concorsi di Poesia

Fabio Gagliardi ha partecipato ai seguenti concorsi di poesia:

MENZIONE D’ONORE “Concorso internazionale di poesia Pablo Neruda”  Torino

Citta’ di Sarzana tema : FEMMINICIDIO ( NON ASCOLTARE IL CUORE )    

2° Concorso “POETANDO IN ROSA” SORA ( FR )              

Concorso Letterario “ DONARE E’ VITA “   AVIS   FIRENZE  

Tema fisso “ABBIATE IL CORAGGIO DI ESSERE FELICI ” Papa Francesco

30° Ed.Premio Letterario “Candia Il Gioiello” 2013 -2015 Romagnano MASSA Continua a leggere “Arti visive. Fabio Gagliardi, esponente artistico alessandrino. Articolo a cura di Maurizio Coscia.”

Emozioni d’arte : dal colore al bianco e nero, di Lia Tommi

Venerdì 21 giugno alle ore 17,30 , vernissage della mostra ” Dal colore al bianco e nero ” , emozioni d’arte di Niki Taverna e Sergio Maranzana. L’esposizione si tiene in Corso Roma, 140, ad Alessandria, e sarà aperta fino a mercoledì 26 giugno.

Niki TAVERNA è nata ad Alessandria, dove risiede. Ha frequentato
l’Accademia d’Arte Ligustica di Genova , poi si è dedicata alla progettazione
d’interni avviando un proprio studio professionale ,realizzando il foyer del
Teatro Comunale e la progettazione interna del Centro Agorà di Alessandria
oltre a negozi e abitazioni private. E’ sempre stata una creativa sperimentando
negli anni tecniche artistiche differenti : ceramica, restauro , modellato in creta;
la pittura però ha sempre occupato un posto importante e da molti anni è la
sua attivita’ e interesse principale. Ha ricevuto le prime nozioni artistiche dallo
scomparso pittore alessandrino Pietro Villa ,è stata allieva del Maestro Fontana a Milano , attraverso il quale si è accostata alla tecnica dell’acquerello figurativo , ma è poi passata all’informale elaborando una tecnica mista carta /acquerello, plasmando la materia cartacea con i toni trasparenti e solari dell’acquerello, utilizzando qualche volta acrilico e stoffa realizzando opere allusive della realtà quasi tridimensionali. Ha partecipato a molte collettive e personali in Piemonte , Liguria , Lombardia , Toscana , Emilia-Romagna.

SERGIO MARANZANA Fotoamatore per passione dal 1987, si è avvicinato alla fotografia iscrivendosi al Fotoclub Gamondio di Castellazzo Bormida, dove è nato e risiede, partecipando da subito a numerosi concorsi fotografici e ottenendo nel 1993 l’onoreficenza A.F.I.(artista fotografo italiano), grazie alle tante ammissioni e premi F.I.A.F. conseguiti.
Presidente del Fotoclub Gamondio dal 1996 al 2013, ha organizzato con l’associazione numerose mostre e proiezioni con temi di attualità, nonché l’annuale Calendario fotografico realizzato continuativamente fin dal 1993. Dai primi anni 2000 collabora con alcune Cantine Vinicole ed Associazioni varie, fornendo fotografie per la realizzazione di calendari e pubblicazioni.
Dal 2006, presso l’UNITRE di Castellazzo tiene il Corso di fotografia con tecnica sia analogica che digitale, mentre dal 2012 collabora col F.A.I. (Gruppo di Castellazzo) per la realizzazione e gestione mostre nelle varie manifestazioni; infine dal 2013 è iscritto al circolo culturale FERRARI di Acqui Terme dove partecipa a mostre collettive.
Ultimamente ho esposto con “personali” ad Acqui Terme, Cogoleto e Champoluc.
Nel corso della sua ultra trentennale passione ha trattato pressochè tutte le tematiche spaziando dalla paesaggistica all’architettura, alla ritrattistica, ed ultimamente è affascinato dalla Street ph. e fotografia minimalista .

Ciao Franco, maestro indimenticabile, di Maura Mantellino

Una notizia  che colpisce al cuore di tutti noi: si è spento Franco Zeffirelli all’età di  96 anni. La scomparsa è avvenuta alla fine di una lunga malattia.

Il suo Maestro fu Luchino Visconti, con il quale collaborò per Senso, solo per citare il lungometraggio più famoso ma tante furono le collaborazioni, con Michelangelo Antonioni, Vittorio De Sica, Roberto Rossellini, Edoardo De Filippo, tra gli altri.

«Un signore delle scene», per Enrico Mentana.

Franco Zeffirelli non è stato solo cinema, ma anche arte e soprattutto cultura

Gian Franco Corsi Zeffirelli nacque a Firenze, il 12 febbraio 1923, da Ottorino Corsi e Alaide Garosi Cipriani. La sua non fu una infanzia semplice, sia per il mancato riconoscimento paterno, che avvenne solo a 19 anni, sia  per la prematura scomparsa della madre. Dopo aver frequentato l’Accademia di Belle Arti a Firenze ed essersi laureato in scenografia, esordì come scenografo nel secondo dopoguerra, curando una messa in scena di Troilo e Cressida diretta da Luchino Visconti.

Le prime esperienze nel cinema furono insieme a Francesco Rosi, come collaboratore dello stesso Visconti ma lunga fu l’esperienza in teatro, sia come regista che come scenografo e disegnatore di costumi.

Negli anni Sessanta,  diresse l’Amleto con Giorgio Albertazzi, mentre si avvicendavano diverse esperienze di successo nei più importanti teatri internazionali, dal Metropolitan Opera House di New York al Grand Théâtre di Ginevra. Sul piccolo schermo, fu grandissimo il successo del film Gesù di Nazareth, nel 1976. Ancora un grande successo per Amleto, del 1990, una grande produzione internazionale con attori del calibro di Mel Gibson, Glenn Close e Helena Bonham Carter, vincitore, nel 1991, del David di Donatello come Miglior Film Straniero.

Nel 2003 gli fu conferita la Medaglia d’oro ai benemeriti della Cultura e dell’Arte, mentre nel 2004 fu nominato Cavaliere Commendatore dell’Ordine dell’Impero Britannico. Dichiaratamente omosessuale, si definiva cattolico ed è stato Senatore della Repubblica italiana dal 1994 al 2001, nel partito di Forza Italia. (foto dal web)

La storica d’arte che ama scrivere Manuela Moschin entra nella redazione di Alessandria today

La storica d’arte che ama scrivere Manuela Moschin entra nella redazione di Alessandria today

di Pier Carlo Lava

Alessandria today è lieta di comunicare che la storica d’arte che ama scrivere Manuela Moschin è una nuova componente della redazione del blog, il suo primo post è già online al seguente link: https://alessandria.today/2019/05/14/la-musica-del-male-di-daniela-piazza-una-travolgente-storia-vinciana/ qui di seguito pubblichiamo la sua biografia:

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Mi chiamo Manuela Moschin abito in provincia di Venezia. Lavoro in un’Azienda Ospedaliera nell’ambito dell’amministrazione pubblica e prima ancora sono stata per dieci anni educatrice in una scuola per l’infanzia.

Mi sono laureata presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia in Storia dell’Arte – Conservazione e Gestione dei Beni e delle Attività Culturali. Dalla passione per l’arte sono nati il Blog e il gruppo Facebook  “L’Arte Raccontata nei Libri”  dove l’arte e la letteratura si fondono in un perfetto connubio. Un binomio, dunque, attinente alla coesistenza della cultura letteraria e di quella artistica. L’idea ha origine dalla lettura di qualsiasi testo (Romanzi storici, Saggi, Cataloghi di mostre, Biografie…) che contenga riferimenti al patrimonio artistico. Ne consegue un approfondimento delle opere d’arte menzionate dagli autori riportando una citazione dal loro libro.

Lo scopo del blog è quello di avvicinare alla cultura artistica anche i meno esperti rendendo l’arte fruibile a tutti. Gli argomenti sono trattati con un linguaggio semplice e scorrevole, affinché, sia comprensibile a chiunque abbia il desiderio di ampliare la propria conoscenza in ambito artistico. Continua a leggere “La storica d’arte che ama scrivere Manuela Moschin entra nella redazione di Alessandria today”

MOSAICO DI GINO SEVERINI, Comune di Alessandria

MOSAICO DI GINO SEVERINI, Comune di Alessandria

#alessandriainedita

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ll mosaico, opera di Gino Severini, copre una fascia sulla facciata del palazzo delle Poste di piazza Libertà.

L’opera lunga 38 metri e alta 1,20 metri è stata pensata come elemento decorativo e didascalico per impreziosire le linee semplici e geometriche dell’edificio postale.

Il mosaico, realizzato tra il 1940 e il 1941, raffigura la storia delle telecomunicazioni.

La fascia è divisa in tre parti: le due ali laterali più corte rappresentano i quattro continenti; la parte centrale, più lunga, rappresenta le poste.

Sulla sinistra i mezzi di trasporto terrestri, marittimi e aerei, e sulla destra il telegrafo.

Momenti di poesia. Click 2018, di Daniela Cobaich Mascaretti Poesie e Arte

Momenti di poesia. Click 2018, di Daniela Cobaich Mascaretti Poesie e Arte

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Click 2018

Un suono blu di mirtillo
depositato sulle labbra
Parola amata
balsamo blue di una notte…
vieni a giacere con me…
Un suono dolce di flauto
oltre il dosso del monte, del mondo…
Un fruscio di suoni
febbre di colori, lingue di fuoco violate…
Senti il richiamo…?
Scivoliamo in quel suono, si sveste il cuore
brucia nel magma caldo
Si perde nel filo aggrovigliato
e ogni giorno mormora il tuo nome
Si chiude il cerchio…custodi di sogni
Prigionieri…

Daniela Cobaich Mascaretti

SPluglio2018
Diritti riservati

Olio D.Cobaich.M.

FOTOGRAFIA: Il fascino inquieto e terminale del “Black and White”

Verso la liberazione, al fiume Lambro, provincia di Milano, foto©kostka

(by I.T.K)

Oggi, ai tempi della supremazia dei colori, dei dispositivi digitali in grado di regalarci in qualsiasi momento delle immagini scattate con perfezione e nitidezza sorprendenti, vorrei dedicare un attimo di riflessione alla drammatica e gotica bellezza degli scatti in bianco e nero. Il loro oscuro fascino mi attrae da sempre, soprattutto la crudeltà e la magia inclusa nei contrasti, nel chiaro – scuro e nelle ombre ispirate ai dipinti di Caravaggio. Una fotografia priva di distrazione multicolore mette in evidenza la struttura degli oggetti stessi, trasformandoli spesso in forme sconosciute di espressione quasi psichedelica. La struttura delle cose e la prospettiva cambiano radicalmente, la natura e i paesaggi iniziano una seconda oscura vita, quella teatrale e inaspettata. Oserei dire ancora di più! Le visioni in bianco e nero presentano spesso l’unione perfetta tra il passato e la contemporaneità rivoluzionaria della stilistica del Realismo Terminale.

Buona visione.

Izabella Teresa Kostka

Foto: Izabella Teresa Kostka, diritti riservati

Prospettiva, le sponde del fiume Lambro, photo©kostka

Vecchia fabbrica trasformata in abitazioni recenti, photo©kostka

Continua a leggere “FOTOGRAFIA: Il fascino inquieto e terminale del “Black and White””

EVENTI: LA PIUMA SUL BARATRO – maratona poetica di 27 ore a MILANO

(by I.T.Kostka)

Un evento straordinario di grande importanza e impegno civile per scongiurare la chiusura dell’emittente radiofonica Radio Radicale. Un’ imperdibile maratona poetica di 27 ore dal titolo “La piuma sul baratro”, a cura di Massimo Silvotti e Sabrina De Canio del Piccolo Museo della Poesia di Piacenza, con la collaborazione del poeta Mauro Toffetti, con il contributo della corrente del Realismo Terminale e con il sostegno morale e organizzativo di diverse associazioni e comunità letterarie – culturali (vedi la locandina allegata).

Numerosi poeti, musicisti, cantanti, artisti poliedrici, critici letterari di alto rilievo nazionale e internazionale tra cui il fondatore del Realismo Terminale M° Guido Oldani, il Prof. Giuseppe Langella e il Prof. Filippo Ravizza. Un vero collage artistico in una performance unica e ininterrotta a partire dalle ore 19.00 di sabato 16.03.2019 fino alle ore 22.00 di domenica 17.03.2019.

Luogo dell’evento:

Teatro Edi Barrio’s (sabato) e Barrio’s Live (domenica), Piazza Donne Partigiane, Milano.

Ingresso libero e gratuito.

Non mancate!

MUSICA: REQUIEM di W.A.MOZART con DOMINIKA ZAMARA (soprano) il 20 marzo 2019 a MILANO

(by I.T.Kostka)

Un evento straordinario, un capolavoro del Grande Mozart e un cast artistico stellare. Imperdibile!

Mercoledì 20 marzo 2019 alle ore 21.00 presso la Chiesa di San Marco in Piazza San Marco 2 a Milano, verrà eseguito uno dei più grandi capolavori di W.A. Mozart: la messa funebre “Requiem in re min. KV 626” per quattro soli, coro, orchestra e organo.

Tra i solisti di altissimo rilievo internazionale di fama mondiale Dominika Zamara (soprano), Angela Lisciandra (mezzo soprano), Enrico Iviglia (tenore) e Paolo Battaglia (basso).

Con la partecipazione dell’ Orchestra dell’Associazione Mozart Italia di Milano, del Coro Bach di Milano e di Sandro Rodeghiero (maestro del coro). Direzione artistica e musicale del bravissimo Aldo Bernardi.

Biglietti in prevendita su: http://www.vivaticket.it

Punti vendita autorizzati:

Marpiosa Duomo, Milano a Memoria, Coop Lombardia, Ricori Mediastore e tanti altri.

Momenti di poesia. Cappelli bianchi, di Alex Alexia

Momenti di poesia. Cappelli bianchi, di Alex Alexia

Capelli bianchi

Cappelli bianchi,
maglia bucata e
uno sguardo di sfida al mondo.
Le persone superandomi
lanciano sguardi di disapprovazione
ignari della sofferenza silenziosa
che si cela in fondo al cuore.
Un dolore che fa male,
non fa respirare e
non ti lascia nemmeno la forza di urlare.
Continuo a camminare
ostentando una sicurezza che non ho,
simile a un castello di carte,
sperando solo che il vento non le disperda.
Ghedi Alex

Dimore storiche di Sicilia: Villa Cerami, di Donatella Pezzino

Villa Cerami, oggi sede della Facoltà di Giurisprudenza di Catania, è una delle dimore antiche più belle e sontuose del capoluogo etneo. Situata alla fine della suggestiva via Crociferi, in una posizione stupenda dal punto di vista storico e panoramico, fu costruita pochi anni dopo il catastrofico terremoto del 1693 sullo “sperone del Penninello”, accanto agli antichi quartieri di Montevergine e Santa Marta; da lì si dominava tutta la città e, cosa ancora più interessante, le antiche rovine di epoca romana. Sembra che il primo proprietario sia stato addirittura il duca di Camastra, personaggio di primo piano nella ricostruzione catanese post-terremoto. Camastra avrebbe poi venduta la villa al duca di San Donato.

L’edificio prende il nome dalla famiglia dei principi Rosso di Cerami, che nei primi decenni del Settecento lo acquistarono dagli eredi del San Donato e lo sottoposero a lavori di ampliamento e abbellimento. Così come lo vediamo oggi, il complesso è la risultante della stratificazione di diversi stili: dal barocco iniziale (evidente soprattutto nello scalone esterno e nel portale d’ingresso, forse opere di Giovan Battista Vaccarini) al neoclassico, fino ai rimaneggiamenti tardo-ottocenteschi del milanese Carlo Sada, uno degli architetti “alla moda” della Catania Liberty.

Completamente immersa in un giardino caratterizzato da una straordinaria varietà di specie vegetali, la villa è ancora oggi un piccolo polmone verde nel cuore del centro cittadino.

Tra i suoi angoli più suggestivi, la grande terrazza dalla quale si può godere di una stupefacente vista sulla città e sul mare. Nel 1881 la villa ospitò re Umberto e la regina Margherita: in loro onore si diede un ricevimento con un ballo, riconvertendo allo scopo una sala adibita a cappella (oggi, l’Aula Magna della Facoltà). Per l’occasione, il grande affresco di Olivio Sozzi sulla volta – raffigurante un soggetto religioso – fu coperto con una cappa di gesso, sulla quale venne riprodotta l’”Aurora” di Guido Reni.

Agli inizi del Novecento cominciò per Villa Cerami un progressivo degrado. Negli anni Trenta, alcuni locali della villa furono occupati da un istituto scolastico: i preziosi arredi ne furono irreparabilmente danneggiati e molte inestimabili opere d’arte andarono perdute. Agli inizi degli anni ’50, una parte del giardino fu alienata e vi fu costruito un edificio a più piani. Nel 1957, l’intero complesso fu acquistato dall’Università di Catania che ne iniziò il restauro. Molte delle sue parti sono state conservate e sistemate, altre sono state modificate: tra le opere rimaste c’è lo scalone interno a due rampe realizzato dal Sada.

E’ interessante notare come, a dispetto delle modifiche che ne hanno stravolto l’aspetto originario, l’esterno e gli ambienti interni riescano ancora a mantenere intatta l’atmosfera di lusso e di sontuosità.

Tracce dell’antica maestosità sopravvivono, in particolare, nella bellezza del portale d’ingresso, nel quale l’abbondanza di fregi e decori culmina nel grandioso stemma della casata Rosso sulla sommità.

*

Donatella Pezzino

dal blog: Donatella Pezzino – La donna siciliana nella storia e nella poesia

SUB VERSUM (Elogio della sovversione)

Hechìzo VP

La sovversione è tale finché sfugge alla sua stessa istituzionalizzazione e resta prospettiva di capovolgimento.

Principio della sovversione è il linguaggio finché resiste al formalismo di cui lo “slogan” è l’ultima deriva: la sua istituzionalizzazione.

Quale inventore di forma, l’artista è necessariamente un sovversivo e quale inventore di linguaggio, in particolare, lo è il poeta e in tal senso ogni sovversivo è un poeta.

Valentino Picchi “Hechìzo”.

http://www.hechizovp.blogspot.com

RITRATTI: GIOVANNI RONZONI – un artista a 360 gradi

L’architetto Giovanni Ronzoni presso il suo prestigioso Atelier Spazio Galleria a Lissone

(by I.T.Kostka)

“Dio in realtà non è che un altro artista. Egli ha inventato la giraffa, l’elefante e il gatto. Non ha un vero stile: non fa altro che provare cose diverse.”

(Pablo Picasso)

Provare cose diverse, osare e sperimentare, creare dal nulla l’essenza dell’arte in ogni sua forma e sfumatura senza cedere alla ripetizione, ai vecchi modelli del passato, alla banalità, essere un artista a 360 gradi diventano, allo stesso tempo, un vero e stimabile “Ambasciatore della Cultura”, essere un personaggio di spicco e altissima caratura artistica senza dimostrare la superiorità e l’egocentrismo, condividere e offrire il proprio spazio creativo (Atelier a Lissone), fornendo in questo modo un supporto “fisico e concreto” alla diffusione della cultura e dell’arte. Sì, tutte queste preziose doti si uniscono perfettamente nella raffinata ed elegante persona dell’architetto Giovanni Ronzoni, un artista che come disse il grande Picasso “… è un ricettacolo di emozioni che vengono da ogni luogo: dal cielo, dalla terra, da un pezzo di carta, da una forma di passaggio, da una tela di ragno”.

• NOTE BIOGRAFICHE

Giovanni Ronzoni, nasce a Lissone nel 1952. Dopo gli studi superiori all I.P.S.I.A. di Lissone, si laurea in Architettura al Politecnico di Milano ed avvia da subito il suo studio professionale firmando numerosi progetti privati e pubblici con il suo segno minimalista ben riconoscibile. La sua poliedrica personalità e l’inesauribile creatività lo porta negli anni a sviluppare sempre più il suo lato artistico e ad avvicinarsi ad altre discipline come la grafica, la fotografia, la pittura, la scultura e la poesia. Giovanni Ronzoni utilizza i vari linguaggi espressivi e li piega al suo volere per portare avanti una ricerca artistica in cui tutti questi linguaggi diventano sintesi per dare forma e voce al suo pensiero.

• Architettura_Design

Nel 1980 fonda lo Studio Ronzoni. Successivamente nel 1997 rileva un capannone sede della fabbrica di vernici, nel quale il padre ha lavorato negli anni della seconda guerra mondiale.
Lo ristruttura radicalmente, pur conservando lo spirito dell’enorme spazio ininterrotto a grande navata centrale con volta a botte, fondendo gli interni con il paesaggio circostante, tramite la demolizione parziale della parete che si affaccia sull’imponente linea ferroviaria Milano Chiasso.
Ne fa la sede dello Studio Ronzoni, collocandovi lo spazio operativo di progettazione ed uno Spazio Galleria al livello soppalcato, che ospita sculture proprie e una collezione privata di autori vari, in progress, oltre ad organizzare eventi ed installazioni.

Il suo segno distintivo del progetto, da sempre provocatorio e teso alla poetica, è l’essenzialità, che si traduce nella realizzazione di spazi concepiti per sottrazione e silenzio. Il bianco, la luce e il vuoto ospitano arredi minimali in pezzi unici su disegno, alla ricerca di un linguaggio estremizzato, caratterizzato da un’atmosfera che si carica armoniosamente di tensioni e profonda spiritualità.

Lo Studio Ronzoni ha firmato ville ed edifici residenziali e commerciali, di matrice minimalista, concept e realizzazioni di prestigiosi stores_sistema moda nei centri storici di Milano, Monza, Perugia e Fukuoka (JP), restyling di palazzi storici e di svariati appartamenti residenziali in Italia, curando anche l’architettura degli interni.
Nel Design ha collaborato con note aziende italiane firmando diversi progetti, ed a volte vestendo il ruolo di Direzione Artistica.
Parallelamente si occupa di Urbanistica e Paesaggio. Continua a leggere “RITRATTI: GIOVANNI RONZONI – un artista a 360 gradi”

Musei e luoghi d’arte del Monferrato nel nuovo libro di Valentina Bonanno: presentazione alla Gambarina

Giovedì 21 febbraio alle 21 presso il Museo etnografico “C’era una volta” (piazza della Gambarina 1, Alessandria) si terrà la presentazione del libro “Musei e luoghi d’arte nel Monferrato”, la nuova pubblicazione dell’autrice Valentina Bonanno sul nostro territorio, dopo Alessandria. Chiese, palazzi storici e collezioni civiche(2017).

Il testo affronta una panoramica dei principali luoghi di interesse storico, artistico e culturale della provincia di Alessandria e della città di Asti, con una particolare attenzione alle realtà museali al fine di fornire notizie sulle collezioni artistiche e di promuoverne la fruizione. Continua a leggere “Musei e luoghi d’arte del Monferrato nel nuovo libro di Valentina Bonanno: presentazione alla Gambarina”

RIFLESSI D’ORO NEL PARCO CHINA E ORO, di Stefania Melani

RIFLESSI D’ORO NEL PARCO CHINA E ORO, di Stefania Melani

riflessi

Buongiorno luminoso e sereno amici, alcuni di voi mi hanno chiesto di postare la mia opera esposta alla
III BIENNALE DELL’ACQUARELLO E DEL DISEGNO
nel PALAZZO DUCALE, MASSA, terminata ieri.

RIFLESSI D’ORO NEL PARCO
CHINA E ORO

Soffermiamoci
nel parco
Ala interminabile
di voli..
Riflessi inestinguibili
di pace….

Stefania Melani@

RITRATTI: ELISA LONGO – poetessa e performer tutta da scoprire

(by I.T.Kostka)

Una rivelazione della Maratona Poetica del Piccolo (ma Grande) Museo della Poesia a Piacenza: Elisa Longo. Una poetessa di grande originalità e carisma, apprezzata durante numerosi Poetry Slam e performance sul territorio nazionale. I suoi libri d’esordio in formato ebook si trovano in cima alle classifiche della piattaforma digitale Amazon. Una donna sensibile e intelligente, creativa e sorprendente come anche i suoi novativi versi. Oggi tra gli ospiti della testata giornalistica online “Alessandria Today”!

• BIOGRAFIA

Elisa Longo nasce a Tradate (Va) il 14 maggio 1974 da genitori pugliesi. Cresce e respira l’aria di Panni, un paesino a 801 m.s.l.m del Subappennino Dauno. Si laurea in lingue e letterature straniere all’ Università Cattolica di Milano. Lavora come correttrice di bozze ed editor per case editrici medio piccole e collabora con una grande casa editrice nella redazione di schede libro. Si occupa di campagne di ufficio stampa ed è una giornalista free lance. Partecipa al Premio Italo Calvino nel 2017. Scrittrice di racconti, poesie e sceneggiature teatrali, decide di partecipare alla sua prima lettura pubblica solo nel novembre 2017. Il pubblico si incuriosisce e comincia a interessarsi alla sua poetica che sembra emergere dal nulla. Nel maggio 2018 vince il “No Lunch Poetry Slam” dell’edizione del Festival Internazionale di Poesia di Milano e comincia la sua collaborazione con alcuni poeti della scena milanese. Partecipa a uno spettacolo poetico reinterpretando la poetica di Cristina Campo a cui dedica la poesia Cristina.
Impegnata per i diritti civili, contro la violenza di genere e il razzismo, partecipa attivamente a campagne di sensibilizzazione.
Il 3 agosto 2018 pubblica la sua prima silloge poetica “Buttate la Poesia tra le gambe di una donna” che passeggia curata da Stefano Donno de I Quaderni del Bardo edizioni in versione Ebook.
Il 25 ottobre pubblica “Come se qualcuno vi vedesse nudi”, sempre con Stefano Donno de I Quaderni del Bardo edizioni, in versione Ebook, una raccolta di racconti che possono essere riassunti con una delle frasi contenute nel libro: “Forse siamo solo ombre su un muro, la proiezione di una concretezza sfumata”.
Nel 2019 è in arrivo il suo terzo libro, in versione cartacea per I Quaderni del Bardo di Stefano Donno.
“La poesia risuona per le strade, quando è viva dialoga con il panorama circostante. Vedere una donna passeggiare è poesia. Io scrivo una poesia del quotidiano e la metto a disposizione di chiunque voglia leggerla: nei salotti, sulle riviste poetiche, negli slam o per strada.”

• Alcune poesie scelte:

LA MULA PEPPINA

Orizzonte di campo:
sole e schiene chinate
a strappare bozzoli avorio.
Cresce l’aglio
e cresco anche io.
Io in groppa a Peppina
mula secca, sudata e lucida.
Io a sciabolare parole all’aria
e giocare tra inchiostro e carta.
Mula sferza la coda ispida.
Mula mangiata dalle mosche,
si mangiano anche me,
si mangiano anche i sogni.
Mangiasogni che volano,
ronzano, pungono,
iniettano tracoma,
cecità e buio nell’anima.
Mosche che portano pensieri stagnanti,
Medioevo e forconi.
Io scaccio mosche,
mi faccio aria nuova
in groppa a Peppina,
io sento vertigine di altezze grandi.
Io seminata nella terra,
guardo il cielo,
gioco,
mi batto il petto nudo.
Io cresco con l’aglio,
sogno,
in groppa a una mula
che sogna anche lei.

PUÒ BASTARE COSÌ

Può bastare così
la vita,
se la vuoi depilata,
smussata,
senza buchi in cui inciampare.
Invece
se osi avventurarti
oltre il ruvido dei bordi,
da quei pertugi scuri,
si aprono vuoti d’aria
fatti per rovesciarti lo stomaco,
appenderti per i piedi
o prenderti alla gola.
Sentirsi vivi
è spesso
soffocare

Elisa Longo

Tutti i diritti riservati all’autrice

Elisa Longo durante “Yin e Yang” – Verseggiando – Bookcity di Milano, 2018. Foto: Umberto Barbera

FLASH QUIZ: LUIGI MAIONE (musicista)

FLASH QUIZ

1 – Nome e Cognome: Luigi Maione (in arte MAIONE)

2 – Professione: Musicista

3 – Passioni / hobby:

Musica e poesia

4 – Quale significato hanno per Te l’arte e la cultura:

L’arte e la cultura , in particolare l’arte, potrei dire che per me non significa. L’arte è.
E non è una notizia, l’arte fa notizia. È voce di zone oscure, t’inquieta e ti appaga. Ha in sè nuove allegrie e altri pianti.
L’arte non chiarisce, confonde, perché mescola le carte e inventa nuovi giochi.
L’arte è un’idea sulla vita, è una vita piena di idee, belle e malsane. L’arte è la grafica di un sentire occulto e non ha giudizio e non dà giudizi. L’arte è l’occhio che manca alla vita.
L’arte non è la vita. L’arte è vita!

5 – Artisti preferiti:

Non è facile. Sono sia pittori che scultori o poeti o musicisti. Ognuno di questi per le sue caratteristiche. C’è chi mi colpisce al cuore, chi alla testa, chi alla pancia, chi mi fulmina.
Ma ci sono anche piccole sfumature di artisti che, pur non essendo i miei preferiti in assoluto, mi danno emozioni. Nella poesia ce ne sono tanti che vengono da epoche e stili diversi. Se proprio devo citarne qualcuno mi verrebbe da dire Neruda, così come Lorca, ma anche Rimbaud, Lautréamont e i surrealisti in generale. Ma come farei ad escludere un Ungaretti o un Montale, o il grande Leopardi!
Non ricordo a memoria nessuna poesia di questi autori, ma la loro memoria mi è di grande compagnia. In ogni caso, la lista è lunga. Se dovessi sceglierne uno solo, mi risulterebbe veramente impossibile. Così come nella musica. Si va dal sospiro al fuoco, dalla terra alle nuvole, dall’intimo al viscerale. Tutto quello che mi emoziona mi fa crescere e vibrare.

6 – Progetti attuali:

Beh, sicuramente il mio cd ASSASSINI SI NASCE e il prossimo che sto preparando. Ovviamente anche la ventennale attività col Rhapsòdija Trio.

7 – Sogni nel cassetto:

Diversi, ma ho perso la chiave del cassetto. Beh, meglio aver perso la chiave che i sogni!

8 – Essere intelligente vuol dire per te:

L’intelligenza è una virtù che non può prescindere dalla sensibilità. Sono complementari. Essere intelligenti forse significa aprire più finestre, non solo la propria…

9 – Dove va l’umanità di oggi?

Ho sempre pensato che l’umanità, soprattutto in questi ultimi tempi, si trovi allo sbando, in una zona di totale smarrimento. Questo smarrimento è causa di malessere estremo e può avere delle conseguenze molto gravi. Ma è soprattutto
l’ effetto di una cattiva, anzi pessima gestione politica e sociale che è andata sempre più peggiorando. Ci vorrebbe un passo indietro e un salto in avanti…
Non riesco ad accettare la rassegnazione ad una vita che così è e così deve andare. Abbiamo premuto troppo l’acceleratore, spegnendo anche i fanali. C’è buio. Qualcosa bisogna fare e in fretta. Dove andrà l’umanità non lo so. Sono già abbastanza preoccupato di dove si trovi oggi.

10 – Dove conduce l’arte contemporanea?

L’arte, a mio avviso, potrebbe anche prescindere dalle epoche, (mi riferisco ai contenuti). Per quanto riguarda le forme, sicuramente è in continua evoluzione ed espansione. Francamente, non so dare una risposta precisa. Solitamente mi faccio domande. Ma sicuramente l’arte non si fermerà. Non credo e non ho mai creduto che l’arte possa cambiare il mondo, ma aiutarci a vivere sicuramente si.
Peccato che troppo spesso l’arte segue il mercato. In quel caso forse diventa un po’ meno arte. Ah, ma è complicato questo concetto. Troppo complicato…

11 – Ti piace sperimentare?

In generale si, in particolare, dipende con chi e cosa.

12 – Preferisci l’arte viva (teatro, performance live etc.) oppure scegli la registrazione (cinema, CD, Youtube etc.):

Preferisco il live, anche per quanto riguarda il mio lavoro. Ma anche altro. L’importante che ci sia più emozione che business. Si, bella risposta… Peccato che poi sono sempre attaccato alle macchine…

13 – Libri preferiti:

Non ho letto molto, ahimè, nella mia vita, per un mio problema legato a un disturbo di attenzione, soprattutto di concentrazione e una seppur lieve forma di dislessia. Comunque tra i libri che mi son piaciuti di più, ci metto sicuramente IL RITRATTO DI DORIAN GRAY- IL GIOVANE HOLDEN – CENT’ANNI DI SOLITUDINE- L’IDIOTA- UNO, NESSUNO, CENTOMILA- v ecc. MA sicuramente al momento me ne sfuggono altri.

14 – Secondo te i social network sono importanti?

Se se ne fa un uso corretto, sì. Cosa significa corretto? Sarò molto sintetico: se non si consegna la propria vita ai social e soprattutto le proprie nevrosi. Ma non è facile.

15 – Che cosa vorresti augurare ai nostri lettori?

Ai lettori auguro di illudersi ed emozionarsi per tutta la vita. Tutto il resto è un’illusione…

MAIONE su YouTube:

https://youtu.be/29SdJD-op0M

GRAZIE PER AVER RISPOSTO A QUESTO FLASH QUIZ.

Izabella Teresa Kostka

DAL MONDO: È iniziata l’edizione polacca del programma culturale “Verseggiando sotto gli astri”

Izabella Tarasiuk Andrzejewska (a sinistra), Izabella Teresa Kostka (a destra) e Jakub Królikowski

(by I.T.Kostka)

Con grande entusiasmo e commozione è iniziata ufficialmente l’edizione polacca del molto popolare in Italia programma culturale ciclico itinerante “Verseggiando sotto gli astri – Poetując pod gwiazdami”. Venerdì, 28 dicembre 2018, ha avuto luogo il primo appuntamento poetico – musicale dal titolo “Dal Baltico al Mar Mediterraneo – Od Bałtyku do Morza Śródziemnego”, tenutosi presso l’accogliente e impregnata di magia natalizia “Galleria Kamea” a Poznań. All’evento hanno partecipato: la carismatica attrice drammatica e cantante Izabella Tarasiuk Andrzejewska, il giovane e talentuoso pianista jazzman e compositore Jakub Królikowski, Izabella Teresa Kostka (scrittrice italo – polacca, voce recitante, fondatrice e organizzatrice del programma), alcuni poeti polacchi tra cui Alicja Kuberska e Zbigniew Roth, premiato con ben tre riconoscimenti per il 50° Anniversario del lavoro artistico e il duo musicale Barbara Cieślińska Krenz (pianoforte) e Jarosław Krenz (canto).

Galleria Kamea, Poznań

Il secondo appuntamento dell’edizione polacca si è svolto con successo il 4 gennaio 2019 presso l’incantevole PoemaCafe, via Langiewicza 2 sempre nella città universitaria di Poznań (Polonia).

PoemaCafe, Poznań

Entrambe le serate hanno riscontrato grande interesse del pubblico sempre attento e sensibile a ogni sfumatura dei versi sia poetici sia quelli musicali. L’edizione polacca “Poetując pod gwiazdami” continuerà sicuramente il suo cammino, unendo la Polonia al Bel Paese attraverso sempre più frequenti collaborazioni artistiche.

Galleria foto:

RITRATTI: MARA CONSOLI (Alessandra Solina)

(by I.T.Kostka)

Accogliamo tra di noi i nuovi, valenti autori emergenti: ALESSANDRA SOLINA, conosciuta anche come MARA CONSOLI. Nella sua scrittura ondeggia tra il classico, descrittivo poetare e il moderno sperimentare. Usa un linguaggio spesso fantasioso, onirico che sottolinea la vivace creatività dell’autrice. Versi liberi, sciolti, scorrono spontaneamente come un racconto, a tratti sfiorano quasi “prosa poetica”. Sicuramente il mondo visionario e interessante, segnato dalla sensibilità e dall’infinita immaginazione di Alessandra.

• NOTA BIOGRAFICA

Alessandra Solina ha iniziato a scrivere poesie on line sotto lo pseudonimo di Mara Consoli nel luglio del 2017.
Alessandra è nata e vive a Cecina (Livorno), ed è appassionata da sempre di letteratura, arte e lingue straniere. Si è laureata in Storia Moderna presso la Facoltà di Lettere di Pisa.
Per alcuni anni è stata impiegata nel settore turistico, svolgendo contemporaneamente attività presso l’associazione culturale con la quale tuttora collabora. Presso la stessa si occupa della promozione di eventi riguardanti la violenza di genere ed il confronto interc\nulturale ed interreligioso, nonché iniziative di vario genere, con particolare attenzione ai giovani e agli adolescenti.
A febbraio 2018 è uscita la sua prima silloge, “Atomi sparsi”, nella collana “Gli Emersi” della Aletti Editore. Sue poesie sono state scelte per l’antologia “Le Maree della vita” ed edita da CTL. Una sua opera è arrivata finalista al Contest Letterario “E in arrivo Santander” a cura dello scrittore e attore Giuseppe Carta (edita da Il Caso Editore Paradigma NOUU). Una sua poesia è stata selezionata al Concorso Nazionale di Poesia Coelum 2017.

• ALCUNE POESIE SCELTE

IDENTIKIT

Amo sparire dalle immagini,
foto ritoccate di risa.
Rannicchiata nell’alveolo
di una conchiglia
ormai lontana dal mare,
lontana da sozze spume,
non può cancellarmi l’ombra del vento.
Le orme di passi secolari
sono state inghiottite da comete.
Implodono gli astri,
gara di fossili inceppati.
Con sforzo erculeo
oltrepasso il cadavere di una poseidonia
e giungo al mirto dal solitario fiore.
Ora so chi sono.

ME E ALICE

E bello leggerle negli occhi
l’amore.
Un tempo ne ero affetta anch’io
e travisavo il mondo,
lo traboccavo ovunque.
Ora neanche uno scalpello
per il mio cuore d’ebano
a lenire anni di privazioni.
Ammiro il suo sguardo,
increspo le mie labbra
che subito tornano monolitiche e assenti,
a ricordarmi che la radice è defunta
a causa di stagioni di siccità non corrisposte.
Adesso è arrivata la pioggia.
Troppo tardi.
Non germoglieranno
né le secche sterpaglie,
né le aride pietre.
Guardo i suoi occhi ricolmi di fiori,
e nel loro riflesso i miei di tenerezza.

DRIADE

Questa sono.
Battezzata Driade da mia madre.
Non conosco altro sentimento
che non sia ritorto malleolo,
verde contorsione,
ventagli ventosi di intarsi
e ipotesi annodate alla terra.
Credesti fosse un sogno di caldo
all’ombra delle Esperidi
e non ti accorgesti
che eri impigliato a me.
Allora decisi di versare
antica saggezza nei rovi d’amore
dove si addentrano
i cuori disperati come il tuo.
Non volevo che spine mi imbrattassero
del tuo sangue amaro.
Sebbene non comprenda il tuo male,
conosco l’arboreo conforto.
E te ne feci dono.

Alessandra Solina

Tutti i diritti riservati all’autrice