Racconto. Il vecchio e il bambino di Stefania Pellegrini

Il mio tempo migliore

Un giorno, un vecchio e un bambino si incontrano lunga la sponda di un fiume. L’uno è seduto sull’argine, l’altro, un poco distante, tira sassi nelle acque placide e silenziose.

Ad un certo punto, il bambino, sentendosi osservato, si avvicina al vecchio e gli chiede:

“Da dove vieni? Non ti ho mai visto da queste parti.”

“Come no, tu non mi hai visto, ma io c’ero”.

“Ma come è possibile? Vengo spesso a giocare qua.”

Il vecchio, carico d’anni, la pelle cadente solcata da grosse rughe, fuma la pipa e scruta la faccia del bambino accennando un mezzo sorriso.

“C’ero, c’ero, piccolo sbadato, non mi hai visto perché ero nel fiume.”

“Cosa facevi, nuotavi?”

“In un certo senso.” – Segue un breve silenzio, poi riprende il bambino:

“Cioè? Che vuoi dire?”

“Ero quel piccolo pesce che hai colpito con un sasso.”

Il bambino, un po’ stupito, guarda il vecchio dalla punta del naso ai piedi, e pensa – questo qui non è normale. –

Il vecchio prosegue:

– “Due giorni fa ero il filo d’erba che hai strappato, e il giorno prima ancora, il cespuglio che tu e i tuoi amici avete sradicato per riprendere la palla, prima che finisse nel fiume.”

“Ma mi prendi in giro?” – dice il bambino –

Entrambi smettono di parlare, persi nei propri pensieri.

Il vecchio continua ad aspirare la sua pipa, il bambino un po’ confuso riprende a gettare sassi al fiume. Continua a leggere “Racconto. Il vecchio e il bambino di Stefania Pellegrini”

VAMOS A BAILAR CON GLI STREGATTI! OLÈ VIVA LA CARMEN! a cura di Vicario Marina

Locandina dell’evento facebook
https://www.facebook.com/events/396514897781568/?notif_t=event_calendar_create&notif_id=1549922870504553

Domenica 24 febbraio TEATRO SAN FRANCESCO ALESSANDRIA
Compagnia Teatrale Stregatti insieme a Flamenco Gitano di Sara Stanchi
LA CARMEN spiegata ai Bambini con Stage di Flamenco alla fine dello spettacolo ore 16 (spettacolo a pagamento 5 euro)

VENITE VESTITI DA SPAGNOLA, RIEMPIAMO IL TEATRO SAN FRANCESCO DI POIS ROSSI, BIANCHI, NERI OLE’!
Vamos a bailar …………….

Stella della buonanotte – filastrocca di Marina Vicario

Il rassicurante brillio delle stelle è magia.

Stella della buonanotte

Stella nascente
stella brillante,
porta la luce in un istante.
Vieni stellina
vieni vicina
qui c’è un bimbo che fa la nannina.
Stella che balla
con la stella gemella
sappi che ogni mamma
è sempre più bella.
Stella sognante
Stella cadente,
ogni desiderio
pensato
sarà per noi realizzato.
Buonanotte mia stella assonnata
fa’ sonni tranquilli
e sta sicura
che tutto il mondo guarderà che brilli.

Marina Vicario

 

Il salto, di Marcello Comitini

Il salto, di Marcello Comitini

Pablo-Picasso-Child-with-flower
Pablo Picasso, Child with flower

allo stupore dolente dei Genovesi

Eccomi ancora sui sedili posteriori dell’auto.
Nello specchietto retrovisore mi vedo lontano e piccolo.
Giocavo con la palla rossa e blu che mi ha regalato
la nonna per questo viaggio.
Mio padre diceva a mia madre di essere arrabbiato
perché aveva dimenticato di chiudere
il gas e la finestra del bagno.
Io immaginavo la nonna che entrava a casa
per chiudere il gas e la finestra mentre si guardava intorno
e sentiva la malinconia della mia assenza. Saranno contenti
– pensava – d’essere tutti in vacanza.
Non sono mai stati nel Midi della Francia in un sole più buono
e un vino più dolce di quello che fanno in Toscana.
È vero mio padre e mia madre non ci sono mai stati
ma già sanno qualcosa. Lo capisco dai loro visi sereni.
Mio padre diceva la nonna ormai è fuori di testa. Crederà
che non siamo partiti
diventerà triste e morirà di dolore. Non dovevi
dimenticare la finestra aperta e non chiudere il gas.
Mi vedo nello specchietto retrovisore
che ho messo da parte la palla e guardo mio padre.
Anche mia madre lo guarda scuotendo la testa.
Abbiamo voglia di dirgliene quattro
e poi ridere insieme di questo nostro amore che cresce.
Mio padre sorride e mi guarda
nello specchietto retrovisore. Io gli sorrido.
Nel piccolo spazio tra me e il sedile di fronte
lancio la palla che rimbalza e la prendo. Rimbalza e la prendo.
L’auto è il mio cortile il sedile è il muro di fronte
la palla è la musica del mare alla fine del viaggio.
Mia madre sorride e si volta a guardarmi.
Abbiamo tanta strada da fare
forse è meglio che dormi. Non voglio dormire.
Guardo la strada davanti a me tra i loro visi girati
voglio raccogliere sogni.
Cerco di non chiudere gli occhi, di sentire la voce
di nonna che dice ormai sei un ometto.
Poi non vedo più nulla. Tra le mie braccia la palla e la nonna
che apre e chiude la bocca in un silenzio di morte.